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Gaza, raid Israele su Khan Younis: “Almeno 45 morti”

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(Adnkronos) – Gli attacchi israeliani nella parte orientale di Khan Younis, nel sud di Gaza, hanno finora causato la morte di almeno 45 persone. Lo ha riferito Mohamed Saqer, portavoce ufficiale dell'ospedale Nasser di Khan Younis. L'attacco è avvenuto pochi minuti dopo che un portavoce militare israeliano su X aveva emesso nuovi ordini di evacuazione, invitando i residenti della zona a fuggire nella vicina al-Mawasi.  La struttura medica, ultimo ospedale rimasto nella striscia di Gaza meridionale, ha ricevuto un numero crescente di feriti, tra cui bambini, da questa mattina, quando le forze israeliane hanno iniziato i loro attacchi aerei e terrestri.Un filmato video condiviso online e verificato dall’agenzia di controllo dei fatti Sanad di al Jazeera ha mostrato l’arrivo di un camion carico di morti e di persone ferite. Nel frattempo, a Deir el-Balah, nel centro di Gaza, il bombardamento israeliano di una casa ha ucciso almeno due palestinesi e ne ha feriti numerosi altri, secondo l'agenzia di stampa Wafa.  Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato la morte di due ostaggi, rapiti e trattenuti insieme da Hamas a Khan Younis. Si tratta di Alex Dancyg, 75 anni, e Yagev Buchshtav, 35. La loro morte risale a mesi fa mentre i militari israeliani erano impegnati nell'operazione militare a Khan Younis, come precisano le Idf citando informazioni di intelligence. Il Times of Israel spiega che l'esercito non ha fornito dettagli sulle circostanze della loro morte citando un'indagine in corso. Si sta indagando sulla possibilità che siano stati uccisi dal fuoco israeliano, aggiunge. Dancyg e Buchshtav erano stati rapiti da Hamas dalle loro case nel kibbutz Nir Oz e nel kibbutz Nirim durante l'assalto del 7 ottobre. A marzo Hamas aveva affermato che Buchshtav era morto per mancanza di cibo e medicine e Dancyg era stato ucciso dal fuoco israeliano. Le affermazioni non sono state confermate dalle Idf. La moglie di Buchshtav, Rimon Kirsht Buchshtav, è stata rapita insieme a lui e poi rilasciata il 28 novembre nell'ambito di un accordo con Hamas.  
Almeno 39.006 palestinesi sono stati uccisi e 89.818 feriti dall'inizio dell'offensiva militare israeliana contro Hamas a Gaza. Lo afferma il ministero della Salute della Striscia guidato da Hamas. Da parte sua, Israele afferma di aver ucciso circa 15.000 combattenti in battaglia e circa 1.000 terroristi all'interno di Israele. Il bilancio delle vittime israeliane nell'offensiva terrestre contro Hamas a Gaza e nelle operazioni militari lungo il confine con la Striscia ammonta a 327 persone.  L'Idf ha intercettato stamattina numerosi razzi nel nord di Israele. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano, aggiungendo che "tra le 7.40 e le 7.42 le sirene hanno risuonato in quattro località nel nord di Israele: Majdal Shams, She'ar Yashuv, Mas'ade e Nimrod. I razzi intercettati sarebbero riusciti ad attraversare il Libano e ad arrivare nella zona delle alture del Golan. Non sono stati segnalati feriti. Le sirene sono risuonate nelle comunità del nord a causa del potenziale pericolo di caduta di schegge.  Era un cittadino americano l'uomo che ha estratto un coltello e ha minacciato i soldati israeliani all'ingresso kibbutz di Netiv Ha'asara, al confine con la Striscia di Gaza, accusando ''l'Idf sta uccidendo i civili a Gaza''. Lo riporta l'emittente Kan spiegando che le Forze di difesa israeliane hanno sventato un tentativo di accoltellamento e ucciso l'aggressore sparandogli. Le Idf e la polizia hanno parlato di ''attacco terroristico'', affermando che una donna di 61 anni è stata trattata dai medici perché in stato di shock.  Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ringrazierà il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, durante il loro incontro a Washington, e affermerà che ''Israele e Stati Uniti saranno alleati oggi, domani e sempre'', chiunque guidi la Casa Bianca. Lo ha annunciato Netanyahu prima di salire per la prima volta sul Wing of Zion, il suo jet ufficiale che lo porterà negli Stati Uniti. Qui, oltre a Biden, incontrerà la vice presidente e candita alle presidenziali di novembre Kamala Harris. "In questo periodo di guerra e incertezza, è importante che i nemici di Israele sappiano che America e Israele sono uniti, oggi, domani e sempre", ha sottolineato, affermando che Israele resterà il più forte alleato degli Stati Uniti in Medioriente chiunque sarà a novembre il futuro presidente americano. "Vedrò il presidente Biden, che conosco da oltre quarant'anni – ha detto Netanyahu -. Sarà un'opportunità per ringraziarlo per le cose che ha fatto per Israele durante la guerra e durante la sua lunga e illustre carriera nel servizio pubblico, come senatore, vicepresidente e presidente". L'incontro ''sarà anche un'opportunità per discutere con lui su come portare avanti nei mesi critici a venire gli obiettivi che sono importanti per entrambi i nostri Paesi: ottenere il rilascio di tutti i nostri ostaggi, sconfiggere Hamas, affrontare l'asse terroristico dell'Iran e garantire che tutti i cittadini di Israele possano tornare sani e salvi alle loro case nel nord e nel sud", ha affermato Netanyahu. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Stop a uso del femminile, Accademia della Crusca: “Ddl improvvido, bene ritiro”

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(Adnkronos) – Il disegno di legge del senatore leghista Manfredi Potenti è "sicuramente improvvido" laddove vuole vietare per legge, negli atti pubblici, i nomi al femminile di talune professioni. "Fa, pertanto, piacere che si arrivi al suo ritiro". Lo dice all'Adnkronos il professor Paolo D'Achille, presidente dell'Accademia della Crusca.  Le iniziative in sede legislativa che riguardano la lingua italiana, osserva D'Achille, "non possono essere estemporanee: devono essere il più possibile condivise e mai ideologiche. Gli usi individuali o letterari della lingua non li norma nessuno. Bisogna, invece, essere cauti nelle innovazioni in sede legislativa perché le leggi hanno un forte impatto sociale e devono risultare comprensibili e chiare, inserendosi in una tradizione di scrittura che non può essere ignorata".  In via generale, il presidente dell'Accademia della Crusca ricorda che "qualunque nome di genere maschile in italiano può essere volto al femminile e riferito a donne; al contrario, ci sono nomi di genere femminile che non si possono volgere al maschile anche se sono riferiti a uomini". Prima della richiesta da parte della Lega di ritirare il disegno di legge presentato dal senatore Potenti, era intervenuto contattato dall'Adnkronos Claudio Marazzini, presidente onorario dell'Accademia della Crusca e professore emerito di storia della lingua italiana dell'Università del Piemonte Orientale. "La lingua ha un solo nemico vero: l'autoritarismo linguistico, di qualunque segno", ha affermato Marazzini. "Poco tempo fa un rettore ha introdotto ufficialmente il femminile sovraesteso nel regolamento del suo ateneo: ha abolito il maschile 'rettore', lasciando sopravvivere solo 'rettrice'. Mi pare che nessuno l'abbia obbligato a correggere una simile forzatura, che meritava come minimo un'interrogazione parlamentare – ha commentato Marazzini – In molti atenei già le autorità accademiche impongono ai docenti l'abbandono del maschile non marcato, e pretendono l'uso obbligatorio di asterischi e schwa. Per fermare queste imposizioni non si muove nessuno (basterebbe un richiamo del ministero). Ecco però la bella trovata che dovrebbe risolvere tutto: ecco l'imposizione di segno contrario, destinata a fare un po' di chiasso, senza conseguenze pratiche, trattandosi di un'idea inapplicabile. Peccato: il risultato sarà simile a una gazzarra".  "Sarebbe stato utile, prima di lanciare proposte inapplicabili, leggere i consigli dell'Accademia della Crusca, in particolare quelli diretti al Comitato pari opportunità della Corte di Cassazione. Occasione persa, dunque, per ristabilire una sana e giusta libertà – ha aggiunto Marazzini – Ne verrà nuovo spazio per i fautori del femminile sovraesteso, per i fanatici di schwa e asterischi, che si presenteranno al mondo come custodi della libertà democratica, mentre in realtà, a loro volta, sono ben propensi a varie forme di autoritarismo. E il nemico vero è proprio quello: l'autoritarismo linguistico, di qualunque segno".  —[email protected] (Web Info)

“Suo figlio ha avuto un grave incidente”, il finto avvocato e la truffa da 16mila euro a due anziani

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(Adnkronos) – A Milano la polizia ha restituito oltre 16mila euro e una collanina in oro a due anziane, di 77 e 79 anni, che nelle scorse settimane sono rimaste vittime di truffa con la tecnica del finto avvocato da parte di un 44enne pregiudicato bloccato in metropolitana dalla Polmetro. L'analisi del cellulare ha mostrato che si era spostato tra la province di Milano, Monza, Como e Lodi e così, analizzando le denunce, si arrivate alle due vittime alle quali aveva fatto credere che era necessario pagare la parcella a un legale che si stava occupando della difesa di un figlio coinvolto in un grave incidente. A una delle anziane venivano sottratti ben 16.000 euro che aveva per sostenere le spese di un lutto familiare. Il maltolto è stato restituito alle due vittime e il 44enne è stato denunciato. —[email protected] (Web Info)

Hollywood apprezza Biden: “Ritiro mossa eroica e patriottica”

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(Adnkronos) – Hollywood apprezza il gesto di Joe Biden di interrompere la sua campagna per la rielezione e di appoggiare Kamala Harris per la presidenza americana. Molte star, tra cui Barbra Streisand, Robert De Niro, Spike Lee, Jamie Lee Curtis, Jon Favreau, Cynthia Nixon, e personaggi del mondo dello spettacolo come Shonda Rhimes e Damon Lindelof, hanno celebrato la decisione di Biden come una mossa eroica e altruistica per il Paese.  Il due volte premio Oscar Robert De Niro ha dichiarato a 'The Hollywood Reporter', tramite un suo rappresentante: "In un atto di accorta politica e di altruistico patriottismo, Joe Biden si fa da parte per spianare la strada a un altro democratico per diventare presidente; perché non c'è niente di più importante per il nostro Paese che sconfiggere Donald Trump alle urne. Con rispetto, ammirazione e affetto, grazie signor presidente!". Il regista premio Oscar Spike Lee ha postato una foto di Kamala Harris, commentando: "Ancora una volta una sorella ci viene in soccorso". La pluripremiata attrice e cantante Barbra Streisand ha scritto sui social: "Joe Biden passerà alla storia come un uomo che ha ottenuto risultati significativi nei suoi quattro anni di mandato. Dobbiamo essergli grati per aver sostenuto la nostra democrazia". 
Damon Laurence Lindelof, produttore e sceneggiatore noto per la serie tv 'Lost', alla notizia della decisione del presidente Biden ha provato "un profondo sollievo, gratitudine e poi, per la prima volta, una genuina eccitazione per le elezioni che ci attendono. Eccitazione per mio figlio, che voterà per la prima volta a novembre. Ed eccitazione per ogni persona in questo Paese, avvilita dalla replica che gli veniva offerta e affamata di un nuovo episodio. Ora ci sarà una nuova scelta".  
Shonda Rhimes, sceneggiatrice e produttrice esecutiva della serie televisiva 'Grey's Anatomy', ha condiviso una foto di lei e di Kamala Harris, scrivendo in un post: "L'ho sostenuta nel 2016 quando si è candidata al Senato, l'ho sostenuta quando si è candidata come vicepresidente e continuo a sostenerla oggi". L'attrice Jamie Lee Curtis ha commentato: "Sostengo con tutto il cuore Joe Biden e la sua decisione di dimettersi e di appoggiare senza riserve Kamala Harris. Lei è fidata e provata, è un'accanita sostenitrice dei diritti delle donne e delle persone di colore e il suo messaggio è di speranza e unità per l'America in un momento di grande divisione nazionale". Il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Lee Daniels sui social ha esultato per la scelta di Biden: "Mi sento orgoglioso di essere un americano in questo giorno storico!". Il regista e attore Jon Favreau, che ha diretto i film della saga 'Iron Man', ha scritto in un post: "Una decisione coraggiosa e altruista. Il Presidente ha fatto quello che ha fatto negli ultimi quattro anni: ha ascoltato il popolo americano e ha messo gli interessi del Paese davanti ai suoi. L'esatto contrario di Donald Trump". Anche la cantautrice e attrice Ariana Grande ha ricondiviso il post di Biden sulla sua storia di Instagram, dove ha incluso anche un link per registrarsi al voto. L'attrice Cynthia Nixon, nota per la serie televisiva 'Sex and the City', ha offerto un punto di vista diverso, scrivendo sui social: "I giovani e le persone di colore vogliono disperatamente votare per l'avversario democratico di Trump, ma non si impegneranno per qualcuno che finanzia il massacro di palestinesi innocenti. Per vincere, il nostro candidato democratico deve sostenere i finanziamenti per la sanità, la casa e l'istruzione, non il genocidio di Netanyahu". E ancora, tra i commenti all'addio di Biden: la cantautrice e attrice Cher ha ricordato di aver fatto campagna a sostegno del Presidente ed ora ha apprezzato il suo gesto, augurandosi che "i democratici pensino fuori dagli schemi" per il nuovo candidato. Il fratello e collaboratore della popstar Billie Eilish, vincitore di un Oscar e autore di canzoni, Finneas, ha postato una foto della sua famiglia in piedi con il presidente Biden e ha scritto: "Oggi vedo una persona che mette il popolo davanti a se stesso e al proprio orgoglio, e per questo ho un enorme rispetto".  L'attore di 'Guerre stellari' Mark Hamill ha commentato: "Joe Biden ha un record di risultati ineguagliato da qualsiasi altro presidente. Ha restituito onestà, dignità e integrità alla carica dopo quattro anni di bugie, scandali e caos. Grazie per il suo servizio, signor presidente. Ora è nostro dovere di americani patriottici eleggere il democratico che onorerà e porterà avanti la sua eredità". L'attore Mark Ruffalo, noto per aver interpretato Bruce Banner/Hulk nella saga 'The Avengers', si schiera apertamente: "No a Trump/Vance. No all'acquisizione religiosa cristiana di destra della nostra nazione. Non c'è niente di sbagliato nel cristianesimo, solo che non dovrebbe gestire una nazione nata dalla libertà di religione". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Inter-Pergolettese, oggi l’amichevole: dove vederla in diretta

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(Adnkronos) – Inter in campo oggi, lunedì 22 luglio, per affrontare la Pergolettese, formazione lombarda che milita in Serie C, in un'amichevole. I tifosi nerazzurri, si legge sul sito ufficiale, avranno la possibilità di seguire in diretta l'incontro, in programma al BPER Training Centre alle 18:30. La partita sarà trasmessa in diretta su inter.it, sul canale Youtube e sull'app ufficiale nerazzurra. Il match non sarà aperto al pubblico. —[email protected] (Web Info)

Ritiro Biden, la sfida di Kamala Harris: oltre 500 delegati Dem già pronti a sostenerla

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(Adnkronos) – Sono oltre 500 i delegati democratici che, secondo la Cnn, sono già pronti a sostenere la vicepresidente Kamala Harris nella sua corsa alla Casa Bianca. Un numero che continuerà a crescere, prosegue la Cnn, sia perché sempre più delegati si schiereranno a sostegno della vicepresidente, sia perché si continuerà a lavorare per raggiungere i circa 4.700 delegati totali della Convention nazionale democratica che si terrà ad agosto a Chicago. Questi endorsement non sono vincolanti. E, con il presidente Joe Biden che ha deciso di abbandonare la corsa alla Casa Bianca, i delegati sono liberi di votare per il candidato di loro scelta. Intanto Harris pronuncerà oggi un discorso sul South Lawn della Casa Bianca oggi alle 11.30 (ora locale) in occasione di un evento che celebra le squadre del campionato 2023-24 della National Collegiate Athletic Association. L’evento precedentemente programmato sarà la prima apparizione pubblica della Harris da quando Joe Biden si è ritirato dalla corsa presidenziale. Prima che il presidente Usa annunciasse il ritiro, ieri mattina Harris ha avuto diverse conversazioni telefoniche con lui in merito alla sua decisione. Secondo la Cnn, che cita una fonte a conoscenza dei fatti, la vicepresidente, circondata dai familiari e dal personale nella sua residenza, ha trascorso più di 10 ore telefonando a oltre 100 leader di partito, membri del Congresso, governatori, dirigenti sindacali e leader di organizzazioni per i diritti civili e di difesa dei diritti. La vicepresidente ha anche chiamato il suo pastore, Amos Brown III, che, insieme alla moglie, ha pregato per lei, ha aggiunto la fonte. In ciascuna di queste chiamate, la Harris ha chiarito di essere estremamente grata per l'appoggio del presidente, ma che ha intenzione di impegnarsi duramente per guadagnarsi la nomination democratica a pieno titolo, come aveva affermato dopo l'annuncio del presidente Biden di farsi da parte. Secondo la Cnn Harris ha parlato nelle ultime ore anche con gli ex presidenti Barack Obama e Bill Clinton e con l'ex segretario di Stato Hillary Clinton. Ieri, dopo l'annuncio di Biden i Clinton hanno dato il loro sostegno alla vice presidente, mentre Obama non lo ha ancora fatto. In ogni caso il comitato democratico che determinerà le regole per la nomina del partito si riunirà nuovamente mercoledì pomeriggio, hanno annunciato i copresidenti del comitato. "Ora è responsabilità del Comitato implementare un quadro per selezionare un nuovo candidato, che sarà aperto, trasparente, equo e ordinato", hanno affermato i co-presidenti del governatore del Minnesota Tim Walz e della storica attivista democratica Leah Daughtry. "Il processo presentato per la valutazione sarà completo, equo e rapido". Intanto i principali donatori Dem hanno espresso il loro sostegno a Kamala Harris come candidata alla presidenza Usa, ancor prima che Biden ufficializzasse il suo ritiro ha riportato la Cnn. ''Se qualcosa cambia, noi siamo lì per te'', aveva detto uno dei principali donatori. Le donazioni più ingenti alla campagna per la rielezione di Biden si erano ridotte notevolmente nelle settimane successive al dibattito sulla Cnn con Donald Trump e alla conseguente crisi di fiducia nel Partito Democratico. Secondo una fonte coinvolta nelle discussioni, i grandi donatori che avevano trattenuto gli assegni a causa delle preoccupazioni sulla candidatura di Biden hanno improvvisamente iniziato a contattare i loro consulenti, esprimendo la loro disponibilità a donare alla campagna. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Trump: “Biden non ha il covid, oggi dimenticherà di essersi ritirato”

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(Adnkronos) –
"Biden non ha mai avuto il covid. Ora dimenticherà di essersi ritirato". Donald Trump tra accuse e colpi bassi contro Joe Biden. Il candidato repubblicano alle elezioni del 5 novembre 2024 si scatena sul social Truth dopo l'annuncio del presidente Biden, che ha formalizzato la rinuncia alla candidatura. Trump, facendosi portavoce delle istanze repubblicane, chiede a gran voce le dimissioni immediate di Biden, che intende invece portare a termine il proprio mandato alla Casa Bianca. "Chi sta guidando il nostro Paese in questo momento? Non il corrotto Joe, che non ha idea di dove si trovi. Se non può correre per la presidenza, non può guidare il nostro Paese", scrive il tycoon, che nella domenica americana ha pubblicato una raffica di messaggi.  "Non è finita! Domani il corrotto Joe Biden si sveglierà e dimenticherà di essersi ritirato dalla corsa", attacca l'ex presidente, convinto che Biden non sia in isolamento per il covid e che abbia diffuso la notizia della positività solo per poter 'fuggire': "Biden non ha mai avuto il covid, è una minaccia per la democrazia". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Biden si ritira: la resa del presidente in 24 ore, dalla decisione all’annuncio

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(Adnkronos) –
Joe Biden ha deciso di ritirare la candidatura per le elezioni nella serata di sabato 20 luglio. Il presidente, circa 24 ore prima dell'annuncio ufficiale affidato a una lettera diffusa su X, ha informato anche i più stretti consiglieri e la famiglia di quanto sarebbe avvenuto. In sostanza, dopo settimane in cui ha ribadito che non avrebbe mollato, Biden ha alzato bandiera bianca mentre Donald Trump, in un comizio in Michigan, lo attaccava a testa bassa. Biden, ancora convalescente dopo la diagnosi di Covid-19, è rimasto nella sua casa di Rehoboth Beach, nel Delaware, con la first lady Jill Biden per tutto il fine settimana. Secondo una fonte citata dalla Cnn, sabato sera ha chiesto a due dei suoi più stretti consiglieri, anche loro a Rehoboth, di cominciare a scrivere la lettera e di coordinare la gestione dell'annuncio del ritiro della candidatura.  
E' arrivata la resa, alla fine della valanga innescata dal disastroso confronto televisivo dello scorso 27 giugno, che ha aperto una crisi irrisolvibile. Biden è stato abbandonato da una porzione sempre più ampia del partito democratico, tra appelli pubblici e manovre dietro le quinte, mentre i finanziatori hanno fatto scattare l'allarme chiedendo una svolta.
 
Dopo la decisione, Biden ha lavorato con Mike Donilon per redigere la lettera, ha detto la fonte, mentre Steve Ricchetti, un altro consigliere dai tempi della vicepresidenza, è stato incaricato di organizzare le modalità di gestione dell'annuncio.  Biden, come riferisce il Washington Post, ha parlato con il capo dello staff della Casa Bianca, Jeff Zients. Alle 13.45 di domenica 21 luglio, quindi, il presidente ha comunicato la propria decisione ai più stretti collaboratori, poco prima della diffusione della lettera.  
Biden, come ha spiegato nella lettera, si concentrerà sulla sua missione di presidente e "non vede l'ora di concludere il suo mandato", assicura alla Cnn il portavoce della Casa Bianca, Andrew Bates. No alle dimissioni immediate, quindi, come chiedono diverse voci repubblicane. "Il presidente Biden ha ereditato un'economia in caduta libera, un tasso di criminalità violenta alle stelle e alleanze a pezzi dal suo predecessore. Ha ribaltato la situazione per ottenere la più forte crescita economica del mondo e il più basso tasso di criminalità violenta in quasi 50 anni, rendendo la Nato più grande che mai. Non vede l'ora di concludere il suo mandato e di ottenere altri risultati storici per il popolo americano", ha dichiarato Bates all'emittente americana. E ha proseguito: "Questo include continuare a ridurre i costi, creare posti di lavoro e proteggere la sicurezza sociale, opponendosi al programma MAGAnomics che peggiorerebbe l'inflazione e ci porterebbe in recessione. E continuerà a lottare per proteggere le libertà degli americani dai divieti radicali sull'aborto e dagli attacchi allo Stato di diritto".   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Kamala Harris, vietato sbagliare: ora la vice di Biden non può permettersi errori

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(Adnkronos) – La rinuncia di Joe Biden alla candidatura per le elezioni Usa 2024 ha proiettato la 59enne democratica Kamala Harris verso una nomination scontata per la corsa alla Casa Bianca. A novembre, contro Donald Trump. Ci sono 3 mesi e qualche giorno per preparare il duello contro il candidato repubblicano. Harris ha già alle spalle una prima campagna presidenziale, lanciata di fronte a 20mila sostenitori nel gennaio 2019 e poi conclusa a dicembre, prima dell'inizio delle primarie perché non c'erano più soldi, un messaggio o una struttura operativa, è stato un completo flop. E anche una volta arrivata alla Casa Bianca, prima donna e prima afroamericana vice presidente, i suoi quasi quattro anni da veep accanto a Joe Biden sono stati difficili, con grandi problemi di efficienza e comunicazione del suo ufficio, tensioni con West Wing, e tassi di popolarità sempre molto bassi.  Ma adesso "Harris, con pochi mesi per lanciare una campagna contro Trump, non può permettersi di ripetere gli errori che hanno affondato la sua prima campagna elettorale. La sua – commenta Nbcnews – deve essere uno sprint verso l'Election Day praticamente senza errori".  Anche perché, sottolineano i commentatori americani, da quando con il disastro del dibattito di Atlanta è iniziata a sgretolarsi la candidatura di Biden, l'immagine di Harris si è rafforzata agli occhi del pubblico, come dimostrano anche gli ultimi sondaggi.  L'ex senatrice della California dovrà anche decidere in tempo record quale sarà la sua piattaforma e se in qualche modo si differenzierà da quella di Biden.  Durante la sua breve campagna presidenziale di cinque anni fa, l'ex procuratrice ha avuto dei problemi a trovare uno spazio politico tra i centristi e i progressisti – scettici nei suoi confronti per il suo passato da procuratore considerata troppo dura e severa – che aveva cercato di attirare proponendo un'agenda sul clima da diversi trilioni e sostenendo il piano del super liberal Bernie Sanders per le università gratuite.  Harris candidata alla Casa Bianca potrebbe mettere la questione della difesa dell'aborto e dei diritti riproduttivi delle donne molto più enfaticamente di Biden al centro della campagna elettorale, cercando di fare leva elettorale sullo scontento delle donne nelle decine degli stati a guida repubblicana che dopo l'abolizione del diritto costituzionale all'aborto da parte della Corte Suprema a maggioranza repubblicana. E fare leva anche sul timore che una vittoria di Donald Trump possa portare ad un bando a livello nazionale dell'aborto.  Secondo Politico, Harris potrebbe spingersi più avanti anche sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici, dal momento che nel 2019 aveva proposto un piano da 10 trilioni di dollari, attraverso investimenti pubblici e privati, infinitamente di più del piano da 1,6 trilioni che Biden ha varato con una serie di leggi durante il suo mandato. Inoltre aveva proposto una "tasse per l'inquinamento climatici" e la fine dei sussidi federali all'industria degli idrocarburi. Da senatrice aveva poi sostenuto il Green New Deal, insieme a liberal come Alexandria Ocasio-Cortez, bollato dai repubblicani come "un manifesto socialista".  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Temporali e forti piogge al Centro-Sud, allerta maltempo gialla in 10 regioni

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(Adnkronos) – Dopo le forti ondate di calore, ora è il maltempo a minacciare il Sud e il Centro Italia con forti piogge e temporali previsti sul territorio. Scatta così l'allerta gialla in 10 regioni per la giornata di oggi, lunedì 22 luglio.  Un minimo in quota legato ad una perturbazione di origine atlantica tende ad interessare, nel corso della giornata, il settore tirrenico meridionale portando tempo perturbato, con precipitazioni a prevalente carattere temporalesco, specie su Campania, Basilicata e Calabria. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche. Dalla tarda mattinata di oggi, lunedì 22 luglio, si prevedono quindi precipitazioni sparse, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Campania, Basilicata e Calabria. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, grandinate e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata quindi per oggi allerta gialla su Marche, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e gran parte di Lombardia, Umbria, Lazio, Abruzzo e Puglia. —[email protected] (Web Info)