(Adnkronos) – "Questo progetto per noi rappresenta l'esame di maturità, ora siamo pronti per l'Università, ora siamo parte della rete Core, questo comporta tanti onori ma anche tanti oneri. Siamo riusciti a far partire tutti i cantieri in tempo. Abbiamo dimostrato di saper lavorare bene. Fast track to the Sea è il progetto che ci ha permesso di colmare una lacuna infrastrutturale storica del porto di Civitavecchia. Il famoso ultimo miglio ferroviario è fondamentale per un porto. L'ultimo miglio ferroviario verrà completato ad ottobre e collegheremo tutte le banchine del porto, questo ci permetterà di fare un vero salto di qualità e diventare competitivi. Ora l'ambizione è far diventare Civitavecchia una perla del Mediterraneo fino al Portogallo". Lo ha detto Pino Musolino, Presidente dell’ Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Porti di Civitavecchia
, Fiumicino, Gaeta durante la conferenza Final Event – Fast Track to the Sea che si è tenuta presso la sala Comitato dell’ente. —[email protected] (Web Info)
Civitavecchia, Musolino (Adsp Tirreno centro sett.): “A ottobre sarà completato l’ultimo miglio ferroviario”
Fascicolo sanitario elettronico, cos’è e come opporsi al pregresso entro il 30 giugno
(Adnkronos) – Scade il 30 giugno il termine per opporsi al caricamento dei propri dati e dei documenti clinici precedenti il 19 maggio 2020 nel Fascicolo sanitario elettronico. Ma cos'è e cosa bisogna fare per opporsi al caricamento? Il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) è la cartella digitale che dovrebbe rilanciare il Servizio sanitario nazionale rendendo più efficiente e omogeneo l'accesso da parte dei medici alle informazioni durante le visite diagnostiche, gli esami specialistici o situazioni di emergenza. Il FSE 2.0 contiene i seguenti dati e documenti, riferiti anche alle prestazioni erogate al di fuori del Servizio sanitario nazionale: dati identificativi e amministrativi dell'assistito (esenzioni per reddito e patologia, contatti, delegati) referti verbali pronto soccorso lettere di dimissione profilo sanitario sintetico prescrizioni specialistiche e farmaceutiche cartelle cliniche erogazione farmaci a carico SSN e non a carico SSN vaccinazioni erogazione di prestazioni di assistenza specialistica taccuino personale dell'assistito dati delle tessere per i portatori di impianto lettera di invito per screening. Il profilo sanitario sintetico, o 'patient summary', è il documento socio-sanitario informatico redatto e aggiornato dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta che riassume la storia clinica dell'assistito e la sua situazione corrente conosciuta. La finalità del profilo sanitario sintetico è di favorire la continuità di cura. Il taccuino personale dell'assistito è invce una sezione riservata del FSE all'interno della quale il cittadino può in autonomia inserire, modificare, integrare ed eliminare dati e documenti personali relativi ai propri percorsi di cura. Queste informazioni sono, ovviamente, distinte dalle altre in quanto non certificate dai professionisti sanitari e l’assistito può scegliere se e a chi renderle visibili. Per chi non lo ha ancora fatto, l’opposizione al caricamento di dati e documenti generati da eventi clinici riferiti alle prestazioni erogate dal Servizio sanitario nazionale antecedenti al 19 maggio 2020 va effettuata attraverso il portale Sistema tessera sanitaria all’indirizzo www.sistemats.it. La scelta può essere revocata e nuovamente registrata nel Sistema tessera sanitaria più volte, fino al 30 giugno. Il sistema selezionerà l’ultima indicazione caricata cronologicamente. Il mancato accesso al servizio online "Fse – Opposizione al pregresso" o l’accesso al servizio senza registrare la propria opposizione – avverte il ministero – comporterà il caricamento automatico dei propri dati e i documenti sanitari disponibili e antecedenti al 19 maggio 2020 nel Fse. Possono opporsi al pregresso i cittadini con assistenza sanitaria o stranieri temporaneamente presenti in Italia. Si accede al servizio online con gli strumenti di identità digitale (Spid, carta d’identità elettronica, carta nazionale dei servizi), oppure con tessera sanitaria e codice Stp (Straniero temporaneamente presente). Le persone che non hanno la possibilità di accesso digitale, possono essere assistite da intermediari autorizzati presso la propria Asl o per il personale navigante o aeronavigante presso gli ambulatori Usmaf-Sasn del ministero della Salute —[email protected] (Web Info)
Tour de France 2024, il fisiatra: “Un miliardo di ciclisti nel mondo, allunga la vita ed è ottimo per bimbi”
(Adnkronos) – Il Tour de France 2024 inizia per la prima volta nella sua storia in Italia, il via sabato a Firenze, ed è già 'Tour mania' nel Paese. "Il ciclismo è uno sport, un'attività ricreativa e un mezzo di trasporto incredibilmente popolare, con un numero stimato di un miliardo di ciclisti in tutto il mondo. E' un'attività fisica che migliora efficacemente le funzioni cardiorespiratorie e metaboliche oltre ad avere effetti positivi a livello muscolo-scheletrico. Nei bambini e negli adolescenti, ci sono numerose evidenze di come il ciclismo migliori la resistenza cardiorespiratoria incrementando allo stesso tempo la forza muscolare e promuovendo una composizione corporea bilanciata". Così all'Adnkronos Salute Andrea Bernetti, vice presidente della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer). "Negli adulti l'attività fisica come il ciclismo riduce il rischio di morte precoce, malattie cardiache, ictus, diabete di tipo 2, ipertensione, sindrome metabolica, oltre a migliorare il fitness cardiorespiratorio nonché forza e resistenza e muscolari", aggiunge Bernetti che poi analizza anche i benefici per i professionisti come i campioni Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard che sono tra i super favoriti per arrivare in maglia gialla a Parigi. "Mentre i benefici per la salute derivanti dal ciclismo sono chiari, gli atleti, in particolare i professionisti di alto livello, possono sviluppare infortuni e malattie legate a questa attività. in particolare, soffermandosi sul ciclismo su strada tra gli infortuni più comuni – osserva – sono quelli di tipo traumatico come: le abrasioni cutanee, le lacerazioni e le contusioni, seguiti da fratture (la frattura più comune è quella della clavicola), commozioni cerebrali e infortuni di tipo indiretto come le lesioni muscolo-tendinee". "Teoricamente, nel ciclista amatoriale, il ciclismo presenta più benefici che rischi per la salute, tuttavia è bene sottolineare come il potenziale rischio di traumatismi richieda l'utilizzo di tutti quei dispositivi di protezione adeguati, a partire dal casco – rimarca Bernetti – Inoltre, in base all'età e alle caratteristiche del singolo, come ad esempio alcune patologie di base, può essere indicata una visita medica propedeutica volta ad evidenziare eventuali fattori di rischio, anche cardiovascolari, che possano limitare o controindicare tale attività. Infine, in caso di patologie a carico dell'apparato muscolosheletrico, se da un lato gli effetti positivi del ciclismo su articolarità e forza muscolare sono evidenti, in particolare a livello degli arti inferiori, è bene comunque – conclude – fare una valutazione personalizzata di ogni singolo caso, in quanto in alcune situazioni potrebbe essere indicata un'attività fisica differente per evitare il potenziale sovraccarico articolare". —[email protected] (Web Info)
Harry e Meghan, crolla popolarità dei duchi di Sussex: il sondaggio YouGov
(Adnkronos) – Un nuovo sondaggio di YouGov sul livello di popolarità dei membri della famiglia reale mostra che il principe Harry e Meghan Markle sono "drammaticamente caduti in disgrazia" presso il pubblico. Il crollo dell'indice di gradimento dei Sussex fra i sudditi sarebbe iniziato a partire dalle dimissioni del duca e della duchessa dalla carica di reali lavoratori nel 2020. Secondo il sondaggio, solo il 31% del pubblico britannico ha affermato di vedere Harry in una luce favorevole e solo il 26% degli intervistati ha espresso risposte positive nei confronti di Meghan. "È il più grande crollo di popolarità nella storia", ha detto all'Express l'esperta reale Hilary Fordwich . "Per essere stato il più popolare della famiglia reale dopo la regina, Harry è ora appena sopra il principe Andrea." —internazionale/[email protected] (Web Info)
Udine, morto l’imprenditore giapponese intervenuto per sedare una rissa
(Adnkronos) – Dopo quasi quattro giorni in terapia intensiva in condizioni gravissime, ieri sera è morto Shimpei Tominaga, l’imprenditore giapponese 56enne di Udine, intervenuto per sedare una rissa nella notte tra venerdì e sabato scorso e colpito al volto da un violento pugno che l’ha fatto cadere rovinosamente a terra sferrato da Samuele Battistella, 19 anni, di Mareno di Piave (Treviso). Per il ragazzo trevigiano, attualmente in custodia cautelare in carcere a Udine, il decesso dell’imprenditore giapponese fa sì che l’accusa cambi da lesioni gravissime a quella, ben più grave, di omicidio preterintenzionale. Con lui in carcere ci sono anche Abdallah Djouamaa, 20 anni, e Daniele Wedam, 19 anni, entrambi di Conegliano, accusati di rissa aggravata con altri due ucraini protagonisti della vicenda: Oleksander Petrov, 31 anni, e Ivan Boclach, 29 anni, residenti a Pescara ma a Udine per lavorare in un cantiere. I due non sono in carcere, ma per il primo è stato ordinato il divieto di dimorare in regione. Per la giornata di oggi, il Comune di Udine ha proclamato il lutto cittadino. "È con profonda commozione e tristezza che mi rivolgo alla comunità per esprimere il mio più sincero cordoglio per la tragica scomparsa di Shimpei Tominaga. La sua perdita rappresenta una grave e dolorosa ferita per Udine", scrive su Fb il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni. "Chi lo conosceva – prosegue – lo descrive come uomo e imprenditore stimato e rispettato, che ha vissuto a Udine contribuendo con passione e impegno umano e professionale allo sviluppo della città, lasciando la sua impronta nella nostra comunità". "Ma è soprattutto per il suo ultimo, coraggioso gesto che desidero ricordarlo oggi. Nel tentativo di sedare un atto di violenza nel nostro centro cittadino Tominaga ha dimostrato un eccezionale senso di responsabilità civica e altruismo, pagando con la propria vita – continua – In un'epoca in cui troppo spesso restiamo indifferenti rispetto al prossimo il suo sacrificio rappresenta un esempio di umanità e coraggio, valori di cui la nostra società ha sempre più bisogno". "A nome dell'amministrazione comunale e di tutta la città di Udine, porgo le più sentite condoglianze alla moglie Chinatsu, al figlio di 13 anni, e a tutti i familiari e amici. In questo momento di immenso dolore, siamo vicini a voi e vi offriamo il nostro più sincero sostegno e la nostra solidarietà – conclude – La lotta alla criminalità e alla violenza richiede un grande impegno e oggi più che mai a Udine occorre riportare pace e serenità nella nostra città, anche con azioni forti che aiutino a garantire la sicurezza delle cittadine e dei cittadini. Shimpei Tominaga ha dato un grande esempio, ora noi lo dobbiamo seguire perché a Udine questo non ricapiti più". —[email protected] (Web Info)
Tumori, carenza vitamina B6 può trasformarli da benigni in maligni, studio italiano
(Adnkronos) – Tumori maligni per poca vitamina B6. Uno studio italiano pubblicato su 'Cell Death & Disease' ha chiarito i meccanismi all'origine di questa relazione pericolosa, scoprendo che la carenza della vitamina B6 è in grado di trasformare tumori benigni che esprimono l'oncogene RasV12, un gene legato alla formazione di neoplasie, in forme di cancro più aggressive che producono metastasi. I risultati della ricerca, coordinati da università Sapienza e Fondazione Santa Lucia di Roma, sono pubblicati su 'Cell Death & Disease'. La vitamina B6 è un composto idrosolubile e dalle proprietà antiossidanti – spiegano dalla Sapienza – che rende possibile l'attività di enzimi coinvolti nel 4% delle reazioni metaboliche. Per questo motivo, all'interno del delicato equilibrio cellulare, un deficit di questa sostanza determina, fra le altre cose, danno al Dna e aberrazioni cromosomiche. Gli scienziati dei Dipartimenti di Biologia e biotecnologie 'Charles Darwin' e di Scienze biochimiche 'Alessandro Rossi Fanelli' della Sapienza e del Laboratorio di Neurobiologia cellulare della Fondazione Santa Lucia hanno dimostrato per la prima volta in vivo la correlazione tra la deficienza della vitamina B6, il danno genomico e lo stress ossidativo nelle cellule tumorali. Per farlo i ricercatori hanno utilizzato la Drosophila melanogaster, il comune moscerino della frutta. Attraverso opportuni incroci genetici, hanno ottenuto larve di Drosophila che esprimessero contemporaneamente l'oncogene Ras, che provoca tumori benigni, e una proteina fluorescente verde che consentisse di seguire agevolmente le masse tumorali e le eventuali metastasi nate dal tumore primario. Queste larve, trattate con uno specifico inibitore della vitamina B6 per ridurne la concentrazione, sono state poi esaminate per valutare gli effetti del deficit sul fenotipo tumorale. Gli studiosi hanno così osservato che la carenza vitaminica poteva trasformare i tumori da benigni in maligni. Oltre agli innumerevoli vantaggi legati all'utilizzo del moscerino della frutta come modello sperimentale per studi di natura genetica – evidenziano gli autori – l'utilizzo di Drosophila come organismo modello per lo studio del metabolismo e del suo impatto sul cancro risulta oltremodo vantaggioso poiché l'insetto possiede la maggioranza delle vie metaboliche che negli esseri umani risultano alla base dei tumori. Pertanto, questo modello di indagine sperimentale potrà essere usato in futuro per studiare l'impatto della carenza di altri micronutrienti nei processi di formazione e metastatizzazione dei tumori. Nonostante la condizione di carenza primaria di vitamina B6 nei Paesi sviluppati sia rara, dal momento che questa è presente nella maggior parte degli alimenti – precisano gli scienziati – carenze secondarie derivanti da farmaci, abuso di alcol o patologie come diabete e sindromi di malassorbimento sono frequenti. Pertanto, applicati all'uomo, i nuovi risultati suggeriscono l'importanza di valutare l'integrità del genoma come biomarcatore predittivo in tutti quei contesti in cui la vitamina B6 è ridotta. Inoltre, l'impatto della dieta sui tumori è un argomento di interesse generale che va divulgato anche per promuovere la prevenzione. —[email protected] (Web Info)
Civitavecchia, Krizan (Cinea): “‘Fast Track to the Sea’ risolve strozzatura nei collegamenti del porto”
(Adnkronos) – “Il progetto 'Fast Track to the Sea' si avvicina alla conclusione. Il progetto è finanziato dal programma 'Connecting Europe Facility', dedicato allo sviluppo di reti transeuropee ad alte prestazioni, sostenibili ed efficienti. Stiamo parlando di trasporti, ma anche di energia e digitale. E questo progetto, ovviamente, in questo ambito dei trasporti, è stato selezionato per il finanziamento nel 2019 nell'ambito del bando trasporti, e ha ricevuto 3,87 milioni di euro di finanziamento dall'UE". Lo sottolinea Tea Krizan, Project Officer CINEA – Climate, Infrastructure and Environment Executive Agency, intervenuta all'evento finale del progetto 'Fast Track to the Sea', presso la sede dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale. "Nello sviluppo del porto di Civitavecchia – aggiunge – è uno degli investimenti e dei progetti più significativi perché risolve un importante collo di bottiglia che esisteva qui nel porto. Prima avevamo notevoli inefficienze in termini di difficoltà con la lunghezza dei binari e l'infrastruttura ferroviaria e stradale che interferivano tra loro. Con questo progetto questi problemi saranno ora risolti. È importante nel contesto delle operazioni di movimentazione delle merci del porto stesso e ora ci aspettiamo che siano molto più efficienti e veloci". "Ovviamente, quando parliamo del contesto più ampio della rete di trasporto europea, è importante notare che ora il movimento delle merci dalla parte marittima, dal mare alla rete ferroviaria e viceversa, deve essere più efficiente e veloce” conclude la Krizan. —[email protected] (Web Info)
All’asta la più grande collezione di oggetti della principessa Diana
(Adnkronos) – Va all'asta la più grande collezione di oggetti personali della principessa Diana. Domani la vendita, che include abiti, accessori e ricordi della madre di William e Harry, si terrà al The Peninsula Beverly Hills, in California, e il ricavato verrà devoluto al Muscular Dystrophy Uk. "Una delle sue compagne di scuola, una delle amiche di sempre a cui Diana regalava scarpe, borse e vestiti quando finiva di indossarli, è venuta da noi e ha detto: 'Mi piacerebbe vendere questi articoli perché so che Diana vorrebbe che questi oggetti fossero destinati a buone cause'", ha affermato Martin Nolan, co-fondatore e direttore esecutivo di Julien's Auctions. Nel frattempo, la regina Camilla ha indossato per la prima volta – ieri a Buckingham Palace, per onorare la visita di stato dell'Imperatore del Giappone – l'Ordine della famiglia di re Carlo III. La sovrana si è presentata al banchetto, allestito nella sala da ballo del Palazzo, indossando il ritratto in miniatura di suo marito tempestato di diamanti e sormontato da una piccola corona Tudor in oro e smalto e sospeso su un fiocco di seta blu pallido sulla spalla sinistra. I distintivi degli Ordini Familiari vengono indossati in occasioni serali formali da membri femminili della famiglia reale e conferiti personalmente dal sovrano come segno dell'importanza di chi li indossa all'interno della famiglia. L'inaugurazione del nuovo Ordine di re Carlo III è avvenuta a quasi due anni dalla morte della madre, la regina Elisabetta II. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Oms, 1,8 miliardi adulti a rischio per scarsa attività fisica
(Adnkronos) – Gli anglosassoni li chiamano 'coach potato'. Sono i sedentari, gli 'allergici' all'attività fisica, affamati più di Tv che di sport. Un esercito di circa 1,8 miliardi di persone a livello globale. Secondo i nuovi dati diffusi dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), è proprio questo il numero delle persone che non ha raggiunto i livelli raccomandati di attività fisica nel 2022, quasi un terzo (31%) degli adulti di tutto il mondo. Il prezzo del mancato movimento è molto alto e si misura in malattie e perdita di salute, avverte l'Oms. I risultati dello studio condotto da ricercatori Oms insieme a colleghi accademici e pubblicato su 'The Lancet Global Health' mostrano una "tendenza preoccupante all'inattività fisica, che è aumentata di circa 5 punti percentuali tra il 2010 e il 2022". Se questo trend continua, si prevede che i livelli di inattività aumenteranno ulteriormente fino a interessare il 35% degli adulti entro il 2030. Il mondo, ammonisce l'agenzia Onu per la salute, "è dunque attualmente ben lungi dal raggiungere l'obiettivo globale di ridurre l'inattività fisica entro il 2030". L'Oms raccomanda che gli adulti raggiungano 150 minuti di attività fisica di intensità moderata o 75 minuti di attività vigorosa a settimana. L'inattività, infatti, "espone a un rischio maggiore di malattie cardiovascolari come infarti e ictus, di diabete di tipo 2, demenza e tumori come quello al seno e al colon". E' "un'occasione persa di ridurre il cancro, le malattie cardiache e di migliorare il benessere mentale attraverso una maggiore attività fisica", osserva il Dg dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Dobbiamo rinnovare il nostro impegno e dare priorità ad azioni coraggiose, comprese politiche rafforzate e maggiori finanziamenti, per invertire questa preoccupante tendenza". Guardando alla mappa della sedentarietà, emerge che i tassi più elevati di inattività fisica si osservano nella regione ad alto reddito dell'Asia Pacifico (48%) e dell'Asia meridionale (45%), con livelli di inattività in altre regioni che vanno dal 28% nei Paesi occidentali ad alto reddito al 14% in Oceania. Permangono poi disparità tra genere ed età. L'inattività fisica è ancora adesso più comune tra le donne a livello globale rispetto agli uomini: si parla del 34% rispetto al 29%. In alcuni Paesi, questo gender gap arriva fino a 20 punti percentuali. Inoltre, gli over 60 sono meno attivi rispetto alle altre fasce d'età adulta, il che sottolinea l'importanza di promuovere l'attività fisica per gli anziani. "L'inattività è una minaccia silenziosa per la salute globale, contribuisce in modo significativo al peso delle malattie croniche", afferma Rüdiger Krech, direttore dell'area Promozione della salute dell'Oms. "Dobbiamo trovare modi innovativi per motivare le persone, considerando fattori come età, ambiente e background culturale. Rendendo l'attività fisica accessibile, conveniente e piacevole per tutti, possiamo ridurre significativamente il rischio di malattie non trasmissibili e creare una popolazione più sana e più produttiva". Nonostante i trend negativi, in alcuni Paesi si registrano alcuni segnali di miglioramento. Lo studio ha dimostrato che quasi la metà dei Paesi del mondo ha apportato alcuni miglioramenti negli ultimi 10 anni e che 22 Paesi sono sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo globale di ridurre l'inattività del 15% entro il 2030, se procedono allo stesso ritmo. L'Oms invita dunque a rafforzare le politiche per promuovere e consentire il movimento attraverso lo sport di comunità, le attività ricreative, i trasporti 'attivi' (camminare, andare in bicicletta e utilizzare i mezzi pubblici), tra le altre misure. La promozione dell'attività fisica "richiederà un approccio a livello di intera società e la creazione di ambienti che rendano più facile e più sicuro per tutti essere più attivi nel modo in cui preferiscono e raccogliere i numerosi benefici per la salute derivanti da un'attività fisica regolare", conclude Fiona Bull, capo dell'Unità Oms dedicata proprio all'attività fisica. —[email protected] (Web Info)
Anmvi, compie 10 anni progetto che promuove cultura One Health in scuole
(Adnkronos) – Promuovere anche nei più piccoli la cultura del One Health che vede la salute degli animali strettamente connessa alla nostra e a quella di tutto il pianeta. È l’obiettivo con cui l’Associazione medici veterinari italiani (Anmvi), da oltre 10 anni insegna la biodiversità e il rispetto degli animali nelle scuole primarie di tutta Italia. Oggi, in occasione del decennale del Gruppo di studio di metodologia didattica veterinaria, creato dall’Anmvi proprio per formare i veterinari alle tecniche dell’insegnamento scolastico, l’Associazione ha presentato alle Istituzioni l’esperienza maturata da migliaia fra alunni, veterinari e insegnanti. Dal 2014 a oggi – si legge in una nota – il Gruppo di studio Anmvi ha formato oltre 200 veterinari che hanno sviluppato competenze didattiche ad hoc ed erogato oltre 6 mila ore di lezione in presenza a 33 mila alunni in più di mille sedi scolastiche, arrivando a coprire tutte le Regioni italiane. Solo l’anno scolastico appena concluso ha visto la presenza di 125 medici dell’Anmvi nelle scuole primarie di tutto il Paese con il progetto didattico ‘Con Zampa, a lezione di One Health’, grazie al contributo non condizionato di Msd Animal Health. Tra i temi trattati: la biodiversità nel mondo animale, il ciclo di vita degli animali domestici, l’evoluzione e la domesticazione, l'accesso al cibo e la food security. Trasversale ai diversi argomenti è stato il focus sul rapporto bambino-animale e l’importanza dell’animale nello sviluppo infantile. Molto positivo il feedback delle scuole, con alunni e insegnanti che chiedono di proseguire il percorso didattico anche un altro anno. “Ritengo sia molto importante coinvolgere anche i medici meterinari nell'educazione delle future generazioni ai valori costituzionali della tutela degli ecosistemi e della biodiversità e al rispetto degli animali – ha dichiarato l’onorevole Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato al ministero dell’Istruzione e del merito – In questa direzione vanno i progetti di didattica veterinaria promossi dall’Anmvi nelle scuole di tutta Italia per la sensibilizzazione e la formazione delle ragazze e dei ragazzi sulle tematiche del benessere e della protezione degli animali. È un mondo migliore quello in cui i bambini e i ragazzi possono apprendere direttamente sui banchi il rispetto per l’ambiente e gli animali, conoscere, accettare e accogliere ogni essere vivente, capire che chi in qualsiasi modo usa violenza contro un animale può facilmente farlo anche con una persona. Come ministero dell’Istruzione e del merito abbiamo infatti inserito nelle linee guida dell’educazione civica di prossima emanazione la tutela e il rispetto degli animali”. Come ha evidenziato Marco Melosi, presidente Anmvi: “Grazie ai progetti didattici di Anmi, il medico veterinario è diventato un riferimento professionale consolidato in centinaia di scuole italiane. L’educazione dei più piccoli alla conoscenza e al rispetto dell’alterità animale, che abbiamo iniziato a promuovere 14 anni fa, è oggi alla base del principio costituzionale di ‘biodiversità’ e del principio globale ‘One Health’. In queste parole vanno comprese tutte le forme di vita anche degli esseri umani, la salute unica e l’importanza dei comportamenti preventivi. È sotto gli occhi di tutti, anche del Legislatore nazionale ed europeo, come la relazione con gli animali sia sempre più intensa – ha sottolineato Melosi – Si è creato un ecosistema familiare e sociale che richiede accudimento, salute e benessere. Quando si parla di One Health si parla di tutto questo: i medici veterinari sono al fianco degli insegnanti e del ministero dell’Istruzione e del merito per diffondere questo approccio fin dall’età scolare. È un investimento sulle future generazioni”. Concorda Silvia Macelloni, Coordinatrice e responsabile scientifico delle attività didattiche di Anmvi. “Le relazioni con persone, animali e natura – ha spiegato – sono sempre interconnesse e per avere un approccio One Health occorrono rispetto, conoscenza, curiosità e vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri. Per questo è indispensabile portare il concetto di One Health in classe: occorre introdurre i più piccoli a una cultura della One Health e farlo con temi che siano piacevoli, divertenti e semplici da comprendere, perché l’emozione può giocare un ruolo determinante nel percorso di formazione dei bambini”. Con questa iniziativa, “grazie all’aiuto di medici veterinari e insegnanti – ha commentato Simona Viola, Business Unit Director, Companion Animals di Msd Animal Health Italia – siamo stati felici di riuscire a raccontare agli adulti di domani e alle loro famiglie la centralità dell’approccio One Health, soprattutto in un mondo nel quale la salute delle persone, degli animali, l’equilibrio del clima e degli ecosistemi sono sempre più da preservare”. Il progetto ‘Con Zampa, a lezione di One Health’ ha confermato che una corretta informazione passa anche dal ruolo del Medico Veterinario, referente imprescindibile per la salute unica e il benessere degli animali. La nostra azienda, infatti, sostiene e applica da sempre l’approccio One Health in ogni attività e iniziativa che supporta, impegnandosi a tutelare questo ’equilibrio uomo-animale-ambiente’, affinché il benessere e la salute di tutti vengano garantiti ogni giorno”. L’auspicio di Anmvi è di collaborare con il ministero dell’Istruzione e del merito e con il ministero della Salute a progetti destinati alle scuole secondarie superiori e di poterlo fare anche con il Legislatore per promuovere il principio One Health, riconoscendo nel medico veterinario un attore sociale che ha assunto un ruolo di co-educatore. —[email protected] (Web Info)









