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Bertolaso parla di ‘razza italica’, poi, si scusa: “Era una battuta”

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(Adnkronos) –
La "razza italica" che l'inverno demografico rischia di cancellare e le scuse di Guido Bertolaso per quella che era "una battuta, fatta davanti ai pediatri" questa mattina in Regione Lombardia, durante il convegno 'Alimentazione del bambino e dimensione sociale: la politica del fare'. Parole usate per dare l'idea "dell'inverno demografico che rischia di farci scomparire come italiani". Il senso era questo, "che abbia usato" il termine "razza italica piuttosto che italiani", ha poi spiegato l'assessore lombardo al Welfare in Consiglio regionale, replicando alle critiche dell'opposizione.  "Davvero sono basito – ha osservato – da questo attacco così violento nei confronti di un funzionario servitore del Paese, che sta cercando solo di affrontare e risolvere tutta una serie di problemi", fra cui "questo drammatico crollo delle nascite in Italia", un "problema riconosciuto urbi et orbi. Ho fatto una battuta", ha ripetuto. "Ne prendo atto", ha aggiunto in riferimento alle reazioni ricevute. "Mi spiace – ha concluso – per questa interpretazione così sbagliata delle mie affermazioni".  —[email protected] (Web Info)

Giochi, Tor Vergata: estendere il Rue a tutte le tipologie di gioco

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(Adnkronos) – Prosegue il lavoro di ricerca condotto dall’ Università di Roma Tor Vergata sul settore del gioco pubblico in Italia. Dopo il significativo studio presentato l’8 giugno 2023, il dipartimento di Scienze Cliniche e Medicina Traslazionale ha realizzato un ulteriore approfondimento volto ad analizzare e proporre strategie di autoesclusione anche nel gioco fisico. Questo progetto rappresenta un passo avanti rispetto al precedente studio, che aveva già delineato la necessità di un Registro Unico delle Esclusioni (R.U.E.) per tutte le forme di gioco, non limitandosi a quello online. La ricerca, intitolata "Per il settore del gioco pubblico in Italia: l'autoesclusione nel gioco fisico", conferma l'importanza di estendere il R.U.E. a tutte le tipologie di gioco anche in forza della delega parlamentare al Governo in materia con la Legge 111 del 2023. La prima fase dello studio aveva evidenziato come il R.U.E., già implementato con successo in vari Paesi europei, fosse attivo in Italia solo per il gioco online, con un aumento degli autoesclusi del 32% in tre anni. La nuova indagine amplia questa prospettiva, analizzando le modalità operative per l'attuazione di una strategia di autoesclusione estesa anche al gioco fisico. L'implementazione dell'autoesclusione per il gioco fisico è una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi legati al gioco patologico. La ricerca approfondisce le modalità operative e tecnologiche per attuare efficacemente questa strategia, evidenziando i benefici attesi e gli impatti potenziali. La rete fisica di gioco in Italia è stata analizzata in dettaglio per comprendere le dinamiche di accesso al gioco e le specifiche necessità di regolamentazione. L’analisi del “customer journey” ha permesso di identificare i principali punti di contatto tra il giocatore e l’ambiente di gioco, cruciali per l’attuazione delle misure di autoesclusione. Il processo di autoesclusione è stato studiato in tutte le sue fasi: dalla registrazione al servizio centralizzato di autoesclusione al controllo e blocco all’accesso al gioco. Un aspetto centrale della ricerca è l’importanza della scelta volontaria di autoesclusione da parte del giocatore. Questa misura non solo protegge i giocatori vulnerabili, ma consente anche l’utilizzo dei loro dati personali per il monitoraggio e l’invio di avvisi. Le tecnologie mobili, come smartphone e tablet o accessi web, giocano un ruolo chiave, permettendo un monitoraggio continuo e discreto, con l’obiettivo di garantire un ambiente di gioco più sicuro e consapevole. Questi servizi possono gestire i dati personali in modo sicuro, stabilendo lo stato di autoesclusione dei giocatori in tempo reale. La seconda fase della ricerca evidenzia come il rafforzamento dei meccanismi di autoesclusione, già introdotti per il gioco a distanza, è essenziale per limitare più efficacemente fenomeni di disturbo da gioco con vincite in denaro. I dati del gioco a distanza mostrano un aumento significativo dei giocatori autoesclusi negli ultimi anni, confermando l’utilità di queste misure. In sintesi, lo studio propone un quadro normativo-regolatorio che definisca i principali aspetti funzionali della strategia di esclusione, sottolineando l'importanza della comunicazione e dell'informazione al consumatore. Il progetto sottolinea l’importanza di un’infrastruttura tecnologica avanzata per supportare l’autoesclusione e garantire la protezione dei giocatori vulnerabili. La creazione di un Registro Unico degli Esclusi (R.U.E.) che comprenda sia il gioco online che quello fisico rappresenta un passo cruciale per una prevenzione efficace del gioco patologico in Italia, promuovendo pratiche di gioco consapevoli e contribuendo al benessere della comunità. —[email protected] (Web Info)

Digitale, Asis migra i propri servizi su Polo strategico nazionale

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(Adnkronos) – Il progetto sviluppato da Asis spa gestioni idriche con Polo Strategico Nazionale ha l’obiettivo di migliorare i propri servizi secondo le direttrici di affidabilità, resilienza e indipendenza. Il piano dell’intervento, ideato e progettato da Polo Strategico Nazionale, per rispondere ai bisogni ed alle necessità di sviluppo innovativo di Asis s.p.a, prevede l’applicazione del security end to end by design e interventi di re-architect e re-platform degli attuali sistemi informatici, rendendoli così più robusti, sicuri e interoperabili.  Le soluzioni di Polo Strategico Nazionale verranno impiegate per la digitalizzazione e la distrettualizzazione delle reti idriche dei Comuni in gestione memorizzando da un lato tutti i dati relativi al sistema di telecontrollo, telelettura ed al monitoraggio avanzato degli impianti e della qualità della risorsa idrica e dall’altro per archiviare in modo sicuro (backup) informazioni e dati relativi al funzionamento del sistema idrico sul territorio. Asis s.p.a, con un totale di 55 Comuni soci e delle oltre 100 mila utenze servite, rappresenta un esempio di innovazione sul proprio territorio che intende offrire il massimo della trasparenza a tutti i Comuni e cittadini coinvolti. In questo modo Asis s.p.a garantirà sempre di più modernità ed efficienza nel proteggere i dati personali dei suoi utenti, nel rispetto delle norme vigenti europee. Asis s.p.a, come molte altre amministrazioni locali che hanno già aderito a Polo Strategico Nazionale, dimostra la volontà di costruire iniziative innovative e concrete, avvalendosi delle competenze e delle infrastrutture ai massimi livelli di Psn. Il cambio di passo del sistema Paese si raggiungerà grazie alla cooperazione e al lavoro in sinergia di tutti gli attori coinvolti, con il supporto di Polo Strategico Nazionale nel presidio di tutti gli aspetti della complessa filiera della trasformazione digitale.  —[email protected] (Web Info)

Pnrr, via libera Ue a quinta rata da 11 miliardi

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(Adnkronos) – "Sono molto contenta di annunciare che la Commissione Europea ha approvato oggi il pagamento della quinta rata del PNRR. Abbiamo raggiunto gli obiettivi previsti per questa rata, abbiamo fatto anche qualcosa di più: a dicembre avevamo inviato la richiesta per 10 miliardi 600 milioni, ma a maggio 2024 abbiamo raggiunto due ulteriori obiettivi e questo ci consentirà di ricevere 400 milioni in più e arrivare a 11 miliardi con il pagamento di questa quinta rata". Lo annuncia in un video la premier Giorgia Meloni. "E' un'ottima notizia per l'Italia, è un'ottima notizia per i cittadini, ed è una notizia – rimarca – che ancora una volta smentisce quanti avevano scommesso sul fallimento di questo governo, quanti speravano in cuor loro che l'Italia potesse perdere i soldi dell'Europa per ottenere magari un vantaggio elettorale mentre lo dicevano, ma non è andata così. E con il lavoro di questi mesi noi abbiamo dimostrato che tutti quei pronostici erano sbagliati. Lo abbiamo dimostrato facendo quello che sappiamo fare meglio, e cioè studiare i dossier, lavorare, portare a casa i risultati concreti. Questo ci ha permesso anche di raggiungere dei record che sono stati riconosciuti dalla Commissione europea. L'Italia è al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario del PNRR – rivendica la presidente del Consiglio -, siamo lo Stato membro che ha ricevuto finora l'importo maggiore, 113 miliardi e mezzo di euro a fronte dei 194 miliardi quasi e mezzo previsti, ovvero il 58,4% del totale del nostro PNRR". "Ovviamente il nostro lavoro non si ferma qui, va avanti senza sosta. Solo pochi giorni fa abbiamo inoltrato la sesta richiesta di pagamento da 8 miliardi e mezzo di euro e anche su questo siamo i primi in Europa. Abbiamo convocato per domani un'altra cabina di regia per verificare lo stato d'attuazione degli obiettivi previsti per chiedere il versamento della settima rata da 18,2 miliardi di euro. La messa a terra del PNRR rimarrà una priorità assoluta dell'intero governo perché ogni obiettivo raggiunto è un passo avanti per rendere la nostra nazione più forte, più moderna, più attenta ai bisogni delle famiglie e delle imprese. Lo avevamo promesso ai cittadini e stiamo mantenendo fede anche a quest'impegno", conclude. —[email protected] (Web Info)

Salute: 30 mln italiani hanno assunto integratori, boom probiotici

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(Adnkronos) – Dalle vitamine e i minerali con l'arrivo della bella stagione, agli Omega-3 fino al boom dei probiotici. Nell’ultimo anno, secondo una recente ricerca del Future Concept Lab, quasi 30 milioni di italiani adulti (73% degli intervistati) hanno utilizzato integratori alimentari almeno una volta e più di 8 italiani su 10 (83%) li hanno usati nel corso della vita. Questi i dati illustrati alla presentazione dell’ultima edizione della Review “Integrazione alimentare: stato dell’arte e nuove evidenze scientifiche”, promossa da Integratori & Salute – che rappresenta le principali aziende italiane di integratori alimentari ed è parte di Unione italiana Food – con il contributo di Passoni Editore. Non è un consumo 'fai da te'. Prima di comprare un integratore alimentare, gli italiani si affidano infatti al consiglio dei professionisti della salute: in primis al medico (48,4%), poi il farmacista (36,3%). Il nostro Paese è leader europeo nel mercato degli integratori, anche per innovazione e know how. Secondo un’elaborazione di Unione italiana food su dati New Line, nel 2023 il fatturato del settore ha raggiunto i 4 mld 545 milioni di euro e le vendite in quantità hanno superato le 299 mila tonnellate. L’Italia è il primo mercato europeo con una quota del 26% del fatturato totale, seguito da Germania (19%) e Francia (15%). Il canale di vendita di gran lunga prevalente rimane quello delle farmacie, con un valore di 3.538 milioni di euro, pari al 77,9% del totale, seguito a grande distanza da Gdo (7,7%), parafarmacie (7,6%), canale online (6,9%). In farmacia, i più acquistati si confermano i "probiotici": con 537,3 milioni di euro, rappresentano una fetta del 15,2% del mercato. Al secondo posto si classificano i “sali minerali”, con 335,2 milioni di euro (9,2%, +2,7% sul 2022). Al terzo e quarto posto si trovano “vitamine” e “tonici”, con quote superiori al 6%.  La review, frutto della collaborazione di un pool di esperti italiani sui temi della nutrizione e della salute, ha approfondito le scoperte più significative della ricerca sperimentale e clinica sul ruolo degli integratori alimentari, dagli effetti benefici associati al consumo di un apporto adeguato di vitamine e minerali al supporto dato dagli Omega-3 per la salute delle donne in gravidanza e delle persone anziane, fino al ruolo dell’integrazione con probiotici per il benessere nelle varie fasi della vita e la prestazione degli sportivi. “Ci auguriamo che questa nuova Review possa rappresentare uno strumento valido per una divulgazione scientifica seria, corretta e sostenuta da evidenze condivise – commenta Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute – Come siamo soliti ribadire ormai da anni, sosteniamo che la principale funzione degli integratori alimentari sia quella di avere un effetto metabolico per mantenere in efficienza il nostro sistema fisiologico.  "In Italia, il settore degli integratori alimentari è altamente regolamentato e innovativo – sostiene Arrigo Cicero, presidente della Società italiana di nutraceutica (Sinut), che ha curato l'introduzione della rieview – e si distingue per i suoi standard qualitativi elevati e la ricerca avanzata e continua. Questo mercato è sostenuto anche dal fatto che le principali aziende del settore investono in informazione medico-scientifica sui propri prodotti con reti di professionisti dedicate ad aggiornare gli operatori sanitari potenzialmente interessati a questo campo. Il consumo di integratori non è una moda consumistica senza controllo, ma è un percorso guidato da esperti: farmacista e medico sono infatti le principali fonti informative a cui i consumatori si rivolgono”. —[email protected] (Web Info)

Terremoto oggi Napoli, scosse e sciame sismico ai Campi Flegrei

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(Adnkronos) – Terremoto oggi ai Campi Flegrei. La scossa dalla magnitudo più alta è stata quella delle 15.10 – 2.9 a una profondità di 3 chilometri – come riporta su X l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, preceduta da altre meno forti. "In quella zona dei Campi Flegrei particolarmente complessa, in cui concorrono tre rischi naturali, non si è mai fatta prevenzione" ha detto oggi il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, intervenendo a Sky Tg24. "La parola d'ordine era: 'minimizziamo e non creiamo allarme' e questa è stata una scelta irresponsabile. Ora la gente snobba le iniziative di prevenzione e dice di non essere interessata, con risposte anomale e improprie da parte di qualche amministratore. Ma noi come Stato continueremo con le esercitazioni, sempre più numerose. È prevista ad esempio a ottobre una grande esercitazione per il rischio vulcanico".  —[email protected] (Web Info)

Emanuela Orlandi, domani a ‘Chi l’ha visto?’ un audio inedito

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(Adnkronos) – Nel mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi c’è anche la telefonata di un uomo che fa sentire ai familiari la voce di una ragazza: parte di questo audio non era stata mai trasmessa. Era Emanuela Orlandi? L’audio sarà riproposto nella puntata di 'Chi l’ha visto?', condotta da Federica Sciarelli, in onda domani, mercoledì 3 luglio, alle 21.20 su Rai 3.  Obiettivo, inoltre, su Nessy, la mamma bloccata in Egitto insieme alla sua bambina: il tribunale le ha tolto l’affidamento della figlia e lei deve affrontare un processo perché il marito l'ha accusata di adulterio. Ma chi è il marito di Nessy? Dopo gli appelli di "Chi l'ha visto?" altre donne si sono fatte avanti per descrivere i maltrattamenti subiti. E ancora la scomparsa di Mara Favro, sparita da Chiomonte in Val di Susa, ormai da quattro mesi. Come si è allontanata dalla pizzeria a quell'ora di notte? In studio, in diretta, il proprietario della pizzeria. —[email protected] (Web Info)

Spot Lgbt, è scontro aperto tra Pillon e pubblicitari

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(Adnkronos) – E' ormai scontro aperto tra i pubblicitari e Simone Pillon. La 'miccia' è lo spot 'Idealista', mandato in onda durante il Pride sulle tv nazionali, che mostra in primo piano due uomini che si baciano appassionatamente. Lo spot, oggetto di feroci critiche da parte dell'ex senatore -che in un post su X ne ha condannato apertamente la diffusione- ha dato origine ad un acceso botta e risposta tra i pubblicitari italiani e Pillon. "Pillon restituisce un quadro di un pezzo di paese retrogrado. Sono temi superati nel mondo civile, ma in ltalia siamo ancora qui a discutere sul bacio tra uomini o donne che siano", dice all'Adnkronos Vicky Gitto, uno tra i più importanti pubblicitari italiani, ideatore dello spot Pupa a Sanremo 2024 in cui due ragazze fuggivano assieme, e che scatenò ugualmente a suo tempo le ire di Pillon- "Purtroppo questi proclami strillati ai quattro venti e viralizzati sul web sono negativi e dannosi, creano spaccature e distanza sociale. Quindi, non sottovaluterei questi 'urlatori' estremisti". "Evidentemente, Pillon si sta appassionando al nostro settore – riflette all'Adnkronos Davide Ciliberti spin doctor del gruppo di comunicazione Purple & Noise – visto che solo qualche mese fa, durante il Festival di Sanremo si era scagliato, raccogliendo una bella rassegna stampa, contro lo spot Pupa dove in questo caso erano invece due donne a baciarsi. E questa è una cosa che farà male all’ex senatore, dato che il furbo Pillon, scomparso da tempo dal radar dei media, utilizza queste posizioni io credo soprattutto per ottenere visibilità; cioè si scaglia contro la pubblicità per ottenere pubblicità". La pubblicità di Idealista, realizzata dall’agenzia Gibbo&Lori, ha spiegato in una nota che "il tema della campagna è l’accettazione tra amici, ma il linguaggio non è di denuncia, al contrario è emozionale e inclusivo. Siamo fiduciosi che questa storia possa essere di ispirazione per i giovani. Abbiamo scelto di ambientarlo nel contesto dei tifosi di calcio tradizionalmente percepito come distante dalle tematiche Lgbt, per sfidare e superare questi pregiudizi". Secca la replica all'Adnkronos di Simone Pillon: "Ai pubblicitari non interessa nulla dei diritti Lgbt -scandisce l'ex senatore- Sono pagati molti soldi per inventarsi campagne capaci di far vendere i prodotti e non hanno scrupoli a usare messaggi scandalosi pur di fare notizia, come nel caso delle patatine sostituite all'eucarestia o come nel continuo uso del corpo delle donne come veicolo per aumentare le vendite". In questo caso, tuttavia, il vero problema per Pillon "non è lo spot ma l'orario. Se fosse andato in onda dopo le 22.30 non avrei avuto molto da dire, ma imporre senza scrupolo la pomiciata gay durante la partita, mentre le famiglie sono riunite coi bambini anche piccoli per tifare la nazionale è inaccettabile", conclude l'ex senatore della Lega. —[email protected] (Web Info)

“Dalla terra rossa all’erba di Wimbledon aumentano gli infortuni”: cosa dice l’esperto

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(Adnkronos) – Ieri l'esordio vincente di Jannik Sinner e Matteo Berrettini a Wimbledon e domani sarà derby italiano. Ma l'arrivo dei giocatori sull'erba del torneo inglese dopo la stagione della terra rossa non è sempre un passaggio senza problemi soprattutto per chi, come Sinner e anche Berrettini, ha ancora addosso le scorie di un infortunio. "Nel tennis l'erba è la superficie con più storia, ma anche quella meno diffusa a livello mondiale come superficie di gioco. Infatti, ci sono 65 tornei di tennis maggiori che si giocano ogni anno: 35 sono su campi in cemento, 23 su campi in terra battuta e 7 su campi in erba. Uno studio longitudinale condotto nell'arco di 10 anni (2003-2012), effettuato proprio durante i campionati di Wimbledon, ha rivelato che il 61% degli infortuni nel torneo si era già verificato tra il Roland Garros, che si gioca sulla terra battuta, e prima di Wimbledon, che si disputa sull'erba. Inoltre, le articolazioni più comunemente colpite erano il ginocchio, la caviglia e il tallone". Così all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, vice presidente della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer). "Giocare su una superficie veloce, con un rimbalzo della palla minore e una lunghezza dei punti generalmente più breve, può influenzare significativamente le tipologie di infortunio – continua il medico fisiatra – Quindi, esiste un rischio potenziale di infortuni quando si passa dalla terra battuta all'erba per il cambio di superficie. Anche la scivolosità del campo, i movimenti di atterraggio o le azioni di frenata derivanti dai movimenti laterali possono comportare una notevole sollecitazione del sistema muscolo-scheletrico. Secondo una ricerca, giocare sull'erba o su un campo in cemento aumenta il rischio di necessitare di assistenza medica rispetto a giocare sulla terra battuta".  "Sebbene i campi in cemento siano maggiormente coinvolti nel rischio di infortuni da sovraccarico, in quanto più duri, la superficie non uniforme dell'erba rappresenta le sue insidie che, abbinate alla maggiore scivolosità, può aumentare il rischio di cadute e traumi distorsivi", conclude Bernetti.  —[email protected] (Web Info)

Pesca, la Cozza Selvaggia dalle piattaforme Eni alla tavola

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(Adnkronos) –
Cozza Selvaggia, lo dice il termine stesso, è la cozza che non viene coltivata ma cresce spontaneamente nel suo habitat. E al largo di Marina di Ravenna
l'habitat lo ha trovato sui piloni delle piattaforme Eni che da decenni si trovano in mare aperto al largo delle coste della riviera. Una varietà pregiata, “la migliore che c'è” dicono i pescatori delle Cooperative locali che ogni anno da fine maggio a settembre ne raccolgono dalle 12.000 alle 14.000 tonnellate. E come ogni anno la Festa della Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, la sagra che celebra questa specialità, ha compreso la visita alle piattaforme Eni per vedere dal vivo dove e come questi molluschi vengono pescati (
VIDEO
) “Questa iniziativa per noi è molto importante e ricca di significato – spiega Lorenzo Ceccolini, responsabile relazioni con le comunità del distretto Centro Settentrionale Eni – la ripetiamo ogni anno e invitiamo le autorità, i nostri lavoratori e anche la cittadinanza. È un momento che vuole raccontare una sinergia tra diverse realtà. La nostra del mondo energetico di Eni, quella dei pescatori che raccolgono la cozza selvaggia di Marina di Ravenna, di alta qualità e molto ricercata, l'attività di carattere ambientale, fatta in questo caso dal Centro Sperimentale Tutela Habitat di Marina di Ravenna (CESTHA) liberando le tartarughe marine e, perché no, anche del settore turistico, dalle motonavi che ci hanno portato in escursione. Le piattaforme sono un luogo chiave. Dalle piattaforme estraiamo gas naturale per coprire parte del fabbisogno dell'Italia, presso le piattaforme trovano riparo le tartarughe marine per poi riprendere il loro viaggio migratorio. Nella parte sommersa delle piattaforme crescono spontaneamente le cozze selvagge. Quindi oggi è per questo che vogliamo raccontare questa convivenza del tutto particolare”.  Quello che fino a pochi anni fa era un lavoro di manutenzione dei piloni, poiché Eni aveva comunque la necessità di raccogliere queste cozze per evitare la resistenza al moto ondoso, grazie ad una sinergia con i pescatori è diventata una attività economica. Lo sa bene Sauro Alleati, Presidente cooperativa La Romagnola, e “cozzaro” della prima ora. “Un'attività che quando la corrente marina è forte come oggi richiede grande attenzione – spiega all'AdnKronos – infatti tutti i sommozzatori da pescatori subacquei sono diventati tecnici subacquei, abbiamo dovuto fare dei corsi di specializzazione soprattutto per la sicurezza in mare (si va a 12 metri di profondità) e le attrezzature sono molto più complesse. Ma ci lavoriamo tanto fino al punto che abbiamo fatto un marchio di qualità la Cozza Selvaggia di Marina di Ravenna, che è, a mio parere, la prima qualità in Italia".  “E' sicuramente un prodotto identitario per Marina di Ravenna – commenta Barbara Monti, presidente di Slow Food Ravenna APS – a livello del territorio che però ha anche un impatto a livello turistico perché con il marchio che è stato creato è riconosciuta anche a livello internazionale e poi la qualità di questa cozza è talmente alta che unita a questo marchio è molto identificabile e quindi a livello turistico ha una attrazione”. E anche quest'anno, in collaborazione con il CESTHA – Centro Sperimentale Tutela degli Habitat l’escursione è stata l'occasione per la liberazione in mare aperto di 3 tartarughe marine Thelma e Louise e Nilde, le prime due arrivate assieme lo stesso giorno dopo essere state pescate accidentalmente da un peschereccio, come la maggior parte delle tartarughe “Questa attività è molto importante, è svolta direttamente dai pescatori – dice Simone D'Acunto, Direttore CESTHA – Centro Sperimentale Tutela degli Habitat – perché sono loro i primi attori di questa cattura che ovviamente non vorrebbero fare ma si trovano questi animali nelle reti e scelgono di portarli a terra perché se li ributtassero subito in mare probabilmente molti non sopravvivrebbero. 7 tartarughe su 10 che ci sono consegnate sono in pericolo di vita e quindi è necessario fare un check e spesso curarle prima di liberarle.” La liberazione sotto le piattaforme è una scelta strategica perché le piattaforme svolgono un ruolo di protezione del mare sia per tutta la fauna e la flora che sviluppano nella parte sommersa sia perché hanno dei regolamenti che vietano l'accesso, il transito e la pesca in prossimità. “C'è un raggio di 500 metri che è di completa interdizione e c'è una grossa area a largo di Ravenna che comunque è vietata ad alcune tecniche di pesca un po' più impattanti – continua D'Acunto – Quindi la liberazione sotto le piattaforme è una scelta ponderata perché è esattamente il posto più sicuro dove rilasciare gli animali". —[email protected] (Web Info)