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Siaarti, oltre 500 anestesisti e rianimatori al congresso Area culturale dolore

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(Adnkronos) – Si apre questo pomeriggio a Palermo il 23.esimo Congresso nazionale dell’Area culturale dolore (Acd) organizzato dalla Società italiana di anestesia analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti). L’evento, presieduto da Antonino Giarratano dell’Università di Palermo, riunisce, fino al 21 giugno a Palazzo Fondazione Sant’Elia, oltre 500 specialisti in anestesia e rianimazione che si dedicano alla medicina del dolore e alle cure palliative. “Il Congresso Acd – spiega Giarratano, responsabile scientifico dell’evento – rappresenta un’occasione di confronto e accrescimento culturale e professionale imperdibile per tutti i professionisti interessati a gestire la complessità del paziente con dolore, nelle sue molteplici presentazioni: dall’acuto, al persistente, al cronico. Il comitato scientifico del congresso – aggiunge – ha coinvolto i maggiori esperti sul tema dolore in ambito nazionale” e vede “la partecipazione anche di ospiti internazionali che tratteranno i contenuti scientifici di maggior interesse per la disciplina di medicina del dolore nell’ambito di sessioni, tavole rotonde e letture distribuite in tre grandi sale”. Gli argomenti “seguiranno un filo logico, per coloro che sceglieranno un percorso monotematico, lasciando tuttavia la possibilità anche di spaziare tra i diversi approcci al dolore, acuto e cronico, nel paziente adulto e pediatrico, a seconda dell’interesse specifico”. L’attenzione – si legge in una nota – sarà puntata su tematiche fondamentali come i livelli di riferimento nazionale nella disciplina di fisiopatologia e terapia del dolore, gli aspetti gestionali dei pazienti nei centri, le ultime linee guida e buone pratiche cliniche di Siaarti, ma anche gli aspetti medico-legali. Come spiega Alessia Violini, responsabile scientifica del Congresso, insieme al professor Giarratano, e responsabile Siaarti Area culturale Medicina del dolore e cure palliative, “si discuterà di medicina di genere, di dolore pelvico, di personalizzazione delle cure sia in ambito di dolore cronico benigno, sia nel paziente affetto da neoplasia, oltre che della gestione delle cure palliative in terapia intensiva, che riveste oggi un’importanza fondamentale e una competenza da acquisire”. Il Congresso prevede inoltre una sessione interattiva su casi clinici con la possibilità di interagire con i relatori e i colleghi per potersi confrontare e formare. Nell’ambito delle terapie interventistiche verranno presentate inoltre le tecniche più recenti, dalla neuromodulazione alla neurostimolazione, dalla microendoscopia, alla medicina rigenerativa. “Questa edizione di Acd – sottolinea Silvia Natoli, responsabile della sezione Dolore cronico Siaarti- sarà anche l’occasione per condividere lo stato di avanzamento dei progetti supportati e promossi” dalla società scientifica “nell’ambito del dolore e delle cure palliative, tra cui i progetti di ricerca in essere, i documenti di buona pratica clinica e le linee guida. Inoltre, sarà un momento di confronto multidisciplinare sul trattamento del dolore sia osteoarticolare, sia neuropatico, grazie all’intervento di esperti di altre discipline coinvolte nella gestione dei pazienti”. Al congresso sono previsti anche momenti formativi teorico-pratici nell’ambito di workshop che si svolgeranno presso i locali dell’Università di Palermo e tratteranno gli approcci locoregionali, le tecniche interventistiche e la partoanalgesia. L’evento Acd può avere anche un impatto sulla cittadinanza. “Il dolore acuto e cronico è la prima causa di accesso presso gli studi dei medici di medicina generale – illustra Laura Demartini, responsabile della Sezione Siaarti Tecniche invasive e interventistiche – e, con il passare degli anni, la consapevolezza che gli specialisti in terapia del dolore possano essere un nodo fondamentale nella gestione di questi pazienti ha fatto sì che vi sia stato un aumento delle richieste di visite e prestazioni con la necessità di incrementare l’offerta”.  I dati sono eloquenti. In Italia, “su un campione di mille pazienti con dolore cronico non oncologico di intensità moderata o grave, della durata di almeno tre mesi – precisa Violini – la prevalenza è del 19,7%, che equivale a 9.800.000 italiani affetti da questa condizione, di cui il 18,1% sono uomini e il 21,2% donne”. In particolare “ il dolore – elenca – è localizzato al livello lombosacrale (30,5%), al collo (16,7%), alla parte alta della schiena (15,6%), al ginocchio (13,2%), alla testa (12,7%), alle spalle (12,6%), alle gambe (11,6%) e ai piedi (8,1%) ed ha origine da patologie (50,8%) o da traumi fisici (25,5%), mentre in un numero significativo di casi (27,9%) le cause del dolore non sono identificabili. Questi numeri evidenziano quanto la trattazione delle tematiche sul dolore abbiano una importante ricaduta non solo sui professionisti della salute che si trovano a gestire il sintomo in qualsiasi momento del percorso clinico del paziente, ma anche sui cittadini”. Il Congresso rappresenta dunque un’importante occasione di aggiornamento scientifico e, al tempo stesso, una piattaforma di dibattito e di confronto, con un occhio particolare al contesto delle diverse realtà regionali. Come descrive Clelia Esposito, responsabile Siaarti Macroarea Sud Italia, “il presidente Giarratano aprirà il Congresso assieme al dottor Antonio Corcione, responsabile Siaarti del Comitato Congressi, e alla presidente designata, professoressa Elena Bignami, con una sessione istituzionale che si terrà alla presenza del direttore generale Iss”, Istituto superiore di sanità, “Andrea Piccioli e nella quale si discuteranno gli aspetti organizzativi dei centri e delle reti di terapia del dolore con uno sguardo critico ed analitico al panorama normativo vigente. Le Reti – ricorda Esposito – sono nate per migliorare la qualità della vita delle persone che soffrono di dolore cronico o acuto e rappresentano un'aggregazione funzionale e integrata delle attività terapeutiche erogate nei diversi setting assistenziali. L’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore deve prevedere, quindi, la creazione di processi di cura e di interventi che favoriscano l’uniformità, la congruità e la continuità di interventi così come previsto dalla legge 38/2010, che riconosce la dignità di ‘malattia’ a tutte le forme di dolore cronico”.  La partecipazione al congresso nazionale Acd “è cresciuta fortemente nell’ultimo triennio – conclude Giarratano – grazie a un prezioso lavoro di squadra e anche questo evento vedrà la partecipazione di centinaia di professionisti che ogni giorno si dedicano a migliorare la qualità della vita dei pazienti e auspicano una riorganizzazione delle reti ospedaliere e territoriali non più differibile”. —[email protected] (Web Info)

Inquinamento aria, nel mondo 8,1 milioni di morti nel 2021: il report

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(Adnkronos) – L'inquinamento atmosferico è stato responsabile di 8,1 milioni di decessi a livello globale nel 2021. In aggiunta a questi decessi, milioni di persone convivono con malattie croniche debilitanti, mettendo a dura prova i sistemi sanitari, le economie e le società. E' quanto ha rilevato la quinta edizione del Rapporto State of Global Air (Soga), pubblicato oggi dall'Health Effects Institute (Hei, organizzazione di ricerca indipendente no-profit con sede negli Stati Uniti) e realizzato per la prima volta in collaborazione con l'Unicef. Secondo il report, l'inquinamento atmosferico sta avendo un impatto crescente sulla salute umana, diventando il secondo principale fattore di rischio di morte a livello globale. Il Rapporto rileva, poi, che i bambini al di sotto dei cinque anni sono particolarmente vulnerabili, e gli effetti sulla salute includono nascita prematura, basso peso alla nascita, asma e malattie polmonari. Nel 2021, l'esposizione all'inquinamento atmosferico è stata collegata a più di 700mila decessi di bambini al di sotto dei cinque anni, rendendolo il secondo fattore principale di rischio di morte a livello globale per questa fascia di età, dopo la malnutrizione. Ben 500mila di questi decessi di bambini erano legati all'inquinamento atmosferico domestico dovuto alla cottura in casa con combustibili inquinanti, soprattutto in Africa e in Asia.  Il nuovo Rapporto Soga offre un'analisi dettagliata dei dati recentemente pubblicati dallo studio Global Burden of Disease del 2021, che mostra il grave impatto sulla salute umana di inquinanti come il particolato fine esterno (Pm2,5), l'inquinamento atmosferico domestico, l'ozono (O3) e il biossido di azoto (NO2) in tutto il mondo. Il rapporto include dati relativi a più di 200 Paesi e territori in tutto il mondo, indicando che quasi ogni persona sulla terra respira ogni giorno livelli malsani di inquinamento atmosferico, con implicazioni di vasta portata per la salute. Oltre il 90% dei decessi dovuti all'inquinamento atmosferico, 7,8 milioni di persone, è attribuito all'inquinamento atmosferico da Pm2,5, compreso quello ambientale e domestico.  "Ci auguriamo che il nostro Rapporto State of Global Air fornisca sia le informazioni che l'ispirazione per un cambiamento – ha dichiarato la presidente dell'Hei, Elena Craft – L'inquinamento atmosferico ha enormi implicazioni per la salute. Sappiamo che migliorare la qualità dell'aria e la salute pubblica globale è pratico e realizzabile".  L'inquinamento atmosferico da Pm2,5 deriva dalla combustione di combustibili fossili e biomassa in settori quali i trasporti, le abitazioni, le centrali elettriche a carbone, le attività industriali e gli incendi boschivi. Queste emissioni non solo hanno un impatto sulla salute delle persone, ma contribuiscono anche ai gas serra che stanno riscaldando il pianeta. Le popolazioni più vulnerabili sono colpite in modo sproporzionato sia dai rischi climatici che dall'aria inquinata. Nel 2021, l'esposizione a lungo termine all'ozono ha contribuito a 489.518 decessi stimati a livello globale, tra cui 14mila decessi per Bpco legati all'ozono negli Stati Uniti, più alti rispetto ad altri Paesi ad alto reddito. Con il continuo riscaldamento del mondo dovuto agli effetti del cambiamento climatico, le aree con alti livelli di NO2 possono aspettarsi livelli più elevati di ozono, con effetti ancora più gravi sulla salute.  Per la prima volta, il Rapporto di quest'anno include i livelli di esposizione e i relativi effetti sulla salute del biossido di azoto (NO2), compreso l'impatto dell'esposizione a NO2 sullo sviluppo dell'asma dei bambini. I gas di scarico del traffico sono una delle principali fonti di NO2, il che significa che le aree urbane densamente popolate, in particolare nei Paesi ad alto reddito, registrano spesso i livelli più elevati di esposizione all'NO2 e di impatto sulla salute. "Questo nuovo Rapporto ci ricorda con chiarezza l'impatto significativo che l'inquinamento atmosferico ha sulla salute umana, con un onere troppo elevato a carico dei bambini piccoli, delle popolazioni più anziane e dei Paesi a basso e medio reddito – ha dichiarato Pallavi Pant, responsabile del settore Salute globale dell'Hei, che ha supervisionato la pubblicazione del rapporto Soga – Questo indica chiaramente l'opportunità per le città e i Paesi di considerare la qualità dell'aria e l'inquinamento atmosferico come fattori ad alto rischio quando si sviluppano politiche sanitarie e altri programmi di prevenzione e controllo delle malattie non trasmissibili".   Il report ricorda che alcuni dei maggiori impatti sulla salute dell'inquinamento atmosferico si registrano nei bambini. I bambini sono particolarmente vulnerabili all'inquinamento atmosferico e i suoi danni possono iniziare già nel grembo materno, con effetti sulla salute che possono durare tutta la vita. Ad esempio, i bambini inalano più aria per chilogrammo di peso corporeo e assorbono più inquinanti rispetto agli adulti mentre i loro polmoni, i loro corpi e i loro cervelli sono ancora in fase di sviluppo. L'esposizione all'inquinamento atmosferico nei bambini piccoli è legata alla polmonite, responsabile di 1 decesso su 5 di bambini a livello globale, e all'asma, la malattia respiratoria cronica più comune nei bambini più grandi.  Non solo, evidenzia il report, le disuguaglianze legate all'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute dei bambini sono impressionanti. Il tasso di mortalità legato all'inquinamento atmosferico nei bambini al di sotto dei cinque anni in Africa orientale, occidentale, centrale e meridionale è 100 volte più alto rispetto alle loro controparti nei Paesi ad alto reddito. "Nonostante i progressi nella salute materna e dei bambini, ogni giorno quasi 2.000 bambini sotto i cinque anni muoiono a causa degli impatti sulla salute legati all'inquinamento atmosferico – ha dichiarato Kitty van der Heijden, vicedirettrice generale dell'Unicef – La nostra inazione sta avendo effetti profondi sulla prossima generazione, con ripercussioni sulla salute e sul benessere per tutta la vita. L'urgenza globale è innegabile. È indispensabile che i governi e le imprese prendano in considerazione queste stime e i dati disponibili a livello locale e li utilizzino per elaborare azioni significative e incentrate sui bambini per ridurre l'inquinamento atmosferico e proteggere la salute dei bambini".  Il rapporto Soga contiene anche buone notizie. Dal 2000, il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni è diminuito del 53%, grazie soprattutto agli sforzi volti ad ampliare l'accesso all'energia pulita per cucinare, oltre che ai miglioramenti nell'accesso all'assistenza sanitaria e alla nutrizione e a una maggiore consapevolezza dei danni associati all'esposizione all'inquinamento atmosferico domestico. Molti Paesi, in particolare quelli che registrano i livelli più elevati di inquinamento atmosferico, stanno finalmente affrontando il problema di petto. Le azioni per la qualità dell'aria in regioni come l'Africa, l'America Latina e l'Asia, come l'installazione di reti di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico, l'attuazione di politiche più severe sulla qualità dell'aria o la compensazione dell'inquinamento atmosferico dovuto al traffico con il passaggio a veicoli ibridi o elettrici, stanno avendo un impatto misurabile sull'inquinamento e sul miglioramento della salute pubblica.  —[email protected] (Web Info)

Paura nucleare in Danimarca, esaurite le compresse di iodio

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(Adnkronos) – In Danimarca c’è stata una corsa ad acquistare le pasticche di iodio. È già successo in altri paesi, ad esempio in Francia, quando cresce il pericolo di attacco o incidente nucleare: ingerire una pasticca di iodio (o meglio, di ioduro di potassio, KI) ridurrebbe gli effetti negativi sulla tiroide, uno degli organi più a rischio di sviluppare tumori e malformazioni dopo l’esposizione ad alti livelli di radiazioni.  Ma a cosa è dovuto questo improvviso aumento dell’acquisto di farmaci? L’Agenzia nazionale danese per la gestione delle emergenze ha pubblicato una serie di consigli su come proteggersi da un emergenza nucleare, e i cittadini hanno letto questa mossa – in un paese in cui la trasparenza delle istituzioni è un dogma – come il segnale che il rischio nucleare è improvvisamente diventato più alto.  Kresten Breddam, responsabile dell'unità per la radioprotezione presso l'Autorità sanitaria danese, ha parlato con “DR”, la radio-televisione pubblica, precisando che oltre i 40 anni l’effetto delle pastiglie di ioduro di potassio sulla salute umana è meno marcato. “Il consiglio più importante, in caso di incidente, è quello di rimanere in casa”. Anche l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sconsiglia l'assunzione di compresse di iodio alle persone di età superiore ai 40 anni, perché "non è stata trovata alcuna connessione tra l'esposizione allo iodio radioattivo e il cancro alla tiroide in questa fascia di età". Per chi è più giovane, invece, il consiglio è addirittura di portarsele sempre dietro, così da poterne prendere una appena le autorità diffondono l’allarme. La Danimarca, quasi sei milioni di abitanti e al nono posto tra i paesi più ricchi al mondo, non usa energia atomica, ma Finlandia, Svezia e Francia sono dotate di centrali nucleari, che potrebbero, in caso di incidente, avere effetti sul suolo danese. Breddam ha messo l’accento anche su quanto può succedere nel Baltico e nel Mare del Nord: “Ogni tanto nei nostri mari passano rompighiaccio russe, alimentate da reattori nucleari. In caso di avaria, le sostanze radioattive possono diffondersi nell’aria”. La Russia è l’unico paese al mondo a costruire e operare rompighiaccio alimentate con energia nucleare, e ne ha svariate in costruzione. È anche l’unico paese al mondo ad avere ancora una nave cargo alimentata con un reattore nucleare, la “Sevmorput”. Stati Uniti, Giappone e Germania, che in passato avevano fatto esperimenti con questo tipo di imbarcazioni, le hanno nel frattempo tutte smantellate o riconvertite con motori diesel.  Il rischio di un attacco cyber che metta fuori uso una centrale nucleare dei paesi vicini è più concreto che mai. "La realtà è che la Danimarca e i nostri alleati sono minacciati da una guerra ibrida", ha dichiarato il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen. "Ognuno di noi dovrebbe prepararsi al fatto che, per un breve periodo, potrebbe non avere accesso all'elettricità o all'acqua, o non poter acquistare beni di prima necessità". E così i danesi hanno obbedito alle linee guida, correndo a fare scorta di cibo non deperibile e che non richiede cottura, e di almeno 9 litri di acqua in bottiglia a persona, sufficienti per tre giorni. “I cittadini devono anche prepararsi a eventuali interruzioni di corrente tenendo a portata di mano batterie, torce e candele, ed essere in grado di scaldarsi senza riscaldamento”, si legge nelle raccomandazioni.  Le autorità non parlano espressamente di un aumento del rischio, ma poiché dovevano aggiornare le loro raccomandazioni, “era giusto includere un ampio spettro di possibilità”, precisa Beddam alla tv pubblica.  Subito dopo la pubblicazione di questi consigli, le forniture di compresse di iodio sono esaurite in molte città. Anche perché devono essere di un tipo particolare, disponibile solo in farmacia: “negli integratori che si trovano nei supermercati e nelle erboristerie, ad esempio, non c’è abbastanza iodio”, conclude Beddam. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Inveo Group, ecco Tia tool, passaporto per trasferimento dati extra Ue

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(Adnkronos) – Inveo group ha rilasciato nella sezione Privacy tools Tia, valutazione d’impatto del trasferimento, un nuovo documento scaricabile liberamente, utile per effettuare un audit preliminare per la progettazione di un trasferimento in ambito data protection, verso territori al di fuori dello spazio economico europeo. Ispirato dal 'Draft practical guidetransfer impact assessment' dell'Autorità Garante per la protezione dei dati francese Cnil pubblicato a febbraio 2024. Questo strumento si articola in 6 fasi, progettate per assistere il risk manager nel censimento dei ruoli di importatore o esportatore all'interno di un trasferimento di dati. Attraverso queste fasi, vengono identificati i dati trattati e le modalità di gestione, consentendo di scegliere lo strumento più appropriato per il trasferimento. Una volta selezionato lo strumento, si procede con la verifica delle leggi e delle pratiche del paese di destinazione, determinando se il trasferimento può essere effettuato immediatamente o se richiede ulteriori misure aggiuntive. A tal fine, una fase specifica è dedicata alla creazione e implementazione di un piano di azione correttivo, che include il parere di esperti di data protection come il Dpo o il Ciso. Il processo è costantemente monitorato nel tempo, garantendo una revisione continua dei rischi e un'adeguata protezione dei dati. Commenta Cinzia Maria Gagliardi, ceo di Inveo Group: "L’approccio proattivo e dinamico di Inveo Group rappresenta un elemento distintivo del nostro impegno nel condividere conoscenze e risorse. Dopo il successo della data processing assessment checklist del 2023, abbiamo sviluppato un nuovo strumento, Tia, per supportare i professionisti nell’autovalutazione, nel controllo e nel monitoraggio dei trasferimenti di dati extra Ue".  "Il nostro obiettivo – spiega – è affrontare le criticità della Transfer impact assessment, considerando i rischi associati ai trasferimenti transfrontalieri, come normative meno rigorose, vulnerabilità alla sicurezza, accessi governativi non autorizzati e complessità nella compliance. È essenziale implementare misure di sicurezza adeguate e metodi di controllo efficaci, e lo strumento Tia è stato creato proprio per questo scopo". —[email protected] (Web Info)

Violenza sessuale durante finte visite: medico e viceprocuratore ai domiciliari

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(Adnkronos) – Un vice procuratore onorario, all'epoca dei fatti in servizio alla Procura della Repubblica del tribunale di Lecce, e un medico cardiologo in servizio all'ospedale di Benevento, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari dalla Guardia di finanza. Entrambi sono accusati del delitto di violenza sessuale di gruppo, aggravata per il medico beneventano che avrebbe agito come pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni con la partecipazione attiva del presunto complice, il viceprocuratore.  I fatti si sarebbero verificati in un ospedale nel territorio di Benevento nel corso di visite mediche apparenti. In quelle circostanze si sarebbero verificati "atti fortemente intrusivi nella libertà sessuale delle ignare pazienti che venivano indotte a spogliarsi e a essere palpeggiate dal medico e dal viceprocuratore onorario- scrive la Procura in una nota – qualificatosi quale collega del cardiologo". Tutto sarebbe stato ripreso in video dai due presunti autori. Le indagini della Procura di Benevento sono partite dalla trasmissione degli atti per competenza da parte della Procura di Potenza, in quanto durante una attività investigativa che riguardava altri fatti, è emerso che il viceprocuratore onorario in servizio a Lecce, si sarebbe recato nell'ospedale campano e che durante le trasferte avrebbe avuto l'abitudine di fingersi un professionista della sanità. In quelle occasioni, insieme al cardiologo, avrebbe compiuto atti di violenza sessuale e palpeggiamenti nei confronti di donne inconsapevoli sottoposte formalmente a visita medica. Dopo aver assunto la notizia iniziale e averla approfondita grazie a intercettazioni informatiche, sia dalla Procura di Potenza che dalla Procura di Benevento, a giugno 2023 è stata chiesta la misura cautelare nei confronti dei due per violenza sessuale di gruppo aggravata e per ulteriori condotte: esercizio abusivo della professione medica, interferenze illecite nella vita privata e diffusione illecita di immagini e video con contenuti sessualmente espliciti realizzati da pubblico ufficiale in servizio nell'ospedale

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 La richiesta di misura cautelare è stata rigettata inizialmente dal gip del tribunale campano ma il pubblico ministero ha presentato ricorso al Riesame di Napoli. Il giudizio di appello si è concluso a febbraio 2024 con l'accoglimento dell'appello del pm e con l'applicazione della misura dei domiciliari per entrambi, limitatamente alla violenza sessuale di gruppo. Per la restante parte, l'appello del pubblico ministero è stato rigettato. Ne è seguito un ricorso in Cassazione sia della difesa che dell'accusa. La suprema Corte il 13 giugno scorso ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa degli indagati e ha accolto quello della Procura per i restanti capi. E' divenuto così esecutivo il punto dell'ordinanza del tribunale di Napoli relativo alla misura dei domiciliari. Ora toccherà al tribunale del riesame di Napoli pronunciarsi nuovamente sull'appello del pm relativamente alle richieste allo stato non accolte. Sono state, inoltre, disposte dal pubblico ministero ed eseguite dalle Fiamme Gialle di Lecce numerose perquisizioni locali e domiciliari che hanno portato al sequestro di computer, tablet e smartphone dei due indagati oltre che video camere e registratori digitali nella disponibilità loro e di altre persone. Sono state infine ascoltate persone informate sui fatti e le persone offese con l'acquisizione delle relative querele/denunce.  —[email protected] (Web Info)

Autonomia differenziata, sì della Camera. Meloni: “Italia più forte e più giusta”

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(Adnkronos) –
Via libera definitivo dell'aula della Camera al ddl sull'autonomia differenziata. "Abbiamo scelto fin dal primo momento di impegnarci per un’Italia più forte e più giusta, assicurando più autonomia, più coesione e più sussidiarietà, che rappresentano i cardini del disegno di legge sull’autonomia differenziata, ossia l’esatto contrario delle logiche del passato incentrate su politiche meramente assistenziali, soprattutto nel Mezzogiorno", scrive sui suoi canali social, il premier Giorgia Meloni che aggiunge: "A queste logiche, che non ci appartengono, con estrema chiarezza verso tutti gli italiani, abbiamo risposto con la programmazione di politiche attive per l’occupazione e per lo sviluppo economico delle regioni del Sud". "Per un’Italia più efficiente e più moderna, con meno sprechi e più servizi a tutti i cittadini, da Nord a Sud: dopo tanti anni di battaglie e di impegno, nonostante le bugie e gli attacchi della sinistra, grazie alla Lega ed al governo l’Autonomia richiesta da milioni di Italiani è stata approvata questa mattina anche alla Camera ed è finalmente legge. Una vittoria di tutti gli italiani: Grazie. Così il ministro Matteo Salvini, segretario della Lega, su Instagram. Opposizioni unite hanno cantato l'inno di Mameli e sventolato il tricolore durante il voto finale mentre dai banchi della Lega spuntavano le bandiere della Serenissima. “Un provvedimento che divide e crea diseguaglianze che viene approvato di notte nella vergogna. Con questo voto sancite che esistono cittadine e cittadini di serie e A e serie B”, ha detto la segreteria del Pd, Elly Schlein, nella dichiarazione di voto finale. “Abbiamo appena finito una lunga nottata in Parlamento per approvare l’autonomia differenziata. Noi ovviamente ci siamo opposti in tutti i modi: un’autonomia differenziata che divide il Paese. Ci saranno più burocrazia e più diseguaglianze”, scrive in un post su Facebook al termine della seduta fiume la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi, che aggiunge: “La maggioranza ha approvato questo testo di notte con un atteggiamento da caterpillar: più dimostravamo che le cose non avevano senso, più andavano avanti. Peccato, un’occasione persa. Buongiorno a tutti voi. Buona notte alle istituzioni”, conclude. "L'approvazione dell'autonomia differenziata rende questo giorno nefasto per tutto il Paese. Gli effetti si vedranno nei prossimi mesi: scuola, ambiente, sanità, politiche sociali: tutto sarà frammentato e chi è già più indietro precipiterà nel baratro. Non sono previsioni da Cassandra, purtroppo è scritto nero su bianco nella legge. La narrazione trionfalistica del governo non servirà a nascondere la realtà". Così il vicepresidente della Camera Sergio Costa (M5S). “Azione ha fatto un'opposizione seria, costruttiva, senza però trovare nessuno spazio di dialogo da parte della maggioranza, che si è arroccata su una proposta chiusa e che riteniamo dannosa per il Paese. Ma a fronte di questo la risposta non è andare in piazza e usare contro gli slogan della maggioranza quelli delle opposizioni. Noi abbiamo fatto un lavoro parlamentare serio e messo in evidenza tutte le contraddizioni di questa maggioranza, che ci sono e sono emerse. Questa legge sarà un danno per il Paese e noi continueremo a cercare di cambiarla, perché siamo pagati non per andare in piazza ma per lavorare in Parlamento”, ha commentato la vicepresidente di Azione, Elena Bonetti, ad Agorà. “Oggi, più che mai, è chiaro che l'autonomia differenziata è la scelta migliore per il futuro dell'Italia, un sogno che diventa realtà, richiesto a gran voce da Veneti e Lombardi con i referendum del 2017. Mentre la sinistra ha continuato strumentalmente ad opporsi all’attuazione della Riforma del Titolo V della Costituzione, la Lega ed il centrodestra al Governo, dopo la seduta fiume di questa notte, hanno riscritto la storia, approvando in via definitiva il Ddl Calderoli. Un grande risultato che ora, attraverso le intese con le Regioni, potrà portare nuove materie per le amministrazioni che vorranno cogliere questa fondamentale opportunità. Maggiori competenze e responsabilizzazione degli amministratori locali sulla loro azione, razionalizzazione della spesa, costi e fabbisogni standard cancellando il criterio della spesa storica e con i Lep, garanzie nazionali per i servizi sociali essenziali per combattere le diseguaglianze sociali. Attuazione di una riforma che unisce e non divide”, ha dichiarato Massimo Bitonci (Lega), sottosegretario al Mimit, presente in aula tra i banchi del Governo durante tutti i lavori d’aula. "Passa il Premierato al Senato e, dopo la seduta fiume anche l’Autonomia differenziata alla Camera, i provvedimenti che hanno scatenato le opposizioni ricorse, oramai come loro consuetudine, a urla e insulti nel tentativo di bloccarli. Ciò che non vogliono o non possono accettare le sinistre, dopo anni di immobilismo con governi costruiti a tavolino, tecnici o con coalizioni innaturali, e’ che all’attuale maggioranza dagli italiani e’ stato dato il mandato del ‘fare’. Poi si giudicherà quanto realizzato, ma ciò che gli elettori certamente non perdonerebbero a questo governo sarebbe di ricadere nell’immobilsmo dei governi precedenti, condannando ancora una volta il nostro paese a quel letargo politico che si coniuga con la perdita di credibilità internazionale". Così il deputato di Fratelli d’Italia, Mauro Malaguti. —[email protected] (Web Info)

Accuse Netanyahu su armi, Usa cancellano incontro con Israele

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(Adnkronos) – La Casa Bianca ha annullato un incontro di alto livello tra Stati Uniti e Israele sull'Iran, previsto per domani giovedì 20 giugno, dopo la diffusione ieri di un video in cui il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, parlando in inglese, definiva "inconcepibile il fatto che negli ultimi mesi l'amministrazione abbia negato armi e munizioni a Israele". A riferirlo sono stati due funzionari statunitensi citati da Axios.  I consiglieri del presidente Biden, riferisce ancora Barak Ravid su Axios, hanno reagito al video con un messaggio che l'inviato americano Amos Hochstein ha consegnato personalmente a Netanyahu in una riunione celebrata poche ore dopo la divulgazione del video, secondo fonti statunitensi e israeliane. La Casa Bianca ha poi deciso di compiere un ulteriore passo, cancellando l'incontro di giovedì. "Questa decisione lascia intendere chiaramente che ci sono conseguenze per chi compie simili bravate", ha dichiarato un funzionario statunitense. "Gli americani sono furiosi. Il video di Bibi ha fatto molti danni", ha affermato un alto funzionario israeliano. Alcuni funzionari israeliani erano già in viaggio verso Washington quando l'incontro è stato cancellato. Due funzionari statunitensi hanno dichiarato ad Axios che l'incontro è stato annullato per inviare un messaggio sul video. Un terzo ha affermato che l'incontro è stato posticipato piuttosto che cancellato, a causa di un problema di agenda. In pubblico, la Casa Bianca ha espresso sconcerto. La portavoce Karine Jean-Pierre ha fatto notare che dall'inizio della guerra è stata sospesa una sola spedizione di armi, mentre miliardi di dollari di armi sono arrivati senza ostacoli. "Non sappiamo davvero di cosa stia parlando", ha affermato. In privato, il team di Biden ha reagito con rabbia e shock per l'ingratitudine di Netanyahu, secondo quanto dichiarato da un funzionario statunitense. Hochstein aveva già programmato un incontro con Netanyahu martedì, durante una sosta in Israele di ritorno da Beirut, dove stava cercando di smorzare le tensioni al confine tra Israele e Libano. Una volta che si è riunito con lui, ha detto a Netanyahu che le accuse contenute nel video erano imprecise e fuori luogo, secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari israeliani informati sull'incontro. "E' inconcepibile che negli ultimi mesi l'amministrazione" Usa "abbia bloccato armi e munizioni per Israele", ha detto Netanyahu in un video in lingua inglese diffuso su X. Quando il segretario di Stato Usa Antony "Blinken è stato di recente qui in Israele – ha esordito – abbiamo avuto un colloquio schietto" e "ho detto di aver apprezzato molto il sostegno degli Stati Uniti a Israele sin dall'inizio della guerra". "Israele, il più stretto alleato dell'America, sta combattendo per la sua esistenza, contro l'Iran e gli altri nostri nemici comuni", afferma Netanyahu, che evoca la Seconda Guerra Mondiale e Churchill: "Dateci gli strumenti e finiremo il lavoro molto più rapidamente", conclude il premier israeliano. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Corea Nord-Russia, Kim e Putin firmano accordo: aiuto in caso di attacco

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin e il leader nordcoreano Kim Jong-Un hanno firmato un accordo globale di partnership strategica. I due hanno avviato questa mattina prima con le rispettive delegazioni, poi a tu per tu (due ore di faccia a faccia), i colloqui previsti nell'ambito della visita a Pyongyang del presidente russo.  Un formato, ha voluto sottolineare il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov, citato dalla Tass – che permette di affrontare "le questioni più importanti, più delicate" e al quale i membri delle due delegazioni possono sempre unirsi, se ritenuto necessario. Putin è arrivato ieri in Corea del Nord per quella che è la prima visita nel 'regno eremita' negli ultimi 24 anni. Si tratta del terzo incontro tra i due leader dal 2019. L'accordo porta le relazioni tra i 2 paesi "ad un nuovo livello" e "prevede assistenza reciproca nel caso in cui uno dei due Paesi venga attaccato'', ha spiegato lo stesso Putin parlando di ''fornitura di assistenza reciproca in caso di aggressione contro una delle parti dell'accordo". La Russia e la Corea del Nord sono ''contro le sanzioni motivate politicamente'' che ''compromettono la situazione internazionale'', ha dichiarato poi Putin nel corso di una conferenza stampa a Pyongyang. "Ci opponiamo alla pratica di applicare sanzioni e restrizioni motivate politicamente. Tali azioni illegittime minano solo il sistema economico e politico globale", ha sottolineato il leader del Cremlino come riporta la Ria Novosti. Putin ha aggiunto che la Russia e la Corea del Nord si stanno sviluppando con successo in modo indipendente, nonostante le pressioni esterne. Il presidente russo ha garantito che Mosca e Pyongyang si daranno pieno sostegno reciproco come veri amici e buoni vicini. Kim Jong-un dal canto suo ha definito la Russia ''l'amico e alleato più onesto'' della Corea del Nord e Putin ''il più caro amico del popolo coreano'' nel corso della conferenza stampa con Putin. E ha dichiarato che ''in questo momento, in cui il mondo intero presta molta attenzione a Pyongyang, sono insieme ai compagni russi, che sono i nostri amici e compagni più onesti, in questa sala delle cerimonie". Kim Jong-un ha quindi notato che il ''potentissimo accordo'' firmato tra la Russia e la Corea del Nord non sarebbe stato possibile senza la ''eccezionale lungimiranza'' e la determinazione di Putin, che è ''l'amico più caro del popolo coreano''.  A comprehensive strategic partnership agreement was signed. It will take the interaction between the two countries “to a new level.” This applies to the political, trade and investment, cultural and humanitarian fields, as well as the security sphere; ▪️The agreement also provides for “providing mutual assistance in the event of aggression against one of the participants”; ▪️Russia “does not rule out the development” of military-technical cooperation with the DPRK; ▪️Countries are developing relations in the field of education; ▪️Interactions are developing in the field of agriculture, in the cultural and humanitarian sphere. The parties also established work in the tourism sector; ▪️The Russian Federation and the DPRK “consistently defend the idea of ​​​​forming a more just and democratic, multipolar world order”; ▪️Moscow and Pyongyang’s assessments regarding the root causes of the escalation of military-political tensions coincide; ▪️Moscow and Pyongyang will continue to oppose Western sanctions; ▪️The UN Security Council sanctions regime launched by the United States “with respect to the DPRK must be reviewed.”   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Mascherine in reparti fragili, 30 giugno scade obbligo: verso circolare

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(Adnkronos) – Era fine dicembre 2023, quando una nuova ordinanza del ministero della Salute prorogava fino al 30 giugno di quest'anno alcune misure residue dell'era Covid, in particolare l'obbligo di indossare le mascherine per i lavoratori, gli utenti e i visitatori di reparti di strutture sanitarie in cui si ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi (identificati dalle stesse direzioni sanitarie delle strutture), e delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali, dalle Rsa agli hospice. Mancano pochi giorni al termine indicato. Dall'1 luglio scadrà quest'obbligo previsto nel provvedimento e, a quanto apprende l'Adnkronos Salute, è in arrivo una circolare con nuove indicazioni per mantenere i livelli di sicurezza necessari in queste aree. Il documento che sarebbe in lavorazione alla Direzione generale Prevenzione del ministero della Salute dovrebbe contenere delle raccomandazioni per i direttori sanitari.  L'ultima ordinanza, oltre a prevedere l'obbligo di mascherina per i reparti frequentati da persone fragili, dava poi discrezionalità alle direzioni sanitarie delle strutture di decidere l'uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie in reparti diversi e nelle sale di attesa, spiegando che era possibile disporne l'uso anche per tutti coloro che presentassero sintomi di tipo respiratorio.  —[email protected] (Web Info)

Sanità, Ordine infermieri: “Provvedimento liste d’attesa sia inizio iter coraggioso”

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(Adnkronos) – "La Fnopi esprime apprezzamento per il provvedimento sulle liste d’attesa, che dimostra attenzione su una delle principali criticità del nostro Servizio sanitario nazionale. In particolare, accogliamo con soddisfazione il superamento del tetto di spesa già previsto per l’assunzione di personale, che auspichiamo venga finanziato a regime con le necessarie risorse, e la detassazione prevista per gli straordinari. Misure che sosteniamo da tempo". Lo ha detto il Consigliere nazionale della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche Carmelo Gagliano durante l’audizione nella Commissione 10° del Senato, nell’ambito della discussione dello schema di decreto legislativo recante misure per la riduzione dei tempi delle liste di attesa nelle prestazioni sanitarie.  "Così come sosteniamo il riconoscimento dell’Infermiere di famiglia e di comunità, una figura strategica per contrastare le liste d’attesa, ma soprattutto rispetto ai nuovi bisogni assistenziali di una popolazione sempre più anziana e composta da persone con patologie croniche e degenerative – ha spiegato Gagliano – Si tratta di professionisti capaci di intercettare i bisogni di assistenza inespressi, consentendo di intervenire precocemente e prima del manifestarsi del problema attraverso tutti i servizi della rete sanitaria e sociosanitaria territoriale".  La Fnopi "auspica che questo provvedimento rappresenti l’inizio di un percorso coraggioso che conduca tutti a prendere decisioni drastiche sulle tematiche che coinvolgono e riguardano il futuro delle professioni sanitarie e quindi il benessere dei cittadini, come l’abolizione indispensabile del tetto di spesa per il personale sanitario. Consentire agli infermieri di operare in modo appropriato significa poter dare risposte adeguate ai bisogni reali delle persone" conclude. —[email protected] (Web Info)

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