(Adnkronos) – Ha ucciso a coltellate la moglie al culmine di una lite e poi ha avvisato la figlia del delitto. Tragedia in tarda serata a Cagliari, nel quartiere popolare di San Michele. Erano tesi da tempo i rapporti tra il 77enne Luciano Hellies e la 59enne Ignazia Tumatis. Vivevano ormai da separati in casa e le tensioni erano frequenti. La donna ieri è rincasata dopo la partita della Nazionale ed è scoppiata l'ennesima lite, la situazione è degenerata con Hellies che ha preso un coltello e con una decina di fendenti ha ucciso la moglie. Resosi conto della situazione il 77enne ha poi avvisato le figlie, rivelando loro di aver ucciso la moglie. Scattato l'allarme, sul posto sono arrivati gli agenti della Questura e l'uomo è stato arrestato. È la seconda tragedia analoga in pochi giorni nel Cagliaritano. Domenica scorsa era stato il figlio a uccidere la madre con un coltello. Il 27enne Andrea Tidu aveva colpito a morte la 57enne Maria Dolores Cannas al culmine di una lite nel loro appartamento a Sinnai, nella Città metropolitana di Cagliari. —[email protected] (Web Info)
Arezzo, 80enne uccide la moglie con un colpo di pistola: arrestato
(Adnkronos) – Femminicidio nella notte ad Arezzo. Un uomo di 80 anni ha ucciso la moglie, 72enne, con un colpo di pistola all'interno della loro abitazione in viale Giotto. Quando i soccorritori con l'automedica e l'ambulanza della Croce Bianca sono arrivati nell'appartamento, intorno alla mezzanotte e mezza, l'anziana donna era già morta. Sarebbe stato il marito, cittadino italiano, subito dopo lo sparo, ad allertare i vicini di casa, che hanno chiamato il 118. Sul posto è giunta rapidamente la polizia che ha arrestato l'uomo conducendolo in questura. Il marito, secondo le prime informazioni, avrebbe ucciso la moglie al culmine di una lite. La donna sarebbe stata malata da tempo. A coordinare le indagini è il pubblico ministero di turno Marco Dioni. —[email protected] (Web Info)
Banda fa irruzione nella villa di Roberto Baggio, l’ex calciatore aggredito e rapinato
(Adnkronos) –
Rapina a casa di Roberto Baggio, ad Altavilla Vicentina, ieri sera durante la partita degli Europei Italia-Spagna. Al momento – spiegano i carabinieri all'Adnkronos – si sta lavorando per ricostruire l'esatta dinamica della rapina e per quantificare il bottino. Secondo quando riferiscono siti locali un gruppo di almeno cinque persone armate è penetrato nella villa del calciatore: in quel momento Baggio era in casa con la famiglia e, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe cercato di fermare i malviventi. Uno di questi tuttavia lo avrebbe colpito sulla fronte con il calcio di una pistola. La famiglia Baggio quindi sarebbe stata chiusa in una stanza mentre la banda razziava la villa in cerca di denaro e oggetti preziosi. A dare l'allarme lo stesso ex calciatore, riuscito a sfondare la porta e a contattare i carabinieri. Quindi Baggio è stato portato al vicino pronto soccorso di Arzignano, dove gli sarebbero stati applicati alcuni punti di sutura. L'ex calciatore è già stato dimesso ed è tornato nella villa dove i Carabinieri del nucleo operativo di Vicenza stanno svolgendo le indagini e i rilievi per risalire ai malviventi. E' stato confermato che si sia trattato di un’azione durata all’incirca 40 minuti: i militari stanno ora controllando i filmati di videosorveglianza sia della casa di Baggio sia quelli dell’intera zona. —[email protected] (Web Info)
Accusato di blasfemia, bruciato vivo dalla folla inferocita: orrore in Pakistan
(Adnkronos) –
Orrore in Pakistan dove un uomo, che è stato accusato di blasfemia, è stato bruciato vivo a Madyan nel distretto di Swat nella provincia nordoccidentale di Khyber Pakhtunkhwa. Lo riferisce la polizia locale mentre sui social è stato condiviso un video in cui si vede l'uomo a terra in fiamme mentre una folla inferocita è riunita in cerchio attorno a lui incitando a Allah. La vittima era stato accusato di aver dissacrato il Corano bruciando alcune pagine del libro sacro all'Islam, spiegano i media locali. Altre otto persone sono rimaste ferite negli scontri che sono seguiti all'aggressione dell'uomo, ha precisato la polizia di Swat. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Turchia, mega incendio nel sudest: 5 morti e 44 feriti
(Adnkronos) – Cinque persone sono morte e altre 44 sono rimaste ferite, di cui dieci in modo grave, a causa di un grande incendio scoppiato in una zona rurale tra il distretto di Mardin e quello di Diyarbakir, nel sudest della Turchia. Lo ha dichiarato su 'X' il ministro degli Interni turco Fahrettin Koca spiegando che 35 ambulanze e 7 squadre dei vigili del fuoco sono state inviate sul luogo. ''Prego la misericordia di Dio per coloro che hanno perso la vita e porgo le mie condoglianze ai feriti'', ha detto il ministro. I media turchi spiegando che l'incendio è ancora in corso e si è esteso alle zone residenziali per il vento. I vigili del fuoco sono impegnati a cercare di domare le fiamme. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Terza incursione dalla Nordcorea, Seul spara contro soldati di Pyongyang
(Adnkronos) – L'esercito di Seul ha sparato colpi di avvertimento verso militari nordcoreani che hanno attraversato il confine. Lo hanno riferito i soldati sudcoreani spiegando che decine di militari nordcoreani hanno violato la linea di demarcazione intorno alle 11 ora locale e che l'esercito di Seul ha risposto con spari di avvertimento. Dopo questi, i soldati di Pyongyang si sono ritirati. Si tratta della terza incursione questo mese e arriva dopo la storica visita del presidente russo Vladimir Putin a Pyongyang. Il ministero degli Esteri della Corea del sud ha intanto convocato l'ambasciatore russo a Seul, Georgy Zinoviev, per contestare l'accordo su un partenariato strategico globale firmato tra la Russia e la Corea del nord, ha riferito l'agenzia Yonhap . "I tentativi di ricatto e di minaccia contro la Russia sono inaccettabili", la replica dell'ambasciatore russo. Secondo l'agenzia Tass, durante l'incontro con il primo vice ministro degli Esteri della Corea del Sud, Kim Hong-kyun, Zinoviev ha sottolineato "l'inaccettabilità dei tentativi di minaccia e di ricatto contro la Federazione Russa" e ha osservato che "la cooperazione tra Russia e Corea del Nord non è diretta contro Paesi terzi, è conforme ai principi e alle norme del diritto internazionale e contribuisce a rafforzare la pace e la stabilità nella penisola coreana". L'ambasciatore russo ha osservato che la Russia è pronta a continuare a compiere sforzi per garantire la pace a lungo termine nella penisola coreana. L'intesa tra Mosca e Pyongyang consolida un legame che si è rafforzato dal settembre 2023, quando Kim si è recato in Russia. La Corea del Nord da mesi fornisce armi a Mosca, in particolare artiglieria, e ha un ruolo rilevante nella strategia militare elaborata dalle forze armate russe nella guerra in contro da oltre 2 anni con l'Ucraina. Il documento, siglato durante la visita di Putin a Pyongyang, porta le relazioni tra i due paesi "ad un nuovo livello". Prevede "l'assistenza reciproca nel caso in cui uno dei due Paesi venga attaccato". Il presidente russo ha garantito che Mosca e Pyongyang si daranno pieno sostegno reciproco come veri amici e buoni vicini. La Russia, in particolare, "non esclude lo sviluppo" di cooperazione tecnico-militare con la Corea del Nord. E' ''estremamente preoccupante'' l'ipotesi che la Russia possa fornire armi alla Corea del Nord, ha dichiarato intanto il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller commentando la storica visita del presidente russo e la firma dell'accordo. La fornitura di armi russe a Pyongyang ''destabilizzerebbe la penisola coreana, ovviamente, e potenzialmente, a seconda del tipo di armi fornite, violerebbe le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che la stessa Russia ha sostenuto'', ha detto Miller. Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il ministero degli Esteri della Corea del Sud hanno entrambi affermato che il trattato tra Russia e Corea del Nord rappresenta una ''seria minaccia'' alla pace e alla stabilità nella penisola coreana. Blinken ha affermato che gli Stati Uniti prenderanno in considerazione ''varie misure'' in risposta all'accordo firmato da Putin e dal leader nordcoreano Kim Jong-un. La Corea del Nord starebbe intanto costruendo sezioni di quello che sembra essere un muro in diversi punti vicino al confine con la Corea del Sud. Lo rivelano nuove immagini satellitari analizzate da Bbc Verify, che mostrano anche come la terra all'interno della zona demilitarizzata (Dmz) sia stata bonificata, fatto che potrebbe essere una violazione della tregua di lunga data con la Corea del Sud. La Dmz è una zona cuscinetto larga 4 chilometri tra la Corea del Nord e quella del Sud, che sono ancora tecnicamente in guerra non avendo mai firmato un trattato di pace. La zona è divisa in due, con ciascuna parte controllata dalle rispettive nazioni. Questa recente attività di Pyongyang è "insolita", secondo gli esperti, e avviene in un momento di crescenti tensioni tra i due Paesi. "A questo punto possiamo solo ipotizzare che la Corea del Nord stia cercando di rafforzare la sua presenza militare e le fortificazioni lungo il confine", ha affermato Shreyas Reddy, corrispondente del sito specializzato Nk News, con sede a Seul. Bbc Verify ha commissionato immagini satellitari ad alta risoluzione su un tratto di sette chilometri del confine per esaminare gli eventuali cambiamenti che la Corea del Nord sta apportando all'area. Queste immagini sembrano mostrare almeno tre zone in cui sono state erette barriere vicino alla Dmz, coprendo un totale di circa un chilometro vicino all'estremità orientale del confine, ma è possibile che siano state costruite ulteriori barriere lungo altri tratti del confine. La data esatta di inizio della costruzione non è chiara a causa della mancanza di precedenti immagini ad alta risoluzione nell'area. Tuttavia, queste strutture non erano visibili in un'immagine datata novembre 2023. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Caldo, è allerta sull’Italia: 8 città da bollino rosso oggi
(Adnkronos) – Si intensifica la prima ondata di caldo che sta investendo l'Italia, soprattutto al Centro-Sud, con l'anticiclone africano Minosse. Se ieri Perugia è stata l'unica città da bollino rosso nel bollettino del ministero della Salute, oggi venerdì 21 giugno sono 8 i capoluoghi con il livello massimo di allerta per gli effetti del caldo sulla salute: Ancona, Campobasso, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Rieti e Roma. Bollino arancione (livello 2) a Bari, Bologna, Brescia, Catania, Messina, Napoli, Pescara, Reggio Calabria, Trieste e Viterbo. La situazione migliora sabato 22 giugno, con le temperature che dovrebbero abbassarsi. Solo 2 le città con allerta rossa: Bari e Campobasso. E solo a Catania bollino arancione, mentre negli altri capoluoghi monitorati il livello d'allerta sarà 0 o 1 (giallo o verde). "Un mix di caldo record e polvere sahariana interesserà da oggi a venerdì diverse aree dell'Italia, con effetti sulla qualità dell'aria e sulla salute dei cittadini". Invita alla "massima attenzione sul fronte sanitario" la Società italiana di medicina ambientale (Sima), per le insidie che afa e polveri possono rappresentare per salute delle categorie più fragili. "In diverse città d'Italia il cielo ha già assunto un colore lattiginoso fino a diventare giallo-rossastro in alcune aree, e ciò come conseguenza dell'arrivo della polvere del Sahara in atmosfera. Polveri che andranno ad aggiungersi al Pm2.5 e Pm10 già presenti nell'aria, peggiorandone la qualità anche in assenza di precipitazioni", spiega in una nota il presidente della Sima, Alessandro Miani. "I soggetti più a rischio – precisa – sono bambini, anziani, cardiopatici e chi soffre di malattie respiratorie, a partire dall'asma. Le polveri infatti possono avere anche metalli pesanti al loro interno e unirsi alle sostanze inquinanti già presenti nell'aria, e finiscono per essere inalate dall'uomo. Per questo è consigliabile evitare il più possibile l'esposizione alle polveri desertiche, specie per i soggetti che già soffrono di malattie o disturbi respiratori". I più piccoli sono "particolarmente a rischio – rimarca l'esperto – sia perché i loro sistemi respiratori e immunitari sono ancora in via di sviluppo, sia perché tendono a passare più tempo all'aperto rispetto agli adulti. Uno studio del 2015 ha evidenziato ad esempio che i bambini esposti alle polveri sahariane presentano un rischio maggiore del 20% di sviluppare infezioni respiratorie rispetto a quelli non esposti". Il fenomeno delle polveri si aggiunge dunque al caldo record "che colpirà varie zone della Penisola, con temperature superiori anche di 12 gradi rispetto alla media, che possono provocare disturbi lievi come crampi, svenimenti, edemi, ma anche problemi gravi, dalla congestione alla disidratazione, aggravando le condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti", ribadisce la Sima. "Le ondate di calore e di polvere sahariana non sono certo fenomeni nuovi in Italia – puntualizza Siani – ma preoccupa il forte aumento della loro frequenza e della loro intensità, un effetto diretto del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, che va monitorato con attenzione, perché impatta in modo diretto sull'ambiente e sulla salute pubblica". La Società italiana di medicina ambientale rilancia i suoi consigli pratici per difendersi dal caldo: "Evitare di esporsi al caldo e al sole diretto e uscire di casa solo nelle ore più fresche; assicurare un adeguato ricambio di aria in casa e agevolare la ventilazione naturale; mantenere le stanze fresche schermando le finestre esposte al sole (utilizzando tapparelle, persiane, tende); chiudere le finestre durante il giorno e aprirle durante le ore più fresche della giornata (la sera e la notte); fare bagni e docce frequenti e con acqua tiepida; assumere almeno 1,5-3 litri di acqua durante la giornata, evitare alcolici e preferire cibi che contengono molta acqua, come frutta e verdura; quando si esce di casa, proteggere gli occhi con occhiali da sole e prevenire scottature con creme solari ad alto fattore protettivo; indossare abiti in fibre naturali (lino o cotone) e indumenti traspiranti, meglio se di colore chiaro; evitare l'attività sportiva all'aperto nelle ore più calde". —[email protected] (Web Info)
Da snus a bustine nicotina, la strategia svedese che sta azzerando i danni da sigarette
(Adnkronos) – La Svezia si appresta a diventare una delle nazioni in Europa a raggiungere gli obiettivi del Piano europeo contro il cancro: arrivare in pochi anni a una generazione 'libera dal fumo'. Ma non solo. La Svezia ha uno dei tassi di fumatori più bassi d'Europa (5,6%), vicino al 5% della popolazione che l'Oms considera un successo. Come è riuscito lo Stato scandinavo a raggiungere questi obiettivi? Esiste un 'modello svedese' che mette insieme la tradizione culturale e industriale: lo 'snus', ovvero una miscela di tabacco umido venduto sotto forma di microbustine che si mettono sotto il labbro superiore, confezionato in piccole scatoline rotonde – simili a scatolette di tonno – dove trovano posto questi 'confettini' sottili. E oggi anche le 'nicotine pouches', ovvero le bustine senza tabacco, ma con livelli di nicotina equivalenti a quelli usati nei trattamenti farmacologici per smettere con le 'bionde'. "La nicotina causa dipendenza, ma non è particolarmente pericolosa in se stessa. E' chiaro che in gravidanza non deve essere utilizzata. Negli anni la Svezia è riuscita a ridurre la mortalità maschile attribuibile al tabacco portandola alla metà rispetto alla media dei Paesi Ue". Lo spiega Karl Fagerstrom, psicologo clinico e medaglia dell'Oms per il lavoro svolto nel controllo del tabacco e ideatore della scala a punteggio per la valutazione del grado di dipendenza dalla nicotina, che ha incontrato a Stoccolma la stampa italiana.
Lo snus è prodotto e venduto in Svezia, ma nel resto dell'Europa è vietato per una direttiva europea del 1992. Le nicotine pouches hanno fatto la loro comparsa anche sugli scaffali delle tabaccherie italiane. Per l'Italia è una nuova categoria di prodotto, la cui regolamentazione ha richiesto un lungo processo che in parte è tuttora in corso. Inizialmente introdotte in commercio all'inizio del 2023, le prime bustine di nicotina erano state ritirate dal mercato su impulso del ministero della Salute, per poi essere reintrodotte con un nuovo packaging dotato di una chiusura 'a prova di bambino' e con le avvertenze sanitarie specifiche. "Il declino delle sigarette inizia in Svezia a metà degli anni '70 – ricorda Fagerstrom – con il lancio proprio dello snus che oggi ha superato nettamente le prime, con evidenti riscontri sulla salute della popolazione e sui dati epidemiologi rispetto alle malattie legate al fumo tradizionale come il cancro ai polmoni o altre neoplasie che in Svezia hanno un tasso di incidenza negli uomini molto più basso della media Ue". Ma quali sono gli elementi portanti di questo modello svedese? "Più fattori – risponde l'esperto – parliamo di strategie, di azioni concrete e l'effetto di tradizioni culturali. Il governo svedese ha scelto inoltre la strada della trasparenza sulle alternative alla riduzione del danno. C'è stata poi una forte vocazione a creare anche una pressione sociale sui 'vecchi' fumatori. Ma per fare tutto questo servono tempo, sensibilità e rispetto – avverte – per gli strumenti alternativi alla terapia farmacologica. Nessuno dovrebbe fumare o essere dipendente dalla nicotina, ma un recente sondaggio sui giovani svedesi ha registrato che, se in Svezia non ci fosse lo snus, loro fumerebbero le sigarette o sceglierebbero la cannabis. Con maggiori danni alla salute e a livello sociale". L'atteggiamento dell'Oms rispetto agli strumenti alternativi per smettere, dalle e-cig alle sigarette a tabacco riscaldato fino allo snus, è sempre stato di chiusura? "La reputazione dell'industria del tabacco in passato non era buona – risponde l'esperto – e questo ha influenzato le scelte della politica e delle istituzioni. C'è poi un atteggiamento di pregiudizio anche della comunità scientifica rispetto al tema della riduzione del danno con questi strumenti alternativi senza combustione. Gli studi proposti dall'industria sull'efficacia nell'aiutare a smettere vengono spesso rifiutati". Mentre sulla direttiva dell'Ue che ha escluso lo snus dal resto dell'Ue "c'è stata miopia, anche la Fda americana ha rilevato che lo snus è meno dannoso delle sigarette". E sull'Oms: "E' un problema – rimarca Fagerstrom – perché spesso alcune istituzioni non dipendono dalle nazioni, ma dai soldi. Non capisco perché non si voglia lavorare e collaborare con l'industria del tabacco, quando ci sono seri strumenti alternativi senza combustione che oggi – conclude – potrebbero aiutare a smettere con le sigarette e a salvare milioni di vite". —[email protected] (Web Info)
Dal 1500 al ‘codice calore’ in pronto soccorso, il piano contro il caldo
(Adnkronos) – Aumentano le temperature e il ministero della Salute si appresta ad emanare una circolare per prevenire gli effetti delle ondate di calore, indirizzata agli assessori alla Salute delle Regioni e delle Province autonome, come apprende l'Adnkronos Salute che ne anticipa i contenuti. Nel dettaglio "per fronteggiare al meglio gli effetti sulla salute" del caldo "in particolare per i soggetti vulnerabili" la circolare – firmata dal direttore generale della Prevenzione sanitaria, Francesco Vaia – invita ad "azioni organizzative che rafforzino ordinaria risposta alle richieste di assistenza sanitaria". Tra queste "è fortemente raccomandata l'attivazione del cosiddetto 'codice calore'" ovvero la messa a punto "di un percorso assistenziale preferenziale differenziato nei pronto soccorso". Si raccomanda anche di "attivare gli ambulatori territoriali sette giorni su sette", sulle 12 ore. Da potenziare, poi "il servizio di guardia medica", mentre vanno riattivate le "Uscar per favorire l'assistenza domiciliare ed evitare l'accesso inappropriato al pronto soccorso". Importante potenziare anche il piano della comunicazione, "promuovendo la campagna predisposta dal ministero della Salute e dalle autorità regionali dandone la massima diffusione possibile". Il ministero della Salute riattiverà inoltre "il numero di pubblica utilità 1500 per fornire indicazioni e informazioni ai cittadini" e metterà a disposizione ogni giorno, sul proprio sito, "i bollettini sull’ondate di calore per 27 città italiane raccomandazioni per fronteggiare l’emergenza caldo". —[email protected] (Web Info)
Vannucchi (UniFI): “Grazie ad Ail conosciamo impatto farmaci su pazienti Nmp”
(Adnkronos) – "Dopo 55 anni di impegno per le malattie del sangue, comprese le neoplasie mieloproliferative croniche, dobbiamo dire che Ail ha contribuito in modo diverso all'avanzamento delle conoscenze, ma anche e soprattutto al trasferimento di queste conoscenze per la ottimale gestione dei pazienti. E mi ferisco in particolare al fatto che Ail ha contribuito a finanziare progetti che sono andati proprio nella direzione di migliorare le conoscenze e al tempo stesso di trasferirle. Questo vuol dire che Ail ha finanziato progetti che hanno contribuito all'identificazione delle più comuni mutazioni del Dna che si manifestano in questi pazienti. Ail si sta impegnando, ovviamente non da sola, nel capire in grandi studi su numeri elevati di pazienti trattati in 'real life' qual è l'impatto di questi nuovi farmaci nei pazienti con neoplasie mieloproliferative croniche". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Alessandro Maria Vannucchi, professore di ematologia all'Università degli Studi di Firenze, direttore della SOD complessa di Ematologia dell'azienda ospedaliera universitaria Careggi di Firenze e presidente della Società italiana di ematologia sperimentale in occasione della conferenza per i 55 anni di Ail, oggi a Roma. "Ail e Gemema – continua Vannucchi – stanno lavorando assieme ormai da anni per tessere e rafforzare una rete fra i diversi centri di ematologia sul territorio nazionale non solo per ottimizzare la gestione dei pazienti con queste malattie ma soprattutto per migliorare la diagnostica molecolare". L'incontro per i 55 anni di Ail e di sostegno alla ricerca scientifica per la lotta ai tumori del sangue dal titolo 'Tecnologie biomolecorali e terapie innovative sono le nuove sfide della ricerca in Ematologia' è stata per gli esperti un'occasione per fare il punto sulle nuove terapie per le malattie del sangue, tra cui le neoplasie mieloproliferative croniche, che "sono una famiglia di malattie. Le tre forme principali sono la trombocitemia essenziale, la policitemia vera e la mielofibrosi primaria – spiega Vannucchi – Parliamo di malattie croniche perché hanno una lunga sopravvivenza, ma molto diversa. Infatti, mentre la trombocitemia essenziale è una sopravvivenza che potrebbe essere considerata quasi simile a quella della popolazione normale, ancora oggi purtroppo la sopravvivenza mediana dei pazienti con mielofibrosi è attorno ai 6-7 anni. Quindi questo rappresenta un bisogno clinico estremamente impellente". Negli "ultimi anni ci sono stati grandi progressi dal punto di vista dei farmaci che hanno fatto seguito alla scoperta di mutazioni, che hanno permesso di sviluppare degli inibitori selettivi, quelli che si chiamano i Jak inibitori, che sono attivi sul principale meccanismo alterato nelle cellule neoplastiche". E di questi "farmaci ne abbiamo già due approvati in Italia, ce ne sono 4 approvati dalla statunitense Fda. Si tratta di farmaci capaci di migliorare i sintomi della malattia, di migliorare la qualità di vita e quindi hanno un impatto sicuramente positivo soprattutto per i pazienti". Tuttavia, "quello che ancora manca, con certezza, è la capacità di questi farmaci di essere attivi alla radice della malattia, capaci di portare a guarigione. Ecco, oggi la guarigione non è ottenibile con i farmaci, in alcuni pazienti con mielofibrosi si può ottenere con il trapianto di cellule staminali" conclude. —[email protected] (Web Info)









