Home Blog Page 110

Governo, Crosetto al top per fiducia ministri e Giorgetti secondo

0

(Adnkronos) – Guido Crosetto, titolare della Difesa. al top dei ministri per la fiducia, al 39%. Sul podio con lui, il responsabile dell'Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti (36%), seguiti dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, da Maria Elvira Calderone, ministro del lavoro e delle politiche sociali, dal guardasigilli Carlo Nordio, dal titolare della Farnesina, Antonio Tajani e da Andrea Abodi, a capo dello Sport: tutti con lo stesso indice di apprezzamento al 35%. La fotografia del gradimento dei ministri del governo Meloni la scatta l'Istituto Piepoli, evidenziando il trend rispetto a quanto rilevato lo scorso marzo.  Da quella data chi registra il balzo più grande sono Schillaci, titolare della Sanità, oggi a +9 nell’area Sud/Isole e Abodi, che sale del 9%, votato dai giovani tra i 18 e i 34 anni. Ottima anche la performance di Tajani, cresciuto dell'8% al Centro. —[email protected] (Web Info)

Detrazione spese funebri sul modello 730: il vademecum

0

(Adnkronos) –
Chi sostiene in parte o interamente i costi relativi ad un funerale può usufruire del rimborso Irpef mediante modello 730/2024 e Redditi PF 2024, qualora ricorrano determinate condizioni. A dirlo 50&PiùCaf che ricorda che è possibile portare in detrazione fino a 1.550 euro relativamente a ciascun decesso verificatosi nell’anno d’imposta – anche se le spese funebri sono state pagate da più persone – nella misura del 19%. E' importante precisare che si ha diritto alla detrazione delle spese funebri solo se queste ultime sono state sostenute per la morte di una persona. Non è più richiesto che sussista un vincolo di parentela con la persona deceduta. Fino all’anno d’imposta 2015 era possibile usufruirne esclusivamente in riferimento alla morte di familiari e di affidati e affiliati (articolo 433 del Codice Civile). Questa limitazione è venuta meno nel 2016. Danno diritto al rimborso Irpef le spese che soddisfano il criterio di attualità rispetto al decesso. Deve, cioè, intercorrere un rapporto di causa – effetto tra la morte e le spese sostenute. Possono quindi essere detratte le spese connesse alla cerimonia funebre (annunci funebri e necrologi, fiori, trasporto e sepoltura). Non rispondono al criterio di attualità e non sono detraibili i costi relativi a: spese per future onoranze funebri (es. acquisto di un loculo/tomba prima del decesso); traslazione della salma in un momento successivo alla sepoltura per motivazioni igienico-sanitarie, successivamente alla tumulazione. Per ottenere il rimborso Irpef nel modello 730 o Redditi PF è necessario conservare fatture e ricevute dalle quali risulti l’utilizzo di sistemi di pagamento tracciabili. In alternativa possono essere presentate: ricevute di versamento bancario/postale; ricevute della carta di debito/credito; estratto conto; copie bollettini postali; Mav; pagamenti con PagoPA. 
La detrazione del 19% dall’imposta lorda per le spese funebri spetta per intero ai titolari di reddito complessivo fino a euro 120 mila euro; in caso di superamento del predetto limite, la detrazione decresce, fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a euro 240 mila euro. Nella dichiarazione precompilata sono indicati i dati delle fatture emesse in relazione all’evento funebre, dai soggetti che esercitano attività di servizi di pompe funebri. Il contribuente può integrare la dichiarazione riportando le eventuali ulteriori spese detraibili sostenute in dipendenza del decesso (per esempio le spese sostenute per la lavorazione di marmi e delle lapidi) sempre entro il limite di spesa detraibile di 1.550 euro per evento funebre. —[email protected] (Web Info)

Salute, diabete e occhio secco: campagna evidenzia bassa consapevolezza del problema

0

(Adnkronos) – L'esperienza raccolta durante la campagna 'Se hai il diabete apri gli occhi sulla secchezza oculare', ideata da Alcon in collaborazione con Fand, Associazione italiana diabetici Odv – che si è svolta tra febbraio e aprile 2024 nelle città di Milano, Roma e Bari – evidenzia non solo quanto registrato da altre ricerche sulla possibile relazione tra diabete e occhio secco, ma anche la bassa consapevolezza della complicanza.  Il diabete mellito – si legge in una nota – è una delle malattie croniche più diffuse al mondo, che porta a diverse complicazioni, inclusi problemi agli occhi. Tra questi, la malattia dell'occhio secco è una delle condizioni più comuni, caratterizzata da sintomi quali secchezza, irritazione, sensazione di corpo estraneo e disturbi visivi che possono influire significativamente sulla qualità della vita. Una recente metanalisi che ha raccolto dati da diverse pubblicazioni scientifiche tra il 2000 e il 2018 – 4 studi per un totale di 2.504.794 persone – suggerisce una possibile relazione tra il diabete e il rischio di sviluppare l'occhio secco, con un aumento del rischio del 30% nei pazienti diabetici rispetto a quelli non diabetici. Questo sarebbe dovuto a diversi fattori, tra cui la neuropatia corneale diabetica, un danno causato dal diabete a carico delle fibre nervose periferiche, che porta al rilascio di neuromediatori, cioè mediatori dell'infiammazione, e che produce un'infiammazione cronica della superficie oculare. Nel dettaglio, la campagna ha coinvolto l'oculista presso i centri Fand con l'obiettivo di sensibilizzare i pazienti sull'importanza della salute oculare e del rischio di sviluppare la malattia dell'occhio secco a causa del diabete. Sono stati coinvolti 46 pazienti nel corso di tre giornate a Milano, Roma e Bari. La maggior parte aveva diabete di tipo 1 e 2 e presentava sintomi di occhio secco. Inoltre, è emersa una scarsa conoscenza di questa patologia, nonostante le visite oculistiche periodiche. La campagna sottolinea quindi l'importanza di valutare in modo completo i pazienti diabetici, considerando la possibilità di patologie secondarie che possono influenzare la loro qualità di vita come ad esempio la salute oculare. "Parlando della salute degli occhi in senso più generale, la prevenzione per i pazienti diabetici è fondamentale – afferma Emilio Augusto Benini, presidente Fand – Purtroppo, nonostante sia accertato l'impatto che il diabete possa avere sulla vista, ad oggi c'è ancora poca consapevolezza nei pazienti. Solo il 30-40% dei diabetici si reca in uno dei 600 centri specializzati di diabetologia presenti sul nostro territorio nazionale, comportando che una quota importante di persone non sia seguita in modo specialistico. Si creano così dei vuoti informativi che, se opportunamente gestiti, potrebbero fare la differenza, come questa campagna ha messo in evidenza". Un approccio multidisciplinare è fondamentale nella gestione dei pazienti affetti da diabete, prosegue la nota. L'oculista gioca un ruolo essenziale non solo nel trattare le patologie oculari associate al diabete, come l'occhio secco, ma anche nel monitoraggio e nella gestione efficace di tali condizioni. Tale strategia integrata migliora la qualità dell'assistenza e aiuta a prevenire complicanze più gravi, garantendo che ogni aspetto della salute del paziente venga trattato in maniera adeguata "Il discomfort oculare aumenta con l'aumentare dello scompenso glicemico e del numero di anni di malattia – sottolinea Antonio Di Zazzo, professore associato di Malattie dell'apparato visivo presso la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma – E' importante non sottovalutare il discomfort oculare nei pazienti con diabete, poiché potrebbe rappresentare un indicatore di un danno neuropatico più significativo. Una volta rilevata la presenza dell'occhio secco, è fondamentale intervenire con colliri specifici a base di acido ialuronico o Hp-guar (idrossipropilguar) o di carbossimetilcellulosa per ripristinare la struttura del film lacrimale, oltre a monitorare costantemente e gestire efficacemente lo scompenso glicemico". La campagna 'Se hai il diabete apri gli occhi sulla secchezza oculare' ha risposto a un bisogno di informazione, come dimostrato dal forte gradimento della popolazione, confermando che sostenere iniziative di sensibilizzazione è la strada giusta. E' essenziale per i pazienti diabetici tenere sotto controllo la vista per intercettare per tempo eventuali segnali e intervenire tempestivamente, garantendo così una migliore gestione della patologia e una migliore qualità della vita. —[email protected] (Web Info)

Elezioni Francia, i ‘triangolari’ del secondo turno, cosa sono e perché si va verso il record

0

(Adnkronos) – "Triangolari". E' la 'parola chiave' a sei giorni dal secondo turno delle elezioni legislative anticipate in Francia. Di fatto si tratta di un 'ballottaggio a tre'. O anche a quattro ("quadrangolari"). E domenica 7 luglio potrebbe essere record di "triangolari", 'desistenza' e caso per caso a parte. Ben 307, rispetto agli otto del 2022 e all'unico 'triangolare' del 2017. Un dato motivato, spiegano gli osservatori, con l'alta affluenza alle urne, ma non è certo perché i candidati hanno tempo fino alle 18 di domani per depositare – o meno – la candidatura in vista del voto di domenica 7 luglio. E in queste ore ogni partito fa la sua 'strategia'. In Francia vince al primo turno chi nella propria circoscrizione ottiene più del 50% dei voti e un numero di preferenze pari ad almeno un quarto degli elettori registrati. Sono 76 i candidati che sono stati eletti con le consultazioni di ieri. Sui 577 seggi dell'Assemblée Nationale, il Rassemblement National e gli alleati hanno per certo 39 deputati, 32 il blocco di sinistra Nouveau Front Populaire e due la coalizione presidenziale Ensemble pour la République. Nei casi in cui nessun candidato ottiene l'elezione al primo turno, il secondo round prevede che i primi due candidati restino automaticamente in corsa, mentre il terzo (o anche il quarto) possono concorrere se hanno ottenuto almeno il 12,5% dei voti degli elettori registrati al primo turno. Vince al secondo turno chi ottiene più voti. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Elezioni Francia, per Le Pen incognita maggioranza assoluta e macroniani spaccati: lo scenario

0

(Adnkronos) – Una "sconfitta feroce" per il campo presidenziale, un "fallimento totale" per Emmanuel Macron, "ormai apertamente contestato anche dai suoi". Le Monde sintetizza così il primo turno delle elezioni legislative anticipate in Francia. La battaglia per il secondo turno di domenica prossima è diversa da quella di ieri e la coalizione macroniana cerca 'soluzioni'. Le parole all'ordine del giorno diventano patti "desistenza", scelte "caso per caso" di fronte a imperativi "né (Rassemblement National) né (La France Insoumise)". La 'partita' si gioca con centinaia di possibili triangolari o quadrangolari. Dopo il primo turno Rn di Marine Le Pen e Jordan Bardella è ampiamente in testa, alle porte del potere, potrebbe ottenere – ma non è detto – la maggioranza assoluta, almeno 289 deputati all'Assemblée Nationale. Dietro al partito lepenista e alleati, Éric Ciotti incluso, il blocco di sinistra Nouveau Front populaire – La France Insoumise, con Parti socialiste, Ecologistes e Parti communiste – e terza la coalizione Ensemble (Renaissance-MoDem-Horizons).  "Neanche un voto deve andare" a Rn il 7 luglio, ha detto ieri sera il premier francese Gabriel Attal, con l'obiettivo di impedire ai lepenisti – che hanno già 38 deputati eletti e 297 candidati in testa al primo turno – "di avere una maggioranza assoluta al secondo turno". E' la previsione più ottimista per il partito lepenista. Ma è una possibilità che Attal, salito al potere a 35 anni, debba lasciare il posto a Palazzo Matignon a Bardella, 28enne delfino della Le Pen che nei giorni scorsi assicurava non avrebbe voluto la poltrona di premier se non in caso di maggioranza assoluta. Oggi però Sebastien Chenu, esponente di Rn, dichiara che il partito è pronto a governare anche con una maggioranza relativa. Così è alla "desistenza" l'invito ai candidati della coalizione Ensemble arrivati terzi al primo turno. Per evitare l'elezione di un deputato dell'estrema destra. Stessa linea indicata da Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise, parte del blocco Nfp. La Cfdt, la Confédération française démocratique du travail, principale sindacato di Francia, invita a "impedire all'estrema destra di conquistare il potere" e sollecita, "ovunque sia presente un candidato di estrema destra, a votare per il candidato opposto che si trova nella posizione migliore per vincere". E "indipendentemente dalla formazione politica".  Eppure nelle stanze del potere, e tra i candidati, non tutti la penserebbero così. Ha già deciso di non ritirarsi la candidata di Ensemble Sylvie Casenave-Péré, arrivata terza dietro alla sorella di Marine Le Pen, Marie-Caroline (Rn) e al Nouveau Front Populaire nella quarta circoscrizione di La Sarthe. Per l'ex premier Edouard Philippe, leader di Horizons che col pensiero al 2027 non nasconde le sue ambizioni verso l'Eliseo, "nessun voto dovrebbe andare ai candidati di Rn, né a quelli de La France Insoumise, con i quali divergiamo non solo sui programmi ma sui valori fondamentali". Una linea che potrebbe favorire Rn. E per il presidente di MoDem, François Bayrou, "molti francesi sarebbero assolutamente disperati nel ritrovarsi di fronte alla scelta tra Rn e Lfi". Per lui serve "un grande" blocco "chiaramente democratico e repubblicano". E, rileva Le Monde, nel suo discorso Attal non ha mai nominato Lfi. Dal quartier generale della campagna si precisa che la "desistenza" a favore degli "insoumis" non è esclusa. Ma i profili dei candidati verranno esaminati con attenzione perché "alcuni della Lfi sono palesemente nemici dei valori della Repubblica", dicono dall'entourage di Attal, come si legge su Le Monde.  Così tra timori e spaccature, è partito lo studio della situazione di ogni circoscrizione, per trovare alleanze, per bloccare l'avanzata del Rassemblement National. Mancano sei giorni al secondo turno. I candidati hanno tempo fino alle 18 di domani per depositare – o meno – la candidatura. Macron, evidenziano i media francesi, non ha dato indicazioni chiare. Dopo il confronto con la sua maggioranza è per lui "tempo, di fronte al Rassemblement National, di un grande" blocco, "democratico e repubblicano per il secondo turno". Anzi di un grande blocco, come suggerito da Bayrou, "chiaramente democratico e repubblicano". Per Macron, con mandato fino al 2027, saranno forse le ore più lunghe all'Eliseo. Qui sarebbe in corso una "riunione strategica". La "coabitazione" sarebbe dietro la porta. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Ciclismo, Lorenzo Bernard: “Pedalo per i bambini e i ragazzi mutilati dalle guerre in tutto il mondo”

0

(Adnkronos) – A tagliare il traguardo del Tour de France c’è anche Lorenzo Bernard, atleta paralimpico e vittima civile di guerra. La sua pedalata ha un forte valore simbolico perché Lorenzo, classe ’97, nato a Novalesa, nel 2013 a soli 15 anni, è rimasto vittima dell’esplosione di un ordigno bellico della Seconda Guerra Mondiale: una bomba a mano scambiata per un lumino da cimitero gli ha portato via la vista rendendolo una vittima civile di guerra. Il messaggio di Lorenzo – che incarna le possibilità di riscatto che possono dare lo sport e l’impegno civile che svolge attraverso l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) – è diretto ai giovani che vivono negli attuali scenari di conflitto nel mondo: “Penso ai bambini e ai ragazzi di Gaza, dell’Ucraina e delle tante altre, troppe, guerre che affliggono i civili in tutto il mondo. Penso a chi vive una cecità, una mutilazione, o una disabilità in giovane età e in contesti dove l’assistenza, se non la sopravvivenza, è difficile. Pedalo per chi oggi non può farlo, per mostrare a tutti che il prezzo più alto della guerra lo pagano i civili: assistiamo ad un orrore senza senso”. Su parte del percorso della terza tappa del Grand Départ, la più lunga, da Piacenza a Torino, è sfrecciato anche il tandem di Bernard con la sua guida Davide Plebani, una coppia che ha da poco portato a casa il bronzo ai Mondiali di paraciclismo di Rio de Janeiro 2024, nell'inseguimento individuale sui 4000 metri, e che è nel pieno della preparazione atletica per le Paralimpiadi di fine agosto a Parigi. Lorenzo, oltre a consacrarsi allo sport ottenendo grandi risultati – è anche arrivato quinto nel canottaggio alle Paralimpiadi di Tokyo di 3 anni fa – partecipa attivamente alle attività dell’ANVCG, di cui è Consigliere della sede piemontese, presieduta da Nicolas Marzolino, l’amico che nel 2013, nel suo stesso incidente, ha perso la vista e la mano destra. Bernard e Plebani, con una divisa gialla e nera fornita dalla Regione Piemonte, sono partiti alle 13.30 da Carmagnola per arrivare nel capoluogo piemontese un’ora più tardi ed attendere poi la carovana del Tour all’Inalpi Arena. —[email protected] (Web Info)

Ragazza morta nel vano ascensore: a chi spettava la manutenzione?

0

(Adnkronos) – A chi spetta la manutenzione degli ascensori? A poche ore dall'incidente mortale di una ragazza di 26 anni, caduta nel vano ascensore di un edificio a Fasano, in provincia di Brindisi, Luca Incoronato, direttore Anacam, Associazione nazionale delle imprese di costruzione e manutenzione ascensori, spiega all'Adnkronos/Labitalia che "per poter tenere in esercizio gli ascensori, questi devono essere affidati in manutenzione a una ditta specializzata che abbia al suo interno personale tecnico abilitato, munito del cosiddetto patentino di ascensorista. Si tratta di un'abilitazione rilasciata dalla Prefettura a seguito del superamento di un esame teorico e pratico". "In Italia – spiega – è dunque prevista una manutenzione abilitata da parte di una ditta specializzata che faccia almeno una volta, ogni sei mesi, una verifica di tutti i dispositivi di sicurezza dell'ascensore, per poi annotarli sul libretto dell'impianto. L'altro obbligo è quello di fare delle visite di manutenzione preventiva dell'impianto in funzione delle sue esigenze. Non c'è un numero minimo di visite di manutenzione per legge, la legge demanda alle esigenze dell'impianto e quindi alla valutazione del manutentore; perché ovviamente una cosa è un ascensore che magari serve una palazzina di due o tre piani con quattro famiglie, una cosa è un ascensore che serve 12 piani e 60 famiglie, con una frequenza di utilizzo quindi molto maggiore che richiede esigenze manutentive diverse". Anacam precisa che per una manutenzione dell’ascensore a norma del dpr 162/99, il manutentore deve eseguire due distinte tipologie di attività sull’impianto:  1) Visite di manutenzione preventiva, finalizzate alla verifica del regolare funzionamento dei principali componenti dell’impianto, in particolare delle porte dei piani e delle serrature, dello stato di conservazione delle funi, nonché per eseguire le operazioni normali di pulizia e di lubrificazione delle parti. 2) Visite finalizzate alla verifica dell’integrità e dell’efficienza di tutti i dispositivi e dei componenti da cui dipende la sicurezza dell’ascensore (paracadute, funi, sistema di allarme etc.). Mentre per la seconda tipologia di attività il legislatore ha fissato una frequenza minima (almeno una volta ogni sei mesi, da cui la definizione di visita semestrale), da rispettare quindi in modo tassativo, per le visite di manutenzione preventiva non viene indicata una frequenza precisa poiché questa dipende dalle esigenze dell’impianto.  In concreto, il giusto numero di visite dipende dalle caratteristiche tecniche dell’impianto, dal suo stato di conservazione, dalle condizioni e dall’intensità di utilizzo. In generale, considerando le caratteristiche medie del parco impianti funzionanti in Italia, si effettuano in media dalle 6 alle 12 visite annuali (includendo anche le due visite semestrali). E’ importante che il manutentore, una volta presa in carico la manutenzione di un impianto, svolga un’accurata ispezione iniziale dello stesso per valutarne lo stato di conservazione e le caratteristiche tecniche e, una volta verificate le condizioni di utilizzo, metta a punto un programma di manutenzione nel quale indicherà, tra l’altro, il numero annuo di visite di manutenzione preventiva necessarie per una corretta conservazione dell’ascensore, anche tenendo presenti le eventuali indicazioni riportate nel manuale di uso e manutenzione dell’impianto.  "L'Italia non si è adeguata alla Direttiva sugli ascensori che rappresenta un requisito obbligatorio per l'immissione sul mercato comunitario e la messa in servizio di nuovi ascensori. La normativa di riferimento per tutto quanto riguarda la costruzione, installazione, messa in esercizio, manutenzione e controllo degli ascensori è costituita dal decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, numero 162 che, dopo le modifiche introdotte dal dpr 23/2017, è oggi rubricato 'Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 2014/33/UE, relativa agli ascensori ed ai componenti di sicurezza degli ascensori, nonché per l'esercizio degli ascensori'. Il dpr 162/99 era stato emanato per recepire in Italia la prima 'direttiva ascensori', 95/16/CE, oggi abrogata e sostituita dalla nuova 'direttiva ascensori' 2014/33/UE", dice Incoronato. "La Direttiva – precisa – prevede la Marcatura CE di tutti gli ascensori immessi sul mercato comunitario europeo. E, secondo la Direttiva, gli installatori sono 'responsabili della progettazione, fabbricazione ed installazione' degli ascensori. Spetta all'installatore dichiarare la conformità dell'impianto, seguendo una delle procedure previste dalla direttiva, e apporre la Marcatura CE. In Italia la legge che riguarda la manutenzione degli ascensori è il dpr 162 del '99, una data che dunque fa da spartiacque tra le regole nazionali e quelle europee. La Commissione europea emanò anche una raccomandazione agli Stati membri, invitandoli ad adeguare progressivamente la sicurezza del parco impianti preesistente al 1999". "Diversi Stati membri – sottolinea il direttore Anacam – come Francia, Spagna, Germania, Belgio hanno provveduto, con leggi nazionali, a adeguare i diversi impianti, imponendone delle modernizzazioni. In Italia però questa cosa non è mai successa, nonostante ovviamente le nostre insistenze e le nostre proposte. Ci provò diversi anni fa, con un decreto, l'allora ministro Scagliola, ma poi il decreto venne bocciato dal Tar del Lazio". "Tecnicamente – precisa – in Italia quello che succede è che se un impianto è stato installato, ad esempio, nel 1935, quell'impianto è in regola se risponde alle normative di sicurezza del 1935. Ovviamente poi quando ci sono degli interventi da fare perché i componenti si usurano, si rompono, le regole normative impongono un minimo di adeguamento nel momento in cui si va a cambiare quel pezzo". "Al nostro ministero di riferimento, quello delle Imprese e del made in Italy, ritorneremo a proporre – afferma – un adeguamento dell'Italia alla direttiva, perché oggettivamente il nostro Paese presenta un'anomalia rispetto al panorama europeo".   —[email protected] (Web Info)

Audace colpo dei soliti ignoti alle poste di Napoli: bottino da 400mila euro in contanti

0

(Adnkronos) – Banda del buco in azione all'ufficio postale di via Minichino nella periferia di Napoli, bottino da 400mila euro. I ladri si sarebbero introdotti all'interno degli uffici durante il weekend attraverso un foro, portando via dalla cassaforte oltre 400mila euro in contanti.  Sul caso hanno avviato le indagini gli agenti del commissariato di polizia San Giovanni-Barra, intervenuti per effettuare i primi rilievi del caso. Acquisiti i filmati di alcune telecamere, gli investigatori sono già sulle tracce dei componenti della banda del buco entrata in azione nel quartiere San Giovanni a Teduccio.  —[email protected] (Web Info)

Violentata fuori da discoteca a Pontedera, arrestato 19enne: si era filmato durante lo stupro

0

(Adnkronos) –
Ha violentato una ragazza fuori dalla discoteca a Pontedera filmando lo stupro con il cellulare. Autore della violenza un 19enne italiano arrestato oggi, 1 luglio, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Pisa, su richiesta della procura pisana, dagli agenti del commissariato di polizia di Pontedera. Il ragazzo è accusato di violenza sessuale e lesioni gravissime nei confronti di una coetanea. I fatti si riferiscono a una notte di inizio dello scorso mese di giugno e si sarebbero verificati fuori dal locale dove i due poco prima si erano conosciuti. A far scattare le indagini la denuncia della ragazza, che dopo l'aggressione è andata in ospedale dove è stata ricoverata per le lesioni subite giudicate guaribili in almeno 20 giorni. Il 19enne è stato individuato, rintracciato e arrestato grazie alla descrizione fornita dalla vittima e al nickname che usa su Instagram.  —[email protected] (Web Info)

Trump vuole immunità, oggi la sentenza della Corte Suprema

0

(Adnkronos) – C'è grande attesa oggi a Washington per la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che stabilirà se Donald Trump possa o non possa invocare l'immunità di fronte alle accuse che gli sono state rivolte di aver tentato di rovesciare i risultati elettorali del 2024. A conferma della difficoltà della decisione, i nove sommi giudici si sono presi un giorno in più rispetto alla scadenza non ufficiale di fine giugno della sessione estiva.  La loro decisione infatti avrà grandi conseguenze sul destino dei processi federali contro l'ex presidente e di conseguenza anche sulla sua nuova candidatura alla Casa Bianca. Nel suo ricorso, Trump ha detto che se la Corte non riconoscerà la sua immunità metterà a rischio l'operato di ogni futuro presidente che avrà timore di essere poi giudicato da uno zelante procuratore una volta lasciata la Casa Bianca. Un argomento che potrebbe aver avuto leva sulla maggioranza, 6 a 3, conservatrice della Corte Suprema.  Sono in tutto quattro le sentenze che la Corte deve ancora annunciare prima di chiudere la sessione. E verrà rese pubbliche una alla volta al partire dalle 10 ore di Washington, e si prevede che la più attesa, quella sul caso di Trump, sarà l'ultima.  —internazionale/[email protected] (Web Info)