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Euro 2024, Demiral sotto inchiesta: esultanza come i ‘lupi grigi’

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(Adnkronos) –
Merih Demiral sotto inchiesta per l'esultanza. Il difensore della Turchia, autore della doppietta che nei quarti di finale di Euro 2024 ha steso l'Austria per 2-1, è sotto indagine della Uefa per il gesto con cui ieri ha esultato. Demiral ha festeggiato con un gesto che inequivocabilmente richiama il movimento turco di estrema destra dei Lupi Grigi, rappresentato politicamente attraverso il Partito del Movimento Nazionalista (MHP). Il gesto è stato condannato dal ministro degli Interni tedesco Nancy Faeser e da gruppi per i diritti umani, che hanno chiesto un'indagine della Uefa.  La Uefa ha dichiarato che sta esaminando un potenziale "comportamento inappropriato" da parte di Demiral e che "ulteriori informazioni in merito saranno rese disponibili a tempo debito". Eventuali sanzioni potrebbero compromettere la partecipazione del giocatore ai quarti di finale di sabato contro l'Olanda. Demiral ha giustificato gesto con la volontà di ribadire la sua "identità turca". "Ho visto anche persone allo stadio compiere il gesto. Siamo tutti turchi, sono molto orgoglioso di essere turco ed è proprio questo il significato del gesto. Volevo solo dimostrare quanto sono felice e orgoglioso", ha detto. Faeser ha espresso indignazione su X, affermando che "i simboli degli estremisti di destra turchi non hanno posto nei nostri stadi. Usare gli Europei di calcio come piattaforma per il razzismo è del tutto inaccettabile. "Le nostre autorità di sicurezza tengono d'occhio gli estremisti di destra turchi in Germania. I 'lupi grigi' sono sotto osservazione da parte dell'Ufficio federale per la protezione della Costituzione". Rischia sanzioni anche l'Austria. La polizia tedesca ha avviato un'indagine per sospetti cori razzisti da parte dei tifosi austriaci prima della partita di ieri-. In una trasmissione televisiva svizzera si sono sentiti dei tifosi cantare "Fuori gli stranieri!" e "Germany for Germans" nel centro di Lipsia sulle note della canzone di successo "L'Amour Toujours" di Gigi D'Agostino. La canzone spesso accompagna le partite dell'Austria. La federazione austriaca aveva inizialmente chiesto che il brano venisse proposto negli stadi per celebrare eventuali vittorie, ma ha fatto marcia indietro dopo gli episodi con condotte razziste.  —[email protected] (Web Info)

Elezioni Francia, Attal: “Dopo il ballottaggio sarà al potere o l’estrema destra o il Parlamento”

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(Adnkronos) – Dopo il ballottaggio delle elezioni legislative di domenica, il potere in Francia sarà "o nelle mani di un governo di estrema destra" o "del Parlamento". Lo ha dichiarato il primo ministro francese Gabriel Attal intervistato da France Inter. "Lotto per il secondo scenario" senza evocare una "coalizione", ha detto Attal. "Oggi c’è un blocco in grado di avere la maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale, è l’estrema destra. Né La France Insoumise, né il Nouveau Front Populaire, né i nostri candidati sono in grado di formare da soli la maggioranza assoluta nell’Assemblea Nazionale", ha ammesso il premier. "Alla fine di questo secondo turno il potere sarà nelle mani di un governo di estrema destra, oppure il potere sarà in Parlamento. Sto lottando per questo secondo scenario", ha spiegato Attal. "E mi batto affinché in questo secondo scenario i candidati della coalizione presidenziale siano sufficientemente presenti in questa Assemblea nazionale", ha spiegato. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Ita-Lufthansa, via libera Ue alle nozze con condizioni

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(Adnkronos) – La Commissione Europea ha dato via libera, con condizioni, all'operazione che porterà gradualmente Ita sotto il controllo di Lufthansa. Lo annuncia l'esecutivo Ue, in una nota avara di dettagli. Contrariamente a quanto accade di solito per casi simili, non sono disponibili le Q&A. "Oggi chiudiamo una storica annosa vicenda", il commento del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. "E' stato un percorso travagliato e difficile" ma "è un grande successo italiano, tedesco ed europeo", aggiunge. "La vicenda degli aiuti di Stato si riferisce ad Alitalia. Ita nasce per mettere fine agli aiuti di stato e questo è un altro grande risultato, perché Ita e Lufthansa non avranno più bisogno di aiuti di stato, non avranno più problemi di questo tipo che si riferiscono al passato". I rimedi offerti, conferma l'esecutivo Ue, riguardano anzitutto le rotte a corto raggio da Roma e Milano e "alcuni aeroporti dell'Europa Centrale". Come anticipato, Lufthansa e il Mef renderanno disponibili a due compagnie aeree concorrenti gli asset necessari ad avviare collegamenti non-stop su queste rotte. Sulle rotte a lungo raggio che destano preoccupazioni per la concorrenza, cioè quelle verso il Nordamerica, la compagnia prenderà accordi con i concorrenti per consentire loro di offrire voli alternativi sulle medesime rotte, per esempio tramite accordi di linea o scambi. Per Milano Linate, verranno trasferiti degli slot a un concorrente, in quantità tale da consentirgli di formare una base nello scalo e di operare voli diretti verso l'Europa Centrale.  Il comunicato contiene almeno un passaggio singolare. Nella valutazione dei rimedi riguardanti le rotte a lungo raggio, si spiega che la Commissione "ha tenuto conto del fatto che il Mef manterrà una partecipazione di controllo in Ita dopo l'operazione e continuerà ad avere incentivi affinché Ita competa contro i partner della joint venture di Lufthansa in Nord America, almeno fino a quando Ita non sarà integrata nella joint venture". Secondo la Commissione, dunque, il Mef avrebbe interesse a che Ita, di cui Lufthansa diverrà nel tempo azionista di controllo, facesse concorrenza ai partner del suo azionista di riferimento, destinato ad assumere il controllo della compagnia.  "L'Italia sarà meglio connessa"; il "mercato italiano è il più importante, dopo Usa", sottolinea conferenza stampa al Mef il ceo di Lufthansa Carsten Spohr durante che, ad una domanda sul brand Alitalia risponde: "Per ora il focus è far tornare Ita alla profittabilità. Ne parleremo in futuro".  Dal canto suo il presidente di Ita Antonino Turicchi evidenzia come "i remedies non sono un elemento che ostacola crescita, né la possibilità di essere profittevole e non viene compromessa il piano di sviluppo”. “Le rotte in sovrapposizione non rappresentano neanche l’1% del fatturato e quando ci siamo confrontati sul lungo raggio non si è mai messa in discussione la capacità di crescita” dell’azienda, spiega.   Questa settimana l'Italia è diventata oggetto di attenzione dei mercati finanziari'', prima con Tim e oggi con Lufthansa''. ''Oggi chiudiamo positivamente una storica e annosa vicenda, quella del vettore nazionale e poi Ita''. ''La soluzione positiva con Lufthansa ci conforta e ci consente di sviluppare il traffico aereo da e per l'Italia''. ''Roma diventerà l'hub di riferimento per Usa e Africa''. Ed è stato un ''percorso travagliato e difficile'' ma ''coronato dal successo, grande successo italiano, tedesco ed europeo'', afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sottolineando come "la vicenda degli aiuti di Stato si riferisce ad Alitalia. Ita nasce per mettere fine agli aiuti di stato e questo è un altro grande risultato, perché Ita e Lufthansa non avranno più bisogno di aiuti di stato, non avranno più problemi di questo tipo che si riferiscono al passato”. “Da contribuente italiano la cosa che più mi aggrada è che lo Stato e gli italiani non metteranno miliardi per coprire le perdite di Ita”.    —[email protected] (Web Info)

Impiegato cade in deposito Atac a Roma, gravissimo

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(Adnkronos) – Un impiegato è caduto in un ponte a fossa per manutenzione mezzi nel deposito Atac di via di Tor Vergata, a Roma. L'uomo ha sbattuto la testa e ha perso conoscenza ed è stato trasportato in codice rosso al Policlinico Tor Vergata, dove è stato ricoverato in gravissime condizioni e in pericolo di vita. La fossa aveva un'altezza di 1,60 metri e una larghezza di un metro. L'area è stata delimitata. Sul posto i Carabinieri della Stazione di Tor Vergata e della Compagnia di Frascati. Sono in corso i rilievi. —[email protected] (Web Info)

Sanità, Salutequità: “Da decreto liste attesa misure utili ma servono correttivi”

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(Adnkronos) – Misure necessarie e urgenti nel decreto anti-liste d'attesa, come la Piattaforma nazionale, l'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria, il rafforzamento del sistema di prenotazione delle prestazioni attraverso il Cup – Centro unico di prenotazione regionale, e anche quelle in materia di personale. Ma il rischio è di non poter riuscire, senza alcuni correttivi fondamentali, ad assicurare concretamente quel cambio di passo atteso dai cittadini. E' quanto richiesto da Tonino Aceti, presidente di Salutequità, laboratorio per l'analisi, l'innovazione e il cambiamento delle politiche sanitarie e sociali, che ieri in audizione in Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato ha illustrato punto per punto le luci e le ombre del decreto 73/2024 (e del suo disegno di legge di conversione), a partire dal comma 10 dell'art.3 del Dl, sul come rendere effettivamente esigibile il diritto del cittadino ad ottenere la prestazione di cui ha bisogno in caso di mancato rispetto dei tempi massimi previsti dalla normativa di riferimento. "Il comma 10 dell'art. 3 – ha spiegato Aceti – rappresenta una delle parti più delicate e al contempo più importanti dell'intero provvedimento, poiché sancisce in capo alle direzioni generali aziendali la responsabilità di garantire, in caso di superamento dei tempi massimi di attesa, l'erogazione delle prestazioni al cittadino, nonché l'attività di vigilanza e di esercizio dell'azione disciplinare e di responsabilità erariale nei confronti dei soggetti ai quali sia imputabile la mancata erogazione della prestazione nei confronti dell’assistito". Un "principio che condividiamo pienamente – ha aggiunto – previsto già in altri provvedimenti, ma che rischia, senza l'introduzione di correttivi, di rimanere ancora una volta sulla carta e di non rappresentare una soluzione concreta alle difficoltà di accesso alle cure da parte dei cittadini. Proprio per questo chiediamo che sia previsto un tempo specifico, compreso tra le 24 e le 48 ore dalla telefonata del cittadino al Cup, entro il quale le direzioni generali aziendali devono garantire l'individuazione della data dell'appuntamento nel rispetto delle tempistiche dei codici di priorità attribuiti dalla prescrizione medica, ricontattando automaticamente il cittadino tramite lo stesso Cup (o altro ufficio) e all'interno di un ambito di garanzia che risponda sempre ai principi di raggiungibilità e prossimità". Ancora "troppo spesso – ha osservato Aceti – è il cittadino ad essere costretto a rincorrere gli uffici di Asl e Aziende ospedaliere per tentare di ottenere la prestazione sanitaria con telefonate e attraverso l'invio di moduli e contro moduli e/o a percorrere anche oltre 100 chilometri con la macchina o i mezzi pubblici per raggiungere il luogo della prestazione sanitaria. Una situazione che questo decreto deve far cessare subito, se si vuole veramente contrastare il fenomeno della rinuncia alle cure e non obbligare i cittadini a ricorrere al privato. Chiediamo inoltre che questa tutela non valga solo per il 2024, ma sia un diritto per tutti gli anni a venire. Infatti, le coperture economiche individuate dal decreto si riferiscono al solo 2024 e presentano diverse criticità, a partire dal fatto che le risorse potrebbero, in parte o totalmente, già essere state impegnate da alcune Regioni".  La prima misura da adottare, come ha illustrato il presidente di Salutequità, è l'istituzione della Piattaforma nazionale delle liste di attesa. "Non si può governare un fenomeno che non si conosce e non si misura, e noi oggi un dato veramente attendibile sulle liste di attesa non lo abbiamo". La seconda è l'istituzione dell'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria, che rafforza il monitoraggio e controllo del livello centrale, soprattutto dopo l'approvazione della legge sull'autonomia differenziata che attribuisce alle Regioni ulteriori spazi di manovra autonoma. "L'organismo permetterà ai cittadini di poter segnalare in modo diretto e in tempo reale, situazioni di mancato rispetto dei diritti". Bene, secondo Salutequità, la previsione del rafforzamento del sistema di prenotazione delle prestazioni attraverso il Cup regionale, che riguarda sia le strutture pubbliche che quelle private accreditate che si devono adeguare al nuovo decreto legge, pena la perdita dell'accreditamento con il Servizio sanitario regionale. Positive le misure in cui si prevede che le risorse per il recupero delle liste attesa da parte delle Regioni non possano essere utilizzate per finalità differenti, come pure le diverse misure in materia di personale sanitario. Tra le criticità fatte notare da Aceti, la Piattaforma nazionale "non prevede esplicitamente il monitoraggio del rispetto dei tempi massimi di attesa", in quanto si parla solo di "modulazione dei tempi di attesa in relazione alle classi di priorità". Inoltre il flusso dovrebbe fornire informazioni anche su liste di galleggiamento (attualmente non specificate), corretta erogazione dell'attività intramoenia (dimensione non specificata), garanzia di agende dedicate ai Pdta e loro rispetto (dimensione anch'essa non specificata). Rispetto all'attività di audit accordata all'Agenas dal comma 6 dello stesso art. 1, non viene espressamente prevista la definizione di un conseguente-eventuale Piano di potenziamento del Lea critico da parte delle Regioni (istituto previsto dal Patto per la salute 2019-2021), né previsto alcun meccanismo di commissariamento in caso di immobilismo/inadempienza regionale.  Tra le misure per ottimizzare la programmazione sanitaria regionale, "l'adozione e il rispetto dei Pdta si riferisce solo ad alcune patologie, lasciando fuori ad esempio le malattie rare, come pure al momento non c'è alcun riferimento alla definizione di reti di patologia, all'incremento e al monitoraggio del livello di sull’aderenza alle terapie, nonché al rafforzamento dell'Assistenza domiciliare integrata (Adi)". Nel capitolo criticità, poi, le coperture economiche. "Per l'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria si prevede di provvedere ai maggiori oneri previsti per il 2024, a valere di una riduzione delle risorse previste in bilancio e destinate a transazioni da stipulare con soggetti danneggiati da trasfusione con sangue o emoderivati infetti". E "nessuna risorsa aggiuntiva – ha aggiunto Aceti – anche per quanto riguarda l'articolo sul potenziamento dell’offerta assistenziale".  Per quanto riguarda il personale – fa notare Salutequità – se da un lato un primo superamento del tetto di spesa per le assunzioni è positivo, dall'altro si deve fare i conti con la carenza di operatori e con la scarsità delle relative coperture.  "Aumentare il tetto di spesa senza prevedere un incremento di finanziamento al Ssn – ha affermato Aceti – implica una necessaria compensazione su altri capitoli di spesa per l'assistenza e quindi per l'erogazione dei Lea già in netto peggioramento nel 2022 (ultimo anno disponibile) anche secondo la Corte dei conti". Inoltre, "nessuna misura per correggere da subito la grave stortura del Nuovo sistema di garanzia dei Lea, che attualmente può contare solo su un indicatore core in materia di liste di attesa (la cui modalità di calcolo è molto discutibile) e su nessun indicatore core relativo alla garanzia dei Pdta".  Infine, Aceti ricorda come il decretolegge "rinvii ad una moltitudine di ulteriori decreti, sulla cui tempestiva adozione sarà molto importante vigilare, pena l’inefficacia di tutto il provvedimento". —[email protected] (Web Info)

Ucraina, Cremlino nega dialogo in corso tra Putin e Trump

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(Adnkronos) – Non c'è un dialogo in corso tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, sulle condizioni per raggiungere la pace in Ucraina. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo in conferenza stampa alla richiesta di commentare la notizia di un dialogo in corso tra le parti. "No, non è vero", ha tagliato corto Peskov, secondo quanto riferito dall'agenzia Tass. La Nato non si espande a Est, lasciando fuori Ucraina e Georgia, e tratta con Vladimir Putin per porre fine alla guerra con la cessione di territori ucraini alla Russia. Nell'agenda di Donald Trump è questo il piano per porre fine al conflitto in corso da oltre 2 anni. L'ex presidente degli Stati Uniti punta a tornare alla Casa Bianca nelle elezioni di novembre 2024 e il flop di Joe Biden nel recente dibattito televisivo ha fatto alzare le quotazioni del tycoon. Il secondo mandato di Trump avrebbe ripercussioni notevoli sulla politica estera degli Usa e in particolare sul ruolo di Washington nella Nato, come evidenzia Politico. L'ex presidente negli ultimi mesi ha detto e ripetuto che la guerra, con lui alla Casa Bianca, non sarebbe mai iniziata. La sua mediazione, ha ribadito, consentirebbe di porre fine alle ostilità nell'arco di 24 ore: parole accolte con scetticismo in particolare dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ad aprile, il Washington Post ha scritto che Trump sarebbe favorevole alla cessione di Crimea e Donbass alla Russia. Un'anonima fonte vicina all'ex presidente, però, fa notare che Trump "sarebbe aperto" ad una soluzione "che precludesse l'espansione della Nato e evitasse il ritorno ai confini del 1991 per l'Ucraina". La linea in relazione alla guerra tra Ucraina e Russia è un tassello della posizione complessiva che Trump, in caso di elezione, adotterebbe nei confronti della Nato e dei partner europei. E' intanto di tre morti e 18 feriti, tra cui una ragazza di 14 anni, il bilancio di un raid aereo russo condotto con missili e droni su Dnipro, nell'Ucraina centrale. Lo denuncia il governatore di Dnipro Serhii Lysak spiegando che il raid ha fatto scoppiare ''diversi incendi, si registrano numerosi danni''. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Soldi dal Venezuela a Casaleggio, il figlio Davide: “Mio padre diffamato da morto ma M5S non lo ha difeso”

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(Adnkronos) – "Dopo ‘soli 4 anni’ la corte ha sancito in appello che mio padre è stato diffamato da morto. In particolare che la storia inventata di sana pianta per ledere la sua onorabilità attribuendogli fantomatici soldi ricevuti in una valigetta dal Venezuela era non solo falsa, ma costruita su un documento contraffatto e con tecniche giornalistiche spregevoli. Nella motivazione la corte racconta in dettaglio uno scorcio di questo giornalismo diffamatorio dei morti: 'Il giornalista non ha indicato un nome che gli abbia confermato la circostanza della consegna del denaro, solo vaghe fonti anonime e un documento che si è poi dimostrato falso'". Così Davide Casaleggio su Facebook. "Spero che le testate che hanno pubblicato i 185 articoli ancora reperibili on line che hanno rilanciato questa notizia in Italia abbiano il buon cuore di rettificarli se ancora avevano dubbi sulla questione. Ho portato avanti per 4 anni questa causa fino in fondo in tribunale come promesso dal primo giorno perché non voglio che neanche una macchia di fango rimanga su una persona che non può più difendersi. Mi è spiaciuto che il movimento da lui creato abbia deciso di non farlo", conclude. —[email protected] (Web Info)

Fair Play Menarini, inizia la festa della 28esima edizione del Premio

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(Adnkronos) – Il 28º Premio Internazionale Fair Play Menarini è ai nastri di partenza. Le città di Firenze e Fiesole si preparano ad accogliere i tantissimi campioni che animeranno l'edizione 2024, incentrata sui veri valori dello sport. Una kermesse che quest'anno si annuncia più ricca che mai di storie e leggende sportive, tutte legate dal filo dell'etica, della lealtà e del rispetto.  A inaugurare la due giorni sarà la tradizionale cena di gala, in programma questa sera a Piazzale Michelangelo, uno dei luoghi più affascinanti di Firenze. Il momento clou arriverà domani, giovedì 4 luglio, alle ore 20:30, quando i vincitori saranno protagonisti della cerimonia di premiazione, nella cornice senza tempo del Teatro Romano di Fiesole.  Anche quest'anno hanno risposto all'appello del Fair Play nomi di assoluto rilievo che, nel corso della loro carriera, hanno dimostrato di incarnare lo spirito del "gioco corretto". Per la pallacanestro sarà presente Marco Belinelli, primo e unico italiano a vincere in NBA, mentre la pallavolo sarà rappresentata da Gian Paolo Montali, ex commissario tecnico della Nazionale maschile due volte campione d'Europa. Spazio anche agli sport invernali con Francesca Lollobrigida, oro europeo nel pattinaggio di velocità. L'atletica leggera vedrà la partecipazione di Ambra Sabatini, portabandiera dell'Italia ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024, e del velocista Roberto Rigali, vice campione del mondo con la staffetta 4×100. Il motorsport potrà contare su Cesare Fiorio, icona dei rally, mentre per la boxe sarà premiato Clemente Russo, campione del mondo dei dilettanti e vice campione olimpico. Il fair play del giornalismo andrà a Federico Buffa, appassionato narratore di personaggi e imprese sportive straordinarie. Per il mondo del pallone ci saranno due star di fama mondiale come Didier Drogba e Samuel Eto'o, tra i giocatori africani più forti di sempre. A loro si aggiunge un nutrito gruppo di rappresentanti del nostro calcio: Fabio Cannavaro, Pallone d'Oro e capitano della Nazionale campione del mondo nel 2006, Alessandro Costacurta, vice campione del mondo con l’Italia di Sacchi nel 1994, Ciro Ferrara, protagonista di Italia 90 e vice campione d'Europa nel 2000, e l'ex campione del mondo del Mundial '82 Giuseppe Dossena. Completa la schiera di premiati 'ex Ct Cesare Prandelli, vice campione d'Europa con la Nazionale nel 2012. La cerimonia di premiazione sarà condotta da Rachele Sangiuliano e Omar Schillaci, assieme alla 'Divina' Federica Pellegrini, madrina del Premio. Tra gli Ambasciatori del Fair Play Menarini, vincitori delle precedenti edizioni e ospiti della serata finale, anche la fuoriclasse del fioretto Elisa Di Francisca, il volto storico della Fiorentina Giancarlo Antognoni e Giusy Versace, la prima atleta italiana a correre con amputazione bilaterale. L'evento, organizzato in partnership con Sky Tg24, verrà trasmesso in differita su Sportitalia. "Siamo emozionati, ma anche orgogliosi, di salutare l’edizione 2024 del Premio Internazionale Fair Play Menarini – dichiarano Antonello Biscini, Valeria Speroni Cardi ed Ennio Troiano, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Quest'anno assisteremo a una concentrazione senza precedenti di campioni. Una parata di stelle, unite da quell’elemento fondamentale che costituisce l’anima del Premio: la correttezza nello sport come nella vita". La cerimonia di premiazione di giovedì 4 luglio è gratuita e aperta al pubblico previa registrazione su TicketOne.  —[email protected] (Web Info)

Marmolada, due anni fa la tragedia: il ricordo delle 11 vittime

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(Adnkronos) – 3 luglio 2022: esattamente due anni fa sulla Marmolada la peggior tragedia nella storia recente della montagna. Alle 13.43 circa 64.000 tonnellate di acqua, ghiaccio e detriti rocciosi si sono staccate improvvisamente dal ghiacciaio dando origine ad una valanga che ha travolto gli alpinisti in scalata: 11 in tutto le vittime, mentre altri 7 sono rimasti feriti.   
Delle 11 vittime, 8 erano veneti. “Quel 3 luglio fu un’operazione di soccorso difficilissima, sotto il rischio di altri crolli, e il personale di varie organizzazioni del Veneto e della Provincia autonoma di Trento si è impegnato fianco a fianco oltre ogni limite, dimostrando che non c’è confine amministrativo che divida la coesione dello spirito di solidarietà – il ricordo del governatore veneto Luca Zaia – Tutti coloro che prestano soccorso nelle zone di montagna sono uomini e donne straordinari che con immenso coraggio conducono operazioni straordinarie, salvando tante vite ogni anno. Nella frenesia dei soccorsi, si è stagliato immediatamente, forte, il dolore per le undici vittime, di cui otto veneti: Filippo Bari, Tommaso Carollo, Paolo Dani, Nicolò Zavatta, Davide Miotti, Erika Campagnaro, Gianmarco Gallina e Manuela Piran. A distanza di due anni, rivivo il dolore condiviso in quelle ore con i familiari e gli amici degli scomparsi insieme all’ammirazione per il lavoro e lo spirito di abnegazione dimostrato da tutti i soccorritori” le parole del presidente della Regione.  "È un ricordo doloroso quello che il 3 luglio porta con sé: due anni ci separano infatti dalla tragedia della Marmolada, una delle pagine più tristi della storia della montagna. La memoria di quei drammatici momenti, del grande lavoro dei soccorritori, delle delicate operazioni messe in campo rimarrà sempre presente. Il nostro cuore e la nostra mente sono oggi rivolti a chi ha perso la vita e alle loro famiglie, a cui esprimo la mia piena vicinanza", dichiara il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.  Lo scorso anno un team di ricercatori internazionale coordinato da Aldino Bondesan dell’Università di Padova ha pubblicato lo studio The climate-driven disaster of the Marmolada Glacier (Italy) sulla rivista 'Geomorphology', ripresa anche negli highlighs di 'Nature', che costituisce il primo lavoro che indaga le possibili cause e i meccanismi del collasso.  La valanga di ghiaccio e detriti si è arrestata in un canalone dopo aver percorso circa 2,3 km lungo il pendio – ricostruisce l'ateneo in una nota – Il crollo è avvenuto nella parte alta del versante settentrionale della Marmolada alla quota di 3213 m e ha interessato un lembo sommitale del ghiacciaio, nei pressi di Punta Rocca. Questo piccolo ghiacciaio residuale era parte integrante dell’ampia fronte glaciale fino a circa un decennio fa, e oggi, a causa della frammentazione causata dall'arretramento, è rimasto isolato e racchiuso entro una nicchia sul versante esposto a settentrione appena al di sotto della cresta. L'evento è stato documentato da diversi video registrati da escursionisti che si trovavano sul posto, che hanno aiutato nell’analisi delle cause del collasso.  
L'energia sismica rilasciata dall'evento è stata paragonabile a un terremoto di magnitudo pari a 0,6. "Un'analisi dettagliata delle immagini satellitari e aeree stereoscopiche, scattate prima e dopo l'evento, ci ha consentito di analizzare le modalità di collasso – spiega Bondesan – Il distacco è stato in gran parte causato da un cedimento lungo un crepaccio mediano, in parte occupato da un enorme volume di acqua di disgelo generato dalle temperature altamente anomale della tarda primavera e dell'inizio dell'estate.  
Al momento dell’evento erano stati raggiunti in quota i 10.7 C. La fitta rete di crepacci insieme alla morfologia e alle proprietà della superficie rocciosa basale hanno predisposto questo settore glaciale al collasso, la cui causa scatenante è da individuarsi nella pressione sovrastante causata dall'eccesso di acqua di fusione". "Sono stati individuati due meccanismi concomitanti che hanno provocato l'instabilità con conseguente crollo improvviso del ghiacciaio: l’acqua infiltrata all’interno di un crepaccio del ghiacciaio ha causato da sotto una pressione tale da sollevare lo strato di ghiaccio; quando l’acqua è penetrata all’interno dei sedimenti basali si è verificata una spinta al galleggiamento, essendo il ghiaccio meno denso dell’acqua", conclude Bondesan. —[email protected] (Web Info)

Attese bibliche e personale allo stremo, i pronto soccorso in perenne sofferenza

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I Pronto soccorso italiani, in perenne sofferenza, si confermano il grande anello debole del nostro Servizio sanitario nazionale. Lo conferma un'indagine del sindacato degli infermieri Nursing up su tre strutture particolarmente disagiate del Paese, tutte a Sud – ospedale San Leonardo di Castellammare (Na), ospedale di Rossano (Cs) e Policlinico di Messina – che attesta, oltre alle attese bibliche per i pazienti, situazioni intollerabili per gli infermieri: turni anche di 16-17 ore per coprire l’assenza dei colleghi e compensare quella degli operatori socio sanitari, con una drammatica esplosione di casi di demansionamento. A ciò si aggiungono le aggressioni al personale. "Nursing Up, dopo un accurato lavoro di indagini durato alcune settimane, lavorando di concerto con i nostri referenti regionali, è in grado di raccontarvi quali sono in questo momento le realtà più critiche", si legge in un comunicato. Si parte dalla Campania, Pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare, "in condizione già critica prima del Covid, a causa della chiusura di pronto soccorso limitrofi mai riaperti, quali Scafati, Boscotrecase e Torre Annunziata. Questo ha creato per la struttura, secondo le nostre indagini ora ai primi posti per disagi e inefficienze, una situazione pari a quella di una bomba a orologeria, con un bacino di utenza che, da quello della popolazione dell’area costiera, si è allargato da alcuni anni anche al territorio vesuviano e alla confinante provincia di Salerno. Organici ridotti ai minimi termini, con al primo posto una voragine di infermieri che in estate si acuisce a dismisura. I nostri referenti ci raccontano di un personale demotivato e stanco. E poi ci sono le aggressioni in particolare negli orari notturni. Il presidio fisso di pubblica sicurezza esiste, ma è pericolosamente vuoto, con un solo agente che si alterna con i colleghi solo per qualche ora al giorno, dal lunedì al venerdì".  Anche in Calabria, al Pronto soccorso di Rossano, "gli organici sono ridotti all’osso. La situazione critica, però, oltre ai turni massacranti, ai  tempi biblici di attesa dei pazienti, e naturalmente della cronica carenza di infermieri e operatori sociosanitari, oltre alle aggressioni sempre più frequenti, si infarcisce anche di ulteriori problematiche. E’ stato, da tempo, chiuso un accordo, nell’ambito della contrattazione regionale, per portare una già risibile indennità mensile, oggi del valore di 40 euro, sino a 72 euro lordi. Fin ora, però incredibilmente, tale cifra non è mai stata erogata. Decine e decine, da mesi, sono le inevitabili richieste di trasferimento in altri reparti. E’ in atto una vera e propria fuga da parte dei professionisti dal pronto soccorso".  Il Policlinico di Messina è uno dei più grandi ospedali del Meridione, e serve un bacino d’utenza molto vasto tra Sicilia e Calabria.  "Ma siamo di fronte ad una struttura vetusta, che da tempo attende un indispensabile restyling. Il pronto soccorso è un cantiere eternamente aperto, con lavori mai conclusi: la perfetta dimostrazione dei disagi che regnano sovrani. Almeno 60 infermieri del policlinico di Messina, ci viene riferito, non sarebbero attualmente in servizio per vari motivi". "Siamo di fronte ad una gravissima e cronica carenza infermieristica e di operatori sociosanitari che sta minando nel profondo, secondo i nostri referenti, la regolare attività assistenziale.  Ai primi posti, nell’ordine della gravità di una crisi che si acuisce di giorno in giorno, c’è naturalmente il pronto soccorso", conclude Nursing up.  —[email protected] (Web Info)