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Aids, aderenza e resistenze a terapie: al via campagna ‘Hiv! Parliamone ancora!’

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(Adnkronos) – Una qualità e aspettativa di vita che fino a 30 anni fa era impensabile. È quella che oggi possono avere le persone con Hiv. A patto però di seguire la terapia con costanza e regolarità, evitando che si sviluppino resistenze ai farmaci e che l’infezione progredisca. L’aderenza può essere faticosa per chi deve assumere una terapia tutta la vita; per questo è importante che anche questo aspetto sia discusso con il proprio medico in modo da trovare insieme la soluzione più adatta a ognuno.  Aderenza terapeutica e resistenze sono al centro di "HIV. Parliamone ancora!", la nuova iniziativa nell’ambito di "HIV. Ne parliamo?", la campagna di sensibilizzazione promossa da Gilead Sciences con il patrocinio di 16 Associazioni di pazienti, la Società italiana di malattie infettive e tropicali (Smiti) e l’Italian conference on aids and antiviral research (Icar), lanciata lo scorso 23 novembre. E proprio in occasione del Congresso Icar, a Roma dal 19 al 21 giugno, vengono presentati nuovi contenuti e materiali informativi, pensati per migliorare il dialogo fra medici e persone con Hiv.  Grazie alle terapie antiretrovirali – riporta una nota – si raggiunge in breve tempo la soppressione della replicazione virale; in questa condizione il rischio di trasmissione è azzerato. Questa evidenza conosciuta come U=U (undetectable= untransmittable/non rilevabile=non trasmissibile) azzera il rischio di trasmissione del virus ad altre persone. "Questa verità scientifica ha rivoluzionato la gestione dell'HIV e ha fornito uno strumento nuovo, potente e sicuro per combattere lo stigma associato al virus – afferma Valeria Calvino di Anlaids Ets – Ci aiuta a vivere meglio sia a livello fisico sia a livello psicologico. Ma non è ancora sufficientemente conosciuta. È importante quindi diffondere l’informazione corretta nella popolazione generale e, soprattutto, fornire strumenti adeguati ai medici e alle persone con Hiv per poter accedere alla piena conoscenza di questo concetto".  La chiave per garantire che la carica virale rimanga soppressa è, però, l’aderenza alla terapia. Se la terapia non è assunta correttamente secondo lo schema terapeutico concordato dal medico, il virus riesce nuovamente a replicarsi e produrre nuova progenie (nuove copie virali). Questa nuova progenie può contenere delle mutazioni che possono renderla resistente ai farmaci che così diventano inefficaci. "Una volta che il virus ha 'imparato' a rendere inefficace un farmaco, non lo dimentica più – spiega Simone Lanini, professore associato in Malattie infettive Università degli Studi di Udine – Ecco perché la resistenza ai farmaci limita le opzioni terapeutiche disponibili e può rendere più complessa la gestione dell’infezione".  Il tema dell’aderenza e dello sviluppo di resistenze sono al centro del primo podcast della serie "A Voce Alta – Dialoghi sull'Hiv", realizzata da OnePodcast in collaborazione con Gilead Sciences e che è possibile ascoltare cliccando su https://open.spotify.com/show/3WO4OGtxxupBJBiR7Oy1sz. Accanto al podcast – si legge nella nota – accessibile su tutte le piattaforme a partire dal 20 giugno, sarà disponibile anche un nuovo opuscolo informativo per i medici sul rischio di sviluppo di resistenze , mentre la landing page della campagna – hivneparliamo.it – si arricchirà di nuove storie dedicate a queste tematiche e ad altri aspetti legati alla qualità di vita.  In autunno, infine, è prevista l’uscita di una seconda puntata della serie dedicata alle persone che hanno appena ricevuto una diagnosi di infezione da Hiv e un nuovo opuscolo su questa stessa tematica. Con questa nuova iniziativa si ampliano così gli strumenti messi a disposizione da "Hiv. Ne parliamo?" per la promozione del dialogo fra i medici e le persone con Hiv, per una migliore qualità di vita.  "Il dialogo fra medico e paziente deve essere franco, aperto e bidirezionale, creare empatia e favorire un modello di cura collaborativo. Deve esplorare tutti gli aspetti che possono ostacolare un’assunzione ottimale della terapia e, se necessario, deve fornire alla persona che vive con Hiv gli strumenti per rimodellare l'interpretazione della propria malattia e condividere nuovi obiettivi di cura – evidenzia Giuseppe Lapadula, Ricercatore Malattie Infettive Università degli Studi Milano-Bicocca – Talvolta, in questo senso, può essere utile coinvolgere figure esterne, come lo psicologo. Posto che difficilmente la modifica della terapia è il 'magic bullet' che risolve i problemi di mancata aderenza, adattare la terapia alle abitudini di chi la assume, e non viceversa, aumenta le probabilità che questa venga assunta correttamente".  "Da oltre 35 anni siamo accanto alle persone con Hiv, offrendo loro i risultati della nostra ricerca e il nostro supporto per migliorare la loro qualità di vita – conclude Gemma Saccomanni, Senior Director Public Affairs Gilead Sciences – E se all’inizio di questo percorso il nostro impegno era tutto focalizzato nel trovare soluzioni salvavita, ora che le abbiamo trovate e le persone con Hiv possono avere un’aspettativa di vita paragonabile a chi non ha l’infezione, è nostro dovere impegnarci a migliorare la qualità di questo tempo, sviluppando soluzioni terapeutiche sempre più efficaci e promuovendo una corretta informazione e un maggior dialogo tra medici e pazienti. La campagna 'Hiv. Ne parliamo?' è un’iniziativa fondamentale in questo senso perché offre strumenti concreti a clinici e pazienti per costruire un rapporto di fiducia e migliorare la relazione di cura a favore delle persone che vivono con Hiv".  —[email protected] (Web Info)

Realme torna in Europa, a Milano il lancio globale del GT6

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(Adnkronos) – MILANO-ADNKRONOS: Con un evento di lancio globale, il marchio di smartphone realme, ha presentato oggi a Milano il nuovo flagship killer GT 6, una straordinaria espressione di innovazione tecnologica con il suo Chipset Snapdragon 8s Gen3, Hyper Display con 6000nit, batteria da 5500mAh a ricarica veloce, tripla fotocamera e AI integrata. Prezzo di lancio 549.99 euro per la versione 8+256GB, in bundle, per un periodo limitato, con caricatore e cuffie realme Buds Air6. L’evento ha coinvolto circa 500 persone, un richiamo notevole per un marchio in continua ascesa: “Per noi l'Italia è un mercato molto importante – rivela ai microfoni di Adnkronos il vice presidente di realme , Chase Xu – Sviluppiamo il nostro prodotto in base alle esigenze degli utenti italiani. Abbiamo una linea di prodotti diversificata e selezioniamo accuratamente i prodotti di cui hanno bisogno. L’Italia è il centro della moda, in cui il gusto del bello è più diffuso che altrove e qui sono presenti numerosi brand di moda nei quali cercheremo collaborazioni che portino frutti sul mercato globale. La serie realme 11pro, in collaborazione con l'ex designer italiano di Gucci, Matteo Menotto, ha ricevuto un feedback molto positivo a livello mondiale”, fa sapere.  Le prospettive di realme rispetto al suo posizionamento sul mercato italiano sono ambiziose: “Al momento siamo tra i primi cinque, vogliamo essere tra i primi tre in tre anni – analizza il vice president – Per raggiungere questo obiettivo abbiamo una strategia basata su tre elementi: il primo è l’espansione della linea di prodotti. Crediamo che la serie numerica Pro e GT siano quelle giuste per sfondare nel mercato e le supporteremo con grandi investimenti, come testimonia la scelta dell'Italia per lanciare la GT. Il secondo elemento è il presidio dei canali di vendita. In Italia, i partner nell'open market sono fondamentali e i rapporti di cooperazione sono molto importanti. Riteniamo che combinando la forza dei prodotti di realme con quella dei nostri partner di canale, l'impatto del nostro marchio e il numero dei nostri utenti cresceranno in modo significativo. Il terzo elemento su cui ci basiamo è il focus su un pubblico giovane
– continua Xu – Le nostre attività di brand Building in Italia saranno concentrate su questo tipo di pubblico e faremo operazioni di marketing che siano rilevanti utilizzando anche i video, come su TikTok. Inoltre, il co-branding globale è un ambito di marketing unico”.  Le novità della serie GT 6 sono invece già note dopo il lancio di oggi: il chipset Snapdragon di Qualcomm garantisce alte prestazioni ed efficienza. lI realme assicura velocità e reattività senza precedenti con un aumento del 20% delle prestazioni della Cpu e del 15% delle prestazioni della Gpu rispetto allo Snapdragon 8 Gen 1.  
L’intelligenza artificiale si integra perfettamente nel GT 6. Una delle funzionalità AI è lo Smart Loop che identifica il contenuto a schermo e migliora la qualità fotografica. 
Realme GT 6T introduce, invece, il chipset Snapdragon 7+ Gen 3, un connubio di potenza ed efficienza, il device ideale per chi ha bisogno di altre prestazioni senza sacrificare la durata della batteria.  La folta partecipazione di pubblico all’evento di lancio, trasmesso anche in streaming, testimonia il crescente interesse per Realme. “Nel Q1, realme in Europa è il quarto brand – fa sapere Alessandro Laterza, Head of sales per realme Italia – mentre in Italia, sempre nel Q1, abbiamo registrato una crescita, rispetto al 2022 e 2023 di oltre 100% su ciò che è consegnato”. Ad attrarre il pubblico design e performance: “Abbiamo a che fare con un prodotto sicuramente bello dal punto di vista del design -riprende Laterza – altamente performante, con il più luminoso display attualmente disponibile sul mercato grazie ai suoi 6000nits che risolvono i problemi di luce alta, in particolare al sole”.  Il display performa bene anche al buio e non è da sottovalutare l’integrazione dell’AI che permetterà a realme di “allargare ancora di più i suoi orizzonti”, dice Laterza che conclude con orgoglio: “La serie GT is back”. —[email protected] (Web Info)

Iss, sedentari quasi 3 italiani su 10, picco del 50% in Campania

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(Adnkronos) – Italiani sempre più 'pigri'. Gli adulti fisicamente attivi tra i 18 e i 69 anni sono il 48%, poco meno di 1 su 2. Il 24% lo è solo parzialmente, mentre quasi 3 su 10 (28%) sono sedentari. Il problema cresce con l'avanzare dell'età: la sedentarietà si attesta intorno al 24% tra i 18 e i 34 anni, per salire al 33% fra i 50-69enni e arrivare al 38% tra gli over 65. Una cattiva abitudine più frequente nelle donne e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, e che si manifesta maggiormente nelle regioni del Sud con un picco in Campania dove i sedentari sono il 50%. E' il quadro tracciato per il biennio 2022-2023 dalle sorveglianze Passi e Passi d'argento dell'Istituto superiore di sanità. Le indicazioni su cui ci si basa – precisa l'Iss – sono i criteri dell'Organizzazione mondiale della sanità, che 'prescrive' 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75 minuti di attività intensa. Dal 2021 – sottolinea l'istututo – la percentuale di italiani sedentari è in aumento, in maniera più evidente nelle regioni meridionali e meno in quelle del Centro, mentre al Nord sembra essere stazionaria. Non sempre la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata corrisponde a quella reale, evidenzia l'Iss. Un adulto su 3 fra i parzialmente attivi, e quasi 1 su 4 fra i sedentari, ritengono infatti sufficiente il proprio impegno 'sportivo'. Le rilevazioni bocciano i camici bianchi. L'attenzione degli operatori sanitari al problema dei bassi livelli di attività fisica viene definita "troppo scarsa" anche nei confronti di persone in eccesso ponderale o con malattie croniche. Su 10 intervistati, 3 riferiscono di avere ricevuto il consiglio, da parte del medico o di un altro sanitario, di fare esercizio fisico su base regolare. Tra le persone in eccesso ponderale lo dice il 37%, fra i malati cronici il 45%: nemmeno la metà. La cura della casa e le passeggiate sembrano le forme di attività fisica più frequenti tra gli anziani. Nella fasica over 65 anni, quasi il 40% raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall'Oms, il 22% svolge qualche forma di esercizio fisico pur senza raggiungere i livelli consigliati (anziani parzialmente attivi), mentre il 38% risulta appunto completamente sedentario. Camminare fuori casa è l'attività più praticata come svago dagli ultra 65enni. Ben oltre la metà degli intervistati (62%) riferisce di aver fatto una passeggiata a piedi o in bici nella settimana precedente. Solo una quota più contenuta dichiara di praticare attività fisica strutturata, per lo più leggera (18%), come la ginnastica dolce. Meno ancora si dedicano a esercizi fisici di intensità moderata (6%) come il ballo o la caccia, o pesante (4%) come il nuoto, la corsa e l'attività aerobica o attrezzistica. La maggior parte degli interpellati pratica attività domestiche. La cura della casa (dalla pulizia alle attività più pesanti) resta prerogativa delle donne (il 98% svolge attività domestiche leggere e il 62% anche pesanti, contro il 61% e 36% rispettivamente fra gli uomini). Anche il giardinaggio, così come l'accudimento di un'altra persona, sono prerogative femminili, mentre le piccole riparazioni o la cura dell'orto sono più frequenti tra i maschi. Tra le attività indagate c'è anche il lavoro, considerato attività fisica se di tipo dinamico: il 9% degli over 65 dice di svolgere un lavoro (12% fra gli uomini e 6% fra le donne), ma tra questi meno della metà (5% uomini e 2% donne) riferisce di farne uno che comporta il camminare o richiede uno sforzo fisico. Anche fra gli anziani la quota di sedentari cresce con l'età (raggiunge il 61% dopo gli 85 anni), è maggiore fra le donne (41% contro il 37% degli uomini), tra coloro che hanno difficoltà economiche o un basso livello di istruzione e fra chi vive solo (43% contro 38%). La variabilità regionale è ampia, con una proporzione mediamente più elevata nelle regioni meridionali. Dopo un aumento della percentuale di sedentari nel periodo pandemico, i valori sono tornati a livelli pre-pandemici nel 2023.  —[email protected] (Web Info)

Sinner ai quarti di finale di Halle, Marozsan battuto

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner vince la seconda partita di fila al 3° set e avanza ai quarti di finale del torneo Atp 500 di Halle (erba, montepremi 2.107.331 euro). L'altoatesino, numero 1 del mondo e prima testa di serie, batte l'unghese Fabian Marozsan, numero 45 del ranking Atp, con il punteggio di 6-4, 6-7 (4-7), 6-3 in due ore e 17 minuti. Sinner aspetta ai quarti il vincente tra il greco Stefanos Tsitsipas, numero 11 del mondo e 6 del seeding e il tedesco Jan-Lennard Struff, numero 41 del ranking Atp.   Intanto a Londra il campione in carica Carlos Alcaraz esce di scena al 2° turno del torneo Atp 500 del Queen's (erba, montepremi 2.107.007 euro). Lo spagnolo, numero 2 del mondo e prima testa di serie, cede all'inglese Jack Draper, numero 31 del ranking Atp, con il punteggio di 7-6 (7-3), 6-3 in un'ora e 38 minuti. Da lunedì prossimo Alcaraz perderà il secondo posto nel ranking mondiale in favore del serbo Novak Djokovic, scendendo al numero 3, con Sinner saldamente in vetta. —[email protected] (Web Info)

Toro (Ail): “Oggi 70% pazienti con neoplasie sangue guarisce”

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(Adnkronos) – "Oggi in occasione della Giornata nazionale contro le leucemie festeggiamo anche i 55 anni di Ail, anni importantissimi nel corso dei quali l'Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, insieme all'ematologia italiana, ha ottenuto risultati assolutamente impensabili fino a qualche anno fa. Oggi guarisce oltre il 70% delle persone colpite da tumori del sangue, quindi il nostro impegno prosegue nel dare assistenza e supporto ai pazienti e alle loro famiglie sostenendo la ricerca scientifica contro i tumori del sangue. Certamente non ci fermeremo". Lo ha detto all'Adnkronos Salute il presidente di Ail Giuseppe Toro, in occasione della conferenza per i 55 anni di Ail, oggi a Roma.  "Il ruolo della nostra associazione fin dal primo momento è stato anche quello di prendersi cura del paziente che, in quanto affetto da una malattia del sangue, è un malato particolare – aggiunge Toro – I tempi di trattamento sono, infatti, assolutamente imprevedibili: si va dalla speranza di guarigione, alla recidiva, al trapianto, al rischio di nuova recidiva. Quindi parliamo di un paziente che va assolutamente preso in carico, aiutato, accolto in un certo modo. Per questo motivo, Ail dal 1969 ha messo in piedi un 'welfare' originale che ha come base le Case Ail, il sostegno psicologico, l'assistenza domiciliare, i viaggi solidari: tutta una serie di servizi che oggi fanno sì che il paziente ematologico non si senta solo", conclude. —[email protected] (Web Info)

Mes, presidente Eurogruppo: “Mancata ratifica Italia priva altri Paesi di reti di sicurezza”

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(Adnkronos) – La mancata ratifica da parte dell'Italia della riforma del Mes "priva" gli altri Paesi dell'area euro di "strumenti" e "reti di sicurezza" cui potrebbero voler accedere. Lo sottolinea il presidente dell'Eurogruppo Paschal Donohoe, a Lussemburgo a margine della riunione dei ministri dell'Eurozona. "Rispetto le diverse visioni nazionali – dice – che i Paesi hanno sulla riforma del trattato del Mes. E rispetto assolutamente la necessità per i Parlamenti nazionali di valutare la materia in modo molto attento ed appropriato". "E' quello che abbiamo fatto in Irlanda – continua – abbiamo seguito la stessa procedura, perché è quello che dobbiamo fare, e rispettiamo il fatto che lo facciano altri Paesi. In aggiunta, continua ad essere davvero importante rispettare gli impegni presi reciprocamente. Nel consiglio dei governatori del Mes abbiamo avuto una discussione: abbiamo sentito l'eccellente rapporto del Mes che delinea le diverse opzioni per lo sviluppo del Meccanismo in futuro. Per andare avanti, è vitale che rispettiamo gli impegni". "Il punto fondamentale è che, se un Paese non ratifica la riforma – prosegue – tutti gli altri Paesi vengono privati degli strumenti aggiuntivi e delle reti di sicurezza che quella riforma prevede. E' una norma collettiva. Anche se un Paese decide che non intende avvalersi di quegli strumenti, cosa che è assolutamente nelle loro facoltà di scelta, ci sono comunque strumenti cui altri Paesi potrebbero voler accedere. Quindi è importante dare quelle opzioni agli altri Paesi. Ho un rapporto eccellente con il ministro Giorgetti e continueremo ad averlo. Sottolineo semplicemente che siamo ad uno snodo importante. La ratifica da parte di tutti è una priorità importante", conclude.  Il consiglio dei governatori del Mes, riunitosi stamani a Lussemburgo, non ha avuto una vera "discussione" sulla ratifica da parte dell'Italia, ma ha semplicemente "preso atto delle consistenti difficoltà dell'Italia a ratificare" il trattato. Lo spiega il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, a margine dell'Eurogruppo nella capitale del Granducato.  Il consiglio "avrà l'occasione di sentire dall'Italia che cosa intende fare" per la ratifica della riforma del trattato relativo al Meccanismo, "ora che le elezioni europee hanno avvenuto. Sta al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti dire quali sono le sue intenzioni: noi siamo in modalità ascolto", aveva spiegato il direttore del Mes Pierre Gramegna, a margine della riunione, cui partecipa anche il ministro italiano, che non ha risposto alle domande dei giornalisti, entrando nella sede.  "Non posso parlare per il ministro Giorgetti – continuava – non vedo l'ora di ascoltarlo. Speriamo che il rapporto sul rendere il Mes adeguato alle esigenze dei tempi incoraggi l'Italia ad avere un atteggiamento positivo", continua. Non sembra però che l'Italia possa ratificare, dato che non c'è una maggioranza in Parlamento: "Non siamo ancora a quel punto – risponde – è una decisione dell'Italia: siamo in modalità collaborativa per vedere come l'Italia possa essere portata a ratificare, ma è una decisione sovrana del Parlamento".  Il trattato "è stato firmato molto tempo fa e abbiamo bisogno del backstop in questi tempi difficili, che aggiunge uno strato di protezione per il sistema bancario". Non sembrano intenzionati a ratificare, tuttavia: "Lo dite voi, preferirei ascoltare il ministro Giorgetti su questo", conclude.   —[email protected] (Web Info)

Milano-Cortina, Giovagnoni (Sirm): “Con Coni per migliore gestione traumi sport”

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(Adnkronos) – La Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, ha "deciso di stipulare un accordo quadro con il Coni perché riteniamo sia importante mettere a disposizione degli atleti e del mondo sportivo italiano il know-how, la specializzazione, l'alta competenza che i radiologi italiani hanno in traumi e le relative complicanze o le affezioni che colpiscono gli atleti, non solo di alto livello, olimpici o professionisti, ma anche dello sportivo della domenica, dello sportivo amatoriale, che sono poi la stragrande maggioranza delle persone che praticano attività sportiva". Così Andrea Giovagnoni, presidente Sirm, all'Adnkronos, questa mattina a Milano, presentando, in occasione del 51esimo Congresso nazionale Sirm, l'avvio del percorso di un accordo quadro di cooperazione in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 tra la società scientifica e il Comitato olimpico nazionale italiano.  Le Olimpiadi invernali diventano quindi un'opportunità formativa per una migliore presa in carico dei pazienti con infortuni dovuti all'attività sportiva. "Ci sembra importante come società scientifica – spiega Giovagnoni – dare tutto il nostro supporto a un progetto molto ampio di educazione dei medici sportivi, dei fisiatri, degli ortopedici e di tutti coloro che stanno già lavorando intorno al mondo dello sport da un punto di vista medico, ma che trovano nella radiologia un partner fondamentale. Oggi, gran parte delle patologie sport correlate – sottolinea il presidente Sirm – passano attraverso una diagnosi radiologica che è sempre più precisa, sempre più focalizzata alle specificità delle lesioni sportive". E' comunque fondamentale distinguere "gli atleti professionisti dagli sportivi del fine settimana – precisa Giovagnoni – che stanno seduti tutta la settimana e che il weekend si scatenano in una serie di attività sportive. Questi hanno traumi completamente diversi da quelli di un atleta di alto livello e vanno gestiti in modo diverso. Più del 35% dell'attività del radiologo in pronto soccorso è per problemi a livello muscolo scheletrico da attività sportiva". In vista delle Olimpiadi, "abbiamo costituito un gruppo di lavoro che si interfaccerà con la parte medica del Coni – chiarisce il presidente Sirm – per organizzare una serie di eventi educazionali e di corsi pratici proprio a favore dei medici sportivi, delle varie federazioni che gravitano all'interno del Coni, per mettere a loro disposizione una sorta di buona pratica clinica e di indicazioni corrette sull'uso della radiologia, delle tecniche di imaging, per poi arrivare a delle diagnosi precoci e accurate nella patologia. Bisogna ricordare – conclude il presidente Sirm – che gran parte della radiologia è importante per il follow-up della lesione e per stabilire quando un atleta può tornare in attività senza procurare danni o senza condizionare poi quelle che sono le sue normali attività", nel caso dello sportivo della domenica, "o degli allenamenti", per l'atleta professionista.  —[email protected] (Web Info)

Calcio su sito pirata, scatta lo stop per 1,3 milioni di utenti

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(Adnkronos) – Password rubate per trasmettere partite di calcio su siti e app pirata con una platea di 1,3 milioni di utenti. Un'operazione del Comando provinciale della Guardia di finanza di Milano contro la pirateria online, la cosiddetta 'Iptv – Internet protocol television', in concomitanza con gli Europei di calcio in corso in Germania, ha portato a 14 perquisizioni (locali e informatiche) in tutta Italia nei confronti di 13 indagati, residenti in diverse regioni e all'estero, accusati di gestire network di distribuzione illegale dei maggiori palinsesti televisivi protetti da diritti d'autore, decriptando e redistribuendo illegalmente i contenuti dei più importanti player televisivi, con un danno economico significativo per le legittime emittenti. "È stata quindi oscurata la trasmissione del segnale impedendo l'accesso ai contenuti a oltre 1,3 milioni di utenti" si legge nella nota dei militari.  Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano, sono scaturite da una denuncia di Sky Italia. Gli indagati operavano in modo del tutto innovativo rispetto al passato, ovvero "attraverso l'esfiltrazione delle chiavi di decodifica, necessarie alla decriptazione e alla visione 'in chiaro' di tutti i canali e dei palinsesti televisivi delle principali e più importanti emittenti che poi, mediante l’uso di server virtuali, ospitati presso internet service provider nazionali ed esteri, venivano divulgati e destinati ai singoli utenti delle Iptv illegali".  L'attività investigativa, resa maggiormente complessa dall'uso di sistemi Vpn (virtual private network) per rendere anonime le comunicazioni, si è conclusa con l'identificazione di 13 persone che devono rispondere dall'articolo 171 ter della legge sul Diritto d'autore, nonché per accesso abusivo a sistemi informatici e detenzione di codici di accesso e frode informatica, mentre ulteriori approfondimenti sono in corso per identificare i singoli utenti destinatari dell'Iptv illegale.
 "Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso accedeva abusivamente a un sistema informatico e telematico gestito da Sky Italia srl, eludendo le misure di sicurezza poste a tutela dei dati e delle comunicazioni elettroniche di tali sistemi, acquisiva e deteneva codici di accesso, password, e altri mezzi idonei a consentire la decriptazione dei contenuti del palinsesto televisivo pay tv di Now Tv", si legge in uno dei decreti di perquisizione e di ispezione firmato dalla pm di Milano Milda Milli.  "Mediante artifici e raggiri, altresì, consistenti nella decodificazione delle chiavi di cifratura poste a tutela dei diritti d'autore e dei contenuti distribuiti da Sky e Now Tv, arrecava un danno patrimoniale a Sky Italia srl traendo un ingiusto profitto per sé o per altri" si legge nel decreto. Un presunto reato iniziato il 6 settembre 2023 e fino ad oggi attuale. "Vi è fondato motivo di ritenere che gli indagati – emerge nel provvedimento -continuino a svolgere attività illecita sul web, in relazione alla divulgazione di network Iptv che consentono la visione di programmi Pay tv" in violazione delle norme in vigore.  —[email protected] (Web Info)

Gandolfo (Sirm): “Radiologi e Coni alle Olimpiadi 2026 per formare medici”

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(Adnkronos) – "Le Olimpiadi sono il momento massimo per l'attività sportiva. Questo progetto di collaborazione tra Sirm", Società italiana di radiologia medica e interventistica, con il Coni", il Comitato olimpico, in occasione di Milano-Cortina 2026, "si avvale del supporto di professionisti in termini di conoscenze tecnologiche, cliniche e radiologiche, per essere sempre all'altezza, nell'ambito multidisciplinare, di una diagnosi corretta e di un controllo anche della terapia, non solo nell'acuzie, ma anche nella fase riabilitativa". Lo ha detto Nicoletta Gandolfo, presidente eletta di Sirm, all'Adnkronos, questa mattina al Milano in un incontro con la stampa nel corso del 51esimo Congresso nazionale della società scientifica, che si conclude domenica 23 giugno. "Abbiamo 20 sezioni di studio, la maggior parte di patologia d'organo – aggiunge Gandolfo – con tantissimi professionisti che si mettono a disposizione per un'attività educazionale verso i medici dello sport, i fisiatri, con la collaborazione di altri professionisti – perché oggi non si va da nessuna parte se non si è in un team multidisciplinare – per venire incontro", in prospettiva, "a quelli che sono gli infortuni dello sportivo della domenica". Gli italiani "seguono tanto lo sport, ma hanno un'attività sportiva veramente molto bassa – osserva la specialista – Solo il 26% dei connazionali pratica sport e, se andiamo a vedere le donne, nel 2022 meno del 30% faceva attività sportiva, contro il 40% degli uomini. E' importante favorire la cultura allo sport, ma bisogna essere anche di aiuto verso queste persone, in caso di infortunio, conoscendo non solo la patologia – in questo ci aiutano i clinici, e noi radiologi apprendiamo tantissimo da loro – ma anche per una diagnosi precoce, per curare al meglio e favorire una terapia riabilitativa più efficace". Nell'ambito di questo progetto Sirm-Coni, "noi contribuiamo comunque a diffondere quella che è la cultura dello sport – ribadisce la specialista – ma anche dell'attività fisica, che fa parte della prevenzione primaria e degli stili di vita sani. Ma per fare uno sport corretto bisogna anche sapere a che cosa si va incontro, cosa non si deve fare e, se succede" un infortunio, come intervenire. "L'attività sportiva – avverte Gandolfo – va calibrata rispetto all'età, alle proprie condizioni fisiche, al grado di allenamento che si ha: non si può pensare di stare sedentari tutta la settimana e poi andare a fare una pista nera, la più difficile che c'è, in prima battuta, la domenica. L'attività fisica è importante – conclude – ma deve essere graduale, costante e, ovviamente, anche eseguita sotto la supervisione di persone competenti". —[email protected] (Web Info)

Toti ricorre al Riesame, difesa: “No esigenze per arresti domiciliari”

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(Adnkronos) –  Giovanni Toti, il governatore ligure arrestato per corruzione lo scorso 7 maggio, ricorre (come preannunciato) al tribunale del Riesame. Questa mattina, al Palazzo di giustizia di Genova, l'avvocato Stefano Savi ha presentato il ricorso contro l'ordinanza del gip Paola Faggioni che venerdì scorso ha rigettato la precedente istanza con cui si chiedeva la revocare dei domiciliari.  "Alla luce dei progressi fatti dalle indagini, con i nuovi testimoni ascoltati dai pm, oltre che dalla imponente mole di materiale probatorio raccolto, alla luce altresì dell'interrogatorio dello stesso Toti, della consapevolezza di quanto contestato come reato, della pubblicità dell'inchiesta stessa, della assenza di imminenti tornate elettorali – le prossime saranno il rinnovo del Consiglio regionale alle quali a legislazione vigente Toti non potrà partecipare -, riteniamo che non sussistano più le necessità degli arresti domiciliari" spiega il difensore.  Il legale ribadisce "la necessità di bilanciare le esigenze processuali con quelle del mandato popolare, ritenuto meritevole di tutela dalla legislazione vigente e dalla Costituzione". In subordine alla totale revoca della misura, la difesa chiede "la sua trasformazione in una misura meno afflittiva e compatibile con le valutazioni politiche necessarie al momento". —[email protected] (Web Info)

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