DDL Lavoro Autonomo, Ruta (PD): prime tutele per i lavoratori autonomi

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Con la votazione di questa mattina, in Senato, diventa legge dello Stato Italiano il ddl sul lavoro autonomo per garantire alcune prime forme di tutela sociale, oggi assenti, a quanti non imprenditori svolgono un lavoro senza vincolo di subordinazione.

Il provvedimento è articolato in tre Capi, il primo dei quali è dedicato ai rapporti di lavoro autonomo e all'istituto dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori con un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (in particolare, si riconosce in via permanente, a decorrere dal 1° luglio 2017, l'indennità di disoccupazione denominata DIS-COLL, ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto  iscritti in via esclusiva alla relativa Gestione separata, non pensionati e privi di partita IVA  e la si estende agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla stessa data).

Il Capo II contiene norme relative al cosiddetto lavoro agile, quello che nella letteratura viene anche chiamatosmart working. Al Capo III vi sono disposizioni finanziarie e finali.

Con questo provvedimento si definisce il lavoro autonomo come occupazione senza vincolo di subordinazione e quindi di orario e di luogo di prestazione.

E' una linea di demarcazione fondamentale, stabilita dalla riforma del lavoro per smascherare abusi e false partite Iva e riconoscere più diritti ai tanti lavoratori autonomi non imprenditori del nostro Paese, soprattutto giovani.

Secondo l'ultimo Rapporto Censis, infatti, l'Italia è il paese europeo con il più alto numero di giovani lavoratori autonomi, 941 mila tra i 20 e i 34 anni, contro gli 849 mila inglesi e i 528 mila della Germania. Il tentativo che si prova a realizzare con questa normativa è quello di garantire tutele e riconoscere diritti ai lavoratori autonomi: si estende il congedo parentale di 6 mesi ai genitori entro i 3 anni di vita del bambino; si riconosce l'indennità di maternità pur continuando a lavorare; in caso di infortunio o malattia viene sospeso il pagamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi e sono estese le tutele per la sicurezza e per la prevenzione dagli infortuni e dalle malattie.

Sul fronte economico, si aumentano le deduzioni e viene applicata la tutela dei tempi di pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche, mentre i liberi professionisti potranno aggregarsi in reti, consorzi o forme associate per accedere ai bandi di gara.

Per la prima volta e in termini comuni a tutti i lavoratori tanto dipendenti, quanto indipendenti viene codificato esplicitamente il diritto promozionale all'apprendimento quale fondamentale tutela del lavoratore per la propria occupabilità. Esso diventa effettivo, per i lavoratori autonomi, attraverso l'incentivazione fiscale delle spese per autoformazione (deducibilità delle spese di iscrizione a master e corsi di formazione, convegni e congressi oltre a tutte le altre spese relative, quali soggiorno e viaggio) e, per i lavoratori subordinati, attraverso l'autonomia negoziale cui sono demandati anche i modi per sanzionare o incoraggiare i comportamenti.

La normativa approvata prevede inoltre l'istituzione di un tavolo permanente presso il Ministero del lavoro affinché il Ministero stesso, il Governo attraverso di esso e le associazioni rappresentative delle libere professioni e del lavoro indipendente possano discutere e approfondire ulteriormente le problematiche che in questo provvedimento non è stato possibile risolvere, soprattutto riferite ai modelli previdenziali oltre che al tema della formazione.

Infine, si prevede che centri per l'impiego e gli intermediari dovranno dotarsi di uno sportello dedicato al lavoro autonomo.

E'  del tutto evidente come sia necessario verificare l'efficacia e la  ricaduta di questa normativa a sei mesi dall'entrata in vigore: è una prima azione concreta che garantisce diritti e tutele a tanti lavoratori autonomi specialmente ai più giovani.

Sen. Roberto Ruta

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