(Adnkronos) – Le Forze di difesa israeliane (Idf) potrebbero avviare un'operazione militare di terra nel sud del Libano, terra di Hezbollah, nella seconda metà di luglio. Lo scrive la Bild citando proprie fonti diplomatiche a condizione di anonimato, secondo le quali l'esercito israeliano potrebbe attaccare ''nella terza o seconda settimana di luglio''. Nel frattempo la compagnia aerea tedesca Lufthansa ha annunciato la sospensione dei collegamenti aerei con Beirut almeno fino al 31 luglio citando ''ragioni di sicurezza''. Si tratta di uno ''scenario estremo'' che potrebbe influire sul delicato equilibrio nella regione, affermano le fonti a Bild, che parlando di ''una guerra senza limiti'' all'orizzonte. "L'avanzata di Israele in Libano incombe più vicina che mai. E' stata fissata una data'', ha spiegato la fonte. Anche le agenzie di intelligence statunitensi hanno avvertito che, salvo un accordo dell'ultimo minuto tra Israele e Hamas, la probabilità di una guerra totale ha raggiunto il picco "più alto che in qualsiasi altro momento delle ultime settimane". L'Iran è pronto intanto a mettere in campo tutti i mezzi che ha a disposizione per sostenere i miliziani di Hezbollah in una guerra su vasta scala contro Israele. Lo ha dichiarato in una intervista al Financial Times Kamal Kharazi, consigliere della guida suprema dell'Iran l'Ayatollah Ali Khamenei e capo del Consiglio strategico iraniano per le relazioni internazionali. "In una situazione del genere, non avremmo altra scelta che sostenere Hezbollah con tutti i mezzi", ha sottolineato Kharazi rispondendo a una domanda sull'eventuale sostegno militare che l'Iran fornirebbe al movimento sciita in caso di conflitto su vasta scala. ''Il popolo arabo, i paesi arabi e l'asse della resistenza sosterranno il Libano contro Israele", ha aggiunto. Tuttavia, secondo il consigliere del leader iraniano, un'ulteriore escalation del conflitto e la sua espansione "non corrispondono agli interessi né dell'Iran, né gli Stati Uniti". Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno intanto condotto raid aerei su Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, dopo aver ordinato ai civili di evacuare la zona. Secondo l'esercito israeliano, gli attacchi hanno preso di mira siti in un'area da cui ieri è stata lanciata una raffica di 20 razzi verso città israeliane. Secondo l'Idf, tra i siti colpiti c'erano un deposito di armi, un appartamento utilizzato da terroristi e altre infrastrutture. E' morta Liora Argamani, la madre dell'ex ostaggio Noa salvata il mese scorso in un blitz condotto dalle forze di difesa israeliane a Nuseirat dopo otto mesi di prigionia nella Striscia di Gaza. La donna aveva un tumore terminale e aveva più volte espresso il desiderio di vedere la figlia per un'ultima volta prima di morire. Noa è stata al suo fianco in ospedale da quando è stata rilasciata, ricorda il sito di Ynet. "La mia preoccupazione più grande durante la prigionia erano i miei genitori", aveva detto Noa in un videomessaggio facendo riferimento alla malattia della madre con un cancro terminale. "E' un grande privilegio poterle essere accanto", aveva aggiunto chiedendo di fare tutto il possibile affinché anche gli altri ostaggi possano riacquistare la libertà. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Antibiotici, la proposta: una tassa contro l’emergenza superbatteri
(Adnkronos) –
Una tassa sugli antibiotici per limitarne l'uso e contribuire a contrastare l'emergenza dei superbatteri invulnerabili ai farmaci. E' la proposta avanzata da un team di economisti inglesi dell'University of East Anglia (Uea), della Loughborough University e di E.CA Economics, in uno studio pubblicato sull''International Journal of Industrial Organization'. La resistenza antimicrobica, ricordano, causa circa 700mila morti all'anno e, se non controllata, entro il 2050 potrebbe mettere in pericolo 10 milioni di vite l'anno con una perdita di produzione economica pari a 100 trilioni di dollari. Per il coautore del lavoro Farasat Bokhari, già membro della School of Economics Uea, oggi alla Loughborough University, l'antibiotico-resistenza è "forse la prossima bomba a orologeria nel sistema sanitario. Nella nostra analisi – precisa – l'onere finanziario della tassa" su questi farmaci "non grava sui pazienti, ma piuttosto sui medici di base che in alcuni casi potrebbero prescrivere antibiotici in modo eccessivo".
L'idea è di scoraggiare l'impiego dei medicinali antibatterici ad ampio spettro, quelli più a rischio di alimentare lo sviluppo di superbatteri, promuovendo di conseguenza l'uso di antibiotici a spettro ristretto, mirati al patogeno responsabile dell'infezione previo test per individuarlo. Basandosi su 10 anni di dati relativi alle vendite mensili di antibiotici dispensati nelle farmacie Uk, e avvalendosi di specifici modelli economici per considerare l'effetto di diversi fattori, i ricercatori hanno esaminato l'impatto di due tipi di tassazione. Una tassa del 20% su tutti gli antibiotici, applicata a questi farmaci indistintamente – è emerso – ne ridurrebbe l'uso totale del 12,7%, diminuendo del 29,4% soltanto l'impiego degli antibiotici ad ampio spettro; si tradurrebbe inoltre in una perdita di benessere per il consumatore pari, nel Regno Unito, a circa 19,9 milioni di sterline all'anno. Se invece la stessa tassa del 20% venisse applicata solo agli antibiotici ad ampio spettro, il loro utilizzo diminuirebbe del 37,7%, l'uso complessivo di antibatterici scenderebbe del 2,38% appena e la perdita di benessere per il consumatore verrebbe contenuta a 4,8 milioni di sterline l'anno. "Relativamente piccola rispetto ai costi sociali previsti in termini di morti e perdite economiche" da superbatteri, osserva Weijie Yan di E.CA Economics, autore principale dello studio. "Sebbene i regimi fiscali alternativi che consideriamo differiscano nell'entità dello spostamento della domanda" di antibiotici, per Bokhari "le nostre stime suggeriscono che queste politiche possono essere molto efficaci nel gestire tale domanda". —[email protected] (Web Info)
Vaccini, Castelli (Federfarma Lombardia): “Anti Rsv su larga scala elemento vincente”
(Adnkronos) – “Il fatto di poter rendere disponibile un vaccino” come l’anti virus respiratorio sinciziale (Rsv) “a una popolazione su larga scala e di poterlo produrre con maggior velocità e con minori costi non può che essere un elemento vincente per la buona riuscita di una campagna vaccinale”. Lo ha detto Dario Castelli, segretario del Comitato Rurale di Federfarma Lombardia, oggi a Milano, all’expert advisory panel ‘virus respiratorio sinciziale: dalla prevenzione, a nuovi modelli sostenibili, ai vaccini’, organizzato da Summeet Con il contributo non condizionato di Moderna. Con la tecnologia ad mRna, usata già per la prevenzione del Covid19, è stato sviluppato e approvato in Europa un vaccino per prevenire le infezioni respiratorie da Rsv, quindi i ricoveri in terapia intensiva e i decessi. “Il fatto di poter avere un vaccino in siringa preriempita – conclude Castelli – sicuramente risolve molti problemi logistici per il medico di medicina generale e per il farmacista stesso che possono così avere più tempo a disposizione per poter fare più vaccini alla popolazione”. —[email protected] (Web Info)
Tragedia Priverno. Balzanelli: “Subito i Punti di primo intervento del 118, no a invenzioni fallimentari”
(Adnkronos) – "Qualunque quadro clinico acuto, anche il più sfumato, può celare insidie che, da un momento all'altro, possono dimostrarsi in grado di uccidere. Sollecitiamo perciò il legislatore a evitare l'invenzione, che peraltro si sta dimostrando su più territori ampiamente fallimentare, di altri moduli organizzativi concepiti quali 'strutture intermedie' di filtro dell'acuzie. E a ripristinare o, dove esistenti, a potenziare ulteriormente, con massima celerità, l'operatività dei Punti di primo intervento del sistema di emergenza territoriale 118. Quando si vuole davvero evitare le morti potenzialmente evitabili, potrebbe definirsi saggio e rispettoso del vero tener conto, nei fatti, dell'antico detto latino 'unicuique suum', a ciascuno il suo". Questo il monito di Mario Balzanelli, presidente della Sis 118, commentando all'Adnkronos Salute il tragico episodio accaduto a Priverno, dove un 37enne è morto in un locale, davanti agli amici, aspettando i soccorsi. Appena 24 ore prima l'uomo si era recato al Pat (Punto di assistenza territoriale) di Priverno accusando un dolore toracico, ma era stato dimesso. "Se, da un lato, non è possibile entrare nel merito specifico del tragico episodio di cronaca, la cui valutazione complessiva spetta ora all'autorità competente – premette Balzanelli – è invece possibile, e doveroso, fare alcune considerazioni essenziali di appropriatezza specifica del percorso gestionale che ha caratterizzato l'evento. In caso di insorgenza improvvisa di un dolore toracico, per una valutazione diagnostica differenziale vanno prese in considerazione una pluralità di cause, a partire da quelle più severe e immediatamente minacciose per la vita, che meritano un percorso di valutazione e osservazione clinica completo e temporizzato. Le acuzie, proprio perché nascondono a volte minacce potenzialmente mortali, anche nelle situazioni che all'inizio sembrano rassicuranti, devono essere assolutamente gestite e filtrate sul territorio dal Sistema di emergenza territoriale – scandisce – l'unica struttura della sanità nazionale specificamente preposta dallo Stato a gestire le emergenze (codici rossi), le urgenze (codici gialli) ma anche le acuzie che sembrano minori (codici verdi)". Il Punto di primo intervento del 118 è "l'unica struttura stanziale territoriale a gestione medico-infermieristica esperta in medicina di emergenza-urgenza, molto più che collaudata in 32 anni di storia della sanità nazionale e – rimarca Balzanelli – in grado, h 24, di effettuare con immediatezza valutazione clinica e terapia di emergenza-urgenza, nonché di impostare un appropriato percorso diagnostico in contesto operativo tempo dipendente, che può prevedere, a seconda delle specifiche necessità, anche il trasporto immediato del paziente nell'ospedale ritenuto più idoneo. Allo stato attuale e con i dati alla mano, è inutile e fallimentare inventarsi altro", chiosa il presidente della Sis 118. Sui fatti accaduti a Priverno "corre obbligo fare due considerazioni fondamentali", aggiunge Rossella Carucci, vicepresidente nazionale Sis 118. "Il Pat a questo punto è diventato un pericolo pubblico, un pericolo per la pubblica utilità, perché mandare a casa, se così sarà dimostrato, un paziente con dolore precordiale senza i necessari approfondimenti – rileva – è un comportamento che non è possibile accettare nel 2024. Seconda considerazione: il medico a bordo dell’auto medica non può mancare, se non c'è è omissione di soccorso". "Dobbiamo, dunque, intervenire su due fronti – spiega Carucci -ripristinare i Punti di primo intervento del 118, se vogliamo che esistano queste strutture di prossimità che diano risposte in condizioni di emergenza alla popolazione e cancellare i Pat. E dobbiamo ridare dignità professionale al 118 che è stato completamente abbandonato in 10 anni dall’amministrazione regionale uscente. Faccio un appello come Sis 118 nazionale all’amministrazione regionale in carica, affinché faccia queste due cose ad oggi irrinunciabili, per dare assistenza ai nostri territori in condizioni di emergenza. Altrimenti assisteremo sempre di più a morti evitabili". —[email protected] (Web Info)
Vaccini, Monti (Lombardia): “Per prevenire Rsv necessario guardare all’innovazione”
(Adnkronos) – “Regione Lombardia sta già lavorando con grande attenzione sul tema del virus respiratorio sinciziale (Rsv). Dobbiamo guardare all'innovazione e all'adozione di nuove tecnologie. Sicuramente l’ambito dell'mRna è estremamente interessante, può guidarci verso iniziative che, da un lato, portano beneficio al paziente e dall'altro vanno a riportare al centro Regione Lombardia in un'agenda nazionale sulla quale, anche in termini di ricerca, innovazione e collaborazione con i nostri centri di riferimento sul territorio, si possa ottenere un risultato di qualità”. Così Emanuele Monti, presidente della IX Commissione Sostenibilità sociale, casa e famiglia della Regione Lombardia, intervenendo oggi all’expert advisory panel dedicato all’Rsv organizzato a Milano da Summeet con il contributo non condizionato di Moderna. Il virus respiratorio sinciziale è responsabile di infezioni dell'apparato respiratorio e può causare tosse o respiro sibilanti, bronchiolite (infiammazione e ostruzione dei bronchioli, le ultime diramazioni bronchiali) e polmonite. Grazie alla tecnologia ad mRna, usata già per la prevenzione del Covid-19, è stato sviluppato, e recentemente approvato in Europa, un vaccino per prevenire queste infezioni respiratorie, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi. Il panel organizzato a Milano ha “l'obiettivo di segnare il perimetro tecnico sull'argomento e capire come Regione Lombardia può essere attivamente impegnata su questo ambito – ha sottolineato Monti – È necessario tracciare un percorso e una direttrice sulla quale muoversi in ambito regionale, riguardo ai nostri 10 milioni di abitanti. Per quanto riguarda il virus respiratorio sinciziale – conclude – siamo al lavoro come Regione Lombardia. Il convegno di oggi, infatti, apre un dibattito sulla necessità di avere tecnologie capaci di rendere più efficaci campagne di prevenzione e di vaccinazione sul territorio regionale”. —[email protected] (Web Info)
Vaccini, Fimp Piemonte: “Coperture migliori se pediatra immunizza propri assistiti”
(Adnkronos) – "Sulle vaccinazioni l'impegno della Fimp, la Federazione italiana medici pediatri, è totale perché il pediatra si occupa del bambino nella sua interezza, dalla prevenzione delle malattie alla diagnosi e cura. La vaccinazione è fondamentale per evitare malattie pericolose, ma è meglio se ad effettuarla ai propri assistiti sono i pediatri". Lo ha detto Giuseppe Palena, segretario regionale Fimp Piemonte, in occasione del corso 'Pediatria di famiglia. La protagonista della raccomandazione vaccinale', organizzato dalla federazione nell'ambito del progetto 'VaccinAzione' che si è svolto in questi giorni a Torino. "In Piemonte la prevenzione vaccinale è diffusa a macchia di leopardo – spiega Palena – Le Asl con indici vaccinali molto elevati sono quelle in cui c'è una convenzione secondo cui la vaccinazione viene somministrata dal pediatra del bambino nel proprio ambulatorio, oppure all'interno della struttura dell'Asl" preposta. "Dove le Asl prevedono che il pediatra sia il principale attore e responsabile vaccinale dei propri assistiti, la percentuale di vaccinazione raggiunta è molto elevata perché la pratica avviene all'interno di un rapporto di fiducia e ogni dubbio è chiarito con un linguaggio semplice e dati scientifici che evidenziano i benefici della prevenzione rispetto al rischio di una malattia grave". Così, "in occasione del primo bilancio di salute – continua lo specialista – si informano entrambi i genitori sui vantaggi del vaccino". Proprio per questo la "formazione del pediatra è fondamentale: si deve sapere tutto sulla vaccinazione che si somministra – avverte Palena – anche perché, se i genitori sono intenzionati a fare solo i vaccini obbligatori, si procede solo con quelli. Vedendo che i vaccini obbligatori funzionano, i genitori tendono poi a rassicurarsi e ad essere più disponibili a considerare anche le vaccinazioni raccomandate", come l'anti-meningococco B che protegge da una malattia grave come la meningite. "Dal punto di vista della salute, la raccomandazione è di considerare tutte le vaccinazioni utili – aggiunge Renato Turra, segretario provinciale Fimp Torino – La differenza tra obbligatori e raccomandati è solo legislativa: gli obbligatori sono tali per poter frequentare la scuola". Certo, in questo contesto "il ruolo del pediatra è fondamentale", soprattutto per le vaccinazioni non obbligatorie come l'anti-meningococco B o l'anti-pneumocco che, anche secondo gli ultimi dati di copertura, soffrono sempre di più rispetto quelle obbligatorie. "Esiste una fascia del 5-10% delle famiglie in cui ci si scontra con problematiche di tipo ideologico – osserva Turra – Come pediatri, uno dei nostri compiti fondamentali è comunicare con le famiglie con cui abbiamo un rapporto di fiducia". Rispetto all'informazione, "la comunicazione è bidirezionale: bisogna rispondere a domande, dubbi e spiegare con parole semplici e adatte agli interlocutori che, se malattie gravi come il vaiolo per esempio non esistono più, è proprio grazie alle vaccinazioni". Si tratta di chiarire quanto trovato "su dottor Google o nelle chat, facendo esempi pratici, mettendo in risalto i rischi della vaccinazione, che sono trascurabili, rispetto ai benefici in termini di salute non solo per il bambino, ma anche per la collettività". Su una questione come la co-somministrazione di più vaccini, una leva per incrementare le coperture vaccinali, va ricordato che "fare ad esempio per un vaccino esavalente 6 distinte iniezioni non sarebbe auspicabile. Questa pratica non modifica infatti l'efficacia dei singoli vaccini. Somministrare più vaccini contemporaneamente permette, inoltre, il vantaggio di ridurre il numero di iniezioni e quindi il disagio e lo stress del bambino. Del resto, un bambino è sempre a contatto con migliaia di antigeni, anche solo andando al supermercato. Somministrare più vaccini in un'unica iniezione – conclude il pediatra – non è controindicato e non aumenta gli effetti collaterali, anzi sembra potenziare la risposta immunitaria". —[email protected] (Web Info)
Vaccini, Bertazzo (Fimmg): “Anti-Rsv ha formulazione pratica e somministrazione facile”
(Adnkronos) – “La formulazione del vaccino per la prevenzione del virus respiratorio sinciziale (Rsv) è estremamente importante in quanto” il fatto che sia “pratica, di facile conservazione e somministrazione è fondamentale in tutta la vaccinologia. E’ particolarmente adatto alla medicina generale, in cui il vaccino può essere somministrato a più persone”. Lo ha detto Doriana Bertazzo, segretario amministrativo di Federazione italiana medici di medicina generale, Fimmg Lombardia, intervenendo all’expert advisory panel ‘virus respiratorio sinciziale: dalla prevenzione, a nuovi modelli sostenibili, ai vaccini’, che si è svolto oggi a Palazzo Pirelli a Milano, organizzato da Summeet Srl, con il contributo non condizionato di Moderna, per creare un momento di condivisione, confronto e dibattito tra istituzioni, associazioni e professionisti della sanità, partendo dal territorio, al fine di realizzare un documento in cui si individuino delle linee di indirizzo che promuovano l’uso della tecnologia mRna, disponibile in Italia, ma non ancora inserito nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale. Il virus respiratorio sinciziale – si è ricordato nel corso dell’evento – è un patogeno dell'apparato respiratorio molto contagioso i cui sintomi possono essere raffreddore, tosse o respiro sibilanti, bronchiolite (infiammazione e ostruzione dei bronchioli, le ultime diramazioni bronchiali) e polmonite. Pericoloso soprattutto nei lattanti, sotto l’anno di età, e negli anziani, è la prima causa di ricovero ospedaliero. Grazie alla tecnologia a mRna, usata già per la prevenzione del Covid19, è stato sviluppato un vaccino per prevenire queste infezioni respiratorie, i ricoveri in terapia intensiva ed i decessi. “Difficilmente un polo vaccinale riuscirà a vaccinare tante persone per un virus che ancora non è ben conosciuto dalla stragrande maggioranza della popolazione – osserva Bertazzo – Il medico di medicina generale ha la possibilità di informare il paziente e indicare i vaccini più utili per la sua patologia e la sua età. Siamo in attesa che arrivino delle formulazioni in cui abbiamo uno, due o tre vaccini a disposizione in un'unica soluzione”. —[email protected] (Web Info)
Vaccini, Murzi (Moderna): “Grande sviluppo tecnologia mRna”
(Adnkronos) – "Sono molto contento di poter esprimere lo sviluppo che la tecnologia mRna sta avendo in ambito sanitario. Conosciuta da tutti dopo il lancio del vaccino contro il Covid, da venerdì, con l'approvazione del Comitato dei medicinali ad uso umano (Chmp)" dell'Agenzia europea Ema, è stato dato il via libera "al secondo prodotto in Moderna, che è il vaccino per il virus respiratorio sinciziale (Rsv). Una tecnologia che sta avendo un grandissimo sviluppo: ci sono più di 45 prodotti in fase di sviluppo nei virus respiratori, nei virus latenti, nelle malattie rare e in oncologia. C'è quindi una velocità di sviluppo molto significativa, che speriamo possa avere al più presto un impatto notevole sui pazienti". Lo ha detto Jacopo Murzi, amministratore delegato Moderna Italia, all'expert advisory panel 'Virus respiratorio sinciziale: dalla prevenzione, a nuovi modelli sostenibili, ai vaccini', organizzato da Summeet Srl, oggi a Milano, con il contributo non condizionato di Moderna. "Soprattutto nell'ambito dei virus respiratori – conclude Murzi – Moderna ha parecchi nuovi vaccini. In futuro ci sono già dei dati molto significativi per quanto riguarda i vaccini combinati: influenza e Covid e influenza stessa, ma anche parecchi prodotti molto importanti sui virus latenti, quali ad esempio il citomegalovirus o il virus Epstein-Barr". —[email protected] (Web Info)
Nipote Diana svela nome figlia su Instagram, boom di like per Athena
(Adnkronos) –
Si chiama Athena la figlia della nipote della principessa Diana, Lady Kitty Spencer, nata quattro mesi fa. Il nome della piccola è stato rivelato solo ora dalla figlia maggiore del conte Spencer, 33 anni, che a marzo ha partorito la piccola nata dall'unione con il marito Michael Lewis, 65 anni, conosciuto tramite amici comuni nel 2018. Il nome è stato svelato nella didascalia della fotografia in bianco e nero che ritrae madre e figlia alla finestra e che è stata condivisa su Instagram ai 713mila follower di Lady Kitty. Lei indossava una camicia bordata di pizzo mentre la bambina aveva un abito con api ricamate. L'immagine è stata scattata dalla fotografa londinese Susheel Schroeder, che in precedenza ha realizzato ritratti per la direttrice di British Vogue Jessica Diner e per la star dei reality Vogue Williams. "Athena osserva il mondo che passa", ha scritto Lady Kitty nella didascalia dell'immagine accompagnata dal'emoji di un cuore bianco. Il post ha conquistato oltre 32mila "Mi piace" nelle ultime 24 ore e i fan sono entusiasti del "bellissimo" nome. La sorella di Kitty l'ha descritta come "Nipotina perfetta". Lady Kitty ha annunciato a sorpresa lo scorso 10 marzo, in occasione della Festa della mamma, di aver dato alla luce il primo marzo la sua prima figlia con il multimilionario Michael Lewis. ''E' la gioia della mia vita essere la tua mamma, piccola. Ti amo incondizionatamente. Buona festa della mamma a coloro che festeggiano oggi", aveva scritto la neo mamma. I due si erano sposati a Villa Aldobrandini a Frascati il 24 luglio 2021. Dopo aver ritardato il loro matrimonio di due anni a causa della pandemia causata dal Covid-19, i festeggiamenti si sono protratti per tre giorni e hanno visto la partecipazione di amici intimi tra cui la pop star Pixie Lott e la Marchesa di Bath. La sposa, ambasciatrice globale del marchio Dolce & Gabbana, ha indossato cinque abiti dello stilista durante il weekend. Per il suo abito da sposa principale, Kitty ha scelto un abito in pizzo bianco con collo alto, di ispirazione vittoriana, con maniche a sbuffo e vita stretta. Il design ha preso ispirazione dall'abito da sposa di sua madre Victoria Lockwood, con la parte anteriore abbottonata. Lewis indossava una kippah e si pensa che Lady Kitty sia stata istruita sulla fede ebraica prima della cerimonia. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Taranto, l’ironia di Riondino su Fedez-Codacons. L’associazione attacca: “Aiuti l’Ilva”
(Adnkronos) – L'improvvisa 'pace' scoppiata tra Fedez e il Codacons, riunitisi per un'iniziativa di solidarietà a favore dell'Ilva dopo anni di battibecchi e guerriglie, continua a far discutere l'opinione pubblica. Ieri Michele Riondino, organizzatore del concerto del Concerto dell''Uno Maggio' a Taranto, ha espresso alcune considerazioni sulla beneficenza annunciata dal rapper, "arrivato a Taranto senza avvisarci, senza rivolgersi a chi si occupa del problema da decenni", ha detto l'attore e regista in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno, sottolineando che in passato Fedez era stato chiamato "diverse volte ad esibirsi sul palco" ma – ha raccontato "non abbiamo mai ricevuto considerazione". Riondino ha ironizzato anche sulla reunion di Fedez con il Codacons: "Quanto all'alleanza con il Codacons avremmo potuto organizzare un incontro di wrestling in piazza a Taranto e avremmo potuto raccogliere molto di più". Dopo le dichiarazioni di Riondino, arriva la replica stizzita del Codacons: "Anziché criticare chi si attiva per sostenere la battaglia sull’Ilva di Taranto, farebbe meglio a usare le sue energie in favore di cittadini e vittime dell’acciaieria -afferma il Codacons – che nel processo sull’inquinamento ambientale di Taranto rappresenta le parti civili". Riondino "sembra meravigliarsi che personaggi pubblici di rilievo come Fedez decidano di abbracciare vicende come quella sull’ex Ilva -prosegue l'associazione dei consumatori- Ma noi la pensiamo diversamente: chiunque voglia dare il proprio contributo alla causa, e scendere in campo a favore dell’ambiente e del diritto alla salute, è il benvenuto. Una inclusione che deve avvenire senza invidie e ripicche legate ad antipatie personali". Il Codacons invita dunque Riondino: "Invitiamo il regista, che per la città di Taranto ha già fatto tanto, a non sprecare le sue energie in critiche inutili e di cattivo gusto, ma a dirottarle verso una battaglia comune che deve vedere tutti uniti e sullo stesso piano". Sull'ironia (e le critiche) social che hanno 'accolto' la collaborazione tra il rapper e il Codacons, interviene poi il presidente dell'associazione Carlo Rienzi, che all'Adnkronos dice: "Oramai viviamo in un paese dove si vuole a tutti i costi la guerra, e ci si scandalizza se due soggetti che in passato hanno avuti scontri e scambi anche aspri, possano sotterrare l'ascia di guerra e decidere di fare qualcosa insieme per gli altri. Fortunatamente noi abbiamo l'abitudine di non seguire la massa e di cambiare idee e opinioni, quando serve e soprattutto quando, come nel caso di Taranto, la pace tra il Codacons e Fedez può portare non solo a richiamare l'attenzione sul dramma dei cittadini che muoiono a causa dell'Ilva, ma anche a iniziative concrete per difendere la salute dei residenti, nel nome di un interesse superiore che, evidentemente, ai molti benpensanti sfugge". —[email protected] (Web Info)









