(Adnkronos) – "Ti amiamo, Papà. Buona Festa del Papà". Nel Regno Unito, all'indomani del Trooping The Colour, la terza domenica di giugno è la Festa del Papà e i principini George, Charlotte e Louis debuttano sui social con un post su X dedicato a William. Poche parole, seguite da due cuori rossi, firmate "G, C & L". E una foto scattata dalla principessa del Galles, Kate Middleton, tornata ieri in pubblico con la famiglia per la prima volta dopo mesi di assenza dopo l'annuncio di un tumore. Lo scatto, pubblicato sull'account del principe e della principessa del Galles, ritrae William di spalle su una spiaggia, che abbraccia i figli. Il mare davanti a loro. Una foto realizzata, secondo Kensington Palace, durante un viaggio a Norfolk il mese scorso. Il post firmato dai tre principini è preceduto da quello firmato da William. Analogo. "Buona Festa del Papà", si legge con uno scatto di re Carlo giovanissimo con il principe ancora bambino. Una foto, sottolinea la Bbc, scattata il 12 giugno del 1984, quando ancora non era nato Harry. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ucraina, Cremlino: “Putin non rifiuta negoziati, ma no accordi con Zelensky”
(Adnkronos) – Il leader russo Vladimir Putin non rifiuta la possibilità di negoziati con l'Ucraina, ma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non è la persona con cui sottoscrivere accordi. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in dichiarazioni riportate dai media russi. "Non è la persona con cui si possono stringere accordi scritti perché l'accordo sarebbe illegittimo", ha detto Peskov. Secondo Peskov "probabilmente un politico che pone gli interessi della patria al di sopra dei suoi, e anche dei suoi padroni, penserebbe a una proposta del genere". Ma, secondo Putin, "Kiev deve rinunciare all'adesione alla Nato" e "ritirare le sue truppe dai territori che ora fanno parte della Federazione russa". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Meloni al summit sull’Ucraina: “Uniti per aiutare Kiev”. Ma alcuni Paesi non firmano dichiarazione
(Adnkronos) –
L'Italia ha fatto la sua parte" per aiutare l'Ucraina "e non intende smettere. Tuttavia dobbiamo unire tutti i nostri sforzi per aiutare Kiev a guardare verso il futuro". Lo sottolinea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo oggi al summit per la pace in Ucraina al Buergenstock, un resort nel comune di Stansstad (Canton Nidvaldo), nella Svizzera centrale.
Il comunicato finale, nel quale si legge che la Carta delle Nazioni Unite, "compresi i principi del rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità di tutti gli Stati, può e servirà come base per raggiungere una pace globale, giusta e duratura in Ucraina", esce tuttavia con l'approvazione della grande maggioranza dei Paesi che hanno partecipato ai lavori, ma con assenze di rilievo nel cosiddetto 'Sud globale'. Rivolgendosi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la premier assicura che "puoi continuare a contare su di noi, per tutto il tempo necessario". "Continueremo a fare ogni sforzo possibile – continua – per tenere tutti i partner internazionali impegnati, dato che anche loro stanno soffrendo le conseguenze globali di questo conflitto. Intendiamo fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per trasformare un futuro di pace e di liberà per l'Ucraina in realtà". Meloni ricorda che "pace non significa resa, come il presidente Vladimir Putin sembra suggerire con le sue ultime dichiarazioni, non vuol dire confondere la pace con l'essere soggiogati. Ciò costituirebbe un precedente, pericoloso per tutti. La conferenza di oggi rappresenta un'iniziativa coraggiosa, che smantella una determinata narrativa, o propaganda". "Nessuno mette in dubbio l'assoluta importanza dei tre temi cruciali di interesse globale che abbiamo discusso oggi: sicurezza atomica, sicurezza alimentare e la dimensione umana, in particolare il ritorno dei bambini dispersi, che sono importanti per tutti noi". Aiutare l'Ucraina a difendersi dall'invasione russa, dice Meloni, significa "difendere il sistema di regole che tiene insieme la comunità internazionale e che protegge ogni nazione. Se l'Ucraina non avesse potuto contare sul nostro supporto, sarebbe stata costretta ad arrendersi e oggi non saremmo qui a discutere le condizioni minime per un negoziato". Anche dalla discussione di oggi nel summit per la pace in Ucraina "c'è molto su cui possiamo costruire. E' esattamente quello che abbiamo fatto al vertice del G7 sotto la presidenza italiana, dove abbiamo appena raggiunto un accordo per fornire" all'Ucraina "circa 50 mld di dollari di sostegno finanziario aggiuntivo entro fine anno, facendo leva sui ricavi straordinari provenienti dai beni congelati alla Russia. E' un risultato estremamente significativo, il risultato di un grande lavoro di squadra fatto dai leader del G7", conclude.
Non firmano il comunicato finale, non ancora pubblicato, una dozzina di Paesi, molti dei quali 'pesanti': Armenia; Brasile (partecipava come osservatore; ha circa 215 mln di abitanti); Colombia; Città del Vaticano (osservatore); India, il Paese più popoloso del mondo; Indonesia (oltre 275 mln di abitanti), il più grande Paese musulmano del mondo; Libia; Messico (127 mln di abitanti); Arabia Saudita; Repubblica Sudafricana; Thailandia; Emirati Arabi Uniti. Lo firma, invece, la Turchia, il Paese che forse più di ogni altro ha svolto finora un ruolo di mediazione nel conflitto (con il comunicato di Istanbul della primavera del 2022, Russia e Cina andarono vicini ad un accordo, come ha documentato Foreign Affairs). La Cina, che è il secondo Paese più popoloso del pianeta dopo l'India, non ha partecipato alla conferenza. Oltre a un'ottantina di Paesi, tra cui tutti quelli dell'Ue (incluse Ungheria e Slovacchia), firmano il comunicato finale le tre istituzioni Ue (Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento) e il Consiglio d'Europa, organizzazione non Ue con sede a Strasburgo. "Il fatto che la grande maggioranza dei Paesi abbia approvato il comunicato indica che cosa può ottenere il lavoro diplomatico", dice la presidente della Confederazione Svizzera Viola Amherd, al termine del summit. "Date le differenti posizioni di partenza – continua Amherd — è un successo che si sia trovato" un terreno comune su alcuni temi. La Russia "ha fatto di tutto perché i leader non arrivassero" a partecipare al summit per la pace di Buergenstock, in Svizzera, ma i leader hanno partecipato ugualmente, sottolinea Zelensky. "Il successo più grande per noi è la fine della guerra". La conferenza di "oggi è il primo passo" verso quell'obiettivo, "ma piuttosto potente". Siamo in guerra, non abbiamo tempo per lavori prolungati. Muovere verso la pace significa agire velocemente. I preparativi dureranno mesi, non anni. Quindi, quando i piani di azione per la pace e ogni passo è stato compiuto, apriremo un secondo summit per porre fine a questa guerra, per una pace giusta e duratura. Questo summit dice che il sostegno internazionale non si sta indebolendo, è forte", aggiunge. Gli aiuti militari ricevuti dall'Ucraina "erano sufficienti a vincere la guerra? No. Sono arrivati in ritardo? Sì". Comunque, aggiunge, sono attesi altri "pacchetti" di aiuti militari e "lavoriamo per rafforzarli". In Ucraina "noi non abbiamo il problema della stanchezza, ma della sopravvivenza, perché Putin è venuto per distruggerci". Vladimir Putin, continua, "non si fermerà in Ucraina. Andrà avanti, credetemi, e allora tutti penseranno, in Europa, alla sopravvivenza e all'emigrazione", conclude. "Non abbiamo problemi" con il fatto che anche la Russia deve essere coinvolta in eventuali negoziati di pace, poiché "è chiaro che, per mettere fine alla guerra, bisogna avere entrambe le parti al tavolo. Il mio lavoro e la priorità del presidente Volodymyr Zelensky è portare l'Ucraina al tavolo nella posizione più forte possibile", ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, a margine del summit. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Euro 2024, oltre 10 milioni di telespettatori per l’Italia su Rai1
(Adnkronos) – L'Italia vince sul campo e stravince in tv. Sono stati 10 milioni e 386 mila telespettatori, per il 55,7% di share, a seguire la partita d’esordio della Nazionale italiana di calcio nei Campionati europei, disputata contro l’Albania, su Rai 1. In particolare, informa la Rai, il primo tempo è stato seguito da 10 milioni 454 mila (56,1%) e la ripresa da 10 milioni 322 mila (55,3%). Molto bene anche la partita degli Europei di calcio, valida per la prima giornata del Gruppo B, lo stesso in cui è inserita l’Italia, trasmessa nel pomeriggio su Rai 2 tra Spagna e Croazia (3-0), seguita da 1 milione 798 mila telespettatori con share al 17,4%. Nella fascia del prime time, su Rai 2, il film “Non avrai mai mia figlia” è stato seguito da 587 mila telespettatori (3,1%) e su Rai 3 “Sapiens – Un solo pianeta” ha ottenuto 587 mila telespettatori con il 3,6% di share. Ancora ottimi ascolti per il preserale della rete ammiraglia, con “Reazione a catena” che registra il 19,6% con 2 milioni 342 mila spettatori, mentre nella stessa fascia oraria, su Rai 3, “Blob, di tutto di più” è stato visto da 757 mila telespettatori (5,6%). Nella mattina di Rai 1 si segnalano Weekly che, nella seconda parte, raggiunge il 17,1% di share con 705 mila telespettatori, Buongiorno Benessere con il 16,6% e 743 mila telespettatori, Linea Verde Illumina 1 milione 80 mila (17,1%) e Linea Verde Sentieri 2 milioni 237 mila (20,6%). Sempre su Rai 1 si segnalano inoltre Linea Blu con 1 milione 445 mila telespettatori (12,4% di share), Passaggio a Nord Ovest con 997 mila telespettatori (8,8%), la seconda parte di “A Sua Immagine” .con il 10% di share e 838 mila telespettatori e “Italia sì” che nella seconda parte raggiunge 1 milione 68 mila telespettatori pari all’11,9 di share. Da segnalare su Rai 3 la rubrica del Tg3 “Pixel” che ottiene il 10,2% con 1 milione 162 mila spettatori e la puntata di “Report” che segna il 6,1% con 534 mila spettatori. —[email protected] (Web Info)
Ilaria Salis non interviene a festa Sinistra Italiana: “Non è in condizioni”
(Adnkronos) – Il tanto atteso intervento di Ilaria Salis non c’è stato. Rientrata ieri dall’Ungheria, la neo eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) – eletta con oltre 176 mila preferenze – stamane era attesa in video collegamento (senza possibilità di domande) alla festa milanese di Sinistra Italiana, ma non c’è stato – nonostante le conferme anche dell’ultima ora – perché spiegano gli organizzatori “non è in condizioni di intervenire”. —[email protected] (Web Info)
Salerno, aggressione e spari nella notte ad Angri: 35enne morto dissanguato
(Adnkronos) –
Aggressione e spari nelle strade del centro di Angri, in provincia di Salerno: 35enne morto dissanguato. Stanno cercando di chiudere il cerchio i carabinieri della stazione di Angri e della compagnia di Nocera Inferiore, che stanno indagando sull'episodio avvenuto nella notte. Inizialmente si pensava ad un accoltellamento, ma dall'esame esterno della salma da parte del medico legale è emersa una ferita da colpo d'arma da fuoco alla coscia. Secondo quanto si apprende, un 35enne, tossicodipendente e noto alle forze dell'ordine, sarebbe stato aggredito all'incrocio tra via Risi e via da Procida, intorno alle 3. Qualcuno ha esploso alcuni colpi di pistola verso le gambe del 35enne, che non è stato soccorso ed è morto dissanguato in strada. La Procura di Nocera Inferiore ha aperto un'inchiesta che sembra vicina alla svolta: il pm di turno sta interrogando alcune persone informate sui fatti. —[email protected] (Web Info)
Trento, l’orso si aggira per Malè dopo la festa della scuola – Video
(Adnkronos) – Un orso è stato filmato mentre si aggirava nella notte nelle strade di Malé, in Trentino. Lo denuncia su Facebook Claudio Cia, consigliere della Provincia Autonoma di Trento e Consigliere Regionale del Trentino-Alto Adige, che posta anche il video in cui si vede il plantigrado camminare per il paese appena dopo la festa di fine scuola. "Questa notte, verso le 2, un orso si aggirava nel centro abitato di Malé, mentre il paese era in festa – scrive il consigliere nel post che accompagna il video – C'era vita ovunque: musica dal vivo, bancarelle e tanti ragazzi per le strade. Ditelo agli animalisti da salotto: fuori dal suo habitat, l'orso è un pericolo, una potenza letale. Sotto la pelliccia morbida e il musetto simpatico, l'orso rimane un predatore feroce". —[email protected] (Web Info)
Ucraino ucciso a Bologna, fermato connazionale per omicidio
(Adnkronos) – La Squadra Mobile di Bologna ha fermato ieri sera un ucraino di 38 anni, con precedenti di Polizia, gravemente indiziato dell’omicidio di un 40enne ucraino consumato all’interno della sua abitazione in via Ferrarese. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Bologna Michele Martorelli. Il 40enne è stato trovato la sera del 14 giugno scorso riverso su una sedia con varie ferite sul corpo e alla testa. Condotto all’ospedale Maggiore dove è stato operato d’urgenza con accertamento di un trauma alla pancia con conseguente asportazione della milza e frattura al cranio, è morto ieri mattina. Nel corso della perquisizione in casa la Polizia Scientifica ha rilevato alcune impronte latenti attribuibili al fermato, la cui partecipazione all’efferato delitto è stata confermata anche dalla acquisizione minuziosa di alcune telecamere presenti che ne hanno immortalavano l’arrivo nella palazzina dove abitava la vittima, armato di oggetto contundente, e la successiva fuga dopo alcuni minuti con alcune evidenti tracce ematiche lungo il braccio. Gli elementi forniti hanno consentito al pubblico ministero di emettere un provvedimento di fermo per il reato di omicidio nei confronti del cittadino ucraino rintracciato in zona Pilastro a bordo di un mezzo a lui in uso. Condotto in questura dopo le dovute perquisizioni, è stato sottoposto a interrogatorio e, dopo il fermo, è stato condotto nella locale casa circondariale. Il movente è da ricondurre a motivi passionali. —[email protected] (Web Info)
Russia, rivolta nel carcere di Rostov: uccisi 6 terroristi Isis, liberati ostaggi – Video
(Adnkronos) –
Rivolta nel centro di custodia cautelare a Rostov sul Don, in Russia. Sei detenuti per terrorismo, accusati di appartenere all'Isis, hanno preso in ostaggio due guardie carcerarie per alcune ore, prima di essere uccisi dai militari intervenuti. "Durante un'operazione speciale, i criminali sono stati eliminati e i dipendenti presi in ostaggio sono stati rilasciati e non sono rimasti feriti", hanno riferito in un comunicato i servizi penitenziari.
A quanto riporta la Tass, citando le forze dell'ordine, gli ostaggi erano un ufficiale operativo e un ispettore-supervisore. I sequestratori, armati di coltello, manganello di gomma e di un'ascia antincendio, chiedevano un'auto per lasciare il centro. Secondo le autorità, i prigionieri erano tenuti in celle diverse, ma esisteva un collegamento tra loro e la presa degli ostaggi era in preparazione da diversi mesi. Si indaga per capire se l'azione sia stata coordinata dall'esterno.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti il capo del servizio penitenziario federale russo per la regione di Rostov, nonché i rappresentanti delle forze dell'ordine e della procura. Nelle strade adiacenti al centro di custodia cautelare il traffico è stato limitato e il Dipartimento di Protezione Civile e Gestione delle Emergenze ha chiesto agli automobilisti di scegliere percorsi alternativi. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Elezioni Europee, Follini: “Misura forza Meloni sarà nella sua saggezza”
(Adnkronos) – "Il duca di Wellington, dopo aver sconfitto Napoleone, commentò con mesta saggezza che non c’era sentimento più triste di quello che si prova all’indomani delle battaglie vinte. A parte ovviamente, aggiunse, di quello che si prova all’indomani delle battaglie perse. Ora, non è ancora dato di capire fino in fondo quali siano i sentimenti politici nascosti nell’animo dei protagonisti della battaglia che s’è appena combattuta sul fronte delle elezioni europee. Vincitori e vinti sono infatti lì, in bella evidenza. Ma le conseguenze di tutte queste vittorie e sconfitte debbono ancora dipanarsi. Ed è assai probabile che ci vorrà un certo tempo prima di venire a capo di alcuni dei dilemmi che il voto ha consegnato a protagonisti e comprimari. Meloni detta Giorgia, in particolare, può festeggiare numeri mai così favorevoli. E anche quanti sono critici verso la sua impostazione politica (il sottoscritto tra questi) non possono però non riconoscere la portata del consenso che si è guadagnata in questi primi mesi. Certo, verranno poi le difficoltà dell’economia, e non saranno poche né di poco conto. E non sarà facile neppure districarsi nel labirinto europeo, laddove i numeri non fanno prevedere un cambiamento della coalizione che governa l’unione ma la sconfitta della leadership franco-tedesca a sua volta non potrà non avere qualche conseguenza. Dunque ci sarà subito un primo, impegnativo banco di prova da affrontare da parte del governo italiano. Che non ha nessuna ragione al mondo per isolarsi. Ma che non potrà neppure sovvertire del tutto -per sua fortuna, viene da dire- la grande coalizione che governa i destini europei. Finora la Meloni ha avuto l’accortezza di barcamenarsi, tenendo insieme le sue alleanze a destra e la collaborazione con la popolare Von dar Leyen. Impresa che ora diventa più difficile, ancorché forse più necessaria. Come sempre si tratterà di trovare la misura giusta. E’ prevedibile infatti che Meloni vorrà tener fede, per quanto possibile, alle sue alleanze storiche. Ma la sua priorità principale sarà soprattutto quella di non farsi isolare. E sull’altare di questa priorità ci sarà inevitabilmente qualche rinuncia da fare. Vista da lontano, la cosa appare come un rompicapo. Risolvibile, certo. Ma a patto di pagare qualche prezzo in più per entrare nella 'stanza dei bottoni' della nuova governance europea. E poi ci sarà, subito dopo, un altro banco di prova non meno impegnativo. E cioè decidere come portare avanti quel disegno riformatore (premierato più autonomia regionale) su cui finora Meloni sembra propensa a giocarsi il suo destino italiano. Ora, la premier può anche pensare che il voto europeo sia un lasciapassare per andare avanti così, indifferente alle critiche e alle insidie. Ma sbaglierebbe. E proprio ora che ha vinto e ha il vento in poppa dovrebbe cogliere questa occasione per cercare di stemperare le tensioni più forti che si addensano intorno a questi due traguardi. Si può discutere, certo, l’elezione del premier. Ma pretendere di farla passare così com’è, senza por mano alla legge elettorale e senza studiare bene i contrappesi che possono rendere quella riforma digeribile anche per i custodi del vecchio ordine politico appare come un’imprudenza. Tanto più mentre la curva del non voto ha appena superato -per la prima volta- la maggioranza assoluta. Non era mai successo che restasse a casa il 51 per cento dei votanti. Argomento a doppio taglio, si dirà. Che può essere usato dai fautori della riforma per procedere più speditamente e dai critici per tirare il freno. Ma che almeno dovrebbe convincere tutti dell’utilità di uscire, per quanto possibile, dalle trincee della contrapposizione. Quanto all’autonomia differenziata, il voto del Mezzogiorno sembra avvisare il governo e il partito meloniano del diffondersi di un certo numero di apprensioni a questo riguardo. Con una differenza, però. Che in questo caso la quadratura del cerchio sembra quasi impossibile, tra il nord che cavalca l’argomento e il sud che se ne sente minacciato. La virulenza del 'confronto' parlamentare dei giorni scorsi certifica, assieme, l’inciviltà di alcune frange (soprattutto) di destra e il carattere pressoché esplosivo della materia. Occorrerà molta pazienza, insomma, per sciogliere tutti questi nodi. Il calendario politico istituzionale sta segnalando a tutti che si dovrebbe aprire una nuova stagione. E magari sta consigliando alla Meloni di fare l’uso più prudente e più accorto dei molti consensi che s’è appena guadagnata. Laddove questa volta la misura della sua forza sarà più nella sua saggezza che nel suo impeto". (di Marco Follini) —[email protected] (Web Info)









