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Roma, turista polacca ferita con taglierino durante tentata rapina a San Lorenzo – Video

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(Adnkronos) – Una 34enne polacca, a Roma in vacanza, è stata sorpresa intorno all'una di notte in strada, in via dei Tizi, a San Lorenzo da un uomo che, nel tentativo di tagliare la tracolla della sua borsa con un taglierino, le ha ferito un dito della mano con cui aveva provato a opporre resistenza. La ragazza è stata medicata sul posto dai sanitari dell'ambulanza, mentre i poliziotti di San Lorenzo lavorano ora sulle tracce del rapinatore. —[email protected] (Web Info)

Più rischi Alzheimer se il colon è infiammato, studio italiano

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(Adnkronos) – L'intestino, si sa, è il nostro secondo cervello. Con il cervello 'parla' e riesce a influenzarlo in salute e in malattia. Tanto che "l'infiammazione del colon anticipa l'insorgenza dei difetti di memoria dell'Alzheimer". Lo suggerisce uno studio italiano condotto nell'ambito dello Spoke 4 di Mnesys, 'Cern italiano' per la ricerca sul cervello finanziato dal Pnrr, anima del I Forum nazionale delle neuroscienze che si chiude oggi a Napoli.  "Il corpo – spiegano gli scienziati – parla con il cervello non solo attraverso connessioni nervose, ma anche per mezzo di segnali provenienti dal microbiota", il mega-mix di microrganismi che abita nell'intestino. "Individuare quali, fra questi segnali, possano influenzare la salute del cervello e avere eventualmente un ruolo nella 'storia naturale' delle malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer", è uno degli obiettivi dello Spoke 4 e dello studio 'Experimental colitis in young Tg2576 mice accelerates the onset of an Alzheimer's-like clinical phenotype', condotto sui roditori da un gruppo di ricerca dell'università di Bologna guidato da Laura Calzà e Luciana Giardino.  Il lavoro, pubblicato a maggio su 'Alzheimer's Research & Therapy', indica appunto il link tra infiammazione del colon e rischio Alzheimer. "Invecchiando precocemente – descrivono i ricercatori – il microbiota intestinale provoca un'infiammazione organica e altera le proprietà degli astrociti, una popolazione di cellule gliali che svolge un ruolo fondamentale di supporto all'attività dei neuroni".  "Questo lavoro – afferma Calzà, ordinaria di Anatomia degli animali domestici del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell'ateneo bolognese – rientra all'interno dell'inquadramento di riferimento stabilito dalla commissione 'Lancet Neurology' del 2020 su prevenzione, intervento e cura della demenza e sull'importanza di identificare i fattori di rischio modificabili che entrano in gioco sull'insorgere della fase sintomatica di questa patologia. Se è vero infatti che la malattia di Alzheimer si sviluppa subdolamente per anni, danneggiando il cervello prima che compaiano i sintomi e venga diagnosticata, è altrettanto vero che conoscere questa fase presintomatica della malattia apre possibilità preventive e terapeutiche completamente nuove, ad esempio regolando opportunamente i segnali che derivano dal microbiota". "Ad oggi – ricorda Patrizia Fattori, ordinaria di Fisiologia all'università di Bologna e coordinatrice dello Spoke 4 – la Commissione Lancet su prevenzione, intervento e assistenza alla demenza ha individuato 12 fattori di rischio modificabili responsabili di circa il 40% delle demenze mondiali, che di conseguenza potrebbero essere teoricamente prevenute o ritardate e che influenzano individui di tutte le età. La nostra comprensione della demenza sta cambiando, con la descrizione più recente di nuove cause patologiche, e ciò – prospetta la specialista – permetterà di ridurre sempre più l’impatto di queste patologie".  —[email protected] (Web Info)

Tumori, radiologi Sirm: “Presto screening anche per polmone e prostata”

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(Adnkronos) – Dopo mammella, colon e cervice uterina, in futuro gli screening oncologici saranno estesi anche al tumore del polmone e della prostata, oggi considerati tra i big killer, nella popolazione a rischio. Se per il primo è stato già avviato uno studio sperimentale dedicato su forti fumatori, per il secondo è la Comunità europea a raccomandare l'adozione di indagini diagnostiche attraverso l'analisi dell'antigene prostatico specifico (Psa) negli uomini fino a 70 anni. La mammografia è salvavita, ma è necessario promuoverne l'adesione, soprattuto al Sud. E' quanto emerso durante la terza giornata del 51esimo Congresso nazionale della Sirm, la Società italiana di radiologia medica, che riunisce al MiCo di Milano circa 8mila clinici. "Il tumore del polmone rappresenta la terza neoplasia più frequente in Italia, il secondo per gli uomini e terzo per le donne – spiega Andrea Giovagnoni, presidente Sirm – Con una stima di 44mila nuove diagnosi nel 2023 e 35.700 decessi nel 2022, è oggi una delle patologie oncologiche più temute. Negli ultimi anni l'incidenza di questo tumore nelle donne è aumentata, complici gli stili di vita scorretti. E' ormai infatti evidente la correlazione tra fumo e patologia. In Italia, le istituzioni di sanità pubbliche (ministero e Regioni) hanno recepito la necessità di presa in carico della tematica dello screening del tumore polmonare. Attualmente, si sta assistendo a una graduale implementazione dello screening con Tac a bassa dose sul territorio, in attesa dell'inclusione dello screening polmonare nei Lea".  Anche se non sono stati ancora avviati "iter organizzati – precisa il presidente Sirm – un primo importante passo è stato fatto con i programmi Peoplhe, Ccm, Italung 2 e con la realizzazione di un percorso di diagnosi precoce nei 18 centri della Rete italiana screening polmonare (Risp), dedicati a fumatori ed ex grandi fumatori tra i 55 e i 75 anni. Coordinato dall'Istituto nazionale tumori di Milano, questo programma ha l'obiettivo di valutare la capacità di individuare lesioni cancerose e precancerose grazie all'utilizzo della Tac spirale a dosi minime di radiazioni (addirittura 1/20 di una Tac standard), oggi il metodo radiologico diagnostico più potente a disposizione. I risultati di questo studio saranno utili, a livello istituzionale e di governance, nella valutazione della validità dello screening polmonare e alla successiva adozione di un programma nazionale di prevenzione secondaria oncologica sulla popolazione a rischio, così come già accade per mammella, cervice e colon. Inoltre, per i forti fumatori si avrà anche un inquadramento cardiovascolare e polmonare in presenza di calcificazioni vascolari o di segni di enfisema, flogosi bronchiale o alterazioni interstiziali. Alla luce dei grandi vantaggi della diagnosi precoce su questa patologia, auspichiamo possa diventare realtà il prima possibile". Il cancro alla prostata, "con più di 41mila nuove diagnosi nel 2023, si conferma la neoplasia più frequente nel genere maschile. Rappresenta quasi il 20% dei tumori che colpiscono gli uomini – sottolinea Gianpaolo Carrafiello, presidente del 51esimo Congresso nazionale Sirm – L'incidenza aumenta con l'età, con un picco dai 50 anni in su. Lo stadio della malattia al momento della diagnosi impatta fortemente sulle opportunità terapeutiche e sulla sopravvivenza. Sulla rapidità di individuazione della malattia incide anche la sua iniziale asintomaticità. Per questo sarebbe importante implementare lo screening sulla popolazione a rischio per questa patologia".  "La Comunità europea – ricorda lo specialista – ha raccomandato a tutti i Paesi di adottare indagini diagnostiche, inizialmente nell'ambito di studi scientifici, come avviene oggi per il polmone, per poter successivamente offrire veri e propri programmi di screening. Oggi l'analisi del Psa (antigene prostatico specifico) è il test più utilizzato per individuare questa neoplasia, ma non è offerto dal sistema sanitario nazionale come percorso organizzato. Le innovazioni tecnologiche in radiologia – osserva Carrafiello – ci offrono la possibilità di diagnosticare con anticipo la patologia: se i valori del Psa dovessero richiederlo, possiamo prima effettuare una risonanza magnetica multiparametrica, per poi avvalerci della fusion, una tecnica di fusione delle immagini provenienti da differenti metodiche diagnostiche, come la risonanza magnetica e l'ecografia, consentendo di biopsiare anche piccole lesioni visibili solo in risonanza magnetica sotto guida ecografica, metodo più rapido, agevole ed economico". Quanto al cancro della mammella, è "il più frequente nelle donne", dato che "rappresenta addirittura il 30% di tutti i tumori femminili – illustra Nicoletta Gandolfo, presidente eletta Sirm – Lo screening mammografico ne ha ridotto la mortalità del 40%, dimostrandosi il primo strumento inequivocabilmente utile contro la malattia. Purtroppo, l'adesione al programma è variabile da regione a regione, perché l'offerta non è omogenea in termini di fasce d'età. In alcune regioni l'estensione è da 45 a 74 anni, mentre, nella maggior parte, l'esame è rivolto a donne asintomatiche tra i 50 e i 69 anni. Una seconda differenza è conseguente all'attuazione strutturale e organizzativa del programma in ogni singola regione. E' fondamentale – ribadisce la presidente eletta Sirm – promuovere una corretta informazione, attraverso campagne di sensibilizzazione con il supporto delle associazioni di volontariato, perché la popolazione sia a conoscenza dell'importanza di questo intervento preventivo di sanità pubblica, soprattutto al Sud, dove le percentuali di adesione superano di poco il 20%. In caso di positività o dubbio diagnostico dello screening, saranno effettuati ulteriori esami di approfondimento che consentano una diagnosi definitiva".  Nell'imaging diagnostico in senologia, "oltre alla tomosintesi – conclude Gandolfo – abbiamo oggi a disposizione anche la mammografia con mezzo di contrasto, che trova impiego nei casi dubbi oppure positivi allo screening, e che può sostituire la risonanza magnetica mammaria quando appare indicata ma non è possibile effettuarla (claustrofobia, allergia a Gadolinio, eccetera). Infine, dall'Unione europea arrivano forti raccomandazioni per l'attuazione di programmi di screening del tumore polmonare mediante l'utilizzo di Tc a bassa dose, con una stima di riduzione della mortalità del 26% per 10 anni". —[email protected] (Web Info)

Pensionato uccide genero a fucilate nel foggiano: arrestato

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(Adnkronos) – Un quarantenne è stato ucciso a colpi di fucile a Vico del Gargano nel foggiano. Arrestato il suocero, un pensionato di 66 anni, che è accusato di averlo ammazzato con un fucile calibro 12, detenuto legalmente. L'omicidio durante una lite familiare. I carabinieri del comando provinciale di Foggia, arrivati nella casa di contrada 'Mannarelle', hanno trovato il cadavere dell'uomo e ricostruito l'intera vicenda.  —[email protected] (Web Info)

Tumori, Carrafiello (Sirm): “Radiologia interventistica quarto pilastro” oncologico’

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(Adnkronos) – "Fino a qualche anno fa avevamo tre grandi pilastri per il trattamento del cancro: la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. Oggi c'è anche la radiologia interventistica che ha a disposizioni tanti sistemi di ablazione, cioè delle apparecchiature che si consentono", come dice il termine, "di ablare il tumore, cioè di bruciarlo sia utilizzando il caldo delle microonde, che il freddo con la crioablazione, ma abbiamo anche dei trattamenti ablativi non termici che hanno appunto il vantaggio di distruggere solo le cellule tumorali e non tutto quello che c'è intorno. Sono terapie molto mirate, molto focalizzate, che sicuramente evitano complicanze maggiori e ci consentono di ottenere dei risultati che oggi in molti ambiti sono sovrapponibili alla chirurgia stessa. Mi riferisco, in particolare, ai trattamenti dei tumori epatici, del polmone, dei tumori del rene e di quelli del pancreas". Così Gianpaolo Carrafiello, presidente del 51esimo Congresso nazionale Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, partecipando questa mattina a un incontro con la stampa sulle novità della radiologia in ambito oncologico, nel contesto del congresso Sirm, al MiCo di Milano. "Oggi le nostre terapie non vanno viste solo come isolate, ma all'interno di un percorso del paziente oncologico, all'interno di una valutazione multidisciplinare – sottolinea Carrafiello – Le nostre terapie, inoltre, consentono anche di dare un boost", un aiuto, anche "alla chemioterapia". Questi trattamenti, quindi, "non solo hanno un'azione lesiva nei confronti della cellula tumorale – conclude – ma favoriscono anche una migliore azione della chemioterapia e, in particolar modo, dell'immunoterapia". —[email protected] (Web Info)

Roma, vasto incendio a Tor Vergata: in fiamme area tra Vela di Calatrava e Policlinico

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(Adnkronos) – Un vasto incendio di sterpaglie sta interessando l'area compresa tra la Vela di Calatrava e il Policlinico Tor Vergata, a Roma. Sul posto, dalle 11.30 di stamattina, sono impegnate le pattuglie del gruppo VI Torri della polizia locale. Gli agenti hanno dovuto procedere alla chiusura di via Archiginnasio, da via Salamanca, al fine consentire l'intervento dei vigili del fuoco per spegnere il rogo. —[email protected] (Web Info)

Tumori, Giovagnoni (Sirm): “Diagnosi oncologica precoce con la texture analysis”

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(Adnkronos) – Diagnosi sicure veloci ed accurate. Oggi la diagnostica per immagini è al centro della stragrande maggioranza dei percorsi diagnostici e terapeutici, con risultati importanti soprattutto in oncologia. "Le nuove tecnologie hanno aperto la strada a una nuova tecnica di elaborazione che si chiama radiomica, cioè quella appunto di elaborare dei nuovi criteri diagnostici proprio dal dato numerico. Queste tecniche si applicano a tutta la parte oncologica, cioè quando il tessuto, da normale, passa e diventa patologico. Queste tecniche riescono, con la texture analysis, cioè l'analisi del tessuto, a individuare" minime alterazioni in fase precocissima, che sfuggirebbero all'occhio umano. "Questo è possibile solo attraverso un'analisi computerizzata del dato numerico: solo questo può portare all'individuazione di minime alterazioni del tessuto normale che sarebbero assolutamente invisibili all'occhio umano che può distinguere fino a 20 scale di grigio". Lo ha detto Andrea Giovagnoni, presidente Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, intervenendo questa mattina a Milano nella terza giornata del 51esimo Congresso nazionale della Sirm, che riunisce fino a domani, domenica 23 giugno, per la prima volta, le tre società scientifiche dell'area radiologica: medici radiologi (Sirm), medici nucleari (Ainm) e radioterapisti (Airo). Le nuove tecnologie stanno pervadendo l'attività del radiologo. "La quasi totalità delle Tac presenti – spiega Giovagnoni – possono fare diagnosi arrivando alla biopsia liquida, cioè senza prelevare il tessuto, ma solo analizzando i dati. In particolare, l'intelligenza artificiale generativa, cioè in grado di proporre immagini evocative di quello che potrebbe esserci" in base all'altissimo numero di dati acquisiti, "può trasformare una immagine Tac anche in una immagine ecografica, e definire quindi anche la migliore tecnologia da impiegare in base alle patologie. Ci sono risonanze che, sull'informazione acquisita in 3 minuti – conclude Giovagnoni – genera immagini che prima richiedevano 30 minuti. Questo è possibile proprio grazie alla quantità di dati che il sistema ha a disposizione e che continua ad accumulare. Questo significa che anche i tempi di gestione del paziente si riducono a livello tecnologico, ma questo è a vantaggio di un migliore rapporto con lui da parte del medico".  —[email protected] (Web Info)

Tumori, Gandolfo (Sirm): “Imaging radiologico fondamentale negli screening”

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(Adnkronos) – "Il radiologo ha sempre avuto un ruolo fondamentale in tutto quello che è l'imaging oncologico e, in alcuni settori, ha addirittura un ruolo preventivo. La tecnologia che supporta l'imaging diagnostico è di fondamentale importanza per uno degli screening oncologici principali come quello della mammella" e, ultimamente, "anche per il tumore al polmone". Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, presidente eletto Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, all'Adnkronos, intervenendo questa mattina a Milano in un incontro con la stampa all'interno del 51esimo Congresso nazionale dell'area radiologica. "Come sappiamo – continua Gandolfo – una diagnosi precoce attraverso programmi di screening organizzati riduce la mortalità di quello che è il tumore più importante nella donna. I programmi di screening organizzati come la mammografia, che è un'indagine tradizionale, si sono evoluti passando dall'analogico al digitale" e oggi queste a tecnologie si sono "affiancate la tomosintesi e la mammografia con mezzo di contrasto. Oggi il radiologo ha un ruolo fondamentale anche nello screening del polmone, una neoplasia che è uno dei big killer sia per l'uomo che per la donna – aggiunge la specialista – L'Unione europea ha attenzionato questa importante problematica e, per lo screening del tumore polmonare, è partito lo studio Risp", Rete italiana screening polmonare, indirizzato "ai soggetti a rischio, come i grandi fumatori o ex fumatori. Il progetto Risp impiega una Tc a bassa dose e, rispetto alla radiografia tradizionale, riesce a individuare le lesioni" significative prima della comparsa dei sintomi. Inoltre, "riducendo la dose" delle radiazioni, "non si espongono troppo i pazienti asintomatici, ma a rischio”. "Metodiche come la Tc – sottolinea Gandolfo – hanno un ruolo fondamentale anche nella stadiazione dei tumori in tutto l'ambito corporeo, dall'encefalo alla pelvi, e permettono" non solo "una diagnosi precoce", ma anche il "follow-up che misura la risposta alla terapia, cioè se c'è una ripresa oppure una risposta adeguata alle chemioterapie o alle terapie cosiddette neoadiuvanti, che vengono fatte nei casi di neoplasia localmente avanzata". Inoltre, “sicuramente, oggi la radiologia è un pilastro fondamentale nell'equipe multidisciplinare – conclude – specie se consideriamo la radiologia interventistica che, nel tumor board, è il quarto pilastro di riferimento, insieme all'oncologo, al chirurgo e al radioterapista". —[email protected] (Web Info)

Klaus Davi aggredito davanti alla moschea a Milano, sputi e minacce

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(Adnkronos) – Spintoni, sputi e minacce nei riguardi di Klaus Davi che nella giornata di ieri si è recato nei pressi del Centro islamico di viale Jenner a Milano per realizzare alcune interviste ai passanti e ai frequentatori della Moschea. Attorno alle 13 alcuni frequentatori del Centro Islamico si sono avventati sul giornalista intimandogli di abbandonare la zona urlando e spintonandolo. “Siete degli assassini, vattene, figlio di put…. Ebreo di m…..ti ammazziamo''. L’aggressione sarebbe degenerata se alcuni passanti non fossero intervenuti a contenere i due aggressori. “Stavo facendo sul viale delle domande sul 7 ottobre, sulla guerra in Medio Oriente, sugli ostaggi in mano ad Hamas, quando i due uomini mi hanno minacciato e spintonato e sputato. Ho cercato di mantenere la calma. La mia intenzione era semplicemente indagare sul punto di vista dei frequentatori del centro relativamente alla strage del 7 ottobre. E poi eravamo sul Viale, uno spazio pubblico, non all’interno del centro''. Davi si è fermato nonostante le frequenti intimidazioni fino alle 15.  “Mia intenzione era rivolgere qualche domanda all’Imam. Ma non c’è stato verso e comunque ho rispettato la sua volontà di non parlare senza fare ingresso nella Moschea”. Nel video diffuso da Klaus Davi c’è una scena eloquente. Il giornalista si è rivolto a un giovane frequentatore della moschea chiedendogli di accendergli una sigaretta. Ma il giovane è stato apostrofato da un uomo che gli ha intimato in arabo “non farlo, è un ebreo". “Mi ha molto colpito questa cosa, davvero inquietante. Sono per la libertà religiosa, ma che tipo di cultura viene veicolata in questi contesti? Che rischi sta correndo la Comunità Ebraica?”  “Voglio precisare che ero solo, che non ho assolutamente allertato le forze dell’ordine perché non è mia abitudine farlo, non mi va di fare pagare ai contribuenti il costo della mia sicurezza solo perché faccio il mio lavoro, e detto sinceramente non avrei immaginato un tasso di aggressività e di controllo territoriale così capillare. Mai visto anche in zone molto complesse un simile marcamento del territorio. Ma qui non siamo a Ponticelli o a Caivano o ad Archi, qui siamo sulle strade di Milano. Lo Stato e la politica dovrebbero riflettere''. La questura di Milano ha preso atto con i suoi uffici di competenza, il commissariato di zona e la Digos di quanto è successo a Klaus Davi. In ogni caso al momento non risulta alcun esposto o denuncia presentata. Così fonti di via Fatebenefratelli. Nel caso il massmediologo dovesse decidere di presentare una denuncia, verranno avviati approfondimenti investigativi.  "Mercoledì, dopo lo stupro della ragazzina ebrea di 12 anni in Francia, avevo avvisato sulla situazione dell'antisionismo/antisemitismo che stanno vivendo le comunità ebraiche dagli Usa all’Europa, fino a Milano. Ora l’aggressione al giornalista Klaus Davi in quanto ebreo in viale Jenner (zona centrale di Milano, non sperduta periferia) illustra meglio di mille parole la situazione a Milano, mentre il sindaco Sala fa votare per riconoscimenti fasulli della Palestina utili solo a esaltare e legittimare il fanatismo islamico", commenta Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano. "Se un giornalista, solo perché ritenuto ebreo, non può più lavorare perché subisce pesanti intimidazioni razziste – osserva Meghnagi – la cosa è gravissima. Non solo per gli ebrei, ma per il giornalismo e la libertà di informazione del nostro Paese". Tutto questo "è il risultato del clima Propal che dal 7 ottobre rende difficile la vita degli ebrei a Milano: dall’università al 25 aprile fino al Pride, è tutto un continuo esaltare la 'Resistenza' dei terroristi di Hamas". E allora, conclude, "chi non ha fatto e detto nulla prima, si faccia un esame di coscienza. Soprattutto se ha importanti cariche istituzionali". "Pieno sostegno e solidarietà alla comunità ebraica a Milano" dall'Imam Yahya Pallavicini, vice presidente Coreis-Comunità Religiosa Islamica Italiana, che all'Adnkronos commenta le parole di Meghnagi. "Preserviamo le sinagoghe e le moschee in Italia da ogni infiltrazione ideologica e volgare provocazione che alimenti odio e la negazione della dignità e del diritto di ogni credente nella sua libertà di culto – afferma l'Imam -. E che ebrei e musulmani, a Milano e in Europa, coltivino la fratellanza e l'esempio costruttivo di un modello di cittadinanza rispettosa, inclusiva e costruttiva e non strumentalizzino la crisi e il conflitto a Gaza e Rafah per disoneste contrapposizioni, insulti e violenze. Preghiamo e operiamo insieme per la liberazione degli ostaggi, per il ritiro dell'esercito israeliano e per un nuovo ciclo di dialogo e pace tra politici illuminati al sincero servizio dei popoli, delle loro vite e della loro educazione".   —[email protected] (Web Info)

Sanità, Schillaci: “Società radiologia fondamentali per diagnosi e prevenzione”

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(Adnkronos) – "Le società scientifiche della radiologia sono fondamentali e cruciali nell'intero percorso del paziente e la diagnostica per immagine rappresenta un perno essenziale anche per la prevenzione, il solo strumento vincente per garantire la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Dobbiamo puntare sulla promozione di corretti stili di vita a tutte le età. L'intelligenza artificiale apre nuovi orizzonti per favorire la medicina personalizzata e per migliorare le diagnosi, ma ovviamente deve essere sempre governata dalla mente umana. Grazie al Pnrr abbiamo finanziato il rinnovamento delle apparecchiature e delle strumentazioni in tutte le strutture ospedaliere, che permetteranno ulteriormente al radiologo medico di diventare figura centrale nel team multidisciplinare". Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo questa mattina al 51esimo Congresso nazionale Sirm, Società italiana di radiologia medica, in corso al Centro congressi Allianz MiCo di Milano (20-23 giugno).  Nel ricevere dal presidente Sirm, Andrea Giovagnoni, la Medaglia d'oro "per la sua straordinaria dedizione, la visione illuminata e l'instancabile impegno nel promuovere il benessere e la salute pubblica con uno sguardo attento allo sviluppo della radiologia e della medicina nucleare", il ministro ha dichiarato: "Il nostro sistema sanitario nazionale è uno dei migliori al mondo, ma come tutti i sistemi ha bisogno di un riammodernamento su cui stiamo lavorando. Sono sicuro – ha concluso – che in questo compito potremmo contare sui radiologi medici anche per ridurre il numero di prestazione inappropriate".  —[email protected] (Web Info)

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