Vino/ L’annata sorprendente del Barolo

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E’ un vino ‘cult’ e l’annata 2021 è da considerare eccezionale; stiamo parlando del Barolo, nonostante le difficoltà climatiche di questa stagione.

Lo dicono i dati sulla maturità tecnologica e fenologica degli acini, così come la sanità fitosanitaria delle uve, oltre, ovviamente, all’occhio esperto dei viticoltori, la capacità della vite di sapersi adattare alle avversità, ma anche l’importanza di non affrettare il giudizio su una vendemmia che solo ora, con le uve in cantina, si può provare a decifrare.

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Forse per parlare di annata eccezionale è ancora presto, ma la ricchezza, la complessità, le concentrazioni di acini un po’ più piccoli e meno generosi della media, uniti all’acidità figlia degli sbalzi termici delle ultime settimane, fanno davvero ben sperare. Il Nebbiolo alla fine è uscito alla grande da un’estate sì siccitosa, ma mai eccessivamente calda, motivo per cui può risultare affrettato annoverare la 2021 tra le annate “calde” tout court – per fare un grande Barolo.

In Langa, in linea generale, si respira un cauto ottimismo, che dalla vigna “contagia” cantine e sale degustazioni, che in estate sono tornate ad accogliere orde di Barolo lovers, dal Nord Italia, dall’Europa e, finalmente, dagli Stati Uniti.

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