(Adnkronos) – Una collaborazione fra la Sirm, Società italiana di radiologia medica e interventistica e il Coni per supportare l'attività di diagnostica per immagini (radiografie, ecografie, Tac, Rm) a favore degli atleti olimpici e promuovere la formazione e la preparazione dei medici nell'affrontare i traumi sportivi. È l’obiettivo del primo progetto, mai realizzato in Italia, fra la Sirm e il Comitato olimpico nazionale italiano che porterà a un accordo quadro di cooperazione operativo in vista di Milano Cortina 2026. L’avvio del percorso che condurrà alla firma di un accordo di collaborazione è stato annunciato oggi, nella prima giornata del 51esimo Congresso nazionale Sirm ‘The Next Generation’ in corso al Mico di Milano fino a domenica 23 e primo Congresso congiunto dell’area radiologica, che riunisce per la prima volta circa 8mila specialisti delle tre Società scientifiche, medici radiologi (Sirm), medici nucleari (Ainm) e radioterapisti (Airo). La radiologia è “sempre più centrale fra le branche della medicina – afferma Andrea Giovagnoni, presidente nazionale della Sirm – al cuore della diagnosi e del percorso di cura del paziente. Il nostro ruolo diventa sempre più rilevante anche nella medicina sportiva e nella gestione dei traumi. Per questo ci siamo proposti al Coni per un evento di straordinaria rilevanza come i Giochi olimpici e paraolimpici, trovando grande disponibilità per un progetto comune di lungo periodo”. Dal canto suo, il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e del Coni, Giovanni Malagò, che ha ricevuto proprio oggi la medaglia d'oro del Congresso Sirm dalle mani del presidente Giovagnoni, ‘per le sue doti di grande manager accompagnate da una passione smisurata per lo sport’ , sottolinea: “Siamo davvero contenti e orgogliosi dell’avvio di questo percorso. Il mondo dello sport ha sempre più bisogno di figure mediche specializzate nella gestione dei traumi e non solo – aggiunge Malagò – i radiologi medici italiani rappresentano un'eccellenza che valorizzeremo anche durante i giochi”. L'accordo di cooperazione “che sarà siglato a breve – aggiunge Ettore Squillaci, delegato Sirm per le Istituzioni sportive – prevede un progetto a più ampio respiro che include un programma educazionale rivolto ai medici sportivi per definire le corrette indicazioni alle indagini di diagnostica per immagine per gli atleti con sospette patologie muscolo scheletriche, cardiovascolari, neurologiche ecc… sia nella fase acuta che nel follow up, durante il periodo di riabilitazione e recupero funzionale. Verranno organizzati corsi di formazione già a partire dal prossimo anno per creare un network nazionale di specialisti radiologi che possano rappresentare un punto di riferimento per tutti gli sportivi”. Come osserva Giuseppe Massazza, Chief Medical Officer di Milano Cortina 2026, si tratta di “un compito di estrema utilità, non solo per garantire il successo dei giochi ma anche per creare un modello virtuoso a vantaggio dell’intera comunità nazionale, proprio nello spirito olimpico che deve rappresentare un esempio e favorire la diffusione dello sport a tutte le età”. A tale proposito, “in Italia solo il 26% della popolazione (15 milioni) pratica sport in modo continuativo, mentre 8,3 milioni in modo saltuario – precisa Nicoletta Gandolfo, presidente eletta di Sirm – Milioni di uomini e donne che vanno incontro a traumi o incidenti anche gravi: spesso trascurati e con importanti sequele perché non adeguatamente diagnosticati o trattati. La Sirm oggi si mette al servizio, con i propri specialisti radiologi medici, anche dei milioni di sportivi non professionisti e della ‘domenica’ – prosegue – per assicurare a tutti diagnosi sempre accurate e fondamentali agli idonei successivi trattamenti per un veloce e ottimale recupero”. Si tratta di “un modo concreto per incentivare l'attività sportiva, assicurando un alto livello di competenze mediche, che possa contribuire a combattere la sedentarietà, che coinvolge un terzo della popolazione, soprattutto donne: nel 2022 il 40,2% degli uomini ha praticato uno sport in modo continuativo o saltuario contro il 29,2% delle donne”. Sulla questione, “la recente legge che inserisce lo sport nell'articolo 33 della Costituzione – conclude il presidente Giovagnoni – impone un impegno comune per garantire la prevenzione e i corretti stili di vita. La Sirm, anche con questo accordo, si conferma in prima linea a salvaguardia della salute della popolazione incentivando l’attività sportiva in tutte le fasce d'età”. —[email protected] (Web Info)
Protesta contro i jet privati, anche Taylor Swift nel mirino degli attivisti – Video
(Adnkronos) – Due attiviste di Just Stop Oil sono state arrestate dopo aver imbrattato con vernice arancione alcuni aerei nell'aeroporto di Stansted, in Gran Bretagna, dove si ritiene sia atterrato anche il jet privato di Taylor Swift. Lo riporta l'emittente Sky News precisando che non è chiaro se il jet della cantante sia stato imbrattato. La protesta, hanno spiegato gli ambientalisti, è finalizzata a chiedere un ''accordo di emergenza'' per mettere fine all'uso di combustibili fossili entro il 2030. Nel comunicato diffuso dall'aeroporto di Stansted si legge che la polizia dell'Essex ha arrestato due manifestanti di 22 e 28 anni con l'accusa di aver inflitto danni, di interferenza con l'uso o il funzionamento delle infrastrutture nazionali. Inoltre sono state "sospese, per precauzione, le operazioni sulla pista per un breve periodo". In ogni caso "nessun volo è stato interrotto e l'aeroporto e i voli funzionano normalmente". Il sovrintendente capo Simon Anslow ha detto che la presenza della polizia sarà "intensificata" all'aeroporto quest'estate e ha aggiunto che le forze "non sono anti-protesta", ma "agiranno sempre laddove si verificano atti criminali". Nel video condiviso sui social media da Just Stop Oil si vedono le due manifestanti, Jennifer Kowalski e Cole Macdonald, che entrano sulla pista facendo un buco nella recinzione e lanciano vernice arancione sugli aerei. In una nota Just Stop Oil ha dichiarato che "intorno alle 5 del mattino Jennifer Kowalski e Cole Macdonald sono entrati nell'aerodromo privato dell'aeroporto di Stansted dove è attualmente di stanza l'aereo di Swift. Le due hanno dipinto due jet privati utilizzando estintori riempiti di vernice arancione''. Ieri Just Stop Oil ha spruzzato vernice arancione sulle pietre di Stonehenge. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Migranti, Consiglio di Stato sospende trasferimento motovedette italiane a Tunisia
(Adnkronos) –
Sospesa fino a nuova decisione il trasferimento delle motovedette alla Tunisia. A rendere nota la decisione del Consiglio di Stato le associazioni che avevano presentato ricorso al Tar del Lazio contestando il finanziamento di 4,8 milioni di euro per la rimessa in efficienza e il trasferimento alla Tunisia di 6 motovedette. L’udienza in Camera di Consiglio è prevista per l’11 luglio.
A fine maggio, il Tar ha rigettato il ricorso presentato da Asgi, Arci, ActionAid, Mediterranea Saving Humans, Spazi Circolari e Le Carbet contro il trasferimento di sei motovedette alla Garde Nationale tunisina. In virtù di questa decisione, per il mese di giugno era in previsione il trasferimento delle prime tre motovedette. Le associazioni hanno quindi impugnato la sentenza del Tribunale amministrativo presso il Consiglio di Stato, chiedendo d'urgenza la sospensione cautelare del provvedimento. “Come sostenuto anche dalle Nazioni Unite, fornire motovedette alle autorità tunisine vuol dire aumentare il rischio che le persone migranti siano sottoposte a deportazioni illegali”, chiariscono Maria Teresa Brocchetto, Luce Bonzano e Cristina Laura Cecchini del pool di avvocate che segue il caso. “Alla nuova ondata di arresti e deportazioni nei confronti delle persone migranti ora si affiancano persecuzioni contro gli attori della società civile che le sostengono”, dichiara Filippo Miraglia di Arci, “tuttavia le politiche italiane ed europee sembrano sostenersi e giustificarsi a vicenda, impermeabili agli allarmi lanciati dalle Nazioni Unite e dalle Ong internazionali che condannano unanimemente l’operato delle autorità tunisine”.
Il Tar del Lazio aveva ritenuto legittimo l’accordo contestato, considerandolo in linea con le decisioni prese a livello comunitario – si veda il Memorandum del 16 luglio 2023 tra Ue e Tunisia – e nazionale – da ultimo la conferma della Tunisia quale paese di origine sicuro – e ritenendo che il governo italiano avesse condotto una completa istruttoria a fronte di una cooperazione di lungo periodo con la Tunisia. Ora, l’accoglimento da parte del Consiglio di Stato dell’istanza cautelare rovescia la situazione: il massimo giudice amministrativo ha infatti ritenuto “prevalenti le esigenze di tutela rappresentate da parte appellante”, sospendendo il trasferimento delle motovedette alla luce delle possibili violazioni che tale atto può comportare. “Le deportazioni di massa, gli arresti arbitrari e le violenze ai danni delle persone migranti dimostrano che la Tunisia non può essere considerata un luogo sicuro di sbarco. Come per la Libia, le autorità tunisine non possono quindi essere considerate un interlocutore nelle attività di soccorso” commenta Lorenzo Figoni di ActionAid Italia. “Si tratta di una decisione estremamente importante, poiché sono in gioco i diritti umani delle persone in movimento. La sospensione del trasferimento delle motovedette consente all'autorità giudiziaria di valutare la legittimità dell'atto prima che possa produrre effetti dannosi. Alla luce della documentazione depositata, riteniamo la Tunisia un porto non sicuro” conclude Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans. —[email protected] (Web Info)
Sport: Eto’o tra i vincitori della 28a edizione di Fair Play Menarini
(Adnkronos) – I membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini, Antonello Biscini, Valeria Speroni Cardi ed Ennio Troiano, sono felici di accogliere un altro campione nel roster dei premiati del 2024. La Giuria del Premio ha aggiunto alla rosa dei vincitori di quest’anno una leggenda del calcio mondiale, l’attaccante camerunense Samuel Eto’o. Eletto nel 2007 miglior giocatore africano del secolo, Eto’o ha scritto la storia calcistica del Camerun, con cui ha conquistato un oro alle Olimpiadi del 2000 e due Coppe d’Africa, nel 2000 e nel 2002. Con ben 56 reti è tuttora il capocannoniere della sua nazionale. In Europa è stato consacrato come uno dei più forti attaccanti del calcio moderno. Con il Barcellona di Pep Guardiola ha vinto, tra gli altri, tre campionati spagnoli e due Champions League. Con l’Inter di Josè Mourinho è stato decisivo, nel 2010, nelle vittorie di Campionato, Coppa Italia e Champions League. È l’unico giocatore ad aver conquistato due Triplete consecutivi (campionato, coppa nazionale e Champions League) con due squadre diverse (Barcellona nel 2009 e Inter nel 2010). Nel 2021 viene nominato presidente della Federazione calcistica del Camerun. Nel corso della sua carriera si è distinto per l’impegno nel sociale con la Fundación Privada Samuel Eto'o, istituita per aiutare i giovani camerunensi. Da sempre in prima fila per contrastare il razzismo nel calcio, Samuel Eto’o incarna a pieno i valori di etica, lealtà e rispetto del Premio Internazionale Fair Play Menarini. Eto’o e le altre stelle della 28° edizione saliranno sul palco del Teatro Romano di Fiesole giovedì 4 luglio durante la cerimonia di premiazione. L’evento è gratuito e aperto al pubblico previa registrazione su TicketOne. Per maggiori informazioni www.fairplaymenarini.com. —[email protected] (Web Info)
Troiano (Soi): “Miopia favorisce comparsa altre patologie tra cui glaucoma”
(Adnkronos) – "La miopia favorisce la comparsa di altre patologie oculari, prime tra tutte la cataratta, per questo motivo deve essere sempre monitorata attentamente". Lo afferma all'Adnkronos Salute Pasquale Troiano, direttore Unità operativa complessa di Oculistica Ospedale Fatebenefratelli Sacra Famiglia di Erba (Como), e membro della Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione del corso Ecm Fad 'Vista e miopia. La patologia oculare miopica dall'età infantile all'adulto', realizzato con il contributo del partner scientifico Soi e in collaborazione con Fielmann. "Essendo essa stessa una patologia caratterizzata da modifiche di tutte le strutture oculari – spiega Troiano – la miopia favorisce la comparsa di altre patologie oculari, prime tra tutte la cataratta, quindi l'aumento della pressione oculare, cioè il glaucoma, la maculopatia e le alterazioni della retina che possono portare all'insorgenza del distacco della retina". La miopia cambia a seconda dell'età in cui insorge, sottolinea lo specialista. "Nell'adulto – precisa – la miopia ha fatto già la sua parte poiché si manifesta normalmente nel periodo puberale-giovanile. Se in età adulta l'occhio è miope-elevato, ovviamente con il tempo e l'invecchiamento sarà più soggetto a tutta una serie di alterazioni, tra cui cataratta, maculopatia, distacco della retina e stafiloma", ovvero lo sfiancamento della sclera, la parte bianca esterna dell'occhio. "Diversa è la miopia che compare dopo i 18 anni – rimarca Troiano – In quersto caso si tratta di una malattia che ha un'evoluzione più lenta e meno aggressiva rispetto a quella che compare in età puberale. Inoltre, più raramente conduce alle alterazioni da miopia elevata. Però anche questo tipo di miopia è una patologia vera e propria, e in quanto tale deve essere sempre monitorata attentamente". Alla domanda perché la miopia sia in aumento, l'esperto non ha dubbi: "Tra le principali cause, c'è l'impegno visivo per vicino. I soggetti che hanno un impegno visivo per vicino prolungato e soprattutto a distanza ravvicinata, al di sotto dei 30 cm, hanno una forte predisposizione alla comparsa e alla progressione rapida della miopia". Sotto accusa, dunque, la lettura e l'impiego di device quali pc, smartphone e tablet. Correggere il difetto refrattivo si può, "tuttavia – avverte Troiano – noi non siamo in grado di correggere la miopia, cioè l'allungamento del bulbo oculare e tutte le alterazioni strutturali che ne conseguono. Siamo in grado di correggere soltanto il difetto refrattivo prodotto dalla miopia, e per quello possiamo utilizzare gli occhiali, lenti a contatti e la chirurgia". Quanto alla chirurgia, conclude lo specialista, ci sono "varie opzioni che vanno ponderate a seconda delle caratteristiche di ciascun occhio. Si può scegliere una tecnica con l'impianto di un cristallino artificiale senza la rimozione del cristallino naturale, oppure una chirurgia che prevede la rimozione del cristallino naturale e l'impianto di un cristallino artificiale in grado di compensare il difetto miopico, ma non la miopia". —[email protected] (Web Info)
Piovella (Soi): “Correggere miopia adolescenti per evitare problemi da adulti”
(Adnkronos) – "A differenza dell'astigmatismo e dell'ipermetropia, difetti congeniti della vista, la miopia normalmente compare in età adolescenziale. Da qui la necessità di intervenire per correggere la patologia unicamente con un paio di occhiali o, in rarissimi casi, con lenti a contatto, per scongiurare conseguenze in età adulta". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Piovella, oftalmologo e presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione del corso Ecm Fad 'Vista e miopia. La patologia oculare miopica dall'età infantile all'adulto', realizzato con il contributo del partner scientifico Soi e in collaborazione con Fielmann. "Per questo motivo – spiega Piovella – la Soi consiglia una visita oculistica alla nascita, una entro i 3 anni di vita e una visita il primo giorno di scuola. In questo modo si evita qualunque tipo di problematica". Secondo l'esperto, anche gli stili di vita e una corretta alimentazione possono tenere in salute la vista. "Oggi – rimarca il presidente della Soi – si consiglia di introdurre nella dieta gli alimenti di colore giallo, arancione, rosso, come zafferano, zucca, arance, perché agiscono come gli occhiali da sole. Si concentrano a livello della macula e fanno da filtro. Ovviamente non possono sostituire l'occhiale da soli, ma per la dieta sono importanti". Inoltre "bisogna bere per avere una buona concentrazione del vitreo – sottolinea Piovella – In aggiunta, per tentare di fermare la miopia, è bene trascorrere almeno 2 ore al giorno all'aria aperta. E poi, quando si lavora o si gioca al computer da vicino, il consiglio è lo stesso per adulti e bambini: mantenere la giusta distanza dal device. Non solo. Ogni 20-30 minuti occorre fermarsi nella messa a fuoco da vicino, guardare in lontananza fuori dalla finestra per far riposare l'occhio". Alla domanda se sia possibile correggere chirurgicamente la miopia, Piovella risponde sicuro: "Da più di 30 anni abbiamo la chirurgia refrattiva laser, una tecnica sempre meno invasiva e più conservativa". Nonostante l'evoluzione della tecnologia, "gli occhiali – puntualizza il presidente Soi – hanno un ruolo fondamentale: fino a quando la miopia non si stabilizza sono lo strumento più necessario. La chirurgia può eventualmente subentrare, ma successivamente. Va detto, però, che non tutti i miopi chiedono di sottoporsi alla chirurgia per eliminare il difetto della vista. Ci sono tante persone che mettono le lenti a contatto e altre, invece, più penalizzate dalla miopia perché che non intendono ricorrere alla chirurgia degli occhi". Oltre il 90% dei miopi "ha un difetto di vista entro le 3 diottrie, e tutti sappiamo che un paio di occhiali di 3 diottrie corregge perfettamente la vista di queste persone. Per questo non vivono la miopia come un handicap". —[email protected] (Web Info)
Piantanida (Soi): “Sport, vitamine e antiossidanti, così freniamo miopia”
(Adnkronos) – "Lo sport all'aria aperta, una dieta ricca di antiossidanti e vitamine sono pilastri fondamentali per controllare e ridurre il progresso della miopia che negli ultimi 10 anni sta aumentando in modo preoccupante nella popolazione adolescenziale e preadolescenziale". Lo afferma all'Adnkronos Salute Andrea Piantanida, medico chirurgo specialista in Oftalmologia e membro della Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione del corso Ecm Fad 'Vista e miopia. La patologia oculare miopica dall'età infantile all'adulto', realizzato con il contributo del partner scientifico Soi e in collaborazione con Fielmann. Riguardo la dieta, secondo l'esperto, che attualmente svolge attività chirurgica pediatrica e strabologica presso la Casa di cura Le Betulle di Appiano Gentile (Como), "oggi gli italiani, in particolare i giovani, seguono sempre più l'alimentazione 'made in Usa' e non conoscono la dieta mediterranea, un grave errore. La nostra dieta mediterranea è ricca di antiossidanti e vitamine, dei quali conosciamo tutti i loro benefici. Tra le vitamine, la D è preziosa: si tratta di una sostanza che noi non produciamo, ma dobbiamo assumere dall'esterno perché agisce sul meccanismo di controllo dell'allungamento dell'occhio, quindi della miopizzazione. Va ad agire insieme all'ormone dopamina, quest'ultimo prodotto dal cervello, e il binomio dopamina-vitamina D consente di ridurre la progressione della miopia. Per questo, ribadisco, antiossidanti e vitamine sono fondamentali nella dieta per il controllo della miopia". Per le sue caratteristiche, la miopia è anche diventata sinonimo di ristrettezza di vedute. Il nome della patologia deriva infatti dal greco mýops, occhio chiuso: del resto, chi è caratterizzato da vista miope tende proprio a cercare di rimediare al difetto strizzando gli occhi. La miopia si misura in diottrie, l'unità con cui si identifica la potenza di una lente. Grazie a questo strumento di misurazione, è possibile classificare il difetto in base alla sua entità: "Miopia lieve, fino a 3 diottrie; miopia intermedia o moderata, da 3 a 6 diottrie; miopia grave o elevata, superiore alle 6 diottrie. A seconda dell'entità della miopia – precisa Piantanida – posso dedurre quali sono i fattori di rischio". Nella "miopia più elevata il fattore di rischio è quasi sempre genetico-familiare, ma in questo caso siamo di fronte ad una vera e propria patologia. Mentre per la miopia di entità lieve e intermedia i fattori di rischio sono differenti, ma possono peggiorare la situazione miopica. E' chiaro che il fattore genetico-familiare la fa da padrone perché, se io ho genitori miopi, molto presumibilmente avrò un figlio miope". Però "è anche vero – conclude Piantanida – che gli stili di vita quotidiana adottati soprattutto in questi ultimi decenni hanno contribuito all'aumento della miopizzazione. Mi riferisco al fatto che oggi i bambini sono impegnati nella visione da vicino e nella lettura molto più che in passato. Anche durante l'emergenza pandemica il bambino è stato obbligato ad usare in maniera eccessiva i device elettronici, a causa della Dad. Questo impegno visivo, generalmente in luoghi chiusi, si somma a quello della lettura dei libri per l'attività didattica: sicuramente è un fattore di rischio da non sottovalutare. Da qui l'importanza dell'attività fisica all'aria aperta". —[email protected] (Web Info)
Piantanida (Soi): “Miopia per 18 mln italiani, più a rischio bimbi e adolescenti”
(Adnkronos) – "La miopia, che in Italia colpisce 18 milioni di persone, è una patologia in aumento in tutto il mondo. Prima infanzia, adolescenti e lavoratori videoterminalisti le categorie più a rischio. Fondamentali occhiali e prevenzione". Lo afferma all'Adnkronos Salute Andrea Piantanida, medico chirurgo specialista in Oftalmologia e membro della Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione del corso Ecm Fad 'Vista e miopia. La patologia oculare miopica dall'età infantile all'adulto', realizzato con il contributo del partner scientifico Soi e in collaborazione con Fielmann. La diagnosi di miopia non è semplice, per questo motivo l'esperto consiglia ai genitori di fare attenzione ad alcuni campanelli d'allarme. "Spesso i bambini si devono avvicinare alla lavagna o alla televisione perché non vedono bene – spiega Piantanida, direttore Centro oculistico lariano a Cernobbio (Como) – Un'altra caratteristica della miopia è il riscontro di cefalea frequente in età pediatrica. Inoltre, il bambino strizza gli occhi, ha difficoltà a copiare alla lavagna e di scrivere in maniera corretta". Fondamentale dal punto di vista terapeutico la classificazione della miopia, avverte Piantanida. "E' possibile – precisa – classificare il difetto visivo in base alla sua entità: miopia lieve, fino a 3 diottrie; miopia intermedia o moderata, da 3 a 6 diottrie; miopia grave o elevata, superiore alle 6 diottrie. A seconda dell'entità della miopia si possono dedurre quali sono i fattori di rischio. Inoltre, conoscere la classificazione della patologia ci consente di agire su determinati gruppi di miopia, mentre ci è impossibile agire su miopie più elevate e gravi, o comunque abbiamo molti meno risultati". La messa a fuoco per vicino, quindi l'attività continuativa di visione di pc, smartphone e tablet, la carenza di vitamina D e la vita all'interno di spazi chiusi, elenca l'esperto, sono i principali fattori di rischio della miopia. "La messa a fuoco per vicino – descrive Piantanida – è uno dei fattori che crea l'allungamento dell'occhio, caratteristica dell'occhio miope. Anche la vita al chiuso fa sì che ci sia una riduzione a livello del cervello di alcuni ormoni che vengono prodotti con la stimolazione dei raggi ultravioletti, ormoni che agiscono direttamente sul controllo dell'allungamento dell'occhio, tipico della miopia". Quindi, sicuramente, "una vita all’aria aperta, a contatto con la luce solare, aiuta nella riduzione del rischio della miopia. Non a caso tra i consigli che diamo ai soggetti miopi c'è quello di trascorrere almeno un paio di ore al giorno all'aria aperto per impedire l'eccesso di miopizzazione". Alcuni "studi medici, infatti, hanno evidenziato che ogni ora passata all'aria aperta diminuisce del 2% il rischio di aumento della progressione miopica. Si consiglia una pausa di 10 minuti ogni 2 ore di lavoro per vicino, magari fare una passeggiata". Sicuramente, aggiunge lo specialista, "anche la carenza di alcune sostanze che impediscono l'ossidazione, in particolare la vitamina D, rappresenta un fattore di rischio. Per tale motivo anche la corretta nutrizione ha un ruolo centrale". La miopia, rimarca Piantanida, può portare anche ad un aumento progressivo dello strabismo, a visioni doppie. "Ci sono forme di miopie che aumentando progressivamente nel corso degli anni, diventando miopie elevate, che causano strabismo verso l'interno e verso il basso, per cui i pazienti che ne sono affetti non riescono più a girare gli occhi e hanno bisogno assolutamente di essere operati. Questo ci dice che la miopizzazione agisce moltissimo anche sulla motilità oculare, quindi è importante la prevenzione". —[email protected] (Web Info)
Grillo torna in campo con il Movimento 5 Stelle: “Riprenderò gli incontri come con Casaleggio”
(Adnkronos) – Beppe Grillo torna in campo con il Movimento 5 Stelle e lo annuncia con un'autointervista pubblicata sul suo blog. "Mi piacerebbe riprendere a fare gli stessi incontri che facevamo con Casaleggio. Quindi non solo con Conte, ma anche chi vuole darci una mano a tracciare la rotta dei prossimi anni. Sono proprio questi incontri che ci hanno portato a diventare la prima forza politica del Paese", fa sapere Grillo. Quali sono i temi di cui vorresti parlare in questi incontri? "Mi pare che i temi fondativi del movimento siano ancora validi. Alcuni, come la transizione ecologica e digitale, sono diventati i temi principali dell’agenda politica europea e italiana. Dunque non si può dire che non ci avessimo azzeccato. Altri, come la democrazia diretta e la politica come servizio e non professione – come peraltro è in Svizzera, e non solo – restano da realizzare. Altri ancora sono emersi negli ultimi tempi: da un maggior controllo dei cittadini sui dati che li riguardano, a riforme istituzionali che garantiscano stabilità e al tempo stesso autonomia dei territori". Come va con Conte? "Ottimamente. Come si fa ad avere un cattivo rapporto? Ci ho provato ma non ci sono riuscito: non si scompone mai, ogni parola si scioglie… Siamo d’accordo, però, che non vogliamo scioglierci anche noi". E aggiunge: "Sono d’accordo con tutte le cose che dice. Che poi sono tre. D’altra parte come si fa a non essere d’accordo sul fatto che la guerra, la povertà e le malattie siano cose brutte? Semmai vorrei aggiungerci qualche cosa bella, come il voto dei cittadini europei alle elezioni politiche nei Paesi di residenza e non di cittadinanza, prodotti il cui prezzo incorpori costo sociale di produzione e trasporto, piattaforme di democrazia diretta e di cittadinanza attiva. Tutte cose di cui parlavamo regolarmente con Casaleggio e altri". All'assemblea costituente si parlerà di "come recuperare contatto, dialogo e azioni congiunte con gli attivisti, che sono sempre stati il combustibile del MoVimento". Così Beppe Grillo in un'autointervista sul suo blog. "Ma al tempo stesso non possiamo discutere solo di regole di funzionamento interne, ma dobbiamo tornare a proporre idee radicali e visionarie, smarcandoci da una collocazione che è vecchia e superata da decenni. Parlare di sinistra e destra è come parlare di ghibellini e guelfi, anzi forse è meglio parlare di questi ultimi, perché tutti devono seguire l’Elevato" ovvero lo stesso Grillo. La regola dei 2 mandati? "E' comprensibile che chi oggi si trova al secondo mandato vorrebbe eliminarla. D’altronde l’istinto di sopravvivenza proviene dalla nostra natura animale, ed è insopprimibile. Ma lo scopo di ogni regola, in fondo, è di arginare i nostri istinti animali nell’interesse comune". "Il limite alla durata dei mandati è non solo un principio fondativo del movimento, ma è anche un presidio di democrazia fin dai tempi dell’antica Atene. Come ho detto più volte, dovrebbe diventare una legge costituzionale, quantomeno per le cariche più importanti, come peraltro fece il congresso degli Stati Uniti dopo la morte di Roosevelt, che fu l’unico presidente americano ad aver fatto più di due mandati". Ma non c’è il rischio che così si disperdano competenze acquisite nel corso degli anni? "Infatti avevo proposto un’idea di 'staffetta' in cui gli 'uscenti' avrebbero percepito un compenso finanziato dagli 'entranti' per assicurare il passaggio di consegne e trasferire loro le competenze acquisite. Senza contare che il parlamento dovrebbe innanzitutto interpretare la volontà dei cittadini, che è molto più difficile intercettare quando i parlamentari si rinchiudono nel palazzo per anni. Per tradurre la volontà dei cittadini in legge ci vorrebbero semmai uffici legislativi con professionisti bravi e competenti e non cortigiani senza arte né parte. Il lavoro di un parlamentare dovrebbe essere un altro, vale a dire captare e comprendere le esigenze dei cittadini per tradurle in indirizzo politico, che a sua volta dovrebbe essere tradotto in legge da uffici legislativi capaci e competenti. Tant’è vero che avevamo proposto di cambiare il titolo dei parlamentari da onorevoli a cittadini portavoce". Grillo va poi in difesa del Superbonus. "È stato voluto da tutti e non solo da noi. Come per ogni cosa il problema stava nel metterlo a punto, non nel sostenerlo prima e demonizzarlo poi, scatenando una caccia alle streghe, che tutt’al più sono befane". "Non dimentichiamoci che quando fu approvato c’era bisogno di un forte stimolo alla ripresa, che ha funzionato: un tempo si diceva che bastasse perfino scavare buche e poi riempirle. Poi, ovviamente, si sarebbe dovuto correggere il tiro, e non chiudere i rubinetti di colpo scatenando una corsa agli sportelli del Superbonus… Comunque è presto per vederne gli effetti di lungo termine, mentre è certo che i quasi 3.000 miliardi del nostro debito pubblico – voluto in gran parte dalle forze politiche che oggi criticano il Superbonus – hanno gonfiato una spesa pubblica ipertrofica che è la vera zavorra del nostro paese". —[email protected] (Web Info)
Nucleare, come funzionano le pillole di iodio e perché gli esperti sconsigliano il fai da te
(Adnkronos) – Succede ciclicamente, e ora più di frequente con i venti di guerra che soffiano sull'Europa: ogni volta che si agita lo spettro delle armi nucleari, sale comprensibilmente la paura della popolazione – nelle aree più vicine – e scatta la corsa alle pillole di iodio. Come sta accadendo proprio in questi giorni in Danimarca, dove si è registrato un boom di acquisti dopo che l'agenzia nazionale per la gestione delle emergenze ha pubblicato una serie di consigli su come proteggersi da una eventuale emergenza nucleare, e i cittadini hanno interpretato questo come un segnale che il rischio è diventato più alto. Ma come funziona lo ioduro di potassio, perché se ne parla in relazione alle minacce nucleari? E cosa dicono le autorità sanitarie internazionali al riguardo? Regola numero uno: no al fai-da-te, ribadiscono gli esperti. Lo chiarisce la stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel suo portale, in un focus pubblicato tra l'altro di recente. "Durante un incidente nucleare – spiega – può essere rilasciato nell'ambiente iodio radioattivo sotto forma di pennacchi o nubi e successivamente contaminare suolo, superfici, cibo e acqua. Potrebbe depositarsi sulla pelle e sugli indumenti, provocando un'esposizione esterna alle radiazioni. Se viene inalato o ingerito, provoca un'esposizione interna alle radiazioni". Quando lo iodio radioattivo entra nell'organismo, "si accumula nella ghiandola tiroidea nello stesso modo in cui farebbe lo iodio stabile non radioattivo", perché questa ghiandola che usa lo iodio per produrre ormoni non distingue tra iodio radioattivo e iodio stabile. Assorbire odio radioattivo "può aumentare il rischio di cancro alla tiroide in particolare nei bambini", si legge nel focus dell'Oms. Come si riduce il rischio di esposizione? Ecco che entrano in gioco le pillole. "La ghiandola tiroidea può essere protetta dallo iodio radioattivo saturandola con iodio stabile (non radioattivo). Questa misura protettiva nota come 'blocco tiroideo con iodio stabile' consiste nella somministrazione di compresse di ioduro di potassio (KI) prima o all'inizio dell'esposizione allo iodio radioattivo. Se assunto al dosaggio appropriato ed entro il corretto intervallo di tempo rispetto all'esposizione, il KI satura la ghiandola tiroidea con iodio stabile e di conseguenza lo iodio radioattivo non verrà assorbito e immagazzinato". Ma è questo un antidoto alle radiazioni? "No – risponde l'Oms nel focus – Il KI non è un antidoto per l'esposizione alle radiazioni. Protegge solo la ghiandola tiroidea e solo se esiste il rischio di esposizione interna allo iodio radioattivo (ad esempio, un incidente in una centrale nucleare)". Ma "non protegge da altre sostanze radioattive che potrebbero essere rilasciate nell'ambiente a seguito di incidente nucleare; non protegge dalle radiazioni esterne e non impedisce allo iodio radioattivo di entrare nell'organismo, ma ne impedisce solo l'accumulo nella tiroide". Il KI, puntualizza ancora l'Oms, "non dovrebbe essere preso come misura protettiva generica in previsione di un evento. Le compresse devono essere assunte solo quando esplicitamente indicato dalle autorità sanitarie pubbliche. L'efficacia per il blocco della tiroide dipende dalla tempestiva somministrazione. Il periodo ottimale di somministrazione di iodio stabile è inferiore a 24 ore prima e fino a 2 ore dopo l'inizio previsto dell'esposizione. Sarebbe comunque ragionevole assumere il KI fino a 8 ore dopo l'esposizione. Tuttavia, assumerlo dopo 24 ore dall'esposizione non offrirà alcuna protezione". La dose corretta varia in base all'età e una singola dose solitamente offre protezione adeguata per 24 ore. Insomma, l'utilizzo deve essere guidato e mirato, non è la panacea di tutti i mali e per questo gli esperti sconsigliano il fai-da-te. Come ha avuto modo di evidenziare il farmacologo Silvio Garattini, "le pillole allo iodio, come ormai diciamo da tempo, non servono a nulla contro le radiazioni nucleari" legate al rischio dell'utilizzo della bomba atomica. "L'accaparramento non ha senso". L'unica soluzione è "evitare una catastrofe nucleare", evitare "escalation". Affronta l'argomento sul portale del Policlinico Gemelli anche l'endocrinologo Alfredo Pontecorvi, in un intervento di qualche tempo fa. "In caso di incidente nucleare, qualora fossero liberate nell'aria grandi quantità di iodio radioattivo, e, ci tengo a precisarlo, esclusivamente in questa evenienza, sarebbe opportuno distribuire alla popolazione lo ioduro di potassio. Questo, tuttavia, andrebbe somministrato al corretto dosaggio. Come fu intelligentemente fatto in Polonia, dopo l'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl del 1986, o dai giapponesi, dopo il terremoto di Fukushima del 2011". Va poi tenuto presente, evidenziava ancora l'esperto, che "l'eventuale supplementazione di iodio andrebbe a proteggere solo dall'assorbimento degli isotopi radioattivi dello iodio – che hanno comunque una breve emivita, da 1 a 4 settimane – ma non proteggerebbe certo dagli altri isotopi radioattivi emessi", quali ad esempio il Cesio-137, "che viene incorporato in tutti i tessuti con un'emivita di circa 30 anni", o il Plutonio-239, "che ha una spaventosa emivita di oltre 24.000 anni". —[email protected] (Web Info)









