Economia/ Aumento dei prezzi: tra le città più care molte del Sud

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Continuano a salire i prezzi al consumo, ma anche quelli per servizi e la situazione economica per gli italiani peggiora costantemente.

L’Unione Nazionale Consumatori ha analizzato gli ultimi dati Istat relativi al mese di settembre, ponendo l’attenzione sui rincari che hanno riguardato ogni città d’Italia.

La città che nel 2020 ha fatto registrare il rialzo più significativo sul fronte dei prodotti alimentari è Caltanissetta, con un’inflazione pari a +4,2%. Seguono Trieste,Grosseto e Trapani al secondo posto con un aumento del 3,1% e Perugia con un aumento del 2,9%.

Cosenza è la città italiana che ha visto aumentare di più la spesa per i servizi ambulatoriali : nel capoluogo della Calabria, i costi sono saliti del 5,1%. Al secondo posto troviamo Trapani con una spesa in aumento del 4,6%. Terza posizione per Vicenza, dove si spende il 2,8% in più rispetto al passato.

La città italiana con l’aumento più significativo nei servizi di ristorazione è Grosseto, dove la spesa è aumentata del 3,6%. Seconda posizione per Pordenone (+3.3%) e terza per Trapani (+3,1%).

La scuola dell’infanzia e l’istruzione primaria costa di più a Forlì e Cesena, con un aumento del 6,3% rispetto al passato. Costi in crescita anche a Bolzano e a Catanzaro, rispettivamente del 6,3% e del 5,4%. Per quanto riguarda l‘assistenza sociale la città con l’inflazione maggiore è stata Messina, dove i costi sono aumentati del 4,6%. Subito dopo ci sono Pescara (+4,5%) e Vicenza (+4,1%).

Passando ai  servizi connessi all’abitazione, i rincari maggiori hanno riguardato i cittadini di Gorizia, con un aumento del 6%, di Palermo dove i servizi per la casa sono saliti del 5,6% e di Napoli con una crescita del 5,1% dal 2019 al 2020.

Nella categoria che comprende le tariffe amministrative, i servizi legali e quelli funebri, a Palermo si spende il 18,6% in più rispetto all’anno precedente, a Livorno il 13,4% in più e a Genova l’11,4% in più.

Infine i servizi di alloggio: il settore turistico che comprende alberghi, pensioni, bed and breakfast e villaggi vacanze. A Cosenza i prezzi di listino degli alberghi sono aumentati del 4,2%, a Terni del 3,6% e a Napoli del 3,1%.

foto di repertorio