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Strage Viareggio, Mattarella: “Sicurezza trasporti e lavoro prevalga su logica profitto”

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(Adnkronos) – "La sicurezza nei trasporti, come quella sul lavoro, è un indicatore di civiltà che deve prevalere su qualsiasi logica di profitto, perché incide sulla vita delle persone. È questa una lezione che mai deve essere dimenticata". Lo sottolinea il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricordando che "la notte del 29 giugno 2009, Viareggio venne ferita dalle conseguenze di un disastro ferroviario che, oggi come allora, ci appare inaccettabile. Le immagini e la memoria di quella tragedia restano incancellabili". I morti furono 32 e un centinaio i feriti.  "Nel quindicesimo anniversario, la Repubblica -assicura il Capo dello Stato- è vicina ai familiari che videro i loro cari inaspettatamente strappati alla vita e che, nel dolore, seppero avviare un percorso civile per accertare le responsabilità di quanto accaduto e per promuovere, ovunque, maggiore sicurezza nei trasporti".  "Le reti infrastrutturali, e tra queste le ferrovie, sono condizione essenziale per la vita e lo sviluppo economico del Paese. La sicurezza è un presupposto irrinunciabile, oltre a essere un diritto primario di cittadini e utenti. Non si può derogare agli standard acquisiti, anzi -conclude Mattarella- il livello della sicurezza va elevato tramite controlli e tecnologie più efficaci e una crescita generale di consapevolezza".  —[email protected] (Web Info)

Estate 2024, 38 milioni di italiani in vacanza: cresce la spesa

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(Adnkronos) – Sono 38 milioni gli italiani che nell’estate 2024 trascorreranno almeno un giorno di vacanza in Italia o all’estero, mezzo milione in più rispetto al 2023, per una spesa media di 746 euro a persona, con un aumento del 12% nel confronto con lo scorso anno. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sulle ferie degli italiani diffusa al Villaggio Coldiretti a Venezia, una delle città simbolo del turismo nazionale, dove è stata allestita la mostra sui nuovi sigilli, le specialità salvate dall’estinzione che rappresentano uno dei motori che alimentano i viaggi di italiani e stranieri. La modalità della vacanza più gettonata è quella dei tradizionali sette giorni, prediletta dal 28% di coloro che vanno in ferie, e un altro 25% si permetterà ferie fino a due settimane, secondo Coldiretti/Ixe’, mentre un 14% si spingerà fino a tre settimane fuori. Ma c’è anche un 7% che può permettersi un mese di vacanza e un 3% anche di più. Meno fortunato un 18% che non andrà oltre i tre giorni.  
Il mare si conferma la località di vacanza per eccellenza, davanti a campagna e parchi naturali, con la vacanza green che è ormai entrata nelle abitudini dei vacanzieri. La montagna è al terzo posto, secondo Coldiretti/Ixe’, davanti alle località d’arte. Un italiano su tre (32%) passerà le vacanze nella sua regione di residenza, ma c’è anche un 29% che viaggerà all’estero, con una netta preferenza per l’Europa. 
Alberghi e bed and breakfast risultano le strutture più utilizzate dai vacanzieri, anche se c’è un 13% che può sfruttare la seconda casa di proprietà, e un 19% che beneficia dell’ospitalità di parenti e amici. Sempre più scelto l’agriturismo, grazie anche alla disponibilità delle quasi 26mila strutture attive su tutto il territorio nazionale che spinti, secondo Terranostra e Campagna Amica, dalla ricerca di un turismo più sostenibile, ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività esperienziali con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la novità dei camini, i percorsi a cavallo, in biciletta o a piedi che permettono di scoprire territori meno conosciuti del nostro Paese. “L’agriturismo è la realtà che più di ogni altre permette a turisti italiani e stranieri di vivere una vacanza completa, combinando la passione per il cibo e per la natura con attività, hobby e interessi di tendenza – sottolinea la presidente di Terranostra Campagna Amica Dominga Cotarella -. Il risultato dell’impegno profuso in questi anni dagli imprenditori agrituristici nazionali nella direzione di una sempre maggiore qualificazione dell’offerta”. 
Il cibo resta il motore della vacanza nel Belpaese, tanto da essere diventato la prima voce del budget con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l’acquisto di souvenir, tra italiani e stranieri. Non a caso il 90% dei turisti americani indica il cibo e il vino italiani come il motivo di scelta per passare le proprie vacanze nel Belpaese, con l’enogastronomia che si piazza in testa alla classifica delle “bellezze” più gettonate dai vacanzieri a stelle e strisce, secondo i risultati di un’indagine realizzata da Coldiretti e dalla piattaforma specializzata I Love Italian Food (Ilif), associazione no profit che ha come mission il far conoscere e difendere la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo.  Il focus sulle vacanze estive dell’Osservatorio Turismo Confcommercio, in collaborazione con Swg, parla di 29 milioni gli italiani pronti a partire tra giugno e settembre, per uno o più viaggi, con un budget complessivo pro capite a disposizione di 1.190 euro (+10% rispetto al 2023). L’indice di fiducia dei viaggiatori dell’Osservatorio Turismo di Confcommercio si attesta a quota 72 su scala da 0 a 100: 2 punti in più di giugno 2023 e 1 in più di giugno 2019 (anno pre Covid). Trend positivo, quindi, con un probabile 2024 finalmente da record, anche per la domanda interna. Numeri che sanciscono la fine di un lungo periodo in cui il rapporto tra i connazionali e le vacanze era stato decisamente "tiepido" e ben lontano dalle ottime performance dei flussi esteri diretti in Italia. In ogni caso c’è sempre da considerare la variabile meteo che potrebbe influenzare i programmi di vacanza.   Da giugno a settembre quest'anno la metà dei viaggiatori previsti farà più vacanze di diversa durata, ed è significativa la quota (34%) di coloro che sceglieranno mete tanto nazionali quanto oltre confine. Il 58% resta però sempre fedele all’Italia, scegliendo esclusivamente destinazioni della Penisola, mentre il restante 8% farà vacanze solo all’estero. Delle destinazioni scelte per i viaggi tra giugno e settembre, il 24% saranno mete balneari, soprattutto per le vacanze più lunghe, dove questa preferenza raggiunge il 39% delle indicazioni espresse dal campione intervistato. Ravvivato interesse quest’anno per la montagna, che raccoglie il 13% delle preferenze superando, seppure di poco, tanto le città quanto i luoghi d’arte, entrambi con l’11% delle preferenze. Su questi ultimi però gli italiani programmano maggiormente 1 o 2 notti a destinazione, così come per i piccoli borghi, che seguono con il 10% delle preferenze. Inoltre, parlando di geografia dei viaggi, a sostenere l’interesse degli italiani per le vacanze estive in montagna contribuisce fortemente il Trentino Alto Adige, costantemente nella top list dopo la Toscana – per i viaggi di breve e media durata – e dopo Sardegna e Puglia per le vacanze più lunghe. A riprova della passione per il mare troviamo super gettonate, oltre a Sardegna e Puglia, anche Sicilia ed Emilia Romagna, alle quali si aggiunge la Liguria, quest’ultima soprattutto per i viaggi brevi e le vacanze con massimo 5 pernottamenti. Quanto alle mete estere rivolgendo l’attenzione oltre confine, continua a prevalere il panorama delle destinazioni europee, particolarmente fruibili d’estate, dove l’offerta di Grecia e Spagna catalizza fortemente l’attenzione dei nostri connazionali con la Francia che segue più a distanza.  —[email protected] (Web Info)

Elezioni Iran, sarà ballottaggio tra il riformista Pezeshkian e l’ultraconservatore Jalili

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(Adnkronos) – E' ufficiale. L'Iran il 5 luglio andrà al ballottaggio per le elezioni presidenziali che sceglieranno il successore di Ebrahim Raisi, morto a maggio in un incidente di elicottero. A sfidarsi saranno il riformista Massoud Pezeshkian e l'ultraconservatore Saeed Jalili. L'annuncio è arrivato da Mohsen Eslami, funzionario del ministero dell'Interno di Teheran, come riporta l'iraniana Press Tv.  La data del ballottaggio, venerdì prossimo, è stata ora confermata anche dal ministro dell'Interno, Ahmad Vahidi. I risultati definitivi riportati dai media iraniani assegnano a Pezeshkian 10.415.991 voti a fronte di 9.473.298 preferenze conquistate da Jalili. Vahidi ha poi annunciato che inizia oggi stesso la campagna elettorale.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Italia divisa in due, temporali forti al Nord e super caldo al Sud

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(Adnkronos) – Italia divisa in due secondo le previsioni meteo di oggi: come spesso accade quando arriva l’Anticiclone Africano, la protezione del Cammello, come in gergo viene definito l’Anticiclone Africano, sarà solida al Sud ed al Centro, solo parziale al Nord. Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma la risalita dell’alta pressione dall’Algeria con una robusta espansione verso il Mediterraneo. Mentre una violenta perturbazione atlantica con nubifragi, in transito dalla Francia verso Germania e Svizzera, interesserà anche le nostre regioni nord-occidentali. Allerta per Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia con rischio temporali grandinigeni associati a downbursts, le raffiche di vento orizzontale ad oltre 70 km/h.  In sintesi l’Italia sarà divisa in due nelle prossime ore: il super caldo africano porterà 38°C a Terni, 37°C ad Agrigento, Caserta, Oristano e Siracusa, 36°C anche ad Arezzo, Benevento, Catania, Firenze, Ragusa, Roma e Taranto; saranno diffusi i 35°C altrove.  Al settentrione, come detto, sono invece previsti questi temporali forti, ad iniziare dalle prossime ore sulle Alpi occidentali; dal pomeriggio-sera i fenomeni colpiranno anche le pianure di Piemonte e Lombardia, poi si sposteranno verso il Triveneto, con fenomeni decisamente violenti a causa del contrasto tra il caldo africano e l’aria più fresca atlantica.  
L’ultima domenica di giugno vedrà comunque un veloce miglioramento anche al Nord con gli ultimi temporali (forti) nella notte sull’arco alpino e prealpino in parziale sconfinamento verso le pianure adiacenti.  Nel corso della giornata prevarrà poi il sole, con caldo insopportabile a Bari e Siracusa con 39°C, a Catania, Foggia e Matera dove sui termometri si leggerà il numero 38; ancora super caldo previsto anche al Centro con 37°C ad Ascoli Piceno e 36°C a Teramo. 
Luglio inizierà incerto al Nord e poi verso il Centro con temporali sparsi, non particolarmente violenti; al Sud avremo ancora picchi africani con Siracusa 41°C, Catania 40°C, Taranto 39°C, da Agrigento a Matera 38°C. Il caldo africano lunedì abbandonerà invece tutto il Nord ed il Centro. Fino a metà settimana troveremo un inizio di luglio fresco e a tratti instabile con altri acquazzoni specie sulle adriatiche e localmente al Sud tra Campania e Puglia: proseguirà dunque l’estrema siccità, preoccupante, tra Sicilia e Calabria, mentre le temperature saranno sotto media per quasi tutta la prima settimana di luglio: almeno questa una buona notizia. 
NEL DETTAGLIO
 
Sabato 29. Al Nord: soleggiato e caldo poi temporali forti al Nord-Ovest. Al Centro: soleggiato e molto caldo. Al Sud: bel tempo e molto caldo. 
Domenica 30. Al Nord: soleggiato salvo rovesci su Alpi e nubi su Liguria di Levante. Al Centro: soleggiato e caldo. Al Sud: bel tempo e molto caldo. 
Lunedì 1. Al Nord: instabile con qualche rovescio specie al Nord-Est. Al Centro: instabile con qualche rovescio tra Toscana e Marche. Al Sud: bel tempo e ancora molto caldo. 
Tendenza: temporali ad inizio settimana al Centro-Nord e localmente tra Campania e Puglia, poi ritorno di sole prevalente. —[email protected] (Web Info)

Ucraina, forze Mosca prendono il controllo di Sumy nel Donetsk

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(Adnkronos) – La Russia hanno preso il controllo dell'insediamento di Sumy, vicino a Toretsk, nella regione ucraina di Donetsk, dove da giorni le forze di Mosca stanno avanzando. Il ministero della Difesa ha annunciato che ci sono state 350 vittime.  E' di almeno cinque morti, compresi due bambini, il bilancio delle persone rimaste uccise in un attacco di un drone che ha colpito la regione russa di Kursk, un'operazione attribuita agli ucraini dalle autorità locali. "Nella notte un drone ucraino ha attaccato un edificio residenziale nella località di Gorodishche, nel distretto di Rylsky – afferma via Telegram il governatore della regione Alexey Smirnov – Cinque persone, compresi due bambini piccoli, sono state uccise nell'attacco". Le vittime erano tutte della stessa famiglia e altri due parenti, aggiunge nella denuncia rilanciata dall'agenzia russa Tass, sono ricoverati in ospedale "in gravi condizioni". Gli ucraini affermano di aver abbattuto "tutti i dieci" droni Shahed lanciati nella notte dalla Russia contro il territorio ucraino. Secondo le notizie confermate dall'Aeronautica ucraina e riportate dal Kyiv Independent, i droni sono stati abbattuti nelle regioni di Mykolaiv, Kherson, Dnipropetrovsk, Kirovohrad, Cherkasy e Vinnytsia. Ieri un attacco missilistico russo ha colpito un edificio residenziale di nove piani nella città centrale ucraina di Dnipro, uccidendo almeno una persona e ferendone altre sei. Il bilancio delle vittime probabilmente aumenterà poiché più persone sono rimaste intrappolate nell'edificio, dove quattro piani superiori sono crollati a causa dell'attacco, ha detto il ministro degli Interni, Ihor Klymenko. Una foto pubblicata su Telegram dal governatore, Serhiy Lysak, e altre immagini sui social media hanno mostrato un edificio gravemente danneggiato con del fumo che usciva da un buco spalancato nei suoi piani superiori. Un neonato di sette mesi era tra i feriti, ha detto Lysak. Tre persone sono in gravi condizioni. La Bielorussia rende noto di aver rafforzato la difesa aerea al confine con l'Ucraina "per proteggere le infrastrutture critiche", denunciando l'aumento dell'attività dei droni di Kiev nella zona e lo spostamento di forze militari ed equipaggiamenti ucraini nella regione di Zhyomyr. Il comandante delle forze aeree bielorusso, Andrei Severinchik ha ricordato che giorni scorsi, le forze militari bielorusse hanno abbattuto un drone ucraino che aveva superato il confine "per raccogliere informazioni sui siti bersaglio". Il vice responsabile per l'ideologia al comando per le operazioni speciali delle forze bielorusse, Vadim Lukashevich, ha citato l'ammassamento di forze militari, armi ed equipaggiamenti militari "lungo il nostro confine", in particolare mezzi da combattimento per la fanteria di fabbricazione Usa, lanciagranate e sistemi di artiglieria pesante. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Elezioni Usa, Nyt chiede passo indietro di Biden: “Il mondo ha bisogno di meglio”

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(Adnkronos) – Il New York Times chiede un passo indietro a Joe Biden nella corsa per la riconferma alla Casa Bianca dopo il primo faccia a faccia in diretta tv tra il presidente americano e l'ex presidente Donald Trump in vista delle elezioni di novembre. L'81enne Biden "ha dichiarato di essere il candidato con le migliori possibilità di affrontare questa minaccia di tirannia e sconfiggerla. La sua argomentazione si basa in gran parte sul fatto che ha battuto Trump nel 2020 – si legge nel contributo del comitato editoriale dal titolo 'Per servire il suo Paese il presidente Biden dovrebbe lasciare la corsa' – Questo non è più un motivo sufficiente per cui Biden dovrebbe essere il candidato democratico di quest'anno". Giovedì sera il presidente "ha faticato a spiegare cosa avrebbe realizzato in un secondo mandato – prosegue l'editoriale rilanciato dai media americani nel pieno del dibattito aperto dal faccia a faccia di due giorni fa – Ha faticato a rispondere alle provocazioni di Trump. Ha faticato a ritenere Trump responsabile delle sue bugie, dei suoi fallimenti e dei suoi piani agghiaccianti. Più di una volta ha faticato ad arrivare alla fine di una frase". E "non c'è ragione per il partito di rischiare la stabilità e la sicurezza del Paese costringendo gli elettori a scegliere tra le carenze di Trump e quelle di Biden". Così, secondo il Nyt, sospendere la campagna elettorale sarebbe "il miglior servizio che Biden possa rendere a un Paese che ha servito nobilmente per così tanto tempo". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Tour de France 2024 al via oggi, prima tappa da Firenze a Rimini

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(Adnkronos) –
Al via oggi, sabato 29 giugno, il Tour de France 2024: un'edizione speciale a partire dal numero, 111, ma non solo. Per la prima volta la Corsa Gialla partirà dall'Italia, Firenze per la precisione, in un ideale collegamento con il Giro d'Italia appena concluso: 206 km tra la capitale del Rinascimento e Rimini, con in mezzo l'Appennino. La partenza è prevista per le 12 e la gara è trasmessa in diretta in chiaro su Rai 2 e Rai Sport HD in TV, su RaiPlay in streaming. "E' raro che il Tour de France inizi con più di 3.600 metri di dislivello, in effetti non è mai successo prima -scrive il boss del Tour, Christian Prudhomme nella presentazione del Grand Départ-. Ed è anche la prima volta che la corsa tocca la città natale di Gino Bartali. Il susseguirsi delle colline tra Toscana ed Emilia-Romagna sarà probabilmente lo scenario per un confronto immediato e impegnativo tra i contendenti al titolo". Una prima prova per gli scalatori e soprattutto, come reso chiaro dalle parole di Prudhomme, per i favoriti che quest'anno sono ben sei.  
Ci saranno tutti i grandi di questa epoca, a partire dal vincitore del Giro Tadej Pogacar, che in un messaggio registrato dal suo team avverte gli avversari: "Ho testato un po’ le mie gambe e, a dire il vero, non mi sono mai sentito così bene in bicicletta. La mia forma è addirittura migliore di quanto mi aspettassi": detto dal dominatore della Corsa Rosa, la cui apparente assenza di fatica nel compiere l'impresa è stata sottolineata più volte, suona decisamente preoccupante per i concorrenti. Oltre allo sloveno, gli altri papabili sono Remco Evenepoel, Primoz Roglic, Wout Van Aert, Mathieu Van der Poel e Jonas Vingegaard: un parterre de rois come da tempo non si vedeva.  
Se Pogacar dovesse vincere il Tour, raggiungerebbe nella storia dello sport l'ultimo ad aver vinto l'accoppiata, Marco Pantani nel 1998. Prima di Pantani solo ad altri sei era riuscita la combinazione: Eddy Merckx 4 volte, Bernard Hinault 3 volte, Fausto Coppi 2 volte, Jacques Anquetil 2 volte, Miguel Indurain 2 volte, Stephen Roche una volta. Se la partenza dall'Italia è una prima assoluta, ancora di più lo è l'arrivo: da sempre a Parigi, quest'anno sarà a Nizza il 21 luglio con una crono (l'ultima cronometro finale c'è stata nel 1989), a causa delle imminenti Olimpiadi. Il percorso totale è di 3.498 km, il dislivello 52.230 metri, il passo più alto sfiora i 3.000 metri (2.802, passo di Bonette).  
Tre i giorni in Italia, e quattro le partenze, l'ultima da Pinerolo per passare in Francia e raggiungere Valloire, prima tappa alpina passando per il Sestriere con arrivo al Galibier a 2.642 metri di altitudine dopo quasi 140 km. La seconda tappa è da Cesenatico a Bologna (quasi 200 km e ancora Appennino), la terza da Piacenza a Torino (230 km per velocisti).  —[email protected] (Web Info)

Francia, domenica il voto anticipato: come funzionano le elezioni

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(Adnkronos) – La Francia andrà alle urne domenica 30 giugno con ballottaggi previsti per il 7 luglio, per le elezioni legislative anticipate convocate dal presidente Emmanuel Macron, dopo la sconfitta elettorale alle Europee a vantaggio di Marine Le Pen. I deputati del parlamento francese non vengono eletti sulla base della rappresentanza proporzionale, ma attraverso un voto a due turni in 577 collegi elettorali dove le dinamiche locali giocano un ruolo importante. In ogni circoscrizione, se nessun candidato ottiene il 50% dei voti al primo turno, i primi due candidati avanzano al secondo turno, così come qualsiasi altro candidato che abbia ottenuto il sostegno di almeno il 12,5% degli elettori registrati. Il candidato con il maggior numero di voti al secondo turno vince il seggio come membro del parlamento. Per superare il primo turno, i partiti che condividono una visione politica, come i quattro principali partiti di sinistra del Paese, tendono a riunirsi e ad accettare di non mettere i candidati uno contro l'altro. L'affluenza alle urne è importante. Nel 2022, quando l'affluenza era vicina al 50%, i partiti dovevano ottenere circa un quarto dei voti espressi per raggiungere il 12,5% degli elettori registrati. Si prevede che l'affluenza alle urne sarà più alta in questa elezione, il che renderà più facile per i candidati avanzare al secondo voto.  I quattro principali gruppi politici che si sfideranno, il Nouveau Front Populaire (Nfp), Ensemble, Les Républicains (Lr) e Rassemblement National (Rn), sono quindi dovuti andare a l'essenziale. Il risultato sono programmi sintetici, che riflettono le priorità e gli indirizzi principali di ciascuna formazione. Ovvero misure sociali e ambientali per il Nouveau Front Populaire, continuità e occupazione per Ensemble, sicurezza e immigrazione per la Rassemblement National. Candidato premier per Rn, Jordan Bardella ha sintetizzato in cinque punti principali il programma del partito di estrema destra: maggior potere d'acquisto, maggiore sicurezza, stretta sull'immigrazione, focus su economia e lavoro, fiscalità e gestione dei conti pubblici.   Per ora, il Rassemblement national (Rn) e alcuni dei suoi alleati del centrodestra hanno circa il 36% di sostegno, mentre il gruppo di sinistra del Nuovo Fronte Popolare è al 29% e i liberali di Macron hanno circa il 21%. In un mese il capo dell'Eliseo ha perso sei punti di popolarità in un mese, arrivando al 36%, livello più basso dallo scorso marzo, mentre il presidente del Rassemblement national (Rn) Jordan Bardella è diventato l'esponente politico di cui i francesi si fidano di più, con un 40% di popolarità. E' quanto riporta un sondaggio condotto da Toluna-Harris-Lci. Resta stabile la fiducia che i francesi ripongono nel primo ministro Gabriel Attal, al 43%. Stabili anche i ministri: il più popolare tra loro, il titolare del dicastero degli Interni Gérald Darmanin, guadagna due punti e si attesta al 35%.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Elezioni Francia, l’estrema destra alla scommessa di Le Pen

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(Adnkronos) – Si tratta delle elezioni europee più importanti degli ultimi decenni. Così gli analisti di Politico descrivono le elezioni legislative anticipate che si terranno il 30 giugno e il 7 luglio in Francia. Sottolineando, tra l'altro, che in gioco c'è il ruolo della Francia nell'Unione Europea e nella Nato. L'estrema destra, che ha buone possibilità di formare il nuovo governo in Francia, è scettica sia rispetto alla Ue, sia rispetto all'Alleanza Atlantica. E l'estrema destra si troverà a guidare un Paese membro permanente dotato di armi nucleari del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che svolge un ruolo importante nella sicurezza globale dal Nord Atlantico al Pacifico. Dal punto di vista finanziario, gli operatori dei mercati globali temono che queste tensioni politiche possano sconvolgere la settima economia più grande del mondo e rischiare un altro periodo di instabilità nel cuore dell'eurozona. Tra l'altro il nuovo governo francese, chiunque esso sia, erediterà un debito significativo e un deficit pubblico pari al 5,1% del prodotto interno lordo. La Commissione europea ha appena aperto una procedura per ''deficit eccessivo'' contro la Francia. Dopo l'annuncio shock di Macron di sciogliere l'Assemblea nazionale dopo la confitta elettorale alle europee del 9 giugno, il panorama politico in Francia è cambiato alla velocità della luce, con nuove alleanze emerse da un giorno all'altro e rotture che si sono manifestate in pubblico. Ciò rende difficile fare previsioni affidabili su seggi e coalizioni. Si prevede comunque che l'affluenza alle urne per queste elezioni cruciali sarà record, come indicato da un picco nel voto per procura, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza al voto. Il partito di Marine Le Pen ha bisogno di almeno 289 seggi per ottenere la maggioranza nel Parlamento francese e al momento l'estrema destra sembra destinata a ottenere grandi guadagni grazie a una campagna di successo alle elezioni europee. I sondaggi d'opinione vanno presi con le pinze, mette in guardia Politico, ma Rassemblement national (Rn) e i suoi alleati potrebbero ottenere tra 220 e 260 seggi secondo le proiezioni attuali. Si tratterebbe di un aumento record rispetto agli 88 parlamentari di cui dispongono attualmente. Se l'estrema destra ottenesse la maggioranza in Parlamento, il presidente francese dovrebbe stipulare un accordo di ''coabitazione'' con il Rassemblement national e nominare un primo ministro di estrema destra. Jordan Bardella, il presidente del Rassemblement national, ha più volte detto che non cercherà di guidare un governo se non avrà la maggioranza assoluta. Ciò presumibilmente significa che avrà bisogno di partner di coalizione, a meno che non si tratti di una strategia elettorale per ottenere una grande affluenza alle urne. 
L'estrema destra ha già stretto un accordo con Éric Ciotti, leader del partito di centro-destra Les Républicains, per sostenere alcuni conservatori con idee simili in modo che non competano tra loro in alcune circoscrizioni. Per la maggioranza assoluta avrebbe però comunque bisogno di ottenere il sostegno di altri parlamentari Lr o del partito Reconquest, sempre di estrema destra, ma il suo leader è ostile a Le Pen. L'alleanza tra centro-destra e estrema destra è comunque una grande vittoria ideologica per il Rassemblement national, ma ha anche innescato una forte reazione tra quei conservatori inorriditi dal fatto che il partito de presidenti come Charles de Gaulle e Jacques Chirac stia facendo accordi con l'estrema destra. Ma quanto Le Pen investirà nei colloqui di coalizione, dato il suo desiderio di mantenere intatto il suo capitale politico in vista delle presidenziali del 2027? Se il suo partito guidasse un governo che avesse un percorso accidentato, questo potrebbe ridurre le sue possibilità di guidare l'Eliseo. L'Ensemble, la coalizione che sostiene il presidente francese, comprende il suo partito Renaissance, il centrista MoDem e il partito di centrodestra Horizons. Ensemble attualmente controlla 250 seggi in parlamento, ma sta subendo un calo nei consensi. Le proiezioni attuali vedono i parlamentari di Ensemble scendere a meno di 110 seggi nell'Assemblea nazionale composta da 577 persone, schiacciati sia dalla sinistra sia dall'estrema destra. Per la prima volta, la coalizione di Macron non si candida come partito unico. Horizons, il partito guidato dall'ex primo ministro Édouard Philippe che ha ambizioni presidenziali, sta andando avanti da solo, ma potrebbe rientrare in una coalizione dopo le elezioni. Sebbene la coalizione di Macron sia terza nei sondaggi a livello nazionale, c'è ancora qualche barlume di speranza che non venga completamente spazzata via al primo turno. Un'elevata affluenza alle urne significa che tre candidati probabilmente passeranno al secondo turno in un massimo di 170 collegi elettorali, secondo le recenti proiezioni. Questa è sia una benedizione, sia una maledizione per i liberali di Macron e per l'alleanza di sinistra. I terzi candidati meglio piazzati nelle competizioni a tre dominate dall'estrema destra dovranno affrontare pressioni per ritirarsi e radunarsi dietro il secondo miglior piazzato per sconfiggere il candidato del Raduno Nazionale. Con una velocità inaspettata, i partiti di sinistra francesi hanno quindi messo da parte i loro litigi e si sono uniti prima del voto. In seguito a un accordo, l'estrema sinistra France insoumise (LFI), il Partito Socialista, il Partito Comunista e i Verdi stanno presentando candidati singoli in 546 circoscrizioni in tutta la Francia. L'alleanza, chiamata Nuovo Fronte Popolare, è una versione rivisitata dell'alleanza Nupes del 2022, ideata da Mélenchon. Questa volta, tuttavia, i socialisti sono un partner molto più potente dopo la campagna di successo del candidato sostenuto dai socialisti Raphael Glucksmann alle elezioni europee. Dei 546 candidati che rappresenteranno la nuova alleanza, 229 saranno sostenuti da France insoumise, rispetto ai 175 dei socialisti, ai 92 dei Verdi e ai 50 dei comunisti.  Il Nuovo Fronte Popolare sta sicuramente attirando gli elettori, dato le proiezioni attuali vedono l'alleanza vincere da 180 a 210 seggi. Vero è che ne servono 289 per ottenere la maggioranza e la sinistra avrebbe bisogno di formare una coalizione se mirasse a proporre un primo ministro che ottenga l’approvazione parlamentare. Ma tali calcoli non porteranno a nulla se i socialisti e France insoumise, in disaccordo su temi chiave come l'Ucraina e Gaza, non riusciranno a mettere da parte le loro divergenze. Con il moderato Glucksmann e altri che hanno affermato che non accetteranno mai Mélenchon come primo ministro, potrebbe essere un passo troppo lontano. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Iran avverte Israele: “Guerra di annientamento se attacca il Libano”

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(Adnkronos) – "L'Iran considera guerra psicologica la propaganda" israeliana "sull'intenzione di attaccare il Libano, ma se dovesse avviare un'aggressione militare su vasta scala ne scaturirebbe una guerra di annientamento". Così in un post su X la rappresentanza iraniana all'Onu. "Tutte le opzioni sono sul tavolo – aggiungono – anche il pieno coinvolgimento di tutti i fronti della resistenza". Nei giorni scorsi il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha visitato il "confine nord", nelle zone israeliane a ridosso della frontiera con il Libano e ha assistito a un'esercitazione militare. E, riporta il Times of Israel, ha promesso "vittoria", in caso di conflitto con gli Hezbollah libanesi. Netanyahu ha lodato "la determinazione" dei soldati nel "difendere il Paese".    "Le minacce a cui assistiamo sono una sorta di guerra psicologica", ha detto oggi il premier libanese Najib Miqat che oggi ha visitato il quartier generale del settore sud dell'Esercito, nei pressi di Tiro, vicino al confine con Israele. Il premier, riferisce l'agenzia libanese Nna, ha assicurato che il Paese dei Cedri "supererà questa fase" e che ci sarà una "stabilità permanente ai confini".  
Gli Stati Uniti hanno intanto redatto un nuovo testo, una nuova formulazione di alcuni passaggi della proposta di accordo tra Israele e Hamas nel tentativo di concludere l'intesa che porti a un cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall'attacco del 7 ottobre in Israele. Lo rivela Axios, che cita tre fonti secondo cui negli ultimi giorni l'Amministrazione Biden ha presentato un "nuovo linguaggio" nel tentativo di ridurre le distanze tra Israele e Hamas. Secondo le fonti, il lavoro degli Usa, con i mediatori di Egitto e Qatar, si concentra sull'articolo 8 della proposta che riguarda i negoziati che dovrebbero partire tra Israele e Hamas con l'attuazione della prima fase dell'accordo per stabilire le condizioni esatte per la seconda fase, che prevede una "calma duratura" a Gaza. Hamas, dicono le fonti, vuole che questi negoziati si concentrino solo sul numero e su quali prigioni palestinesi verranno rilasciati dalle carceri israeliane in cambio di ogni soldato israeliano o ostaggio di sesso maschile in vita trattenuto a Gaza, mentre Israele insiste per sollevare il punto della smilitarizzazione dell'enclave palestinese e su altre questioni. I funzionari Usa, dicono le fonti di Axios, stanno spingendo su Egitto e Qatar affinché facciano pressioni su Hamas in modo che il gruppo, che nel 2007 prese il controllo di Gaza, accetti la proposta. Gli Stati Uniti, evidenzia una fonte, "stanno lavorando duro per trovare una formula che consenta di raggiungere un accordo". E secondo un'altra voce, se Hamas accetterà la nuova formulazione questo consentirà di "chiudere l'accordo".    —internazionale/[email protected] (Web Info)