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Major Italy Premier Padel, Lebron: “Non stiamo giocando come vorremmo ma Roma torneo incredibile”

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(Adnkronos) – "Roma è sempre un luogo molto speciale per l'emblema del Foro Italico, per la gente, per la città, per tutto, è molto speciale. E' uno dei miei tornei preferiti, questo torneo non si può perdere". Sono le parole di Juan Lebron all'Adnkronos dopo aver superato non senza difficoltà, insieme a Paquito Navarro, al terzo set, la prima sfida al Major Italy Premier Padel di Roma contro la coppia italo-spagnola Perino-Garcia Rodrigo. "Oggi è stata una partita molto complicata, perchè ovviamente abbiamo avuto un calo e perso il secondo set, lì i nostri rivali hanno iniziato a giocare meglio mentre noi abbiamo abbassato il livello". Lebron ha da poco cambiato compagno, dopo i tanti anni con Ale Galan, ora gioca in coppia con Paquito Navarro ma ancora riscontrano qualche difficoltà. "Dovremmo esserci adattati. Abbiamo avuto tanti tornei, non li abbiamo conquistati, è stato difficile. Non stiamo giocando come vorremmo e non stanno arrivando i risultati a cui puntiamo".  Il padel è sempre più seguito dalle tv che trasmettono le gare e questo può aiutare allo sviluppo di questo sport. "Grazie a tutti i giocatori, alla Fip, a Premier Padel, che stiamo facendo un grande lavoro e si sta vedendo che il Padel sta andando fortissimo in molti paesi e lo farà sempre di più", ha aggiunto Lebron, atleta Red Bull (che trasmetterà su Red Bull Tv anche le fasi finali del torneo di Roma di padel), che "spera che il padel arrivi presto anche alle Olimpiadi", vista l'imminenza di quelle di Parigi. "Non so quando avverrà ma spero presto", ha detto il campione spagnolo. "Domani giocheranno Spagna e Italia di calcio ad Euro 2024? Tifo ovviamente per la Spagna e confido e spero che possa vincere". Infine lo spagnolo da un consiglio ai giocatori che lo seguono e che vogliono migliorare nel loro gioco. "Che abbiano l'illusione, che lavorino molto e che seguano i loro sogni". —[email protected] (Web Info)

Conti pubblici Italia, serve correzione da 12 miliardi l’anno

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(Adnkronos) –
Cosa dovrà fare l'Italia per 'correggere' i conti pubblici? Roma è nel mirino della Commissione europea che si appresta ad avviare una procedura di infrazione. In base alle regole del patto di stabilità riformato, l'aggiustamento medio annuo richiesto all'Italia dovrebbe aggirarsi verosimilmente intorno allo 0,6% del Pil, se spalmato su sette anni, il massimo arco temporale possibile per i piani a medio termine da concordare con la Commissione Europea, quindi all'incirca 12 miliardi di euro l'anno, calcolati sul Pil 2023, a quanto si apprende a Bruxelles. Su un periodo di 4 anni, il minimo previsto, l'aggiustamento medio annuo sarebbe pari all'1,1% del Pil, circa 22 miliardi di euro.  L'aggiustamento dei conti pubblici richiesto dal nuovo patto di stabilità è "meno severo" rispetto a quello che sarebbe stato necessario con le vecchie regole, ma "non è che non serve" ad un Paese altamente indebitato come l'Italia, spiegail commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, a Bruxelles incontrando la stampa italiana. "Lo sforzo – afferma – è certamente più flessibile, quindi meno severo, di quello previsto dalle regole preesistenti. Si farebbe un errore a fare il paragone tra le regole che abbiamo ora e i tre anni e mezzo in cui non abbiamo avuto regole, e abbiamo fatto bene a non averle, per la pandemia e l'invasione russa dell'Ucraina. Era inevitabile tornare a delle regole: abbiamo regole che sono più flessibili e meno severe delle precedenti e che comunque, per Paesi che sono sotto procedura per deficit eccessivo, prevedono un aggiustamento come minimo dello 0,5%" del Pil all'anno. "Qualche anno fa sarebbe stato molto più severo – aggiunge – ma non è che non ci sia bisogno di un aggiustamento per un Paese come il nostro, che purtroppo ha avuto un deficit sopra il 7% del Pil e un debito sopra il 135%. E quindi, gradualmente, entrambe queste voci devono essere affrontate", conclude.  —[email protected] (Web Info)

Noam Chomsky dimesso da ospedale di San Paolo in Brasile

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(Adnkronos) – Noam Chomsky, linguista e filosofo statunitense di 95 anni, ha lasciato martedì 18 giugno l'ospedale di San Paolo del Brasile, dove era stato ricoverato dopo l'ictus che lo aveva colpito un anno fa, per continuare le cure a casa. "La Beneficência Portuguesa de São Paulo comunica che il paziente Avram Noam Chomsky è stato dimesso dall'ospedale martedì per continuare le cure a casa", si legge nel bollettino ufficiale, che chiarisce le condizioni di salute di uno dei massimi linguisti contemporanei, rinnovatore rivoluzionario della linguistica nel secondo Novecento, fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, e uno dei principali intellettuali della Nuova sinistra americana.  Il rapporto medico è firmato dal direttore esecutivo del centro e da un cardiologo e arriva all'indomani delle voci, riportate dai media brasiliani, per le voci della sua presunta scomparsa.   Noam Chomsky, nato il 7 dicembre 1928 a Filadelfia, da una famiglia ebraica originaria dell'Europa del'est, si trova in Brasile perché è il Paese di origine della moglie, la linguista Valeria Wasseran, che ha sposato nel 2014. In prime nozze era stato sposato con la linguista Carol Doris dal 1949 al 2008, anno della sua morte. Solo pochi giorni fa, il quotidiano brasiliano "Folha de S. Paulo" ha riferito che l'influente intellettuale era stato ricoverato in un centro medico di San Paolo, dove la coppia possiede una casa. Il rapporto medico ufficiale è arrivato dopo ore di confusione in cui alcuni mezzi informazioni del Brasile avevano riportato la notizia della morte di Chomsky. La presunta notizia si è diffusa rapidamente, diventando un trend sulla rete X. La moglie ha smentito che Chomsky fosse morto in risposta alle domande di diverse persone, tra cui il saggista canadese Steven Pinker. "Le notizie sulla morte di Noam Chomsky (apparse su 'Jacobin' e' New Statesman', ora cancellate, periodici di riferimento del celebre linguista) erano molto esagerate. Ho avuto conferma da Valeria, sua moglie, che è vivo e sta bene", ha scritto lo psicologo cognitivo in X. Sia "Jacobin" che il "New Statesman" hanno pubblicato necrologi, quest'ultimo firmato da Yanis Varoufakis, già ministro delle Finanze greco. Chomksy, duro critico della politica estera del suo Paese, è stato colpito da un ictus un anno fa negli Stati Uniti, dove viveva con la moglie. Fino ad allora, nonostante l'età avanzata, era ancora attivo nei circoli accademici e politici. Ma l'ictus lo ha costretto a letto, con gravi difficoltà di comunicazione. Nei mesi successivi Chomsky è stato trasferito in Brasile per volere di Wasserman, che noleggiò un aereo privato per il trasferimento, accompagnato da due infermieri. Secondo quanto riportato dalla stampa brasiliana la scorsa settimana, Wasserman ha deciso il trasferimento dopo aver concluso che i medici statunitensi avevano fornito a Chomsky le cure necessarie. —[email protected] (Web Info)

Monza, porta il figlio dall’esorcista e lo lega a una corda: arrestato

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(Adnkronos) – Ha smesso di far seguire il figlio malato dai medici e, convinto che fosse posseduto dal demonio, lo ha portato da sedicenti mistici, per farlo sottoporre a rituali. I carabinieri, intervenuti su segnalazione dei servizi sociali, hanno trovato il 39enne legato con una corda al parco, dove era andato insieme al padre. Per questo l'uomo, un 68enne italiano incensurato, è stato arrestato in flagranza per maltrattamenti nei confronti del figlio. E' successo mercoledì 12 giugno a Besana in Brianza (Mb). E' stata la madre della vittima – fa sapere una nota dei carabinieri – a riferire ai servizi sociali che il figlio, affetto da problemi di salute, negli ultimi tempi per volontà del marito non era seguito da alcun professionista o struttura sanitaria e che nei giorni precedenti si era dimostrato particolarmente aggressivo, tanto da dover essere immobilizzato per evitare che potesse far male a se stesso o ad altri. I carabinieri hanno raggiunto padre e figlio in un’area verde poco distante da casa, trovando il 39enne trasandato, seduto sull'erba in stato confusionale e tenuto dal genitore a una corda, legata in vita. Una scelta che l'uomo ha giustificato con il timore che il figlio potesse scappare all'improvviso. Quando i militari hanno proposto di chiamare il 118, il 68enne si è opposto, sostenendo – riferiscono i carabinieri – che il figlio "non avesse alcun problema di salute ma fosse bensì posseduto da un demone. Per questo motivo, a suo dire, lo aveva condotto da alcuni sedicenti mistici che lo avevano sottoposto a taluni rituali". A seguito dell’intervento del 118, il 39enne è stato trasportato in codice verde all'ospedale di Vimercate, mentre il padre è stato arrestato e condotto nel carcere di Monza.  —[email protected] (Web Info)

Latina, è morto il bracciante indiano: era stato abbandonato in strada dopo aver perso un braccio

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(Adnkronos) – Non ce l'ha fatta il bracciante agricolo indiano di 31 anni che aveva perso un braccio durante il lavoro nei campi a Cisterna di Latina ed era stato abbandonato in strada senza che gli fossero prestati soccorsi. L'uomo è morto oggi all'ospedale San Camillo di Roma, dove era stato trasportato d'urgenza in eliambulanza.  A quanto ricostruito dai carabinieri del Radiomobile e della Stazione di Borgo Podgora, il giovane, mentre stava lavorando in un'azienda agricola del posto, per cause in corso di accertamento, è stato agganciato dal macchinario avvolgi plastica a rullo, trainato da un trattore, che gli ha tranciato il braccio destro e schiacciato gli arti inferiori.  Il 31enne successivamente è stato accompagnato a casa mentre l'arto tranciato è stato poggiato sopra una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi. Dopo aver chiamato i soccorsi, il lavoratore indiano è stato trasportato in ospedale.  —[email protected] (Web Info)

Infrastrutture, inaugurata nuova Conca di Intestadura a Musile di Piave

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(Adnkronos) – A un anno dall’avvio dei lavori e a oltre 150 anni dalla sua apertura alla navigazione fluviale, la Conca di Intestadura, opera infrastrutturale di primario valore storico- culturale e idraulico, che collega il fiume Piave con la Piave Vecchia nel comune di Musile di Piave, è stata restituita oggi alla comunità e torna in attività dopo un intervento di recupero funzionale e ammodernamento dal valore di 2,4 milioni di euro. L’intervento, seguito dalla fase di progettazione a quella di collaudo da Infrastrutture Venete, società partecipata al 100% dalla Regione del Veneto che si occupa della sicurezza della navigazione interna e delle operazioni di manovra delle conche, e finanziato dalla Regione del Veneto, è stato inaugurato nel corso di una cerimonia che si è tenuta, questa mattina, alla presenza di Elisa De Berti, Vicepresidente della Regione del Veneto e Assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Alessandra Grosso, Direttore Generale di Infrastrutture Venete, Silvia Susanna, Sindaco di Musile di Piave, e Alberto Teso, Sindaco di San Donà di Piave. La conca costruita nel 1873, lunga circa 68 metri, con un’entrata in bacino larga circa 7 metri, aveva subito notevoli danni durante la Prima Guerra Mondiale ed era stata sottoposta a numerosi interventi manutentivi. Quest’ultimo intervento di recupero, particolarmente articolato per l’assoggettamento della struttura a vincoli culturali e paesaggistici, ha riguardato la sostituzione delle quattro coppie di porte vinciane realizzate, in origine, per garantire le concate in entrambe le direzioni. Alla sostituzione delle porte si è aggiunto l’intervento di ammodernamento delle opere elettromeccaniche e la realizzazione di nuovi impianti. Grazie all’azione di ammodernamento apportato, la conca di navigazione può essere ora manovrata interamente da remoto dal Centro Operativo di Cavanella d’Adige, gestito da Infrastrutture Venete, il tutto senza compromettere il valore delle opere civili e storiche esistenti. "Siamo entusiasti di presentare i risultati dei recenti lavori di ammodernamento apportati alla conca di navigazione di Intestadura- commenta Alessandra Grosso, Dg di Infrastrutture Venete- costituiscono un significativo miglioramento del funzionamento della conca, snellendo e rendendo più fluida l’operazione di concata. Questo rappresenta un passo importante verso l'efficienza operativa e la modernizzazione dei nostri impianti. Inoltre, le porte sono ora dotate di una gestione da remoto. Questa innovazione ci consente di avere un controllo più diretto e tempestivo sulle operazioni, permettendo una movimentazione più puntuale e veloce dei passaggi dei natanti. L’aggiornamento tecnologico non solo ottimizza i nostri processi interni, ma ha anche un impatto positivo diretto sulla qualità del servizio che offriamo al territorio. Grazie a queste migliorie, infatti, siamo in grado di rispondere in modo più efficiente alle esigenze della nostra comunità, garantire una gestione delle risorse più adeguata e contribuire ad una maggiore efficacia operativa.” L’inaugurazione è avvenuta dopo un tour guidato a bordo di un’imbarcazione partita dal Pontile di Caposile di Musile di Piave e che ha risalito la Piave vecchia fino ad arrivare alla Conca di Intestadura dove è stato possibile assistere alla concata con l’azionamento delle porte vinciane. Prima della partenza è stato, inoltre, battezzato il nuovo pontile di Caposile ricostruito in legno da Infrastrutture Venete, finanziato con 380mila euro e donato alla città dalla Regione del Veneto insieme allo scivolo di varo e alaggio per offrire alla cittadinanza un’opera più funzionale per la navigazione delle vie fluviali. —[email protected] (Web Info)

Euro 2024, Spalletti: “Spagna-Italia uno dei match più importanti della mia carriera”

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(Adnkronos) –
"È una delle partite più importanti della mia carriera, va messa a quel livello lì. Tutti hanno una storia da raccontare, questa è una di quelle partite che può determinare quella storia". Il ct della Nazionale, Luciano Spalletti, si esprime così in conferenza stampa alla vigilia del match con la Spagna, valido per la seconda giornata del gruppo B di Euro 2024.  "Noi siamo vestiti da Giorgio Armani. C’è la voglia di confrontarsi contro una delle scuole calcio più importanti. Non dovremo avere rimpianti, sarà più difficoltoso ma si va lì vestiti bene e disposti a sporcarsi se ci fosse bisogno", dice il ct. "Ci sono sempre due strade per fare delle vittorie e per fare calcio: il gioco di squadra e quella dei grandi campioni che hanno questi grandi strappi che non li puoi sostenere perché hanno più roba nei muscoli e vanno in campo aperto più forte di quella che è la normalità. Noi secondo me abbiamo la prima come strada da andare a percorrere, perché ci manca qualcuno che abbia veramente quel livello top che vince le partite da solo", afferma. "Secondo me la chiave è sempre quella lì, giocare bene a calcio e tenere di più la palla -aggiunge Spalletti-. Poi con la Spagna probabilmente ci sarà qualche verticalizzazione di più, perché loro non ti aspettano al limite dell'area. Lo sanno tutti, l'abbiamo detto talmente tante volte, ma se la squadra avversaria come ha fatto l'Albania ti sta al limite dell'area con la linea difensiva, cosa verticalizzi a fare? Per cui bisogna vedere quello che succede". "Con la Spagna bisognerà andare più dietro la linea difensiva, perché loro appena ti muovi ti vanno a pressare sempre, anche dal portiere. Questo gli comporta di alzare la linea difensiva perché la squadra deve stare in quei 30-40 metri. Allora qualche 'pallata' là dietro ci sta, se sapremo riconoscerla e se avremo la possibilità nei tempi della giocata", spiega.   —[email protected] (Web Info)

Scoperto Mytho, il nuovo gene anti-età

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(Adnkronos) –
Vivere a lungo, invecchiando bene, è anche questione di Dna. Uno studio internazionale guidato dall'Italia ha scoperto un nuovo gene alleato della longevità. Si chiama Mytho ed è protagonista di uno studio pubblicato sul 'Journal of Clinical Investigation', co-finanziato da un'azione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell'ambito del partenariato Age-It 'Ageing Well in an Ageing Society', che ha permesso di creare una rete nazionale di ricercatori, dedicati all'invecchiamento.  L'identificazione e la caratterizzazione di Mytho porta la firma di Marco Sandri, docente del Dipartimento di Scienze biomediche dell'università di Padova e principal investigator dell'Istituto veneto di Medicina Molecolare (Vimm) con la collaborazione di Eva Trevisson, genetista del Dipartimento di Salute della donna e del bambino dell'università di Padova. Il frutto di un lavoro di 9 anni, che ha coinvolto scienziati di centri nazionali e internazionali. "Tutto è cominciato con una ricerca informatica per identificare nel genoma umano potenziali geni, ancora sconosciuti, che potessero avere una rilevanza nei meccanismi che controllano la qualità delle proteine e degli organelli – afferma Anais Franco Romero, coautrice principale dello studio insieme a Valeria Morbidoni – Tra i diversi candidati, il team si è focalizzato su un gene che spiccava per essere estremamente conservato tra le diverse specie animali, dall'uomo fino ai vermi, denominato Mytho". Attraverso esperimenti di manipolazione genetica, il gruppo di ricerca ha dimostrato che l'inibizione di Mytho provoca una precoce senescenza cellulare (stadio in cui le cellule smettono di replicarsi), accorciando la vita nel verme Caenorhabditis elegans (fra i modelli animali più usati in laboratorio). La sua attivazione, al contrario, migliora la qualità della vita e permette di mantenere un invecchiamento in salute.  I ricercatori hanno anche spiegato come il gene Mytho agisce: regola il processo biologico detto autofagia, che permette la rimozione di proteine e organelli danneggiati migliorando l'omeostasi cellulare.  "Dopo anni di studi – commenta Sandri – siamo arrivati a conoscere qualcosa del nostro genoma, ma la funzione della maggior parte del nostro codice genetico è ancora ignota. Un esempio sono i geni che codificano le proteine, di cui più di 5mila su un totale di 20mila sono completamente sconosciuti. Per questo negli ultimi anni abbiamo impiegato risorse ed energie per caratterizzare questo sconosciuto mondo del nostro Dna".  —[email protected] (Web Info)

Stonehenge, blitz degli attivisti e vernice sulle pietre – Video

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(Adnkronos) – Vernice arancione sulle pietre di Stonehenge. Blitz degli attivisti di Just Stop Oil nel sito, patrimonio dell'Unesco, in Inghilterra. Due persone sono entrate in azione prima del solstizio di estate, come rende noto l'organizzazione, per chiedere al governo britannico di siglare impegni vincolanti per eliminare i carburanti fossili entro il 2023.  I due attivisti sono stati arrestati. Secondo Just Stop Oil, la vernice utilizzata sarà 'lavata' dalla pioggia. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Farmaci J&J in oncologia, 35 nuove richieste di autorizzazione entro il 2030

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(Adnkronos) – Con 400mila nuove diagnosi stimate nel 2023, oltre 18mila casi in più rispetto al 2020, il cancro in Italia rappresenta un'emergenza. Secondo gli esperti, il peggio deve ancora arrivare: da qui al 2030 prevedono che le nuove diagnosi di tumori maligni aumenteranno del 69%, con un incremento dei decessi del 72%.  "Da oltre 30 anni J&J contribuisce a rispondere ai bisogni di cura ancora insoddisfatti dei pazienti oncologici e al miglioramento della loro aspettativa e qualità di vita. Questo grazie al nostro desiderio di concretizzare la missione di J&J: lavorare per un futuro in cui le malattie siano un ricordo del passato. La nostra pipeline – afferma Alessandra Baldini, direttrice medica Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia – continua a crescere e ad arricchirsi di terapie sempre più avanzate e sempre più personalizzate, e questo è reso possibile dal nostro costante impegno nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi". Ma non solo: "L'impegno di J&J – aggiunge Baldini – è rafforzato anche attraverso numerose collaborazioni esterne, mirate a sfruttare strumenti computazionali e l'intelligenza artificiale per produrre evidenze innovative, basate sull'osservazione e l'analisi dei dati reali, che consentano di rendere il cancro una condizione sempre più gestibile e con prospettive di cura". Nell'area dell'onco-ematologia l'azienda ha approvato 14 farmaci in poco più di 10 anni, di cui 8 capostipiti della loro classe – riporta una nota – Entro il 2030 sono previste, a livello globale, 35 nuove richieste di autorizzazione alle agenzie regolatorie, tra nuove molecole o combinazioni ed estensioni di indicazione. Di queste, 15 saranno nell'ambito dei tumori del sangue, 3 nel tumore della prostata, 3 del polmone, 4 della vescica e oltre 5 in altre aree, con una media di 2 nuove terapie a disposizione dei pazienti all'anno. A testimonianza del proprio impegno nella ricerca clinica, J&J ha presentato agli ultimi congressi dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) e della European Hematology Association (Eha) 2024 oltre 85 abstract, tra cui 20 presentazioni, su nuovi dati clinici e di real-world nelle immunoterapie per tumori solidi ed ematologici. Nell'ambito dei tumori solidi – si legge nella nota – J&J sta rivoluzionando gli standard di cura per il tumore del polmone non a piccole cellule (Nsclc) con mutazioni dell'Egfr grazie ad amivantamab – anticorpo bispecifico completamente umano, first-in-class, per il riconoscimento dei recettori mutati del fattore di crescita dell'epidermide (Egfr) e della transizione mesenchima-epidermide (Met). Durante il congresso Asco 2024, sono stati presentati i dati dello studio di fase 3 Paloma III che ha valutato l'efficacia e la farmacocinetica della formulazione sottocutanea (Sc) di amivantamab in combinazione con lazertinib rispetto alla combinazione somministrata per via endovenosa (Iv) in pazienti con Nsclc avanzato o metastatico con delezione dell'esone 19 del recettore dell'Egfr o mutazioni L858R, dopo progressione con osimertinib e chemioterapia. I dati hanno mostrato che la formulazione sottocutanea è associata a un tempo di somministrazione significativamente più breve rispetto alla formulazione endovenosa, circa 5 minuti contro 5 ore, diminuendo di 5 volte le reazioni correlate all'infusione, con una farmacocinetica e un'efficacia comparabili alla somministrazione endovenosa attuale. A un follow-up mediano di 7 mesi, la terapia con amivantamab Sc ha dimostrato anche una maggiore durata della risposta (Dor) e della sopravvivenza libera da progressione (Pfs).  "I pazienti con Nsclc e mutazioni dell'Egfr hanno a disposizione poche opzioni terapeutiche, sia per numero che per efficacia. In questo contesto, i dati presentati al recente congresso Asco sull'analisi primaria dello studio Paloma-III e sull'analisi secondaria dello studio Mariposa rappresentano un significativo passo avanti nel trattamento di prima linea di questa patologia, con un approccio 'chemio-free'. Questi risultati, valutati nella loro insieme, hanno il potenziale di migliorare l’attuale standard di cura in questo contesto", commenta Filippo de Marinis, direttore Divisione Oncologia toracica allo Ieo di Milano e presidente dell'Associazione italiana di oncologia toracica (Aiot). In particolare – dettaglia J&J – la combinazione di amivantamab e lazertinib ha dimostrato efficacia indipendentemente dalle caratteristiche biologiche o cliniche dei pazienti, inclusi quelli ad alto rischio di progressione (studio Mariposa). Inoltre, è stato appunto dimostrato che la formulazione sottocutanea di amivantamab in combinazione con lazertinib ha migliorato l'esperienza terapeutica dei pazienti, riducendo i tempi di somministrazione e diminuendo di 5 volte le reazioni correlate all'infusione, con una farmacocinetica e un'efficacia comparabili alla somministrazione endovenosa. Proprio sulla base dei risultati dello studio Paloma III, l'azienda ha di recente presentato all'Agenzia europea per i medicinali (Ema) la domanda di estensione di indicazione per amivantamab Sc in combinazione con lazertinib per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con Nsclc avanzato con delezione dell'esone 19 dell'Egfr o mutazioni L858R, e come monoterapia in pazienti adulti con Nsclc avanzato con mutazioni attivanti dell'esone 20 dell'inserzione dell'Egfr dopo il fallimento della terapia a base di platino. J&J è attiva da più di 2 decenni anche nell'ambito dei tumori ematologici, a partire dal mieloma multiplo. "Il mieloma è una malattia complessa per la quale esistono tuttora esigenze terapeutiche insoddisfatte. La ricerca scientifica sta facendo enormi passi avanti nella cura di questa malattia e negli ultimi anni – ricorda Michele Cavo, professore ordinario di Ematologia, direttore Istituto di Ematologia Seràgnoli Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna, Irccs Aou Bologna – Le nuove terapie hanno migliorato significativamente la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti. Inoltre, la disponibilità di questi nuovi farmaci ha cambiato l'approccio terapeutico, rendendolo sempre più personalizzato e permettendo ai medici di orientare la scelta terapeutica per ogni paziente non solo sulla base dell'efficacia, ma anche della tollerabilità e della modalità di somministrazione". Ai congressi Asco ed Eha 2024, J&J ha presentato più di 40 lavori dedicati alle immunoterapie per il mieloma, dall'anticorpo monoclonale anti-CD38 ai bispecifici e alle Car-T. Innanzitutto – riferisce la nota – sono stati presentati i risultati dell'analisi finale sulla sopravvivenza dello studio di fase 3 Maia che ha valutato l'efficacia del trattamento a base di daratumumab – primo anticorpo monoclonale anti-CD38 – in combinazione con lenalidomide e desametasone (D-Rd) in pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi non eleggibili alla chemioterapia ad alte dosi e al trapianto di cellule staminali autologhe. La sopravvivenza globale mediana (median Os) osservata è stata di 7,5 anni e risulta essere la più lunga sopravvivenza riportata nei pazienti non eleggibili al trapianto, con una riduzione del rischio di morte del 33% rispetto al solo trattamento con lenalidomide e desametasone (Rd), indicando quindi che l'inserimento del daratumumab nella combinazione base è fondamentale per la prima linea di trattamento di questi pazienti.  Dati promettenti sono stati presentati anche nell'ambito delle terapie avanzate, prosegue la nota: anticorpi bispecifici e la terapia a base di Car-T, ciltacabtagene-autoleucel (cilta-cel). Con un follow-up mediano di 2 anni e mezzo, lo studio MajesTEC-1 è lo studio con il periodo di osservazione più lungo finora mai realizzato per un anticorpo bispecifico. Nello specifico, lo studio ha mostrato risposte durature e profonde in pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario trattati con teclistamab – anticorpo bispecifico diretto contro l'antigene di maturazione delle cellule B (Bcma) – presente sulle superficie delle cellule neoplastiche e l'antigene CD3 presente sulla superficie dei linfociti T, anche con una riduzione della frequenza di somministrazione del farmaco. I risultati dello studio MonumenTAL-1, invece, hanno mostrato che il secondo anticorpo bispecifico di J&J, talquetamab – primo ad avere come target il recettore Gprc5D (G-protein coupled receptor family C group 5 member D) presente sulle cellule neoplastiche – è associato a un alto tasso di sopravvivenza del 57-67% a 24 mesi e a tassi moderati di infezione grave che si riducono nel tempo.  Ma non solo, parlando di terapie avanzate, i dati dello studio di fase 3 Cartitude-4, per il quale J&J ha ricevuto recentemente l'estensione di indicazione per cilta-cel dalla seconda linea di trattamento, suggeriscono che questa terapia cellulare migliora significativamente la Pfs, rispetto alle terapie standard di pomalidomide, bortezomib e desametasone (PVd) o daratumumab, pomalidomide e desametasone (DPd), di pazienti con mieloma multiplo refrattario a lenalidomide dopo una linea di terapia precedente (Lot), compresi i pazienti con mieloma multiplo ad alto rischio funzionale (Fhr), e con una riduzione del rischio di progressione della malattia del 73% rispetto al braccio non sperimentale.  Oltre al mieloma multiplo, J&J è impegnata nella ricerca relativa a un altro tumore del sangue, ossia la leucemia linfatica cronica (Llc). In particolare, ibrutinib – primo inibitore della tirosin chinasi di Bruton (Btk) ad essere stato reso disponibile per il trattamento della Llc – continua a dimostrare benefici per i pazienti affetti da questo tumore ematologico con i risultati di due studi a lungo termine. In particolare, lo studio Resonate-2, con un follow-up a 10 anni e dati di efficacia e sicurezza a più lungo termine mai riportati per qualsiasi inibitore di Btk nella Llc, ha mostrato benefici continui in termini di Os e Pfs della monoterapia con ibrutinib in prima linea rispetto al trattamento con clorambucile. I risultati aggiornati dello studio Captivate, a un follow-up di oltre 5 anni, hanno valutato l'inibitore della Btk di J&J in combinazione con venetoclax in pazienti con Llc con caratteristiche genomiche ad alto rischio, mostrando un significativo beneficio in termini di Pfs. Inoltre, il ritrattamento con ibrutinib ha fornito risposte promettenti nei pazienti recidivati, che necessitavano di una terapia successiva dopo il regime a durata fissa interamente orale.  "I risultati a lungo termine su ibrutinib presentati al congresso europeo di ematologia rappresentano un'ulteriore conferma dell'efficacia di questo inibitore della Btk nella leucemia linfatica cronica – rimarca Anna Maria Frustaci, dirigente medico Struttura complessa di Ematologia, Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda – Oggi, i dati disponibili sono molto 'robusti' e si basano non solo sul più lungo follow-up registrato per questa classe di molecole, ma anche sul numero molto elevato di pazienti trattati in studi clinici, e ancor di più in pratica clinica. A ciò si aggiunga l'importante innovazione della terapia di combinazione di ibrutinib e venetoclax che mette insieme le due più importanti ed efficaci molecole per il trattamento della Llc e le meglio conosciute da noi clinici".  "I risultati aggiornati su questa combinazione presentati al congresso europeo di ematologia forniscono ulteriori informazioni, soprattutto per quei pazienti più ad alto rischio. Ricordiamo, inoltre, che si tratta di un trattamento completamente orale, senza chemioterapia, che permette di non dover ricorrere a ricoveri o infusioni endovenose, migliorando la gestione della terapia sia per il paziente sia per il medico che per il caregiver", conclude la specialista.  —[email protected] (Web Info)

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