Angolo della psicologa/ Una strada semplice per ottenere la felicità… “è proibito” non crederci

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Tempo fa, nella ricerca di cose belle da leggere mi capitò sott’occhio una poesia dal titolo al quanto particolare: “E’ proibito”, dopo averla letta oltre al titolo ho trovato del tutto particolare e piuttosto inaspettato anche il testo e me ne sono innamorata.
Leggendo e rileggendo i versi, come faccio quando voglio che qualcosa che mi colpisce diventi mia, ho capito che “E’ proibito” non è solo una poesia ma un vero e proprio manuale di sopravvivenza. Un dispensario di saggi consigli, particolarmente utili per tornare a galla quando la pesantezza di alcune dinamiche della vita ci portano verso il fondo.
Alcuni attribuiscono questo scritto al grande Pablo Neruda, altri al meno noto Alfredo Cuervo Barrero, bravissimo poeta contemporaneo. Tuttavia, chiunque ne sia il padre, cucendo insieme parole tanto semplici quanto rilevanti ne ha fatto un vero e proprio capolavoro, un dono notevolmente apprezzabile per chi legge.
Un anno, al cenone del 31 dicembre decisi di scomporre la poesia in tanti frasi, di scriverle su dei foglietti colorati, arrotolati con cura e fermati da un nastro luccicante e lasciare che, attraverso la sorte, arrivassero ai miei invitati, come consiglio, come proposito per l’anno alle porte, come augurio e come possibilità di ricominciare quando tutto sembra finito. L’iniziativa fu apprezzata e, con il sennò di poi, portò per qualcuno i suoi frutti.
A me capitò: “E’ proibito non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà”, pensai che era un proposito impegnativo ma molto motivante, lo tenni con me e ne feci la mia possibilità di non mollare davanti alle difficoltà.
Da quell’occasione, ogni fine anno, prendo tra le mani la mia poesia del cuore e scelgo un proposito da portare avanti nel tempo avvenire.
Un proposito che sia anche un augurio che mi aiuti a migliorare, a crescere, a sperare.
L’anno successivo scelsi “È proibito non essere te stesso davanti alla gente” con il desiderio di accettarmi per quella che sono.
Quest’anno, tirando le somme e considerando di aver mantenuto fede all’impegno preso l’anno precedente, ho scelto “È proibito piangere senza imparare” perché ho capito che è possibile piangere ma forse ancora non mi è del tutto chiaro che le lacrime versate hanno un senso se servono ad imparare e, magari non fare più gli stessi errori. Un’atra sfida, un altro giro sulla giostra della vita.
Nelle righe a seguire troverete i versi di questa bellissima poesia e se vorrete, anche voi potrete scegliere il proposito dell’anno, quello che quando lo avete letto vi è piaciuto di più, oppure quello che vi ha dato più fastidio, quello che sentite più vicino oppure, perché no, quello che avvertite più lontano proprio allo scopo di accorciarne le distanze.
“E’ proibito” è uno scritto motivante.
Sappiamo bene quanto sia importante, in ogni cosa, la motivazione, quel motore propulsore che ci dà forza e, allo stesso modo sappiamo quanto sia difficile vivere senza di essa.
“E’ proibito” attiva la motivazione e dà la spinta ai nuovi inizi.
Una lettura ed una meditazione che consiglio vivamente, specialmente in questo periodo in cui si ha voglia di voltare pagina, scegliere nuove abitudini che rompano la routine precedente e soprattutto si ha maggiore desiderio di cercare un proprio stato di benessere psicofisico.
Gennaio, come settembre, come il lunedì, come l’apertura dopo una chiusura, è il tempo della ripresa ed insieme ai tanti buoni propositi dovremmo avere con noi anche una buona carica motivazionale per portarli a termine.
Avere la forza di perseverare non è tanto semplice come a dirsi, tuttavia, esistono piccoli accorgimenti che ci permettono di non fallire negli intenti che ci prefiggiamo.
San Francesco era solito ricordare che ai traguardi si arriva facendo “piccoli passi possibili” e, come dargli torto?
Sono infatti i piccoli passi che senza fretta e senza danni ci fanno giungere sani e salvi alla meta.
Così, in questo periodo di nuovi inizi, la regola d’oro potrebbe essere procedere a piccoli passi, secondo le proprie possibilità, con la voglia di incamminarsi ma senza la fretta di arrivare.
Quindi, sarebbe opportuno per facilitare l’ottenimento di ciò che desideriamo:
fissare un obiettivo a lungo termine da raggiungere attraverso tappe intermedie che siano ragionevoli ed equilibrate;
non eccedere nei propositi ma, fissarne massimo un paio alla volta in modo da potersi dedicare ad essi al meglio delle forze;
prendere ogni nuovo giorno che inizia come una nuova opportunità di riuscire e sapere che c’è tempo e modo per ricominciare se si esce fuori binario, piuttosto che rinunciare;
non mollare alla prima difficoltà (al primo giorno saltato in palestra, al primo “sgarro” alla dieta, alla prima sigaretta fuori programma…) ma neppure alla seconda o alla terza perché deve essere chiaro che sempre c’è un punto per ricominciare;
darsi il permesso di “sbagliare”;
darsi la possibilità di ricominciare;
leggere “è proibito”.

Il testo qui di seguito:

E’ Proibito
È proibito piangere senza imparare,
svegliarti la mattina senza sapere che fare
avere paura dei tuoi ricordi.
È proibito non sorridere ai problemi,
non lottare per quello in cui credi
e desistere, per paura.
Non cercare di trasformare i tuoi sogni in realtà.
È proibito non mostrare il tuo amore,
fare pagare agli altri i tuoi malumori.
È proibito abbandonare i tuoi amici,
non cercare di comprendere coloro che ti stanno accanto
e chiamarli solo quando ne hai bisogno.
È proibito non essere te stesso davanti alla gente,
fingere davanti alle persone che non ti interessano,
essere gentile solo con chi si ricorda di te,
dimenticare tutti coloro che ti amano.
È proibito non fare le cose per te stesso,
avere paura della vita e dei suoi compromessi,
non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro.
È proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire,
dimenticare i suoi occhi e le sue risate
solo perchè le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi.
Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
È proibito non cercare di comprendere le persone,
pensare che le loro vite valgono meno della tua,
non credere che ciascuno tiene il proprio cammino
nelle sue mani.
È proibito non creare la tua storia,
non avere neanche un momento
per la gente che ha bisogno di te,
non comprendere che ciò che la vita ti dona,
allo stesso modo te lo può togliere.
(Barrero)

dott.ssa Antonella Petrella, psicologa-psicoterapeuta