(Adnkronos) –
I saldi sono vendite di fine stagione e riguardano tutti i prodotti che, come recita l’articolo 15 del D. Lgs. 114/98 (Decreto Bersani), se non venduti entro un certo periodo di tempo sono suscettibili di notevole deprezzamento. Nei saldi, precisa Confcommercio, è interessata la merce rimasta alla fine della stagione autunno/inverno o primavera/estate. Le promozioni, invece, riguardano alcuni articoli ai quali vengono applicati ribassi di prezzo (generalmente con percentuali di sconto più basse di quelle applicate durante i saldi) per agevolare le vendite di un certo prodotto o, in generale, nel negozio. Questa parola è entrata ormai nel gergo comune con una qualifica ben precisa, ma in realtà è strettamente connessa ad un lessico commerciale. Il termine 'saldi' indica, infatti, la differenza tra le entrate e le uscite, nonché un 'saldo' positivo o negativo; motivo per cui i saldi sono la merce che non è stata venduta in un negozio a fine stagione e la vendita stessa dell'invenduto.
I saldi, o vendite di fine stagione, rientrano nelle cosiddette vendite straordinarie. Ma cosa si intende con questa definizione? Nella 'Riforma della disciplina relativa al settore commercio' (Art. 15 del D.lgs. 31 marzo 1998, n. 114) viene data la definizione di vendite straordinarie nel modo seguente: le vendite di liquidazione, le vendite di fine stagione e le vendite promozionali nelle quali l’esercente dettagliante offre condizioni favorevoli, reali ed effettive, di acquisto dei propri prodotti. I saldi, dunque, non sono l'unico tipo di vendita straordinaria possibile: accanto alle vendite di fine stagione sono anche disciplinate le vendite di liquidazione e le vendite promozionali. Nella definizione di vendita straordinaria sono incluse tre tipologie di vendita: 1) Vendite di fine stagione (o saldi): sono le vendite che interessano i prodotti di moda o di carattere stagionale che sono soggetti a deprezzamento se restano invenduti. 2) Vendite di liquidazione: sono vendite che possono avvenire in qualunque periodo dell'anno al fine di cedere, in poco tempo, i propri prodotti ma solamente se sussistono le seguenti condizioni: cessione dell’azienda; cessazione dell’attività commerciale; trasformazione o rinnovo dei locali; trasferimento dell’azienda in altro locale. Le vendite di liquidazione, affinché possano essere svolte correttamente, devono prima essere comunicate al Comune di competenza, che verificherà se sussistono le sopra citate condizioni. 3) Vendite promozionali: non sono vincolate ad uno specifico periodo dell'anno e avvengono per un limitato periodo di tempo. Su queste ultime la legislazione è lacunosa: il Decreto Bersani si limita a dire che le vendite promozionali possono essere effettuate per una parte specifica dei prodotti venduti e per periodi di tempo limitati. Le Regioni, pertanto, dettano regole più precise per la disciplina delle promozioni con l’obiettivo di distinguerle dai saldi e ponendo eventualmente limiti allo svolgimento nei periodi antecedenti le vendite di fine stagione (tra i 15 e i 40 giorni). In accordo con le organizzazioni locali dei consumatori e delle imprese del commercio, alle Regioni spetta il ruolo decisionale sulle modalità di svolgimento, sul periodo e la durata delle vendite di liquidazione e dei saldi e, infine, sull'adeguata pubblicità di informazione dei consumatori. E' nel periodo dell'Italia fascista, ricorda Confcommercio, che vengono promulgate le prime leggi sulle 'vendite straordinarie', comunemente chiamate saldi. In particolare risale al 2 giugno 1939 l'introduzione delle vendite di liquidazione e le vendite straordinarie. Alcune norme nel tempo sono state mantenute, come ad esempio il cartellino sulla merce che deve indicare chiaramente il prezzo, senza essere modificato durante l'intero periodo dei saldi. A cambiare, invece, è la possibilità dei negozianti di scegliere liberamente il periodo in cui effettuare le vendite straordinarie. Le leggi odierne, infatti, regolamentano il periodo dell'anno in cui devono essere svolti i saldi, sia in estate che in inverno. In quel tempo, uno dei principali fattori a scoraggiare i commercianti era la trafila burocratica indispensabile per aderire alle vendite straordinarie. Era necessario, infatti, presentare una domanda e attendere che fosse approvata da una parte della corporazione locale, ovvero dalle associazioni controllate dal governo intorno a cui ruotava il piano economico del fascismo. La fine del regime fascista nel 1944 comportò, nelle zone in cui l'Italia era stata liberata, l'abolizione delle sopra citate corporazioni. I poteri che finora avevano detenuto, furono trasferiti integralmente alle camere di commercio, industria e agricoltura dei vari capoluoghi e agli uffici provinciali dell'industria e del commercio. In realtà non è tutto, poiché venne emanato un ulteriore decreto legislativo in grado di rimettere ordine e organizzazione sul tema saldi. Si dovrà attendere il luglio del 1979 per avere il primo disegno di legge nazionale sulle vendite straordinarie: il n. 405 A.C. (= Atto Camera), presentato da alcuni deputati democristiani. Il primo firmatario fu Aristide Tesini, il quale nel discorso di presentazione, sosteneva che frequentemente le "vendite straordinarie o di liquidazione" contenevano pubblicità illusoria, poiché non veniva effettuato alcuno sconto. E' stata proprio questa una delle motivazioni per cui si rendeva necessario un intervento immediato. In aggiunta anche al fatto che, ormai, la legge del 1939 con la sua burocrazia ormai inadeguata, non veniva più rispettata. La legge del 1980 ha determinato lo svolgimento dei saldi in massimo due diversi periodi dell'anno e la loro durata, che non poteva essere superiore alle quattro settimane. Si definiva anche l'esposizione della merce in saldo: doveva essere indicata chiaramente ed esibita in modo separato da quella non in saldo. Ulteriori misure (alcune in vigore ancora oggi) della legge: in caso di controlli, il venditore doveva dimostrare che gli sconti esposti erano stati rispettati; non doveva essere fatta pubblicità ingannevole; non vi erano limiti di acquisto dei capi in saldo; per avere lo sconto non erano obbligatori abbinamenti con altra merce. Dopo la legge del 1980, ulteriori modifiche furono eseguite dieci anni dopo dalla legge 12 aprile 1991, n. 130. Uno degli emendamenti più importanti riguarda l'unificazione, in tutta Italia, dei periodi dei saldi. Se prima la decisione spettava alle camere di commercio, con la legge 1991 i saldi si sarebbero svolti negli stessi periodi, ovvero dal 7 gennaio al 7 marzo e dal 10 luglio al 10 settembre. Al di fuori di questi periodi erano concesse solamente le 'vendite promozionali' che, però, erano vietate nei 40 giorni precedenti ai saldi e per l'abbigliamento duranti i giorni dei saldi. Sette anni dopo, nel 1998, hanno fatto seguito alla legge del 1991 ulteriori modifiche sulle date delle vendite straordinarie. Fu stabilito, infatti, che fossero le singole regioni a deliberare la data di inizio saldi. Un potere che venne rafforzato nel 2001 con la riforma del titolo V della Costituzione Italiana, in cui le regioni hanno acquisito sempre più poteri decisionali, iniziando a disporre quasi del tutto in fatto di legislazione del commercio. Resta, ad oggi, alle Regioni la facoltà di stabilire una specifica disciplina in materia di vendite straordinarie, comportando vincoli e divieti diversi da regione a regione. —[email protected] (Web Info)
Saldi, in vendita merce di fine stagione: cosa c’è da sapere
Marco D’Amore dirigerà il prequel di ‘Gomorra’ su Pietro Savastano
(Adnkronos) – Sarà Marco D'Amore a dirigere il prequel di Gomorra che si concentrerà sulla vita di Don Pietro Savastano. Dieci anni dopo il debutto della serie originale, 'Gomorra' torna sul piccolo schermo con uno spin-off che racconterà l'ascesa criminale del boss Pietro Savastano, interpretato ancora una volta da Fortunato Cerlino. Il prequel, annunciato da Sky, vede alla sceneggiatura Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, già autori della serie originale e, secondo quanto apprende l'Adnkronos, Marco D'Amore sarà alla regia. D'Amore, che nella serie originale ha vestito i panni di Ciro Di Marzio, torna dunque sul set ma da regista. L'attore ha già diretto alcuni episodi della quarta e quinta stagione (2019-2021) della serie e il film 'L'immortale' nel 2019, in cui ha continuato a vestire i panni di Ciro Di Marzio. L'anno scorso, quando la notizia del prequel è iniziata a circolare, l'attore era intervenuto sui suoi canali social per chiarire che non avrebbe partecipato al progetto come attore. "Non ne so nulla, l'ho appreso come voi dai social. Per quanto mi riguarda la mia esperienza (fantastica) su Gomorra è terminata a novembre 2021, all'indomani della messa in onda della prima puntata della quinta stagione. Ho partecipato dando tutto me stesso, in otto anni di lavoro, come attore prima e come regista e direttore artistico poi, fino a quando insieme, non abbiamo portato a compimento il nostro viaggio", aveva scritto l'attore. Tuttavia, il viaggio sembra aver preso un'altra direzione, con D'Amore che torna alla regia dello spin off della serie che lo ha reso celebre. Nessun annuncio sull'inizio delle riprese e la messa in onda della nuova serie. Ma intanto i casting procedono e nella periferia di Napoli si cercano i nuovi volti per la produzione Sky. —[email protected] (Web Info)
Bimbo morto nel pozzo, autopsia conferma decesso per annegamento
(Adnkronos) – L'autopsia ha confermato che Vincenzo Lantieri, il bambino di 10 anni caduto nel pozzo artesiano a Palazzolo Acreide, nel siracusano, è morto per annegamento. L'autopsia, eseguita da Francesca Berlich, è terminata ieri sera ed è durata quasi tre ore. Sono al momento nove le persone indagate per omicidio colposo, tra cui il proprietario del terreno in cui si trova il pozzo e l'educatrice che ha provato a salvare il bimbo lanciandosi nel pozzo. Nel registro degli indagati della Procura di Siracusa ci sono anche alcuni volontari della Onlus che ha organizzato la gita in campagna. "Sei una perla rara, ti amiamo vita nostra, il nostro cuore è in frantumi e la nostra anima è nera come la notte vita mia. Noi siamo morti con te dentro quel maledetto pozzo" ha scritto la mamma del piccolo sui social poco dopo la tragedia, pubblicando anche una sua foto. —[email protected] (Web Info)
“Accuse Piotta lesive per nostra immagine”, Club Tenco dà mandato a legali
(Adnkronos) – Non accenna a placarsi la polemica tra Tommaso Zanello, in arte Piotta e il Club Tenco e ora sono gli avvocati a 'cantare'. Dopo uno scambio di accuse sui social e attraverso comunicati stampa, la questione è finita in tribunale a seguito dell'esclusione dell'artista dalla rosa dei finalisti per la categoria 'Miglior album in dialetto'. Ieri, Piotta ha annunciato di aver incaricato i suoi legali di presentare una diffida formale al presidente del Premio, richiedendo l'accesso agli atti e la sospensione dell'assegnazione del premio. Il suo album 'Na Notte Infame' era stato inizialmente accettato senza obiezioni, ma è stato poi escluso senza preavviso. Gli avvocati di Piotta affermano che l'album è in dialetto romano, come confermato da varie istituzioni ed esperti, e denunciano la mancanza di trasparenza nell'esclusione. Oggi, il Club Tenco ha risposto attraverso il legale Davide Perrotta, affermando di aver seguito il regolamento delle Targhe Tenco e respingendo le accuse di Piotta. Il Club Tenco sostiene di aver operato in conformità con il regolamento delle Targhe Tenco e respinge le accuse di Piotta, giudicando i suoi attacchi mediatici dannosi per l'immagine dell'associazione. Secondo il Club, l'album di Piotta non soddisfa il requisito di avere almeno metà dei brani in dialetto, essendo prevalentemente in italiano. Il regolamento, ribadisce il Club Tenco, "è chiaro e che la contestazione di Piotta è infondata e lesiva per l'associazione". Nel frattempo, numerosi sostenitori si sono schierati dalla parte dell'artista romano, tra cui l'Assessorato alla Cultura Municipio Roma III, l'Associazione Culturale Lando Fiorini, Giovanni Vacca dell'Università di Roma 3 – Dams e Paolo D'Achille, presidente dell'Accademia della Crusca, che ha dichiarato: "ha ragione Piotta, è labile confine tra italiano e romano". E oggi interviene anche la famiglia Tenco, che attraverso le parole del suo portavoce, Michele Piacentini, fa sapere che non esclude ulteriori azioni legali contro il Club Tenco, oltre alle già esistenti controversie sull'uso del nome e delle opere di Luigi Tenco. La famiglia ha interrotto le collaborazioni con il Club nel 2018 a causa di problemi di trasparenza e critica l'attuale direttivo, ritenendolo inadatto a rappresentare il nome di Luigi Tenco e accusandolo di svolgere attività commerciali inappropriate.
Premio Tenco, la Crusca sta con Piotta: "Labile il confine tra italiano e romano"
Nella replica del Club Tenco si legge, in particolare, che "l’album presentato dal cantante 'Piotta', con la propria autocandidatura alle Targhe, è assolutamente carente del requisito richiesto, poiché, ad eccezione di un solo brano e di pochi vocaboli per ogni canzone, i brani presentati da 'Piotta' sono tutti cantati – pressoché integralmente – in italiano, e non, invece, mediante prevalente utilizzo del dialetto". Il Club Tenco prosegue evidenziando che "il banale ascolto dei brani evidenzia la deliberata scelta del cantante di esprimere in italiano e non in dialetto romanesco – in questo album – la prevalenza delle espressioni caratterizzanti".
Piotta: "Molti voti al Premio Tenco ma non sono in cinquina, come mai?". La replica: "Non è in dialetto"
Nella nota del Club Tenco si legge, ancora, che il regolamento e la scheda di candidatura sono "chiarissimi sul punto", laddove è precisato letteralmente che: la sezione 'Migliore album in dialetto' deve "contenere almeno la metà dei brani che siano afferenti alla categoria nella quale concorrono”; "la scelta della categoria deve essere conforme al regolamento"; "sbagliando categoria si rischia che i voti vengano annullati nella fase di controllo, al termine delle votazioni"; "la scelta della categoria è responsabilità di chi effettua il caricamento"; "il Club Tenco effettuerà la verifica sulla correttezza delle categorie dopo il primo turno di votazione"; "se un disco è stato erroneamente candidato in una categoria errata, sarà eliminato da quella categoria e i voti eventualmente ottenuti andranno persi". "In tale contesto di chiarezza – conclude il Club Tenco – la contestazione mossa dall’artista si rivela assolutamente infondata e lesiva dell’immagine dell’associazione; essendo evidente la assoluta legittimità dell’operato del Club Tenco, che si è limitato – siccome obbligato, anche nel rispetto degli altri partecipanti – al doveroso ossequio del regolamento". —[email protected] (Web Info)
Ascolti tv, Portogallo-Slovenia domina la prima serata
(Adnkronos) – La partita di Euro 2024 tra Portogallo e Slovenia trasmessa su Rai1 domina la prima serata di ieri con 5.450.000 di spettatori e il 31.9% di share. La serie 'Bardot' su Canale 5 raggiunge 1.223.000 spettatori e il 7.2% di share mentre Rai 3 con il film 'Mai stati uniti' totalizza 1.102.000 di spettatori e il 6.2% di share. Fuori dal podio Rete 4 con 'Quarta Repubblica' che registra 744.000 telespettatori e il 5.6% di share 5.6%. Seguono: Italia 1 con 'The Twilight Saga: Breaking Dawn Part 1' (723.000 spettatori, 4.3% share); Rai 2 con 'Dawn – Sussurri nella Notte' (681.000 spettatori, 3.9% share); La7 con 'In Viaggio con Barbero' (540.000, 3.6% share). Chiudono la classifica: Nove con 'Faking It – Bugie Criminali' (403.000 spettatori, 2.3% share) e Tv8 con 'Viaggi Pazzeschi' (276.000 spettatori, 1.6% share). Nell'access prime time, è Canale5 con 'Paperissima Sprint' a vincere la sfida televisiva, incollando davanti allo schermo 2.271.000 spettatori e totalizzando il 12.1%. Italia1 con Ncis – Unità Anticrimine ha interessato 1.237.000 spettatori (share del 6.7%), mentre La7 con 'In Onda' è stato la scelta di 1.281.000 spettatori per uno share del 6.8%. Rai3 ieri proponeva 'Viaggio in Italia', che ha appassionato 1.189.000 spettatori registrando uno share del 6.8%, mentre 'Un Posto al Sole' ha raccolto davanti al video 1.560.000 spettatori con share al 8.2%. —[email protected] (Web Info)
Maltempo, Musumeci avverte: “Stato non ha più fondi, le aziende si assicurino”
(Adnkronos) – I danni provocati dal maltempo in Piemonte e Valle d'Aosta "non posso più essere considerati un evento eccezionale, ma sono eventi ordinari con i quali saremo chiamati a fare i conti, tanto le istituzioni quanto i cittadini". E' l'avvertimento che arriva dal ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, secondo il quale "la nuova strada che bisogna imboccare è quella delle assicurazioni. Dobbiamo ricorrere alle polizze assicurative per le aziende, non possiamo pensare che lo Stato possa intervenire sempre e per tutti. Non ci sono più le risorse necessarie per un'emergenza che è diventata pressoché quotidiana". Parlando a Sky Tg24 Musumeci spiega che "appare chiaro come si tratti di una sciagura nella sciagura. Cogne e tutta quell'area vivono di turismo stagionale e nel bel mezzo di una stagione promettente arriva questa calamità che mi auguro non venga più considerata un evento eccezionale". "Sono eventi ordinari con i quali saremo chiamati a fare i conti, tanto le istituzioni quanto i cittadini, dobbiamo abituarci a convivere e a mettere mano a una seria e concreta campagna di prevenzione, sia per le strutture che per la prevenzione verbale", dice. "La priorità in Italia ora è mettere in sicurezza il territorio", ha ammonito il ministro della Protezione civile. "Non sono le risorse che mancano, manca una seria programmazione. Gli interventi contro il dissesto idrogeologico e di mitigazione del terremoto non sono considerati priorità, è un problema culturale. Dobbiamo accelerare questo processo di cambiamento". "Se riuscissimo con le istituzioni locali a utilizzare il denaro che è in circolazione e che è stato assegnato negli ultimi 10 anni, l'Italia potrebbe diventare un grande cantiere – dice il ministro – In questo momento più di 6 miliardi di euro risultano destinati alle regioni, e dalle regioni poi agli enti locali in quanto soggetti attuatori, soltanto per la messa in sicurezza del territorio". "Il problema è che manca una piattaforma da parte dello Stato nella quale si possa subito evidenziare quella somma di denaro a quel destinatario che fine ha fatto e che stadio di procedura ha. Nel passato ogni ministero che è intervenuto con le risorse ha ritenuto di doverlo fare in un egoismo ed isolamento disarmante. Stiamo cercando di capire perché una Regione non ha utilizzato quelle risorse. Col governo Meloni abbiamo affidato 800milioni di euro alla regioni per mettere in sicurezza quel territorio, che sia stato utilizzato il 30% di quelle risorse lo dico con un eccessivo ottimismo. Non è un accusa, la verità è che enti e regioni spesso non hanno personale per poter fissare l'obiettivo e redigere il progetto, approvarlo e far partire il cantiere". —[email protected] (Web Info)
Operaio muore schiacciato da macchinario in cantiere a Meina
(Adnkronos) – Incidente mortale sul lavoro a Meina, nel novarese. Dalle prime informazioni, per cause ancora in corso di accertamento, un operaio di 56 anni sarebbe morto schiacciato da un macchinario mentre stava lavorando in un cantiere ferroviario. —[email protected] (Web Info)
Carlo e Camilla in Scozia per la Royal Week
(Adnkronos) – Come ogni estate, in occasione di quella che è conosciuta come Holyrood Week o Royal Week, inizia la visita in Scozia di Carlo e Camilla presso il Palazzo di Holyroodhouse a Edimburgo. Quest'anno il programma della Holyrood Week è stato sensibilmente accorciato a causa delle elezioni generali nel Regno Unito che hanno spinto la famiglia reale a rinviare qualsiasi impegno "che possa sembrare distogliere l'attenzione o distrarre dalla campagna elettorale". La visita di due giorni in Scozia, inizierà con un picchetto d'onore nei giardini di Holyroodhouse. Successivamente Carlo parteciperà alla Cerimonia delle Chiavi, durante la quale gli verranno consegnate le chiavi della città, e presiederà la cerimonia per la nomina a cavaliere di diverse persone tra cui l'autore di bestseller Sir Alexander McCall Smith, creatore della serie The No 1 Ladies' Detective Agency e dei romanzi 44 Scotland Street. Camilla, invece, terrà un ricevimento per celebrare coloro che promuovono l'alfabetizzazione scozzese, prima di ospitare insieme a Carlo una festa in giardino. Domani il re e la regina saranno raggiunti dal principe di Galles, William, il cui titolo scozzese è Duca di Rothesay. Carlo e Camilla concluderanno il viaggio partecipando a una celebrazione con vari artisti, ospiti e organizzazioni al Castello di Edimburgo per festeggiare il 900mo anniversario della città. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Salute, Ficarra (Siu): “Alla prima perdita di urina rivolgersi all’urologo”
(Adnkronos) – "Alla prima perdita di urine, una spia che dovrebbe far riflettere sulla situazione anormale, è bene rivolgersi immediatamente all'urologo. Vale per gli uomini come per le donne, le più colpite dall'incontinenza urinaria. Il sintomo va approfondito e discusso con lo specialista che valuterà le cause che la determinano e il tipo di trattamento su misura per ciascun paziente". Così all'Adnkronos Salute Vincenzo Ficarra, professore ordinario di Urologia e direttore della Cattedra di Urologia presso l'Università degli Studi di Messina, in occasione della Giornata nazionale dell'urologia promossa dalla Società italiana di urologia (Siu) e che si celebra oggi. A scatenare l'incontinenza urinaria sono diversi motivi. "Nel caso si tratti di una perdita di urine che dipende da iperattività della vescica, questa iperattività può essere trattata con i farmaci – spiega Ficarra che è anche responsabile dell'Ufficio scientifico Siu – Abbiamo a disposizione gli anti-muscarinici o i Beta-3 agonisti, farmaci in grado di controllare la funzionalità della vescica". Un'altra causa dell'incontinenza urinaria "nelle donne – sottolinea lo specialista – può dipendere dal deficit dello sfintere, in genere accade dopo una gravidanza o è dovuto al prolasso degli organi uro-genitali. In tal caso procediamo con interventi chirurgici mininvasivi, così da consentire alle donne di ripristinare la loro continenza". Ci sono, inoltre, cause dovute alle fistole: "Si possono verificare comunicazioni anomale tra vescica e vagina che determinano l'incontinenza. Anche in questo caso procediamo con l'intervento chirurgico". Negli uomini, invece, la perdita di urina può essere "la conseguenza di interventi chirurgici per tumori o patologie benigne. Anche in questo caso la soluzione è l'intervento chirurgico mininvasivo, fino al posizionamento dello sfintere artificiale". Per evitare l'uso di pannoloni, che ha anche un costo economico per i pazienti, "abbiamo le terapie farmacologiche che però sono tutti a pagamento e vanno a pesare sulle tasche di 5 milioni di persone, tanti ufficialmente sono gli con incontinenza urinaria – conclude Ficarra – ma è un dato per difetto, sottostimato perché in molti per pudore non si rivolgono al medico, non ne parlano con l'esperto. Occorre lavorare di più per far emergere questo sommerso". —[email protected] (Web Info)
Salute, Mirone (Siu): “Incontinenza urinaria interessa le donne 7 volte su 10”
(Adnkronos) – "La persona con incontinenza è per lo più la donna: 7 volte su 10 è una donna" in pre o "menopausa e, ovviamente, fa uso purtroppo di pannolini. E' questo l'identikit che rende molto bene la tipologia del paziente o, meglio, della paziente con incontinenza". Così Vincenzo Mirone, responsabile Ufficio comunicazione della Società italiana di urologia (Siu), all'Adnkronos in occasione della Giornata nazionale dell'urologia che si celebra il 2 luglio, promossa dalla Siu e dedicata quest'anno all'incontinenza urinaria. Purtroppo, "c'è vergogna di parlarne – aggiunge Mirone – mentre la cosa più importante è non ignorare la malattia", come evidenzia il decalogo redatto dagli urologi italiani e lanciato proprio nella Giornata nazionale dell'urologia. "Il primo consiglio veramente importante, che può sembrare banale – ribadisce il professore – è riconoscere che l'incontinenza è una malattia che va curata, come tutte le malattie, per questo non ci si deve affidare al pannolino o ignorarla. Abbiamo farmaci molto importanti, assolutamente validi per l'incontinenza, ma anche la ginnastica riabilitativa e, nei casi più estremi, anche degli interventi, quindi – conclude Mirone – è una malattia risolvibile e ignorarla vuol dire 'rovinarsi' la vita". —[email protected] (Web Info)









