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Ex Ilva, tribunale Ue: “Va chiusa se ci sono pericoli gravi per ambiente e salute”

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(Adnkronos) – "In caso di pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute umana" provocati dall'attività dell’acciaieria Ilva di Taranto l'attività deve essere sospesa. In questo caso "il termine per applicare le misure di protezione previste dall’autorizzazione all’esercizio non può essere prorogato ripetutamente e l’esercizio dell’installazione deve essere sospeso", scrive la Corte di Giustizia dell'Ue in una sentenza relativa alla acciaieria ricordando come "nel 2019 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha accertato che l’acciaieria provocava significativi effetti dannosi sull’ambiente e sulla salute degli abitanti della zona". "Varie misure per la riduzione del suo impatto sono state previste sin dal 2012, ma i termini stabiliti per la loro attuazione sono stati ripetutamente differiti", aggiunge. La Corte di giustizia dell'Unione europea, nella sentenza sulla richiesta presentata dal tribunale di Milano, sottolinea poi che spetta proprio al Tribunale di Milano valutare la sospensione dell'attività dell'acciaieria Ilva di Taranto, dal momento che a fronte di "pericoli gravi e rilevanti" per l’ambiente e la salute umana, non si può prorogare ripetutamente il termine per applicare le misure di protezione previste dall’autorizzazione all’esercizio dell'impianto. Lo sottolinea la . La Corte – ricorda come "numerosi abitanti della zona hanno agito in giudizio dinanzi al Tribunale di Milano contro il proseguimento dell’esercizio dell’acciaieria" – risponde a una istanza presentata dai giudici lombardi che hanno chiesto "se la normativa italiana e le norme derogatorie speciali applicabili all’acciaieria Ilva al fine di garantirne la continuità siano in contrasto con la direttiva" Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali. Mentre, secondo il governo italiano, la direttiva non fa alcun riferimento alla valutazione del danno sanitario, la Corte rileva che la nozione di "inquinamento" ai sensi di tale direttiva include i danni tanto all’ambiente quanto alla salute umana. "Pertanto, la valutazione dell’impatto dell’attività di un’installazione come l’acciaieria Ilva su tali due aspetti deve costituire atto interno ai procedimenti di rilascio e riesame dell’autorizzazione all’esercizio". "Secondo il Tribunale di Milano, tale presupposto non è stato rispettato per quanto riguarda il danno sanitario. Il gestore deve altresì valutare tali impatti durante tutto il periodo di esercizio della sua installazione. Inoltre, secondo il Tribunale di Milano, le norme speciali applicabili all’acciaieria Ilva hanno consentito di rilasciarle un’autorizzazione ambientale e di riesaminarla senza considerare talune sostanze inquinanti o i loro effetti nocivi sulla popolazione circostante. Ebbene, la Corte rileva che il gestore di un’installazione deve fornire, nella sua domanda di autorizzazione iniziale, informazioni relative al tipo, all’entità e al potenziale effetto negativo delle emissioni che possono essere prodotte dalla sua installazione. Solo le sostanze inquinanti che si ritiene abbiano un effetto trascurabile sulla salute umana e sull’ambiente possono non essere assoggettate al rispetto dei valori limite di emissione nell’autorizzazione all’esercizio". La Corte afferma poi che, "contrariamente a quanto sostenuto dall’Ilva e dal governo italiano, il procedimento di riesame non può limitarsi a fissare valori limite per le sostanze inquinanti la cui emissione era prevedibile. Occorre tener conto anche delle emissioni effettivamente generate dall’installazione nel corso del suo esercizio e relative ad altre sostanze inquinanti". "In caso di violazione delle condizioni di autorizzazione all’esercizio dell’installazione, il gestore – conclude la corte – deve adottare immediatamente le misure necessarie per garantire il ripristino della conformità della sua installazione a tali condizioni nel più breve tempo possibile".  —[email protected] (Web Info)

Terremoto nel Salernitano, scossa di magnitudo 2.8

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(Adnkronos) – Una scossa di terremoto di magnitudo 2.8 è stata registrata dall'Ingv nel Salernitano. I comuni più vicini all'epicentro della scossa, avvenuta alle ore 8.38 e a una profondità di 7 km, sono stati Ricigliano e Balvano. —[email protected] (Web Info)

Infermiera morta a Firenze, svolta nelle indagini: nipote 17enne confessa omicidio

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(Adnkronos) –
Fermato con l'accusa di omicidio volontario il nipote 17enne di Maria Teresa Chavez Flores, 65enne di origine peruviana, operatrice sociosanitaria, trovata morta nella zona di Careggi a Firenze. Secondo quanto si è appreso, il provvedimento è stato emesso dalla procura dei minori nel corso della nottata, dopo che il ragazzo avrebbe confessato di aver ucciso la nonna. Nel tardo pomeriggio di ieri il giovane era stato portato in questura e interrogato dalla squadra mobile e dal pubblico ministero.  Il ragazzo conviveva da quattro anni con i nonni in un mini appartamento in via Niccolò da Tolentino ed era arrivato a Firenze per studiare, mentre i suoi genitori sono rimasti in Perù. Il nonno nella notte tra domenica e lunedì, quando è avvenuto il delitto era fuori città. Il nipote in un primo momento aveva raccontato alla polizia di aver trovato uno sconosciuto all'interno dell'appartamento al suo rientro nella notte ed aver ingaggiato una lotta con lui che poi era scappato, quindi aveva trovato la nonna morta nel suo letto. Il racconto del 17enne era apparso fin da subito contraddittorio e da qui la sua convocazione in questura; prima però era stato portato in ospedale per medicare le ferite che presentava in volto.  Maria Teresa Chavez Flores lavorava come infermiera in una struttura per malati psichiatrici e in un'altra per malati di Alzheimer. —[email protected] (Web Info)

Coniugi uccisi in casa a Fano, fermato il figlio

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(Adnkronos) – E' stato fermato dalla polizia nella notte il figlio della coppia di anziani uccisa lunedì in casa a Fano (Pesaro Urbino). Durante il lungo interrogatorio, a quanto si apprende, avrebbe confessato e fatto alcune ammissioni. Il movente del duplice omicidio sarebbe di natura economica ma continuano le indagini della polizia per ricostruire esattamente l'accaduto.  Era stato proprio il figlio dei coniugi uccisi a chiamare i soccorsi. L'anziano era stato trovato con il cranio fracassato mentre la moglie probabilmente è stata strangolata. Le indagini si erano subito concentrate sul racconto dell'uomo che è stato a lungo interrogato. —[email protected] (Web Info)

Ciclone sopra l’Italia, ancora maltempo al Centro-Nord: ma da giovedì cambia tutto

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(Adnkronos) – Ancora maltempo sull’Italia, con piogge continue al Centro-Nord e temperature sotto media, a causa di un ciclone bloccato tra la Corsica e l’Appennino.  Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che tanta pioggia colpirà le regioni settentrionali e parte di quelle centrali per altre 36 ore. Il ciclone, sceso direttamente dall’Irlanda, causa anche temperature simil-autunnali al Nord con massime difficilmente oltre i 20°C, circa 6-7 gradi sotto la media del periodo. La pioggia sarà ancora protagonista, specie su Emilia Romagna, Liguria, Basso Piemonte e tra Toscana, Umbria e Marche; non mancheranno delle fasi asciutte, non si escludono però anche temporali intensi e soprattutto il ciclone porterà scrosci sparsi un po’ su tutto il Centro-Nord e localmente anche su Calabria e Sicilia. Il maltempo più pericoloso dovrebbe colpire ancora l’Appennino settentrionale. Prudenza per i fiumi in piena nel bel mezzo dell’Estate! Anche la giornata del mercoledì vedrà l’ingombrante presenza del Ciclone sull’Italia centro settentrionale seppur con l’occhio della bassa pressione in spostamento verso est: prima di attraversare l’Adriatico e portarsi sui Balcani, prevediamo ancora piogge intense sul Triveneto e gran parte della fascia adriatica, dalle Marche al Molise con qualche acquazzone anche in Puglia. 
Da giovedì però cambierà tutto, di nuovo: la rimonta dell’anticiclone nordafricano porterà un deciso miglioramento ovunque e soprattutto una nuova fiammata termica; si prevedono dapprima temperature oltre i 30°C su tutto il Centro-Sud, ma con tendenza ai 35°C venerdì e fino ed oltre i 40°C nel weekend. A proposito di questa nuova fiammata africana, per domenica 30 giugno sono previsti picchi di 42°C a Siracusa, 40°C a Catania e nel materano, 39°C a Bari, Caltanissetta, Lecce ed Oristano, 38°C diffusi sul resto di Sicilia e Puglia, 37°C sparsi in Campania: ultima domenica del mese di nuovo sugli scudi della super canicola. E’ un meteo dunque molto movimentato: prestiamo attenzione alle piogge persistenti al Centro-Nord fino a mercoledì, prepariamoci poi per una nuova fiammata africana da venerdì, specie al Sud. L’unica giornata un po’ più tranquilla, al momento, sembra essere quella di giovedì 27 giugno, per il resto si ballerà sull’altalena meteorologica di questa fine giugno decisamente capricciosa. 
NEL DETTAGLIO
 
Martedì 25. Al Nord: diffusamente instabile, maltempo. Al Centro: piogge e temporali. Al Sud: rovesci su Campania, Basilicata, Puglia, alta Calabria. 
Mercoledì 26: Al Nord: temporali verso il Nord-Est, ancora su Alpi e Prealpi. Al Centro: instabile specie sulla fascia adriatica. Al Sud: locali temporali sui settori peninsulari. 
Giovedì 27: Al Nord: soleggiato, qualche piovasco sul Triveneto specie montuoso. Al Centro: soleggiato. Al Sud: bel tempo. 
Tendenza: torna l'anticiclone nordafricano, a garanzia di un tempo più stabile. Molto caldo nel weekend al Centro-Sud. —[email protected] (Web Info)

Gaza, raid Israele nel campo Shati: uccisa sorella leader Hamas

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(Adnkronos) –
Hamas ha confermato la morte della sorella del leader politico Ismail Haniyeh in un raid aereo israeliano condotto nella notte contro il campo profughi di Shati, a Gaza City, dove hanno perso la vita dieci palestinesi. Si tratta quindi di un'altra vittima nella famiglia di Haniyeh che lo scorso 10 aprile aveva perso i tre figli Hazem, Amir e Mohammed, oltre a quattro nipoti, in un raid sferrato sempre sullo stesso campo profughi.  "Ringrazio Dio per questo onore che mi ha concesso con il martirio dei miei tre figli e di alcuni nipoti", aveva dichiarato allora ad al-Jazeera il capo dell'ufficio politico di Hamas. "Non c'è dubbio che questo nemico criminale sia guidato dallo spirito di vendetta, omicidio e spargimento di sangue, e non osservi alcuno standard o legge", aveva proseguito Haniyeh, aggiungendo che 60 membri della sua famiglia sono stati uccisi dall'inizio della guerra. Parlando dell'ultimo attacco a Shati e di quello a Daraj, dove sono state colpite due scuole, una delle quali gestita dall'Unrwa, e uccise otto persone della stessa famiglia, Hamas ha detto di ritenere ''l'Amministrazione del presidente americano Joe Biden responsabile della continuazione della guerra''. Il gruppo ha poi invitato ''la nazione araba e islamica e i popoli liberi del mondo a intensificare la loro mobilitazione a tutti i livelli e ad aumentare la pressione per fermare l'aggressione''. 
Nei raid aerei contro la Striscia di Gaza l'Idf ha preso di mira miliziani di Hamas che hanno partecipato al massacro del 7 ottobre e che hanno preso ostaggi. Aerei che aerei da combattimento hanno colpito due edifici, nel campo Shati di Gaza City e nel quartiere di Daraj, che erano utilizzati dai miliziani. L'esercito israeliano spiega di aver effettuato sorveglianza aerea, utilizzato ''munizioni di precisione'' e impiegato altre informazioni di intelligence per mitigare i danni ai civili negli attacchi. "L'organizzazione terroristica Hamas viola continuamente il diritto internazionale sfruttando sistematicamente le strutture civili e utilizzando la popolazione civile come scudi umani per la sua attività terroristica contro Israele", aggiunge l'Idf in una nota.  Egitto rifiuta di evacuare palestinesi malati da Rafah L'Egitto ha respinto la proposta israeliana di consentire l'evacuazione dei palestinesi malati dalla Striscia di Gaza attraverso il valico di frontiera di Rafah. Lo scrive il quotidiano libanese Al-Akhbar citando fonti egiziane secondo le quali il Cairo ha rifiutato l'offerta perché Israele ora controlla il lato palestinese del valico. Il valico di Rafah è stato chiuso da quando Israele ha preso il controllo del lato di Gaza il 7 maggio scorso. L'Egitto si è rifiutato di riaprirlo finché non fosse tornato sotto il controllo palestinese, per evitare di essere visto come complice dell'operazione militare israeliana nella città più meridionale di Gaza.  L'Alta Corte in Israele ha stabilito all'unanimità che le Forze di difesa israeliane (Idf) debbano arruolare immediatamente i giovani studenti ultraortodossi. Lo riportano i media israeliani sottolineando che la Corte ha stabilito che non possano esserci finanziamenti statali per gli studenti ultraortodossi che si rifiutano di arruolarsi. "Lo Stato non ha l'autorità di imporre un'ampia esenzione dal servizio militare e in assenza di una legge il finanziamento non può essere effettuato dalle casse statali per gli studenti della yeshivah che non sono legalmente esentati dal servizio", hanno scritto i giudici nella sentenza. Ieri il governo di Israele ha approvato un aumento dei giorni di servizio previsti per i riservisti. I leader della comunità Haredi hanno invece affermato che gli studenti della yeshivah hanno contribuito alla sicurezza di Israele non meno dei soldati che hanno combattuto in guerra. Il rabbino capo Yitzhak Yosef ha detto che i suoi seguaci avrebbero lasciato il Paese se fosse stata imposta loro la leva. Un altro importante rabbino ha affermato che la morte è meglio del servizio militare, sottolinea il sito di Ynet. "Si tratta di una vittoria storica per lo Stato di diritto e per il principio di uguaglianza nell'onere del servizio militare", ha affermato l'Mqg, il Movimento per un governo di qualità in Israele. La sentenza unanime dell'Alta Corte ritiene che non esiste più alcun quadro giuridico che consenta al governo di concedere esenzioni globali dal servizio militare agli studenti ultraortodossi della yeshivah e che il governo deve quindi imporre la legge sulla coscrizione obbligatoria nei loro confronti. "Chiediamo al governo e al ministro della Difesa di attuare la decisione senza indugio, di rispettare l'ordine dell'Alta Corte e di lavorare immediatamente per arruolare studenti yeshivah'' ultra-ortodossi, afferma l'organizzazione in una nota. Dallo scoppio della guerra contro Hamas lo scorso 7 ottobre, nell'opinione pubblica israeliana e nei partiti di opposizione al governo sono aumentate le richieste di arruolare ultraortodossi nell'esercito per condividere il carico.  
Due ostaggi con doppia nazionalità russo e israeliana saranno i primi a essere rilasciati una volta che entrerà in vigore l'accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il numero due dell'ufficio politico di Hamas, Musa Abu Marzouk, nel corso di una intervista con l'agenzia di stampa Ria Novosti dopo un incontro a Mosca con il vice ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov. ''Stiamo aspettando che Israele accetti un cessate il fuoco'' e ''non appena ci sarà una decisione in merito, i due russi saranno i primi ad essere rilasciati. Aspettiamo che i combattimenti si calmino e ci sarà l'opportunità di prendere queste persone e rilasciarle'', ha aggiunto Abu Marzouk. I due ostaggi a cui fa riferimento sono Alexander Lobanov, 32 anni, un cittadino russo-israeliano rapito al festival musicale nel deserto del Negev attaccato da Hamas, e Alexander Trupanov, 28 anni, presumibilmente in mano alla Jihad islamica palestinese che ha pubblicato un suo video a maggio. Secondo Ynet, la moglie di Lobanov ha dato alla luce il loro secondo figlio a febbraio, mentre il marito era in ostaggio. "Non abbiamo in ostaggio persone con la sola cittadinanza russa, ma solo cittadini israeliani. La maggior parte ha la doppia cittadinanza, messicana, americana, ucraina e altre", ha detto Abu Marzouk all'agenzia di stampa russa. "In precedenza, quando c'è stato uno scambio'' con i detenuti palestinesi, ''abbiamo liberato un cittadino russo fuori dall'accordo come ringraziamento al presidente Vladimir Putin per la sua posizione sulla Palestina'', ha aggiunto il funzionario di Hamas.   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Assange, dai ‘War Diary’ al rilascio: le tappe del caso

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(Adnkronos) – Julian Assange, cofondatore di WikiLeaks, è stato rilasciato dal carcere di Belmarsh a Londra dove era detenuto da cinque anni. Era stato arrestato il 12 luglio del 2019 dopo essersi nascosto nell'ambasciata ecuadoriana a Londra dal 2012. Ecco una cronologia delle principali tappe della vicenda: 
Luglio 2010: WikiLeaks pubblica il suo Afghanistan War Diary, una raccolta di circa 90.000 documenti del governo Usa, principalmente top secret, relativi all'impegno militare delle forze alleate in Afghanistan; 
Agosto 2010: i pubblici ministeri svedesi emanano un mandato di arresto europeo per Assange per le accuse di stupro, molestie sessuali e di ''coercizione illegittima'' che coinvolgono due donne svedesi. Assange nega le accuse; 
Ottobre 2010: WikiLeaks pubblica altri 400.000 documenti classificati, questa volta inerenti la guerra in Iraq;  
Dicembre 2010: Assange si arrende alla polizia britannica. E' posto in custodia, ma rilasciato su cauzione dopo che i suoi sostenitori pagano 200.000 sterline (circa 235.000 euro) in contanti e garantiscono una serie di misure cautelative come l'obbligo della firma ed il braccialetto elettronico. Inizia la battaglia legale per la sua estradizione in Svezia; 
Febbraio 2011: la Belmarsh Magistrates Court di Londra stabilisce che Assange dovrebbe essere estradato in Svezia. Assange giura di appellarsi alla decisione perché teme l'estradizione negli Stati Uniti. 
Maggio 2012: la Corte Suprema stabilisce che Assange deve essere estradato in Svezia; 
Giugno 2012: Assange si rifugia nell'ambasciata ecuadoriana a Londra, dove chiede asilo politico. Le autorità britanniche minacciano di arrestarlo se lascia la sede diplomatica. L'Ecuador accetta di valutare la sua richiesta di asilo; 
Agosto 2012: il governo del socialista Rafael Correa concede asilo a Assange, scatenando una battaglia diplomatica con la Gran Bretagna, che minaccia di entrare nell'ambasciata per arrestarlo; 
Agosto 2015: i procuratori svedesi annunciano che tre delle quattro accuse rivolte a Julian Assange sono andate in prescrizione. Rimane in piedi l'accusa per un sospetto stupro nel 2010, per la quale Assange potrà essere incriminato fino al 2020; 
Febbraio 2016: un gruppo delle Nazioni Unite stabilisce che la Gran Bretagna e la Svezia hanno assoggettato Assange a una "detenzione arbitraria" e che dovrebbe essere rilasciato. I due Paesi respingono la sentenza definendola non vincolante; 
14 novembre 2016: la procura svedese interroga per la prima volta a Londra il fondatore di WikiLeaks sui fatti dell'agosto 2010 al centro dell'inchiesta. 
Gennaio 2017: Assange afferma che potrebbe consegnarsi agli Usa in cambio della libertà per Chelsea Manning, la militare transgender informatrice di Wikileaks, ma dopo la concessione della grazia, avvenuta per commutazione, non si è consegnato;  
19 maggio 2017: i pubblici ministeri svedesi archiviano l'inchiesta per stupro, facendo così decadere il mandato di arresto europeo. Assange accoglie la decisione e giura di combattere contro la "terribile ingiustizia" nei suoi confronti. Il ministro degli esteri dell'Ecuador esorta la Gran Bretagna a dare ad Assange un passaggio sicuro; 
24 maggio 2017: Lenin Moreno diventa presidente dell'Ecuador dopo aver vinto un ballottaggio fortemente contestato e dichiara che Assange può rimanere all'ambasciata. Il principale avversario di Moreno, il conservatore Guillermo Lasso, aveva dichiarato durante la campagna che, se fosse stato eletto, avrebbe chiesto ad Assange di lasciare la sede diplomatica. Il giorno seguente, Moreno avverte Assange di non intromettersi nella politica interna dell'Ecuador e lo definisce un "hacker"; 
12 dicembre 2017: l'Ecuador concede la cittadinanza ad Assange. 
11 gennaio 2018: la Gran Bretagna afferma di aver respinto una richiesta di Quito di concedere lo status diplomatico ad Assange, che gli avrebbe permesso di lasciare l'ambasciata senza essere arrestato; 
24 gennaio 2018: Moreno rende chiaro che Assange non è più il benvenuto, dicendo che è un ''problema ereditato'' e un ''sasso nella scarpa''; 
6 febbraio 2018: un tribunale britannico stabilisce che il mandato di arresto per Assange per la violazione dei termini della libertà condizionale rimane valido; 
28 marzo 2018: l'Ecuador rende noto di aver sospeso l'accesso a Internet di Assange e di avergli vietato di ricevere visite perché i suoi messaggi sui social media stanno mettendo "a rischio le buone relazioni" con la Gran Bretagna, l'Unione Europea e altre nazioni. La mossa arriva dopo che Assange ha criticato l'arresto dell'ex leader catalano Carles Puigdemont su Twitter e si è chiesto se Mosca fosse responsabile dell'avvelenamento con un'agente nervino di un'ex spia russa a Salisbury. 
ottobre 2018: l'Ecuador impone una nuova serie di regole ad Assange, dicendo che deve pulire il suo bagno, badare al suo gatto James e pagare per la propria elettricità e connessione internet. Il 29 un giudice ecuadoriano respinge la denuncia di Assange secondo cui le nuove regole sono una violazione dei suoi diritti; 
15 novembre 2018: negli Stati Uniti emergono rapporti secondo cui il Dipartimento della Giustizia statunitense si sta preparando a perseguire legalmente il fondatore di Wikileak per crimini non specificati. 
23 gennaio 2019: gli avvocati di Assange chiedono alla Commissione interamericana dei diritti umani (Iahcr) di fare un "intervento urgente", sollecitando l'amministrazione Trump a rivelare le accuse "segretamente presentate" contro il giornalista e chiedendo all'Ecuador la protezione per la potenziale estradizione negli Stati Uniti. 
15 marzo 2019: l'Iahcr respinge la denuncia di Assange. 
2 aprile 2019: Moreno accusa Assange di aver ripetutamente violato le condizioni del suo asilo e, implicitamente, di essere coinvolto nella sottrazione e diffusione sui social media di diverse sue foto private e personali, dove sono ritratti membri della sua famiglia e stanze della sua casa. 
11 aprile 2019: Assange viene arrestato nell'ambasciata ecuadoriana dopo che l'ambasciatore ecuadoriano "ha invitato la polizia britannica" all'interno. 
1 maggio 2019: Il giudice Deborah Taylor incarcera Assange per 50 settimane per aver violato la sua cauzione chiedendo asilo presso l'ambasciata presso la Southwark Crown Court. Durante l'udienza viene consegnata una lettera al giudice in cui Assange si scusa "senza riserve" con chiunque ritenga di "aver mancato di rispetto" per il modo in cui ha "perseguito" il suo caso. 
11 giugno 2019. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti chiede formalmente alla Gran Bretagna di estradare Assange negli Stati Uniti per affrontare le accuse di aver cospirato per hackerare computer governativi e violato una legge sullo spionaggio. 
19 novembre 2019. I procuratori svedesi abbandonano completamente il caso sull'accusa di stupro, adducendo la mancanza di prove e il fatto che è trascorso troppo tempo dai presunti reati. 
12 aprile 2020. Si scopre che Assange ha segretamente avuto due figli mentre viveva nell'ambasciata ecuadoriana. La sua compagna Stella Moris ne chiede la liberazione, tra i timori per la sua salute. 
24 giugno 2020. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti emette un atto d'accusa aggiornato con 18 capi d'accusa sul presunto ruolo di Assange in "uno dei più grandi compromessi di informazioni riservate nella storia degli Stati Uniti". 
4 gennaio 2021. Un giudice britannico stabilisce che Assange non dovrebbe essere estradato negli Stati Uniti per affrontare accuse penali a causa del timore che possa togliersi la vita in prigione. Il governo degli Stati Uniti ha deciso che farà appello contro la decisione, aggiungendo che potrebbe scontare la pena in prigione in Australia. 
10 dicembre 2021. Il governo degli Stati Uniti vince la richiesta dell'Alta Corte di ribaltare la decisione del giudice di non estradare Assange. 
23 marzo 2022. Assange sposa la sua fidanzata Stella nella prigione di Belmarsh. Lei indossa un abito disegnato da Vivienne Westwood. 
17 giugno 2022. Il governo britannico approva l'estradizione di Assange negli Stati Uniti, dove dovrà affrontare l'accusa di spionaggio. L'allora ministro degli Interni Priti Patel firma l'ordine di estradizione per il fondatore di WikiLeaks. Gli vengono concessi 14 giorni per impugnare la decisione. 
Giugno 2023. Il giudice dell'Alta Corte di Londra stabilisce che Assange non ha motivi legali per ricorrere in appello. 
20 febbraio 2024. Assange lancia quello che secondo i suoi sostenitori sarà il suo ultimo tentativo di impedire l’estradizione. 
26 marzo 2024. L'estradizione viene sospesa quando la corte afferma che gli Stati Uniti devono fornire garanzie che Assange non affronterà una potenziale pena di morte. 
10 aprile 2024. Il presidente americano Joe Biden afferma che gli Stati Uniti stanno "considerando" di abbandonare il processo contro Assange su richiesta dell'Australia. Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha sostenuto una mozione che chiede il ritorno di Assange nel suo paese natale. 
20 maggio 2024. L'Alta Corte concede ad Assange il permesso di presentare un ricorso completo contro la sua estradizione sulla base del fatto che, in quanto cittadino straniero sotto processo, potrebbe non essere in grado di fare affidamento sul diritto alla libertà di parola previsto dal Primo Emendamento. 
24 giugno 2024. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e Assange rivelano un accordo in cui si dichiarerà colpevole di un reato e sarà condannato a scontare una pena. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Cancro, mix di 2 farmaci potrebbe bloccare crescita glioblastoma: studio italiano

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(Adnkronos) –
Un mix di 2 farmaci potrebbe bloccare la crescita delle cellule di glioblastoma, il più aggressivo dei tumori al cervello, ancora senza cura. Apre nuove prospettive terapeutiche uno studio italiano condotto nell'ambito dello Spoke 3 del progetto Mnesys, 'Cern italiano' per la ricerca sul cervello finanziato dal Pnrr. Se ne è parlato a Napoli al I Forum nazionale delle neuroscienze.  "Nonostante i progressi scientifici degli ultimi anni nella caratterizzazione e classificazione di queste neoplasie" cerebrali, "le 'armi' terapeutiche a disposizione dei medici sono ancora poche e spesso inefficaci e il glioblastoma rimane ad oggi un tumore cerebrale incurabile, con un tempo di sopravvivenza mediano basso, pari a 15 mesi", ricorda Lorenzo Chiariotti, professore di Patologia generale all'università Federico II di Napoli. In uno studio pubblicato a settembre 2023 su 'Cell Death & Disease', gli scienziati guidati da Chiariotti hanno scoperto che in oltre la metà dei glioblastomi analizzati è maggiormente espresso, rispetto al normale tessuto cerebrale, l'enzima lisina metiltransferasi (Setd8). Sulla base di questa osservazione, "abbiamo trattato cellule di glioblastoma con UNC0379, un inibitore specifico di Setd8 – riferisce lo specialista – e notato che si riduceva la proliferazione delle cellule maligne. Siamo poi riusciti a dimostrare che la combinazione dell'inibitore di Setd8 con un farmaco antitumorale sperimentale, l'adavosertib, induce la morte delle cellule di glioblastoma. Gli esperimenti sono stati condotti anche su modelli murini in cui cellule di glioblastoma sono state impiantate nel fianco degli animali e il risultato – evidenzia Chiariotti – è stato confermato: l'associazione UNC0379-adavosertib blocca la crescita di cellule di glioblastoma anche in modelli animali".  "E non è tutto. Le caratteristiche chimico-fisiche di UNC0379 – aggiunge l'esperto – fanno pensare che il farmaco sia in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, cioè la struttura funzionale interposta fra sangue e tessuto nervoso, che regola selettivamente il passaggio sanguigno di sostanze chimiche da e verso il cervello, proteggendo il sistema nervoso da avvelenamenti e intossicazioni. Sono attualmente in corso studi tesi a dimostrare la permeabilità di UNC0379 attraverso la barriera in modelli murini. La prova formale in vivo della capacità del farmaco di raggiungere il cervello – precisa infatti Chiariotti – è condizione necessaria per poter, eventualmente, dare il via a studi clinici sull'uomo". —[email protected] (Web Info)

Sanità, al San Raffaele Milano nuovo centro di eccellenza contro l’obesità

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(Adnkronos) – All'Irccs ospedale San Raffaele di Milano nasce il Centro di eccellenza per la salute metabolica. Un percorso multidisciplinare per una presa in carico a 360 gradi – dallo screening alla diagnosi e al trattamento su misura – di pazienti con sovrappeso-obesità e/o altre malattie del metabolismo come diabete di tipo 2, dislipidemie, ipertensione arteriosa e patologie metaboliche del fegato. Sindromi che in Italia e nel mondo fanno registrare una "espansione continua, divenuta pandemica", spiegano dalla struttura del Gruppo San Donato, "frequentemente presenti in associazioni multiple tra loro e responsabili di elevato rischio cardiovascolare e mortalità precoce".  A ispirare il nuovo centro, oltre a un contesto epidemiologico che vede 4 italiani adulti su 10 in eccesso di peso di cui 3 sovrappeso e 1 obeso (Rapporto Bes 2023 dell'Istat), anche le novità sul fronte terapeutico. Nell'ultimo decennio è emersa infatti una nuova classe di farmaci denominati incretinici e più specificamente Glp-1 agonisti – sottolineano gli esperti del San Raffaele – che nel corso delle sperimentazioni cliniche hanno dimostrato risultati senza precedenti nel contrastare le malattie del metabolismo. Farmaci come semaglutide, che attraverso meccanismi d'azione innovativi e mantenendo un profilo di sicurezza molto elevato hanno dimostrato efficacia nella terapia del diabete 2, dell'obesità e delle epatopatie metaboliche. Trattamenti associati, per la prima volta, a una significativa riduzione del rischio cardiovascolare, con evidenti effetti di protezione cardiaca e renale. Terapie ritenute "rivoluzionarie" per "l'enorme impatto che un più esteso impiego potrebbe avere sulla salute pubblica", anche dal punto di vista "sociale ed economico". Nel nuovo centro opereranno internisti, endocrinologi, cardiologi, nutrizionisti e psicologi già in forze al San Raffaele. Il servizio "sarà accessibile a tutti coloro che hanno un Bmi (indice di massa corporea) uguale o superiore a 27, associato o meno ad altri fattori di rischio, che intendano perseguire una riduzione equilibrata del peso corporeo", afferma Emanuele Bosi, primario di Diabetologia ed Epatologia del San Raffaele e ordinario di Medicina interna all'università Vita-Salute San Raffaele. "Una strategia terapeutica e di monitoraggio personalizzata – illustra lo specialista – verrà identificata per ciascun paziente. Il primo passo si baserà su valutazioni e raccomandazioni nutrizionali, fisiche e relative allo stile di vita. Il secondo passo contemplerà l'opzione della terapia farmacologica, basata sull'impiego dei farmaci Glp-1 di nuova generazione, da poco disponibili anche in Italia. Infine, le visite di follow-up verranno programmate e personalizzate sulla base delle caratteristiche dei pazienti, prevedendo, nella maggior parte dei casi, l'invio a rivalutazioni da parte dei medici di medicina generale o, a seconda delle necessità cliniche, la riammissione presso il nostro centro". "Tra i principi che contribuiscono a definire il concetto di salute, metabolica e complessiva della persona di cui l'ospedale San Raffaele intende farsi promotore – precisa Bosi – vi è anche quello della salute mentale e del benessere psicologico. Valutazione e supporto psicologico sono parte del percorso offerto al paziente, ove se ne ravvisi la necessità o su richiesta dell'interessato, a integrazione dalla consulenza nutrizionale, come componente fondamentale della diagnosi e del trattamento dei nostri pazienti". Il Centro di eccellenza per la salute metabolica "sarà punto di riferimento per pazienti italiani e stranieri con problematiche di sovrappeso e obesità – dichiara Federico Esposti, neurofisiologo e direttore operativo dell'Irccs San Raffaele – offrendo loro un percorso diagnostico completo, con soluzioni integrate tra interventi nutrizionali, educazione comportamentale e terapie farmacologiche, al fine di promuovere e consolidare nel tempo una salute metabolica ottimale all'interno di uno stile di vita equilibrato. Obiettivo aggiuntivo sarà quello di creare una rete territoriale di medici che operino, in linea con i protocolli e la formazione ricevuta dall'ospedale San Raffaele, seguendo i pazienti nel follow-up al fine di massimizzare efficacia e mantenimento dei risultati sulla perdita di peso, in collaborazione con le farmacie del territorio". L'Irccs ospedale San Raffaele di Milano – ricorda una nota – ha da sempre investito grandi sforzi e risorse nella ricerca nel campo del diabete e delle malattie metaboliche correlate. Dal 2007 ha dato vita al Diabetes Research Institute (Dri), un esempio di istituto scientifico in grado di integrare la ricerca di base con le sperimentazioni cliniche e la pratica assistenziale quotidiana, applicando un modello di ricerca traslazionale con pochi altri esempi, anche a livello internazionale. Nelle diverse aree delle malattie metaboliche, diabetologia, obesità, nutrizione clinica, disturbi alimentari, epatologia e cardiologia clinica, il San Raffaele segue ogni anno tra 87 e 94mila pazienti, risultando non solo uno dei maggiori centri italiani per la cura di queste patologie, ma anche uno dei più qualificati centri di ricerca traslazionale, integrata con molteplici altre discipline scientifiche e con le attività didattiche dell'università Vita-Salute. Con l'aggiunta di questo nuovo centro di eccellenza, il San Raffaele inizia ad occuparsi attivamente anche della fase di prevenzione delle sindromi metaboliche e delle patologie correlate. —[email protected] (Web Info)

Farmaci, con semaglutide dimagriscono più le donne ma stessi benefici sul cuore

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(Adnkronos) – L'antidiabete semaglutide, molecola 'pharmastar' gettonatissima tra i vip per il suo effetto anti-obesità, fa dimagrire di più le donne. Il dato emerge da un'analisi secondaria di STEP-HFpEF, programma di ricerca che valuta l'azione del farmaco nelle persone affette da obesità e scompenso cardiaco (con o senza diabete), presentata a Orlando in Florida durante le Sessioni scientifiche 2024 dell'American Diabetes Association e pubblicata sul 'Journal of the American College of Cardiology' (Jacc). Con semaglutide le pazienti donne hanno perso in media quasi il 10% del loro peso rispetto al 7% circa degli uomini: "Una differenza significativa", sottolineano gli autori, evidenziando tuttavia che il miglioramento dei sintomi cardiaci è stato praticamente lo stesso in entrambi i sessi. Ciò suggerisce che "i benefici di semaglutide per l'insufficienza cardiaca potrebbero essere in parte indipendenti dal dimagrimento". Il programma STEP-HFpEF, composto da due studi (STEP-HFpEF e STEP-HFpEF DM), ha confrontato semaglutide con placebo su 1.145 partecipanti – di cui 570 donne – per 52 settimane. L'obiettivo dell'analisi apparsa su Jacc e illustrata al congresso da Subodh Verma, ospedale St. Michael e università di Toronto in Canada, era capire "se le caratteristiche fenotipiche e gli effetti del trattamento con semaglutide variano in base al sesso nell'insufficienza cardiaca correlata all'obesità con frazione di eiezione conservata (HFpEF)".  "Comprendere le differenze sessuali nell'HFpEF correlato all'obesità è di grande importanza", spiega infatti l'autore senior Mikhail Kosiborod, del Saint Luke's Mid-America Heart Institute di Kansas City nel Missouri, considerando che "l'obesità e l'adiposità viscerale sono fattori chiave nello sviluppo e nella progressione dell'HFpEF e ciò può essere ancora più amplificato nelle donne, che rappresentano la maggioranza dei pazienti e sopportano un carico più pesante dei sintomi e delle limitazioni fisiche dello scompenso cardiaco". Rimarca Verma, autore principale: "Si è osservato che le donne con obesità e HFpEF avevano un indice di massa corporea Bmi più alto ed erano molto più sintomatiche. Presentavano inoltre una maggiore infiammazione sistemica e, rispetto a ricerche precedenti, erano anche più giovani".  L'analisi ha mostrato che semaglutide, rispetto a placebo, ha migliorato in modo simile negli uomini e nelle donne – anche nei sottogruppi chiave per età e Bmi – i sintomi correlati allo scompenso cardiaco, le limitazioni fisiche e la capacità di esercizio, riducendo l'infiammazione e i peptidi natriuretici. Ha anche abbassato la pressione sanguigna sistolica (la 'massima') e il girovita. Quanto al dimagrimento, però, le femmine hanno sperimentato una maggiore perdita di peso: in media sono scese del 9,6%, contro il 7,2% dei maschi. "Anche se è stata riscontrata una significativa riduzione del peso corporeo in entrambi i sessi, questa è stata maggiore nelle donne in modo statisticamente significativo", puntualizzano gli autori. In un editoriale di accompagnamento Anuradha Lala (Mount Sinai School of Medicine, capo ricerca scompenso cardiaco del Nhlbi Cardiothoracic Surgery Network) commenta che "sono necessari ulteriori studi per far luce sul meccanismo attraverso il quale semaglutide produce benefici, con un'attenzione continua alle differenze sesso-specifiche nelle risposte al trattamento". —[email protected] (Web Info)

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