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Caldo, riparte numero verde 1500, quest’anno esteso a lavoratori e imprese

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(Adnkronos) – Parte oggi la campagna del ministero della Salute ‘Proteggiamoci dal caldo’ per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute. Sempre da oggi è di nuovo attivo il numero di pubblica utilità 1500 che fornisce indicazioni utili su come comportarsi e proteggersi dal caldo e sui servizi socio-sanitari presenti sul territorio. Grazie alla collaborazione con l’Inail, quest’anno il servizio telefonico è stato esteso anche ai lavoratori e imprese con l’introduzione di informazioni specifiche sul ‘rischio caldo’ nei luoghi di lavoro, soprattutto su chi opera in cantieri edili e agricoltura, quindi esposto maggiormente al sole. La presentazione del Piano oggi a Roma al ministero della Salute con il ministro Orazio Schillaci e il presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo.  Il Piano prevede un nuovo spot che sarà trasmesso sulle reti Rai per ricordare le regole da seguire per non esporsi ai rischi delle ondate di calore e sensibilizzare le fasce più fragili come anziani, bambini e donne in gravidanza.  "Con l’arrivo dell’estate e le possibili ondate di calore, proteggersi è fondamentale. Per questo anche quest’anno abbiamo previsto una serie di attività che includono iniziative di comunicazione come quella odierna e il potenziamento dell’assistenza sanitaria – ha spiegato il ministro della Salute Orazio Schillaci presentando oggi il piano 'Proteggiamoci dal caldo' – Nell’ambito della campagna di comunicazione abbiamo realizzato lo spot che stiamo per vedere e che sarà trasmesso sulle reti Rai per sensibilizzare le persone sull’importanza di difendersi dagli effetti delle elevate temperature. Come sappiamo, un’esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi di minore o maggiore entità e un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti". Dal 20 maggio il ministero della Salute "ha avviato il Piano caldo 2024 per prevenire gli effetti negativi delle elevate temperature sulla popolazione, in particolare sui soggetti più a rischio: penso agli anziani, ai malati cronici, ai bambini, alle donne in gravidanza – ha aggiunto – Ogni giorno si possono consultare sul sito del ministero i bollettini relativi alle previsioni sulle ondate di calore in 27 città italiane, aggiornati quotidianamente con il supporto tecnico-scientifico del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio che ringrazio".  "L'Inail vuole essere sempre più capillare nelle sue informazioni ai lavoratori e alle imprese – ha concluso il presidente Inail, Fabrizio D'Ascenzo – Il fenomeno caldo è difficoltoso da affrontare per chi lavora perché si sottovalutano i rischi, soprattutto all'aperto. E' una nostra priorità, che condividiamo con il ministero della Salute, tutelare al meglio i cittadini".  —[email protected] (Web Info)

Farmaci su misura stampati in 3D, i vantaggi

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(Adnkronos) –
Pillole al gusto di cioccolato per i bambini che odiano prendere le medicine. Molecole diverse combinate in un'unica compressa per gli anziani che hanno difficoltà a ricordare le proprie terapie quotidiane, spesso tante. I farmaci del futuro? Potrebbero essere personalizzati e stampati in 3D in farmacia o in ospedali e strutture sanitarie. Il percorso per implementare questo nuovo potenziale sistema per la produzione di farmaci e trattamenti in loco, sfruttando la stampa 3D, è già stato avviato. Negli Usa il National Institute of Standards and Technology (Nist) è al lavoro per lo sviluppo di standard e protocolli di sicurezza che consentirebbero questa attività. Il vantaggio sarebbe quello di avere dei farmaci 'stampati' ai dosaggi su misura per ogni paziente e le sue esigenze di salute.  Non è qualcosa di inedito: nel 2015 l'ente regolatorio statunitense Food and Drug Administration (Fda) aveva già approvato il primo farmaco stampato in 3D, cioè Spritam* (levetiracetam) per l'epilessia. Molti altri produttori e aziende farmaceutiche ne stanno sviluppando di propri, spiegano gli esperti. Ma l'adozione diffusa della stampa 3D dei farmaci richiederà rigorose misure di controllo della qualità per garantire che le persone ricevano prodotti e dosaggi corretti. Perché anche una minima misurazione errata dell'ingrediente di un farmaco durante il processo di stampa potrebbe mettere a rischio la salute del paziente. In un nuovo documento, il ricercatore del Nist, Thomas P. Forbes, ha valutato vari approcci per garantire che le stampanti 3D per farmaci funzionino come previsto. Obiettivo: capire quali sono le migliori procedure e protocolli per ottenere dosaggi corretti e corretto mix di sostanze chimiche.  Sebbene esistano vari metodi per stampare farmaci in remoto, Forbes si è concentrato su uno dei più comuni: stampanti a getto d'inchiostro e sistemi simili. Sono come le classiche che abbiamo anche a casa o negli uffici, solo più grandi: la stampante è dotata di ugelli che depositano i materiali liquefatti del farmaco, o inchiostri, in minuscoli pozzetti su un vassoio o direttamente nelle capsule. Attraverso la liofilizzazione e altri processi, il liquido può essere trasformato in una compressa o in polvere versata in una capsula. Può anche essere evaporato su una pellicola sottile che si scioglie in bocca. La ricerca identifica e testa diversi possibili metodi e tecniche per mantenere il controllo di qualità.  Quali sono i vantaggi della stampa 3D di farmaci? "Quando il tuo medico scrive una prescrizione, sa che i farmaci sono disponibili in determinati dosaggi e sceglierà quello che ritiene migliore per te", spiega Forbes. Ma alcuni prodotti hanno solo una 'misura'. "La stampa 3D consente di personalizzare il dosaggio. Puoi farlo in base all'età, alla salute, persino al sistema immunitario o al profilo genetico della persona. Puoi anche personalizzare la forma che assume il medicinale. Alcuni pazienti, ad esempio, potrebbero preferire un liquido a una capsula. Sono state condotte ricerche anche sulle polipillole, che combinano più pillole in un unico farmaco. E alcuni scienziati si sono concentrati sui benefici per i bambini a cui non piace prendere le medicine. Con la stampa 3D puoi creare farmaci a forma di stella marina o che sanno di cioccolato".  La stampa 3D dei farmaci ha anche "l'enorme potenziale di cambiare la distribuzione dei vaccini", fa notare l'esperto pensando alla possibilità di stamparli vicino a dove verranno poi somministrati. Si avrebbe "comunque una struttura più grande per produrre le materie prime", ma si potrebbe diventare "molto più agili e veloci nel portare questi vaccini al pubblico. Sarebbe estremamente utile durante una pandemia". L'aspetto della qualità e delle misurazioni corrette nella stampa 3D è cruciale, aggiunge: "Avremo bisogno di metodi in loco per effettuare e convalidare le misurazioni". Il processo di controllo qualità deve procedere parallelamente al percorso del farmaco stampato in 3D, passo dopo passo.  "Si inizia con la consegna dell'inchiostro da stampa alla località 'remota'. È necessario verificare che non si sia degradato, evaporato o sia stato esposto a temperature anomale". Per farlo "abbiamo utilizzato una tecnica chiamata spettroscopia ultravioletta-visibile (Uv-Vis) – illustra – Ora sul mercato sono disponibili spettrometri Uv-Vis da tavolo e persino portatili relativamente economici". Successivamente, occorre verificare che la stampante funzioni correttamente. "Nei nostri test, abbiamo riscontrato che Led e fotodiodi hanno funzionato bene". Altro passaggio: confermare di aver stampato la quantità corretta di farmaco, e questo è invece "complicato. Serve un modo non distruttivo per confermare il dosaggio corretto. Stiamo lavorando su questo proprio adesso. È il prossimo grande passo", assicura Forbes. Obiettivo finale "produrre una serie di protocolli o raccomandazioni. Probabilmente lavoreremo in collaborazione con altri gruppi per realizzarli. Se la stampa 3D dei farmaci verrà adottata su larga scala, vogliamo essere pronti a supportare sia l'industria che gli enti regolatori con una base scientifica di misurazione". —[email protected] (Web Info)

Vacanze, Altroconsumo: in autostrada conto salato per spuntini, +70% per un panino

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(Adnkronos) – Deve aspettarsi un conto salati chi parte per le vacanze e intende rifocillarsi in un’area di servizio della rete autostradale della penisola. E' quanto conferma l'ultima indagine Altroconsumo in 22 aree di servizio tra Milano, Napoli, Roma e Venezia che mostra come nel classico spuntino veloce nelle aree di sosta considerate il prezzo medio di un panino si attesta a circa 7 euro, contro i 4,20 euro di un normale bar: ciò significa che di fatto in autostrada si spende circa il 70% in più rispetto al bar sotto casa. Non va meglio per chi decide di fare colazione: per un cappuccino bisogna mettere in conto in media 1,84 euro, mentre per una brioche 1,72 euro rispettivamente il 12% e il 26% in più. Per un caffè liscio, inoltre, la spesa media si attesta su 1,35 euro, ovvero il 14% in più. Non solo, se poi ci si vuole dissetare, anche una semplice acqua in bottiglia può risultare “salata”. Naturale o frizzante, l'acqua nelle aree di servizio costa in media oltre 3 euro al litro, contro lo 0,67 euro al litro del supermercato. 
Nell'analisi Altroconsumo sono state prese in considerazione anche le bibite gassate (aranciata e cola) e le sorprese non sono mancate: questi prodotti, infatti, presenti in diversi formati dai 500 ai 330ml, costano circa 8 euro al litro.
 Chi vuole invece concedersi un po’ di ristoro dalla calura e acquistare un gelato confezionato, deve mettere in conto una spesa media di 3 euro, con un prezzo al chilo medio di 38,51 euro. Per quanto riguarda invece gli snack salati, per un sacchetto di patatine si spende in media 3,13 euro, con un prezzo al medio al chilo di 23,08 euro. Per acquistare una tavoletta di cioccolato da circa 100 g, infine, in autostrada si spende in media 3,70 euro, ma i prezzi possono variare da 1,20 a ben 6,29 euro. —[email protected] (Web Info)

“Mi occuparono la casa mentre ero al lavoro, Ilaria Salis lo provi sulla sua pelle”

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(Adnkronos) – "Voglio dire solo una cosa a Ilaria Salis e a chiunque la pensi come lei sulle occupazioni. Dovrebbero provare, almeno una volta, la sensazione di rientrare dal lavoro, dall'ospedale, dal supermercato e vedere che la chiave non apre più la porta di casa tua, che qualcuno si è infilato nel tuo letto e si è disfatto dei tuoi vestiti, ha ripulito il frigo e buttato via i mobili dalla finestra come fossero spazzatura. Dovrebbero sentirsi, almeno una volta, un fantasma. Proprio come mi sono sentito io quando ho chiamato le forze dell'ordine e mi hanno risposto di tornare alla mia vita, di aspettare fin quando non sarebbe stato possibile liberare l'appartamento occupato da perfetti sconosciuti". A parlare all'Adnkronos è Umberto, un inquilino 59enne delle case popolari di Quarto, in provincia di Napoli, che, commentando le dichiarazioni della neoeletta con Avs al Parlamento Europeo Ilaria Salis, racconta la sua odissea: 9 giorni da incubo, costretto a dormire in auto, dopo che la sua casa era stata occupata da estranei mentre lui era a lavoro. A 'salvarlo', secondo il suo stesso racconto, è stato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, lo stesso partito della Salis e di Fratoianni, che lo ha aiutato a rientrare nel suo appartamento a tempo di record, 9 giorni appunto.  Sulla Salis Umberto non vuole infierire: "Non auguro il male a chi giustifica gli abusivi, gli auguro semplicemente di trovarsi in quegli stessi panni che io mi sono trovato a indossare una mattina di sei mesi fa", dice, prima di raccontare la sua storia: "Era novembre scorso. Come tutte le mattine, sono andato a lavorare. Mi occupo di piccoli lavori di edilizia, per cui sono uscito presto. Tempo mezz'ora e mi ha chiamato un vicino di casa avvertendomi che tre donne con bambini al seguito avevano occupato l'alloggio a me regolarmente assegnato. Tra noi ci avvertiamo sempre, perché succede continuamente che si abbia paura di allontanarsi, anche per poco, e di non poter rientrare in casa propria. E quella volta è toccato a me". Umberto spiega di aver chiamato immediatamente Polizia Locale e carabinieri, già mentre era sulla strada del ritorno. "Le donne che hanno occupato il mio appartamento avevano fatto la stessa cosa sette anni prima in un'altra abitazione, ma in quel caso gli inquilini non c'erano più e i figli che vivevano altrove non se ne sono interessati. Io però ho solo quella casa… e quando mi sono ritrovato fuori ho dovuto dormire in macchina, terrorizzato all'idea che buttassero tutte le mie cose dalle finestre. Ho staccato le utenze ma sono state riattivate subito, mi è stato detto che dovevo avere pazienza… A me, che con gli abusivi dentro casa per nove giorni ho dormito in strada. Non mi sono sentito tutelato, garantito. Mi hanno detto che dovevo aspettare tutte le procedure, se non fosse stato per l'onorevole Borrelli sarei ancora fuori casa".   Francesco Emilio Borrelli, a Napoli, è un punto fermo per quanti subiscono questo tipo di abusi. Aveva già sostenuto la battaglia di una coppia di anziani a Ercolano, e ha sostenuto Umberto, aiutandolo a rientrare in possesso della casa. Interpellato dall'Adnkronos, non vuole commentare le dichiarazioni dei compagni di partito, e si limita laconicamente a dire: "Non commento. Io porto avanti le mie battaglie. Non è che c'è tutto questo afflato e questo sostegno. Queste battaglie le ho sempre affrontate da solo e continuerò a vedermela da solo". (di Silvia Mancinelli) —[email protected] (Web Info)

Biotech, Di Lorenzo (Federchimica): “Ruolo chimica e innovazione cruciali per Italia”

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(Adnkronos) – "Il ruolo dell'innovazione nell'industria chimica è assolutamente cruciale per garantire la competitività del nostro sistema industriale. Ad oggi le aziende sono messe a dura prova dalle inevitabili ripercussione, restrizioni ed incertezze legate alla transizione ecologica, energetica, digitale nonché dall’attuale scenario geopolitico. Non bisogna quindi dimenticare che la chimica è pervasiva, ha carattere traversale ed ha un impatto diretto su tutte le altre filiere costituendone a tutti gli effetti “l‘abilitatore tecnologico. Rendere la nostra chimica sempre più competitiva e verde, in grado di generare soluzioni innovative permette,quindi, di mantenere una solida base industriale nei settori tradizionali e contribuire allo sviluppo dei settori di frontiera e all’avanguardia. Se vogliamo perseguire gli obiettivi legati alla sostenibilità ambientale salvaguardando le aziende, essere competitivi e sempre più’ autosufficienti e meno dipendenti dai paesi terzi, dobbiamo essere consapevoli che l’innovazione chimica è il motore della competitività nazionale, del progresso economico, sociale e ambientale del nostro Paese". Così all’Adnkronos Ilaria Di Lorenzo, vicepresidente di Federchimica con delega a Ricerca e Innovazione in occasione dell’Assemblea pubblica 2024 di Assobiotec – Federchimica dal titolo "Competitività: il nodo della ricerca, il ruolo dell’impresa" che si è tenuta oggi a Roma. "Per sviluppare il biotech in Italia – aggiunge Di Lorenzo – è fondamentale incentivare e agevolare sempre di più una collaborazione pubblico-privato al fine di rafforzare un ecosistema nel quale creare una forte sinergia tra mondo accademico, enti di ricerca, industria ed istituzioni. Quello della ricerca è un lungo percorso che richiede il necessario coinvolgimento strategico di tutti i soggetti interessati". —[email protected] (Web Info)

Giordania, trovati esplosivi ad Amman: sospetti su Iran

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(Adnkronos) – Le forze di sicurezza giordane hanno reso noto di aver scoperto e fatto esplodere degli esplosivi che erano nascosti in un magazzino situato in un'area industriale a sud-est della capitale Amman. Secondo fonti di sicurezza, citate dai media locali, facevano parte di un complotto legato all'Iran per destabilizzare il Paese arabo, alleato chiave degli Stati Uniti nella regione. Le autorità hanno affermato che dietro gli esplosivi rinvenuti c'è lo stesso gruppo che sarebbe dietro un caso analogo avvenuto sabato scorso, quando materiale esplosivo è stato rivenuto in una zona residenziale vicino a un aeroporto militare utilizzato dagli aerei dell'esercito americano. Le autorità, che non hanno rivelato chi sia il responsabile di queste azioni né se siano stati effettuati arresti, hanno annunciato che riveleranno i dettagli una volta completate le indagini. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Talebani a conferenza Onu a Doha, la richiesta: niente donne afghane. E’ polemica

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(Adnkronos) – Una delegazione dei talebani guidata da Zabihullah Mujahid, portavoce del movimento che nell'agosto del 2021 riprese il controllo dell'Afghanistan, parteciperà a una conferenza delle Nazioni Unite in programma il 30 giugno e il primo luglio a Doha, in Qatar. Ma la loro presenza è un caso. I talebani, come riporta un articolo del Guardian, hanno espressamente legato la loro presenza al fatto che nessuna afghana sia autorizzata a partecipare alla riunione dell'Onu organizzata per discutere l'approccio della comunità internazionale al Paese e che i diritti delle donne non vengano messi all'ordine del giorno. Nel tentativo di portare i talebani al tavolo delle trattative, l'Onu ha ceduto alle loro richieste, come ha sottolineato l'ex ministra afghana per gli Affari femminili, Sima Samar. "Questa situazione è una sottomissione indiretta alla volontà dei talebani. Il diritto, la democrazia e la pace sostenibile non sono possibili senza includere metà della popolazione della società che è costituita da donne. Non abbiamo imparato nulla dagli errori del passato.", ha dichiarato. Habiba Sarabi, un'altra ex ministra e prima governatrice donna dell'Afghanistan, ha affermato che la comunità internazionale sta dando priorità all'impegno con i talebani rispetto ai diritti delle donne. "Purtroppo la comunità internazionale vuole trattare con i talebani ed è per questo che la loro agenda è sempre stata più importante per loro delle donne afghane, della democrazia o di qualsiasi altra cosa", ha sostenuto Heather Barr, di Human Rights Watch, ha aggiunto: "Ciò che sta accadendo in Afghanistan è la più grave crisi dei diritti delle donne nel mondo e l'idea che le Nazioni Unite convochino un incontro come questo senza discutere dei diritti delle donne e senza includere le donne afghane è incredibile". I talebani non hanno partecipato a precedenti incontri delle Nazioni Unite all'inizio di quest'anno, con il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, che spiegò che il gruppo aveva presentato una serie di condizioni per la sua partecipazione che "ci negavano il diritto di parlare con altri rappresentanti della società afghana" e che erano "inaccettabili". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Fioretto (UniPd): “Finerenone in pazienti con malattia renale cronica fa differenza”

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(Adnkronos) –
"Finerenone è il primo antagonista selettivo non steroideo dei recettori dei mineralcorticoidi, ovvero degli ormoni come l'aldosterone

che, legandosi ai recettori, vanno a determinare un aumentato riassorbimento di acqua e di sodio e stimolano anche processi di infiammazione e fibrosi che, se iperstimolati, possono avere delle conseguenze in termini di danno cardiaco e danno renale. A differenza degli altri antagonisti dei recettori dei mineralcorticoidi che erano a disposizione prima di finerenone, quest’ultimo è 'non steroideo' ed ha una struttura completamente diversa. Questo fa sì che determini, in seguito al legame con il recettore di questi ormoni, degli stimoli di tipo inibitorio a livello delle citochine e delle sostanze proinfiammatorie e profibrotiche". Sono le parole di Paola Fioretto, professoressa di Medicina Interna all’università di Padova, a margine dell’incontro promosso da Bayer 'Verso un futuro senza dialisi: riduzione biomarcatori di infiammazione e fibrosi con finerenone' oggi a Milano. Durante l'evento è stato annunciato il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa alla rimborsabilità di finerenone, un nuovo farmaco per il trattamento della malattia renale cronica, stadi 3 e 4, associata a diabete di tipo 2 in pazienti adulti con presenza di albuminuria, in aggiunta allo standard di cura.  "Nel modello sperimentale nei topi è stato visto che, se vengono trattati con questo farmaco, si riduce l'infiammazione e la fibrosi – aggiunge Fioretto – Esistono ora anche dei dati, ottenuti dai trial che sono stati condotti finerenone sui pazienti, che dimostrano come nel sangue di questi pazienti ci sia una riduzione di vari biomarcatori di infiammazione e fibrosi. Questa è la grande differenza". Inoltre, il principale effetto collaterale di questa categoria di farmaci, che è l'iperpotassiemia, molto meno grave e molto meno frequente con finerenone rispetto ai precedenti antagonisti recettoriali steroidei: "Quindi, da un lato abbiamo un profilo di sicurezza molto buono – sottolinea l’esperta – e dall'altro abbiamo un'efficacia da un punto di vista cardioprotettivo e nefroprotettivo dimostrata nei trial clinici nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica. Queste evidenze hanno portato le linee guida a raccomandare finerenone come farmaco di prima linea, assieme ad altri, nella gestione olistica del paziente con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica". Le attuali terapie che rappresentano lo standard di cura – è emerso dall'incontro – agiscono principalmente sui meccanismi metabolici ed emodinamici, mentre i processi infiammatori e fibrotici, che giocano un ruolo cruciale nella progressione della malattia renale cronica, prima dell’arrivo di finerenone non venivano influenzati da alcuna strategia terapeutica. L’aggiunta di questo farmaco garantisce, quindi, una più completa nefroprotezione. "Uno degli aspetti che si vuole favorire e sollecitare in questi anni nella gestione di questi pazienti è la multidisciplinarietà, che generalmente inizia dal medico di medicina generale, seguito dagli endocrinologi, dai nefrologi e dai cardiologi, a seconda delle problematiche che presenta il paziente – conclude Fioretto – Una gestione olistica non prevede solo l'approccio farmacologico, che oggi possiamo garantire, essere in grado di colpire da varie parti i meccanismi che portano a queste complicanze del diabete, ma anche la gestione condivisa delle problematiche di questo paziente. Una cosa non facilissima da realizzare, ma ci si sta sempre più avvicinando a questo traguardo". —[email protected] (Web Info)

Roma, incendio nella notte a San Basilio: capannone in fiamme

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(Adnkronos) –
Vasto incendio nella notte in zona San Basilio, periferia di Roma. Le fiamme si sono sviluppate, per cause ancora da accertare, in un capannone in via Scorticabove, presso la ditta Barone Autotrasporti. Il rogo ha interessato un’area di circa 3mila metri quadri e una grossa colonna di fumo si è alzata nel cielo. Sul posto, poco prima della mezzanotte, sono intervenuti i vigili del fuoco con vari mezzi, tra cui 4 autobotti. Non ci sono stati feriti.  —[email protected] (Web Info)

Gaza, ucciso contrabbandiere d’armi di Hamas. Raid Israele in Libano

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(Adnkronos) – Un agente di Hamas coinvolto nel contrabbando di armi al gruppo terroristico attraverso il valico di frontiera di Rafah e attraverso i tunnel che attraversano l'Egitto è stato ucciso in un attacco aereo. Lo ha annunciato l'Idf secondo cui Wissam Abu Ishaq è stato preso di mira ieri da un attacco di droni nel sud della Striscia di Gaza. L'IDF afferma che aerei ieri da combattimento e altri aerei hanno colpito dozzine di altri obiettivi in tutta Gaza, inclusi edifici con trappole esplosive, edifici utilizzati da gruppi terroristici, tunnel e celle di uomini armati.  I caccia dell'aeronautica israeliana hanno colpito nella notte diverse infrastrutture militari di Hezbollah nelle aree di Matmoura e Chebaa, in Libano. Lo ha reso noto l'Idf.  Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, gli attacchi israeliani a Gaza hanno ucciso 60 persone e ne hanno ferite 140 nelle ultime 24 ore. Con le ultime vittime, il bilancio totale dei morti a Gaza dal 7 ottobre sale a 37.718, con altri 86.377 feriti. Oggi sette persone sono morte a Nuseirat e Khan Younis, nella Striscia di Gaza, riporta al Jazeera, precisando che in uno dei raid l’artiglieria israeliana ha colpito un appartamento residenziale nel campo profughi di Nuseirat, uccidendo almeno cinque persone. Un altro attacco nella città di Khuza'a, nella parte orientale di Khan Younis, ha ucciso altre due persone.  L'esercito israeliano ha arrestato 20 persone negli ultimi raid compiuti in Cisgiordania. La maggior parte degli arresti sono avvenuti nei governatorati di Hebron e Jenin, mentre altri sono avvenuti a Betlemme e Qalqilya, secondo la Società dei prigionieri palestinesi. Tra gli arrestati c'è la madre di un palestinese ricercato dalle autorità israeliane e molti altri ex detenuti, ha riferito il gruppo. Dal 7 ottobre, secondo la Società dei prigionieri, le forze israeliane hanno effettuato 9.400 arresti in raid giornalieri in tutta la Cisgiordania occupata. Almeno 553 persone, tra cui 137 minorenni, sono state uccise e circa 5.300 sono rimaste ferite.  Un missile è stato segnalato nelle vicinanze di un mercantile a 52 miglia nautiche a sud del porto di Aden, nello Yemen. Lo ha reso noto il Maritime Trade Operations (Ukmto) su X. Secondo il rapporto sull'incidente diramato dal capitano della nave, l'Ukmto ha aggiunto che l'equipaggio non è stato colpito.  La Resistenza Islamica in Iraq ha rivendicato la propria responsabilità di aver "attaccato un obiettivo vitale a Eilat", utilizzando un drone. L'Idf aveva riferito in precedenza che l'Uav era esploso nello spazio marittimo vicino alla città israeliana sulle rive del Mar Rosso.    —internazionale/[email protected] (Web Info)