Viticoltura/ Moët Hennessy ‘abolisce’ gli erbicidi

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La ‘svolta’ ecologista prende sempre più piede nella viticoltura; a dare l’esempio, come spesso accade, sono le grandi firme internazionali.
Svolta green tra i filari per Moët Hennessy, il comparto enoico del gruppo del gigante del lusso francese Lvmh, che ha annunciato l’addio all’uso degli erbicidi entro il 2021 in tutti i suoi vigneti, da quelli del Cognac Hennessy agli 830 ettari di proprietà di Moët & Chandon, a quelli di Krug, Ruinart, Dom Pérignon e Veuve Clicquot in Champagne, Clos des Lambrays in Borgogna, Château Cheval Blanc e Château d’Yquem a Bordeaux.
Inoltre, il gruppo ha stanziato 20 milioni di euro per un centro di ricerca sulla viticoltura sostenibile nello Champagne. Un segnale forte che non mancherà di fare proseliti nel settore, dove le tematiche legate all’ambiente e la lotta all’inquinamento di qualunque natura hanno sempre avuto un certo peso.
C’è da credere che sia stata tracciata una strada in tal senso, lungo un percorso che sarà intrapreso da un numero sempre maggiore di operatori del settore.