(Adnkronos) – Nell'Ue un disinfettante non può essere etichettato con la dicitura "delicato sulla pelle", perché fuorviante e contraria al diritto Ue. Lo stabilisce la Corte di giustizia dell'Unione europea, in una sentenza che riguarda la catena tedesca Dm-Drogerie Markt GmbH оCo. Kg (Dm). La catena vendeva il disinfettante BioLythe* con un'etichetta che lo definiva "disinfettante ecologico universale ad ampio spettro", "disinfezione della pelle, delle mani e delle superfici", "efficace contro il Sars-Covid", nonché "delicato sulla pelle, biologico, non contiene alcool". L'associazione tedesca per la lotta contro la concorrenza sleale, ritenendo che si tratti di una pubblicità sleale, ha accusato la Dm di non rispettare il regolamento sui biocidi. Ha quindi citato la Dm in tribunale, per costringerla a cessare di designare o di commercializzare il prodotto come "disinfettante ecologico universale ad ampio spettro" e/o "delicato sulla pelle" e/o "biologico". Infatti, secondo il regolamento, i biocidi non possono essere pubblicizzati in modo tale che le indicazioni siano fuorvianti per l'utilizzatore, per quanto concerne i rischi per la salute, per l'ambiente o quanto alla loro efficacia. E' vietato promuovere un biocida con le formule "biocida a basso rischio", "non tossico", "innocuo", "naturale", "rispettoso dell'ambiente", "rispettoso degli animali" o indicazioni analoghe. La Corte federale di giustizia, interrogata in particolare in merito all'uso dell'indicazione "delicato sulla pelle", ha chiesto lumi alla Corte di Lussemburgo. Per la Corte, il regolamento non contiene alcuna indicazione in base alla quale il divieto di utilizzo nella pubblicità dei biocidi sarebbe circoscritto soltanto alle indicazioni generali. Perciò, tanto un'indicazione generale quanto una specifica che minimizzino i rischi che questi prodotti comportano possono fuorviare il consumatore. Per quanto riguarda la dicitura "delicato sulla pelle", la Corte osserva che una simile dicitura ha una connotazione positiva, che evita l'evocazione di qualsiasi rischio. E' in grado dunque non solo di relativizzare gli effetti secondari nocivi del prodotto, ma anche di lasciar intendere che possa essere addirittura benefico per la pelle. Una simile definizione risulta fuorviante, sicché ne va vietato l'uso nella pubblicità del disinfettante della Dm. —[email protected] (Web Info)
Roma, 21enne annega in mare a Nettuno
(Adnkronos) – Un indiano di 21 anni è annegato in mare a Nettuno, in provincia di Roma, intorno alle 14. A vedere il giovane in difficoltà in acqua e a chiamare i soccorsi è stata l'assistente bagnanti che poi si è anche tuffata in acqua per salvarlo. La donna lo ha raggiunto e lo ha portato a riva dove ha tentato di rianimarlo ma non c'è stato nulla da fare. Il pm ha disposto il trasferimento della salma a Tor Vergata per l'autopsia. —[email protected] (Web Info)
Europee, la scelta di Vannacci decisiva: 4 leghisti per 3 seggi
(Adnkronos) – Restano ancora in ballo quattro esponenti della Lega in attesa di volare a Strasburgo dopo il voto dell'8 e 9 giugno. Per gli eurodeputati uscenti Angelo Ciocca, Paolo Borchia, Susanna Ceccardi e per l'ex azzurro Aldo Patriciello il via libera per sedere nell'europarlamento arriverà solo dopo che il generale Roberto Vannacci eserciterà la sua opzione sul collegio di elezione. Forte dei consensi ricevuti, Vannacci potrebbe scegliere di essere eletto in una delle quattro circoscrizione dove è stato il più votato della Lega: Nord Ovest, Nord Est, Centro e Sud. In base alla sua scelta uno dei 4 nomi tra Ciocca, Borchia, Ceccardi e Patriciello resterà fuori. "Mah, che dire, siamo in attesa degli eventi, vedremo, la matematica quella è, pare che però ci siano ancora una settantina di sezioni del Lazio da conteggiare, quindi non abbiamo ancora la comunicazione di Roma di tutti gli eletti", sottolinea interpellato dall'AdnKronos Borchia, che ha corso nel Nord Est. "Quando sarà formalizzata la lista italiana -ricorda- Vannacci entro 8 giorni dovrà esprimere la sua opzione, vedremo…". Al centro la pisana Ceccardi potrebbe restare in piedi, nota è infatti la sua vicinanza a Salvini, dai tempi in cui fu scelta per correre per la regione Toscana, nel 2020. Scendendo al Sud: il molisano Aldo Patriciello, vanta quasi 70mila voti e a pesare a suo favore è il fatto di aver lasciato Forza Italia per Salvini, difficile ipotizzare che possa essere penalizzato.
Meno certezze potrebbe invece avere Ciocca, eletto nel nord ovest e tra i leghisti considerati tra i più vicini a Umberto Bossi e al suo Comitato Nord, 'corrente' della Lega che nel tempo non ha fatto mancare critiche alla linea della segreteria di Salvini. Ieri Vannacci, rispondendo ai giornalisti a Bruxelles, ha detto di non aver "ancora" deciso. "Sto valutando", ma "decido io: sono io che faccio la comunicazione alla Corte d'Appello. Ciò non vuol dire che non mi sentirò con il segretario del partito, ci mancherebbe". —[email protected] (Web Info)
La zappa in mano al manager, un corso contro le diversità in azienda
(Adnkronos) – Una giornata, in cooperativa, ad imparare come si gestisce una serra e ad assemblare piccoli pezzi per le industrie. È questa l’iniziativa di formazione ideata da Fòrema, ente di formazione di Padova, finalizzata a ridurre le distanze tra quadri dirigenti e lavoratori nell’ottica di migliorare l’inclusività nelle aziende. Un’iniziativa realizzata nell’ambito del progetto 'Siadom – Social Innovation Alliance for Diversity management and innovation of Organizational Models', parte del progetto regionale 'P.a.r.i.'. L’attività si terrà presso la sede della cooperativa il Graticolato in via Buson, a San Giorgio delle Pertiche, nel Padovano, mercoledì 26 giugno, dalle 8 del mattino alle 17. “Sarà una giornata all'insegna della solidarietà e dell'inclusione, dove i partecipanti, in piccoli gruppi, potranno prendere parte a laboratori esperienziali insieme agli ospiti della Cooperativa”, spiega Roberto Baldo, responsabile dei progetti finanziati per Fòrema. “L’obiettivo è ridurre le diversità nelle aziende, siano esse dovute al genere, all’età, alle competenze, alle abilità manuali o intellettuali. Alleniamo i manager e gli imprenditori a capire le diversità per poi ridurle. Crediamo che il metodo migliore sia permettere loro di 'vestire i panni' di altre persone”. Per quanto riguarda le attività in serra, i partecipanti saranno coinvolti in attività agricole assieme al personale della Cooperativa 'Il Graticolato'. Questa attività consentirà di manipolare elementi, quali il terriccio, i fiori, le piante e gli ortaggi, azioni studiate per aiutare le persone diversamente abili presenti nella Cooperativa a recuperare varie abilità sia manuali che sociali. Ai manager servirà per empatizzare meglio coi sottoposti, capendo che il lavoro si articola su diversi livelli. Per quanto riguarda l’impegno nel settore industriale, i partecipanti saranno invece coinvolti in attività di assemblaggio di piccoli pezzi meccanici e manuali, lavori di imbustamento e imballaggi vari (minuteria e kit per svariate applicazioni), realizzazione di campionari lignei e l’assemblaggio di materie plastiche. “Gli obiettivi del progetto sono molteplici, e non si limitano a questa attività portata avanti in sinergia con la cooperativa Il Graticolato”, spiega Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema, che aggiunge: “Lavoreremo per migliorare la partecipazione equilibrata al mercato del lavoro, attraverso la realizzazione di azioni per una maggior stabilità tra vita professionale e vita privata. Senza dimenticare l’implementazione di azioni volte a una maggiore autodeterminazione delle donne e all’incremento della partecipazione femminile al mercato del lavoro in tutte le sue forme, compresa l’imprenditorialità”. L’evento è inserito all'interno del progetto Pari (Progetti e azioni di rete innovativi per la parità e l'equilibrio di genere). La Regione Veneto ha infatti finanziato alcune azioni di sistema per garantire il miglioramento della qualità di vita e di lavoro in azienda. Nel Padovano, Fòrema ha coinvolto 44 partner tra organismi pubblici e privati, da citare tra le altre la collaborazione delle Università di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È stato quindi formato un team di lavoro che creerà per un anno intero appuntamenti, incontri, network, scambio di informazioni, ma anche materiali didattici e work shop nell’ottica di favorire il diversity management nelle aziende. L’obiettivo è coinvolgere almeno 150 stakeholder, tra di loro hr, direttori del personale e imprenditori. —[email protected] (Web Info)
Renato Vallanzasca, sì a permessi premio
(Adnkronos) – I giudici milanesi della Sorveglianza hanno concesso i permessi premio a Renato Vallanzasca, per anni simbolo della mala milanese e attualmente detenuto nel carcere di Bollate. E' dunque stata accolta la richiesta della difesa. Nell'istanza i legali, gli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, hanno ribadito il decadimento neurologico e cognitivo del proprio assistito, ma anche come proprio il poter frequentare (come fatto fino a pochi mesi fa) una struttura rieducativa avesse benefici per il 74enne. Si tratta di un primo passo positivo per la difesa, la procura generale si era opposta, al lavoro per chiedere (con un'altra istanza) la detenzione in una struttura sanitaria capace di prendersi cura di Vallanzasca. Il collegio ha ritenuto che le condizioni di salute del 74enne sono stabili e che i precedenti permessi si sono svolti "senza problematiche" con la gestione di Vallanzasca affidata a un accompagnatore, e "a fronte del riconosciuto lunghissimo periodo trascorso in carcere e della necessità di strutturare 'un percorso di risocializzazione che ad oggi sembra essere stato intrapreso con serietà", i giudici hanno quindi ritenuto di poter accogliere il reclamo della difesa e concedere i permessi premi di dodici ore da concordare con la direzione del carcere e la comunità. —[email protected] (Web Info)
Autonomia, appello del M5S a Mattarella: “Rinvii la legge alle Camere”
(Adnkronos) – Appello del movimento 5 Stelle al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, perché rinvii alle Camere la legge sull'autonomia differenziata. A inviarlo, in una lettera al Capo dello Stato, sono stati i capigruppo Stefano Patuanelli e Francesco Silvestri. "Il rinvio presidenziale, di cui all'art.74 della Costituzione, rappresenta una funzione di controllo preventivo, posta a garanzia della complessiva coerenza del sistema: coerenza del sistema costituzionale e democratico potenzialmente compromessa dal disegno di legge in questione", si legge nella lettera dei capigruppo M5S. "La preghiamo, pertanto, di voler valutare l'opportunità di esercitare la Sua prerogativa costituzionale, proprio per salvaguardare il complessivo assetto democratico, nell'ambito della coerenza e della conformità normativa del disegno di legge dell'Autonomia con i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale". "Illustre signor presidente – si legge nella lettera dei capigruppo M5S al presidente Mattarella – la riforma che istituisce l'autonomia regionale differenziata, ormai conosciuta come 'Spacca Italia', dissolve l'unità del Paese e manda in frantumi la solidarietà nazionale. La riforma è figlia di un esasperato regionalismo spinto al limite della secessione, quella dei ricchi, a danno dei cittadini che vivono nelle aree del Paese meno dotate di infrastrutture e servizi". I presidenti dei gruppi M5S sottolineano il rischio che i "diritti della persona", come quello alla salute che "l'art.32 della Costituzione definisce 'fondamentale', non saranno più garantiti in condizioni di uguaglianza". Così come "il diritto all'istruzione": la "differenziazione dell'offerta formativa e l'eterogeneità dei programmi spezzeranno l'identità dei valori sui quali di fonda l'unità nazionale, riducendosi la fondamentale norma dell'arti. 5 della Costituzione, che garantisce l'unità e l'indivisibilità della Repubblica, al rango di una soltanto formale e patetica proclamazione". Il tutto attraverso "una legge ordinaria con la quale di pretende di scardinare l'assetto costituzionale facendo violenza alla gerarchia della leggi come è reso palese, tra gli altri, dal caso dei Lep, la cui definizione a norma dell'art.117, secondo comma, della Costituzione, deve avere luogo tramite legge del Parlamento che, invece, sarà chiamato ad esprimere un mero parere, vedendo snaturato il suo ruolo, immeschinito in quello di organo meramente consultivo". —[email protected] (Web Info)
Enerpolicy: focus su aste termiche, Tee, Eu Ets, Transizione 5.0 e agevolazioni
(Adnkronos) – Novità, riflessioni e approfondimenti sulle politiche volte a usare meglio l’energia nell’industria. Perché buone politiche portano risultati in termini di decarbonizzazione, sostenibilità e di accesso alle risorse per la capitalizzazione delle imprese. Se n'è parlato nel corso della prima edizione di Enerpolicy, durante la quale Mase, Gse, Arera, Cese, Fire, Hera e Rödl&Partner hanno condiviso dati e chiarimenti e illustrato progetti in fase di realizzazione. “Le politiche per l’energia hanno lo scopo di portare le imprese a compiere il percorso di decarbonizzazione, migliorandone contemporaneamente la competitività e riducendone l’esposizione al rischio prezzi e a quello di continuità degli approvvigionamenti energetici. Ciò avviene definendo obiettivi e introducendo obblighi, accordi volontari, sistemi di incentivazione, strumenti di informazione, formazione, certificazione e accompagnamento e promuovendo ricerca e sviluppo in linea con le direttive comunitarie, che offrono un quadro chiaro e organico – dice Dario Di Santo, direttore Fire – Siamo però in una fase complessa, in cui tanti provvedimenti, soprattutto se guardiamo all'efficienza energetica, sono purtroppo in ritardo nel nostro Paese. Come Federazione abbiamo cercato sempre di fare il possibile sia per informare chi ci segue su quelle che sono le opportunità, le tendenze e le direzioni a cui guardare. Dall’altra parte cerchiamo di supportare le istituzioni di riferimento partecipando alle consultazioni e fornendo documenti di proposte per aiutarle a redigere o aggiornare le politiche e le varie misure utili. Da questo punto di vista, portiamo anche le testimonianze raccolte nell’ambito del progetto Ensmov Plus di cui siamo partner, dedicato al supporto dei policy maker sull’attuazione della direttiva sull’efficienza energetica e sul raggiungimento dei relativi obblighi sui risparmi energetici al 2030. Agire ora è importante, perché i target sono cumulati e dunque i risparmi energetici generati in questi primi anni valgono di più di quelli che cominceranno ad essere prodotti in futuro, in quanto conteggiabili per più anni nel percorso al 2030”. Dopo l’intervento di Di Santo, che ha illustrato alcuni aspetti particolarmente importanti in merito alle politiche per l’efficienza energetica, Jacopo Romiti (Fire) ha tracciato un quadro su alcune misure adottate da altri Paesi Europei, oggetto di analisi proprio del Progetto Ensmov Plus. Interessante, ad esempio, lo schema dei certificati bianchi francese, che esiste dal 2006 e su cui la Francia punta in modo esclusivo per il raggiungimento degli obiettivi al 2030: i soggetti obbligati sono circa 120 fornitori di energia e i progetti ammissibili riguardano tutti i settori e i risparmi energetici continuano a crescere come da programma. Gennaro Niglio (Gse) ha parlato dell’andamento dei Tee, evidenziando un trend crescente riguardo ai certificati bianchi emessi nel 2023 rispetto al 2022. I primi mesi del 2024 registrano poi un’ulteriore crescita rispetto a quanto verificatosi nel 2023. Si evidenzia, tra le attività del Gse, la pubblicazione dello Studio Osservazionale che ha lo scopo di fornire un supporto agli operatori nella presentazione delle richieste per l'ottenimento dei titoli di efficienza energetica e migliorare la qualità dei progetti sottoposti a istruttoria. Il tema dell'Eu Ets e le novità connesse sono state affrontate da Antonello Pezzini (Cese). L’Eu Ets è uno dei pilastri della politica dell'Unione. La direttiva Ets riveduta nel 2023 si allinea all’obiettivo di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra dell'Unione del 55% entro il 2030 e, secondo le previsioni, del 90%, entro il 2040. Inoltre, la direttiva estende gradualmente la fissazione del prezzo del carbonio, al fine di promuovere la riduzione delle emissioni in nuovi settori dell'economia, in particolare quelli del trasporto stradale, dei combustibili per riscaldamento, del trasporto marittimo e delle piccole imprese. Si segnalano alcune novità per gli energivori delineate da Luca Lo Schiavo (Arera), che ha anticipato che Arera a breve invierà il proprio parere al Mase sul decreto attuativo sugli energivori atteso dalle imprese, dopo avere ricordato l’evoluzione dei criteri di ammissibilità alle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia negli anni. Lo Schiavo ha inoltre anticipato che a breve sarà pubblicata una consultazione sulle modalità per condividere con terzi, laddove di interesse per i consumatori, i dati raccolti attraverso il Sistema informativo integrato di Acquirente unico attualmente disponibili nel Portale consumi. Claudio Palmieri (Gruppo Hera), oltre a sottolineare che per decarbonizzare bisogna tener ben presente il concetto di Energy Efficiency First, ha evidenziato come i certificati bianchi siano ancora uno strumento incentivante valido che serve urgentemente l’uscita del decreto Aste Tee per il rilancio della liquidità ed integrazione del sistema ad aste con la borsa Gme. Palmieri ha inoltre illustrato il prossimo avvio della realizzazione della hydrogen valley a Modena ed il possibile ruolo di questo vettore nel processo di decarbonizzazione. Anna Maria Desiderà (Rödl&Partner) ha poi parlato di Csrd (Corporate sustainability reporting directive), l’evoluzione della direttiva sulla contabilità non finanziaria che pone la sostenibilità al centro del bilancio delle grandi imprese già a partire dal 2025, allargandone l’ambito di applicazione nel 2026 a una platea più ampia di grandi realtà e dal 2027 alle Pmi quotate. Transizione 5.0 e bozza di decreto attuativo sono state illustrate da Daniele Forni (Fire). In particolare, si evidenzia che nel decreto pubblicato in bozza la scorsa settimana si dà ampio risalto al principio di non arrecare un danno significativo (Dnsh) agli obiettivi ambientali, che diventa il perno attorno al quale gli investimenti agevolabili dovranno ruotare. Per indicazioni precise sulle modalità di asseverazione dei risparmi energetici obbligatori si attende comunque l’uscita del decreto definitivo. Infine, Antonio Sclafani (Mase) ha evidenziato che il ministero è impegnato nell'adozione di una serie di misure volte a garantire che la transizione sia sempre più equa e sostenibile. Oltre a ricordare la necessità di aggiornare il meccanismo dei Tee, anche alla luce della esigenza di introdurre i nuovi obiettivi per il prossimo periodo d’obbligo, Sclafani ha affrontato il tema dell’incremento delle rinnovabili termiche nelle forniture di calore: il decreto Oiert impone ai venditori di energia termica per riscaldamento e raffrescamento a usi civili l'obbligo di incrementare le fonti rinnovabili termiche. Inoltre, ha parlato delle aste termiche, che serviranno a supportare in parte anche l’obbligo di incremento delle Fer termiche. In ultimo ha toccato due grandi filoni che possono contribuire alla decarbonizzazione del settore industriale hard to abete: Ccs cioè la cattura lo stoccaggio e il trasporto della CO2 e l'idrogeno. Nel pomeriggio Gse ed Enea hanno approfondito rispettivamente le modalità corrette di presentazione di progetti nell’ambito dei certificati bianchi e come presentare diagnosi energetiche e rispondere ad eventuali richieste di integrazione nell’ambito degli obblighi per grandi imprese ed energivori. —[email protected] (Web Info)
Sla e sclerosi multipla, cellule cerebrali staminali come farmaco: speranze da Italia
(Adnkronos) –
Cellule cerebrali staminali embrionali ottenute a partire da soli 6 feti "una volta per tutte", rese stabili, coltivate e conservate. E usate "come fossero un farmaco", attraverso l'iniezione con particolari aghi mobili, per tutti i pazienti per i quali, in futuro, potrebbero essere risolutive. E' questa la prospettiva aperta dai promettenti studi presentati oggi a Roma: un trial clinico di fase 1 per il trattamento della sclerosi multipla e l'avvio di una sperimentazione clinica di fase 2 per la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), coordinati dal gruppo di Medicina traslazionale di Angelo Vescovi e Letizia Mazzini dell'Irccs Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina. Progetti realizzati in collaborazione con Revert Onlus, di cui Vescovi è fondatore. A presentare le novità anche monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontifica Accademia per la Vita che ha seguito sin dall'inizio, nel 2012, il progetto "arrivato a promettenti risultati in un percorso in cui non sono mancate difficoltà", ha detto il vescovo. Il trattamento con cellule staminali cerebrali rappresenta, ad oggi, una delle terapie potenzialmente più efficaci contro queste patologie, ricordano gli esperti. La metodologia messa a punto e le ricerche condotte da Vescovi, direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza e presidente del Comitato nazionale di bioetica, hanno infatti mostrato che il trapianto intracerebrale di staminali cerebrali può normalizzare il quadro fisiopatologico, in particolare attraverso sostanze antinfiammatorie, evidenzia lo specialista sottolineando che nelle ricerche "sono state utilizzate solo cellule di feti da aborto spontaneo, con linee cellulari coltivate a partire dal tessuto cerebrale di 6 feti, che sono sufficienti per trapiantare un numero elevatissimo di pazienti, oggi e nel futuro", racconta ricordando però che la procedura ora e standardizzata e ripetibile. "Il problema dei trapianti da staminali – precisa Vescovi – è che, utilizzando cellule sempre da donatori diversi, danno risultati diversi. In questo modo, invece, è come se avessimo un farmaco uguale per tutti. E siamo i primi al mondo a farlo". Per quanto riguarda lo studio sulla terapia per la Sla, a gennaio di quest'anno è iniziato il reclutamento dei pazienti per la sperimentazione clinica di fase 2, sempre con le stesse cellule. Sotto la direzione di Mazzini, tra marzo e maggio 2024, il team ospedaliero di Leonardo Gorgoglione e Giuseppe d'Orsi ha trapiantato due pazienti e il terzo intervento si terrà a luglio. Un traguardo raggiunto grazie ai risultati ottenuti con la fase 1 della sperimentazione, iniziata nel 2012 con il trapianto, per la prima volta al mondo, di cellule staminali cerebrali in differenti aree del midollo spinale di pazienti affetti da Sla. La sperimentazione condotta dal gruppo di Vescovi è l'unica, a livello internazionale, ad essere approdata alla fase 2. Il costo di questa nuova fase sperimentale è di 4,3 milioni di euro. Un finanziamento di 1 milione è stato ricevuto grazie a un bando Pnrr europeo (il progetto si è classificato primo su 300 presentati). "In questa nuova fase sperimentale il trapianto di cellule non sarà più effettuato attraverso iniezioni a livello del midollo spinale, come nella fase 1, ma con una procedura chirurgica molto più semplice e sicura per i pazienti", spiega Vescovi. "Le cellule staminali verranno inoculate nei ventricoli cerebrali mediante un catetere collegato ad un serbatoio. L'estremità del catetere verrà posizionata nel ventricolo, mentre il serbatoio sotto il cuoio capelluto. Si tratta di una procedura chirurgica consolidata e utilizzata di routine nella chirurgia dei tumori e che è stata applicata anche nel trial clinico di fase 1 per la sclerosi multipla, condotto sempre dal mio team e portato a termine nel 2021 senza che siano stati rilevati eventi avversi". Per la sperimentazione per il trattamento della sclerosi multipla, il team guidato da Vescovi ha concluso un trial clinico di fase 1 con le cellule staminali cerebrali umane, i cui risultati sono stati pubblicati a novembre 2023 su 'Cell Stem Cell'. Grazie agli incoraggianti risultati ottenuti è possibile a questo punto procedere con la fase 2 della sperimentazione che sarà mirata a consolidare i risultati sulla sicurezza del trattamento ottenuti nella fase 1, ma sarà progettata anche per fornire alcune indicazioni utili a valutare il dosaggio e la possibile efficacia terapeutica delle cellule. Il gruppo di Vescovi sta mettendo a punto il protocollo che verrà sottoposto ad Aifa per ottenere le autorizzazioni necessarie per dare inizio alla seconda fase del trial. Il trial clinico di fase 1, che ha avuto una durata complessiva di circa 3 anni, è multicentrico internazionale. Ha a coinvolto strutture di competenza in tutta Italia e in Svizzera, coordinate dal Centro di medicina rigenerativa Irccs Casa Sollievo della Sofferenza. Nel corso dello studio sono 15 i pazienti ad essere stati sottoposti al trapianto di staminali e al successivo monitoraggio di 12 mesi. Durante l'intero anno non sono stati riscontrati decessi o eventi avversi gravi dovuti al trattamento e gli effetti collaterali sono stati modesti, temporanei o comunque reversibili. Tutti i pazienti all'inizio del trial clinico mostravano alti livelli di disabilità – erano per esempio costretti ad utilizzare la sedia a rotelle – ma nel corso del monitoraggio di 12 mesi non hanno mostrato alcun aumento del grado di disabilità o un peggioramento della sintomatologia. Nessuno dei pazienti ha inoltre mostrato sintomi che indicassero una recidiva, segni di progressione o ulteriori evidenze di riattivazione della malattia, suggerendo una sostanziale stabilità della patologia, sebbene i livelli elevati di disabilità all'inizio dello studio lo rendano un dato difficile da confermare. Inoltre, durante la sperimentazione di fase 1, un importante dato è emerso nella valutazione del volume cerebrale complessivo che nei pazienti affetti da sclerosi multipla tende ad aumentare a causa del processo di neurodegenerazione: nei pazienti sottoposti al trapianto si è osservato che, quanto più alta era la dose di cellule staminali iniettate, tanto più si notava una diminuzione del volume cerebrale stesso. L'ipotesi è che il fenomeno possa essere legato ad un effetto antinfiammatorio o anche neuroprotettivo dovuto all'azione delle cellule staminali trapiantate. —[email protected] (Web Info)
Ucraina, i primi F-16 entro l’estate: “Russia dovrà cambiare tattiche”
(Adnkronos) –
"Tutto si sta allineando" ed "entro l'estate" i primi F-16 inizieranno a solcare i cieli dell'Ucraina. A confermare l'arrivo a Kiev dei caccia di fabbricazione americana, ritenuti decisivi per imprimere una svolta nelle capacità di difesa ucraina nella guerra contro la Russia, è stato il generale Arnoud Stallmann, comandante dell'Aeronautica dei Paesi Bassi, che insieme a Danimarca, Belgio e Norvegia si sono impegnati a fornire circa 80 F-16. I caccia, richiesti da Kiev da oltre un anno, dovrebbero finalmente materializzarsi già nei prossimi mesi dopo i forti ritardi accumulati nella consegna e nell'addestramento che hanno causato frustrazione nel governo ucraino. Parlando di fronte a due F-16 in disuso all'interno di un hangar della base dove si è concluso un recente programma per addestrare gli istruttori dell'Aeronautica ucraina alla manutenzione degli aerei, Stallmann – riporta il Guardian – ha sottolineato che il programma di formazione dei piloti e del personale di terra per utilizzare l'F-16 non è stato semplice. "Non sono solo i piloti ad aver bisogno di addestramento. Anche i tecnici e i manutentori necessitano di istruzioni approfondite. Stiamo fornendo una formazione di supporto completa per garantire che possano mantenere l'aereo in efficienza", ha spiegato. Anche la ministra della Difesa olandese, Kajsa Ollongren, ha confermato che le prime consegne di aerei all'Ucraina dovrebbero avvenire quest'estate e ha respinto le critiche sui ritardi e le notizie che vogliono Kiev indispettita dal ritmo di addestramento dei piloti, giudicato troppo lento. "Capisco perfettamente la posizione ucraina, vogliono averli il più velocemente possibile – ha replicato – Stiamo realizzando il progetto il più velocemente possibile, stiamo davvero ampliando le nostre capacità". "Gli F-16 sono molto più complicati dei sistemi utilizzati finora dall'Aeronautica ucraina. Non puoi saltare i passaggi, devi compiere ogni fase del processo, ma vogliamo anche consegnarli il più rapidamente possibile", ha aggiunto. Esistono oggi due percorsi di addestramento dei piloti, uno per riqualificare quelli esperti all'uso degli F-16, che si svolge principalmente in Danimarca e negli Stati Uniti, e il secondo per addestrare nuovi piloti da zero in Romania. Oltre ai piloti, gli F-16 richiedono un complicato regime di manutenzione. Ora ci si aspetta che gli istruttori formati nei Paesi Bassi trasmettano le loro conoscenze ad altri in Ucraina. "Il problema non è tanto l'addestramento dei piloti quanto il personale di terra. C'è tutta una serie di persone che necessitano di una formazione completamente diversa prima che questi possano essere utilizzati", ha reso noto una fonte militare ucraina. L'Ucraina attende da mesi di iniziare a utilizzare gli aerei da combattimento e spera che il loro arrivo possa cambiare le dinamiche della guerra, costringendo la Russia ad adottare tattiche più conservatrici nei suoi attacchi contro le aree più vicine al confine. Di questo è convinto anche Anatolii Khrapchynskyi, esperto di aviazione ed ex pilota militare ucraino. "I russi saranno costretti a cambiare tattica. Saremo in grado di prendere di mira i loro aerei e missili in modo più efficace, e sarà davvero difficile per loro continuare a usare le bombe aeree guidate Kab, che necessitano di essere lanciate da 50-70 km di distanza", ha dichiarato. Nelle ultime settimane la Russia ha fatto un utilizzo ampio delle Kab contro la città di Kharkiv, lanciando le bombe da aerei che rimangono all'interno dello spazio aereo russo. Numerose fonti ucraine ritengono che gli F-16 riuscirebbero a proteggere la seconda città dell'Ucraina da queste armi. "Contro questo tipo di armamento anche i sistemi di difesa aerea non sono così utili, solo l'aviazione", ha confermato il mese scorso il consigliere presidenziale ucraino, Mykhailo Podolyak. Ollongren ha confermato che l'Ucraina potrà utilizzare gli aerei da combattimento donati dagli olandesi per effettuare attacchi all'interno della Russia, a condizione che l'uso sia per scopi difensivi e rispetti il diritto internazionale. Anche la Danimarca ha annunciato che sarà consentito utilizzare i suoi F-16 per attaccare obiettivi all'interno della Russia.
L'F-16 rappresenta un progresso significativo rispetto all'attuale flotta ucraina, inclusi Mig-29, Su-24 e Su-25, che sono stati pesantemente danneggiati dal conflitto. Rispetto a questi caccia, l'F-16 può trasportare un carico maggiore di armi, pari alla capacità del bombardiere tattico ucraino, il Su-24. Inoltre, l'F-16 è dotato di un sistema radar più potente, che può aiutare a mitigare lo svantaggio radar che Kiev ha subito durante la guerra. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Giovagnoni (Sirm): “Congresso Next Generation apre a radiologia del futuro”
(Adnkronos) – "L'aumento delle possibilità tecnologiche", la stessa "intelligenza artificiale stanno modificando in maniera radicale il modo di interpretare le immagini e la professione. E' un congresso di passaggio del testimone tra il vecchio modo di fare radiologia e il futuro, da qui il tema 'Next Generation'. Scopo del congresso è cavalcare questo momento. La radiologia va avanti e va avanti con le nuove generazioni e con la nuova tecnologia". Lo ha detto Andrea Giovagnoni, presidente Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica, all'Adnkronos in occasione dell'apertura del congresso nazionale in corso al MiCo di Milano fino a domenica 23 giugno. "Si tratta – spiega – del primo congresso congiunto dell'area radiologica, che riunisce per la prima volta circa 8mila specialisti delle tre società scientifiche" di categoria: "Medici radiologi (Sirm), medici nucleari (Ainm) e radioterapisti (Airo)". Come sottolinea Giovagnoni, "siamo l'essenza della multidisciplinarità. Il radiologo si interfaccia in media con 25 specialisti: dalla cardiologia alla neurologia, all'emergenza-urgenza, all'ortopedia. Siamo quindi osservatori privilegiati e dobbiamo stare al passo con l'evoluzione perché", come professionisti, "entriamo nella gestione della stragrande maggioranza delle diagnosi e in molti dei processi terapeutici dei pazienti in tutte le specialità". In questo contesto di cambio di passo e innovazione, "il 40% dei relatori e moderatori è sotto i 40 anni – evidenzia il presidente Sirm – e sono stati scelti per impatto scientifico dimostrato in questi anni. E' la nuova generazione che deve portare avanti questa società, è un segno di vivacità intellettuale. Questo è già un risultato importante, anche perché" gli under 40 "rappresentano quasi il 60% della Sirm e la metà sono donne". —[email protected] (Web Info)









