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Covid, causa a Pfizer per “dichiarazioni fuorvianti” sul vaccino: la decisione del Kansas

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(Adnkronos) – Lo Stato Usa del Kansas ha citato in giudizio Pfizer, accusando il colosso farmaceutico di aver ingannato il pubblico sul suo vaccino Covid-19 nascondendo i rischi e facendo "dichiarazioni fuorvianti" sulla sua efficacia. La causa, intentata dal procuratore generale dello Stato Kris Kobach, contesta all’azienda farmaceutica con sede a New York sia le affermazioni in merito all'efficacia dei vaccini nel prevenire l'insorgere della malattia e la trasmissione del virus, sia le iniziali rassicurazioni in merito alla sicurezza. Con le presunte false dichiarazioni – si legge sul 'New York Post' – Pfizer avrebbe violato il Kansas Consumer Protection Act. Lo Stato chiede un risarcimento danni in denaro non specificato.  Secondo il Kansas, Pfizer ha messo a rischio la salute degli abitanti dello Stato affermando che il vaccino non esponesse a reazioni avverse, e celando dati che correlavano la somministrazione dei vaccini a casi di miocardite e complicazioni per le donne in gravidanza. Inoltre, lo Stato del Kansas sostiene che l'azienda "sapesse" fin dal principio che l'efficacia dei vaccini calava rapidamente dopo la somministrazione di una dose, e che questi ultimi non avrebbero fornito una protezione significativa contro le successive varianti del Covid-19. "Pfizer ha fatto molteplici dichiarazioni fuorvianti per ingannare il pubblico sul suo vaccino in un momento in cui gli americani avevano bisogno della verità", ha dichiarato il procuratore generale Kobach, repubblicano, in un comunicato con il quale si ricorda che il Kansas contesta a Pfizer anche di aver lavorato con dipendenti dei maggiori social media per "censurare i contenuti critici" nei confronti dei vaccini.  Nella causa si sostiene che, a partire da poco dopo il lancio del vaccino all'inizio del 2021, Pfizer ha nascosto le prove che l'iniezione era collegata a complicazioni della gravidanza, tra cui l'aborto spontaneo, e a infiammazioni all'interno e intorno al cuore, note come miocardite e pericardite.  "Le dichiarazioni fatte da Pfizer sul suo vaccino Covid-19 sono state accurate e basate su dati scientifici", ha dichiarato Pfizer in una nota, aggiungendo di ritenere che l'azione legale non abbia fondamento. —[email protected] (Web Info)

Parkinson, un test del sangue per scoprirlo 7 anni prima dei sintomi: la ricerca

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(Adnkronos) – Un esame del sangue potrebbe predire la malattia di Parkinson 7 anni prima della comparsa dei sintomi. A svilupparlo è stato un team di ricercatori, guidato da scienziati dell'University College London e dell'University Medical Center Goettingen. Il test, spiegano gli esperti nello studio pubblicato su 'Nature Communications', utilizza l'intelligenza artificiale per prevedere precocemente la patologia neurodegenerativa che colpisce attualmente quasi 10 milioni di persone in tutto il mondo ed è fra le malattie neurodegenerative in più rapida crescita. E' un disturbo progressivo causato dalla morte delle cellule nervose nella parte del cervello chiamata 'substantia nigra', che controlla il movimento. Queste cellule nervose muoiono o si deteriorano, perdendo la capacità di produrre dopamina, un'importante sostanza chimica, a causa dell'accumulo della proteina alfa-sinucleina. Oggi, le persone affette da Parkinson vengono trattate con la terapia sostitutiva della dopamina dopo che hanno già sviluppato sintomi come tremore, rallentamento nei movimenti e nell'andatura e problemi di memoria. Ma i ricercatori ritengono che una previsione e una diagnosi precoce sarebbero preziose per trovare trattamenti in grado di rallentare o fermare il Parkinson proteggendo le cellule cerebrali nel mirino della malattia. "Man mano che diventano disponibili nuove terapie per il Parkinson, dobbiamo diagnosticare la patologia ai pazienti prima che sviluppino i sintomi", osserva l'autore senior dello studio, Kevin Mills, dell'Ucl Great Ormond Street Institute of Child Health. Questo perché, evidenzia, "non possiamo far ricrescere le nostre cellule cerebrali, quindi dobbiamo proteggere quelle che abbiamo". Al momento, invece, "stiamo chiudendo la porta della stalla dopo che i buoi sono scappati – aggiunge l'esperto – e dobbiamo iniziare trattamenti sperimentali prima. Perciò abbiamo deciso di utilizzare una tecnologia all'avanguardia per trovare biomarcatori nuovi e migliori per la malattia di Parkinson e svilupparli in un test che possiamo tradurre in qualsiasi grande laboratorio del National Health Service. Con finanziamenti sufficienti, speriamo che sia possibile entro due anni". Gli scienziati hanno scoperto che il ramo dell'intelligenza artificiale chiamato machine learning, analizzando un pannello di 8 biomarcatori nel sangue le cui concentrazioni sono alterate nei pazienti con morbo di Parkinson, è riuscito a fornire una diagnosi con un'accuratezza del 100%. Per vedere se il test fosse in grado di prevedere la probabilità che una persona sviluppi la malattia, il team ha analizzato il sangue di 72 pazienti con disturbo del comportamento del sonno Rem. Questo disturbo fa sì che i pazienti mettano in atto fisicamente i propri sogni senza saperlo (facendo sogni vividi o violenti). Ed è ormai noto che circa il 75-80% delle persone con questo disturbo svilupperanno una sinucleinopatia (un tipo di disturbo cerebrale causato dall'accumulo anomalo di una proteina chiamata alfa-sinucleina nelle cellule cerebrali), incluso il Parkinson. Quando lo strumento di apprendimento automatico ha analizzato il sangue di questi pazienti, ha identificato che il 79% di loro aveva lo stesso profilo di una persona affetta da Parkinson. I pazienti sono stati seguiti nel corso di 10 anni e le previsioni dell'intelligenza artificiale finora hanno eguagliato il tasso di conversione clinica: il team ha previsto correttamente che 16 pazienti avrebbero sviluppato il Parkinson ed è stato in grado di farlo fino a 7 anni prima dell'esordio di qualsiasi sintomo. Il team sta ora continuando a seguire i pazienti che potrebbero sviluppare la malattia per verificare ulteriormente l'accuratezza del test. "Determinando 8 proteine ​​nel sangue – spiega uno dei primi autori dello studio, Michael Bartl, University Medical Center Goettingen – possiamo identificare potenziali pazienti affetti da Parkinson con diversi anni di anticipo. Ciò significa che le terapie farmacologiche potrebbero essere somministrate in una fase precedente, il che potrebbe rallentare la progressione della malattia o addirittura impedirne la comparsa", ipotizza. "Non solo abbiamo sviluppato un test, ma possiamo diagnosticare la malattia sulla base di marcatori direttamente collegati a processi come l'infiammazione e la degradazione di proteine ​​non funzionali. Quindi questi marcatori rappresentano anche possibili bersagli per nuovi trattamenti farmacologici". Il coautore Kailash Bhatia, Ucl Queen Square Institute of Neurology, e il suo team stanno attualmente esaminando l'accuratezza del test analizzando campioni provenienti da persone che fanno parte della popolazione ad alto rischio di sviluppare Parkinson, ad esempio chi ha mutazioni in geni particolari come Lrrk2 o Gba. La speranza dei ricercatori è di ottenere finanziamenti anche per creare un test eseguibile in maniera più semplice mettendo una goccia di sangue su una scheda da inviare al laboratorio. Obiettivo capire se può predire la malattia anche prima dei 7 anni antecedenti alla comparsa dei sintomi.  —[email protected] (Web Info)

Salute, 400 annegamenti l’anno, Ferrara (Iss): “Per bimbi rischi anche in pochi cm acqua”

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(Adnkronos) – Circa 400 morti per annegamento e 800 ricoveri legati a ingestione di acqua in maniera accidentale. E' il bilancio – su circa 60mila salvataggi solo sulle spiagge marine e più di 600.000 interventi da parte dei bagnini – che torna sotto i riflettori ogni anno con l'arrivo dell'estate. Un bilancio che si è ormai stabilizzato da tempo, "dopo la decrescita notevole ottenuta rispetto agli anni '80 e '90 con politiche finalizzate a favorire la capacità di nuotare nella popolazione e che non si riesce ad abbattere ulteriormente". Una delle categorie a rischio, dopo gli anziani (dopo i 60 anni si concentra il maggior numero di annegamenti), "sono i bambini". E l'invito è a "insegnare loro a nuotare il più presto possibile". La prima difesa. A ricordare all'Adnkronos Salute gli ultimi dati disponibili è Fulvio Ferrara, esperto dell'Osservatorio nazionale annegamenti, istituito dal ministero della Salute nel 2017 per capire le dinamiche degli incidenti in acqua.  Proprio in questi giorni si è tornati a parlare di incidenti in acqua, dopo che un bimbo di 4 anni è finito in coma a Mirandola (Modena), per via di una caduta accidentale nella piccola piscina di un'abitazione privata, durante una festa venerdì scorso. E ieri un nuovo incidente ha visto protagonista sempre un minorenne, una ragazzina di 11 anni, questa volta in un parco acquatico nel Milanese. L'11enne partita da Caravaggio (Bergamo) con altri bambini era in gita con l'oratorio ed è stata ritrovata sul fondo della piscina, soccorsa e portata in condizioni gravi in ospedale. "In generale la maggior parte di questi incidenti nel mondo avvengono principalmente nelle piscine private, dove di solito manca un controllo di tipo regolamentato", avverte Ferrara, che già l'anno scorso aveva spiegato "l'intenzione dell'osservatorio di includere questo tipo di rilevazioni". Dati più approfonditi sulle piscine potrebbero essere disponibili nel prossimo report in arrivo. Nell'ultimo "i dati stimati mostrano che nelle piscine annegano ogni anno dalle 30 alle 40 persone". Intanto l'esperto dell'Istituto superiore di sanità spiega come, "sebbene nei Paesi occidentali" l'impatto delle morti per annegamento nei bambini "sia inferiore rispetto a diversi Paesi in via di sviluppo in cui è una vera piaga sociale, la cultura dell'insegnamento dell'acquaticità fin da piccoli andrebbe estesa ulteriormente. E' vero che oggi i bambini vengono portati abbastanza presto ai corsi di nuoto, e questo è fondamentale perché in genere l'annegamento in questa fascia d'età avviene proprio per la scarsa capacità natatoria, ma andrebbero attivate delle campagne di informazione per la prevenzione di questi incidenti e per aumentare la consapevolezza della popolazione sull'importanza di saper nuotare, soprattutto nelle fasce deboli che in questo caso sono proprio i bambini". Tenendo presente anche che, come si segnala nell'ultimo report dell'Osservatorio, "fino a 3-4 anni anche 50-60 cm d'acqua possono essere acqua fonda". E' importante, continua l'esperto, "che i piccoli imparino presto a nuotare, perché non saperlo fare è la prima causa di annegamento nelle fasce d'età fino agli 8-9 anni. Nei piccolissimi anche una condizione non particolarmente rischiosa può essere un pericolo, possono trovarsi a bere acqua perché vanno in panico molto più facilmente. La maggior parte di questi incidenti avviene in acque basse, perché magari il bimbo sta sul bagnasciuga, va a faccia avanti e non sa come tirarsi su. Il bagnasciuga è un'area di grande rischio soprattutto per i bambini sotto i 2 anni". Anche in aree con piscine, le insidie per i bimbi fino a 3-4 anni d'età possono nascondersi dietro situazioni apparentemente innocue. Un opuscolo diffuso negli anni scorsi dall'Iss segnalava proprio questo: bastano "pochi centimetri d'acqua, e dai 3 ai 6 minuti per annegare". E un bimbo in difficoltà in acqua "non riesce a chiedere aiuto" il più delle volte. Oltre a migliorare la raccolta dei dati, "è importante cercare di sviluppare una migliore informazione al pubblico sulle tipologie di rischi che esistono in certe aree" e vanno infine sensibilizzati i genitori: "Oggi si tende a far fare ai figli tantissime attività sportive, dal calcio al tennis, o corsi d'inglese e teatro, ma spesso e volentieri si dimentica il nuoto. Non saper nuotare è un problema meno percepito da parte delle famiglie rispetto ad altri rischi". Fra i consigli che vengono dispensati dall'Iss in corrispondenza della stagione estiva ci sono anche indicazioni su questo fronte, e si spiega che per chi va al mare, al lago o in piscina è indicato "immergersi preferibilmente in acque sorvegliate dove è presente personale qualificato in grado di intervenire in caso di emergenza", "insegnare" ai bambini "a nuotare e a comportarsi in acqua in modo sicuro", cosa che "può ridurre in maniera significativa il rischio di incidenti", e ancora evitare di tuffarsi in acqua repentinamente dopo aver mangiato o dopo un'esposizione prolungata al sole ed evitare tuffi da scogliere o in zone non protette e prestare attenzione a immergersi solo in acque di profondità adeguata. Nell'ultimo rapporto alcuni passaggi si concentrano sui rischi nelle piscine, per esempio quelle che "presentano un fondo fortemente inclinato o un pozzetto per i tuffi", aree in cui è necessaria una particolare attenzione. "La mancanza di una recinzione di uno spazio acqueo (in particolare di piscine, talora di micro piscine private) che si frapponga con l'area gioco è causa di frequenti annegamenti di bambini piccoli", si legge in un altro passaggio del report in cui si evidenzia nuovamente come insegnare a nuotare prima dei 4-5 anni sia una sorta di 'vaccino' contro questi rischi. "Con questo non significa che un bambino diventerà immune al rischio di annegamento, ma che sarà immunizzato a questo tipo di annegamento".  —[email protected] (Web Info)

Premierato, 180 costituzionalisti contro la riforma e al fianco di Segre: “Non possiamo tacere”

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(Adnkronos) – "Facciamo appello a tutte le forze politiche affinché prevalga l’interesse generale, si ascoltino gli allarmi che autorevolmente sono stati lanciati e si prevengano i pericoli. Finché siamo in tempo". Lo dicono gli oltre 180 costituzionalisti che hanno firmato un appello in cui si schierano con Liliana Segre e contro il premierato. "La nostra Costituzione è un testo che va maneggiato con cura ed è naturale che quest’attenzione debba essere massima da parte di tutti i cittadini nel momento in cui il disegno di cambiamento investa i suoi punti chiave", si legge nell'appello che tra l'altro sottolinea: "Ci sono però dei momenti nella vita di un Paese nei quali il progetto di cambiamento delle regole fondamentali assume un significato preoccupante. Sono questi i tempi nei quali alcune personalità di altissimo valore morale, pur non essendo 'addette ai lavori', sentono la necessità di uscire allo scoperto per denunciare possibili pericoli. Questo è quanto è avvenuto il 14 maggio di quest’anno, quando la Senatrice a vita Liliana Segre ha chiesto la parola per intervenire nel dibattito sul Premierato che si stava svolgendo nell’Aula del Senato". "Ascoltando quelle parole pronunciate con tanta autorevolezza, molti costituzionalisti e studiosi di diritto pubblico, anche i meno avvezzi a sottoscrivere appelli, hanno deciso non di prendere una posizione autonoma ma di mettersi al fianco di Liliana Segre", si legge ancora.  "Tutti i timori esposti nell’accorato intervento della Senatrice Segre sono fondati. La creazione di un sistema ibrido, né parlamentare né presidenziale, mai sperimentato nelle altre democrazie, introdurrebbe contraddizioni insanabili nella nostra Costituzione. Una minoranza anche limitata, attraverso un premio, potrebbe assumere il controllo di tutte le nostre istituzioni, senza più contrappesi e controlli. Il Parlamento correrebbe il pericolo di non rappresentare più il Paese e di diventare una mera struttura di servizio del Governo, distruggendo così la separazione dei poteri. Il Presidente della Repubblica sarebbe ridotto ad un ruolo notarile e rischierebbe di perdere la funzione di arbitro e garante. Di fronte a tutto questo anche noi – come la Senatrice – non possiamo e non vogliamo tacere", concludono i costituzionalisti.  Hanno aderito all’appello alcuni ex presidenti e vicepresidenti della Corte costituzionale come Enzo Cheli, Ugo de Siervo, Gaetano Silvestri, Gustavo Zagrebelsky e, tra gli altri, (in ordine di adesione) i costituzionalisti Vittorio Angiolini, Agostina Cabiddu, Roberto Zaccaria, Federico Sorrentino; Sergio Bartole, Mario Dogliani, Franco Bassanini, Roberta Calvano, Antonio D’Atena, Mauro Volpi, Roberto Romboli, Paolo Caretti, Antonio Ruggeri, Paolo Ridola, Camilla Buzzacchi, Gian Candido de Martin, Maurizio Pedrazza Gorlero, Maria Cristina Grisolia, Massimo Villone, Francesco Pallante, Fulco Lanchester, Alfonso di Giovine, Stefano Grassi, Enrico Grosso, Enzo Balboni, Gianmario Demuro, Emanuele Rossi Omar Chessa, Barbara Pezzini, Giuditta Brunelli, Andrea Pugiotto, Gaetano Azzariti, Cesare Pinelli, Roberto Bin, Claudio de Fiores, Pietro Ciarlo, Margherita Raveraira, Paola Marsocci, Agatino Cariola, Antonio Cantaro, Alessandro Torre, Tania Groppi, Massimo Siclari, Michela Manetti, Andrea Pertici, Luigi Ventura.  —[email protected] (Web Info)

Sinner al secondo turno a Halle, prima vittoria da numero 1

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(Adnkronos) – Buona la prima partita da numero uno del mondo per Jannik Sinner. Il 22enne altoatesino oggi 18 giugno supera il primo turno al torneo Atp 500 di Halle (erba, montepremi 2.107.331 euro) battendo l'olandese Tallon Griekspoor, numero 27 del ranking Atp, con il punteggio di 6-7 (8-10), 6-3, 6-2 in due ore e 18 minuti. Sinner affronterà al 2° turno l'ungherese Fabian Marozsan, numero 45 del mondo. A Londra, intanto, esordio vincente per Lorenzo Musetti al torneo Atp 500 del Queen's (erba, montepremi 2.107.007 euro). L'azzurro, numero 30 del mondo, supera in rimonta l'australiano Alex De Minaur, numero 7 del ranking Atp e seconda testa di serie, con il punteggio di 1-6, 6-4, 6-2 in poco più di due ore. Avanza al 2° turno anche Matteo Arnaldi, numero 35 del mondo, che batte il francese Ugo Humbert, numero 16 del ranking e 8 del tabellone, con il punteggio di 3-6, 6-1, 7-6 (8-6) dopo due ore e dieci minuti.  —[email protected] (Web Info)

Aviaria, da italiani database per tracciare casi in tempo reale e genoma virus

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(Adnkronos) – "L'influenza aviaria H5N1 è una minaccia zoonotica globale che continua a destare preoccupazione per la salute pubblica. Con la sua capacità di causare focolai significativi tra gli uccelli e il potenziale di trasmissione agli esseri umani, richiede una vigilanza costante e un'efficace risposta coordinata". Lo sottolinea l'epidemiologo Massimo Ciccozzi, fra gli autori dello studio italiano "H5N1 bird flu: Tracking outbreaks with real-time epidemiological data", in pubblicazione su 'The Lancet Infectious Diseases'.  "Il nostro team – spiega Ciccozzi all'Adnkronos Salute – ha sviluppato un innovativo database open-access che traccia in tempo reale i casi di influenza aviaria, raccogliendo una vasta gamma di dati epidemiologici, inclusi le caratteristiche cliniche e demografiche dei pazienti infetti, come età, sesso, sintomatologia riportata e gravità delle manifestazioni cliniche, oltre agli esiti clinici. Sono stati raccolti anche dati genomici del virus H5N1, con sequenze genetiche dai vari focolai, mutazioni rilevate e loro impatti sulla virulenza e trasmissibilità".  E' "un significativo passo avanti nella comprensione e gestione dell'influenza aviaria H5N1 La creazione di questo database non è solo un traguardo tecnico – prosegue – ma un esempio di come la scienza possa lavorare in sinergia con la tecnologia per affrontare sfide globali. L'open-access garantisce che le informazioni siano disponibili per scienziati, ricercatori e responsabili delle politiche sanitarie di tutto il mondo, promuovendo una risposta più rapida e coordinata alle epidemie. La rapida raccolta e analisi dei dati può fare la differenza tra il contenimento di un focolaio e la sua diffusione – evidenzia Ciccozzi – proteggendo la salute pubblica e mitigando gli impatti economici e sociali".  I ricercatori sono "convinti che questo contributo possa fornire un supporto cruciale alla comunità scientifica e ai decisori politici nel prevenire e gestire future epidemie, potenziando la preparazione e la risposta globale alle malattie infettive emergenti e riemergenti. Il nostro lavoro evidenzia l'importanza di una cooperazione internazionale e di un approccio integrato per affrontare le sfide sanitarie globali. Abbiamo fiducia che questo studio sia solo l'inizio di un percorso – conclude Ciccozzi – verso una comprensione più approfondita delle minacce zoonotiche e una protezione più efficace della salute pubblica su scala mondiale". —[email protected] (Web Info)

Congresso Aidp, la finanza del futuro è anche nei fondi pensione

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(Adnkronos) – 'Spazio tempo, la rivoluzione quantistica del lavoro'. Questo il tema del 53esimo congresso dell’Associazione italiana per la direzione del personale Aidp, che si è tenuto a Montesilvano dal 14 al 16 giugno scorsi. Appuntamento nel quale sono stati esplorati i contorni della 'rivoluzione' che avverrà nei prossimi anni nel campo delle relazioni umane, delle tecnologie, quali l’intelligenza artificiale, dei modelli organizzativi e sociali, e della percezione dello spazio e del tempo. Giovani talenti, specialisti delle risorse umane ed imprese, i veri artefici del progresso dell’Italia, sono stati i protagonisti dell’iniziativa. (VIDEO) Il congresso si è articolato in una serie di conferenze che hanno visto alternarsi relatori di prestigio. E molta attenzione ha destato l’intervento 'Finanza: il ponte per il futuro', tenuto dall’amministratore delegato di Arca Fondi Sgr, Ugo Loeser, che, in collegamento video, ha identificato in giovani, HR ed imprese i tre attori chiave per lo sviluppo del sistema Paese, constatando al contempo la necessità di fornire strumenti e soluzioni che li aiutino a gettare basi solide per la costruzione del futuro. Strumenti e soluzioni che, secondo Loeser, dovrebbero essere forniti dalla finanza. La finanza, come è stato evidenziato, può infatti rappresentare un collante per il sistema, un catalizzatore per lo sviluppo e un propulsore di crescita. In altri termini, “un ponte per il futuro, in grado di mettere a disposizione gli strumenti per rompere il continuo spazio-tempo, abilitando innovazioni disruptive, accelerando il cambiamento e portando a progressi non prevedibili”. “Per i giovani, l'accesso a prodotti finanziari adeguati – ha sottolineato Loeser – può significare la differenza tra la realizzazione di un'idea imprenditoriale e l'abbandono dei propri sogni. Nel contesto degli HR, la finanza offre strumenti per gestire in modo efficace i talenti: dalla pianificazione della crescita all'implementazione di programmi di benefit aziendali che migliorano la soddisfazione e la produttività e la fedeltà dei dipendenti. Per le imprese, soprattutto quelle di piccola e media dimensione, la finanza è, poi, vitale: l'accesso al credito, a capitali di rischio e altri strumenti finanziari consente alle aziende di investire in tecnologie (automazione, intelligenza artificiale, Dlt, etc), espandere le attività, esplorare nuovi mercati e, in definitiva, sostenere la crescita e l'innovazione di tutto il sistema Paese”. Proprio in tema di finanziamento alle imprese l’ad di Arca Fondi Sgr ha aggiunto: “Per rispondere efficacemente alle esigenze dell’economia reale servono investitori di medio/lungo termine, questo ruolo nei principali Paesi sviluppati è appannaggio dei Fondi Pensione. Lo sviluppo dei Fondi Pensione in Italia – ha rimarcato – appare quindi una condizione necessaria per poter garantire un adeguato supporto alle imprese, chiamate oggi ad affrontare uno scenario internazionale sempre più complesso e competitivo”.  "La previdenza complementare e i fondi pensione rappresentano – ha evidenziato Loeser – un ‘opportunità, ancora poco conosciuta e sfruttata, per le imprese, per i lavoratori e per i giovani. Soluzioni di previdenza integrativa saranno tra l’altro una necessità, dato che l’attuale sistema pensionistico pubblico italiano non reggerà all’impatto dei nuovi scenari demografici: nel 2050 infatti il numero dei pensionati supererà quello degli occupati, ci sarà più di un pensionato per ogni lavoratore. Fondi pensione, dunque, come opportunità”. Ma anche come necessità futura. Ed è in quest'ottica che Arca Fondi, insieme a Talents in motion, ha lanciato Previverso, progetto che punta ad educare le nuove generazioni ad una previdenza consapevole. “Perché il problema – ha concluso Loeser – è la mancanza di consapevolezza: solo un giovane su cinque conosce le opportunità associate ai fondi pensione”. —[email protected] (Web Info)

Tumori, con screening polmonare +7 anni sopravvivenza e risparmi per 2,3 mld

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(Adnkronos) – Con 34mila nuovi decessi all'anno, il carcinoma polmonare rappresenta la più frequente causa di morte oncologica in Italia. Per quanti sono colpiti da questa neoplasia ci sono, però, buone notizie. Negli ultimi anni, infatti, si sono registrati importanti progressi nella chirurgia e nelle terapie farmacologiche, che hanno permesso, anche grazie alla prevenzione primaria, in primis la lotta al tabagismo, di aumentare significativamente le aspettative di sopravvivenza dei pazienti. Il successo dei trattamenti è però legato alla precocità della diagnosi. Ed è per questo motivo che l'implementazione di un programma strutturato di screening polmonare deve rappresentare una priorità nell'ambito degli interventi e delle politiche di sanità pubblica. Per contribuire a un dibattito aperto sul tema, Crea Sanità ha sviluppato, con il contributo di Roche Italia, un innovativo modello che, per la prima volta, integrando e aggiornando uno studio precedente, analizza anche l'impatto di farmaci innovativi come l'immunoterapia, di recente introduzione, e offre una valutazione economica dello screening del cancro al polmone, basata su evidenze di costo-efficacia, costo-utilità, impatto finanziario (budget impact).  I risultati del modello – presentati oggi alla Camera – stimano che l'attuazione di un programma di screening nazionale nei pazienti ad alto rischio, consentirebbe, grazie a una diagnosi tempestiva, un incremento della sopravvivenza dei pazienti screenati di 7,63 anni rispetto ai non screenati, a fronte di una riduzione dei costi sanitari pari 2,3 miliardi di euro, in un orizzonte temporale di 30 anni. In termini finanziari, va previsto un investimento iniziale nel primo anno, legato anche all'organizzazione dello screening, pari a circa 80 milioni di euro, che sarebbe però più che compensato dai risparmi pari a circa 180 milioni di euro già al primo anno. Il presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera Ugo Cappellacci ha ricordato che "gli screening consentono di giocare d'anticipo sulla malattia e sulle conseguenze. Per questo è fondamentale recuperare i ritardi accumulati durante la pandemia. Una delle misure su cui Governo e Parlamento stanno lavorando è lo smaltimento delle liste d'attesa, con un provvedimento importante a favore dei diritti dei cittadini".  "La missione – ha ricordato Cappellacci – è quella di ampliare l'offerta di screening ad ambiti prioritari come quello del tumore al polmone, grazie all'azione comune avviata a livello europeo e che vede anche l'Italia protagonista. In Commissione abbiamo svolto una serie di audizioni sul Piano europeo contro il cancro da cui, una volta di più, emerge che impiegare nuove risorse a favore della salute non va considerato una spesa, ma il migliore investimento e la migliore riforma che si possa attuare".  "Grazie a significativi investimenti in ricerca – ha evidenziato Federico Pantellini, Medical Lead Roche Italia- mettiamo a disposizione dei pazienti affetti da tumore al polmone farmaci immunoterapici e a bersaglio molecolare in grado di agire fin dalle fasi precoci della malattia, dove l'obiettivo può essere quello della cura. Per poter assicurare i benefici associati a questi trattamenti, è prioritario effettuare una diagnosi quanto più precoce e lo screening è uno strumento chiave. In questa prospettiva – ha concluso Pantellini – rinnoviamo la nostra volontà ad essere un partner di valore per il Sistema, collaborando con tutti gli attori in campo affinché l'accesso a questa strategia di salute pubblica così preziosa possa essere garantito. Il dibattito di oggi si inserisce nell'ambito del programma LungLive, promosso da Roche per ridefinire insieme il tumore al polmone, puntando su prevenzione primaria, screening e innovazione terapeutica fin dalle fasi precoci di malattia".  —[email protected] (Web Info)

Brand Journalism Festival, il 12 a Roma  confronto tra aziende editori e giornalisti 

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(Adnkronos) – Debutterà a Roma il 12 novembre la prima edizione del Brand Journalism Festival, evento di ampio respiro che si pone l’obiettivo di esplorare e ispirare il mondo del giornalismo e della comunicazione aziendale, esaminando le tendenze, i progetti più significativi e le opportunità e generare una collaborazione più fruttuosa tra i vari protagonisti. Un’iniziativa tanto ambiziosa quanto visionaria, che porta la firma di Social Reporters, startup specializzata in Brand Journalism e Live Communication, guidata da Ilario Vallifuoco, Ceo dell’azienda. L’evento, che si terrà nella sede di Roma di Talent Garden, il più importante operatore europeo di digital education nonché la più grande community in Europa di innovatori dell’ecosistema tech, è organizzato in collaborazione con Università degli Studi di Napoli Federico II, Anica, Ferpi, Wec Italia e in attesa del patrocinio del Parlamento Europeo e potrà contare su Gruppo Unipol Spa in qualità di Main Sponsor e su AdnKronos e Ilfattoquotidiano.it in qualità di Main Media Partner. In un’atmosfera collaborativa e ispirazionale si riuniranno editori, aziende, giornalisti, decision maker, esperti della comunicazione di marca, appassionati del mondo dell'informazione e professionisti della comunicazione per analizzare l'evoluzione del mondo dell'editoria, del giornalismo e della corporate communication, tre mondi apparentemente indipendenti, ma che al contrario devono dialogare costantemente per assicurare l'integrità e l'accuratezza dell'informazione, nonché per promuovere la sostenibilità del giornalismo. Diversi gli spunti su cui i protagonisti si confronteranno: dalle possibilità che un approccio giornalistico offre alle aziende per presentarsi in modo credibile e rilevante per il proprio pubblico di riferimento, alle possibilità offerte dall’AI per veicolare la comunicazione dei brand, e le relative limitazioni legali e morali per non creare ancor più confusione tra comunicazione e informazione. Numerosi appuntamenti scandiranno la giornata con importanti partecipazioni, tra cui quella di Peter Gomez, Direttore de Il Fatto Quotidiano, Emiliano Fittipaldi, Direttore di Domani, Francesco Cancellato, Direttore di FanPage.it, Francesco Piccinini, Direttore Editoriale di Deepinto, Walter Ricciardi, Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Fabio Insenga, Vicedirettore di Adnkronos. Da tempo, aggiunge Ilario Vallifuoco, Ceo di Social Reporters e organizzatore del Festival, "desideravo organizzare un evento di ampio respiro per esplorare i nuovi trend dei formati digitali, analizzare l'evoluzione del mondo dell'editoria e del giornalismo aziendale e definirne i confini, con l’obiettivo di creare sempre più consapevolezza nel pubblico. Il Festival sarà un momento di osservazione e di discussione tra professionisti – direttori di testate, editori, communication manager di aziende – tutti con sensibilità diverse che, insieme, approfondiranno una tematica che esiste da anni, ma che va disambiguata in un’ottica di democratizzazione, permettendo a tutti di avere gli strumenti adatti per verificare la veridicità delle notizie e sviluppare un pensiero critico". —[email protected] (Web Info)

Fiere: è record per We Make Future, in edizione 2024 oltre 70.000 presenze da 90 Paesi

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(Adnkronos) – Bologna, 18 giu. –  Si è conclusa l’edizione 2024 di WMF – We Make Future, Fiera Internazionale e Festival sull’Innovazione AI, Tech & Digital tenutasi dal 13 al 15 giugno presso BolognaFiere. La tre giorni, ideata e organizzata da Search On Media Group, si è confermata epicentro globale di opportunità e sviluppo futuro: un appuntamento imperdibile per big tech, brand, startup, professionisti, ONP e innovatori che ha registrato oltre 70.000 presenze da più di 90 Paesi e riunito 700 espositori e sponsor, più di 1.000 speaker, oltre 130 rappresentanti istituzionali e più di 3.000 startup e open innovation stakeholder. “Anno dopo anno il WMF opera sempre più come piattaforma globale di incontro, scambio e costruzione del futuro. È uno strumento e un’opportunità di cui c’è richiesta a livello internazionale e il successo record di questa edizione lo dimostra” spiega Cosmano Lombardo, Founder e CEO di Search On Media Group e ideatore del WMF “sono moltissimi gli attori che durante la costruzione dell’evento ci hanno chiesto opportunità di confronto con mercati e soggetti altrimenti difficili da raggiungere. Insieme a ognuno di loro abbiamo lavorato per costruire una piattaforma che mettesse in connessione davvero il mondo intero, creando nuove sinergie a ogni latitudine“ e conclude “è stato chiaramente un grande investimento per noi come Search On, sia in termini di impegno e risorse, che in termini economici, ma siamo contenti di aver mantenuto la manifestazione qui in Italia, nel nostro Paese, portandola ad essere snodo cruciale e globale di innovazione per la tre giorni. Ci auguriamo che questa edizione da record sia l’inizio di un percorso sempre più condiviso e collettivo”. Il WMF, unica fiera internazionale certificata in Italia sull’innovazione, ha visto come Main Sponsor Ford Italia e ha goduto del patrocinio della Regione Emilia – Romagna e di: Rai Regione Emilia – Romagna, Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, ADCI – Art Directors Club Italiano e ha visto come Main Partner Ministero del Turismo e Visit Emilia-Romagna.  Una tre giorni dunque all’insegna della condivisione di conoscenza e del business globale, con attori provenienti da Europa, Africa, America del Nord e del Sud, Asia e Medio Oriente, ma anche all’insegna di prospettive di sviluppo future che procedano dagli strumenti dell’innovazione tecnologica e digitale, intelligenza artificiale in testa. Centinaia infatti gli eventi di formazione, business, networking, show e intrattenimento che hanno coinvolto i partecipanti e aziende per esplorare opportunità nei diversi mercati e sinergie nell’ecosistema internazionale dell’innovazione. Confermato come appuntamento annuale d’obbligo per brand, startup, aziende e in generale realtà attive nel mercato dell’innovazione globale, il WMF 20204 ha accolto più di 700 espositori e sponsor generando durante la tre giorni proficui incontri di business tra gli oltre 90 Paesi coinvolti.  Ben 14 i padiglioni internazionali che hanno accolto e illustrato ai visitatori le principali innovazioni nazionali e le opportunità di collaborazione, tra questi anche i padiglioni di Germania, Repubblica Dominicana, Ucraina, Africa, Francia, Albania, UK, Bulgaria, Spagna e quello della Svizzera, premiato Paese innovativo dell’anno. Anche sul fronte startup, oltre 3.000 insieme agli stakeholder dell’open innovation, importanti le opportunità di visibilità, sviluppo e business offerte dalla manifestazione. Ogni padiglione ha infatti offerto spazi e momenti dedicati all’esposizione e alla presentazione dei progetti innovativi, attraverso palchi appositi ed eventi esclusivi di networking ma anche alle aree B2B che hanno accolto centinaia di incontri di business tra startup e investitori, fondi di investimento e incubatori. Da segnalare anche la presenza di oltre 80 delegati coinvolti nella manifestazione da ICE – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, grazie alla sinergia di più di 16 uffici esteri. Presenti in fiera anche 17 camere di commercio italiane all’estero, tra cui Mendoza, Houston, Lione e Dubai con lo stand intercamerale di Assocamerestero.  Quantomai ampia anche la partecipazione istituzionale al WMF 2024 che ha visto coinvolti durante le tre giornate anche Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, intervenuto con un videomessaggio dal Mainstage, il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, ma anche il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Rappresentante speciale UE per la regione del Golfo Luigi di Maio, l’Onorevole Brando Benifei, e il Sindaco di Bologna Matteo Lepore. Una tre giorni che ha costituito, grazie all’evento verticale GovTech Summit, un momento proficuo d’incontro e confronto tra istituzioni, società civile, aziende e startup. Tra le istituzioni presenti anche la Direzione Generale CONNECT della Commissione Europea, European Investment Bank, il Garante della protezione dei dati personali e il Parlamento Europeo, protagonisti di un panel che li ha visti dialogare con le big tech Open AI e Google sul caldissimo tema Data Protection & AI. Da segnalare, inoltre, la presenza in Area Fieristica del MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Mic – Ministero della Cultura ma anche della Regione Calabria, della Regione Puglia, della Regione Basilicata e di Data Valley, l’ecosistema innovativo della Regione Emilia-Romagna. È come sempre il Mainstage a catalizzare i principali momenti di scoperta e divulgazione culturale in grado di proiettare i partecipanti in un futuro sempre più vicino: tra i temi esplorati quest’anno Intelligenza Artificiale, grazie a esperti del calibro di Nestor Maslej, Alec Ross ed Emma Redmond di Open AI, ma anche robotica con ErgoCub, il robot nato dalla collaborazione di IIT e Inail, legalità con la giornalista d’inchiesta Floriana Bulfon e i Procuratori Nicola Gratteri e Giuseppe Lombardo, e ancora sostenibilità, accessibilità, creator economy e giornalismo di cui si è ampiamente discusso con ospiti come Enrico Mentana, Milena Gabanelli e Alan Friedman.  Non sono mancati momenti di spettacolo con le performance artistiche a cura del gruppo di ballerini sordi The Silent Beat, dei Performer LIS di RAI Accessibilità e degli Psycodrummers ma anche di autorevoli voci del mondo della musica, con artisti del calibro di Manuel Agnelli, Fatoumata Diawara, Dardust, GAIA, Colapesce Dimartino, Kenobit, Santino Cardamone e Mimmo Cavallaro. Sempre sul Mainstage anche numerosi rappresentanti di aziende e realtà come Open AI, Intel, AI Index Institute di Stanford University, IIT – Istituto Italiano di Tecnologia, Google, Commissione Europea, Monge, 3Bmeteo, WWF, Emergency e molti altri: tutte voci in grado di offrire una visione prospettica del futuro che, come ecosistema globale, stiamo costruendo attraverso gli strumenti dell’innovazione. Più di 700 gli interventi di formazione offerti durante la tre giorni grazie alla partecipazione di oltre 1.000 speaker da tutto il mondo. Tra i pilastri valoriali che conducono da sempre l’azione del WMF, anche quest’anno la formazione ha giocato un ruolo centrale confermando l’evento come riferimento internazionale per lo sviluppo del settore AI & Digital – Tech. Sugli oltre 90 stage formativi del WMF 2024, tradotti in 10 lingue e dedicati all’analisi di tutti i principali temi dell’innovazione tecnologica e digitale ma anche sociale, anche esperti del calibro di Matt Navarra, Artur Mosiak (Google), Sergio Barile (La Sapienza), Jean Gabriel Ganascia (Università Sorbona), Abran Maldonado (Open AI), Donata Columbro, Umberto Basso, Matteo Mille, Aliya Grig. Tra i temi analizzati sugli stage anche intelligenza artificiale, aerospace, coding, digital marketing, turismo, advertising, data e analytics, machine learning, cybersecurity, investment e fundraising, open innovation, social media, work & HR, smart cities e molto altro. Tra gli sponsor ed espositori del WMF 2024 anche: Ford Italia, Main sponsor del WMF 2024, MiC -Ministero della Cultura, MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, HAI (Human-Centered AI Institute) di Stanford University, Intel, ESA – European Space Agency, Amazon, Monge, Qonto, Bocconi, Invitalia, Globant, PwC Italia, Exelab, Aruba, TikTok, Emergency, Rai Pubblica Utilità, Serverplan, Clust – ER, Regione Basilicata, Amperry, IT.COM, SAP, Netval e Knowledge Share, PNI, LegaCoop ,EURID, Netsons, 3b METEO, Data Valley, Opstart, Fondazione Amaldi, Sensation Profumerie. Tra i media partner anche Studio 54 Network, RDS, RDS Next, IgersItalia. E per la prossima edizione è già fissato l'appuntamento sempre a Bologna, presso BolognaFiere, dal 5 al 7 giugno 2025. —[email protected] (Web Info)

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