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Martelli (Umberto I): “In 4 anni rivoluzione terapie per linfoma non-Hodgkin”

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(Adnkronos) – "Negli ultimi quattro anni abbiamo avuto una rivoluzione nel trattamento del linfoma non-Hodgkin, in particolare nei linfomi ricaduti e recidivi, laddove il vecchio trattamento chemioterapico o trapiantologico dava scarsissimi risultati. Questi nuovi farmaci sono immunoterapie, con i quali in particolare si mira a riattivare i linfociti T del paziente stesso, portandoli a ingegnerizzare in determinati laboratori e poi a rinfonderli, oppure gli anticorpi cosidetti bispecifici, che mirano ad attivare gli stessi linfociti del paziente stesso con un indirizzo su un antigene particolare che hanno le cellule tumorali". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Maurizio Martelli, professore di Ematologia Università degli Studi Sapienza di Roma e direttore Uoc Ematologia Aou Policlinico Umberto I di Roma in occasione della conferenza per i 55 anni di Ail, oggi a Roma.  "Con questi trattamenti noi abbiamo ottenuto dei risultati superiori a quelli che ottenevamo con la vecchia chemioterapia e con una migliore qualità di vita del paziente. Lei immagini una sola infusione o un'infusione di un anticorpo rispetto alla chemioterapia, al trapianto di midollo, al ricovero e alla caduta di capelli, è molto più importante" conclude. —[email protected] (Web Info)

Aids, in estate più rischi contagio da Hiv, da esperti consigli per proteggersi

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(Adnkronos) – "L’estate è la stagione più a rischio contagio da Hiv. Per questo è bene premunirsi per diminuire le probabilità di trasmissione del virus". Lo ha detto all’Adnkronos Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), in occasione della conferenza stampa "PrEP e Innovazione" che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar – Italian conference on Aids and antiviral research, in corso a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.  "Con le vacanze aumentano anche i rapporti sessuali occasionali, molte volte non protetti, che a loro volta aumentano il rischio contagio – sottolinea Andreoni – La prima cosa da fare prima di partire è una 'scorta' di profilattici". Il profilattico è "l’unico strumento che consente di prevenire, non solo l’Hiv, ma anche le altre malattie sessualmente trasmissibili" ricorda Antonella Cingolani, copresidente Icar.  Inoltre, si raccomanda di fare un test dell’Hiv "prima di andare in vacanza per accertarsi di non avere il virus e quindi di non poterlo trasmessere ai partner sessuali" avverte Andreoni. "Si può anche ricorrere alla Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), un trattamento orale che si può assumere ogni giorno o al bisogno e che protegge dall’Hiv – sottolinea Cingolani. Al "rientro dalla vacanze è consigliabile ripetere il test dell’Hiv per assicurarsi di non esser stati contagiati, l’Hiv non va mai in ferie" conclude Andreoni.  —[email protected] (Web Info)

Aids, esperti: “Puntare su check-point per aumentare accesso a PrEP”

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(Adnkronos) – A un anno dalla rimborsabilità della Profilassi Pre-Esposizione (PrEP), che permette di evitare l’infezione, la forma orale attualmente disponibile presenta criticità diverse: i pochi centri di riferimento, la limitata erogazione sul territorio, i rischi legati all’aderenza e allo stigma. Un primo passo sarebbe quello di aumentare la presenza e la distribuzione omogenea dei check-point community based, centri gestiti dalle associazioni, in collaborazione con i Comuni e con le strutture sanitarie territoriali, dedicati alla prevenzione dell’Hiv e delle altre malattie sessualmente trasmesse. Questa è una delle sfide emerse in occasione della conferenza stampa "PrEP e Innovazione" che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar – Italian conference on aids and antiviral research, in corso a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.  "I check-point community based in Italia sono una decina o poco meno, concentrati prevalentemente in alcune città e regioni – afferma Antonella Cingolani, copresidente Icar – Aumentare la presenza dei check-point significa poter raggiungere una più ampia fascia della popolazione che può trarre beneficio della PrEP. Da una parte bisogna dunque demedicalizzare la PrEP, in considerazione del fatto che si rivolge a persone sane, puntando sui checkpoint; dall’altra negli stessi checkpoint andrebbero inclusi gli infettivologi, il cui ruolo è certamente fondamentale". Concorda Daniele Calzavara, coordinatore di Milano Check Point. I checkpoint community based sono una cosa in più e non sono in contrapposizione con i centri ospedalieri”, chiarisce. "Sono la risposta territoriale per arrivare a più persone e per questo vanno favorito e sostenuti, anche economicamente, e non solo nelle grandi città", aggiunge. Serve dunque compiere un ulteriore salto rispetto alla sola approvazione della PrEP in Italia.  "A causa del ritardo accumulato e degli ostacoli che permangono nell’accesso alla PrEP, siamo ancora molto lontani dagli standard di altri Paesi europei" sottolinea Cingolani. "Attualmente vi sono ancora problemi di diverso tipo – commenta Massimo Farinella, copresidente Icar – Anzitutto, persistono i costi di monitoraggi, visite e controlli contestuali alla PrEP; vi è poi un problema di aderenza, di stigma e di scarso coinvolgimento del territorio, visto che è accessibile solo nelle farmacie ospedaliere. Pertanto, con la Long Acting PrEP – conclude – si potrebbero colmare alcune di queste lacune, completando così l’offerta di una strategia preventiva per combattere la diffusione dell’Hiv come già approvato a livello europeo".  —[email protected] (Web Info)

Farmaci, Ce approva inibitore Il-17A e 17F per idrosadenite suppurativa

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(Adnkronos) – La Commissione europea ha approvato l'autorizzazione all'immissione in commercio di bimekizumab per il trattamento dell'idrosadenite suppurativa (Hs) attiva da moderata a grave, negli adulti con una risposta inadeguata alla terapia sistemica convenzionale. L'approvazione – informa Ucb in una nota – fa seguito al parere positivo emesso nel marzo 2024 dal Comitato per i medicinali per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali (Chmp). L'approvazione della Ue è arrivata sulla base dei risultati di due studi di Fase 3, Be-Heard I e Be-Heard II, che hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di bimekizumab nel trattamento dell'Hs da moderata a grave e rappresenta la prima approvazione regolatoria a livello mondiale per bimekizumab, un inibitore dell’Il17A e Il-17F, nel trattamento dell'idrosadenite suppurativa da moderata a grave, e la quarta indicazione approvata nell'Ue. "L'approvazione di bimekizumab da parte della Commissione europea – afferma Christos C. Zouboulis, presidente della European Hidradenitis Suppurativa Foundation (Ehsf) e direttore dei dipartimenti di Dermatologia, venereologia, allergologia e immunologia della Städtisches Klinikum Dessau, Brandenburg Medical School, Germania – è un avvenimento di eccezionale importanza per la comunità di pazienti con idrosadenite suppurativa nella Ue, soprattutto se si considera che le opzioni terapeutiche attualmente disponibili sono limitate. Come comunità scientifica, ci impegniamo per migliorare la gestione di questa patologia. Bimekizumab offre una nuova e promettente opzione terapeutica per l’Hs da moderata a grave, supportata da evidenze di Studi di Fase 3, che hanno mostrato risposte clinicamente significative e sostenute per 48 settimane". L’Hs è una malattia infiammatoria cronica e recidivante della pelle che si manifesta con noduli, ascessi drenanti e fistole con fuoriuscita di pus, che si riscontrano tipicamente sotto le ascelle, nell'inguine e nei glutei. La patologia inizia tipicamente nella prima età adulta e colpisce circa l'1% della popolazione nella maggior parte dei Paesi presi in esame. La patologia è associata a significative co-morbilità e può avere effetti profondamente negativi sulla qualità della vita dei pazienti. —[email protected] (Web Info)

Nozza (S.Raffaele): “PrEP prescritta a 11.600 persone concentrate in grandi città”

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(Adnkronos) – "La profilassi Pre-Esposizione (PrEP) è stata prescritta a circa 11.600 persone, concentrate in 62 tra centri clinici e check-point, prevalentemente in 2 regioni, 50% Lombardia e 18% il Lazio". Lo ha detto Silvia Nozza, infettivologa dell’Ospedale San Raffaele di Milano, nella conferenza stampa 'PrEP e Innovazione' che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar – Italian conference on aids and antiviral research, in corso a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.  "Una prima analisi evidenzia che le persone attualmente in PrEP sono meno, circa 9.700. Molte persone sono state 'perse' per vari motivi, tra cui la scarsa aderenza. La Long Acting PrEP, che consiste in una singola iniezione ogni due mesi, rappresenta un’ottima strategia per raggiungere questa nicchia di persone".  —[email protected] (Web Info)

Aids, da congresso Icar appello ad Aifa per approvazione Long Acting Prep

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(Adnkronos) – La rimborsabilità della Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) decretata da Aifa nel 2023, dopo un’attesa lunga sei anni, ha rappresentato un passo avanti importante nella prevenzione dell’Hiv, ma resta insufficiente. Oltre a nuove strategie di messa in atto, la comunità scientifica e la Community dei pazienti auspicano soprattutto l’approvazione da parte di Aifa della Long Acting PrEP, che permetterebbe una copertura preventiva nei confronti dell’HIV per due mesi. Questi sono alcuni dei messaggi emersi dalla conferenza stampa “PrEP e Innovazione” che si è tenuta nell’ambito della 16esima edizione di Icar Italian conference on Aids and antiviral research, a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore fino domani. La Long Acting PrEP ha ricevuto il via libera dell’Ema, l’agenzia europea che regolamenta i farmaci, lo scorso ottobre. A differenza della PrEP orale – riporta una nota – cioè una compressa assunta tutti i giorni o al bisogno, la Long Acting PrEP è iniettabile e offre una copertura di durata maggiore.  "La PrEP, in tutte le sue forme, orale e Long Acting, è un elemento chiave di sanità pubblica per la lotta alla diffusione dell’Hiv – afferma Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) – In particolare, la Long ActingPrEP è uno strumento di prevenzione dell’Hiv, riconosciuta anche dall’Oms per le persone a rischio sostanziale di infezione, che amplia l’offerta complessiva delle diverse modalità di prevenzione per un virus per cui non esiste un vaccino".  Le sue potenzialità – si legge nella nota – sono state confermate da diversi studi italiani. In un’indagine diffusa su canali digitali specifici della popolazione Lgbtqia+, che ha raggiunto 1419 persone, solo il 27% di queste ha dichiarato di assumere PrEP orale, facendo così emergere un margine ampio in cui l’offerta preventiva di HIV ancora stenta a penetrare. La ricerca ha inoltre evidenziato due caratteristiche dei rispondenti correlate all’interesse per la Long Acting PrEP: l’assunzione della PrEP orale e la conoscenza dell’equazione preventiva U=U (se l’HIV non è rilevabile, non è trasmissibile). Oggi, dunque, Long Acting PrEP nella popolazione Lgbtqia+ si associa a un profilo di persona ben informata e proattiva nella volontà di prevenire l’HIV. Una seconda indagine, svolta a marzo 2024 sugli utilizzatori di PrEP orale nel checkpoint di Milano, ha messo in evidenza come dei 419 rispondenti (98% maschi e 70% laureati) ben il 74,9% abbia mostrato interesse per la Long Acting PrEP. Di questi, oltre la metà ha dichiarato di averne scarsa informazione. La stanchezza per l’assunzione delle compresse e anche per l’approvvigionamento delle stesse, così come il sentirsi dipendente da una compressa per fare attività sessuale in libertà sono gli aspetti che hanno caratterizzato gli interessati alla Long Acting PrEP in questa indagine. Infine, una ricerca su 1056 utenti utilizzatori di PrEP orale di Milano, in centri in cui la community è presente, ha riscontrato che il 27,8% di persone potrebbe beneficiare della Long Acting PrEP a causa di problemi con la PrEP orale principalmente legati all’aderenza, ma anche alla tossicità.  "La rimborsabilità della PrEP è uno dei grandissimi risultati ottenuti in Italia nella lotta all’Hiv, anche se permangono rilevanti ostacoli di varia natura nell’accesso – conclude Andreoni – Ora però chiediamo alle istituzioni un’altrettanta sensibilità a comprendere l’importanza di mettere a disposizione della popolazione anche la Long Acting PrEP, la quale garantisce una copertura più lunga, e che può rivelarsi una strategia davvero innovativa contro l’Hiv". —[email protected] (Web Info)

Squillaci (Sirm): “Alle Olimpiadi 2026 sostegno tecnologico e professionalità”

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(Adnkronos) – “Porteremo tecnologia e professionalità lì sul posto, per supportare il lavoro dello staff medico delle Olimpiadi. La parte educazionale consentirà, in questi anni che portano alle olimpiadi, e anche dopo, di creare dei corsi di preparazione per tutti quelli che hanno a che fare con gli atleti: medici di medicina generale, ortopedici, fisiatri, ma anche neurologi e medici che si occupano di patologia cardiovascolare”, per mettere a punto “le linee guida che servono per gestire, dal bambino che si fa male durante lo sport all'atleta di interesse nazionale o internazionale”. Così Ettore Squillaci, delegato Sirm per le Istituzioni sportive, all’Adnkronos, intervenendo questa mattina a Milano, nel corso del 51.esimo Congresso nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm), alla presentazione del percorso di un accordo quadro di cooperazione in vista delle olimpiadi Milano-Cortina 2026 tra la società scientifica e il Comitato olimpico nazionale italiano.  D'altra parte, poiché le Olimpiadi si svolgono “su un territorio vasto – aggiunge Squillaci – che riguarda non solo grandi città come Milano e Verona, che hanno ovviamente già strutture cliniche adeguate, ma anche per esempio a Livigno, che non ha ovviamente strutture sanitarie adeguate ad accogliere il grande numero di atleti, ma anche di persone che interverranno in quei giorni, la Sirm fornirà il supporto strutturale e clinico sia per i pazienti come il bambino che scivolerà sul ghiaccio e sbatte la testa che all'atleta nel terreno di gara”. L’attività sarà svolta congiuntamente “al Sistema sanitario nazionale – spiega l’esperto – per coprire e potenziare quelle esigenze relative ai due mesi di olimpiadi, che comprendono anche le paralimpiadi. Per la parte economica – conclude Squillaci – non ci sarà nessun tipo di aggravio per il contribuente né per il Ssn grazie al contributo delle aziende che parteciperanno. —[email protected] (Web Info)

Aids, Lanini (Spallanzani): “Contro Hiv farmaci estremamente potenti e sicuri”

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(Adnkronos) – "Per quanto riguarda la terapia dell’Hiv siamo molto avanti. Abbiamo farmaci estremamente potenti e sicuri per il paziente che, se cominciati in maniera molto precoce e assunti in maniera corretta dal paziente, da un lato riescono a prevenire che il virus produca danni all'interno del nostro organismo, dall'altro congelano la replicazione virale, bloccando la capacità del virus di riprodursi all'interno del nostro organismo e, come conseguenza, impedendo che il virus possa essere trasmesso ad altre persone". Così Simone Lanini, professore di Malattie infettive dell’Università degli Studi di Udine in occasione dell’evento 'Hiv. Parliamone ancora!', un momento di confronto e condivisione per parlare di aderenza terapeutica, U=U e resistenze promosso da Gilead Sciences in occasione del Congresso Icar – Italian conference on aids and antiviral research. Giunto alla 16esima edizione, il cui claim è 'Research and care: from bench, to bedside, to community', il congresso promuove la riflessione sull’importanza della ricerca per raggiungere il prendersi cura in senso globale della persona. "Questo è un concetto molto importante – conclude Lanini – che oggi viene diffuso con lo slogan U=U, ossia Undetectable = Untransmittable (non rilevabile=non trasmissibile), che significa che il paziente che è trattato e assume in maniera corretta la terapia non può in nessun caso trasmettere l'infezione ad altre persone". —[email protected] (Web Info)

Aids, Calvino (Anlaids): “Qualità vita persone con Hiv migliorata grazie a terapie”

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(Adnkronos) – "Oggi la qualità della vita delle persone Hiv positive è molto migliorata grazie ai farmaci, grazie alle terapie e, soprattutto, grazie ad un'evidenza scientifica importantissima, nota come U=U, ossia Undetectable = Untransmittable (non rilevabile=non trasmissibile). Quando una persona Hiv positiva in terapia raggiunge la non rilevabilità della carica virale, e ciò avviene nel giro di un paio di mesi dall’inizio della terapia, non trasmette il virus". Sono le parole di Valeria Calvino, vicepresidente di Anlaids Ets, in occasione dell’evento 'Hiv. Parliamone ancora!', un momento di confronto e condivisione per parlare di aderenza terapeutica, U=U e resistenze promosso da Gilead Sciences in occasione del Congresso Icar – Italian conference on aids and antiviral research. Giunto alla 16esima edizione, il cui claim è "Research and care: from bench, to bedside, to community", il congresso promuove la riflessione sull’importanza della ricerca per raggiungere il prendersi cura in senso globale della persona. "Si tratta di un’evidenza scientifica, dimostrata da studi importanti, che va assolutamente diffusa – sottolinea Calvino – perché è un mezzo potentissimo per abbattere lo stigma e, soprattutto, è un mezzo per fermare i contagi perché se le persone che si inizieranno a testare dovessero scoprire di avere l’Hiv, potrebbero immediatamente accedere alle terapie e, in breve tempo, oltre ad avere una buona qualità di vita, non trasmettere il virus ad altre persone. Il ruolo delle associazioni è dunque importantissimo nel diffondere questa evidenza scientifica, che ancora purtroppo non è nota ai più ma solo agli addetti ai lavori". Di Hiv e Aids in Italia "se ne è parlato tanto negli anni '80 e '90, quando le persone morivano. Purtroppo ne sono morte tantissime delle nostre comunità – spiega la vicepresidente dell’Associazione – Adesso, grazie ai farmaci, arrivati da noi nel 1996-1997, per fortuna non si muore più ma persistono comunque tanti problemi di qualità della vita". L’Hiv è "un'infezione cronica che va trattata per tutta la vita, secondo le attuali conoscenze scientifiche. Quindi, anche se le terapie sono migliorate enormemente nel corso degli anni, queste persone devono assumere i farmaci per tutta la vita. C'è ancora tanto da fare, essendo infatti una condizione cronica, chi ne soffre è più soggetto ad una serie di comorbidità, come le malattie cardiovascolari, i tumori, i problemi alle ossa" conclude. —[email protected] (Web Info)

Lite Virzì-Ramazzotti, gli ex si querelano a vicenda: informativa in procura con video

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(Adnkronos) – Il regista Paolo Virzì e l'ex moglie Micaela Ramazzotti hanno entrambi presentato querela alla stazione dei carabinieri Aventino dopo la lite, culminata anche in uno scontro fisico, scoppiata all'interno di un ristorante di Roma lunedì scorso. Secondo quanto emerso nel ristorante erano presenti il regista con la figlia e l'attrice con il nuovo compagno.  I carabinieri che hanno raccolto le denunce hanno inviato un'informativa in procura a cui hanno allegato anche il video delle telecamere presenti nel ristorante. Sarà adesso il magistrato a formulare le possibili ipotesi di reato. La sera della lite i militari sono intervenuti sul posto e hanno identificato le quattro persone coinvolte. La figlia di Virzì è stata anche medicata sul posto dal 118 per alcuni graffi. —[email protected] (Web Info)

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