(Adnkronos) –
Spettacolare esordio per la Spagna a Euro 2024. Le Furie Rosse travolgono 3-0 la Croazia all'Olympiastadion di Berlino grazie alle reti, tutte nel primo tempo, di Morata, Fabian Ruiz e Carvajal. Prova convincente per la Nazionale di De La Fuente che avvisa gli azzurri che affronteranno giovedì prossimo a Gelsenkirchen. Stasera l'esordio anche per i ragazzi di Spalletti alle 21 a Dortmund contro l'Albania. Sin dai primi minuti è chiaro il leit-motiv dell'incontro con la 'Furie Rosse' che gestiscono il possesso palla e i croati raccolti nella loro metà campo. Dopo 8 minuti si vede il primo tiro in porta. Ci prova Morata con un tentativo rasoterra dal limite ben parato da Livakovic. Al 23' tentativo di colpo di testa di Budimir, su cross di Stanisic, con palla abbondantemente a lato. Al 29' la nazionale di De La Fuente sblocca la partita: assist illuminante di Fabian Ruiz con un pallone verticale da dietro la linea di centrocampo, perfetto per Morata che può involarsi centralmente e battere Livakovic per l'1-0. Alla mezz'ora immediata chance per il pari croato. Kovacic arriva al tiro dal limite con grande libertà, ma non angola troppo: Unai Simon salva. Al 32' raddoppio spagnolo, Fabian Ruiz riceve centralmente al limite dell'area doppio dribbling e mancino incrociato e basso dall'altezza del dischetto imparabile per Livakovic. La nazionale del ct Dalic reagisce con un tiro di Brozovic dal limite dell'area parato in tuffo di Unai Simon che non trattiene il pallone sul quale si avventa Majer che calcia sull'esterno della rete. Al 41' Gvardiol riceve sulla sinistra dell'area e prova un tiro-cross sul secondo palo col mancino. La palla sfiora contemporaneamente sia il palo che la gamba di Budimir, che cercava la deviazione vincente da pochi passi in allungo. In pieno recupero arriva il terzo gol. Yamal crossa di sinistro dalla destra e Carvajal interviene sotto porta per il 3-0. Si riparte senza cambi e al 7' Furie Rosse vicine al poker: Yamal riceve tutto solo sulla destra dell'area da Pedri e prova il mancino a giro sul secondo palo: grande risposta di Livakovic. Al 10' mischia in area spagnola, con i croati che ci provano più volte da pochi passi. Pericoloso soprattutto Stanisic, murato da Cucurella e Unai Simon. Dopo un minuto primo cambio per Dalic con Perisic al posto di Budimir. Al quarto d'ora De La Fuente toglie Pedri e inserisce Dani Olmo. Al 21' per la Spagna escono Morata e Williams dentro Oyarzabal e Merino. Nella Croazia Pasalic e Sucic per Modric e Kovacic. La girandola di cambi prosegue al 27' con Petkovic per Kramaric. Al 33' rigore per la Croazia. Unai Simon sbaglia un passaggio in uscita e regala palla in area alla Croazia, a quel punto Rodri stende Petkovic che doveva solo spingere in rete il pallone: rigore e giallo per il centrocampista del Manchester City. Unai Simon (anche grazie al palo) salva sul rigore di Petkovic, poi però Perisic raccoglie palla sulla sinistra dell'area e la offre allo stesso Petkovic che mette in rete. Gol convalidato e poi annullato dal Var, perché Perisic era entrato in area in anticipo. Al 41' ultimi cambi della Spagna: Zubimendi e Ferran Torres per Rodri e Yamal. Gli ultimi minuti non regalano ulteriori emozioni e dopo 5' di recupero l'arbitro inglese Oliver manda tutti negli spogliatoi. —[email protected] (Web Info)
Euro 2024, Spagna-Croazia 3-0: Furie Rosse calano tris
Ilaria Salis, il momento dell’arrivo a casa – Video
(Adnkronos) – Ilaria Salis è tornata a casa. Dopo 16 mesi di prigione in Ungheria, 20 giorni di arresti domiciliari e un lungo viaggio in macchina da Budapest a Monza, la neo-europarlamentare eletta nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra, è giunta davanti al portone della casa accompagnata dai genitori. Dall’interno del veicolo ha accennato un sorriso al fitto capannello di giornalisti che ha trovato ad attenderla ma non si è fermata a parlare con la stampa. "Ilaria è stravolta, deve fare una doccia e rilassarsi un attimo", ha fatto poi sapere il padre, Roberto Salis. —[email protected] (Web Info)
Italia-Albania, le formazioni
(Adnkronos) – Sono state annunciate le formazioni ufficiali di Italia-Albania, in campo alle 21 a Dortmund, in un match valido per il gruppo B degli Europei di Germania 2024. Spalletti sceglie Calafiori in difesa e Barella e Frattesi a centrocampo, Scamacca riferimento offensivo. Questi gli 11 iniziali. ITALIA (4-2-3-1): Donnarumma; Di Lorenzo, Calafiori, Bastoni, Dimarco; Jorginho, Barella; Chiesa, Frattesi, Pellegrini; Scamacca. Ct. Spalletti. ALBANIA (4-3-3): Strakosha; Hysaj, Ajeti, Djimsiti, Mitaj; Asllani, Ramadani, Bajrami; Asani, Broja, Seferi. Ct. Sylvinho. —[email protected] (Web Info)
Trooping the colour, Iannelli (Favo): “Da Kate messaggio potente di normalità e speranza”
(Adnkronos) – Kate Middleton, alla sua prima apparizione pubblica dopo la diagnosi di tumore, "ci restituisce un messaggio potente, di normalità e speranza, che arriva alle persone che stanno affrontando anche adesso, in questi giorni e in questi mesi, un trattamento anticancro. Succede quando personaggi pubblici di questa portata, magari loro malgrado ovviamente, decidono poi comunque di condividere il loro percorso con gli altri". E' la riflessione di Elisabetta Iannelli, segretario generale della Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), che commenta all'Adnkronos Salute la scelta della principessa Catherine di rendere partecipi i cittadini britannici della malattia che sta affrontando e di come procede il suo cammino, fra "giorni buoni e giorni brutti", come ha scritto lei stessa ieri in un post in cui annunciava che sarebbe stata presente oggi con la famiglia alla parata per il compleanno del re, la cerimonia del 'Trooping the Colour'. Kate "è un personaggio di primissima linea ed evidentemente non poteva rimanere indifferente rispetto alla pubblica opinione – osserva Iannelli – però mi sembra che la stia gestendo molto bene, con molta dignità e dando quel minimo di segnale che però ci fa capire come oggi chi si ammala di tumore intanto non è un morto che cammina, ma soprattutto ha bisogno dei suoi tempi, dei suoi spazi per poter tornare alla vita. Tutte le illazioni che sono state fatte in questi mesi, poco rispettose della persona, erano anche molto lontane dal conoscere qual è la realtà di chi ha una diagnosi oncologica e comincia a fare i trattamenti. Io non mi sono stupita minimamente del fatto che per alcuni mesi" la principessa del Galles "sia stata concentrata su se stessa, nell'intimità della propria famiglia, dei propri affetti". "Chi conosce quello che succede dopo una diagnosi oncologica per averlo vissuto sulla propria pelle o per aver assistito una persona cara – prosegue – sa bene che almeno i primi sei mesi o l'anno che segue alla diagnosi sono comunque più o meno interamente occupati da trattamenti di diversa natura. C'è la chirurgia, la chemioterapia, la radioterapia. Nonostante i passi avanti fatti, sono comunque trattamenti tossici o invalidanti temporaneamente. Per cui il fatto che Kate si sia ritirata dalle scene per qualche mese mi sembra che sia stata una cosa ovvia". Pensando a quei giorni di silenzio iniziale da parte della famiglia reale e di enorme pressione dell'opinione pubblica, Iannelli fa notare che, "al di là dell'interesse morboso che ci può essere nei confronti di questi personaggi pubblici", anche nel voler sapere, nel voler cercare i segni della malattia sulla loro 'pelle', "io non escludo che ci sia anche una componente che è legata alla paura che fa ancora la parola cancro. Questi due elementi uniti hanno fatto sì che l'approccio fosse questo". Nel racconto della principessa, che spiega di fare progressi ma di non essere ancora fuori pericolo, di aver imparato ad essere paziente e di prendere ogni giorno come viene, ascoltando il suo corpo e prendendosi il tempo necessario per guarire, per la segretaria generale di Favo c'è "la normalità, l'aderenza alla realtà. Una narrazione in cui qualunque malato oncologico si può rispecchiare". "E' esattamente così – continua – si sta come su un'altalena, ci sono dei giorni buoni e dei giorni meno buoni, sia fisicamente che psicologicamente". Kate, "esattamente come fanno tutti, ha rimodulato i suoi tempi di vita in base alla condizione psicofisica del momento, cercando di concentrare le risorse prima di tutto su se stessa, per poter affrontare le cure, e poi sugli effetti più cari, limitando quello che in questo momento diventa più marginale, non essenziale. Quello che ci restituisce ancora è la riflessione sul tempo che ci è dato di vivere, su quanto è prezioso e lo dobbiamo utilizzare nel migliore dei modi, consapevoli dei limiti che ci sono imposti per un certo periodo dalla malattia e dai trattamenti". La storia di Kate fa pensare anche al tema dei giovani adulti che si ammalano e ai segnali che arrivano da alcuni studi, secondo cui i casi in queste fasce d'età sono in aumento. "Io mi sono ammalata giovane ormai 30 anni fa", riflette Iannelli, che aveva 25 anni allora e conosce bene questa realtà. "Se fosse confermata questa tendenza – dice – va posta particolare attenzione a questo, perché cambia completamente anche l'approccio e il paradigma di cura. Se stiamo trattando una giovane donna o un giovane uomo in un momento in cui si sta costruendo la vita futura, e si può pensare a una guarigione o cronicizzazione della malattia e a un'aspettativa di vita comunque lunga, allora anche la scelta dei trattamenti terapeutici deve tenerne conto. Dobbiamo pensare oggi di preservare la fertilità per evitare che domani il guarito non possa avere dei figli. Dobbiamo pensare oggi a eventuali effetti collaterali che potrebbero danneggiare altri apparati, come il cardiocircolatorio. C'è tutto un ragionamento che cambia se la diagnosi riguarda una persona giovane. Vanno considerate tutte le ricadute nell'affrontare le scelte in ambito terapeutico e sanitario, anche avendo molto chiaro quello che è il resto della vita, la famiglia e il lavoro, l'inclusione nella società. Aspetti che possono essere pregiudicati in maniera anche grave e irreversibile". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Italia-Albania, solo denuncia per i 67 ultras italiani bloccati a Dortmund
(Adnkronos) – Potrebbero essere rilasciati i 67 ultras italiani fermati questa sera a Dortmund prima della partita Italia-Albania. I tifosi, provenienti dal nord Italia e da Roma, presumibilmente saranno denunciati per il possesso dei vari oggetti atti ad offendere e delle bombe carta che avevano al seguito insieme ai passamontagna, ma, a quanto apprende l'Adnkronos, dagli accertamenti della polizia tedesca, ancora in corso, non sarebbero emersi elementi per contestare altri reati. D'altra parte, probabilmente anche grazie al fatto che gli ultras sono stati intercettati dagli 'spotter' della Digos prima della partita, a Dortmund non si sono verificati né aggressioni né scontri, e dunque non sono emersi elementi tali che consentissero di trattenerli ed incriminarli. —[email protected] (Web Info)
Due giovani travolti dalla corrente del fiume Brenta salvati dai Vigili del fuoco – Video
(Adnkronos) – Si è rischiata una replica della tragedia sul Natisone, oggi nel primo pomeriggio, lungo il fiume Brenta nel tratto che lambisce Fontaniva (Padova). Due giovani, nel tentativo di attraversare il fiume, sono stati travolti dalla corrente. Uno dei due è riuscito a guadagnare la riva a nuoto, mentre il secondo è riuscito ad attaccarsi ad un tronco. Impegnati sul posto la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Cittadella, una squadra SAF (Speleo Alpino Fluviali) da Padova e l’elicottero di Venezia con i sommozzatori a bordo. A recuperare il ragazzo rimasto in balia della corrente ci ha pensato un sommozzatore calandosi dall’elicottero, invece l’altro ragazzo sulla riva è stato direttamente caricato a bordo dall’elicottero atterrato sulla sponda del fiume. Sul posto anche i carabinieri. —[email protected] (Web Info)
Elly Schlein balla sul carro del Roma Pride – Video
(Adnkronos) – La musica pop fa scatenare la segretaria del Pd Elly Schlein, salita sul carro del Coordinamento del Roma Pride. Quando poi suona il pezzo 'Festival' di Paola e Chiara, madrine lo scorso anno della kermesse, ha cantato a squarciagola e ballato. Con lei sul carro (lo stesso di Annalisa e delle Karma B) anche Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del Pd. —[email protected] (Web Info)
Duplice omicidio nel casertano, uccisi un avvocato e suo fratello: fermato 53enne
(Adnkronos) – Svolta immediata nelle indagini sul duplice omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino di 28 e 39 anni uccisi nel primo pomeriggio di oggi, 15 giugno, in un agguato a Orta di Atella, in provincia di Caserta. Un operaio 53enne è stato fermato e portato in caserma, dai carabinieri della compagnia di Marcianise e del nucleo investigativo di Aversa. L'uomo è sospettato di aver teso l'agguato in cui sono morti li due fratelli. Esclusa la pista dell'agguato di camorra, le indagini hanno subito portato ad una svolta con il primo sospettato. Le due vittime erano molto note a Cesa. Marco Marrandino era un avvocato ed aveva ricoperto anche il ruolo di presidente del consiglio comunale dal 2012 al 2015 con il sindaco Cesario Liguori, mentre suo fratello minore Claudio era un imprenditore edile molto noto nel settore. Forse, alla base dell'efferato delitto, potrebbero esserci contrasti legati all'attività di Claudio Marrandino. Verso le 14 di oggi, i due fratelli erano a bordo di un suv BMW bianco, quando sono stati raggiunti da un uomo armato che ha fatto fuoco, uccidendo prima Claudio in auto e inseguendo il 39enne avvocato che aveva tentato la fuga, sparandogli alle spalle. —[email protected] (Web Info)
Giustizia, Anm: pronti a una o più giornate di sciopero contro la riforma
(Adnkronos) – L'Associazione nazionale magistrati è pronta a indire una o più giornate di sciopero contro la riforma costituzionale della giustizia. E' quanto è stato deliberato in un documento comune, approvato all'unanimità e per acclamazione al termine del comitato direttivo centrale che si è svolto oggi, aperto a rappresentanti delle magistrature contabile, amministrativa e militare e dei rappresentanti di alcune giunte di sezione. E' prevista, si legge nel documento "l’indizione, in relazione all’iter parlamentare di discussione del Ddl di riforma costituzionale, di una o più giornate di astensione dall’attività giudiziaria per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli della riforma". "Una riforma che – sottolinea l'Anm – stravolgendo l’attuale assetto costituzionale e l’equilibrio tra i poteri dello Stato, sottrae spazi di indipendenza alla giurisdizione, riducendo le garanzie e i diritti di libertà per i cittadini". Dalla riforma "emerge un disegno di indebolimento della magistratura, realizzato essenzialmente attraverso la separazione dell’unico ordine giudiziario mediante la previsione di due diversi Csm, uno per i giudici e l’altro per i pubblici ministeri, con un subdolo affidamento della direzione dei due organi alla componente di nomina politica, e mediante l’attribuzione della competenza disciplinare ad un’Alta Corte, che si configura come un tribunale speciale previsto solo per la magistratura ordinaria", sottolinea il documento. La separazione delle carriere, evidenzia ancora l'Anm "non risponde ad alcuna esigenza di miglioramento del servizio giustizia, ma determina l’isolamento del pubblico ministero, mortificandone la funzione di garanzia e abbandonandolo ad una logica securitaria, nonché ponendo le premesse per il concreto rischio del suo assoggettamento al potere esecutivo". Per questo l'Anm ha deciso di "avviare immediatamente una mobilitazione culturale e una sensibilizzazione dell’opinione pubblica".Una mobilitazione che "sia a livello centrale che locale, si articolerà in diverse iniziative". Tra queste "l’elaborazione di una strategia comunicativa innovativa ed efficace anche con il supporto di esperti" e "lo svolgimento di iniziative comuni su tutto il territorio coinvolgendo istituzioni locali, avvocatura, scuole, università, esponenti della società civile, sindacati e associazionismo". L'Anm si impegna poi a organizzare "almeno una manifestazione nazionale da svolgersi in un luogo istituzionale significativo" e a creare "luoghi di confronto e sinergia con le altre magistrature". Previsto anche "il coinvolgimento delle istituzioni europee preposte al monitoraggio dell’indipendenza e imparzialità della magistratura". Infine "nella eventuale prospettiva di un referendum costituzionale, l’impegno a ogni forma di mobilitazione, inclusa la partecipazione ad eventuali iniziative di comitati referendari". —[email protected] (Web Info)
Esplosione a Rafah, uccisi 8 soldati israeliani
(Adnkronos) – Otto soldati israeliani sono rimasti uccisi in un'esplosione a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, in quello che è l'episodio con il bilancio più pesante per le Idf nell'enclave da gennaio. Lo ha reso noto l'esercito dello Stato ebraico, che ha identificato per il momento un solo soldato: il capitano Wassem Mahmoud di 23 anni. Le famiglie degli altri sette soldati sono state informate e i loro nomi saranno resi pubblici più tardi. Secondo un'indagine iniziale delle Idf, le truppe sono state uccise all'interno di un veicolo corazzato Namer intorno alle 5 del mattino a seguito di un'offensiva notturna contro Hamas nelle aree nord-occidentali del quartiere Tel Sultan di Rafah, durante la quale le truppe della 401esima Brigata corazzata hanno ucciso circa 50 uomini armati. Il Namer era il quinto o sesto veicolo del convoglio e ad un certo punto è stato colpito da una forte esplosione. Non è chiaro se sia stata causata da una bomba piazzata sulla strada, se operativi di Hamas si siano avvicinati al veicolo con un ordigno esplosivo e se lo abbiano piazzato direttamente sul mezzo. La morte degli otti soldati israeliani è "il prezzo straziante di questa nostra guerra giusta per difendere la patria", ha detto Benjamin Netanyahu esprimendo le "sue profonde condoglianze", ma insistendo che "nonostante il prezzo pesante e sconvolgente, dobbiamo mantenere gli obiettivi della guerra". Tra questi, ha ribadito il premier israeliano in un video messaggio, "la distruzione delle capacità militari e governative di Hamas, il ritorno di tutti gli ostaggi, l'assicurare che Gaza non costituirà più una minaccia per Israele e il ritorno di tutti i nostri cittadini alle loro case, sia al nord che al sud". "Quando il prezzo è così pesante ci ricorderemo quello per cui combattiamo, per assicurare la nostra esistenza e il nostro futuro", ha continuato Netanyahu, ricordando gli attacchi del 7 ottobre e affermando che "questo mostruoso nemico non ha intenzione di fermarsi qui. Insieme al resto dell'asse del male dell'Iran continuerà a cercare di distruggerci. Se non lo fermiamo non si fermerà, quindi non ci sono alternative alla vittoria". Sale ancora il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, si contano almeno 37.296 morti e 85.197 feriti dall'inizio dell'operazione militare israeliana in risposta all'attacco del 7 ottobre. Lo stesso ministero ha sottolineato che ci sono stati 30 morti e 95 feriti solo nelle ultime 24 ore. Oggi un ragazzo palestinese di 16 anni è stato ucciso e altre due persone sono state ferite da militari israeliani nei pressi di Nablus in Cisgiordania. Lo ha reso noto il ministero della Sanità palestinese, riporta l'agenzia Wafa citando fonti locali secondo le quali le forze israeliane hanno condotto un raid nella località di Beit Furik, aprendo il fuoco. Le altre due persone ferite sono un uomo di 45 anni e un altro ragazzo di 16 anni. —internazionale/[email protected] (Web Info)






