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Chirurgia ricostruttiva dei genitali maschili, al Policlinico di Foggia 900 interventi nel 2023

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(Adnkronos) – Nonostante il Sud sia pericolosamente indietro nel sistema salute – peggiori condizioni sanitarie, meno prevenzione, terapie inaccessibili, infinite liste d’attesa e carenze organizzative – non mancano le eccellenze nel Ssn. È il caso della Struttura Dipartimentale di Andrologia e Chirurgia ricostruttiva dei genitali esterni del Policlinico Riuniti di Foggia dove 1 paziente su 4 proviene da fuori Regione, spesso dal Nord, contrariamente a quanto accade di solito. Lo dicono i numeri: nel solo 2023, presso la struttura sono stati effettuati oltre 900 interventi per patologie uro-andrologiche, tutti erogati con Servizio sanitario nazionale. Tra questi, gli impianti ricostruttivi di protesi peniene (PP) e di sfinteri urinari artificiali (SUA), oggi fra le soluzioni terapeutiche più risolutive proprio dopo un tumore alla prostata (prostatectomia), per restituire a tanti uomini autonomia, salute e qualità di vita. Alla guida del reparto, annesso al dipartimento Nefro-Urologico diretto dal professor Giuseppe Carrieri, è il professor Carlo Bettocchi, già professore al Policlinico di Bari, Chairman della Sezione Andrologica della European Association of Urology (EAU) e past President della European Society for Sexual Medicine (ESSM), fortemente impegnato, con il suo team, a garantire sia l’elevato livello medico sia gli standard di qualità che caratterizzano la struttura e ne definiscono l’identità: spazi ampi e confortevoli, assistenza infermieristica specialistica, abbigliamento ospedaliero per tutti i pazienti. Bettocchi – riporta una nota – tra i massimi esperti negli interventi di urologia funzionale e ricostruttiva dopo la terapia per tumore alla prostata, sostiene i diritti degli uomini che non vengono adeguatamente assistiti nel periodo successivo al trattamento. Spesso devono cercare autonomamente indicazioni sui percorsi da intraprendere e, soprattutto, non vedono adeguatamente tutelati i propri diritti di pazienti. Dopo l’asportazione del cancro al seno (mastectomia) le donne hanno ormai conquistato sostegni, tutele e diritti a 360 gradi, mentre nulla di tutto questo esiste per gli uomini dopo l’asportazione del cancro della prostata (prostatectomia). Le protesi peniene rappresentano un’opzione efficace nei casi di disfunzione erettile che non risponde a terapia medica – si legge nella nota – La patologia viene fronteggiata nella fase iniziale soprattutto con terapie farmacologiche. Nel 30% dei casi, però, la risposta ai trattamenti orali o iniettivi, con prostaglandine iniettate direttamente nel tessuto del pene, può essere inadeguata o, addirittura, assente. In questi casi, l’impianto di una protesi peniena è di grande efficacia per ripristinare la piena funzionalità dell’organo coinvolto e, quindi, l’erezione. Tecnicamente, l’intervento prevede l’inserimento di piccole protesi, semirigide o idrauliche, che consentono una erezione non difforme da quella naturale, con medesima sensibilità e capacità di eiaculazione e immutata funzione urinaria. Tutti i componenti della protesi sono impiantati all’interno del corpo e non sono visibili dall’esterno, un elemento fondamentale per l’accettazione e la rassicurazione dei pazienti. Per quanto concerne, invece, gli sfinteri urinari artificiali sono destinati ai pazienti che a seguito dell’intervento demolitivo di prostatectomia sviluppano incontinenza urinaria che nel 5-10% dei casi può persistere anche a distanza di tempo. La protesi – dettaglia la nota – viene occultata all’interno del corpo, permettendo di ripristinare appieno le funzioni di continenza. Secondo lo studio internazionale ‘Artificial urinary sphincters as a treatment for post-prostatectomy severe urinary incontinence in Italy: a cost-utility”, a seguito dell’impianto della protesi il paziente riduce drasticamente il quotidiano impiego di pannoloni (a tutt’oggi la soluzione più diffusa) che passano da una decina a 0/1 al giorno, con risparmi per il Ssn e un significativo miglioramento della qualità di vita. Fondamentale la formazione professionale. Dal 2022 la Struttura ospita una “fellowship” internazionale (supportata dalla European Society for Sexual Medicine – ESSM) in quanto uno dei 5 centri di riferimento europeo nel settore dell’implantologia protesica (oltre a Londra, Madrid, Kiel e Leuven). Inoltre, rappresenta un polo di riferimento d’eccellenza per i giovani medici che puntano ad una formazione di alto livello in questo settore. Nel 2023 la struttura dipartimentale ha effettuato molteplici sessioni di training su queste tematiche, con la elaborazione e certificazione di organi in 3D e la presentazione di procedure innovative. A breve sarà inaugurato presso l’ospedale uno dei più avanzati Centri di formazione per chirurghi urologi e andrologi, attrezzato con apparecchiature d’avanguardia quali i simulatori di ultima generazione e cadaver lab. Di recente, l’Aou di Foggia Ospedali Riuniti ha ricevuto la menzione d’onore da Fondazione Onda nell’ambito dell’iniziativa ‘Best practice 2023’ come uno dei 2 soli ‘centri di eccellenza e di riferimento per la gestione delle complicanze funzionali post-operatorie del tumore della prostata’. Nella struttura – conclude la nota – spazio anche alla chirurgia di riattribuzione di sesso nei disturbi di genere (transessualismo). In Italia sono appena tre i centri pubblici dove si effettuano questi interventi: oltre a Foggia, Firenze e Trieste. Infine, il dipartimento collabora con il team di ginecologia nel Centro di procreazione medico assistita (Pma) del Policlinico di Foggia, unico in Puglia e tra i più avanzati nel settore che gestisce le problematiche di infertilità di coppie provenienti da ogni parte d’Italia. —[email protected] (Web Info)

Israele-Hezbollah, premier Libano agli Usa: “Non vogliamo escalation”

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(Adnkronos) – "Il Libano non vuole l'escalation". Così il premier libanese Najib Miqati che nella sua residenza di Beirut ha ricevuto l'inviato Usa Amos Hochstein, in visita per cercare di allentare le tensioni tra Israele e Hezbollah. "Quello che è necessario è fermare l'aggressione israeliana in corso contro il Libano e tornare alla calma e alla stabilità lungo il confine meridionale" del Paese dei Cedri, ha detto il primo ministro secondo le dichiarazioni rilanciate dall'agenzia libanese Nna. "Continuiamo a cercare di fermare l'escalation, ripristinare la sicurezza e la stabilità e continuiamo a cercare di porre fine alle violazioni della sovranità libanese e agli atti sistematici di uccisione e distruzione commessi da Israele", ha aggiunto Miqati, che ha denunciato le "continue minacce israeliane al Libano".  “Il conflitto lungo la Linea Blu tra Israele e Hezbollah è andato avanti abbastanza a lungo. Persone innocenti stanno morendo, le proprietà sono danneggiate, le famiglie sono distrutte e l’economia libanese continua a declinare", ha detto intanto Hochstein parlando con i giornalisti a Beirut. "Il Paese sta soffrendo senza una buona ragione. È nell’interesse di tutti risolvere il conflitto rapidamente e diplomaticamente", ha aggiunto al termine degli incontri con i funzionari libanesi. "L’obiettivo del presidente americano Joe Biden è evitare un’ulteriore escalation verso una guerra più grande". "Sta per scadere il tempo" per un accordo "mediato a livello internazionale sul confine settentrionale" che ponga fine ai combattimenti con Hezbollah. A lanciare l'avvertimento è stato Benny Gantz, esponente di spicco dell'opposizione israeliana, che ha da poco lasciato il gabinetto di guerra creato in Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre. Gantz, che ieri ha incontrato l'inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein, ha riferito di aver mandato proprio questo messaggio al suo interlocutore, al quale peraltro – ha scritto su X – "ho espresso il mio apprezzamento per il suo ruolo personale nel cercare di favorire la stabilità regionale", ha aggiunto. "Ho sottolineato il mio impegno a eliminare la minaccia che Hezbollah rappresenta per i cittadini del nord di Israele, a prescindere dagli sviluppi della guerra a Gaza, e sosterrò qualsiasi decisione politica o militare responsabile ed efficace in merito dall'esterno del governo", ha aggiunto.  L'ex ministro della Difesa ha annunciato la scorsa settimana la sua uscita dal gabinetto di guerra – il cui scioglimento è stato formalizzato ieri dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu – a causa dei suoi disaccordi con il capo del governo sull'offensiva scatenata contro la Striscia in seguito agli attacchi di Hamas e di altre fazioni palestinesi. Almeno 17 civili sono stati uccisi, altri sono rimasti feriti oggi negli attacchi aerei israeliani che hanno colpito diverse aree della Striscia di Gaza. Fonti locali citate dall'agenzia di stampa Wafa hanno riferito che i corpi di otto persone sono stati recuperati dopo un bombardamento che ha colpito un'abitazione. Le ambulanze e le squadre civili hanno recuperato anche i corpi di altre cinque persone a seguito di un attacco aereo israeliano contro negozi nel campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia. I caccia israeliani hanno preso di mira una casa nel campo di Bureij, provocando l'uccisione di diversi civili e causando diverse vittime, mentre hanno portato avanti le loro incursioni in diverse aree della città meridionale di Rafah. 
Supererebbe i 37.370 morti il bilancio dei morti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre dello scorso anno. L'ultimo bollettino diffuso dal ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas, parla di 37.372 morti e 85.452 feriti. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera.  "La violenza sessuale è sempre stata un'arma di guerra e continua ancora oggi", ha detto la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, intervenendo all'evento dedicato alla questione della violenza sessuale da parte dei terroristi di Hamas e a cui ha partecipato l'ostaggio liberato Amit Soussana. "In Ucraina, i soldati russi hanno violentato le donne ucraine; in Iraq e Sudan, le donne sono sottoposte a terrore sessuale; e il 7 ottobre Hamas ha commesso atti orribili di violenza sessuale – ha aggiunto la Harris – Nei giorni successivi al 7 ottobre, ho visto immagini di persone insanguinate. Donne israeliane rapite. Poi è venuto alla luce che Hamas aveva commesso stupri di gruppo al Nova Music Festival. Ho sentito i racconti di un ex ostaggio, di ciò a cui ha assistito e sentito in prigionia. Queste testimonianze, temo, non potranno che aumentare man mano che verranno rilasciati altri ostaggi", ha affermato Harris. "Su questi crimini dev'essere detta la verità". "Intendevo qualcos'altro e questo è quello che è venuto fuori. Mi dispiace per questo. Non penso sia affatto appropriato paragonare qualcuno a Hamas o alle sue attività". Lo ha detto durante una riunione della Knesset il deputato israeliano Nissim Vaturi, che in precedenza aveva accusato i manifestanti antigovernativi israeliani di comportarsi come un ramo di Hamas. Vaturi ha presentato le sue scuse dopo che Benny Gantz ha chiesto a Netanyahu di rimuovere il deputato dal governo, definendo le sue osservazioni “riprovevoli”.  Gli Houthi esortano Russia e Cina a presentare all'Onu le prove che gli hanno fornito sulla presunta rete di spionaggio che i militanti sciiti hanno smantellato nei giorni scorsi nello Yemen, portando anche all'arresto di 13 dipendente delle Nazioni Unite. In una nota, Mohammed Ali al-Houthi, membro del Consiglio politico supremo degli Houthi, ha difeso la detenzione del personale dell'Onu, accusando il Palazzo di Vetro di "mancanza di rispetto della sua Carta". "Non abbiamo alcuna posizione contro i dipendenti dell'organizzazione delle Nazioni Unite, ma condanniamo gli Stati Uniti per aver impiegato le loro spie con il pretesto del lavoro umanitario e diplomatico – ha dichiarato al-Houthi – Siamo pronti a consegnare le prove e i documenti a una terza parte che rifiuti la violazione della sovranità dei Paesi con tali atti di spionaggio, e le dichiarazioni degli Stati Uniti a questo proposito sono una negazione di fatti evidenti, come negare il sole in pieno giorno". Il leader degli Houthi ricorda quindi di "aver già invitato Cina e Russia, e l'invito è ancora in corso se vogliono presentare (le prove) al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". L'Onu e le sue agenzie dovrebbero "fornire una spiegazione per queste azioni" su cui abbiamo ripetutamente avvertito con delle prove, poiché riflettono una mancanza di impegno nei confronti della loro Carta e dei regolamenti, che è un altro crimine ingiustificato". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Caldo infernale con Minosse, 44°C in Sardegna e 39°C a Roma: le previsioni meteo

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(Adnkronos) – L’anticiclone africano Minosse colpirà l’Italia, portando un caldo ‘infernale’ su tutto il Paese, compreso il Nord che finora aveva vissuto fasi relativamente fresche. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che nelle prossime ore la vampata nordafricana raggiungerà la Sardegna con 39°C ad Oristano, la Puglia con 36°C mentre porterà 35°C anche in Umbria (Terni) e 34°C al Nord (Forlì). Roma toccherà i primi 34°C della stagione. 
L’ondata di caldo sarà decisamente più potente tra mercoledì 19 e venerdì 21 giugno: entro sabato potrebbero arrivare dei temporali specie al Nord a mitigare un po’ la situazione. Questo periodo con il picco del caldo scatenerà il mercurio dei termometri, fino a valori eccezionali per giugno, 12 gradi oltre la norma climatologica. Solo localmente le temperature saliranno un po’ meno a causa di cieli più grigi o lattiginosi: sono previste infatti delle velature, specie sul fianco occidentale, con tanta sabbia del deserto che potrebbe in parte bloccare i raggi del sole. Nonostante le velature, la zona più calda durante il picco di metà settimana sarà il cagliaritano: sono previsti 44°C nelle zone interne più roventi e lontane dalla fresca brezza marina. La classifica delle province super canicolari vedrà ai vertici Benevento e Taranto con 41°C; Agrigento, Caserta, Foggia, Macerata, Siracusa e Terni con 40°C prenderanno la medaglia d’argento, una medaglia comunque incandescente.  Infine, con la febbre a 39°C, troveremo Ascoli Piceno, Catania, Fermo, Frosinone, Matera e Ragusa mentre tra 38 e 39 oscilleranno Avellino, Chieti, Forlì, Isernia e, in particolare, anche Roma e Napoli! Questa prima ondata di caldo sarà dunque molto intensa e, come sappiamo, anche pericolosa: la prima ondata, infatti, ci coglie sempre poco preparati fisicamente, il nostro corpo deve ancora acclimatarsi al cambio di stagione. E quest’anno il cambio di stagione sarà puntualissimo con il picco della canicola atteso intorno al Solstizio d’Estate (giovedì 20 giugno): un solleone africano infernale con l’Anticiclone Minosse in grande spolvero su gran parte dell’Italia, almeno fino a sabato. NEL DETTAGLIO 
Martedì 18. Al Nord: tutto sole e caldo. Al Centro: ampio soleggiamento, caldo in aumento. Al Sud: soleggiato e caldo. 
Mercoledì 19. Al Nord: velato con caldo ed afa. Al Centro: solleone, caldo oltre i 35°C, picchi di 43-44 in Sardegna. Al Sud: caldo in ulteriore aumento. 
Giovedì 20. Al Nord: caldo ed afa opprimente. Al Centro: sole prevalente, caldo fino a 38-39°C anche a Roma. Al Sud: caldo in aumento fino a 41°C. 
Tendenza: ondata di calore sempre più forte fino a venerdì, ma tornano i temporali. —[email protected] (Web Info)

Campi Flegrei, nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.4

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(Adnkronos) – Nuova scossa di terremoto oggi, 18 giugno, nella zona dei Campi flegrei. Il sisma è stato registrato nella notte dopo le 3.58, svegliando gli abitanti. Come riferisce l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la magnitudo è stata di 3,4 con una profondità di circa 3 chilometri. Al momento non si segnalano danni. Qualche ora prima c'erano state altre due scosse di intensità minore. Come scrivono i quotidiani locali, il terremoto è stato avvertito in maniera nitida, oltre che nell'area dei Campi Flegrei, anche a Licola, Monterusciello, Cuma e anche in alcuni quartieri di Napoli come Pianura, Bagnoli e Fuorigrotta.  "Nessun danno a persone o cose, c'è ovviamente timore perché le scosse bradisismiche continuano", dice all'Adnkronos il sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione. "Oggi c'è stato un incontro con la Prefettura e le Forze dell’ordine per discutere della messa in sicurezza dei costoni", aggiunge il sindaco, "che in questo periodo sono frequentati da migliaia e migliaia di ragazzi, dopo un sopralluogo via mare con la Capitaneria di porto, i geologi della Protezione civile regionale e il Comune di Bacoli, sono state ravvisate lesioni ai costoni in alcuni punti. In questi punti strategici è stata vietata la balneazione e la navigazione fino a 400 metri dalla costa. Per la messa in sicurezza sollecitiamo il Governo, la Regione Campania, la Città Metropolitana per affrontare la situazione: purtroppo il Comune non dispone di tutte le risorse", osserva il sindaco, che sugli sgomberi dagli edifici pericolanti per la sequenza di scosse nell'area dei Campi Flegrei informa: "Sono stati circa una ventina dal 20 maggio in poi, gli sfollati hanno per ora trovato una sistemazione autonoma".   —[email protected] (Web Info)

Nba, Boston Celtics campioni: Dallas Mavericks battuti 4-1

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(Adnkronos) – I Boston Celtics battono i Dallas Mavericks 106-88 in gara 5 delle Finals Nba, vincono la serie per 4-1 e conquistano il titolo 2024, il 18esimo della propria storia. Boston domina la sfida con le prestazioni di Jayson Tatum (31 punti, 8 rimbalzi e 11 assist) e Jaylen Brown (22 punti, 8 rimbalzi e 6 assist), mvp delle finali. —[email protected] (Web Info)

Corea del Nord, soldati Pyongyang uccisi da mine al confine

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(Adnkronos) –
Soldati nordcoreani sono rimasti uccisi o feriti nell'esplosione di mine mentre erano impegnati in operazioni di sgombero del terreno o altre operazioni nelle aree al confine con il Sud in un incidente avvenuto dopo che altri militari di Pyongyang avevano superato la frontiera prima di rientrare nelle loro basi in seguito a colpi di avvertimento sparati da Seul.  La notizia delle vittime è stata data da un ufficiale dello Stato maggiore sudcoreano, secondo cui Pyongyang sta installando "strutture non identificate" che sembrano essere barriere anticarro, collocando mine e ripulendo l'area per rafforzare la sicurezza lungo la zona smilitarizzata dall'aprile scorso. Secondo l'ufficiale, l'obiettivo sarebbe quello di impedire ai soldati dispiegati al confine e ai residenti dell'area di scappare al sud. Prima di questo incidente, l'agenzia di stampa di Seul Yonhap aveva dato notizia dell'ingresso nel sud di alcuni soldati nordcoreani nella seconda violazione di questo tipo dopo quella del 9 giugno scorso. Secondo lo Stato maggiore, tra 20 e 30 militari con strumenti di lavoro hanno superato la zona smilitarizzata lungo il 38mo parallelo, prima che i soldati sudcoreani sparassero cinque colpi di avvertimento, costringendo i militari di Pyongyang a tornare indietro.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Putin oggi in Corea del Nord: “Grazie a Kim per fermo sostegno guerra Ucraina”

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(Adnkronos) – Il presidente russo Vladimir Putin oggi e domani in visita ufficiale in Corea del Nord su invito di Kim Jong Un, la prima nel 'regno eremita' negli ultimi 24 anni.  In occasione del viaggio, il leader russo ha scritto un articolo per il giornale nordcoreano Rodong Sinmun, nel quale ha elogiato Kim per "il fermo sostegno" dato dalla Corea del Nord alla guerra in Ucraina e gli ha assicurato appoggio contro "le pressioni, i ricatti e le minacce militari degli Stati Uniti". Secondo Putin, i due Paesi devono continuare "a opporsi in modo risoluto" a quello che definisce le ambizioni dell'Occidente per "ostacolare la creazione di un ordine mondiale multipolare basato sul rispetto reciproco della giustizia".  
Mosca e Pyongyang, afferma Putin, stanno lavorando per sviluppare "meccanismi alternativi" di commercio che "non siano controllati dall'Occidente" in modo da dar vita ad un sistema di relazioni internazionali "più democratico e stabile". "Siamo disposti a collaborare intensamente perché le relazioni internazionali siano più democratiche e stabili. Per questo, svilupperemo meccanismi alternativi di commercio e accordi reciproci che non siano sotto il controllo dell'Occidente, e ci opporremo congiuntamente alle restrizioni unilaterali illegittime", afferma Putin in un comunicato pubblicato dal Cremlino e diffuso dall'agenzia di stampa Tass.  "Gli Stati Uniti si sforzano di imporre al mondo il cosiddetto ordine basato su norme, che in sostanza altro non sono che una dittatura neocoloniale globale basata sul principio del doppio standard. I Paesi che non sono d'accordo con questo approccio e perseguono politiche indipendenti devono affrontare pressioni esterne sempre più forti. La leadership statunitense considera questo naturale e legittimo desiderio di indipendenza e autonomia come una minaccia al suo dominio nel mondo", afferma il leader russo.   Sarà una "visita di stato amichevole" quella di Putin, precisa il Cremlino. Successivamente, dal 19 al 20 giugno, Putin si recherà in Vietnam per una visita di due giorni dedicata all'avanzamento del "partenariato strategico globale" tra Mosca e Hanoi, spiega sempre il Cremlino confermando quanto pubblicato dai media vietnamiti. "Russia e Corea del Nord: tradizione di amicizia e cooperazione portata avanti decennio dopo decennio" è il titolo di un intervento di Putin comparso sul quotidiano nordcoreano 'Rodong Sinmun' e citato dall'agenzia di stampa Kcna. Putin spiega le prospettive delle relazioni tra i due Paesi e la loro importanza nel mondo attuale, e assicura che Mosca sosterrà incessantemente la Corea del Nord "nella lotta per difendere il proprio diritto all'indipendenza", ringraziando al contempo il Paese per "aver sostenuto fermamente" Mosca nella guerra in Ucraina. Il leader nordcoreano Kim Jong-un si è recato in Russia in visita ufficiale su invito di Putin nel settembre del 2023, ricorda la Tass sottolineando che la Russia è stato il primo Stato visitato dal leader nordcoreano dall'inizio della pandemia di coronavirus, durante la quale i confini della Corea del Nord sono stati chiusi. In quell'occasione Kim Jong-un, in visita nell'Estremo Oriente russo, ha invitato il leader del Cremlino a recarsi a Pyongyang a momento opportuno. L'unica volta che Putin ha visitato Pyongyang è stato nel luglio del 2000, due mesi dopo il suo insediamento da presidente. 
Putin si recherà a Hanoi in Vietnam, mercoledì 19 e giovedì 20 giugno, secondo i media vietnamiti che citano funzionari locali. Durante la sua visita è previsto un incontro con il presidente vietnamita To Lam. ''Il presidente Putin si sta preparando per diversi viaggi'', si era limitato a dire il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in conferenza stampa senza specificare, ma indicando che ''la settimana lavorativa sarà molto intensa per il leader russo''. 
Il tema delle armi, con ogni probabilità, sarà oggetto dei colloqui tra Putin e Kim. Russia e Corea del Nord hanno sviluppato una "indistruttibile relazione da compagni d'armi", ha scritto il leader nordcoreano, Kim Jong Un qualche giorno fa. Kim, che fornisce a Mosca armi usate nella guerra contro l'Ucraina, forse anche missili balistici, è stato in Russia, nell'Estremo oriente del Paese, lo scorso anno, per incontrare il presidente russo. Le relazioni bilaterali sono "significative e si consolideranno in eterno", ha aggiunto Kim nel suo messaggio a Putin.  Il rapporto tra Pyongyang e Mosca si è consolidato in particolare da settembre dello scorso anno, quando Kim Jong-un si è recato in Russia. Nell'occasione, sono state gettate le basi per la collaborazione tra i paesi e in particolare per la fornitura di armi e munizioni alla Russia, con particolare attenzione all'artiglieria. L'intervento nordcoreano ha consentito alle forze armate russe di avere a disposizione un flusso costante di munizioni nel conflitto in corso da 26 mesi.  
L'intensificarsi delle relazioni tra Corea del nord e Russia testimoniato dalla visita di Vladimir Putin a Pyongyang preoccupa gli Stati Uniti. "Crediamo – ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller durante una conferenza stampa – che l'approfondimento della cooperazione tra Russia e Corea del Nord sia qualcosa che dovrebbe preoccupare molto chiunque sia interessato a mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana, a sostenere il regime globale di non proliferazione, a rispettare le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e, naturalmente, a sostenere il popolo ucraino nella sua difesa della libertà dall'invasione russa".  Miller ha poi ricordato le notizie sul trasferimento "illegale" da parte della Corea del Nord di decine di missili balistici e di oltre 11mila contenitori di munizioni alla Russia come dimostrazione di appoggio sul campo di battaglia. "Sappiamo che stanno usando le munizioni nordcoreane per minacciare l'Ucraina e uccidere gli ucraini. Continueremo quindi a fare presente chiaramente le nostre preoccupazioni. Continueremo a chiedere alla Russia di rispettare tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla non proliferazione". "Non siamo preoccupati per la visita" di Putin, ha chiarito ieri sera il portavoce del Consiglio ndi sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby. "Quello che ci preoccupa è l'approfondimento delle relazioni tra questi due Paesi". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Ondata di caldo sull’Italia, oggi bollino arancione a Perugia e Roma

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(Adnkronos) – L'anticiclone africano Minosse sta per travolgere l'Italia con temperature record su quasi tutto il Nord, il Centro e il Sud. Oggi, 18 giugno, è previsto bollino giallo (allerta 1) in 11 delle 27 città monitorate dal bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. Due, invece, le città in arancione: Roma e Perugia. Sono Ancora, Bologna, Cagliari, Campobasso, Firenze, Frosinone, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo. Mentre sarà bollino arancione (allerta 2, quindi condizioni meteorologiche che comportano un rischio per la salute della popolazione, in particolare per anziani e bambini) a Perugia e Roma.  Mercoledì la situazione del caldo peggiora. Saranno 10 le città da bollino arancione: Ancona, Bologna, Campobasso, Frosinone, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma e Viterbo.  Le massime di oggi, come spiegano gli esperti www.iLMeteo.it, si porteranno fino a 38°C in Sicilia e Sardegna (non escluse però punte di 41°C locali, come a Perfugas e Mara nel sassarese), 36°C a Benevento e Foggia ma, per la prima volta nel 2024, anche 34°C a Roma, Firenze e Frosinone. Il primo picco del caldo sarà quindi raggiunto tra mercoledì e giovedì con valori estremi, eccezionali: Benevento e Foggia 40°C, Matera e Potenza (a 800 metri) 38°C, Catania sarà bollente con 37°C all'ombra come Firenze, Arezzo, Roma, Terni e Forlì. Localmente, sulle isole Maggiori non si escludono punte di 42-43°C. Un'ondata di calore che potrebbe essere molto lunga, al Nord almeno fino al solstizio d'estate, quest’anno il solstizio avverrà giovedì 20 giugno alle ore 22.50, mentre al Centro-Sud ben oltre questa data astronomica, forse anche a oltranza.  —[email protected] (Web Info)

Parigi 2024, atleti e scienziati in allarme per il caldo: “Troppi rischi per la salute”

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(Adnkronos) –
Troppi rischi da caldo per la salute degli atleti durante le Olimpiadi di Parigi a luglio e agosto: le alte temperature potrebbero portare i concorrenti a collassare e, nel peggiore dei casi, a morire durante i Giochi. Questo l'avvertimento di 11 atleti olimpici, tra cui i vincitori di cinque campionati del mondo e sei medaglie olimpiche, che si sono riuniti con scienziati del clima e fisiologi del calore per illustrare la minaccia rappresentata dal caldo estremo per gli sportivi, nel rapporto 'Rings of Fire'. "Per gli atleti le conseguenze possono essere varie e di ampia portata, da problemi più piccoli che incidono sulle prestazioni, come l'interruzione del sonno e i cambiamenti dell'ultimo minuto negli orari degli eventi, ad impatti sulla salute più gravi, stress da caldo e lesioni. Con le temperature globali in continuo aumento, il cambiamento climatico dovrebbe essere considerato sempre più come una minaccia esistenziale per lo sport", afferma Lord Sebastian Coe, presidente di World Athletics e 4 volte medaglia olimpica. "Non è nel Dna di un atleta fermarsi e se le condizioni sono troppo pericolose penso che ci sia un rischio di incidenti mortali”, aggiunge Jamie Farndale, giocatore di rugby a 7 per la Gran Bretagna. 
I Giochi di Tokyo sono stati definiti "i più caldi della storia", con temperature che hanno superato i 34 gradi C e un'umidità che ha sfiorato il 70%, con gravi rischi per la salute dei concorrenti. I Giochi di Parigi – avvertono gli esperti – potrebbero superare questo record, visti i picchi di calore record degli ultimi mesi. Secondo il Copernicus Climate Change Service dell'Ue, il 2023 è stato l'anno più caldo mai registrato e il 2024 sembra mostrare lo stesso trend.  
Il rapporto contiene 5 raccomandazioni per le autorità sportive. Tra queste: programmare in modo intelligente per evitare il caldo estremo; tenere al sicuro atleti e tifosi con migliori piani di reidratazione e raffreddamento; dare agli atleti la possibilità di esprimersi sui cambiamenti climatici; incrementare la collaborazione tra enti sportivi e atleti per le campagne di sensibilizzazione sul clima; rivalutare la sponsorizzazione dei combustibili fossili nello sport.  L'atleta giapponese e campione del mondo 2019 Yusuke Suzuki spiega come le conseguenze del colpo di calore abbiano fatto deragliare i suoi sogni olimpici a Tokyo e abbiano avuto un profondo impatto personale e professionale, anche sulla sua salute fisica e mentale. Pragnya Mohan, la più grande atleta di triathlon della storia indiana, racconta di non potersi più allenare nel suo Paese a causa del caldo estremo. Tra gli altri atleti presenti nel rapporto anche l'italiana Elena Vallortigara, medaglia di bronzo ai Campionati mondiali del 2022 nel salto in alto.  Il rapporto, redatto da Basis e FrontRunners, si conclude esortando la comunità sportiva ad "affrontare queste preoccupazioni e ad attuare una serie di raccomandazioni suggerite dagli atleti per garantire la sicurezza e il benessere dei concorrenti. E' urgente ascoltare le loro voci e porre maggiore enfasi sulla loro protezione in seguito all'intensificarsi dei problemi climatici". —[email protected] (Web Info)

Malattie rare, Scd e Tdt: dati positivi a lungo termine per terapia exa-cel

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(Adnkronos) – Sono positivi i nuovi dati sull'impiego a lungo termine di exa-cel (exagamglogene autotemcel), terapia cellulare non virale, con modifica genetica ex vivo Crispr/Cas9, provenienti da studi clinici globali su persone affette da anemia falciforme grave (Scd) o beta-talassemia trasfusione-dipendente (Tdt). I risultati, presentati in occasione del recente Congresso annuale dell'Associazione europea di ematologia (Eha) – e diffusi da Vertex Pharmaceuticals Incorporated – confermano i benefici clinici potenzialmente trasformativi e duraturi di exa-cel, la prima e unica terapia approvata di editing genico basata sulla tecnologia Crispr/Cas9. I dati presentati – si legge in una nota – si riferiscono a più di 100 pazienti (46 Scd; 56 Tdt) trattati con exa-cel nel corso di studi clinici, il cui follow-up più lungo si estende a più di 5 anni. I risultati di efficacia sono coerenti con le analisi degli endpoint primari e secondari precedentemente riportati da questi studi con exa-cel e continuano a dimostrare un beneficio clinico potenzialmente trasformativo con livelli duraturi e stabili di emoglobina fetale (HbF) e di editing allelico. "Il beneficio potenzialmente trasformativo riscontrato nei pazienti affetti da anemia falciforme nel corso dello studio è impressionante, se si considera il peso significativo e cumulativo della malattia che le persone affette da questa malattia del sangue devono affrontare – ha dichiarato Haydar Frangoul, direttore medico di Ematologia e Oncologia pediatrica presso il Sarah Cannon Research Institute e il TriStar Centennial Children's Hospital di Hca Healthcare – Sono ansioso di offrire questa terapia e l'opportunità di una potenziale cura funzionale ai miei pazienti idonei". I dati presentati "relativi ai pazienti adulti e adolescenti con Tdt – ha affermato Franco Locatelli, professore di Pediatria presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia pediatrica dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – si aggiungono al crescente numero di evidenze a favore di exa-cel, confermando l'importanza di garantire la disponibilità di questo trattamento innovativo ai pazienti eleggibili il prima possibile. Con il follow-up più lungo, che ha ora raggiunto più di 5 anni e che dimostra livelli stabili di emoglobina totale e fetale, vi è ora evidenza di un beneficio duraturo derivante da exa-cel per i pazienti a cui il trattamento è stato somministrato”. Nel dettaglio le presentazioni – 2 presentazioni orali e 2 poster – comprendono i dati aggiornati degli studi pivotal dei pazienti trattati con exa-cel in Climb-111 e Climb-121 e seguiti in Climb-131. I nuovi dati dello studio pivotal exa-cel evidenziano che 36 pazienti su 39 (92,3%) con Scd e valutabili (quelli con almeno 16 mesi di follow-up) erano liberi da crisi vaso-occlusive (Voc) per almeno 12 mesi consecutivi (Vf12), coerentemente con i dati sull'endpoint primario precedentemente riportati. La durata media di assenza di Voc è stata di 27,9 mesi, con un massimo di 54,8 mesi. Nella Tdt, 49 su 52 (94,2%) pazienti valutabili (quelli con almeno 16 mesi di follow-up) sono stati indipendenti dalle trasfusioni per almeno 12 mesi consecutivi, con un'emoglobina media pesata di almeno 9 g/dL (Ti12), in linea con i dati sull'endpoint primario precedentemente riportati. La durata media dell'indipendenza trasfusionale è stata di 31,0 mesi, con un massimo di 59,4 mesi. Tutti i pazienti con Tdt dosati con almeno 16 mesi di follow-up sono liberi da trasfusioni e 2 dei 3 pazienti che non hanno raggiunto il Ti12 nel Climb-111 hanno raggiunto il Ti12 nello studio di follow-up a lungo termine, il Climb-131, e sono indipendenti dalle trasfusioni da oltre un anno. Il terzo è libero da trasfusioni da 3,4 mesi. Sia i pazienti con Scd che quelli con Tdt hanno riportato miglioramenti duraturi e clinicamente significativi nella qualità della vita, compreso il benessere fisico, emotivo, sociale/familiare e funzionale, oltre che lo stato di salute generale.  Inoltre, sia nei pazienti con Scd che in quelli con Tdt, i livelli di alleli Bcl11A modificati sono rimasti stabili nel tempo nel midollo osseo e nel sangue periferico, indicando il successo dell'editing nelle cellule staminali ematopoietiche a lungo termine. Tutti i pazienti hanno ottenuto l'attecchimento dei neutrofili e piastrine dopo l'infusione di exa-cel. Il profilo di sicurezza di exa-cel – conclude la nota – è stato generalmente coerente con il condizionamento mieloablativo con busulfano e il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche.  —[email protected] (Web Info)

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