(Adnkronos) – Si conferma il trend in crescita del consumo di sostanze psicoattive tra i giovani ad eccezione della cannabis che ha visto una flessione nella prevalenza dei consumi rispetto al 2022. E' quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024 che viene presentata oggi. Tra i dati si segnala anche l'aumento del "consumo di cocaina tra i giovani". Aumentano le percentuali di studenti tra i 15 e i 19 anni che riferiscono di aver usato almeno una volta nel corso dell’anno cocaina (dall’1,8% al 2,2%), stimolanti (dal 2,1% al 2,9%), allucinogeni (dall’1,6% al 2%) e nuove sostanze psicoattive (dal 5,8% al 6,4%). Anche stime riferite al 2022 hanno indicato una risalita della spesa per sostanze stupefacenti che è tornata ai livelli pre-pandemia Covid-19, con 16,4 miliardi di euro, di cui il 40% attribuibile al consumo dei derivati della cannabis e il 32% all’utilizzo della cocaina. "Pur presentando per la prima volta dalla pandemia una flessione, i prodotti della cannabis restano quelli a maggior impatto sia per quanto riguarda la diffusione sui territori sia relativamente allo sforzo legato al contrasto. La cannabis e i suoi derivati continuano a essere le sostanze largamente più diffuse tra i giovanissimi". "Nel 2023, almeno una volta nell’anno ne hanno fatto uso 550mila ragazzi tra i 15 e i 19 anni, pari al 22% dell’intera popolazione studentesca, e 70mila giovanissimi (2,8%) hanno riferito di farne un uso pressoché quotidiano (20 o più volte nel mese) – continua – Preoccupa l’incremento della percentuale media di principio attivo nei prodotti a base di hashish, che è quadruplicata, soprattutto nei prodotti di nuova generazione e nei liquidi per sigarette elettroniche. Inoltre, desta allarme la comparsa di prodotti a basso contenuto di Thc (
La rivincita dello ‘snus’, orgoglio svedese che ha fatto calare consumo sigarette ma resta fuori dall’Ue
(Adnkronos) – Caterina de' Medici usava la nicotina, all'epoca si pensava che fosse d'aiuto contro il mal di testa e altre malattie. Si sniffava la polvere ottenuta dalle foglie che presto diventò una moda diffusa in molte corti europee, dalla Francia alla Svezia. Proprio nel paese scandivano questo approccio si è evoluto ed è arrivato fino a svilupparsi nella forma attuale denominata 'snus': una miscela di tabacco umido venduto sotto forma di microbustine (pouch) che si mettono sotto il labbro superiore ed è confezionato in piccole scatoline rotonde dove trovano posto queste microbustine. E' diffuso in Scandinavia, ma trova in Svezia la sua 'casa madre', Swedish Match, che ha aperto le porte dello stabilimento di Goteborg ai media italiani per raccontare la storia dello 'snus' e della sua evoluzione. Quello che è accaduto in Svezia è diventato un modello da studiare per chi analizza le alternative per la riduzione del consumo e dei danni da sigarette. Ma soprattutto potrebbe offrire all'Europa un modello da prendere in considerazione per una revisione della regolamentazione dei prodotti innovativi alternativi alle sigarette. La Svezia negli ultimi 30 anni è riuscita ad aver la minor prevalenza di fumatori in Ue, poco sopra al 5% della popolazione, quando in Europa siamo al 29%, e di malattie legate al consumo di sigarette tradizionali. Come la Svezia sia diventato un modello "nella riduzione dei danni da fumo", lo ha spiegato Patrik Hildingsson, vice presidente della comunicazione di Swedish Match, "ne siamo orgogliosi, parliamo di 200 anni di storia". Premessa lo 'snus' è vietato nel resto dell'Ue. Ma la Svezia ha avuto una deroga dalla sua entrata nella Comunità Europea nel 1992. Il tasso dei fumatori tradizionali è in forte calo in Svezia, dimezzato negli ultimi 20 anni. Dati dell'Oms evidenziano, per gli uomini e le donne, un numero di decessi attribuibili al tabacco decisamente inferiore rispetto alla media Ue. Pur avendo una storia secolare, lo 'snus' come lo conosciamo ora è stato lanciato sul mercato da Swedish Match a metà degli '70. "in una epoca in cui si iniziava a parlare a livello globale dei danni alla salute del fumo e delle sigarette – ha ricordato Hildingsson – Così la curva del consumo di queste 'bustine' hanno iniziato a crescere a discapito delle 'bionde'. E' negli ultimi 20 anni che c'è stato il sorpasso dello 'snus' ha portano la Svezia ad essere l'unico dei Paesi Ue ad aver quasi azzerato i 'vecchi' fumatori. Inoltre il Governo ha impostato una campagna di dissuasione verso le sigarette. Così si è arrivati ad avere nel Paese il 50% di fumatori che fuma 5 o meno sigarette al giorno. "Non fumiamo per il tabacco ma per la nicotina", ha rimarcato Hildingsson che ha snocciolato anche i dati scientifici relativi allo 'snus', visto che le autorità sanitarie del Paese hanno analizzato l'impatto dello 'snus' sulla salute della popolazione che lo usa. Secondo la Swedish National Board of Health and Welfare, i rischi di malattie o nascite premature è enorme per chi fuma e molto modesto per chi consuma lo snus. L'Fda, l'ente regolatorio americano, nel 2019 ha stabilito che usare lo 'snus' al posto delle sigarette ha un rischio inferiore per lo sviluppo del cancro alla bocca, per problemi di cuore, per cancro del polmone, per l'infarto, per l'enfisema e bronchite cronica. "Oggi noi possiamo scriverlo sulla scatola dello snus. Ci sono voluti 5 anni per avere questa approvazione", precisa Hildingsson. Il passaggio fondamentale in questa storia della 'snus' è la scelta di Swedish Match di lavorare con i produttori "ad un tabacco di alta qualità che contenga un livello di sostanze chimiche sempre più basso. Oggi – aggiunge il manager – ci sono 85 sostanze chimiche nelle sigarette tradizionali e solo 15 nello snus". Ma se lo 'snus' ha rappresentato la svolta e il successo della Svezia, nel ridurre la prevalenza dei fumatori e dimostrare la reale possibilità di incentivare il passaggio a prodotti senza combustione con un beneficio in termini di sanità pubblica, perché l'Europa lo ha vietato negli altri Paesi? "Si è trattato – secondo Hildingsson – di un errore di valutazione". Quando nel 1994 ci fu in Svezia il referendum per l'ingresso in Ue l'esenzione dal divieto della vendita dello 'snus' è diventa parte integrante del trattato di adesione del Paese. Salvando la tradizione centenaria ma privando il resto dell'Europa di una alternativa alle sigarette. Negli ultimi mesi le 'nicotine pouches' o bustine di nicotina (contenenti nicotina e aromi, ma senza tabacco, che rappresentano l’evoluzione dello snus) hanno fatto la loro comparsa anche sugli scaffali delle tabaccherie italiane. Si tratta, per il Paese, di una nuova categoria di prodotto, la cui regolamentazione ha richiesto un lungo processo che in parte è tutt'ora in corso. Inizialmente introdotte in commercio all'inizio del 2023, le prime bustine di nicotina erano state ritirate dal mercato su impulso del ministero della Salute per poi essere reintrodotte con un nuovo packaging dotato di una chiusura 'a prova di bambino' e con le avvertenze sanitarie specifiche. Come tutti i prodotti innovativi alternativi alle sigarette, la sfida per la regolamentazione italiana ha di fronte due strade: da una parte incoraggiare i fumatori che non intendono smettere a passare ad alternative senza combustione con un profilo di rischio più basso; dall'altro, fare in modo che fasce di popolazione come i giovani e i non fumatori non entrino in contatto con tali prodotti, che in quanto contenenti nicotina generano comunque dipendenza. La sfida è di grande attualità non soltanto per l'Italia ma per tutta l'Europa: la nuova legislatura Europea sarà infatti chiamata, nei prossimi mesi, a intervenire sulla regolamentazione del settore a livello comunitario, non soltanto aggiornando la regolamentazione dei prodotti convenzionali (come le sigarette) e dei prodotti alternativi già esistenti (come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato), ma anche introducendo una regolamentazione per le nuove categorie di prodotto, quali appunto le bustine di nicotina. Da più osservatori si rilancia la necessità che la nuova legislazione dovrà necessariamente considerare l'importanza di mantenere questi prodotti lontani dai giovani – ad esempio garantendo che le concentrazioni di nicotina per singola bustina non siano eccessivamente alte, o impostando rigidi paletti rispetto alle aromatizzazioni del prodotto, che non andrebbe commercializzato in varianti attrattive per un pubblico giovane; d'altra parte, una regolamentazione efficace non potrà che considerare anche gli oltre 100 milioni di fumatori attualmente presenti in Europa (oltre 10 milioni soltanto in Italia) e l'esigenza di offrire loro potenziali alternative. Il modello svedese è chiaramente impostato per dire al resto dell'Europa – e non solo – che un mondo senza sigarette. Ma per arrivarci non vanno commessi gli errori del passato, ad esempio bannare lo 'snus', ma osservare e analizzare oltre 30 anni di dati epidemiologici svedesi. —[email protected] (Web Info)
Ascolti tv e Euro 2024, Croazia-Italia trionfa con il 58.7% di share
(Adnkronos) – La partita di Euro 2024 Croazia-Italia, trasmessa su Rai1, domina gli ascolti della serata di ieri, lunedì 24 giugno. Il match che ha visto gli azzurri pareggiare in extremis ha conquistato 13.250.000 di spettatori e il 58.7% di share. Canale5, con il suo film 'Pane al Limone con Semi di Papavero', ha raccolto 1.495.000 di spettatori e il 7.2% di share mentre Rai con il programma 'Far West' ha totalizzato 667.000 spettatori e il 3.6% di share. A seguire troviamo La7 con 'L'Aquila e il Leone' con 542.000 spettatori (2.8% share) e Italia1 con 'The Twilight Saga: Eclipse' (493.000 spettatori, 2.5% share). Su Rai 2 il film 'Fantasmi del passato' è stato visto da 457.000 spettatori (2.1%) mentre Rete4 con il fim 'Il Segno della Libellula – Dragonfly' ottiene 452.000 spettatori (2.3% share). Chiudono gli ascolti il Nove con 'Faking It – Bugie Criminali' (400.000 spettatori, 1.0% share) e Tv8 con 'Un Posto nel Mio Cuore' (163.000 spettatori, 0.8% share). —[email protected] (Web Info)
Centromarca, Mutti: “Politica industriale favorisca fusioni e acquisizioni”
(Adnkronos) – Competitività, innovazione, sostenibilità, legalità: questi gli ambiti su cui Centromarca ha richiamato l’attenzione del governo nel corso dell’incontro “Geopolitica, società, innovazione – Scenari e priorità per l’Industria di Marca”, promosso alla Triennale di Milano in concomitanza con l’assemblea dell’associazione. "Abbiamo bisogno di una politica industriale che favorisca fusioni e acquisizioni, perché la taglia delle nostre imprese ci penalizza nel mercato globale", ha sottolineato il presidente Francesco Mutti. "È inoltre fondamentale finalizzare le risorse pubbliche sui comparti strategici e creare le condizioni migliori per gli investimenti, in particolare quelli destinati alla digitalizzazione e allo sviluppo sostenibile". Da Mutti sono quindi arrivate parole nette sulla legalità: "Chi non rispetta le regole, altera la concorrenza e compete in modo sleale. L’illegalità si combatte con leggi chiare e controlli rigorosi, perché il corretto andamento del mercato è elemento d’interesse collettivo". Su questo ventaglio di priorità Centromarca concentra i suoi interventi ai tavoli istituzionali, portando la voce di un settore fondamentale per l’Italia: 200 aziende industriali manifatturiere, alimentari e non food, che commercializzano 2.400 marchi, sviluppano un giro d’affari di 64 miliardi di euro (in un mercato Gdo che vale 94 miliardi) e occupano 97mila persone. Una compagine di realtà eccellenti da cui scaturiscono 70 miliardi di valore condiviso a monte e a valle della loro attività (un quarto del prodotto interno lordo dei soli settori agroalimentare e vitivinicolo). Ogni occupato nell’industria di marca genera sette posti di lavoro nella filiera del largo consumo e dieci complessivi in Italia. L’associazione è impegnata nel contrasto all’introduzione di nuove tasse sui consumi e a qualsiasi ipotesi di rafforzamento di quelle esistenti. "Gli effetti che ne deriverebbero sul potere d’acquisto delle famiglie, sulla dinamica della domanda interna e sui livelli occupazionali sarebbero fortemente negativi", ha rilevato Mutti. "Siamo il comparto responsabile che ha evitato – ogni impresa per quanto le era possibile – di scaricare a valle istantaneamente i pesanti aumenti esogeni di costo che in questi anni sono piovuti sui nostri conti economici", ha ricordato Mutti. L’analisi dei bilanci mostra che tra il 2020 e il 2022 l’incidenza dei costi sostenuti, dalle industrie aderenti a Centromarca, per l’acquisto di materie prime è cresciuta dal 54,5% al 57,8%. Energia elettrica, acqua e gas hanno visto il loro peso aumentare dall’1,3% al 2,4%. Gli extracosti sono stati in parte assorbiti nei conti economici e in parte trasferiti a valle con estrema gradualità. Per effetto della crescita dei costi l’utile netto complessivo è calato dal 5,5% al 4,6%. A una fase critica per la congiuntura e i mercati l’industria di marca, nel suo insieme, ha risposto mantenendo o potenziando gli investimenti. Il 6% delle entrate è stato destinato alla ricerca e allo sviluppo. Il 63% delle aziende ha aumentato gli impieghi in tecnologie digitali, come le piattaforme di e-commerce, l’intelligenza artificiale e gli strumenti per la gestione dei big data. Oltre il 70% ha aumentato gli stanziamenti destinati alla sostenibilità, con focus sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica e sull'adozione di pratiche di economia circolare. L’industria del largo consumo, complessivamente, rappresenta l'11,6% di tutti i beni manifatturieri nell’Unione europea. Il 61%, pari a 276 miliardi di euro, resta all’interno dei confini; il 39%, pari a 174 miliardi di euro, è esportato. I prodotti di marca europei, particolarmente richiesti in tutto il mondo, rappresentano il 33% del saldo commerciale positivo dell'Ue. Investendo 81 miliardi di euro l'anno nell'Unione europea, l'industria dei beni di largo consumo contribuisce significativamente alla competitività e all’innovazione. Numerosi i manager di alto livello e gli esperti che hanno partecipato alle tavole rotonde di approfondimento che hanno caratterizzato l’incontro , come Paolo Barilla (Vicepresidente Gruppo Barilla), Marco Bentivogli (esperto di politiche industriali e del lavoro Base Italia), Mirja Cartia d’Asero (Amministratrice delegata Gruppo 24 Ore), Roberto Leopardi (Group ceo e general manager Bolton), Paolo Magri (Vicepresidente esecutivo Ispi), Mara Panajia (Presidente e amministratrice delegata Henkel Italia), Corrado Passera (Fondatore e amministratore delegato illimity), Vincenzo Perrone (Professore ordinario Università Bocconi), Cristina Scocchia (Chief executive officer illycaffé), Andrea Scotti Calderini (Fondatore e ceo Freeda), Veronica Squinzi (Amministratrice delegata Gruppo Mapei), Massimiliano Valerii (Direttore generale Censis). Atteso anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. —[email protected] (Web Info)
Lecce, 23enne accoltella l’ex fidanzata: arrestato
(Adnkronos) – Avrebbe usato due coltelli da cucina per ferire l'ex fidanzata, il 23enne di Racale, in provincia di Lecce, arrestato questa notte dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio ai danni di una giovane di 21 anni. Quest'ultima, colpita al collo e a un braccio, è stata ricoverata in ospedale e non in pericolo di vita. Il fatto è avvenuto in un appartamento della cittadina salentina durante una lite tra i due ragazzi. Sembra che lui non si fosse rassegnato alla fine della relazione e ha aggredito la ragazza. Il 23enne, che era ancora sul posto, è stato bloccato dai carabinieri, mentre la giovane donna è stata trasportata cosciente all’ospedale di Tricase, non in pericolo di vita. In casa era presente anche la madre della vittima, la quale ha cercato di calmare l'ex fidanzato della figlia. I due coltelli sono stati sequestrati. —[email protected] (Web Info)
Mirabilandia, Spongebob festeggia il 25esimo compleanno
(Adnkronos) –
Sabato 13 luglio il Parco divertimenti più grande d’Italia festeggia i 25 anni di SpongeBob, la property tanto amata di Paramount, e l’invito è aperto a tutti! La spugna di mare più famosa di sempre sarà protagonista, insieme ai suoi amici di Bikini Bottom, di una giornata speciale da non perdere. Una super festa con musica e una fantastica torta per festeggiarlo e ricordare, nel lontano 1999, la sua prima apparizione su Nickelodeon che in Italia è trasmesso su Sky canale 605. Oggi le sue avventure sono disponibili anche su Paramount+ e in onda tutti i giorni su Super!, canale 47 del dtt e di tivùsat e sul 625 di Sky. Durante la giornata saranno organizzate tante attività dedicate a SpongeBob e ai suoi amici, meet & greet per strepitose foto ricordo e non mancheranno le sorprese! “Siamo onorati di essere stati scelti da Paramount per essere parte del ricco programma di iniziative legate al compleanno di SpongeBob – dichiara Sabrina Mangia, Sales and Marketing Director di Mirabilandia – Questo è un evento che richiamerà molti fan, i primi dei quali hanno ormai già dei bambini piccoli. Ci aspettiamo quindi un pubblico trasversale che saprà divertirsi con le speciali esperienze che abbiamo organizzato, oltre al grande divertimento delle nostre attrazioni”. “Da diversi anni tutti gli amati personaggi delle nostre property rivolte ai più piccoli, risiedono qui nel Parco divertimenti – dichiara Cecilia Padula, VP Kids & Family, Brand Head South Europe, Middle East and Africa, Paramount – Ogni giorno migliaia di bambini e famiglie partecipano alle attività che insieme al team di Mirabilandia, che ringrazio, organizziamo. Non ci poteva essere per questo importante traguardo una location migliore dove tutti potessero divertirsi come succede, da 25 anni, in ogni puntata di SpongeBob”. —[email protected] (Web Info)
Autonomia differenziata, Meloni: “Da opposizioni irresponsabili toni da guerra civile”
(Adnkronos) – "Questo siamo noi, patrioti, patrioti che sanno quale sia il verso della bandiera tricolore quando la sventolano e che lavorano perché tutti i cittadini di questa nazione abbiano gli stessi diritti e le stesse opportunità". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni facendo il punto sull'autonomia in un video sui social. Stiamo "dimostrando che si sarebbe potuto fare anche prima, forse lo sa anche l'opposizione, forse per questo solo così nervosi e usano, irresponsabili, i toni da guerra civile perché non hanno argomenti nel merito", sottolinea. Nel filmato la presidente del Consiglio, con alle spalle un grande tricolore, attacca: "Va avanti a passi spediti il lavoro del governo per riformare questa nazione nonostante l'opposizione feroce di chi pur dicendo ogni giorno che in Italia molte cose non vanno bene ci propone come unico programma quello di lasciare tutto com'è. Però noi abbiamo preso degli impegni con gli italiani che ci chiedevano un cambiamento e intendiamo rispettare quegli impegni. Non a caso in meno di venti mesi abbiamo già avviato diverse importanti riforme". "La riforma del fisco che era attesa da cinquant'anni – ricorda – La riforma della giustizia della quale si parlava da circa 30 anni. Abbiamo fatto la riforma del codice degli appalti e soprattutto la riforma del premierato che ha completato la sua prima lettura al Senato e che se gli italiani lo vorranno permetterà finalmente ai cittadini di scegliere direttamente il capo del governo, mettendo fine a settant'anni di instabilità, governi balneari, governi tecnici, governi arcobaleno, promesse tradite e trasformismo". "Contro tutte queste riforme la sinistra è scatenatissima. Ci accusano ovviamente di ogni possibile nefandezze sulla riforma del fisco hanno detto che eravamo amici degli evasori e abbiamo portato a casa il record di recupero di proventi della lotta all'evasione fiscale smentiti", prosegue Meloni. "La cosa più ridicola è l'opposizione scomposta della sinistra sull'autonomia differenziata", afferma la premier aggiungendo: "Per capire quanto siano sinceri quando muovono questa continua accusa di voler spaccare l'Italia o quando per protesta sventolano al contrario le bandiere tricolori in aula vale la pena di ricordare alcuni antefatti". "Primo l'idea di attribuire maggiore autonomia alle regioni non è un'invenzione del centrodestra, non è un'invenzione della sottoscritta – sottolinea – È invece un principio inserito nella nostra Costituzione con la riforma del titolo quinto, riforma varata nel 2001 approvata tra l'altro a colpi di maggioranza sotto il governo di Giuliano Amato, governo della sinistra e poi confermata dagli italiani con il referendum". "L'hanno inserita in Costituzione loro e non l'hanno mai normata. Ciò nonostante hanno firmato accordi tra varie regioni e lo Stato quando sia a capo delle regioni sia a capo del governo c'erano loro e oggi sventolano i tricolori e gridano allo scandalo perché noi cerchiamo di trasformare questo principio, che è un principio corretto, in una norma seria e cioè che sia capace di garantire proprio che non si creino disparità tra i territori", conclude. —[email protected] (Web Info)
Ultimo diventa papà, chi è la fidanzata Jacqueline Luna Di Giacomo
(Adnkronos) –
Jacqueline Luna Di Giacomo ha catturato l'attenzione dei media e dei fan da quando è diventata la fidanzata di Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, dal quale aspetta un bambino. Ma chi è veramente la ragazza che ha conquistato il cuore del giovane cantautore romano? Jacqueline Luna Di Giacomo è nata il 10 marzo 2000, ed è la figlia della famosa showgirl Heather Parisi, e di Giovanni Di Giacomo, noto ortopedico. Cresciuta tra l'Italia e gli Stati Uniti, Jacqueline ha sempre avuto una vita ricca di esperienze internazionali. Pur non seguendo le orme della madre nel mondo dello spettacolo, Jacqueline ha sviluppato una forte passione per la moda che l'ha portata a lanciare il suo brand 'giveme?': vestiti made in Italy pitturati dalla lei stessa. È una presenza attiva sui social media, dove condivide scatti della sua vita quotidiana, viaggi e momenti speciali. Ed è una grande amante degli animali.
Il rapporto tra Jacqueline e Ultimo è diventato di dominio pubblico nel 2021. I due si sono conosciuti attraverso amici comuni e da allora la loro relazione è cresciuta, diventando sempre più solida. Ultimo, noto per la sua riservatezza sulla vita privata, ha comunque mostrato in diverse occasioni il suo amore per Jacqueline: dal brano scritto per lei 'Quel filo che ci unisce' al video di 'Altrove' che ha come protagonisti i due innamorati. Il rapporto con la famiglia. Sui social, Jacqueline condivide spesso scatti insieme a suo padre, mentre poco o nulla di sua madre, Heather Parisi. Il rapporto tra madre e figlia è stato portato alla ribalta da Francesca Fagnani durante un'intervista a Heather Parisi nel programma 'Belve' lo scorso anno. In quell'occasione, Heather ha evitato di rispondere alle domande sulla figlia e sul suo rapporto con Ultimo. "Suocera di chi? Non lo so di cosa parli. Abbiamo fatto un patto in famiglia, nessuno parla delle situazioni private", aveva dichiarato la showgirl. Poco dopo la risposta della figlia via social: "Rispetterò per sempre mia madre, nonostante la sua assenza nella mia vita. Ieri sera mi sono sentita mancata di rispetto io, e mi trovo costretta ad ammettere una triste realtà, che personalmente avrei preferito non condividere. Non vedo mia madre da 10 anni", ha scritto Jacqueline in una storia su Instagram sollecitando il rispetto per la sua privacy: "Dunque mi dissocio da qualunque cosa sia stata detta. Lei non sa nulla della mia vita se non via social come voi. Vi chiedo di rispettare la mia privacy, soprattutto riguardo un argomento così delicato". Chissà se l'arrivo del nuovo bambino possa riappacificare gli animi. —[email protected] (Web Info)
Buchmesse, Campi: “Surreale allarmismo scrittori, in Italia c’è pluralismo culturale”
(Adnkronos) – "Ho ricevuto la lettera e non ho aderito". Lo dice all'AdnKronos lo storico Alessandro Campi che non ha firmato la missiva inviata a Jurgen Boos, direttore della Buchmesse, e a Innocenzo Cipoletta, presidente dell'Associazione italiana editori, da quaranta scrittori che manifestano la loro "preoccupazione" per la gestione messa in campo dal nostro Paese lamentando "l'ingerenza della politica". "Della lettera di Giordano – afferma Campi – non condivido l'obiettivo polemico nemmeno troppo implicito: accreditare l'idea che in Italia ci sia un clima di intolleranza e persecuzione nei confronti di scrittori e intellettuali. E che la colpa di questo clima sarebbe, va da sé, del governo di destra in carica. È surreale e persino un po' ridicolo l'allarmismo che si vuole diffondere. In Italia vige in realtà un regime di pieno pluralismo culturale che a certi ambienti della sinistra, autoreferenziale, poco interessata al confronto delle idee, non priva di venature intolleranti, abituata ad avere sotto il proprio controllo ogni spazio culturale, evidentemente non piace. Tra i cento autori chiamati a rappresentare l'Italia a Francoforte, basta leggerne i nomi, sono rappresentate le più diverse sensibilità ed esperienze. Perché non lo si vuole riconoscere solo per un banale e manifesto pregiudizio ideologico travestito da indignazione morale?", si chiede Campi. —[email protected] (Web Info)
Gnodde (Goldman Sachs): “Rischio instabilità dalla Francia, fiducia sull’Italia”
(Adnkronos) – "Goldman Sachs ha fiducia nell’economia italiana e nelle sue imprese e apprezza la leadership governativa del Premier Meloni se continuerà il processo di riforme utili al Paese. In Europa, i rischi di instabilità potrebbero arrivare dalla Francia". Richard Gnodde, ceo di Goldman Sachs International, in un'intervista a Il Sole24Ore affronta i principali temi di attualità degli investitori. Le elezioni francesi sono un appuntamento importante per i mercati? "Lo sono sicuramente. Come si è visto dall’andamento di mercato di bond e azioni nei giorni scorsi. Ma per ora è davvero difficile prevedere il loro esito e le conseguenze sui mercati. Ritengo che l’ipotesi principale sia quella di un parlamento sospeso guidato da una maggioranza di destra. Alcuni sondaggi non escludono una vittoria della sinistra. Credo che solo a seguito del primo turno avremo indicazioni, ma poi molto potrebbe dipendere dal “trading” che verrà effettuato a cavallo tra il primo e il secondo turno". Quindi, nel complesso, "è molto difficile prevedere quale sarà il risultato. È evidente che, nel caso non emerga una maggioranza, la Francia potrebbe essere esposta a un certo grado di perdurante instabilità". Ci saranno conseguenze sui mercati anche per l'Italia? "Naturalmente quello che sta accadendo in Francia ha un impatto su tutta l’Europa. Ma i riflettori non sono puntati sull’Italia. Gli investitori sono ancora positivi nei confronti del vostro Paese e apprezzano ciò che vedono dal punto di vista della crescita, ad esempio l’utilizzo di alcuni dei fondi europei post Covid". Più in generale, ragiona Richard Gnodde, "gli investitori sono tranquilli sulla leadership dell’economia italiana a livello governativo. La leadership che il Primo Ministro Meloni ha dimostrato e il modo in cui ha gestito la sua amministrazione sono molto importanti per gli investitori in questo momento. Quando si guarda alla situazione francese e alle prospettive di un governo di destra o di estrema destra, le persone si sentono confortate dal modo in cui il primo ministro italiano ha finora gestito la sua amministrazione". —[email protected] (Web Info)









