(Adnkronos) – A pochi giorni dall'esodo estivo di luglio, gli italiani possono andare in vacanza senza la paura che malattie infettive note o meno tornino ad alzare la testa? "Io non credo che ci saranno grosse differenze rispetto alle estati precedenti, ma dopo il Covid c'è una maggiore attenzione a tutto quello che riguarda le infezioni. Mi è capitato di sentire riflessioni sul boom di infezioni respiratori, ad esempio. Però prima della pandemia Covid succedeva lo stesso anche con numero maggiori ma non ci facevano attenzione". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive ospedale policlinico San Martino di Genova. "I problemi dell'estate saranno di diversi tipi: c'è ancora una importante circolazione di virus respiratori parainfluenzali, quindi metapneumovirus, coronavirus, picornavirus, adenovirus, minori rispetto all'influenza. Poi c'è l'ultima variante Sars-CoV-2, la KP.3 che ci sta dando qualche caso in più soprattutto tra gli anziani, anche impegnativo – avverte – Poi le infezioni estive della pelle, l'impetigine ad esempio, e poi le punture di insetti come le zanzare che portano malattie come la West Nile, presente in Italia, la potenzialità della Dengue che potrebbe dare origine ad un focolaio autoctono. E poi la puntura delle zecche che può dare la malattia di Lyme". "Dobbiamo fare attenzione e non usare gli antibiotici per le infezioni della pelle, evitiamo che dopo puntura delle zecche si prescrive dieci giorni di doxiciclina – rimarca l'infettivologo – Poi le gastroenteriti di origine batterica (il norovirus, il rotavirus, la salmonella, l'E.Coli, gli stafilococchi, la shigellosi), qui si devono avere seguire alcune raccomandazioni come lavarsi le mani, consumare cibi cotti, pulire bene i coltelli e le superfici, poi evitare lo street food in paesi a rischio. Ma -conclude – anche non scegliere al mare un tramezzino alla maionese se abbiamo la percezione che sia stato conservato male, ad esempio al sole". —[email protected] (Web Info)
L’ambizione dell’immortalità ha costi alti, parla il premio Nobel Ramakrishnan ‘
(Adnkronos) – Nato 72 anni fa a Chidambaram, nel Tamil Nadu, da genitori scienziati, un fratello immunologo anche lui a Cambridge, Venkatraman Ramakrishnan è passato dalla fisica teorica alla biologia, diventando uno dei massimi esperti di ribosomi, i macchinari molecolari che nelle cellule mettono in fila gli aminoacidi seguendo l'ordine dettato dal Dna all'Rna messaggero e così sintetizzano le proteine. In pratica, sono le fabbriche della vita e Ramakrishnan ne ha definito la struttura atomica, componendola come un puzzle e meritandosi per questo il Premio Nobel per la Chimica nel 2009. Ha appena pubblicato un libro sulla longevità (la cui industria fattura 30 miliardi di dollari all'anno) che si intitola semplicemente: Perché moriamo. La sua tesi – in una intervista al settimanale '7' del 'Corriere della Sera'- è in chiaroscuro: un ulteriore allungamento dell'aspettativa di vita è a portata di mano, ma la sfida della qualità di quella vita così protratta non è ancora risolta. Soprattutto, l'ambizione di immortalità rischia di avere un costo sociale ed economico altissimo. Nei prossimi giorni Ramakrishnan sarà a Milano per il 48.esimo congresso internazionale della ricerca biochimica e gli abbiamo chiesto di aggiornarci su alcuni aspetti delle sue ricerche che hanno un grande impatto sociale. Quali nuovi risultati scientifici annuncerà alla Bücher Lecture di Milano? "Ho intenzione di parlare dei meccanismi attraverso i quali viene avviata la sintesi delle proteine nelle cellule – risponde lo scienziato – Questo è un processo altamente regolato e controllato. Molti virus agiscono alterandolo e, quando il processo è anomalo, si hanno implicazioni sulle malattie e sull'invecchiamento". Cosa dobbiamo ancora scoprire sul funzionamento delle cellule e sui segnali che si scambiano internamente ed esternamente? "C'è – spiega – un'enorme quantità di cose che non sappiamo su come le cellule funzionano non solo al loro interno, per mantenere il loro stato funzionale, ma anche su come comunicano tra loro e cosa succede quando questi processi vanno male". La vostra ricerca sulla struttura e sulla funzione dei ribosomi ha profonde implicazioni anche per comprendere le modalità di azione e gli effetti degli antibiotici. Stanno crescendo le preoccupazioni per la diffusione nel mondo della resistenza agli antibiotici. Alcuni superbatteri molto pericolosi sono insensibili anche a cocktail di antibiotici. Quali sono le azioni più urgenti per arginare il fenomeno? "Dobbiamo agire su più fronti. Il primo riguarda le misure di sanità pubblica per prevenire la diffusione delle malattie e mantenere una buona salute. Il secondo – sottolinea Ramakrishnan – è quello di frenare l'uso improprio degli antibiotici, sia nelle prescrizioni non necessarie agli esseri umani, sia nel loro uso diffuso in agricoltura e allevamento. Infine, abbiamo bisogno di più ricerca per comprendere come i batteri scatenano la malattia e utilizzare tale conoscenza per lo sviluppo di nuovi antibiotici". In Italia persiste una forte opposizione contro le biotecnologie, dall'editing genetico sulle piante alla carne coltivata. Come convincere l'opinione pubblica che biochimica e biotecnologie non sono per forza nemiche dell'ambiente? "Gli scienziati devono sottolineare quanto sia migliore la nostra vita oggi rispetto a cento anni fa. Viviamo più a lungo e generalmente più sani grazie ai progressi della scienza e della tecnologia – avverte Ramakrishnan . Gli scienziati sono in prima linea nel rilevare eventuali problemi, quindi dobbiamo comunicare con il pubblico per mantenere la fiducia nella scienza". Abbiamo già dimenticato la pandemia. Ma dal suo punto di vista, quali sono le probabilità che accada di nuovo? "Dato il mondo altamente interconnesso in cui viviamo, così come le grandi città densamente popolate, è essenzialmente inevitabile che ci sia un'altra pandemia. Quindi è importante ricordare gli insegnamenti dell'ultima ed essere meglio preparati". Che una nuova pandemia sia "essenzialmente inevitabile" andrebbe spiegato meglio a politici e opinioni pubbliche. Lei ha scritto che la ricerca dell'immortalità è un miraggio. Alcuni biologi pensano che la vita umana raggiungerà un limite strutturale intorno ai 120 anni al massimo, cosa ne pensa? "Concordo: il limite naturale della nostra specie non è superiore a 120 anni circa – puntualizza – Ciò non significa che non sia teoricamente possibile infrangere quella barriera, solo che sarà estremamente difficile e richiederà importanti progressi nella nostra comprensione dell'invecchiamento e nella capacità di intervenire nel processo di invecchiamento stesso". Qual è la sua opinione sulle presunte ricette biochimiche per prolungare la vita, per esempio attraverso trasfusioni di sangue, rallentamento dell'accorciamento dei telomeri, riprogrammazione cellulare? "Credo che molte di queste aree, come la riprogrammazione cellulare o l'identificazione di fattori nel sangue che aiutino ad alleviare i sintomi dell'invecchiamento, siano promettenti. Tuttavia – osserva il premio Nobel – nel settore anti-invecchiamento c'è la tendenza a utilizzare i risultati preliminari e a parlare immediatamente delle prospettive. Credo che sia necessaria molta attenta ricerca per stabilirne innanzitutto la sicurezza e l'efficacia a lungo termine, prima di utilizzare questi metodi per affrontare l'invecchiamento umano". Esiste qualcosa di veramente immortale in biologia? Alcune cellule? I geni? "Poiché discendiamo ininterrottamente, da diversi miliardi di anni, dalle cellule viventi attraverso la nostra linea germinale, noi come individui moriamo – spiega – vale a dire che i nostri corpi muoiono, ma il potenziale che permette alla vita stessa di continuare persiste. In questo senso la vita è immortale, anche se l'individuo non lo è". Se il cancro è dovuto al fatto che la selezione naturale diventa più permissiva dopo l'età riproduttiva e consente l'accumulo di danni genetici con l'andare dell'età, perché i tumori giovanili non mostrano segni di diminuzione? "Il cancro in età precoce è dovuto a vari motivi, tra i quali la propensione genetica, ma anche semplicemente la sfortuna di subire cambiamenti dovuti a cause ambientali. Tuttavia, molti dei nostri processi biologici sono stati selezionati per prevenire il cancro nelle prime fasi di vita e, senza di essi, le nostre possibilità di contrarlo prima di raggiungere l'età adulta sarebbero ancora più elevate". In un'intervista alla Cnn, ha affermato che «il 10% più ricco dei percettori di reddito, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, vive più di un decennio in più rispetto al 10% più povero. Se si considera l'intervallo di salute – il numero di anni di vita sana – la disparità è ancora maggiore. Le persone più povere vivono vite più brevi e meno sane». Non crede che questa situazione sia inaccettabile e che dovremmo istituire, prima o poi, un servizio sanitario pubblico globale? "Penso che un servizio sanitario globale sarà molto difficile da realizzare finché avremo nazioni separate. Ma dovremmo mirare a società in cui un'assistenza sanitaria di buona qualità non dipenda dal reddito – risponde – E poi, l'assistenza sanitaria è solo una componente della nostra aspettativa di vita. Ce ne sono molte altre, come l'alimentazione, la criminalità, l'ambiente inadeguato, e così via". Quando moriamo smettiamo di respirare e perdiamo conoscenza, ma la maggior parte dei nostri organi sono ancora vivi. Da dove arriva l'input che segna la fine dell'individuo in quel fatidico momento e non in un altro? "Quando un sottosistema critico come il nucleo del cervello collassa in modo irreversibile, questo è ciò che consideriamo morte. In quel momento, l'individuo non può più funzionare come un essere unico, anche se le sue cellule e i suoi interi organi sono temporaneamente ancora vivi", conclude Ramakrishnan. —[email protected] (Web Info)
Tommasello (Unpli): “Catalogazione e censimento infiorate sono fondamentali”
(Adnkronos) – "Come ha già affermato il presidente La Spina questa sarà la prima di una lunga serie di reti, che sono utilissime alla promozione dei beni immateriali promossi dalla Convenzione dell’Unesco del 2003. La presenza della fondazione è fondamentale, in quanto strumento scelto da Unpli per coordinare l’attività culturale sul tema delle reti. Un lavoro importante e impegnativo. Col centro studi faremo un lavoro di catalogazione, censimento e di formazione per i volontari che opereranno il censimento di questi patrimoni. È un’attività importantissima, fondamentale per la valorizzazione e il mantenimento delle tradizioni della nostra meravigliosa nazione”. Così vicepresidente Unpli Ferdinando Tommasello all’Adnkronos, in merito all’evento di presentazione della Rete nazionale delle Infiorate e delle Composizione di Arti effimere al Ministero della Cultura e in vista dell’Infiorata storica di Roma e delle Pro Loco d’Italia prevista domani nella capitale per la festa di San Pietro e Paolo: dal tardo pomeriggio del 28 giugno e per tutta la notte, infatti, maestri infioratori e volontari delle Pro Loco realizzeranno 12 opere sul selciato di Piazza Pio XII a Roma, esposte per tutta la giornata di festa patronale. Risalente al 1625, questa antica tradizione romana dell’Infiorata nel tempo si è persa, ma dal 2011, grazie a Pro Loco Roma Capitale e dal 2021 in collaborazione con Unpli-Unione Pro Loco d’Italia, che ha voluto estendere la partecipazione a tutte le Infiorate del territorio nazionale, è stata recuperata e portata a nuovo splendore. Le 12 opere realizzate saranno disponibili a fedeli e visitatori, che potranno ammirare nel viale antistante Piazza San Pietro la messa in posa di fiori, trucioli, frutta, zucchero, sale e sabbia in veri e propri quadri a cielo aperto. Tutte le composizioni artistiche verranno concluse e inaugurate a partire dalle 9 del 29 giugno e resteranno visibili ai fedeli e ai passanti per tutta la giornata della festa patronale. —[email protected] (Web Info)
La Spina (Unpli): “Infiorate patrimonio che unisce Paese, domani a S. Pietro per festa patrono”
(Adnkronos) – “La necessità è data dal fatto che tutte le Pro Loco in Italia organizzano le Infiorate. A qualsiasi titolo o direttamente, in collaborazione con altre organizzazioni, associazioni, maestri infioratori e Comuni. Abbiamo pensato di metterle tutte assieme per creare una rete che potesse dare risposte concrete a questa tradizione per mantenersi, dato che ci sono sempre costi e difficoltà di realizzazione, anche se è fondamentale dare visibilità a quest’arte che abbellisce i luoghi ma che agisce in tutte le parti d’Italia". Lo ha detto Antonino la Spina, presidente dell’Unione nazionale Pro Loco d’Italia, durante l’incontro di presentazione della Rete nazionale delle infiorate e delle composizioni di arti effimere tenutosi questa mattina nella Sala Spadolini del ministero della Cultura, e in vista dell’Infiorata storica di Roma e delle Pro Loco d’Italia prevista domani nella capitale per la festa di San Pietro e Paolo: dal tardo pomeriggio del 28 giugno e per tutta la notte, infatti, maestri infioratori e volontari delle Pro Loco realizzeranno 12 opere sul selciato di Piazza Pio XII a Roma, esposte per tutta la giornata di festa patronale. "Sono oltre 74 le realtà che aderiscono che coprono oltre l’80% delle infiorate italiane. Metterle insieme vuol dire portare la propria esperienza per crescere in qualità e dare maggiore importanza a ogni luogo. Ciò porterà beneficio a tutto il sistema, creando nuove collaborazioni. Grazie al ministero della Cultura, all’Anci, all’Istituto per il Patrimonio culturale Immateriale faremo ancora più rete e creeremo ancor più i presupposti per dare servizi e credibilità ai territori", ha ricordato. "Oggi facciamo la teoria, domani la pratica. Grazie allo scenario strepitoso di Piazza San Pietro e di via della Conciliazione, metteremo i tappeti lungo quella via e daremo la possibilità a tantissimi borghi di presentarsi tramite quest’arte. L’intuizione che dobbiamo ringraziare – ha sottolineato – è quella della Pro Loco di Roma, che rievoca una tradizione che affonda le radici addirittura nel 1600. Oggi l’evento unisce l’Italia attorno questo progetto, valorizzando il lavoro di messa a sistema e di rete. Verranno presentate le varie tecniche, unitamente all’identità di ogni luogo. Sarà l’occasione per vivere la tradizione delle infiorate in tutte le parti d’Italia”. Un’antica tradizione, quella dell’Infiorata, della cultura romana risalente al 1625, persa e recuperata a partire dal 2011 dalla Pro Loco Roma Capitale e dal 2021 in collaborazione con Unpli-Unione Pro Loco d’Italia, che ha voluto estendere la partecipazione a tutte le Infiorate del territorio nazionale. Fedeli e visitatori potranno ammirare nel viale antistante Piazza San Pietro la messa in posa di fiori, trucioli, frutta, zucchero, sale e sabbia in veri e propri quadri a cielo aperto. Tutte le composizioni artistiche verranno concluse e inaugurate a partire dalle ore 9 del 29 giugno e resteranno visibili ai fedeli e ai passanti per tutta la giornata di festa. —[email protected] (Web Info)
Euro 2024, Italia all’esame di svizzero per volare ai quarti
(Adnkronos) – Gli Azzurri sono attesi, domani alle ore 18 a Berlino, all’esame di svizzero per capire se le lezioni impartite durante la fase a gironi sono servite oppure saremo “rimandati” a casa dai rossocrociati. Sarà il confronto numero 62 tra Svizzera e Italia e il bilancio è nettamente in nostro favore visto che solo in otto occasioni, l’ultima 31 anni fa, siamo usciti sconfitti dal campo. Sebbene la storia, per quanto importante, si azzeri al fischio d’inizio, gli esperti Sisal ritengono l’Italia, per questi ottavi di finale di Euro 2024, favorita a 2,45 contro il 3,30 della Svizzera mentre si scende a 2,90 per il pareggio. Bilancia che pende dalla parte azzurra anche per il passaggio ai quarti, 1,75 rispetto al 2,10 elvetico. Non è escluso che la sfida possa proseguire oltre il novantesimo, ipotesi supplementari a 2,90 mentre si sale fino a 5,00 per una soluzione ai calci di rigore. Nei 15 confronti più recenti, solo in tre occasioni sono state segnate complessivamente più di tre reti: normale che l’Under, a 1,47, si faccia preferire di molto all’Over, offerto a 2,50. Nell’ultimo Europeo, l’Italia chiuse la sfida con la Svizzera con la porta inviolata: un altro clean sheet di Donnarumma è dato a 2,45. I dettagli spesso fanno la differenza nelle gare da dentro o fuori: un gol dalla panchina, a 2,25; una chiamata del VAR, a 3,00, ma anche un calcio di rigore offerto a 2,75. Se Donnarumma, e buona parte della difesa a cominciare da Calafiori, assente per squalifica, e Bastoni, sono stati i valori aggiunti nella fase a gironi, è normale che dagli ottavi in poi ci si aspetta un salto di qualità degli altri reparti. A cominciare dall’attacco dove Gianluca Scamacca e Mateo Retegui, entrambi offerti a 4,00 per entrare nel tabellino dei marcatori, cercano la prima rete nella competizione. Ci proverà anche Federico Chiesa a essere protagonista, gol o assist a 2,70, mentre Davide Frattesi sogna di dare un dispiacere all’amico e compagno di squadra Sommer: la rete del centrocampista dell’Inter pagherebbe 6 volte la posta. La Svizzera, che presenta una folta pattuglia di giocatori che militano in Serie A, ha in Breel Embolo, velocissima ala del Monaco, a segno a 4,50, e Dan Ndoye, esterno del Bologna protagonista anche lui con gol o assist a 3,50, i due giocatori di maggior peso offensivo. —[email protected] (Web Info)
Bollette, Altroconsumo seleziona provider offerte più vantaggiose luce e gas
(Adnkronos) – Entra nel vivo l’ottava edizione di Abbassa la Bolletta, il gruppo d’acquisto di Altroconsumo, che propone offerte di libero mercato che mirano ad essere economiche e consumer friendly, garantendo una verifica delle condizioni contrattuali per affinare la qualità dei fornitori selezionati. Condizioni essenziali per partecipare all’asta al ribasso erano una buona qualità del servizio, valutata da Altroconsumo, e la capacità di fornire energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili. Altroconsumo ha così selezionato, in base alla convenienza di prezzo, i 4 vincitori dell’edizione 2024 di Abbassa la bolletta per le diverse categorie previste. Si tratta rispettivamente di Octopus (energia elettrica – offerta a prezzo fisso); Dolomiti Energia (Energia elettrica – offerta a prezzo variabile); Iren Gase e Luce (Gas – offerta a prezzo fisso); Engie (Gas – offerta a prezzo variabile). Tutti i consumatori interessati potranno aderire gratuitamente al gruppo d’acquisto e godere delle tariffe vantaggiose ed esclusive contrattate da Altroconsumo. Per i soci, poi, è previsto un ulteriore bonus di 16 o 32euro a seconda che si attivino una o 2 forniture, a patto di non essere già clienti del provider. Abbassa la Bolletta – ricorda l'associazione – comporta una serie di vantaggi esclusivi in quanto è conveniente e semplice. Conveniente, perché con le offerte selezionate la stima della spesa annua è attualmente tra le più vantaggiose del mercato. Semplice, perché si adatta alle esigenze di ciascuno, consentendo di attivare e gestire tutto via web. Le offerte, indipendenti le une dalle altre, si potranno sottoscrivere a seconda delle proprie preferenze e del risparmio (verificabile sulla piattaforma di registrazione) che permettono di ottenere; gli aderenti, quindi, potranno sottoscrivere, sia una fornitura per luce e una per gas, oppure solo una delle due e potranno scegliere tra prezzo fisso per 12 mesi e prezzo variabile, indicizzato al mercato all’ingrosso. L’offerta luce, inoltre, è anche monoraria, consentendo così una maggiore tranquillità nei consumi durante tutti i giorni della settimana e in tutte le fasce orarie. Analizzando in dettaglio la convenienza delle offerte vincitrici, per la fornitura elettrica, le offerte che si sono aggiudicate quest’edizione di Abbassa al Bolletta offrono condizioni economiche molto competitive rispetto al resto del mercato. Considerando il consumo medio di una famiglia di 3 – 4 persone, pari a 2.700 kWh annui, le due offerte aggiudicatarie delle categorie “energia elettrica” si posizionano tra le prime cinque del mercato, a poca distanza dalla più economica. Per quanto riguarda il mercato del gas, considerando un consumo medio annuo di 1.400 metri cubi con riscaldamento autonomo, si nota l’ottima performance dell’offerta aggiudicataria della categoria “Gas – prezzo variabile”, che risulta in questo momento la più conveniente sul mercato. Nel dettaglio, l’offerta a prezzo fisso per energia elettrica registra un risparmio pari a 75 euro annui, calcolato rispetto alla media del mercato e considerando il consumo medio di una famiglia di 3-4 persone descritto in precedenza. Con lo stesso criterio è stato valutato il risparmio dell’offerta vincitrice nella categoria Energia elettrica- prezzo variabile: l’ammontare, in questo caso, è pari a 95 euro annui. Per quanto riguarda le forniture di gas, l’offerta a prezzo fisso registra un risparmio di circa 25 euro l’anno rispetto alla media del mercato e considerando il consumo medio di un’abitazione con riscaldamento autonomo, pari a 1.400 metri cubi annui. È, infine, di circa 200 euro annui il risparmio medio registrato dall’offerta a prezzo variabile. Ognuno potrà scegliere secondo le proprie preferenze: con l’offerta a prezzo variabile il risparmio in questo momento è maggiore, ma si deve considerare la variabilità del prezzo della componente energia, che varia di mese in mese. È stabile, invece, la componente energia delle offerte a prezzo fisso, che, d’altra parte, in questo momento fornisce delle previsioni di risparmio inferiori. Allo stato attuale, quindi, sommando i risparmi ottenibili su entrambe le forniture, mediamente si può risparmiare fino a circa 300 euro all’anno sulle bollette di luce e gas. Abbassa la bolletta è un servizio sicuro poiché le condizioni generali di fornitura sono state verificate dagli esperti di Altroconsumo e il consumatore può sempre contare sull’assistenza dell’Organizzazione. Inoltre, è sostenibile perché l’offerta luce è GREEN, garantita da fonti rinnovabili al 100%. La registrazione è gratuita e aperta a tutti (sia a chi è in regime di maggior tutela, sia a chi è già nel mercato libero): grazie all’inserimento dei propri dati di consumo è possibile verificare quanto si potrà effettivamente risparmiare in bolletta e, una volta valutate senza impegno le offerte, sarà possibile decidere se aderire al gruppo di acquisto, con il supporto costante di Altroconsumo. Con la nuova edizione di Abbassa la Bolletta – che fino ad oggi ha permesso a più di 500.000 famiglie di risparmiare 250 euro in media all’anno – continua, dunque, l’impegno di Altroconsumo per la tutela dei consumatori e la difesa del potere di acquisto delle famiglie italiane. E per chi non trovasse l’offerta adatta ai propri consumi è sempre disponibile il comparatore di Altroconsumo. —[email protected] (Web Info)
Teatro Parioli di Roma, Massimiliano Bruno nuovo direttore
(Adnkronos) – E’ Massimiliano Bruno il nuovo direttore del Teatro Parioli di Roma. “Prendere in mano la direzione dello storico teatro romano significa fare un salto nel passato, ma contemporaneamente nel presente – ha dichiarato Bruno nella conferenza stampa di presentazione della nuova stagione teatrale -. Ho debuttato 25 anni fa proprio al Parioli con Paola Cortellesi e più volte sono stato ospite del Maurizio Costanzo Show. Il mio legame con questo spazio è molto, molto forte”. "La mission del Parioli Costanzo è la commedia, mission che ho fatto mia anche nel mio percorso teatrale e cinematografico- ha aggiunto-. Il mio obiettivo oggi è portare i giovani a teatro”. La stagione inaugura il 30 ottobre con ‘Buongiorno Papà’ di Massimiliano Bruno ed Edoardo Leo, protagonista Raoul Bova. —[email protected] (Web Info)
Estate, indagine YouTrend: “Cresce del 6% numero italiani in vacanza”
(Adnkronos) –
Torna la voglia degli italiani di partire per le vacanze. Cresce del 6% il numero di quanti hanno deciso di andare in ferie quest’estate: il 68% è certo di fare una vacanza, contro il 62% dello scorso anno. A sorpresa cala il mare dal 67% al 45% e ne beneficiano le altre destinazioni: città d’arte in crescita dal 6% al 19%, montagna dal 15% al 18%, laghi dal 3% all’8% e campagna dal 4% al 7%. È questo il primo dato che emerge dalla quinta edizione della ricerca sulle vacanze degli italiani condotta da 'YouTrend' per conto di Wonderful Italy, azienda leader in Italia nella gestione di case vacanza. AUMENTANO ITALIANI CHE SCELGONO L'ESTERO – Nell’estate 2024 continua ad aumentare anche la quota di italiani che sceglie l’estero al posto dell’Italia. Nel 2022, primo anno post-pandemia, la percentuale era salita al 12% e nel 2023 ha segnato un ulteriore salto in avanti al 18%. Quest’anno, addirittura, il 21% degli intervistati andrà in vacanza oltre confine. Anche chi resta in Italia torna a preferire le destinazioni più lontane rispetto al luogo di residenza. Negli ultimi anni le destinazioni di prossimità erano state preferite come effetto della situazione economica in atto, si pensi al rincaro dei carburanti nell’estate 2022. Quest’anno, al contrario, sale dal 27% al 32% chi si sposterà fino a 500 km e dal 28% al 37% chi farà più di 500 km. SU RINUNCIA ALLE FERIE PESANO PROBLEMI ECONOMICI – Sulla scelta di rinunciare alle ferie estive, invece, pesano i problemi economici, segnalati dal 13% degli intervistati, in calo rispetto al 2023, quando il 16% era rimasto a casa per ragioni economiche. Dopo l’estate da record del 2021 con il 71% di italiani intenzionati a partire per le ferie estive, si erano infatti registrati due anni di progressiva flessione (65% nel 2022 e 62% nel 2023) dovuti essenzialmente allo scoppio del conflitto russo-ucraino e al conseguente rialzo dei prezzi spinto dal rincaro delle fonti di energia e dall’inflazione. Quest’anno il 66% degli intervistati ha dichiarato che il rincaro dei prezzi influisce sulla scelta di andare in vacanza, mentre nel 2023 era il 70%. Altri fattori economici come l’aumento dei tassi di interesse su mutui e prestiti hanno ripercussioni per il 62% dei casi, in calo di 3 punti dall’anno scorso. Le preoccupazioni relative al lavoro e ai cambiamenti climatici pesano rispettivamente per il 33% e per il 31% delle persone. “Questa ricerca, nata nel 2020 per analizzare gli effetti della pandemia sulle tendenze degli italiani in tema di vacanze, è arrivata alla quinta edizione e ogni anno fotografa un diverso trend. A differenza delle ultime due estati, nel 2024 si registra un ritrovato ottimismo con più italiani pronti a partire e una minore preoccupazione per i temi economici, circostanza coerente con il tasso di inflazione sceso di 7 punti in due anni”, ha dichiarato Michele Ridolfo, Ceo e co-founder di Wonderful Italy. ALBERGHI E CASE VACANZE SISTEMAZIONI PREFERITE – Sempre ai vertici delle preferenze le sistemazioni in albergo e nelle case vacanza, quest’ultime preferite da 1 italiano su 3, al primo posto nella fascia under 35 e tra gli over 54 anni. Gli hotel resistono, invece, nella fascia 35-54 anni. Chi preferisce le case vacanza lo fa soprattutto per avere i comfort di una vera casa (23%) e per i maggiori spazi a disposizione (21%). Stessa percentuale anche i motivi economici, seguiti dalla maggiore privacy (17%) e dalla disponibilità di una cucina (16%). Visto il dibattito dell’ultimo anno sugli affitti brevi, Wonderful Italy e YouTrend hanno chiesto un parere su questa forma di alloggio direttamente ai turisti. Alla domanda se gli affitti brevi portino un beneficio alle destinazioni scelte per le vacanze, il 65% degli intervistati ha risposto in modo affermativo. Il 22% non aveva un’idea precisa e solo il rimanente 13% ha espresso una opinione negativa. Le motivazioni da parte di chi ha espresso parere positivo risiedono nella ricaduta economica per il territorio (63%), seguita dallo sfruttamento di seconde case che magari rimarrebbero inutilizzate (21%) e dalla pubblicità del territorio che deriva da un maggiore afflusso di turisti. Secondo Ridolfo, “i dati dimostrano che le case vacanza e gli alberghi si rivolgono a due mercati differenti. Chi preferisce un albergo, difficilmente sceglie una casa. E viceversa. La ricerca di quest’anno ribalta anche alcune convinzioni. Le case vacanze, tradizionalmente associate al target dei trentenni, guadagnano la prima posizione anche per i senior. Ormai la casa vacanza non è più un’alternativa economica dell’albergo, ma costituisce un settore strutturato, attrattivo per tutte le fasce di età”. —[email protected] (Web Info)
Premio Tenco, la Crusca sta con Piotta: “Labile il confine tra italiano e romano”
(Adnkronos) –
Stabilire i confini che separano il dialetto romano dall'italiano è difficile dal momento che il romanesco rispetto alla lingua italiana "si trova in una posizione di continuum, cioè non c'è un salto tra lingua e dialetto". A parlare all'Adnkronos è il presidente dell'Accademia della Crusca, Paolo D'Achille, docente di Linguistica italiana all'Università Roma Tre, a proposito della querelle aperta dal rapper romano Piotta dopo che il suo album 'Na notte infame' è stato escluso dalla cinquina del premio Tenco perché "i testi dell’opera non sono scritti e cantati per oltre il 50% in alcun dialetto o lingua minoritaria". In questo caso – sostiene D'Achille, che nella sua attività di ricerca si è occupato dei dialetti e in particolare di quello romano pubblicando tra l'altro il 'Vocabolario del romanesco contemporaneo' insieme a Claudio Giovanardi – "darei ragione a Piotta. Il dialetto romano, infatti, ha delle strutture più vicine all'italiano e ha assunto una toscanizzazione nel Cinquecento", sottolinea D'Achille che osserva: "Il Club Tenco ha utilizzato un criterio che, probabilmente, nel caso del romanesco andava temperato". "Nel Belli – argomenta il presidente della Crusca – l'aspetto dialettale era dovuto alla grafia che lui dialettizzava molto. In molte situazioni, ad esempio, la doppia 'zeta' come pronuncia era tipica anche dell'italiano. Bisogna vedere come vengono scritti i testi delle canzoni ma – ribadisce – darei ragione a Piotta, perchè stabilire la percentuale del romanesco e dell'italiano è molto difficile". Tanto più "perché molti elementi romani sono stati acquisiti dall'italiano. E' difficile dire se una parola è romana perché anche l'italiano se ne è appropriato. Troviamo la parola 'ammazza' anche nei dizionari italiani, però non c'è dubbio che sia una parola originariamente locale. I confini tra l'italiano e il romano sono molto esigui perché c'è un continuo passaggio dall'uno altro. E' soltanto nell'ambito dell'effettiva pronuncia che percepiamo la romanità", conclude il linguista. (Di Carlo Roma) —[email protected] (Web Info)
Monsignor Viganò accusato di scisma, nuovo j’accuse contro il Papa
(Adnkronos) – Mons. Carlo Maria Viganò, l’ex nunzio in Usa accusato dal dicastero per la Dottrina della Fede di scisma, nel giorno in cui dovrebbe presentarsi per difendersi davanti all’ex Sant’Uffizio, in una lunghissima nota che è un j'accuse, torna a chiedere le dimissioni del Papa muovendo accuse durissime. “Ho deciso di rendere pubblica questa mia dichiarazione, alla quale unisco una denuncia dei miei accusatori, del loro 'concilio' e del loro 'papa'. Prego i Santi Apostoli Pietro e Paolo, che hanno consacrato la terra dell’Alma Urbe con il proprio sangue, di intercedere presso il trono della Maestà divina, affinché ottengano alla Santa Chiesa di essere finalmente liberata dall’assedio che la eclissa e dagli usurpatori che la umiliano, facendo della Domina gentium la serva del piano anticristico del Nuovo Ordine Mondiale”, scrive Viganò nel suo j’accuse. L’ex nunzio, come ha spiegato all’Adnkronos il canonista don Davide Cito, sarà comunque giudicato, con un avvocato di ufficio, e rischia le dimissioni dallo stato clericale. “La mia non è una difesa personale, ma della Santa Chiesa di Cristo, nella quale sono stato costituito Vescovo e Successore degli Apostoli, con il preciso mandato di custodire il Deposito della Fede e di predicare la Parola, insistere opportune importune, riprendere, rimproverare, esortare con ogni pazienza e dottrina. Respingo con forza l’accusa di aver lacerato la veste del Salvatore e di essermi sottratto alla suprema Autorità del Vicario di Cristo: per separarmi dalla comunione ecclesiale con Jorge Mario Bergoglio, dovrei essere stato prima in comunione con lui, cosa che non è possibile dal momento che lo stesso Bergoglio – sostiene Viganò – non può esser considerato membro della Chiesa, a causa delle sue molteplici eresie e della sua manifesta alienità ed incompatibilità con il ruolo che invalidamente ed illecitamente ricopre”. Viganò nel suo lungo j’accuse rispolvera argomentazioni che sostiene da tempo che lo hanno portato ad essere accusato di scisma. Già nel 2018 pubblicò una lettera nella quale chiedeva le dimissioni del Papa accusandolo di avere coperto il cardinale Theodore Mc Carrick, colpevole di abusi su alcuni seminaristi. Scrive Viganò nella nota: "Affronto questa prova con la determinazione che mi viene dal sapere di non avere alcun motivo per considerarmi separato dalla comunione con la Santa Chiesa e col Papato che ho sempre servito con filiale devozione e fedeltà". —[email protected] (Web Info)









