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Carlo pronto a ricucire con Harry ma le ‘condizioni’ non piacciono al principe

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(Adnkronos) – Il principe Harry dovrebbe dare a re Carlo alcune "garanzie di ferro" prima di poter di nuovo essere ammesso in famiglia. Lo ha detto al Mirror l'esperto reale Tom Quinn, secondo cui, se è vero che il duca di Sussex desidera riconciliarsi, dovrebbe prima attuare grandi cambiamenti. "Re Carlo vorrebbe essere più vicino a Harry e avere un rapporto con suo figlio che funzioni davvero. Ma questo dipende dal fatto che il figlio dia al padre garanzie ferree che non ci saranno più libri e interviste imbarazzanti", ha dichiarato l'esperto al tabloid britannico. Tutto troppo bello e semplice per funzionare, perché, secondo Quinn, resta il problema che Harry si sente ancora l'unica "vittima" per ciò che è accaduto tra lui e la sua famiglia.  E dunque, per Harry, "sarebbe piuttosto la sua famiglia a dovergli fare delle promesse, non il contrario", sostiene l'esperto. Non è un segreto che il duca di Sussex abbia un rapporto difficile con la sua famiglia ormai da diversi anni, ma dopo le notizie sulla cattiva salute del padre e della cognata, la principessa Kate, si è più volte ipotizzato che Harry volesse ricongiungersi al nucleo familiare. Cosa che, tuttavia, sembra fin troppo complicata. Harry ha rilasciato molte interviste insieme alla moglie Meghan Markle, oltre a realizzare libri e documentari, che hanno creato un'ulteriore divisione tra lui e la sua famiglia a causa dei commenti taglienti sui Windsor.  Quinn ha recentemente affermato che Harry sta lasciando che "la storia si ripeta", seguendo le orme materne nel combattere contro i reali. Il figlio di Carlo e della principessa Diana ha parlato della madre nel suo libro di memorie 'Spare', esprimendo il desiderio di "pace" all'interno della sua famiglia. L'esperto crede che Harry corra il pericolo di perpetuare semplicemente la situazione, se continua a concentrarsi su ciò che Diana ha sopportato. "Il commento di Harry in 'Spare', secondo cui 'vuole la pace' con la famiglia reale per il bene di sua madre, è senza dubbio sincero, ma essendo così concentrato su Diana, Harry in realtà sta permettendo alla storia di ripetersi", ha affermato Quinn.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Corea Nord-Russia, accordo tra Kim e Putin: cosa prevede l’intesa

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(Adnkronos) –
Kim Jong Un e Vladimir Putin firmano un accordo tra Corea del Nord e Russia. L'intesa consolida un legame che si è rafforzato dal settembre 2023, quando Kim si è recato in Russia. La Corea del Nord da mesi fornisce armi a Mosca, in particolare artiglieria, e ha un ruolo rilevante nella strategia militare elaborata dalle forze armate russe nella guerra in contro da oltre 2 anni con l'Ucraina.  Il documento, siglato oggi durante la visita di Putin a Pyongyang, porta le relazioni tra i due paesi "ad un nuovo livello". Prevede "l'assistenza reciproca nel caso in cui uno dei due Paesi venga attaccato". Il presidente russo ha garantito che Mosca e Pyongyang si daranno pieno sostegno reciproco come veri amici e buoni vicini. La Russia, in particolare, "non esclude lo sviluppo" di cooperazione tecnico-militare con la Corea del Nord. Kim Jong-un dal canto suo ha definito la Russia ''l'amico e alleato più onesto'' della Corea del Nord e Putin ''il più caro amico del popolo coreano'' nel corso della conferenza stampa con Putin. E ha dichiarato che ''in questo momento, in cui il mondo intero presta molta attenzione a Pyongyang, sono insieme ai compagni russi, che sono i nostri amici più onesti, in questa sala delle cerimonie". Kim Jong-un ha, quindi, notato che il ''potentissimo accordo'' firmato tra la Russia e la Corea del Nord non sarebbe stato possibile senza la ''eccezionale lungimiranza'' e la determinazione di Putin, che è ''l'amico più caro del popolo coreano''.  Armi in cambio di cibo e beni di prima necessità. Ma anche di petrolio raffinato e satelliti per migliorare le capacità militari e nello spazio. Questo la Corea del Nord guadagnerebbe dai buoni rapporti con la Russia e dagli accordi firmati. Oltre al sostegno politico e internazionale di Mosca che, come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha reso più difficile l'inasprimento delle sanzioni contro Pyongyang.  La Russia, infatti, insieme alla Cina ha votato contro nuove sanzioni in risposta ai lanci di missili balistici nel 2022 e a marzo ha posto il veto al rinnovo di un gruppo di esperti delle Nazioni Unite incaricato di monitorare l'attuazione delle sanzioni del Consiglio di sicurezza, come ricorda il Guardian. La Russia ha, inoltre, cercato di aggirare le sanzioni per evitare il collasso economico della Corea del Nord, inviando ad esempio petrolio raffinato nei limiti superiori di quelli imposti dal Consiglio di sicurezza Onu. A settembre, il presidente russo Vladimir Putin aveva chiarito di voler aiutare la Corea del Nord nello sviluppare il suo programma spaziale e satellitare. Agli Stati membri delle Nazioni Unite è vietato aiutare direttamente o indirettamente i programmi missilistici della Corea del Nord, nonché trasferire armi a Pyongyang. Secondo quanto scrive la Cnn, citando esperti, il leader nordcoreano Kim Jong-un sta anche valutando l'accesso al know-how per armi avanzate russe, così come alla tecnologia legata all'arricchimento dell'uranio, alla progettazione di reattori o alla propulsione nucleare per i sottomarini. Secondo gli analisti citati dalla Cnn, il leader nordcoreano ritiene che i suoi programmi di armamento siano essenziali per la sopravvivenza del suo Paese. Isolata a livello mondiale e Paese tra i più poveri al mondo, la Corea del Nord ha comunque solo da guadagnare dal rapporto con la Russia. E anche Putin ha voluto dimostrare, recandosi a Pyongyang, che Mosca non è sola. ''Putin ha sottolineato che la Russia ha degli amici e sta diffondendo l'idea che la guerra non può essere vinta dall'Ucraina perché la Russia non rimarrà senza armi'', ha affermato John Erath, direttore politico senior del Centro per il controllo degli armamenti e la non proliferazione di Washington. Dall'ultima visita di Putin a Pyongyang nel 2000, molto è cambiato. La Russia era membro del G8 e alla Corea del Nord, allora governata dal padre di Kim, Kim Jong-il, mancavano ancora sei anni per condurre il suo primo test nucleare. Il clima geopolitico è cambiato, Putin è diventato più intransigente e Kim più determinato a trasformare il suo paese in una vera potenza nucleare. L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022, insieme a un numero record di test missilistici nordcoreani nello stesso anno, hanno aggravato l'isolamento internazionale di entrambi i paesi sottolinea il Guardian. Questo ha spinto Putin e Kim verso una sfida vantaggiosa agli Stati Uniti ''ostili'' e ai loro alleati in Europa e nel nord-est asiatico. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Piccoli droni armati e non solo a Taiwan, isola guarda a tattiche usate in Ucraina

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Piccoli droni armati a Taiwan. La Cnn dà notizia della luce verde degli Stati Uniti alla vendita per 360 milioni di dollari di oltre mille piccoli droni armati all'isola di fatto indipendente, ma che la Cina considera una "provincia ribelle" da "riunificare". E, sottolinea la rete americana, l'obiettivo di Taipei è rafforzare le proprie capacità di guerra asimmetrica con lo sguardo rivolto alle tattiche utilizzate sul campo in Ucraina. Tutto in un momento in cui aumenta la pressione militare cinese su Taiwan, dove da un mese alla presidenza c'è Lai Ching-te (William Lai), considerato dal Dragone un "pericoloso separatista". Taiwan riceverà 720 sistemi Switchblade 300, munizioni circuitanti simili a piccoli droni che possono essere rapidamente lanciati da piattaforme di diverso tipo, e sistemi di controllo per il valore di oltre 60 milioni di dollari. Gli Stati Uniti forniranno inoltre a Taiwan fino a 291 droni Altius 600M-V e relative attrezzature per 300 milioni di dollari. Entrambi, sottolinea la Cnn, possono essere utilizzati per operazioni di ricognizione. Taiwan assicura che "continuerà a rafforzare le capacità di autodifesa e di difesa asimmetrica, a intensificare la deterrenza". "Difenderemo con determinazione il nostro sistema costituzionale di democrazia e libertà – ha detto la portavoce dell'ufficio presidenziale Karen Kuo – e lavoreremo con i Paesi che hanno idee simili per tutelare l'ordine internazionale basato sulle regole". Taiwan "non si arrenderà", non cederà alle pressioni della Cina e "difenderà la sovranità nazionale, tutelando lo stile di vita democratico e costituzionale", ha affermato il presidente dell'isola. Lai Ching-te (William Lai), visto da Pechino come un "pericoloso separatista", è intervenuto a un mese dall'insediamento, il 20 maggio scorso, coinciso con maxi manovre militari cinesi. "L'annessione di Taiwan è una politica nazionale" della Repubblica Popolare cinese, ha detto Lai durante una conferenza stampa secondo le dichiarazioni rilanciate dalla Cna. E ha accusato il Dragone per il ricorso, negli ultimi anni, a "metodi coercitivi non tradizionali per tentare di costringere Taiwan a sottomettersi", ma – ha ripetuto – "Taiwan non cederà". Le vendite di armi a Taiwan suscitano sempre le ire di Pechino. In base al Taiwan Relations Act Washington è impegnata sostenere le capacità di difesa dell'isola. E molti analisti, evidenzia la Cnn, hanno sollecitato Taiwan a concentrarsi maggiormente sulle strategie di guerra asimmetrica ritenendo renderebbero più difficile il contrasto alla Cina rispetto alle armi convenzionali in caso di invasione dell'isola. —internazionale/[email protected] (Web Info)

La ‘seconda’ limousine, un pugnale e tazze da tè: i doni di Putin a Kim

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Ancora un'auto di lusso. Il leader russo Vladimir Putin ha regalato al nordcoreano un'altra Aurus. Ma anche un set da tè e un pugnale. A 'raccontare' dei doni di Putin a Kim Jong Un è il consigliere della presidenza, Yury Ushakov. E, riporta l'agenzia Tass, Ushakov precisa che "questa è la seconda" Aurus, "non la terza" donata a Kim.  Putin, durante la visita dello scorso settembre di Kim in Russia, aveva mostrato il suo bolide, 'firmato' Aurus, al leader nordcoreano che avrebbe una collezione di auto di lusso straniere. Quella di Putin è una Aurus Senat. E, dopo il 'primo regalo' di febbraio, Kim ha 'debuttato' in pubblico il 15 marzo con l'auto ricevuta in "dono" da Putin. I nordcoreani ne hanno parlato come di un' "auto privata speciale", "perfetta" e "completamente affidabile". Alla conferma del "dono", arrivata a febbraio dal Cremlino, la Corea del Sud aveva subito protestato, ricordando come "tutti gli Stati membri dell'Onu siano obbligati a rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu sulle sanzioni contro la Corea del Nord" che "vietano la fornitura diretta e indiretta, la vendita o il trasferimento di tutti i mezzi di trasporto alla Corea del Nord, comprese le auto di lusso". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Renato Vallanzasca, medici Bollate: “Va curato fuori dal carcere”

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(Adnkronos) – Il carcere è "carente" nel fornire le cure e gli "stimoli cognitivi" di cui Renato Vallanzasca ha bisogno e per questo andrebbe trasferito in un "ambito residenziale protetto", ossia in un "luogo di cura esterno data la sua patologia". Lo scrivono i medici del carcere di Bollate in merito alle condizioni dell'ex protagonista della mala milanese.  La relazione è stata acquisita dai suoi difensori, gli avvocati Corrado Limentani e Paolo Muzzi, che puntano a una nuova richiesta di detenzione domiciliare in una struttura ad hoc, per motivi di salute legato a un decadimento neurologico e cognitivo.  Oggi il 74enne è davanti ai giudici della Sorveglianza, perché gli sono stati revocati i permessi premio per frequentare una comunità utile per alleviare il suo stato, secondo i giudici invece la struttura indicata non è in grado di garantirgli l'assistenza necessaria. I giudici si riserveranno dopo l'udienza di oggi, diversa, invece, sarà la strada dell'istanza per la detenzione domiciliare in una casa di cura.  —[email protected] (Web Info)

Hydrogen Expo, dall’11 al 13 settembre nei padiglioni del Piacenza Expo

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(Adnkronos) – Scalda i motori Hydrogen Expo, mostra-convegno italiana interamente dedicata al comparto tecnologico per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, la cui terza edizione è in programma nei padiglioni del Piacenza Expo dall’11 al 13 settembre. Ad oltre tre mesi dall’apertura dei cancelli, la kermesse organizzata da Mediapoint&Exhibitions può già contare su oltre 125 espositori accreditati. La fiera riunisce le principali novità del comparto, con particolare riguardo agli aspetti legati a produzione, trasporto e stoccaggio dell’idrogeno oltre che alle varie applicazioni ed all’utilizzo finale. La III edizione del Hydrogen Expo potrà contare sulla stretta collaborazione con H2IT, l’Associazione Italiana Idrogeno, l’organismo di riferimento per il progresso delle conoscenze e lo studio delle discipline attinenti alle tecnologie e ai sistemi per la produzione e l’utilizzazione dell’idrogeno. L’associazione organizzerà una parte importante del ricco palinsesto di incontri, convegni e workshop della tre giorni piacentina.  Un particolare focus sarà dedicato alle prospettive di utilizzo dell’idrogeno nei settori dei trasporti su gomma, ferro e mare. Ampio spazio sarà destinato alle novità di mercato dei comparti delle macchine per le costruzioni, il sollevamento, la movimentazione, ma anche la pulizia industriale. Il programma degli eventi, in via di definizione, sarà poi stilato in strettissima collaborazione con le associazioni di categoria e gli enti che patrocinano l’Hydrogen Expo, ma anche con le stesse aziende espositrici chi proporranno ai partecipanti le ultime novità tecnologiche e offriranno la loro esperienza attraverso workshop e case-history.  “Siamo molto soddisfatti di un così già elevato numero di adesioni al nostro evento, anche perché da ciò risulta evidente che i principali operatori anche esteri del mercato si sono accorti del valore della mostra piacentina rispetto alle altre manifestazioni presenti in Italia", afferma il Fabio Potestà, organizzatore della mostra-convegno. Giovedì 12 settembre si terrà inoltre la II edizione degli Ihta-Italian Hydrogen Technology Awards, i riconoscimenti ideati per dare maggiore visibilità (anche internazionale) al lavoro delle imprese che operano sia in Italia che all’estero nella filiera tecnologica dell’idrogeno, riconoscendone la professionalità, il know-how, lo sviluppo ed il ruolo strategico.  Come tradizione per tutti gli eventi organizzati dalla Mediapoint&Exhibitions, è stata programmata per mercoledì 11 settembre (giornata inaugurale della manifestazione) la cena di gala riservata ai partecipanti della kermesse che si terrà nella Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni di Piacenza, serata che darà modo agli espositori di fare networking in un’atmosfera conviviale e rilassata. Hydrogen Expo gode di numerosi patrocini istituzionali, a partire da quelli del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, di Enea-Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'Energia e lo sviluppo economico sostenibile, della Regione Emilia-Romagna, fino al Comune di Piacenza. —[email protected] (Web Info)

Caldo è già allerta, venerdì 21 giugno 8 città da bollino rosso

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(Adnkronos) – Inizio d'estate 'hot' per l'Italia. Il 21 giugno inaugurerà la stagione e sarà anche il giorno più caldo dei 3 monitorati nell'ultimo aggiornamento del bollettino sulle ondate di calore diffuso dal ministero della Salute. Venerdì 8 città saranno da bollino rosso. Ad Ancona, Campobasso, Frosinone, Latina, Palermo, Perugia, Rieti e Roma il livello di rischio salirà a 3, che indica "condizioni di emergenza con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive, e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche".  Su Perugia, in particolare, il bollino sarà rosso già domani, giovedì 20 giugno, giornata in cui si prevedono 15 capoluoghi con bollino arancione (livello 2): Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo. Venerdì bollino arancione su 10 città: Bari, Bologna, Brescia, Catania, Messina, Napoli, Pescara, Reggio Calabria, Trieste e Viterbo.  —[email protected] (Web Info)

Venditti spara a zero su Virgina Raggi: “Ha fatto solo una cosa buona”

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(Adnkronos) – “L’unica cosa buona che ha fatto la Raggi… ma vi ricordate la Raggi? Sono passati 40 anni dall’album ‘Cuore’, e in questi anni ce ne sono stati anche cinque con la Raggi sindaco. Ma vi rendete conto del livello?”. Antonello Venditti, durante il primo dei tre concerti alle Terme di Caracalla di Roma per celebrare i 40 anni dell’album che contiene 'Notte prima degli esami', non si trattiene nelle critiche all’ex sindaca, in carica dal 2016 al 2021. “Praticamente l’unica cosa sensata che ha fatto è stato mettere una targa fuori dalla casa dove aveva vissuto Lucio Dalla. E dire che le ho dovuto rompere i cog**ni per mesi, eh. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.  Venditti si riferisce alla targa, inaugurata da lui e da Virginia Raggi nel giugno 2017, a vicolo del Buco, a Trastevere, con su inciso 'In questa casa ha vissuto Lucio Dalla (1943-2012), protagonista della musica italiana. 'È la notte dei miracoli, fai attenzione, qualcuno nei vicoli di Roma ha scritto una canzone'.  Venditti nel 1983 torna a Roma dalla Brianza, dopo essersi lasciato con Simona Izzo, su spinta proprio di Dalla, al quale dedica 'Ci vorrebbe un amico', singolo che uscì con 'Notte prima degli esami' come lato B, e poi fu incluso nell'album 'Cuore' del 1984.  —[email protected] (Web Info)

Deficit eccessivo, Italia e altri 6 Paesi Ue verso procedura infrazione

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Sette Paesi dell'Ue, cinque dei quali membri dell'Eurozona, si avviano ad essere sottoposti alla procedura per deficit eccessivo. Tra i sette, come ampiamente atteso, ci sono Italia e Francia. La Commissione europea ha preparato un rapporto ex 126.3 per 12 Stati membri per valutare il rispetto del parametro del 3% nel rapporto deficit/Pil: Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Spagna, Francia, Italia, Ungheria, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia e Finlandia. "La procedura di infrazione non è una notizia, era ampiamente prevista, l'avevamo detto già un anno fa", dice il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti rispondendo alla stampa a margine della presentazione del Rapporto dell'Upb sulla procedura Ue sui conti. "Con il boom di deficit indotto dalle misure eccezionali non potevamo certo pensare di stare sotto il 3%", dice. "Abbiamo un percorso avviato dall'inizio del governo di responsabilità della finanza pubblica sostenibile, che è apprezzata dai mercati e dalle istituzioni Ue, andremo avanti così, quindi non è niente di sorprendente, anzi all'applicazione delle vecchie regole del Patto", aggiunge. In base alle regole del patto di stabilità riformato, l'aggiustamento medio annuo richiesto all'Italia dovrebbe aggirarsi verosimilmente intorno allo 0,6% del Pil, se spalmato su sette anni, il massimo arco temporale possibile per i piani a medio termine da concordare con la Commissione Europea, quindi all'incirca 12 miliardi di euro l'anno, calcolati sul Pil 2023, a quanto si apprende a Bruxelles. Su un periodo di 4 anni, il minimo previsto, l'aggiustamento medio annuo sarebbe pari all'1,1% del Pil, circa 22 miliardi di euro.   Nella valutazione della Commissione si tiene conto dei fattori rilevanti indicati dagli Stati membri nel caso in cui il loro rapporto debito pubblico/Pil sia inferiore al 60% del Pil o il loro disavanzo sia valutato vicino al valore di riferimento del 3% e temporaneo. Per la Commissione, è "giustificata" l’apertura di una procedura per disavanzo eccessivo basata sul deficit per sette Stati: Belgio, Francia, Italia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. La relazione ex articolo 126.3 è solo il primo passo verso l’apertura delle procedure. Dopo il parere del Comitato economico e finanziario, la Commissione intende proporre al Consiglio di avviare procedure per disavanzo eccessivo basate sul deficit per questi Stati membri nel luglio 2024.  Nell'ambito del pacchetto autunnale del semestre europeo la Commissione proporrà al Consiglio raccomandazioni volte a porre fine alla situazione di disavanzo eccessivo. I Paesi sotto procedura diventeranno dunque otto, poiché la Romania, in procedura per deficit dal 2020, vi rimane, dato che non ha adottato misure efficaci per correggere questa situazione.  L’analisi della sostenibilità del debito pubblico dell'Italia "indica rischi elevati" nel medio termine. Il rapporto debito pubblico/Pil, secondo lo scenario di base, "aumenta costantemente", toccando circa il 168% nel 2034, si legge nel rapporto della Commissione europea. La traiettoria del debito "è sensibile agli shock macroeconomici". Secondo le proiezioni stocastiche, che simulano una vasta gamma di possibili temporanei shock alle variabili macroeconomiche, "c’è un’alta probabilità che il rapporto debito/Pil sia più alto nel 2028 che nel 2023". Per la Commissione, i fattori che aumentano il rischio sono legati alla quota del debito pubblico italiano a breve termine. Mitiga il rischio, per contro, il fatto che una quota maggioritaria del debito pubblico sia detenuta da creditori nazionali. Inoltre, altro fattore positivo, il debito pubblico è completamente denominato in euro, cosa che esclude i rischi di cambio. La posizione di investimento netta positiva del Paese mitiga ulteriormente i rischi per i conti pubblici. Inoltre, per la Commissione le riforme strutturali e gli investimenti nell’ambito del NextGenerationEu, se pienamente attuati, potrebbero avere effetti positivi sulla crescita del Pil nei prossimi anni. L’attuazione di riforme e investimenti inclusi nel Piano di ripresa e resilienza dell'Italia sono in corso, ma servono "maggiori sforzi" per "completarli nei tempi" previsti. Nel caso di Francia e Italia, "gli squilibri fiscali e i rischi per la sostenibilità dovrebbero essere ridotti attraverso il rispetto delle traiettorie fiscali definite nei piani a medio termine nel quadro di governance economica riformato, coerenti con la procedura per deficit eccessivo", ha sottolineato il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Bruxelles. L'Italia dovrebbe "definire una strategia industriale e di sviluppo per ridurre il divario territoriale" tra Nord e Sud, "razionalizzando le attuali misure politiche e tenendo conto delle infrastrutture chiave progetti e delle catene di valore strategiche". Dovrebbe anche "affrontare le restrizioni alla concorrenza, in particolare nel settore del commercio al dettaglio, delle professioni regolamentate e delle ferrovie", è un'altra delle raccomandazioni all'Italia pubblicate dalla Commissione europea. —[email protected] (Web Info)

Roma, lite al ristorante tra Micaela Ramazzotti e Paolo Virzì: “Volavano sedie e piatti”

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Prima un'accesa discussione, poi una lite violenta, con lancio di sedie e piatti, tanto da rendere necessario l'intervento dei carabinieri e di un'ambulanza. Protagonisti il regista Paolo Virzì e la ex moglie, l'attrice Micaela Ramazzotti, il 'set' un ristorante romano all'Aventino. L'episodio, secondo quanto riporta 'Il Messaggero', risale alla sera di lunedì quando, intorno alle 22, la Ramazzotti era seduta a un tavolo del ristorante con il nuovo compagno, il personal trainer Claudio Pallitto, e la figlia di 11 anni. Virzì sarebbe passato da lì con l'altro figlio della coppia, 14 anni, e la figlia maggiore, avuta da un precedente relazione. La discussione sarebbe iniziata.  La separazione tra i due, annunciata lo scorso anno e tuttora in corso, è stato l'argomento che ha fatto scattare la discussione. Poi degenerata, e conclusasi solo con l'intervento dei carabinieri e dei genitori dell'attrice, che è stata soccorsa dagli operatori del 118 per un malore.  Spettatori per diversi minuti alcuni clienti del ristorante. "Sono volati piatti, posate e sedie. Non abbiamo capito subito cosa stava accadendo e solo dopo ci siamo resi conto che si trattava di personaggi così famosi" hanno raccontato due ragazze che stavano cenando nel locale. Nessuno dei due protagonisti ha sporto denuncia.  Le immagini delle telecamere presenti nel ristorante sono state acquisite dai carabinieri per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. La figlia di Virzì è stata anche medicata sul posto dal 118 per alcuni graffi. —[email protected] (Web Info)

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