(Adnkronos) – Pelle, psiche, vie respiratorie, ossa, metabolismo. L'intero organismo può trarre vantaggi da una vacanza al mare che, oltre ad essere piacevole, può rivelarsi anche concretamente terapeutica. "Ovviamente non si può pretendere di avere benefici da un weekend. Serve almeno una settimana, l'ideale sarebbe concedersene 2", spiega all'Adnkronos Salute Fausto Bonsignori, docente del Master universitario di medicina termale all'università di Pisa, che elenca tutti i 'poteri curativi' di un soggiorno marino. "In questo caso, però, non parliamo di vera e propria talassoterapia, che è una disciplina medica precisa: una branca della medicina termale codificata, con cure standardizzate, precisi trattamenti, seguita dal medico che visita, valuta, prescrive, monitora. Con obiettivi di cura ottenuti utilizzando le acque e i fanghi marini", puntualizza l'esperto evidenziando che, in ogni caso, anche da una semplice vacanza in spiaggia si può ottenere molto. "Con un soggiorno al mare di almeno 7 giorni – continua – si ottengono benefici certi, a partire dall'azione del clima marino che ha effetti straordinari". In primo luogo per l'aria che respiriamo, che è un aerosol marino, un'aria ricca di particelle di sale, in particolare se siamo entro 1 km dalla linea di battigia. L'aerosol marino è ricco di ioni negativi che fanno molto bene alla salute psicofisica globale. In generale, in città e negli ambienti chiusi respiriamo aria con ioni positivi che a lungo andare ci creano disturbi (irritabilità, cefalea, fastidi anche psicologici)". L'aria marina, invece, "migliora lo stato dell'umore, il senso di benessere. C'è una risposta migliore dell'equilibrio psicofisico dell'organismo, un miglioramento della capacità respiratoria. Come è noto, inoltre, l'aria marina fa molto bene agli allergici, perché sul mare gli allergeni sono rari rispetto alla campagna o alla città". Il primo beneficio, dunque, "è di carattere climatico. Per questo consiglio ai pazienti di fare semplici passeggiate al mattino sulla spiaggia o sul lungomare, facendo piccoli esercizi respiratori, in modo da respirare l'arosol marino", raccomanda l'esperto. Anche l'esposizione al sole, "se misurata e protetta, è assai benefica: favorisce la sintesi di vitamina D ed è utilissima soprattutto alle persone che vivono poco all'aria aperta durante l'anno". Il clima marino, inoltre, aggiunge Bonsignori, "è stimolante per il metabolismo e per alcune funzioni ghiandolari. Si respira iodio, quindi il metabolismo basale è sollecitato in maniera importante. Non a caso alle persone con patologie tiroidee molte avanzate, con un ipertiroidismo non controllato, questo clima non è consigliato". All'aria salubre si aggiunge poi il beneficio dell'acqua marina, che "se si utilizza in talassoterapia viene impiegata (e trattata) come un'acqua termale, con il suo percorso medico e le indicazioni prescritte. Se invece parliamo di spiaggia e bagni – prosegue Bonsignori – gli effetti sono soprattutto muscoloscheletrici, di riattivazione, di stimolo della funzione respiratoria e cardiaca, di miglioramento della macro circolazione". Una vacanza al mare, inoltre, "è molto utile per alcune patologie della pelle. La dermatite seborroica, patologia fastidiosa, ne trae ad esempio grandissimi benefici grazie agli effetti positivi combinati di sole e acqua marina". Anche per l'acne "si ottengono notevoli miglioramenti perché l'acqua di mare ha un'azione antinfiammatoria e disinfettante, e il sole ha un'azione curativa". Infine la psoriasi, "una malattia che colpisce il 3% della popolazione e che registra un notevole miglioramento al mare. Persino nella forma squamosa. La lesione cutanea migliora nettamente. Il sole è una fototerapia – cura che si utilizza di prassi per questi disturbi – naturale". Se poi "queste patologie vengono trattate in un centro di talassoterapia, il medico indica le terapie e la cura viene ottimizzata al massimo". A tutto questo si aggiunge l'effetto dell'attività fisica "attraverso le nuotate, la ginnastica e le passeggiate in acqua", rimarca l'esperto. Infine, "le persone con patologie linfatico venose degli arti inferiori ottengono effetti benefici camminando nel mare. Questo grazie alla pressione idrostatica, che ha lo stesso effetto delle calze compressive". Inoltre "quella del mare non è acqua semplice, ma è minerale, la più completa del mondo, che oltre alla pressione fisica ha anche un'azione chimica, con una grossa pressione osmotica. In tal modo riduce l'edema e ha una fortissima azione antinfiammatoria e antibatterica, così le gambe si alleggeriscono. Camminare in acqua, possibilmente su un fondo non troppo accidentato e immergendosi oltre la cintola (non serve a niente farlo immergendosi fino al ginocchio), è di grande utilità contro la sensazione delle gambe pesanti", conclude Bonsignori, evidenziando che anche la "psiche trae molti vantaggi da una vacanza al mare, purché non sia mordi e fuggi". —[email protected] (Web Info)
Salute: boom acqua idrogenata, ricercatore ‘inutile ma spesso marketing batte scienza’
(Adnkronos) – Per tanti dovrebbe essere il 'Sacro Gral' del benessere: è l'acqua idrogenata, ovvero semplice acqua a cui vengono aggiunte molecole di idrogeno disciolto. Viene venduta sottolineandone il 'potere' antinfiammatorio e la capacità di rafforzamento del sistema immunitario. Spesso poi vengono aggiunti aromi perché è indistinguibile dall'acqua del rubinetto, ma molto più cara. Aureliano Stingi, ricercatore e scienziato divulgatore su X, in un post ha chiarito che è "ovviamente inutile e mi conferma che spesso il marketing batte la scienza a mani basse". Raggiunto dall'Adnkronos Salute, ha specificato che "è l'ennesima moda stupida e costosa" e soprattutto "non serve a nulla se non a spendere soldi". Sullo stesso fronte anche l'Associazione italiana acqua di qualità, che sul proprio sito ha provato a rispondere alla domanda: acqua idrogenata, ci sono benefici? "La concentrazione dell'idrogeno disciolto nell'acqua così arricchita è di circa 1 mg/L (la concentrazione di saturazione a temperatura ambiente è di 1,6 mg/L), cioè estremamente modesta – evidenzia l'associazione – Le affermazioni salutistiche diffuse in Rete provengono da chi produce e commercializza questi apparecchi; la maggior parte dei recenti studi scientifici è stata condotta ricercatori giapponesi (questa tecnologia nasce in Giappone) per testare gli effetti dell'idrogeno gas sui ratti, mentre un numero minore di ricerche ha evidenziato effetti terapeutici e preventivi sull'organismo umano su differenti casi clinici; non esistono prove condotte sul soggetto sano che dimostrino gli effetti decantati e i vantaggi rispetto alla normale acqua potabile". —[email protected] (Web Info)
Consulcesi lancia ‘Club infermieri’, supporto concreto digitale e smart
(Adnkronos) – Supportare gli infermieri a pianificare e organizzare al meglio, e con maggiore serenità, la propria vita professionale, senza dimenticare quella privata, con una soluzione personalizzata, digitale e Smart. È la soluzione ‘Club infermieri’ messa a punto da Consulcesi. Dalla carenza di personale alla mancanza di organizzazione e ai turni logoranti, dal carico di responsabilità agli stipendi ancora sotto la media Ue fino al conseguente stress psico-fisico – si legge in una nota – sono ancora tante le questioni irrisolte che oggi le professioni infermieristiche devono affrontare, in un contesto nazionale che, da una parte, vede un gap di oltre 60 mila unità (Rapporto Crea Sanità) e, dall’altra, certifica che quella degli infermieri è la categoria sanitaria più esposta a rischi sul lavoro (Rapporto Inail 2023). Con gli investimenti del Pnrr è stato finalmente messo in atto quel procedimento di centralizzazione del territorio e dell’assistenza di prossimità che da anni si richiedeva. L’infermiere dovrà svolgere un ruolo fondamentale nella gestione dell’iter assistenziale del paziente, sia nelle Case di comunità che fuori, integrandosi sempre più nei team multidisciplinari. Si tratta di un’occasione tangibile per trasformare la professione infermieristica, investendo nella specializzazione e nelle nuove competenze. “Responsabilità, connessione e gestione sono le parole chiave del cambiamento, ma anche le linee guida che hanno portato Consulcesi al lancio di Club Infermieri – illustra Simona Gori, responsabile Consulcesi Club – una soluzione concreta, pratica e smart, anche nel prezzo, che pone al centro una categoria professionale che rappresenta la spina dorsale del nostro Servizio sanitario nazionale”. Si tratta di “una piattaforma digitale, semplice e funzionale, nata proprio con l’obiettivo di supportare gli infermieri a pianificare e organizzare al meglio, e con maggiore serenità, la propria vita professionale, senza dimenticare quella privata”. Come? “Attraverso un set di servizi pensati per loro – aggiunge Gori – Dalla possibilità di informarsi e aggiornarsi costantemente e in modo semplice e veloce grazie a contenuti innovativi – quali guide, podcast, video, infografiche ed e-book – consultabili e scaricabili in ogni momento, alle risorse pratiche e funzionali – tool, calcolatori e moduli facsimile – per affrontare e risolvere agilmente e tempestivamente ogni esigenza concreta, professionale e personale”. E per sentirsi più sicuri al lavoro Club Infermieri mette a disposizione la Polizza Tutela Legale con la migliore assistenza e difesa, sia stragiudiziale che giudiziale, con la garanzia di rimborso delle spese legali, peritali e processuali. Una protezione a 360 gradi, sicura e conveniente, con massimale annuo illimitato, nessun anticipo o franchigia e copertura dalla data del sinistro. Per offrire, invece, un supporto alla valorizzazione della professione infermieristica, c’è ‘Elenco professionisti sanitari’, il servizio che consente di pubblicare la propria scheda professionale per aumentare la propria visibilità online, condividere competenze ed esperienza con i colleghi e in ottica interdisciplinare. Uno strumento attraverso il quale è possibile intercettare nuove opportunità professionali. Club Infermieri – conclude la nota – non trascura il work-life balance, esplorando aspetti più propriamente legati alla sfera privata con l’obiettivo di offrire soluzioni economicamente vantaggiose. Grazie a convenzioni esclusive, gli infermieri hanno a disposizione oltre 12 mila codici sconto e coupon per acquisti online convenienti in più di 700 negozi dei più svariati brand: moda, elettronica e informatica, voli, hotel e viaggi, cibo e vino, farmacia e molto altro. In più, convenzioni e vantaggi ad hoc per l’energia elettrica e il gas per la casa e lo studio e per il noleggio auto e veicoli commerciali. Un universo di promozioni per supportare concretamente la vita di una categoria professionale fondamentale per l’intero sistema salute. —[email protected] (Web Info)
Istruzione, 30 milioni di insegnanti e 20 milioni di allievi nel mondo: i numeri di Superprof
(Adnkronos) – Cinquanta Paesi, 30 milioni di prof e 20 milioni di allievi nel mondo, +2000 materie insegnate, 60% di allievi che scelgono i corsi in presenza e 40% di allievi che scelgono i corsi a distanza. Sono i numeri di Superprof, azienda 100% made in France con 30 country manager nativi delle loro zone di attività, numero uno per la condivisione delle conoscenze in Europa. Un'azienda con 44 milioni di euro di fatturato senza alcuna raccolta fondi, 250 collaboratori in 18 lingue e 35 nazionalità, 50% di crescita annuale. I risultati eccellenti di Superprof derivano dal bisogno universale di apprendimento, di condivisione delle esperienze e l’importanza del fattore umano nel mondo, quindi, più di connessione fra le persone. In meno di 10 anni, Superprof ha rivoluzionato il settore dei corsi privati e si impone come leader del mercato in Europa. Con più di 44 milioni d’euro di fatturato nel 2023 e un tasso di crescita eccezionale ogni anno, Superprof rientra tra al 65esimo posto dei campioni francesi della crescita (Les Echos/Statistica), avendo avuto un progresso del +376% tra il 2017 e 2021. Superprof conferma la sua ambizione di rincorsa alla crescita esterna, forte già di 15 acquisizioni, e continua ad estendersi in tutti i paesi del mondo. Dalla sua creazione, lo sviluppo di Superprof è stato pensato per essere internazionale. Nel 2014, l’azienda fidelizzava di già la più grande comunità di professori in tutta Francia. Italia, Messico, India, Sud Africa, Australia, Nigeria. Fra il 2015 e il 2022, Superprof si estende in cinque continenti fino a oggi, che propone corsi in più di 20 lingue e più di 50 paesi in tutto il mondo. —[email protected] (Web Info)
Nuova posizione pediatri su rischi creme solari, Iss chiarisce e si punta a nuove linee guida
(Adnkronos) – Continua a far discutere il nuovo 'position paper' dell'Associazione culturale pediatri (Acp) sui rischi per la salute da filtri e creme solari. Dopo le polemiche su X, è arrivato un chiarimento dell'Istituto superiore di sanità. L'Iss, citato dall'Acp nel suo documento, è intervenuto sulla pagina Facebook 'Acp per famiglie' rispondendo ad una utente che chiedeva se l'Iss fosse d'accordo con quanto scritto dai pediatri. "L'Istituto Superiore di Sanità è citato nel 'position paper' ma nessuno dei suoi esperti è stato consultato nella preparazione del documento, pertanto le posizioni espresse non possono essere associate a quelle dell'Istituto", si legge nel chiarimento dell'Iss. "Nessun conflitto con l'Iss" sulla questione dei rischi delle creme solari, "anzi piena collaborazione e ringraziamo l'Isituto per aver sollecitato un confronto su questo argomento. Precisiamo che il nostro 'position paper' riporta come fonte le dichiarazioni dell'Iss pubblicate sul proprio sito (www.epicentro.iss.it/uv/), in cui si legge 'ricordare che le creme solari non servono per stare di più al sole, ma per proteggersi quando l'esposizione è inevitabile'". Così all'Adnkronos Salute Stefania Manetti, presidente dell'Associazione culturale pediatri (Acp), spegne le polemiche sul documento che prima ha scatenato la discussione sui social e poi ha portato alla precisazione dell'Iss, citato nel documento. I pediatri Acp vogliono mettere fine alle polemiche, ma confermano la bontà del paper: "Continueremo su questa strada" e rispetto al messaggio ai genitori "saremo molto chiari, perché serve una comunicazione semplice, ma efficace". La presidente Manetti richiama inoltre la necessità di "un confronto aperto" sul tema delle creme solari, del loro uso e dei rischi, "con tutte le società scientifiche interessate", quindi pediatri e dermatologi e la possibilità che si arrivi a nuove linee guida. L'Acp infatti chiudeva il documento con un auspico: "Diventa fondamentale individuare la migliore strategia in merito onde evitare che la soluzione sia peggiore del problema. A nostro avviso, tutte le figure medico-scientifiche (medici, dermatologi, pediatri, formulatori, aziende produttrici), sedute a un tavolo virtuale,
dovranno dare inizio a un nuovo confronto, adoperarsi a individuare la giusta soluzione, individuando anche nuovi canoni di comportamento, generando proficue sinergie". Tornando al chiarimento dell'Iss, "le creme solari vanno usate quando l'esposizione è inevitabile non perché siano considerate pericolose, ma perché la loro efficacia è limitata per vari motivi. Perché la protezione dagli Uv non è al 100% (una crema con Spf 15 fa passare nella pelle il 7% degli Uv, una con Spf 30 il 3%, una con Spf 50 il 2%), perché le persone non le utilizzano come previsto (cioè usandone in quantità adeguata e ripetendone l'applicazione come suggerito, questo anche per via del costo delle creme) e perché danno un falso senso di sicurezza che porta le persone a prolungare l'esposizione". Per questo "devono essere considerate come l'ultimo presidio quando tutte le altre misure preventive non vengono adottate (per scelta o per impossibilità, consideriamo che ci sono anche persone che lavorano sotto il sole, non si parla solo di esposizioni 'ricreative'). Una volta che si renda necessario l'utilizzo di creme solari, allora queste non vanno usate 'il meno possibile', ma al contrario 'il più possibile', spalmandole in maniera abbondante e ripetendone l'applicazione" Il position paper dell'Acp evidenziava invece che "esporci al sole fa bene, ma le scottature vanno assolutamente evitate, specialmente in giovane età. Per evitare le scottature però, l'unica strada non può e non deve essere il filtro solare, che può presentare rischi sottovalutati per la salute". Il documento è firmato da un team di pediatri e dermatologi, che ha preso in considerazione le ultime ricerche scientifiche disponibili in fatto di filtri solari. "Una revisione degli studi scientifici fino ad oggi condotti non ha dimostrato che l'uso di filtri Uv sia associata a un minor rischio di cancro alla pelle", si legge nel documento. —[email protected] (Web Info)
Israele, attacco con coltello in centro commerciale – Video
(Adnkronos) – Un uomo armato di coltello ha ferito in modo grave due persone in un centro commerciale di Karmiel in Galilea, in Israele. Lo riferisce il centro di ambulanze Magen David Adom spiegando che le vittime sono due ventenni che sono stati trasportati d'urgenza al Galilee Medical Center a Nahariya. Il Times of Israel parla di sospetto attacco terroristico. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Liste d’attesa, Salutequità: “Utili e urgenti misure su Piattaforma nazionale”
(Adnkronos) – "L'istituzione della Piattaforma nazionale delle liste di attesa e le misure" contenute nell'art. 1 del Dl anti-liste d'attesa "sono utili e urgenti. Non si può infatti governare un fenomeno che non si conosce e non si misura, e noi oggi un dato veramente attendibile sulle liste di attesa non lo abbiamo". Lo ha sottolineato Tonino Aceti, presidente di Salutequità, laboratorio per l'analisi, l'innovazione e il cambiamento delle politiche sanitarie e sociali, ieri in audizione in Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato, illustrando punto per punto le luci e le ombre del decreto 73/2024 per il governo delle liste d'attesa. Secondo Salutequità, riporta una nota, "serve quindi subito un nuovo flusso informativo, capace però di fornire informazioni costanti e in tempo reale sui tempi di attesa ex ante (sfruttando e capitalizzando le risorse stanziate per il potenziamento dell'infrastruttura tecnologica e digitale dei Cup), sul rispetto dei tempi massimi per ogni codice di priorità e per tutte le prestazioni (non solo il piccolo numero attualmente compreso, che esclude ad esempio la neuropsichiatria infantile, l'accesso per eventuali prestazioni di procreazione medicalmente assistita, etc.). Quest'ultimo aspetto, e cioè il rispetto dei tempi massimi – rileva Salutequità – non trova però attualmente riscontro nella formulazione del comma 5, in quanto si parla alla lettera d) solo di 'modulazione dei tempi di attesa in relazione alle classi di priorità'. Il flusso dovrebbe fornire informazioni anche su liste di galleggiamento (attualmente non specificate all'interno del comma 5), corretta erogazione dell'attività intramoenia (dimensione non specificata all'interno del comma 5), garanzia di agende dedicate ai Pdta", percorsi diagnostico terapeutici assistenziali "e loro rispetto (dimensione anch'essa non specificata all’interno del comma 5)". Proprio a proposito dei Pdta, "si dà per scontato che esistano per ogni condizione/patologia – ha osservato Aceti – La realtà è che, pur essendocene molti di carattere regionale/aziendale, ci sono patologie escluse o poco attenzionate (come la psoriasi) che rischiano di tagliare fuori persone che hanno bisogno di tempi definiti, controlli e presa in carico. Inoltre, rispetto all'attività di audit accordata all'Agenas dal comma 6 dello stesso art. 1, non viene espressamente prevista la definizione di un conseguente-eventuale Piano di potenziamento del Lea", Livelli essenziali di assistenza, "da parte delle Regioni (istituto previsto dal Patto per la salute 2019-2021), come pure non viene esplicitato né un supporto/accompagnamento/affiancamento del livello centrale per sostenere le realtà in difficoltà nel garantire, né previsto alcun meccanismo di commissariamento, in caso di immobilismo/inadempienza regionale". Con riferimento all'art. 2, relativo all'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria, Aceti condivide "l'utilità, quale contrappeso in termini di rafforzamento dell'attività di monitoraggio e controllo del livello centrale, soprattutto alla luce dell'approvazione della legge sull'autonomia differenziata che attribuisce alle Regioni ulteriori spazi di manovra autonoma", ma soprattutto, "permetterà ai cittadini di poter segnalare in modo diretto e in tempo reale, situazioni di mancato rispetto dei diritti". —[email protected] (Web Info)
Elezioni Gran Bretagna, Nigel Farage: ora Mr Brexit vuole una ‘rivolta politica’ nel Paese
(Adnkronos) – Per quasi tre decenni Nigel Farage è stato il volto dell'euroscetticismo nel Regno Unito, diventando uno dei campioni della Brexit alla guida dell'Ukip prima e poi del Brexit Party. Ora che l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea è una realtà, il 60enne istrionico leader populista, grande amico e fan di Donald Trump che lo voleva ambasciatore britannico a Washington, vuole riformare il Paese abbassando drasticamente le tasse e dichiarando guerra a criminalità e, soprattutto, all'immigrazione. Alla guida di Reform Uk Farage afferma di volte guidare "una rivolta politica, voltando le spalle allo status quo politico che non funziona, niente funziona più". Iniziata la campagna con l'11%, il partito di Farage è costantemente salito, arrivando anche a metà giugno a 19% e facendo precipitare i Tories al terzo posto. Gli ultimi sondaggi lo danno intorno al 16%, che sarà confermato sarà un enorme risultato per il partito. Farage è candidato a Clacton, la cittadina dell'Essex dove nel 2016 si registrò la percentuale più alta, il 70%, in favore della Brexit. Si tratta dell'ottava volta che Farage tenta di ottenere un seggio ai Comuni, impresa finora sempre fallita a causa del sistema maggioritario, mentre invece, ironia della sorte, è stato eletto più volte al Parlamento Europeo, grazie al proporzionale che Farage ora propone tra le riforme per rivoluzionare il Regno Unito. Figlio di un agente di cambio, Farage è nato nel Kent ed ha frequentato una scuola privata, il Dulwich College, nel sud di Londra. Suoi ex compagni lo ricordano come sempre incline a provocare altri studenti ed insegnanti con affermazioni controverse. A 18 anni decine di non andare all'università e nel 1982 diventa trader al London Metal Exchange. Farage abbandona i Tories quando il Regno Unito ratifica il Trattato di Maastricht nel 1992, unendosi alla formazioni euroscettica UK Independence Party (Ukip). Dal 2006 è il leader del partito, diventando un volto noto televisivo, soprattutto quando nel 2009 il suo partito alle Europee prende più voti di laburisti e liberali. Protagonista della campagna che porta alla vittoria dei sì al referendum per la Brexit nel 2016, dopo il voto lascia l'Ukip e nel 2019 fonda il Brexit Party che dopo l'effettiva uscita dall'Unione diventa Reform Uk. A questo punto però si allontana dalla politica, iniziando nel 2021 una carriera televisiva sul nuovo canale di destra Gb News. Non mancano poi le partecipazioni a reality come I’m a Celebrity…Get Me Out of Here. E nei mesi che hanno preceduto la convocazione delle elezioni per il 4 luglio ha continuato a ripetere che non si sarebbe candidato ai Comuni, salvo poi cambiare idea lo scorso 3 giugno ed annunciare la candidatura a Clacton.
Caposaldo del suo programma elettorale è il congelamento dell'ingresso dei migranti non essenziali, la deportazione immediata dei migranti con pendenze penali e il blocco dei barchini sulla Manica. In materia di politica estera si propone un taglio del 50% degli aiuti allo sviluppo e anche l'uscita di Londra dalla Convenzione europea dei diritti umani, oltre che l'abolizione del Windsor Framework, il complesso protocollo firmato nel 2023 per risolvere il problema delle barriere commerciali tra Irlanda del Nord, Gran Bretagna e Ue. Sul piano fiscale promette un drastica riduzione delle tasse, sollevando a 100mila sterline la soglia minima per la tassazione delle imprese, a 20mila per i redditi individuali, abolendo la tassa di successione sotto i due milioni di sterline e in generale tutte le "non necessarie regolamentazioni". Infine, si impegna ad un programma di 'law and order" aumentando il numero dei poliziotti, realizzando altri 10mila posti nei penitenziari ed abolendo tutte le regole considerate 'woke', liberal, che limitano, a detta di Farage, l'azione della polizia. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Salute, Schillaci: “28% italiani sedentario, solo 13% segue bene dieta mediterranea”
(Adnkronos) – "Dobbiamo avere una visione di lungo di respiro: nessun sistema sanitario in futuro potrà essere sostenibile, se oggi non interveniamo su questo fronte. Quando parliamo di corretti stili di vita, di promozione degli screening, ci riferiamo a fattori sostanziali per contrastare l'insorgenza di malattie. Questo significa continuare a promuovere i programmi di screening e incentivare i cittadini ad aderire agli inviti e a seguire stili di vita corretti. In Italia abbiamo ancora un 28% di popolazione sedentaria e l'inattività fisica aumenta il rischio di sviluppare patologie croniche non trasmissibili. Così come solo il 13% degli italiani ha un'alta aderenza alla dieta mediterranea. Eppure è noto come il nostro modello alimentare contribuisca a prevenire diverse patologie cronico-degenerative". Lo ha ricordato il ministro della Salute Orazio Schillaci, nel suo intervento oggi a Roma al Forbes Healthcare Summit. "Ecco perché dobbiamo guardare alla prima sfida, che è quella di fare in modo che l'invecchiamento avvenga in salute. Più volte ho sottolineato la necessità di invertire il paradigma che oggi vede il nostro sistema sanitario, e le risorse che investiamo, concentrati principalmente nella cura. Mentre – suggerisce – dovremmo innanzitutto investire in prevenzione per fare in modo che in futuro ci siano meno malati e più anziani in salute. E' evidente che i benefici della prevenzione non sono immediati, ma è certo il vantaggio sul medio e lungo periodo". "C'è poi il grande tema della prossimità. E' evidente che una popolazione sempre più anziana, con nuovi bisogni non solo sanitari, ma anche sociali, richiede un rafforzamento della medicina territoriale che stiamo portando avanti con grande impegno attraverso gli investimenti del Pnrr – ha rimarcato il ministro – In primo luogo, potenziando l'assistenza domiciliare e quindi la casa come primo luogo di cura. Ricordo che con la rimodulazione del Pnrr abbiamo aumentato di 250 milioni le risorse destinate all'assistenza domiciliare, incrementando anche il numero di assisti over 65 (41mila in più entro il 2026). A oggi abbiamo già 530mila nuovi assistiti over 65". —[email protected] (Web Info)
Sperimborgo (Accenture): “Dobbiamo imparare a dialogare con l’Ai”
(Adnkronos) – “Il settore finanziario ha un'attenzione verso l’area tecnologica e l’Italia spesso è un'eccellenza nell'adozione delle nuove tecnologie nel settore finanziario. Dobbiamo imparare a dialogare dall’IA. L’interazione è semplice, ma per essere produttivi bisogna fare le domande giuste, domande migliori di quelle che facciamo oggi. L’AI ha bisogno di una domanda ricca di contesto. Maggiori sono le informazioni che riesco a mettere nel contesto alla domanda e maggiore sarà l'efficacia della risposta e la sua profondità e, di conseguenza, la sua utilità al mio task”. Parole del managing director di Accenture, Stefano Sperimborgo, a valle della Banking Conference della società di servizi, “Prompt Banking – Reinventare le banche nell’era dell’Ai”, che si è svolta oggi a Milano. L’evento dedicato all’innovazione nel settore bancario e della finanza ha coinvolto banche e Istituzioni in un dibattito sul futuro del settore fra Intelligenza Artificiale e open banking. Per la prima volta, la Accenture Banking Conference è stata trasmessa sui canali Sky, una preziosa opportunità per il grande pubblico di assistere al dibattito. Il managing director di Accenture ha preso parte al panel “L’Intelligenza artificiale nel futuro delle banche e della Finanza”: “Negli ultimi 12-18 mesi abbiamo osservato molte sperimentazioni, ora si tratta di applicare l’Ai in maniera pervasiva. Non è facile, perché parliamo di una tecnologia ancora “bambina”, anche se evolve rapidamente. Bisogna avere un programma strutturato che può andare in tutte le divisioni della banca. Un programma che deve passare per processi di data governance. La produttività ha un nemico che è il costo di consumo da tenere sotto controllo. Stanno nascendo architetture nuove che permetteranno di dare l’accesso a varie Ai che permetteranno di utilizzare quella giusta nel posto giusto”, le parole di Sperimborgo. —[email protected] (Web Info)








