(Adnkronos) –
Kamala Harris ha già il sostegno di un numero sufficiente di delegati per ottenere la nomination democratica alla Casa Bianca dopo il ritiro di Joe Biden. Lo riferiscono i media americani che, sulla base dei loro calcoli, attribuiscono alla vice presidente ben oltre i 1.976 delegati necessari. "Sono orgogliosa di essermi assicurata l'ampio sostegno necessario per diventare la candidata del nostro partito e, in quanto figlia della California, sono fiera che la delegazione del mio Stato abbia contribuito a portare la nostra campagna in alto. Non vedo l'ora di accettare formalmente la candidatura", ha dichiarato Harris in una nota. "Donald Trump – rilancia poi le accuse la vice presidente nella nota – vuole riportare il nostro Paese a un momento in cui molti di noi non avevano libertà piene ed eguali diritti. Io credo in un futuro che rafforzi la nostra democrazia, protegga la libertà riproduttiva e assicuri che ogni persona abbia l'opportunità non solo di cavarsela ma di andare avanti". Rivolgendosi allo staff della campagna elettorale presso la sede centrale del Delaware, Harris ha detto: "Io, insieme a voi, farò tutto ciò che è in mio potere per unire il nostro Partito democratico, per unire la nostra nazione e per vincere queste elezioni''. Harris ha poi ripercorso la sua carriera, ricordando allo staff della campagna elettorale che "come molti di voi sanno, prima di essere eletta vice presidente, prima di essere eletta senatrice degli Stati Uniti, sono stata Procuratore Generale della California e prima ancora ero un Pubblico Ministero in tribunale''. Ed è ''in quei ruoli che mi sono occupata'' di ''predatori che abusano delle donne, truffatori dei consumatori, imbroglioni che hanno infranto le regole per il proprio tornaconto. Quindi ascoltatemi quando dico che conosco che tipo è Donald Trump, un predatore'' che ''ha abusato delle donne''.
Kamala Harris "è la migliore", ha ribadito Joe Biden in una telefonata al quartier generale della campagna che nella notte la vice presidente ha visitato insieme al marito Doug Emhoff per salutare e ringraziare lo staff. Il presidente, che oggi rientra alla Casa Bianca, ha ripetuto che sostenere Harris "è la decisione giusta" e poi ha riaffermato il suo impegno per i prossimi sei mesi del suo mandato: "Sono determinato a fare il massimo possibile, in politica estera e in politica interna, a tenere bassi i costi per le famiglie, a continuare a parlare contro le armi, ad occuparmi dell'infanzia e degli anziani e del clima". Secondo quanto riferisce Abcnews, citando fonti della campagna elettorale, da quando Biden si è ritirato dalla corsa e ha dato il suo sostegno a Harris, due giorni fa, nelle casse della campagna elettorale sono entrati 100 milioni di dollari. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Kamala Harris, nomination vicina: “Non vedo l’ora di accettarla”
Caldo senz’afa e con qualche acquazzone: torna l’estate ‘di una volta’
(Adnkronos) – Stop al caldo africano, torna l'estate mediterranea 'di una volta'. Nelle prossime ore diremo addio all'afa e picchi di caldo a 40-42°C anche se il caldo resterà (con punte di 35 gradi al Centro-Sud) ma le notti saranno meno ‘tropicali’ e non mancherà qualche acquazzone estivo a rinfrescare l'aria. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito iLMeteo.it, conferma che la tenaglia di caldo ed afa, opprimente degli ultimi 10 giorni su gran parte del Paese, sta lasciando per qualche giorno il nostro territorio. Al Nord le massime stenteranno a superare i 32°C, specie tra Piemonte e Lombardia. Nelle prossime ore, infatti, l’Anticiclone delle Azzorre dominerà lo scenario con correnti più occidentali (dall’Oceano Atlantico, casa delle Isole Azzorre) sostituendo il Cammello (nome in gergo dell’Anticiclone Africano) e il suo carico di masse d’aria umide da sud. In sintesi, nel pomeriggio raggiungeremo ancora i 35-36°C a Firenze e Roma ma il contenuto di umidità e l’afa saranno decisamente minori: dopo il passaggio temporalesco delle ultime 48 ore, il tempo resterà un po’ instabile sul Triveneto e su tutta la fascia appenninica del Centro-Sud, ma prevarrà comunque il sole. Tra mercoledì e giovedì, inoltre, è previsto un ulteriore leggero calo delle temperature con un tempo quasi piacevole, considerando che siamo nella fase climaticamente più calda dell’anno in Italia, siamo nel ‘Solleone’, periodo bollente dell'estate tra metà luglio e metà agosto durante il quale il Sole si trova nel segno zodiacale del Leone. Vivere in Italia un Solleone estivo con massime sui 33-34°C è quasi un’eccezione negli ultimi anni dominati dal Riscaldamento Globale. Ma sarà l’eccezione che conferma la regola: dal weekend torneremo subito a bollire con 38-40°C, anche a Firenze, Ferrara e Bolzano! Da sabato 27 luglio è previsto il ritorno dell’Anticiclone Africano e le temperature saliranno di 5-6 gradi velocemente, in modo repentino, fastidioso, canicolare, ricordandoci che ormai l’Estate italiana non è più quella gradevole dell’Anticiclone delle Azzorre, ma quella nordafricana del Cammello subtropicale. Godiamoci dunque qualche giorno di tregua prima di tornare a soffrire l’afa maghrebina. NEL DETTAGLIO
Martedì 23. Al Nord: soleggiato salvo rovesci su rilievi del Triveneto, della Lombardia e sugli Appennini. Al Centro: soleggiato salvo qualche pioggia a ridosso degli Appennini, specie in Toscana. Al Sud: soleggiato.
Mercoledì 24. Al Nord: isolati temporali in Trentino, sole altrove. Al Centro: qualche rovescio sui monti tra Lazio e Molise. Al Sud: rovesci isolati sugli Appennini.
Giovedì 25. Al Nord: soleggiato. Al Centro: soleggiato. Al Sud: torna il sole ovunque.
Tendenza: tempo via via più soleggiato e poi anche più caldo. —[email protected] (Web Info)
Addio caldo estremo, stop all’afa: nessuna città da bollino rosso
(Adnkronos) – Finalmente. Il caldo afoso di luglio, portato dall'anticiclone africano, ha mollato la presa sull'Italia. In tanti in questi giorni di temperature bollenti si sono chiesti 'quando finisce' l'ondata di caldo estremo: eccoli accontentati, almeno per ora. Da ieri, infatti, l'afa concede una tregua alla Penisola e dal bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute è sparito il bollino rosso, l'allerta massima, complice anche il maltempo. A Milano è allerta gialla per temporali fino alle 6 di oggi martedì 23 luglio. Il segnale di allerta 3, il livello massimo di rischio per le ondate di calore, almeno per la prima parte della settimana non contrassegna nessuno dei 27 capoluoghi monitorati. E così per 3 giorni, a partire da ieri, non si andrà oltre l'allerta 2: bollino arancione oggi 23 luglio in 7 città (Bologna, Firenze, Frosinone, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo) e domani in 9 (Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Palermo, Perugia, Rieti, Roma e Viterbo). In verde (livello di rischio zero) o giallo (livello 1) gli altri capoluoghi. —[email protected] (Web Info)
Napoli, crolla ballatoio alla Vela Celeste di Scampia: 2 morti e 13 feriti. Aperta un’inchiesta
(Adnkronos) – E' salito a due morti e 13 feriti il bilancio del crollo avvenuto nella tarda serata di ieri alla Vela Celeste di Scampia a Napoli. Il cedimento di un ballatoio al terzo piano dell'edificio ha coinvolto i due livelli inferiori. A perdere la vita un 29enne e una 35enne, ma tra i feriti ci sono anche due bambini di 2 e 8 anni ricoverati al reparto di Rianimazione dell'ospedale Santobono di Napoli. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha attivato il centro coordinamento soccorsi insieme al sindaco Gaetano Manfredi, sul posto, insieme alla Protezione Civile.
Circa 800 persone sono state sgomberate dall'edificio, si apprende dalla Prefettura. La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta. Insieme ai vigili del fuoco, intervenuti per i primi soccorsi, lo sgombero e le attività di sicurezza. "Questa notte siamo stati qui con il sindaco di Napoli e i responsabili della Protezione civile regionale, c’è stato un esame al Ccs fissando alcune priorità: l'evacuazione immediata per verificare le condizioni di sicurezza dell’edificio e poi sono disposte verifiche tecniche immediate su immobili che stanno proseguendo: se l’esito delle verifiche sarà favorevole, pian piano le persone potranno tornare in casa”. Lo ha detto Michele di Bari, a margine del sopralluogo alla Vela Celeste di Scampia. "Nell’edificio evacuato vivono 800 persone, di cui 300 minori – ha aggiunto il prefetto – ci sono 73 disabili, di cui 15 minori, che sono tutti seguiti. Se non ci sarà rientro da parte di tutti in casa, la Protezione civile regionale, con un centro accoglienza, e il Comune di Napoli, che ha già trovato strutture alloggiative alternative, predisporranno l'eventuale alloggio di queste persone". La Procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sul crollo alla Vela Celeste. Il pm Antonella Fratello ha già preso parte ai primi sopralluoghi avvenuti il nottata. Al momento, la Procura attende la consegna delle informative con le risultanze dei primi rilievi effettuati sul posto per formulare le principali ipotesi di reato, che verosimilmente dovrebbero essere crollo colposo e omicidio colposo. Sul caso indaga la Polizia di Stato. "I lavori nella Vela Celeste erano iniziati a inizio anno e stavano riguardando il seminterrato e il piano terra. Non c'è alcuna relazione tra le attività in corso e il crollo che è avvenuto a quote alte, ma ovviamente c'è un'indagine in corso e la Procura nominerà dei periti che valuteranno le motivazioni del crollo", ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. "Per questa Vela c’era un cantiere aperto per la pulizia e messa in sicurezza dei piani bassi, da cui si era partiti per migliorare le condizioni abitative in vista della riqualificazione abitativa. Vela Celeste, in base al progetto per Scampia, è l'unica a restare in piedi, destinata a uso pubblico, non abitativo". "Il crollo del ballatoio nella Vele celeste a Scampia testimonianza ancora di più quanto sia importante il progetto di abbattimento, la riqualificazione delle vele e la realizzazione di nuovi alloggi, per garantire una prospettiva di abitazione che sia sicura e dignitosa per persone che vivono in condizioni di grandi precarieta' da molti, molti anni". Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, durante la conferenza stampa a Palazzo San Giacomo sulla tragedia accaduta nella notte alla Vela Celeste di Scampia, che ha provocato due morti. "Questa grande tragedia deve essere una spinta ulteriore ad andare avanti con il progetto di riqualificazione delle Vele che abbiamo messo in cima alla nostra strategia politica, all'inizio della nostra amministrazione, realizzata nei tempi previsti", ha aggiunto. "Il giorno dei funerali – ha poi annunciato il sindaco – sarà proclamato il lutto cittadino". Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, si è recato all'Ospedale pediatrico Santobono di Napoli per accertarsi delle condizioni di salute delle due bambine ferite nel crollo del ballatoio. Lo ha comunicato lo stesso De Luca sulla sua pagina Facebook riferendo di essere in stretto contatto con i vertici della struttura. In precedenza, il presidente della Regione Campania aveva affidato ai social il suo pensiero su quanto avvenuto a Scampia: "Profondo cordoglio per le famiglie che hanno perso i loro cari ed è grande l'ansia per i feriti della tragedia di Scampia. Le nostre strutture sanitarie, sin dal momento del crollo sono impegnate a fare il massimo possibile per i feriti, per i bambini arrivati al Santobono, per gli sfollati. Continuiamo da stanotte ad essere costantemente informati e a mettere in campo tutto quanto è necessario. Con dolore, angoscia e speranza in questi momenti siamo vicini alla famiglie coinvolte, e in particolare ai sette bambini rimasti feriti, alcuni gravemente". —[email protected] (Web Info)
Elezioni Usa, con Harris candidata ecco chi potrebbe essere il vice
(Adnkronos) – Dal governatore della Pennsylvania Josh Shapiro ad Andy Beshear del Kentucky o Roy Cooper della Carolina del Nord. Sono nove i possibili candidati alla vice presidenza degli Stati Uniti con Kamala Harris che punta alla Casa Bianca. Ma la vera ''domanda è: chi può battere Trump nel proprio stato d'origine?", scrive Politico citando a condizione di anonimato uno stratega democratico vicino alla Casa Bianca. In ogni caso, pochi istanti dopo che il presidente Joe Biden ha annunciato la decisione di ritirarsi dalle elezioni presidenziali e ha appoggiato Harris, sono iniziate a circolare indiscrezioni su chi potrebbe correre insieme a lei. Alcuni democratici hanno espresso apertamente le loro preferenze. Per il presidente del Partito Democratico di Philadelphia ed ex deputato Bob Brady, ad esempio, il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro "sarebbe un'ottima scelta". Lo stratega democratico vicino alla Casa Bianca ha fatto anche il nome del senatore dello stato dell'Arizona del Partito Democratico Mark Kelly. Dalla sua parte una ''biografia unica'', sottolinea la fonte, avendo volato in missioni di combattimento nella Marina e comandato la Stazione Spaziale Internazionale come astronauta. Sua moglie, l'ex deputata Gabby Giffords, è inoltre diventata un'eroina per le organizzazioni democratiche di base che combattono la violenza armata dopo essere stata gravemente ferita durante un comizio elettorale per la sua rielezione. In pole position, anche perché rappresenta uno Stato chiave e in bilico, è appunto Josh Shapiro, 51 anni, governatore della Pennsylvania dal 2023 e prima di allora procuratore generale, commissario di contea e rappresentante dello Stato. Se Harris scegliesse Shapiro potrebbe infatti ottenere qualche voto in più da uno Stato indeciso. Voti di cui i democratici hanno disperatamente bisogno se vogliono mantenere la Casa Bianca. ''Il presidente Biden è un patriota che ha servito il nostro Paese con onore al Senato, come vicepresidente e come uno dei presidenti più importanti della storia moderna", ha affermato Shapiro su X dopo l'annuncio del presidente sul ritiro dalla corsa alla Casa Bianca. Poi ha promesso di sostenere Harris come candidata presidente e ha invitato i membri del suo partito a unirsi attorno a lei. "Conosco Kamala Harris da quasi vent'anni: siamo stati entrambi procuratori, abbiamo entrambi difeso lo stato di diritto, abbiamo entrambi combattuto per il popolo e ottenuto risultati – ha affermato sempre su X – Kamala Harris è una patriota degna del nostro sostegno". Forte del suo curriculum e della sua ''biografia unica'', il senatore Mark Kelly potrebbe essere una scelta importante in quanto rappresentante democratico di uno stato chiave in bilico, ma soprattutto di confine, l'Arizona. Il che gli consente di avere una maggiore autorità per parlare di questioni migratorie e quindi un grande vantaggio mentre i repubblicani attaccano Harris per la gestione del confine. Sessant'anni, è senatore dal 2020 e prima di allora è stato astronauta della Nasa e pilota da combattimento della Marina. E' sposato con l'ex deputata Gabby Giffords. Quando ha battuto la repubblicana Martha McSally quattro anni fa in un'elezione speciale per il seggio dell'ex senatore John McCain, è diventato il primo democratico a conquistare il seggio dal 1962. E' stato rieletto due anni dopo senza difficoltà. "Non potrei essere più sicuro che la vicepresidente Kamala Harris sia la persona giusta per sconfiggere Donald Trump e guidare il nostro Paese verso il futuro – ha scritto Kelly su X – Ha il mio sostegno per la nomina e Gabby e io faremo tutto il possibile per eleggerla Presidente degli Stati Uniti". Il nome della governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, 52 anni, era tra quelli che circolavano come possibile sostituta di Joe Biden alla corsa della Casa Bianca. Ma domenica, dopo l'endorsement del presidente per la sua vice, i suoi collaboratori si sono affrettati a dire a Cbs news che ''nessuno sta lavorando dietro le quinte per prendere il posto di Harris''. Svanita la possibilità di aspirare alla presidenza, quindi, la governatrice in carica dal 2019 potrebbe puntare alla vice presidenza. In precedenza, Whitmer aveva prestato servizio alla Camera dei rappresentanti del Michigan e nel Senato del Michigan. Nel 2022 ha vinto la corsa a governatore con quasi 11 punti di vantaggio in uno stato in bilico. Il Michigan è stato un elemento chiave del percorso di Biden verso la presidenza nel 2020, dopo che l'ex segretario di Stato Hillary Clinton aveva perso di misura lo Stato nel 2016. "Il presidente Biden è un grande servitore dello Stato che sa meglio di chiunque altro cosa serve per sconfiggere Donald Trump", ha scritto Whitmer su X dopo l'annuncio della rinuncia. "Il mio lavoro in questa elezione rimarrà lo stesso: fare tutto il possibile per eleggere i democratici e fermare Donald Trump, un criminale condannato il cui programma di aumentare i costi per le famiglie, vietare l'aborto a livello nazionale e abusare del potere della Casa Bianca per regolare i propri conti è completamente sbagliato per il Michigan", ha aggiunto. Poi, in una nota, ha scritto: "Oggi sono entusiasta di sostenere Kamala Harris per la presidenza degli Stati Uniti". Anche il nome di Gavin Newsom, 56 anni, è stato fatto con insistenza come possibile sostituto di Biden e potenziale candidato alla presidenza. Ma anche nel suo caso, dopo il sostegno di Biden a Harris, i suoi collaboratori hanno detto alla Cbs che non avrebbe sfidato la vicepresidente chiedendo ai democratici di scegliere tra lei e lui. Governatore della California dal 2019, in precedenza è stato sindaco di San Francisco e poi vicegovernatore della California. Newsom potrebbe ora puntare alla vice presidenza, ma come nota Politico dovrebbe affrontare un ostacolo enorme. Il motivo è semplice: sia lui, sia Harris provengono dalla California. In base al 12esimo emendamento della Costituzione, i membri del Collegio elettorale votano per il presidente e il vicepresidente, ma uno di loro "non deve risiedere nel suo stesso Stato". Ciò significa che se Harris scegliesse Newsom come compagno di corsa, rinuncerebbe a tutti i 54 voti del Collegio elettorale della California. Newsom ha già appoggiato Harris, scrivendo su X che "nessuno è più adatto a portare avanti la corsa contro la visione oscura di Donald Trump". Sul presidente ha invece scritto: "Biden è stato un presidente straordinario, che ha fatto la storia, un leader che ha combattuto duramente per i lavoratori e ha prodotto risultati sorprendenti per tutti gli americani. Passerà alla storia come uno dei presidenti più influenti e altruisti". Possibile candidato alla vice presidenza anche il governatore del Kentucky Andy Beshear, 46 anni, eletto la prima volta nel 2019 e rieletto a novembre con cinque punti di vantaggio. Una vittoria significativa per i democratici in uno stato profondamente repubblicano. Beshear è stato anche procuratore generale del Kentucky. Moderato, proviene dalla 'nobiltà' politica del Kentucky: anche suo padre, Steve Beshear, è stato governatore democratico per due mandati, nel 2007 e nel 2011, nello stato a stragrande maggioranza repubblicana. "Sebbene la sua decisione non possa essere stata facile, è una scelta nel migliore interesse del nostro Paese e del nostro partito. Voglio ringraziarlo per la sua leadership, la sua gentilezza e per una presidenza di successo che gli ha permesso di portare a termine grandi e importanti cose", ha scritto Beshear su X. Il governatore della Carolina del Nord, Roy Cooper, potrebbe essere scelto da Harris come suo candidato, non potendo correre per un terzo mandato. Sessantasette anni, è governatore dal 2017. In precedenza, è stato procuratore generale dello Stato per 16 anni e ha prestato servizio al Senato e alla Camera della Carolina del Nord. E' stato l'esponente democratico Jim Clyburn a candidare Cooper per la prossima generazione di leader democratici. ''Lo terrei d'occhio, se fossi nei media", ha detto a Politico. Dopo che Trump ha vinto nella Carolina del Nord nel 2020 con meno di due punti percentuali di scarto, la campagna di Biden si è concentrata sullo Stato nella speranza che possa tornare a essere uno di quelli indecisi. "Il presidente Biden ha consolidato il suo posto tra i migliori presidenti della nostra nazione – ha detto Cooper – Quando la nostra democrazia ha dovuto affrontare un pericolo, il presidente Biden si è dimostrato forte come il tipo più raro di leader che poteva aiutarci ad andare avanti con una visione per riparare l'anima del nostro Paese". C'è poi il governatore dell'Illinois JB Pritzker, 59 anni. Anche lui è visto come un possibile candidato alla presidenza in parte per la sua posizione nel partito e la sua capacità di autofinanziare una campagna. La sua famiglia ha fondato l'impero alberghiero Hyatt. E' al suo secondo mandato come governatore e prima di allora era attivo nei circoli di raccolta fondi democratici. Pritzker si è comportato come un 'pitbull' nell'attaccare Trump, già durante il suo primo mandato da governatore, nel tentativo di convincere l'ex presidente ad agire più rapidamente nella consegna di dispositivi di protezione individuale durante la pandemia. Nella sua dichiarazione dopo la rinuncia Biden, Pritzker si è concentrato su Trump, dicendo: "Donald Trump è un criminale condannato 34 volte, ritenuto colpevole di violenza sessuale, razzista, omofobo e misogino. Trump si vanta di togliere il diritto di scelta alle donne, vuole strappare l'assistenza sanitaria a decine di milioni di persone, propone politiche economiche che costeranno alla classe media migliaia di dollari all'anno e minaccia gli ideali americani fondamentali a cui teniamo". Successivamente Pritzker si è schierato con Harris che, ha detto, rappresenta "la chance migliore per battere Donald Trump". Il governatore del Maryland Wes Moore è ''un pioniere'', come Harris. E' infatti diventato il primo governatore nero del Maryland nel 2023 ed è ampiamente considerato un possibile candidato per la Casa Bianca in futuro. Il giovane governatore, appena 45enne, ha anche un curriculum di grande rispetto come autore di bestseller, veterano di guerra, piccolo imprenditore, Rhodes Scholar ed ex amministratore delegato di una delle più grandi organizzazioni americane, 'Robin Hood', che combattono la povertà. Sul suo sito si legge che ''ha dedicato la sua vita a un principio fondamentale: indipendentemente da come inizia la tua vita, meriti pari opportunità di successo: un lavoro in cui crescere una famiglia, un futuro al quale aspirare''. ''Il presidente Biden ha dedicato la sua vita e la sua carriera al servizio del popolo americano", ha affermato Moore in un post su X. "La sua eredità di duro lavoro, dedizione, ottimismo e forza ha plasmato la traiettoria della nostra nazione e ci ha resi migliori come popolo e come Paese", ha aggiunto. Infine, Politico indica il segretario ai Trasporti Pete Buttigieg come possibile candidato alla vicepresidenza Usa. Nel 2020 era stato un candidato per la nomination presidenziale democratica, l'outsider che aspirava a succedere a Barack Obama, e nelle scorse ore ha formalmente sostenuto Harris. In una dichiarazione su X ha scritto che Harris era "la persona giusta per raccogliere il testimone, sconfiggere Donald Trump e succedere a Joe Biden come Presidente". Buttigieg, 42 anni, era noto tra i suoi sostenitori come "Mayor Pete" in quanto ex sindaco di South Bend, nell'Indiana. E' anche la prima persona apertamente gay confermata nel Gabinetto presidenziale. Buttigieg è anche un Rhodes Scholar e ha prestato servizio in Afghanistan. Intanto si apprende che Kamala Harris ha parlato ieri con almeno tre governatori dem, i cui nomi circolano come possibili candidati alla vice presidenza in ticket con lei se dovesse ottenere la nomination. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui Harris – dopo l'annuncio del ritiro di Biden – ha avuto colloqui telefonici con il governatore della Pennsylvania Josh Shapiro, della Carolina del Nord Roy Cooper e del Kentucky Andy Beshear. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ritiro Biden, Harris e il piano B: tutte le domande dei dem
(Adnkronos) – E' lunga la lista degli interrogativi aperti dalla clamorosa rinuncia alla rielezione di Joe Biden che ha lasciato i democratici in una situazione senza precedenti della storia moderna, cioè nella posizione di dover andare verso un piano B, cioè un nuova nomination per la Casa Bianca a meno di un mese dalla convention e a poco più di tre mesi dall'Election Day. Le regole del partito democratico forniscono la risposta ad alcune di queste domande, mentre per altre bisognerà ancora aspettare gli sviluppi politici ed eventuali ricorsi legali per avere delle risposte, ricorda Nbcnews, che fornisce una lista di questi interrogativi. No, perché il partito democratico ha regole diverse da quello repubblicano, che invece vincola i delegati a votare alla convention per il candidato per il quale sono stati eletti alle primarie. L'unico vincolo che hanno è di "riflettere in buonafede i sentimenti di quelli che li hanno eletti". Ovviamente bisogna tener conto che la campagna di Biden ha scelto i delegati tra i propri sostenitori per la loro lealtà, quindi è probabile che l'endorsement di Biden per Kamala Harris sarà ascoltato, ma non è vincolante. La risposta è ovviamente no, la vice presidente dovrà ottenere il loro sostegno convincendoli. In meno di 24 ore dalla rinuncia di Biden, centinaia dei circa 4mila delegati hanno dato il loro sostegno a Harris, in alcuni case intere delegazioni di uno stato. Lo ha già fatto: dalla campagna Biden-Harris sono stati già depositati alla commissione elettorale federale i documenti per cambiare il nome in 'Harris for president'. In questo modo potrà avere il controllo dei quasi 96 milioni che a fine giugno di trovavano nelle casse della campagna di Biden. I legali dei democratici sono sicuri che la mossa è legittima, dal momento che il nome di Harris figurava nella campagna originaria. Ma bisogna ricordare che la politica americana si trova in terreni finora inesplorati, e non è escluso che qualcuno, vale a dire i repubblicani, possa fare un ricorso legale contro questa mossa. A questa domanda la risposta non è ancora chiara. Prima della rinuncia di Biden era stata fissata per la prima settimana di agosto la votazione virtuale del candidato. Inizialmente deciso per rispondere ad una mossa dell'Ohio che aveva anticipato a prima della convention del 19 agosto la scadenza per la presentazione dei nomi dei candidati sulla scheda, il 'roll call' virtuale era stato appoggiato nelle ultime settimane dai fedelissimi di Biden per blindare in anticipo rispetto alla convention la sua candidatura. Anche perché ora è emerso che la legge dell'Ohio non entrerà in vigore fino a settembre. Secondo alcuni, mantenere la 'roll call' virtuale entro due settimane, permetterebbe al partito di arrivare alla Chicago già con un candidato, o una candidata, ed evitare quindi una convention eccessivamente caotica. Questo è appunto ancora da determinare. Se nei prossimi giorni il partito si riunirà intorno al nome della Harris, che sta continuando a ricevere endorsement di peso, allora potrebbe essere incoronata appunto con la votazione virtuale entro il 7 agosto. Ma la commissione del partito deve ancora riunirsi mercoledì prossimo per finalizzare la questione della 'roll call' virtuale, potrebbe annullarla, rimandando quindi la votazione alla convention, o addirittura anticiparla. Si, ma finora nessuno l'ha fatto. Molti dei papabili i cui nomi sono circolati in queste settimane, come il governatore della California Gavin Newsom o la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer, hanno già dato l'endorsement a Harris. Ma qualcuno potrebbe candidarsi e secondo alcuni fonti ci starebbe pensando Joe Manchin, il senatore centrista he ha lasciato il partito democratico a maggio diventando indipendente, e che è stato una spina nel fianco dell'amministrazione Biden, bloccando con il suo voto cruciale importanti pacchetti legislativi. Oltre che agire in fretta deve raccogliere le firme di almeno 300 delegati, ma non più di 600, non superando la soglia di 50 per ogni stato. Ogni candidato può firmare una sola petizione di un candidati. Calcolando che ci sono 4700 delegati e super delegati, il numero dei possibili candidati potrebbe arrivare ad un massimo di 15, in uno scenario da incubo di completo caos che sicuramente i democratici nelle prossime settimane cercheranno in tutti i modi di evitare. Tecnicamente sì. Secondo il documento per la convocazione della convention 2024 i candidati presidenziali devono firmare un impegno in cui affermano di essere "dei veri democratici" la cui carriera politica e le posizioni pubbliche sono "leali agli interessi, alla fortuna e successo del partito democratico". E' anche vero comunque che il senatore Bernie Sanders ha partecipato per due volte alle primarie da indipendente. Questo è un punto su cui stanno insistendo i repubblicani, prospettando anche possibili ricorsi legali da parte di qualche Stato, ma non sembra che ci saranno problemi. Le regole dei partiti stabiliscono come attribuire la nomination ed ancora non c'e' stata una convention e quindi Biden, per quanto vincitore delle primarie, non era ancora formalmente il candidato nel momento in cui ha rinunciato a continuare la corsa per la Casa Bianca. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Duello Harris-Trump, la possibile sfida tra l’ex procuratrice e il condannato
(Adnkronos) – Se davvero il duello per la Casa Bianca sarà tra Donald Trump e Kamala Harris, avremo lo scontro tra un'ex procuratrice e un condannato. Per quanto la recente sentenza della Corte Suprema (con tre giudici nominati dal tycoon) sul riconoscimento dell'immunità per gli atti ufficiali stia migliorando notevolmente la sua posizione processuale, è un fatto che Trump sia stato condannato al processo di New York e sicuramente una Harris candidata potrà usare questo contro di lui. "C'è una chiara differenza tra Harris, il suo background e quello che rappresenta, e qualcuno che è stato condannato per 34 incriminazioni ed ha ancora diversi processi da fronteggiare", l'opinione di Bakari Sellers, esponente dem della South Carolina e sostenitore della vice presidente. Oltre alla condanna dello scorso maggio per la vicenda legata ai soldi pagati per il silenzio della pornostar Stormy Daniels, per la quale ancora si aspetta la sentenza, Trump ha intanto ancora tre processi in sospeso: il primo per le interferenze elettorali in Georgia e il secondo, federale, per il suo ruolo nei fatti che hanno portato all'assalto al Congresso. . Un terzo procedimento, sempre federale, quello per le carte portate via dalla Casa Bianca, è stato annullato da una giudice della Florida – nominata da Trump – sulla base della sentenza della Corte Suprema. Ma il procuratore speciale ha presentato ricorso contro questa decisione Ma sono molte le persone vicine ad Harris pronte a scommetter che, se sarà confermata candidata alla Casa Bianca, la 59enne democratica enfatizzerà il ruolo di "prosecutor in chief" contro Trump durante la breve campagna elettorale. "Si tratta di una persona in grado di articolare in modo chiaro e vigoroso le accuse contro Trump – spiega Jim Margolis, che è stato consigliere della campagna presidenziale di Harris nel 2020 -, la procuratrice che in lei, durante un eventuale dibattito potrebbe spostare il discorso su questo punto e attaccare, senza bisogno di note". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Napoli, crolla ballatoio nella Vela Celeste a Scampia: un morto
(Adnkronos) – Un morto e sei feriti, di cui due gravi, nel crollo di un ballatoio di collegamento nella Vela Celeste nel quartiere Scampia, a Napoli. Squadre dei vigili del fuoco impegnate nelle operazioni di soccorso dalle 22.30, terminata l’evacuazione con l'autoscala dei condomini dei piani alti, impossibilitati a scendere. A cedere è stato il ballatoio del terzo piano, che ha coinvolto nella caduta i ballatoi del secondo e del primo piano. In corso le verifiche di stabilità nella parte coinvolta dell'edificio. La vittima del crollo sarebbe uomo di mezza età. Quattro le ambulanze che hanno trasportato i sei feriti nei vari ospedali cittadini, mentre altri feriti si sono recati in ospedale con mezzi propri. Sul posto le forze dell'ordine, le prime indagini sono affidate alla Polizia di Stato. —[email protected] (Web Info)
Terremoto a Panama, scossa magnitudo 5.7
(Adnkronos) – Un terremoto di magnitudo 5,7 è stato registrato oggi a 5 km da Puerto Armuelles, a Panama, alle 19:19 ora locale, ha riferito l'U.S. Geological Survey. Al momento non risultano danni. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Attentato a Trump, boss Secret Service sotto torchio: “Si dimetta”
(Adnkronos) – "Sta dicendo solo cazz… oggi. Vuole usare questi 5 minuti per firmare la sua lettera di dimissioni?". Kimberly Cheatle, direttrice del Secret Service, 'torchiata' dall'House Oversight Committee, il comitato investigativo della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. L'audizione sulla fallimentare gestione della sicurezza nel comizio in cui è stato ferito Donald Trump è una via crucis di 4 ore e mezza per Cheatle, che respinge le richieste di dimissioni e fa muro davanti alle domande dei deputati, repubblicani e democratici. "Sta dicendo solo cazz… oggi, è totalmente disonesta", l'attacco durissimo della deputata Nancy Mace. Cheatle si è trincerata più volte dietro la risposta che ha fatto riferimento all'indagine in corso. Non solo i repubblicani, ma anche i democratici hanno espresso più volte frustrazione per le risposte evasive della direttrice del Secret Service. "Lei non rende facile il nostro compito", è esplosa la democratica Shontel Brown di fronte alle tante domande lasciate senza risposta da Cheatle, che si è ripetutamente trincerata dietro la formula dell'indagine in corso. "Sono passati 10 giorni dal tentato assassinio di ex presidente degli Stati Uniti, a prescindere dal partito ci devono essere risposte", le ha fatto eco l'esponente della sinistra dem Alexandria Ocasio-Cortez che ha definito "semplicemente non accettabile" la mancanza di risposte che sta costringendo il Congresso a "volare al buio". A far indispettire i deputati è stato il fatto che Cheatle non ha risposto alla domanda sul perché non fosse stato posizionato un agente sul tetto scelto dall'attentatore – "stiamo ancora valutando il processo e le decisioni prese" – e neanche a quella sul perché il comizio sia continuato anche se persone del pubblico avevano denunciato la presenza di Thomas Matthew Crooks sul tetto. "Stiamo ancora controllando le comunicazioni" per determinare "quando l'informazione sulla persona sospetta sia stata passata al personale del Secret Service". In apertura dell'audizione, la direttrice del Secret Service ha ammesso comunque che il 13 luglio il corpo ha "fallito" la sua missione, e si assunta "la piena responsabilità degli errori". Ma ha ribadito di non avere intenzione di cedere alle richieste di dimissioni che le stanno rivolgendo i vertici del partito repubblicano: "credo di essere la persona migliore per guidare il Secret Service in questo momento – ha detto – ho ottenuto questo lavoro perché ho passato 27 anni in questa agenzia con una missione che amo completamente". —internazionale/[email protected] (Web Info)









