Cucina e dintorni/ Mangiare equilibrato, ma non a Pasqua!

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di Stefano Manocchio*

Parlare di equilibrio alimentare proprio in occasione della Pasqua, così legata a tradizioni che privilegiano cucine non proprio dietetiche, potrebbe sembrare fuori luogo; per questo motivo non insisterò sull’argomento, ma mi limiterò ad una descrizione sintetica e ‘didattica’ su come si dovrebbero amalgamare le pietanze in maniera da avere apporti giusti di proteine, grassi e zuccheri. Non sarà naturalmente un articolo sulle regole, che toccano a dietologi e nutrizionisti, ma un discorso su cosa sia giusto ed utile fare. Sappiamo che una dieta equilibrata si può fare anche senza sforzi: la cosiddetta ‘dieta mediterranea’ altro non è, per noi italiani, che il mangiare quotidiano e quella è sicuramente giusta. Altrove i ragionamenti sono differenti; pensiamo agli Stati Uniti ed alle regole alimentari, che quell’equilibrio ancora non conoscono nonostante sforzi e mode che vanno verso cucine salutiste, così diverse dalla loro tradizione, fatta invece di grassi e carni, barbecue e grigliare, zuccheri e dolci esagerati. Proprio mentre loro si ‘europeizzano’ noi ci ‘americanizziamo, seguendo sempre più le mode dei fast food che proprio gli americani hanno inventato e stanno imponendo al mondo.

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Proprio nel continente americano ad un certo punto si è iniziato a fare strada il concetto di equilibrio alimentare ed a seguire la cosiddetta ‘piramide alimentare’ che detta tempi e modi di una dieta equilibrata. Le regole universalmente riconosciute dicono che è necessario assumere cereali integrali e grassi vegetali ad ogni pasto; frutta e verdura anche due o tre volte al giorno aggiungendo piccole quantità di legumi e frutta secca, sempre quotidianamente. E ancora: pesce, pollame uova, alternativamente, fino a tre volte a settimana, così come i formaggi, ricchi di calcio; carni rosse, burro, cereali raffinati, patate e dolci vanno consumati con moderazione.

La piramide alimentare

In fondo non è un grande sacrificio rispettare queste norme, concedendosi degli strappi anche importanti tre o quattro volte all’anno per rispettare le ‘ricche’ tradizioni nelle ricorrenze più importanti. LA RICETTA DELLA SETTIMANA: i menù di Pasqua. Pensare di catalogare in dieci righe un menù pasquale tipico sarebbe atto di presunzione, tanta è la varietà di pietanze che si usa consumare in questo ricorrenza, che varia da regione e regione, ma anche da comune a comune. Un menù ‘classico’ ed interregionale è quello con lasagna rossa o bianca, agnello, i torcinelli, spiedini di carne e arrosticini, ma anche ‘casc e ova’, una serie lunga di contorni o insalata ‘di rinforzo e poi i dolci classici, pastiera in testa. Ma potremmo citare la frittatona di Pasqua, la mattina presto o, alla vigilia, fegatino di agnello e brodo di gallina; tra i dolci citiamo anche la ‘m’pigna’ di Agnone (che poi è ripetuta con varie varianti in diversi comuni molisani), i ‘fiadoni’ i ‘casciatielli’, ‘lu puccellate’ (Jelsi), il ‘tronchetto di Pasqua’ (Miranda), i ‘piccilati’ a Petrella Tifernina, la treccia a Sant’Elia a Pianisi. Il Lunedì in Albis la gallina ripiena ed altro ancora nei 136 comuni molisani.

*giornalista appassionato di cucina

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