Un vino,un territorio/ Emilia Romagna- Ortrugo Frizzante Bulli

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Pietro Colagiovanni*

Il territorio: l’Italia ha una delle più grandi varietà di vitigni al mondo. Da Nord a Sud sino alle isole i singoli territori pullulano di varietà autoctone di vite, oggetto di una intensa riscoperta da parte dei produttori e del mercato.

E’ il caso di questa settimana con l’Ortrugo dei colli piacentini che concede un vino dal sapore sorprendente e ricco di personalità, non standardizzato e particolare.Siamo in Emilia Romagna in provincia di Piacenza. La storica cantina Bulli ha sede nel comune di Castell’Arquato, comune medievale di circa 4500 abitanti. Arroccato sulle colline prospiciente il torrente Arda dista circa 30 chilometri da Piacenza.

La sede dell’azienda è in una frazione di Castell’Arquato, a Bacedasco Alto, un piccolo paesino anch’esso medievale in cui la vite la fa da padrona e disegna il paesaggio collinare dell’intera zona. Siamo sulle ultime propaggini dell’Appennino ligure, in un territorio ricco di storia e di cultura. Abitato sin dalla preistoria, grazie alla posizione viaria favorevole durante l’impero romano Castell’Arquato fu un rilevante centro rurale. Diventa comune di grande rilievo e vitalità nel medioevo.

Nei primi secoli del primo millennio è proprietà del vescovo di Piacenza che vi trasferisce la propria sede dal 1204 al 1207. Successivamente Castell’Arquato diventa comune libero e si affranca da Piacenza ma è solo l’inizio di secoli di turbolenza. La posizione strategica di Castell’Arquato attira le brame e gli appetiti di tutti i grandi signori medievali e rinascimentali.

Prima feudo ghibellino nel 1316 Galeazzo I Visconti conquista il comune. Seguono lotte e guerre continue per oltre un secolo finché il comune torna in mano ai Visconti tanto da cambiare il nome in Castel Visconti, nome che manterrà sino al 1470. Successivamente passa nell’orbita dei nuovi signori di Milano, gli Sforza.

Gli Sforza, con alterne vicende manterranno la signoria su Castell’Arquato sino al 1707 anno in cui il comune diviene parte del ducato di Parma e Piacenza, di cui seguirà la storia sino all’Unità d’Italia. Con una storia così è ovvio che ci sia tanto da visitare e da vedere. Oltre ad una semplice passeggiata in questi centri che raccontano un passato importante, intenso e intrecciato da passioni e sangue ci sono le vestigia a presidio di una ricchissima memoria.

Le vestigia militari, perchè qui la guerra è stata di casa per secoli, con la Rocca Viscontea e il Torrione Farnese. Le vestigia religiose, vista la presenza potente e possente della Chiesa (Castell’Arquato è stata anche annessa per un breve periodo allo stato pontificio) con, su tutte, la Collegiata di Santa Maria. Le vestigia civili, simbolo del potere comunale e dei feudatari succedutisi nei secoli, con il Palazzo del Podestà e il Palazzo Ducale. Ma si tratta solo di qualche esempio, vista la densità e il peso che ha la storia in questa zona. L’Italia è un paese meraviglioso e il piccolo centro di Castell’Arquato ne è l’ennesima riprova.

Il vitigno: l’Ortrugo frizzante 2017 Bulli è realizzato con l’omonimo vitigno a bacca bianca, l’Ortrugo al 100%. Vitigno originario del territorio piacentino è coltivato oggi prevalentemente in questa zona, con qualche rara puntata nel vicino Oltrepò Pavese. Il suo nome deriva dal termine Altruga ossia “altra uva” rispetto a quelle più importanti e conosciute con cui veniva assemblata. L’Ortrugo data la sua spiccata acidità è un vino ideale per una vinificazione spumantizzata o, come il caso odierno, frizzante.

Il vino: la cantina Bulli è una cantina storica dei colli piacentini e produce vini ricchi proprio di storicità. La sua specialità sono i vini frizzanti (diversi dagli spumante per una minore pressione dell’anidride carbonica alla stappatura) prodotti secondo metodi classici, da loro definiti ancestrali, e, cosa assai meritevole, senza aggiunta di solfiti. Oltre all’Ortrugo l’altro cavallo di battaglia di Bulli (100.000 bottiglie all’anno) è il rosso Gutturnio, anch’esso frizzante ed anch’esso prodotto tipico del territorio.

L’Ortugo frizzante è prodotto con la tecnica della rifermentazione naturale, ossia lasciando che il vino rifermenti in bottiglia (sviluppando così l’anidride carbonica che dona la caratteristica frizzante) con i suoi lieviti indigeni. Si tratta dell’antica ricetta contadina per fare il vino sui colli piacentini e Bulli riesce a coniugare la tradizione e la storicità con un prodotto di qualità al passo con l’evoluzione del gusto moderno.

L’Ortrugo frizzante ha un colore giallo paglierino con qualche velatura dovuta proprio ai lieviti e profumi intensi e particolari. C’è la frutta, c’è anche una certa croccantezza dovuta ai lieviti, c’è anche l’erba delle colline dove la vite cresce. Al sorso abbiamo un vino di assoluta personalità, particolare e dal sapore non standard ma non per questo sgradevole. La freschezza è prorompente ma viene domata dai frutti che percepiamo già al naso, da una nota minerale e da un finale leggermente amaro che tempera e arricchisce l’acidità dell’esordio.

E’un vino di qualità che non si assimila al Palato Unico della degustazione attuale. E’un’alternativa valida , visto anche il prezzo competitivo, al forse troppo inflazionato Prosecco, con colori e sapori che raccontano ed evocano storie della civiltà contadina di una volta. Dalla struttura non imponente (11 gradi alcolici) va bevuto giovane ed accompagna alla perfezione aperitivi e stuzzichini.

Valutazione: 4/5

Prezzo medio: 7 euro

Rapporto qualità/prezzo: molto favorevole

* fondatore del gruppo Terminus, comunicatore, sommellier Ais

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