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William si scatena con Taylor Swift, il principe con i figli al concerto di Londra

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(Adnkronos) – Compleanno a suon di musica per il Principe William che ha festeggiato i suoi 42 anni insieme ai figli, George e Charlotte, al concerto di Taylor Swift a Wembley, tappa londinese del suo 'The Eras Tour'. Il principe di Galles ha ringraziato la cantante per la "grande serata" sull'account di Kensington Palace, dove ha pubblicato anche una foto scattata nel backstage dove la popstar 34enne si scatta un selfie con i tre reali. "Grazie Taylor Swift per la fantastica serata!", si legge nella didascalia del post.  La cantante di 'Shake It Off 'ha poi postato un selfie di se stessa con William, i bambini e il suo fidanzato, Travis Kelce. “Felice Bday M8! Gli spettacoli di Londra sono in un inizio splendido”, ha scritto.   La principessa di Galles, Kate Middleton, a tre mesi dalla diagnosi di cancro, è rimasta a casa con il principe Louis. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Euro 2024, Turchia-Portogallo 0-3

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(Adnkronos) – Il Portogallo batte 3-0 la Turchia nel match valido per la seconda giornata del Gruppo F di Euro 2024. Il successo nella sfida di Dortmund permette ai lusitani di salire a 6 punti e di conquistare la qualificazione agli ottavi di finale con una gara d'anticipo. La Turchia allenata da Montella rimane a quota 3 nella classifica chiusa da Georgia e Repubblica Ceca con 1 punto. Il Portogallo archivia la pratica nella prima mezz'ora. Al 21', Bernardo Silva fa centro con il sinistro bucando Bayindir e firmando l'1-0. Il raddoppio arriva al 28' per il disastro combinato da Akaydin: il difensore non si accorge che il portiere Bayindir è fuori dai pali e con uno sgangherato retropassaggio confeziona l'autogol che vale il 2-0. Il tris viene servito al 55'. Cristiano Ronaldo, solo davanti a Bayindir, offre a Bruno Fernandes il pallone da depositare in porta: 3-0 e game over. L'ultima mezz'ora abbondante del match è pura accademia, a referto solo le ripetute invasioni di campo: alla fine saranno 3. —[email protected] (Web Info)

Satnam Singh, Mattarella contro il caporalato: “Stop sfruttamento lavoro illegale e crudele”

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(Adnkronos) – Monito di Mattarella contro il caporalato. Intervenendo a Solferino alle celebrazioni per i 160 anni della Croce rossa italiana, il Presidente della Repubblica ha parlato della tragedia del "giovane Satnam Singh, lavoratore immigrato è morto, vedendosi rifiutati soccorso e assistenza, dopo l'ennesimo incidente sul lavoro". "Contro la grande civiltà dell'Italia stridono – gravi ed estranei – episodi e comportamenti come quello avvenuto tre giorni fa", ha detto il capo dello Stato, parlando di "una forma di lavoro che si manifesta con caratteri disumani e che rientra in un fenomeno – che affiora non di rado – di sfruttamento del lavoro dei più deboli e indifesi, con modalità e condizioni illegali e crudeli. Fenomeno che, con rigore e fermezza, va ovunque contrastato, eliminato totalmente e sanzionato, evitando di fornire l'erronea e inaccettabile impressione che venga tollerato, ignorandolo".  "Il volontariato, nelle sue diverse forme, è un orgoglio del nostro Paese" aggiunge il presidente della Repubblica. "Trasmette energia preziosa. I valori che esprime sono parte della cultura, e della stessa identità, del nostro popolo. Questo è il carattere dell'Italia, ampiamente diffuso nella concreta vita quotidiana ed è quel che la rende, in conformità alla sua storia, un Paese di grande civiltà".  "Quando si pensa alle tante energie preziose, e ai tanti progetti, che il mondo del volontariato, nella libertà dei diversi soggetti, riesce a mettere in campo, qualcuno obietta che si tratta di supplenza rispetto ad attività che dovrebbero competere alle pubbliche istituzioni, ai vari livelli. Come se associazioni, movimenti, comunità, enti del terzo settore si occupassero di compiti che non spetterebbero loro ma soltanto per tamponare lacune di servizi pubblici". "Può accadere – ha aggiunto il Capo dello Stato – perché vi è una responsabilità delle istituzioni di assicurare i servizi e di garantire i diritti sanciti dalla Costituzione e dalle leggi. Una responsabilità che è costante nel tempo e che comprende il compito di rimuovere gli ostacoli che si frappongono a una parità effettiva tra le persone e che non sempre si realizza". "Tuttavia, i valori che provengono dall’organizzarsi della società, espressi dal carattere gratuito del volontariato, i valori di solidarietà che soltanto autentiche relazioni umane possono assicurare, sono assolutamente irrinunciabili. Anche in un sistema di welfare opportunamente rinnovato, anche in uno Stato talmente ben organizzato e giusto, in grado di assicurare pienezza di diritti a tutti i suoi cittadini, la ricchezza del volontariato avrebbe un ruolo indispensabile, sarebbe preziosa e farebbe la differenza per la qualità della vita. Il principio di sussidiarietà – ha ricordato ancora Mattarella – fa parte della Costituzione: ne è un compimento. È collegato al pluralismo, alla libertà, e – insieme – a quel senso di umanità, di amicizia sociale, che costituisce l’essenza della vita di una comunità. Il volontariato, nelle sue diverse forme, è un orgoglio del nostro Paese".  "Centosessant’anni di storia della Croce Rossa italiana, ricca di umanità e di dedizione, che ha accompagnato e sostenuto l’Italia" ha detto Mattarella. "Ha visto nascere lo Stato unitario, è stata parte dei suoi progressi, ha sofferto per le cadute e le tragedie, ha contribuito a costruire quel tessuto sociale di solidarietà e mutualità che costituisce l’elemento vitale delle istituzioni e rende i cittadini partecipi e protagonisti La celebrazione di oggi ricorda e sottolinea l’impegno che la Croce rossa continua a esprimere".  "La professionalità dei suoi operatori -ha proseguito il Capo dello Stato- rappresenta un supporto prezioso nelle difficoltà e nelle emergenze. La generosità dei suoi volontari costituisce una forza civile, culturale, umana che trasmette energia e fiducia anche nella vita quotidiana". "Se è vero che nelle guerre c’è sempre qualcuno più responsabile nell’averle scatenate -e queste responsabilità non possono essere taciute- è vero che le vittime sono uguali nella loro umanità e nell’atroce dolore che sono costrette a sopportare. Le vittime sono tutte uguali. Meritano aiuto, cura, solidarietà, vicinanza umana". "Sul valore della cura alle donne e agli uomini sofferenti senza chiedere la loro provenienza, la nazionalità, il credo religioso, le convinzioni politiche, si è costruita – ha ricordato il Capo dello Stato – quella cultura della Croce rossa, italiana e internazionale, che è stata trasmessa al mondo, che ha influenzato le relazioni tra gli Stati, che è stata posta alla base di alcuni importanti protocolli e trattati". "La solidarietà ci ha sempre consentito di superare prove anche molto difficili. Chi pensa che la modernità porti con sé inevitabilmente una contrazione dei corpi intermedi della società, che il futuro ci riservi una progressiva, arida semplificazione tra istituzioni pubbliche da un lato e cittadino come singolo, senza nulla nel mezzo, ignora che una società siffatta sarebbe molto più insicura, e decisamente infelice. La Croce rossa, con la sua storia e con la sua peculiare esperienza, maturata in oltre un secolo e mezzo, aggiunge a questa energia naturale delle libere aggregazioni della società civile, anche il valore espresso da una grande professionalità".  "Professionalità, unita a umanità, all’attenzione per ogni donna e ogni uomo. Questi valori -ha aggiunto il Capo dello Stato- ne accompagnano il prestigio e la fiducia di cui gode presso i nostri concittadini".  —[email protected] (Web Info)

Emanuela Orlandi, sit-in a Roma a 41 anni da scomparsa. Appello del fratello al Papa

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(Adnkronos) –
Verità e giustizia per Emanuela Orlandi. A piazza Cavour a Roma, oggi il sit-in lanciato da Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, nel giorno dell’anniversario della scomparsa della sorella della quale si persero le tracce il 22 giugno 1983. “La verità è luce e nessuno di noi rimarrà invisibile”, la scritta sui fogli esposti da diversi manifestanti. In mezzo alla piazza un lungo striscione con la foto di Emanuela mentre su altri cartelli è ritratta la celebre foto della ragazza con la fascetta sui capelli e la scritta: “È scomparsa per mano della banda della Magliana? Questa è solo una delle tante ipotesi sul caso Orlandi – Non smetteremo mai di cercare la verità”.  Alcuni manifestanti indossano la maglietta con la foto della ragazza e la scritta: “È viva perché continuiamo ad amarla”. Tra i presenti anche chi indossa magliette con le foto sia di Emanuela sia di Mirella Gregori, la coetanea scomparsa il mese prima sempre a Roma, chiedendo di fare luce su entrambi i casi.   “L’inchiesta vaticana (aperta sul caso di Emanuela Orlandi ndr) è una farsa per come la stanno portando avanti”, afferma Pietro Orlandi. Riguardo all’inchiesta della procura di Roma “mi spiace che ancora non sono stato convocato”, ha detto il fratello di Emanuela aggiungendo di aver inoltre notato che “da quando sono stato ascoltato in Commissione di inchiesta è ripartita la macchina della disinformazione” con “articoli inventati”.  “Io sono arrabbiato con il Vaticano, quello che consideravo parte della mia famiglia” ha detto poi Orlandi aggiungendo che è “quella parte di famiglia che ci ha tradito e ha tradito Emanuela. Il fatto che siete tanti qui oggi – ha continuato rivolgendosi ai partecipanti al sit-in – per me è un segnale positivo: molti si rendono conto che la vicenda non avrà fine finché non si arriverà alla verità”.  Secondo Orlandi, dietro al caso della sorella “c’è sicuramente un ricattato e un ricattatore, ma è l’oggetto del ricatto che rimane oscuro e non può essere solo Emanuela. Forse Emanuela è servita per accrescere a livello mondiale questa storia. Emanuela può essere servita a livello mediatico”. 
"Ora c’è la Commissione parlamentare di inchiesta oltre alle inchieste del Vaticano e della Procura di Roma. E anche se molti mi dicono non ti fidare, io devo dare fiducia e sono molto fiducioso in questa Commissione”. “Mi hanno assicurato che ascolteranno tutte le persone che ho chiesto vengano ascoltate e saranno ascoltati i magistrati tra cui Capaldo”, prosegue Pietro Orlandi, esprimendo “fiducia nella Commissione di inchiesta perché mi sono reso conto che c’è stato un cambiamento: nonostante il Vaticano ha detto chiaramente che non la voleva, questa Commissione è stata votata, è diventata legge ed è partita. Ci saranno anche quelli che cercheranno di frenare, ma penso che alcune di queste persone hanno davvero intenzione di fare passi avanti”.  Pietro a quindi rivolto "un appello a Papa Francesco perché lui, in questo momento, ha la potenza di fare emergere la verità. Può dire di tirare fuori tutto quello che c’è e sono sicuro che questo fatto sarebbe apprezzato da tutti”. Un appello, ha spiegato Pietro Orlandi, affinché Papà Francesco prenda una posizione “definitiva e si impunti” per fare uscire la verità. “Un appello a battere i piedi perché ha il potere di cambiare le cose: deve chiedere all’inchiesta vaticana e ai cardinali che sanno di fare emergere la verità”, ha concluso.  Anche l’avvocato Laura Sgro’, legale della famiglia Orlandi, ha preso la parola aggiungendo: “Vogliamo la verità e la verità non è negoziabile. Chi parla di verità deve avere il coraggio di andare fino in fondo. È momento storico importante, ci sono tre inchieste aperte. Faccio un appello agli uomini di buona volontà che hanno il potere di fare e l’autorità per cambiare le cose e restituire alla famiglia e al paese la verità di cui tutti sentono il bisogno. Chi vuole fare e ha il potere di fare che lo faccia adesso, chi non lo vuole fare si levi di torno e lasci lavorare chi vuole lavorare”.    —[email protected] (Web Info)

Black out in aereo prima del decollo, Max Giusti tra i passeggeri: “Stiamo calmi sennò ci facciamo male”

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(Adnkronos) – Brutta avventura per Max Giusti che ha deciso di regalarsi qualche giorno di vacanza a Olbia in Sardegna. "In questi mesi ho preso tantissimi aerei per lavoro, più o meno sempre in orario" e venerdì "ho deciso di prendermi un giorno di vacanza fino a domenica" e, scrive il comico e conduttore televisivo accompagnando la Storia su Instagram con una emoticon che ride, "il mio volo ha due ore e mezzo di ritardo". Non è stato, però, l'unico imprevisto della giornata di ieri, 21 giugno, che ha raccontato sui social con una serie di Stories.  C'è stato un black out sull'aereo poco prima del decollo, quando i passeggeri erano già a bordo. E' stato allora che a sorpresa il comico si è alzato e ha invitato tutti alla calma: "Vediamo che ci dicono perché se ci alziamo di corsa tutti insieme siamo tanti e sotto non c'è accoglienza. Capiamo cosa ci dicono. Rimaniamo calmi, è una situazione che non ho mai vissuto. Sentiamo che ci dicono, facciamo le cose con ordine, però, altrimenti ci facciamo male".  Una volta partiti, il volo è atterrato senza ulteriori problemi in tarda serata a Olbia. "Arrivati tutti vivi!! Sono le 22.57" scrive in una Storia su Instagram. "Comunque grazie al personale di Volotea che ha fatto veramente di tutto per farci partire" scrive, aggiungendo "i complimenti al comandante" perché "senza la sua tenacia e professionalità insieme a quella del suo equipaggio non saremmo mai partiti". "E soprattutto avremmo rischiato scene di panico", aggiunge, "a causa del black out che si è verificato mentre eravamo nella piazzola di parcheggio".  —[email protected] (Web Info)

Aborto, Ruiu: “Siamo popolo della speranza, accogliere la vita è urgente”

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(Adnkronos) – “Accogliere la vita oggi è urgente, dato l’inverno demografico. Non esiste una società che sia inclusiva, se non si garantisce il diritto alla vita di tutti. Oggi qui ci sono mamme, papà, nonne, figli, nipoti e zii che vogliono dimostrare che chi accoglie la vita vince sempre, dando un’iniezione di speranza. Oggi facciamo fatica a fare figli perché la speranza è il primo fattore a mancare. Questo è il popolo della speranza. Il Popolo della Vita è stato raccontato come feroce e vogliamo fare un po’ di realtà… Venite e vedete quanto è bello accogliere la vita”. Così Maria Rachele Ruiu, Portavoce di “Scegliamo la Vita”, durante la Manifestazione Nazionale per la Vita, tenutasi a Roma, con decine di migliaia di persone che hanno sfilato contro l’aborto e la pratica dell’utero in affitto. Un giudizio anche sul G7, di cui la Ruiu si è detta “spaventata da come i potenti della terra abbiano deciso di occuparsi della promozione dell’aborto. In questo mondo attanagliato dalle guerre, mutuando le parole di Madre Teresa di Calcutta, affermiamo che finché non smetterà la guerra delle madri contro i figli non potrà esserci la fine delle guerre tra popoli diversi”, ha concluso la portavoce di “Scegliamo la Vita”. —[email protected] (Web Info)

Aborto, Gandolfini: “Coerenza per cambiamento culturale oltre orrore utero in affitto”

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(Adnkronos) – ''L’Unione Europea, purtroppo, negli anni passati non ha rappresentato il punto di partenza di legislazioni favorevoli alla vita, anzi, forse al contrario. Qualcosa è cambiato, seppur di poco. Si sa bene che per arrivare ai risultati finali del cambiamento bisogna fare tanti passi in avanti. Non credo che cambierà troppo dal punto di vista della composizione, ma sul profilo culturale noteremo una mutazione, ne siamo certi: molte delle persone che sono state elette nei vari partiti avevano sottoscritto i nostri Manifesti per la Vita dal concepimento fino alla morte naturale. Questa è una soddisfazione e un atto beneaugurante, anche se c’è bisogno che questi politici eletti si comportino con coerenza”. Così Massimo Gandolfini, Portavoce di “Scegliamo la Vita”, durante la manifestazione nazionale per la vita, tenutasi a Roma, con quasi 30.000 persone che hanno marciato da Piazza della Repubblica fino ai Fori Imperiali.  Oltre la composizione del nuovo Parlamento Europeo, un altro tema chiave più volte evocato durante il corteo è stato quello delle madri surrogato, o del cosiddetto utero in affitto, che Gandolfini boccia su tutta la linea, affermando “che la coppia committente sia eterosessuale o omosessuale non conta nulla. Il principio dell’utero in affitto va condannato. Vanno innalzate le multe; non siamo per le carcerazioni, ma sia chiaro che quello che si sta facendo è umanamente inaccettabile. Un divieto, come ce ne sono tanti nella nostra società, è doveroso: non si sta parlando di un senso unico o di un semaforo rosso, si sta parlando di vite umane”, ha concluso il portavoce.  —[email protected] (Web Info)

Aborto, Coghe (Pro Vita): “Va riconosciuto a bimbi diritto di poter nascere”

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(Adnkronos) – ''È un popolo di famiglie, genitori, nonni e giovani in festa. È un’occasione importante per noi e per dimostrare all’Italia e alla politica che ci sono tantissime persone pronte a metterci la faccia per difendere la vita dal concepimento fino alla morte naturale. Chiediamo che venga riconosciuto il diritto dei bimbi, nella pancia della mamma, a poter nascere. Questo governo deve impegnarsi per approntare politiche di sostegno alla natalità e alle donne, eliminando tutti gli ostacoli che portano molte mamme a scegliere l’aborto. Scegliere la vita! Come da titolo della nostra manifestazione, peraltro”. Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus, all’interno della Manifestazione per la Vita, tenutasi a Roma, con decine di migliaia di persone in marcia da Piazza della Repubblica fino ai Fori Imperiali.. Un commento anche alle elezioni europee da poco svoltesi, con la composizione del nuovo Parlamento che “lascia sensazioni positive, essendo stati eletti ben venti candidati che avevano sottoscritto il nostro Manifesto per la Vita. Da fine luglio inizieremo a lavorare intensamente con loro”, ha concluso Coghe. —[email protected] (Web Info)

Aborto, Pro Vita: ‘in 30.000 al corteo di Roma ‘Scegliamo la Vita”

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(Adnkronos) – In 30.000, secondo gli organizzatori, hanno sfilato per le strade di Roma per la manifestazione nazionale 'Scegliamo la Vita', con l’obiettivo di promuovere la cultura della tutela della Vita. "La partecipazione di migliaia di cittadini alla manifestazione ci ha fatto toccare con mano qual è la vera Italia: è quella che vuole scendere in piazza e manifestare per una società che sia davvero civile e giusta, davvero a favore della vita, della natalità e della famiglia", dice Massimo Gandolfini, uno dei due portavoce dell’evento, dal palco della manifestazione in via dei Fori Imperiali, dove l’evento si è concluso dopo un corteo partito da piazza della Repubblica.  "Il Paese reale non vuole la continua sponsorizzazione dell’aborto né la morte di Stato con eutanasia e suicidio assistito o la liberalizzazione delle droghe o dell’utero in affitto. Gli italiani – aggiunge Gandolfini – vogliono l’esatto opposto, lo hanno dimostrato anche alle recenti elezioni europee e oggi abbiamo lanciato un messaggio inequivocabile a Governo, partiti politici e istituzioni tutte: chiediamo più incentivi, risorse e politiche per sostenere natalità, maternità, conciliazione lavoro-famiglia, lotta alle droghe e alle dipendenze, per aiutare i disabili e le loro famiglie e contrastare derive aberranti come, appunto, l’utero in affitto e il suicidio assistito proposto ad anziani, persone fragili e disabili, per rafforzare l'assistenza sanitaria e le cure palliative".  "Manifestiamo perché nessuna società sarà mai veramente giusta, inclusiva ed egualitaria finché l’aborto violerà il diritto universale a nascere di esseri umani già concepiti ed esistenti, in attesa solo di vedere la luce e arricchire con le loro vite quelle di noi tutti", ha invece dichiarato, a inizio evento, l’altra portavoce, Maria Rachele Ruiu. "Chiediamo quindi – ha proseguito Ruiu – il pieno riconoscimento legale della personalità giuridica e dei diritti fondamentali del concepito, oltre a una vera e propria rivoluzione socio-economica che sostenga la famiglia, culla della vita, e il desiderio delle giovani coppie di sposarsi e mettere al mondo figli senza essere travolti dalla precarietà del presente e l’incertezza del futuro. È stato impressionante vedere come alcuni tra i potenti delle nazioni abbiano tentato di usare il recente G7 per promuovere ancor più l’aborto in un mondo già piagato da conflitti, povertà, disuguaglianze e altre tragedie. Come diceva Madre Teresa di Calcutta, Premio Nobel per la Pace oltre che Santa, proprio l’aborto è la prima minaccia alla Pace nel mondo, perché consente a una madre di sopprimere il suo stesso figlio. Oggi noi chiediamo che sia fatta la Pace tra madri e figli, tra madri e padri, tra famiglia e società. Solo così avremo, un giorno, l’agognata Pace nel mondo intero". “Andate avanti con coraggio nonostante ogni avversità” il messaggio – letto sul palco – che Papa Francesco ha inviato a organizzatori e partecipanti. “La posta in gioco, cioè la dignità assoluta della Vita umana, dono di Dio Creatore – ha proseguito il Pontefice – è troppo alta per essere oggetto di compromessi o mediazioni. Sulla Vita umana non si fanno compromessi!” A piazza della Repubblica, prima dell’avvio del corteo, spazio ad alcune testimonianze ed esperienze di famiglie, coppie, mamme e papà che hanno scelto di accogliere nuove vita nonostante difficoltà economiche, sociali o le spinte abortiste di una società dello scarto che vede, in modo falso, un peso e un problema l’arrivo di un figlio. Tra queste la storia di Carola, che ha ricordato con dolore la sua esperienza di aborto: "Avevo paura di sentirmi dire che ero una fallita, che mi ero rovinata la vita se avessi accolto quella vita, ma non sarebbe stato così", ha raccontato. "Oggi, a 25 anni di distanza, posso dire che allora lo Stato fu proprio il mandante, perché nessuno mi ha ascoltato, non ho fatto nessun colloquio con la psicologa o con gli assistenti sociali, nemmeno con il medico".  O ancora la storia di Francesco, disabile dalla nascita e abbandonato in fasce, ha trovato una famiglia adottiva: "Posso dire di essere la testimonianza di cosa succede a dire sì alla Vita, oggi sono qui e posso parlare e testimoniare. Dirò un segreto – ha spiegato ai presenti – non dovete farcela da soli! La frase più bella che ascolterete e che potrete mai dire a qualcuno è 'io sono qui per te'". O la testimonianza di Stefano e Teresa, giovane coppia con un bambini, Giacomo di 14 mesi, e in attesa di una bambina, che hanno deciso di accogliere una nuova vita nonostante le molte difficoltà economiche che ciò avrebbe comportato. "Sappiamo che non sarà facile – hanno raccontato – ma un figlio non può ridursi a una voce in più o in meno nel bilancio familiare e grazie a Dio esistono molte associazioni che aiutano le mamme e le famiglie, anche materialmente". E tutto ciò "è bellissimo – ha spiegato Teresa – nonostante chi rema contro, come un'infermiera che una volta mi ha detto: 'Adesso basta figli, devi lavorare e realizzarti come donna!'". Canti, slogan e musica hanno accompagnato tutta la durata del corteo, mentre l’evento si è concluso con l’ultima testimonianza, quella dell’influencer e fondatore dell’Asd Roma Calcio Amputati Arturo Mariani, e con il concerto della rock band 'The Sun'. —[email protected] (Web Info)

Morte Satnam Singh, manifestazione a Latina. Mattarella: “Stop sfruttamento lavoro illegale”

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(Adnkronos) –
Manifestazione contro il caporalato oggi a Latina dopo la tragedia di Satnam Singh, il bracciante di 31 anni di origini indiane morto dopo essere stato abbandonato con il braccio amputato nelle campagne. Alla protesta della Flai Cgil, partita alle 17, si è unita anche la segretaria del Pd Schlein oltre che le delegazioni di Alleanza Verdi e Sinistra, con Nicola Fratoianni, M5S Lazio, il commissario di Azione Lazio Alessio D'Amato e la deputata Federica Onori.   
Sulla morte di Satnam Singh è intervenuto anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Contro i valori di solidarietà e civiltà stridono –gravi ed estranei- episodi e comportamenti come quello avvenuto tre giorni fa, quando il giovane Satnam Singh, lavoratore immigrato è morto, vedendosi rifiutati soccorso e assistenza, dopo l’ennesimo incidente sul lavoro", ha affermato intervenendo a Solferino alle celebrazioni per i 160 anni della Croce rossa italiana. "Una forma di lavoro -ha proseguito il Capo dello Stato- che si manifesta con caratteri disumani e che rientra in un fenomeno -che affiora non di rado- di sfruttamento del lavoro dei più deboli e indifesi, con modalità e condizioni illegali e crudeli. Fenomeno che, con rigore e fermezza, va ovunque contrastato, eliminato totalmente e sanzionato, evitando di fornire l’erronea e inaccettabile impressione che venga tollerato ignorandolo".   
“Satnam Singh stato ucciso dallo sfruttamento, dal caporalato e dalla disumanità. Merita giustizia. Da tutte le istituzioni, dalla politica e dalla società serve uno scatto in avanti contro questa piaga. Non è un caso isolato ma un sistema che va combattuto. Bisogna mettere risorse per attuare la legge”, ha detto Elly Schlein, icordando che "nella scorsa legislatura avevamo presentato una legge sui sistemi di protezione per chi denuncia, la porteremo avanti”. Schlein ha poi annunciato che "nei prossimi giorni presenteremo la nostra proposta per abolire la Bossi-Fini, per riscriverla integralmente, perché da 20 anni provoca irregolarità , precarietà, sfruttamento e ricattabilita’”. “Non ci sono lavoratori di serie A e serie B, chiunque abbia a cuore la Costituzione deve fare la sua parte. Noi siamo qui. Servono più risorse per attuare la legge sul caporalato, serve responsabilizzare le aziende e c’è una legge che va abolita, la Bossi-Fini”, ha continuato.  “Se vogliamo che questo orrore diventi spartiacque tra prima e dopo, un tributo alla memoria di Singh, dobbiamo avere il coraggio di ammettere che siamo tutti responsabili, tutti”, ha detto la sindaca di Latina Matilde Celentano. "L’impegno di tutti deve essere vigilare, prevenire, per allontanare da questo territorio la patente di terra di caporali, non vogliamo essere additati per quello che non siamo. Dobbiamo combattere una guerra di civiltà e le guerre di civiltà si vincono insieme. Latina sarà in prima linea in questa battaglia”, ha detto la sindaca tra applausi e fischi.  “Questo è un omicidio su lavoro, una storia di sfruttamento estremo, non una disgrazia, con un pezzo di paese che non fa i conti con la dignità del lavoro”, ha detto Fratoianni. “Le istituzioni silenti se la cavano con un richiamo all’italianità, come ha detto Meloni. Non è così, e’ in corso una guerra civile contro il lavoro con un bollettino di guerra quotidiano”, ha spiegato il leader di SI. “Il paese ha bisogno di politiche del lavoro, politiche salariali, perché non ci siano più vittime ricattabili. Servirebbe uno scatto di reni e di dignità, ma l’Impressione e’ che ci sia più la volontà di criminalizzare di chi vive in queste condizioni”, ha aggiunto.  "Abbiamo deciso si scendere in piazza subito perché lo sciopero è lo strumento principale, il più importante che un sindacato può utilizzare. Scioperare contro le morti sul lavoro è doveroso", ha dichiarato il segretario generale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, in occasione dello sciopero e della manifestazione di oggi. "Alle morti sul lavoro, ad autentiche stragi che si stanno susseguendo con impressionante regolarità, si unisce nella tragedia di Satnam l’inaudita crudeltà dell’imprenditore. Abbandonarlo davanti a casa, con un braccio tranciato in una cassetta della frutta, fa capire come questi lavoratori non siano nemmeno considerati esseri umani. Stiamo cadendo verso il baratro, la logica del profitto a tutti i costi mortifica fino ad annullare la dignità umana" conclude Mininni. Per Hardeep Kaur, segretaria del Flai Cgil Frosinone-Latina, "oggi abbiamo tanti fantasmi, tanti uomini e donne che lavorano nelle campagne in tutta Italia senza diritti. Da tempo denunciamo la presenza di questo esercito di schiavi, questa piazza chiede un cambiamento concreto. Noi siamo al fianco delle aziende sane che vivono sotto il ricatto dei caporali, che non possono assumere regolarmente chi è già qui”. “Siamo qui per dire no allo schiavismo, per chiedere la regolarità per tanti che lavorano. La politica deve dare di più, questo è un fenomeno noto, bisogna far emergerlo. Qui c’è stato un atto di schiavismo, è importante che questi lavoratori vengano regolarizzati se no si è schiavi”, ha detto Alessio D’Amato, responsabile welfare di Azione.   Ed è previsto per martedì 25 giugno nel pomeriggio (alle 15), sempre nel capoluogo pontino, il corteo della comunità indiana del Lazio. L'Unione sindacale di base (Usb) ha intanto annunciato che scenderà in piazza. "Effettueremo una grande manifestazione in cui, alla conclusione, chiederemo di essere accolti dal Prefetto di Latina a cui lasceremo una lettera aperta per denunciare tutto quello che succede ogni giorno per cercare di arrivare, una volta per tutte, al punto in cui queste cose non accadano più" si legge in una nota. In piazza anche Uila Uil "per ribadire che la nostra priorità sono la legalità, il contrasto allo sfruttamento, la dignità dei lavoratori".  "Il problema del Caporalato esiste da tempo, non certo da oggi. Personalmente, da sindacalista, ho avuto esperienza insieme ai braccianti con tutti i governi, destra, sinistra, centro, ma puntualmente l'unica cosa che siamo riusciti a portare a casa è Tavolo operativo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura nel 2018 con il Conte 1. Il mio appello è alla Premier Meloni, ma anche a tutte le opposizioni, a unirsi per regolarizzare i lavoratori e liberarli dallo sfruttamento. Speculare su quanto successo non è la soluzione", dice all'Adnkronos Aboubakar Soumahoro, ex sindacalista e paladino dei braccianti, oggi parlamentare al gruppo misto. Soumahoro invita a una sorta di ‘campo plurale' in nome della soluzione di una piaga insita nel nostro sistema agricolo. "Tutti, da ogni parte, devono tornare a un senso di responsabilità – ribadisce – bisogna partire dalla regolarizzazione di tutti gli invisibili che raccolgono frutta e verdura in giro per il Paese. E' facile dire 'non lo sapevamo': fin quando si mangiano ortaggi freschi ogni giorno, bisogna chiedersi a quali condizioni lavora chi li raccoglie, dal punto di vista contrattuale, contributivo, delle condizioni abitative per permettere agli stessi braccianti di vivere in condizioni umane. Penso ad altre storie terribili che si sono verificate negli anni. Latina è solo l'ultima. Non siamo certo di fronte a un'urgenza, il caporalato è una parte ormai strutturata del nostro sistema agricolo".  "Il Tavolo operativo per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura è stato istituito proprio grazie alle nostre lotte fatte negli ultimi anni, eppure – ricorda – a quel Tavolo mancano i braccianti italiani e la grande distribuzione organizzata, che imponendo i prezzi ai contadini e agricoltori costringe questi ultimi a comprimere i salari dei braccianti. Bisogna uscire dalla logica dell'assistenzialismo, perché così non si risolve nulla. E poi da più di dieci anni chiediamo la patente del cibo, così da permettere al cittadino di poter mangiare un cibo eticamente sano. Questa proposta è stata bocciata in Parlamento. Perché non tenerla in considerazione ora?".  —[email protected] (Web Info)

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