(Adnkronos) – Lui riverso sul letto, con la faccia rivolta verso l'alto e il cranio fracassato da un oggetto che non è stato trovato. Lei a terra, in soggiorno, con la testa rivolta verso il pavimento, probabilmente strangolata. Così, nella notte, sono stati trovati i corpi di Giuseppe Ricci, 75 anni, e della moglie Luisa Marconi, 70, entrambi uccisi nella loro abitazione in via Fanella 127, a Fano. A chiamare i soccorsi è stato il figlio 40enne della coppia di pensionati. L'uomo, che vive nell'appartamento al piano superiore, ha raccontato ai poliziotti di esser corso in casa dei genitori dopo essere stato svegliato dai rumori violenti. Al momento gli agenti della Squadra mobile, titolari delle indagini, non escludono alcun movente: la casa era a soqquadro, ma sulla porta non ci sarebbero segni di effrazione. —[email protected] (Web Info)
Trovato morto in Francia l’ex prete Preynat, al centro di uno dei più grandi scandali di abusi nella Chiesa
(Adnkronos) – È’ stato trovato morto nella sua abitazione Bernard Preynat, ex sacerdote 79enne, condannato nel 2020 a cinque anni di reclusione per “violenza sessuale su minori”. Era stato rilasciato con un braccialetto elettronico poche settimane fa. “È l’epilogo – scrive il quotidiano cattolico La Croix – di una vicenda che ha scosso la Chiesa di Francia”. ‘L’affaire Preynat’ è stato uno dei più grandi scandali di abusi sui minori nella Chiesa. L’ex sacerdote e cappellano di Sainte-Foy-lès-Lyon, condannato nel 2020 a cinque anni di carcere per diverse violenze sessuali commesse tra il 1971 e il 1991 su giovani scout, è morto ieri a Saint-Étienne. La procura ha fatto sapere che il corpo senza vita dell’ex sacerdote è stato ritrovato nel bagno della sua casa. Sulle cause della morte è stata aperta un’indagine “anche se non c’è nulla di sospetto sul suo corpo che sarà esaminato dal medico legale entro pochi giorni”. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Incidente nella tenuta di Gatcombe Park, commozione cerebrale per la principessa Anna
(Adnkronos) – La principessa Anna è stata ricoverata in ospedale a seguito di un "incidente" alla tenuta di Gatcombe Park ieri sera che le ha provocato "lievi ferite e una commozione cerebrale". Lo ha detto oggi Buckingham Palace spiegando che la principessa Anna è ricoverata al Southmead Hospital di Bristol dopo una caduta "come misura precauzionale in osservazione". Si prevede che "si riprenderà completamente e rapidamente", ha aggiunto la nota. La principessa Anna, 73 anni, è la sorella minore di re Carlo. "Il Re viene tenuto informato e si unisce a tutta la Famiglia Reale nell'inviare il suo affetto più profondo e i suoi auguri alla Principessa per una pronta guarigione", si legge in una nota di Buckingham Palace. La causa dell'infortunio della principessa Anna non è confermata, ma, scrive la Bbc, si ritiene sia compatibile con un potenziale impatto con la testa o le gambe di un cavallo. La principessa Anna si sarebbe dovuta recare in visita in Canada alla fine di questa settimana per partecipare a una cerimonia presso un monumento ai caduti a Terranova. Durante le recenti commemorazioni del D-Day, la principessa Anna ha incontrato i veterani e le loro famiglie al cimitero di guerra di Bayeux in Francia. La Bbc descrive la principessa Anna come una delle reali che lavorano di più e portano avanti molti impegni. ''Il suo senso del dovere pubblico combinato con un approccio concreto ha fatto sì che diventasse una delle reali più popolari, con indici di approvazione costantemente elevati nei sondaggi di opinione'', scrive la Bbc. Noto il suo interesse per i cavalli e i suoi successi negli sport equestri. E' stata il primo membro della famiglia reale a competere alle Olimpiadi, ai Giochi di Montreal nel 1976. La principessa Anna è la secondogenita di Elisabetta II e del principe Filippo ed era la terza in linea di successione al trono quando nacque nel 1950. Ora è 17esima in linea di successione. Si è sposata due volte. Il suo primo marito, il capitano Mark Phillips, è il padre dei suoi due figli, Peter e Zara. Il suo secondo marito è il vice ammiraglio Sir Timothy Laurence. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ucraina, nuove sanzioni Ue alla Russia: cosa prevede il nuovo pacchetto
(Adnkronos) – Un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia per la guerra in Ucraina, il 14esimo, è stato adottato dal Consiglio Ue nel giorno in cui missili da crociera Kalibr lanciati dalle forze armate di Mosca hanno colpito la città di Odessa, provocando almeno tre feriti e un incendio che ha interessato un'area di circa 3mila metri quadrati. Il nuovo pacchetto di sanzioni che ha ricevuto il via libera da Lussemburgo contiene nuove misure contro il gas naturale liquefatto (gnl) russo e misure contro le navi che sostengono la guerra. Prende di mira anche le petroliere che fanno parte della flotta 'ombra' e che aggirano i limiti fissati dall'Ue e dalla Price Cap Coalition, adottando pratiche di navigazione ingannevoli, violando gli standard internazionali. Inoltre, il pacchetto introduce nuovi elenchi di individui ed entità responsabili di azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Complessivamente altri 116 nomi, di cui 69 persone fisiche e 47 persone giuridiche, sono soggetti al congelamento dei beni e, nel caso delle persone fisiche, anche al divieto di viaggio. Il pacchetto rafforza le sanzioni finanziarie, vietando alle banche dell'Ue al di fuori della Russia di utilizzare il sistema di messaggistica finanziaria Spfs, l'equivalente russo di Swift. Limita l'esportazione di nove ulteriori articoli a duplice uso di tecnologia avanzata (ad esempio amplificatori a microonde e per antenne, registratori di dati di volo e veicoli fuoristrada) ed estende i divieti di esportazione ad alcuni tipi di prodotti industriali, chimici, plastica, parti di veicoli e macchinari. Comprende poi iniziative specifiche per proteggere gli operatori dell'Ue dall'esproprio e per rispondere ad altre azioni illegittime dello Stato russo, compreso il furto di proprietà intellettuale. Soddisfazione in particolare per quest'ultimo punto è stata espressa dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo. Parlando di decisione "molto importante" per quanto riguarda la tutela delle imprese che vivono e operano nella Federazione Russa e ricordando i casi Ariston e Unicredit, il titolare della Farnesina ha spiegato che "oggi passa il principio che ci può essere un risarcimento per le imprese colpite dalla Federazione Russa". "Passa oggi la base giuridica e il principio giudiziario, poi vedremo dove si potranno trovare i fondi. Ma il principio che queste imprese debbano essere risarcite è già una vittoria importante dell'Italia, che si è battuta molto all'interno dell'Unione Europea per garantire queste imprese che, nel rispetto delle sanzioni, operano in Russia", ha proseguito Tajani. Sempre da Lussemburgo l'Alto Rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, ha rinnovato l'appello a far arrivare gli aiuti militari all'Ucraina "ora, prima dell'estate". Intanto il ministero degli Esteri russo ha convocato l'ambasciatrice degli Stati Uniti a Mosca, Lynne Tracy, in relazione ai fatti accaduti a Sebastopoli per protestare ufficialmente "per un altro crimine letale del regime di Kiev, sponsorizzato e armato da Washington". Il ministero della Difesa di Mosca ha reso noto di aver abbattuto ieri quattro di cinque missili di fabbricazione Usa Atacms che avevano come obiettivo presumibilmente la base aerea di Belbek. Il quinto missile, tuttavia, deviato dalla difesa missilistica russa, è esploso a mezz'aria sulla vicina spiaggia di Uchkuyivka, provocando vittime fra i bagnanti. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Tamayo Perry, attore dei Pirati dei Caraibi muore per l’attacco di uno squalo
(Adnkronos) – L'attore dei Pirati dei Caraibi Tamayo Perry è morto, dopo essere stato attaccato da uno squalo, mentre faceva surf alle Hawaii. Il 49enne – noto surfista professionista, attore e bagnino – è deceduto domenica 23 giugno come hanno confermato alla Bbc i servizi di emergenza di Honolulu in una conferenza stampa. Il corpo, tragicamente mutilato di una gamba e di un braccio, è stato portato con la moto d'acqua sulla spiaggia di Malaekahana, ma i paramedici hanno potuto solo constatarne la morte. Perry era noto per il suo ruolo in 'Pirati dei Caraibi: Oltre i confini del mare'. Il film del 2011 vede Johnny Depp nei panni dell'eccentrico pirata Capitano Jack Sparrow con protagonisti anche Penelope Cruz e Geoffrey Rush. Perry ha avuto anche ruoli in 'Lost', 'Hawaii Five-0', 'Blue Crush' e 'Charlie's Angels 2', ed è apparso in una pubblicità della Coca-Cola. Il capo ad interim della sicurezza oceanica di Honolulu, Kurt Lager, ha detto che Perry era anche "un bagnino amato da tutti", aggiungendo che era ben conosciuto sia sulla costa nord di Oahu che in tutto il mondo. —[email protected] (Web Info)
M5S, Grillo contro gli ‘Altri’: “Un giorno non infesteranno le istituzioni, basta pifferai”
(Adnkronos) – "Da quando mi vedo negli Altri non mi sopporto più. Ogni Altro mi mostra un me che mi è estraneo e detestabile. Così ho scoperto l’esistenza di un altro me, anzi di centomila odiosissimi e cattivissimi altri me". Inizia così l'ultimo post di Beppe Grillo sul suo blog, dedicato all'attacco degli 'Altri'. "Ho provato – scrive il fondatore pentastellato – a consolarmi pensando che chi mi detesta deve essere altrettanto odioso e cattivo. Ma poi mi sono ricordato che di Altri ne ho stroncati tantissimi anch’io: chi sono io per giudicarli? Soprattutto se a giudicarli è un odiosissimo e cattivissimo me? Il mio pensiero è diventato circolare e si è avviluppato. Sicché mi sono intervistato, e ho aspettato… Per rivedere negli Altri gli odiosissimi e cattivissimi me che avevo già visto mille altre volte. Ma chi sono gli Altri? Persone come me. Dunque anche loro sono odiosissimi e cattivissimi? Eh no, questa volta non ci casco: voglio pensare che siano persone ferite, fragili, tormentate e bisognose". "C’è l’Altro – aggiunge – che tiene famiglia e non può accettare che ciò che gli è stato ingiustamente dato gli sia giustamente tolto. C’è l’Altro che ha vinto la lotteria delle elezioni e non vuole cedere il passo. C’è l’Altro che dice tutto e il contrario di tutto per non scontentare nessuno, finendo per scontentare tutti. C’è l’Altro buono solo a criticare gli Altri. E così via. Non c’è nulla di male, sia chiaro, perché siamo tutti così. Per questo dobbiamo amare gli Altri come amiamo noi stessi. D’altronde siamo gli animali più egocentrici del pianeta. Non è colpa nostra. Senonché è proprio dalla coscienza di ciò che sono gli Altri, e dunque ciò che siamo noi, che dovremmo fondare le nostre regole. Siamo i pazzi che ci hanno provato per davvero, al punto da invocare la nostra fine una volta finito il lavoro". "Forse – conclude Grillo – arriverà un giorno in cui le istituzioni non saranno infestate dagli Altri, in cui non ci affideremo più a pifferai e decideremo autonomamente il nostro destino, in cui penseremo al futuro dei giovani e non dei vecchi. Forse, ma non è oggi questo giorno". —[email protected] (Web Info)
Vitiligine, dermatologo Paro Vidolin: “Sì al sole ma con creme per patologia”
(Adnkronos) – Le persone che soffrono di vitiligine – nel nostro Paese sono 330mila – possono esporsi al sole ma con alcuni accorgimenti importanti. "Oggi esistono delle strategie, dei solari dedicati per la vitiligine, quindi la possibilità di utilizzare un solare ad alta protezione 50+, sulla cute normale e un solare dedicato che abbia una filtrazione un po' più alta per i raggi Uva, con un fattore 30, e un fattore 15 per i raggi Uvb". Così Andrea Paro Vidolin, responsabile Centro Fotodermatologia dell'ospedale Israelitico di Roma, all’Adnkronos Salute spiega come poter affrontare la bella stagione, quindi l’esposizione ai raggi solari, se si convive con una condizione dermatologica che, sebbene non metta a rischio la salute, può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Va comunque considerato che dove c’è la chiazza bianca mancano i melanociti, per cui esiste il pericolo di ustionarsi facilmente: ecco perché è sempre bene proteggersi adeguatamente per evitare l’effetto contrario e aggravare la patologia. In molti pazienti, successivamente all’esposizione solare, si può notare una ripigmentazione spontanea della vitiligine, "ciò significa che il sole può essere un nemico e alleato al contempo, per cui è bene esporsi sempre protetti e applicare il buon senso, evitando l’esposizione ai raggi del sole negli orari meno indicati, per essere chiari dalle 12 alle 16". Con le protezioni solari i pazienti con vitiligine si "possono esporre tranquillamente, naturalmente sempre adottando le regole generali della fotoprotezione – avverte Paro Vidolin – quindi sicuramente dopo 2-3 ore di esposizione conviene usare un fattore più alto. L’esposizione al sole non deve mai avvenire nelle ore centrali della giornata. Si tratta di precauzioni utili a tutti, ma che devono essere osservate soprattutto da chi soffre di questa patologia". Oltre ai i fotoprotettori attivi, per aree cutanee depigmentate a protezione U, sì a cappelli, occhiali e indumenti adatti a proteggere la pelle interessata dalle macule bianche tipiche di questa malattia. —[email protected] (Web Info)
Salute, dermatologo Paro Vidolin: “Per vitiligine dopo 40 anni abbiamo un farmaco”
(Adnkronos) – Oltre 300mila italiani fanno i conti con la vitiligine, patologia cronica autoimmune che va oltre la pelle: si associa infatti ad altre malattie sistemiche, ad ansia e depressione, isolamento, stress, stigma e spese per l'acquisto di prodotti dalla scarsa efficacia, in attesa di terapie realmente risolutive. Tuttavia, "per questi pazienti finalmente dopo 35-40 anni abbiamo il primo farmaco dedicato alla vitiligine. Si tratta di un farmaco topico che agisce su dei recettori molto particolari e questo è molto importante sia per i risultati terapeutici, ma anche perché è la prima volta che abbiamo un farmaco in cui l'indicazione è specifica per una patologia". Lo afferma all'Adnkronos Salute Andrea Paro Vidolin, responsabile Centro Fotodermatologia dell'Ospedale Israelitico di Roma, alla vigilia della Giornata mondiale della vitiligine, in programma domani 25 giugno. Questa condizione cronica ha un "impatto sociale e psicologico che ne fa qualcosa di più di un problema estetico – spiega Paro Vidolin – Naturalmente esistono delle terapie ben consolidate che sono prevalentemente la fototerapia Uvb a banda stretta, quindi le cabine total body per estensioni maggiori di vitiligine, la fototerapia con il laser ad eccimeri (targeted phototherapy) che offrono la possibilità di andare ad irradiare selettivamente le chiazze. Il farmaco topico e queste terapie possono essere anche associate. Recenti studi molto interessanti ci confermano l'efficacia dell'associazione tra le terapie total body e l'associazione tra la fototerapia e il farmaco può essere addirittura ancora più vantaggiosa". Grazie alla modella Winnie Harlow, nota anche come il volto moderno della vitiligine, che più volte ha affermato che la "vitiligine è semplicemente un'altra differenza come le orecchie piccole o le lentiggini", la "malattia è diventata anche social", fa notare l'esperto. "Bisogna sempre fare di più per questa patologia che crea sicuramente dei grandissimi problemi psicologici per i pazienti, soprattutto negli adolescenti – avverte Paro Vidolin – quindi dobbiamo sempre fare di più, farla conoscere sempre di più anche attraverso i social, anche se la visita dallo specialista è assolutamente fondamentale". Proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla malattia, domenica 30 giugno, come ogni anno, nell'ambito del World Vitiligo Day, "presso l'ospedale israelitico Isola Tiberina faremo un Open day dedicato a questa patologia con delle visite gratuite per i pazienti e una conferenza per illustrare tutti quelli che sono i nuovi trattamenti per la vitiligine", conclude. —[email protected] (Web Info)
Malattie rare, per la Giornata mondiale della fenilchetonuria il video ‘Dietro le mie scelte’
(Adnkronos) – In vista della Giornata mondiale della fenilchetonuria (Pku), che si celebra il 28 giugno, BioMarin presenta il video 'Dietro le mie scelte', basato su storie reali che diversi pazienti e caregiver, a conclusione di una campagna di informazione e sensibilizzazione sulla qualità della vita, le difficoltà e i bisogni non soddisfatti di coloro che vivono con questa malattia metabolica rara di origine genetica che accompagna, chi ne è affetto, per tutta la sua esistenza. La Pku – si legge in una nota – limita la capacità dell’organismo di metabolizzare gli alimenti proteici, in particolare quelli contenenti la fenilalanina (Phe) che, se accumulata, può portare nel tempo a effetti tossici anche gravi che influiscono sulle capacità neurocognitive. Si tratta di una condizione che interessa circa 1 neonato su 10 mila in Europa, mentre in Italia i pazienti sono circa 1 su 4 mila. "Sappiamo – spiega Alberto Burlina, direttore del Centro regionale Malattie metaboliche ereditarie della Regione Veneto, Direttore Uoc di Malattie metaboliche ereditarie dell’Ao di Padova – che la Pku, se non curata adeguatamente, può causare problemi di apprendimento e memoria, disturbi motori e dell’umore – ansia e depressione, ma anche iperattività e aggressività – e causare perfino un ritardo neurocognitivo. È fondamentale quindi un attento controllo periodico dei livelli di fenilalanina, ma anche mantenere un dialogo costante con i pazienti per valutare la capacità di gestione della malattia, l’aderenza terapeutica e l’eventuale insorgere di problemi neurocognitivi". La terapia primaria della Pku consiste in un rigido regime alimentare ipoproteico con alimenti contenenti aminoacidi sintetici, con lo scopo di ridurre e mantenere i livelli di fenilalanina entro i limiti raccomandati dalle linee guida europee, in base all'età. In Italia dal 1992 la Pku è inserita nello screening neonatale obbligatorio: questo ha consentito di compiere importanti passi avanti nella diagnosi precoce della malattia e nell’inserimento dei pazienti nel corretto percorso di cura. Sono però ancora molte le persone, nate prima di quella data, che hanno ricevuto una diagnosi tardiva e che hanno avuto, e continuano ad avere, difficoltà cognitive. Inoltre, anche chi è in cura deve affrontare difficoltà che rendono meno efficace l’aderenza al regime dietetico. "L’intervento dietetico per la Pku, ad oggi identificato come approccio terapeutico primario – Valentina Rovelli, Clinica Pediatrica Ao San Paolo, Asst Santi Paolo e Carlo, Università di Milano – può comportare un forte impatto sulla qualità di vita dei pazienti, poiché limitante fortemente sulle scelte alimentari nelle situazioni quotidiane di vita di un paziente, scuola, lavoro, vita sociale. Questo, nel lungo periodo, rappresenta uno dei principali motivi per cui i pazienti spesso riducono la propria aderenza al regime dietetico, con danni per la propria salute dovuti al crescente accumulo dell’effetto tossico della fenilalanina". Il video 'Dietro le mie scelte', basato su storie reali che diversi pazienti e caregiver hanno condiviso, rispondendo a una richiesta promossa online e sui social con una campagna di comunicazione 'Conoscere la Pku', intende proprio mostrare le sfide, le difficoltà e l’impegno che i pazienti e i caregiver devono affrontare ogni giorno per la gestione della malattia. In rappresentanza delle associazioni di pazienti italiane – Amegep Domenico Campanella Odv; Cometa Asmme; Cometa Emilia-Romagna Odv; Ammec; Aps l’Ape Associazione Pku- Campania e Iris – la vicepresidente Associazione italiana sostegno malattie metaboliche ereditarie (Aismme), Manuela Vaccarotto, osserva: "Dal momento della diagnosi neonatale di Pku inizia un percorso che accompagna le famiglie e i pazienti per tutta la vita. Quindi è fondamentale non lasciare i pazienti e le loro famiglie da soli a gestire il peso della malattia; compito delle associazioni dei pazienti è quello di facilitare la condivisione delle esperienze, lo scambio di informazioni e le buone pratiche per aiutarli ad affrontare una sfida che resta complessa". Promuovere una maggiore consapevolezza e informazione sulla Pku, non solo presso i pazienti e le loro famiglie, ma anche presso le Istituzioni, gli operatori sanitari e l’opinione pubblica, è quindi importante per creare le condizioni di una migliore gestione della malattia. "BioMarin è profondamente impegnata nella ricerca scientifica e nello sviluppo di farmaci per aiutare i pazienti affetti da Pku e chi se ne prende cura – conclude Maria Tommasi, Senior Medical Director di BioMarin Italia – La nostra nuova campagna video intende", anche per questo, "mostrare le storie di vita delle persone affette da Pku e le realtà che devono affrontare vivendo con una rara condizione genetica". —[email protected] (Web Info)
Scoperto nuovo gene collegato a epilessia, coinvolto anche un microbiota intestinale
(Adnkronos) – Fare luce sulle alterazioni genetiche coinvolte nell'epilessia e sui trattamenti più efficaci nei bambini, ma anche sul ruolo giocato dal microbiota intestinale. Questo l'obiettivo del macro-progetto coordinato dall'Università Federico II di Napoli all'interno di Mnesys, il 'Cern italiano' per lo studio del cervello. L'epilessia, che nei Paesi industrializzati interessa mediamente 1 persona su 100, colpisce prevalentemente i bambini: nel 60% dei casi insorge, infatti, prima della pubertà, entro i 13-14 anni, con possibili conseguenze negative sullo sviluppo psicomotorio e ricadute sul piano sociale. Gran parte delle epilessie non presenta una causa specifica o una chiara trasmissione ereditaria, ma in circa il 40% dei casi è possibile identificare un'origine genetica, ovvero la presenza di varianti in geni direttamente correlati alla funzione cerebrale. E' il caso della variazioni nel gene dei canali del potassio Kcna3, proteine della membrana cellulare, che possono causare encefalopatie epilettiche e dello sviluppo in età pediatrica, secondo uno studio internazionale coordinato dai gruppi di Maurizio Taglialatela, ordinario di Farmacologia alla Federico II, e di Johannes Lemke, dell’Università di Lipsia, e pubblicato sugli 'Annals of Neurology'. Nello studio, spiega Taglialatela, "sono stati selezionati individui portatori di una variante del Kcna3 e l’86% di questi ha manifestato encefalopatie epilettiche e dello sviluppo con marcato ritardo del linguaggio con o senza ritardo motorio, disabilità intellettiva, epilessia e disturbo dello spettro autistico. Lo studio ha inoltre mostrato che il farmaco antidepressivo fluoxetina potrebbe rappresentare un potenziale trattamento mirato per gli individui portatori di alcune varianti di Kcna3". L'obiettivo è anche individuare i trattamenti più efficaci nei piccoli con epilessia. Nonostante sia una malattia che colpisce soprattutto i bambini, il trattamento in età pediatrica è ostacolato dalla bassa specificità delle terapie disponibili. "Storicamente, gli studi di efficacia dei farmaci contro le convulsioni sono stati condotti sugli adulti e, solo in un secondo momento e non in modo sistematico, su bambini. Il giudizio di efficacia è quindi prodotto, in modo assai indiretto, tramite un processo deduttivo derivante da studi sugli adulti, inevitabilmente condotti su popolazioni con forme di epilessia scarsamente paragonabili a quelle tipiche dell’età infantile – sottolinea Taglialatela – Uno degli obiettivi che si pone lo Spoke 3 di Mnesys è proprio quello di andare a studiare i meccanismi responsabili dell’epilessia e di comprendere come questi possano offrire nuove opportunità di trattamento per l’epilessia pediatrica”. Riflettori accesi anche sulla connessione tra microbiota intestinale e cervello come potenziale meccanismo causale nell'epilessia acquisita, su cui ha indagato una ricerca pubblicata su 'Neurobiology of Disease' a marzo, condotta in collaborazione tra i gruppi coordinati da Pasquale Striano, dell’Università di Genova e dell’Irccs Gaslini di Genova, e di Teresa Ravizza, dell’Irccs Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. "E' stato indotto uno stato epilettico in modelli animali ed è stata monitorata la presenza di crisi spontanee 5 mesi dopo l’episodio iniziale. Il 56% ha sviluppato epilessia e, a un confronto con le cavie che non hanno mostrato crisi e con quelli del gruppo di controllo, sono state riscontrate alterazioni strutturali, cellulari e molecolari che riflettono un intestino disfunzionale, specificamente associato all'epilessia – racconta Ravizza – Lo studio fornisce, quindi, nuove prove di alterazioni intestinali a lungo termine, insieme a cambiamenti metabolici legati al microbiota, che si verificano specificamente nei ratti che sviluppano epilessia dopo una lesione cerebrale all'inizio della propria vita". —[email protected] (Web Info)









