(Adnkronos) –
In Italia il livello di evasione fiscale resta altissimo, intorno agli 84 miliardi di euro l'anno, sebbene "la nostra Amministrazione Finanziaria disponga di 190 banche dati collegate digitalmente tra loro, archivi che raccolgono un numero incredibile di informazioni fiscali che se opportunamente incrociati tra loro potrebbero determinare con grande precisione la fedeltà fiscale di ognuno dei 43,3 milioni di contribuenti italiani". Lo segnala la Cgia di Mestre ricordando che "solo a titolo di esempio, il nostro fisco conserva ogni anno di 2,4 miliardi di fatture elettroniche e di 1,3 miliardi di informazioni sui redditi e sui bonus utilizzate dall’Agenzia delle Entrate per predisporre le dichiarazioni precompilate". Con un’amministrazione del fisco che "possiede un’anagrafe tributaria così particolareggiata, non dovrebbe essere per nulla difficile individuare coloro che non pagano le tasse" a meno che ciò "non avvenga al di fuori dei circuiti 'legali'. Altrimenti, pare di capire, non c’è banca dati che tenga: l’evasore – osserva la Cgia – ha ottime possibilità di rimanere impunito" e ciò "penalizzando oltre misura chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo". Per l'associazione "il livello di dettaglio delle informazioni digitali in possesso delle nostre Agenzie fiscali è a dir poco “spaventoso”. Se, tra le altre, il Dipartimento delle Finanze dispone di anagrafiche su “Gestione flussi concessionari”, “ Versamenti tramite PagoPa”, “Banca dati veicoli”, “Osservatorio partite Iva” e “Registro e successioni”, l’Agenzia delle Dogane/Monopoli possiede anche la “Banca dati antifrode”, “Contabilità e accise”, “Controlli nel settore accise e dogane”, “Dichiarazioni accise”, “Operazioni doganali all’importazione e all’esportazione”, “Anagrafe conti di gioco”, “Gioco del Bingo” e “Lotto e lotterie”. L’Agenzia del Demanio, invece, può contare sulla “Gestione veicoli oggetto di sequestro”, su “Federalismo demaniale/culturale” e sul “Flusso documentale per la gestione degli acquisti (Gare)”. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione , invece, ha nel suo “carnet” digitale anche il “SET” (Sistema Esenzione Tributi), “Esatto” (Svolgimento attività riscossione), “Antiriciclaggio”, “Procedure pignoramento”, “Conduzione fallimento”, “Avvisi aste immobiliari” e “Archivio ruoli e cartelle”. L’Agenzia delle Entrate, infine, gestisce pure la banca dati su “Contributi a fondo perduto”, “Agevolazioni”, “Dichiarazioni fiscali”, “Rimborsi”, “Imposta di registro”, “Liquidazioni Iva”, “5 x 1.000”, “Planimetrie catasto urbano”, “Osservatorio mercato immobiliare”, “Catasto censuario terreni e fabbricati”, “Coordinate bancarie o postali” e “Scambio internazionale informazioni fiscali”. Se in termini assoluti il mancato gettito interessa le regioni più popolate che sono anche quelle dove la concentrazione delle attività economiche è maggiore – come la Lombardia con 13,6 miliardi di euro di mancato gettito, il Lazio con 9,1, la Campania con 7,8 e il Veneto con 6,5 – in termini percentuali, ottenuti grazie al rapporto tra l’importo evaso ogni 100 euro di gettito tributario incassato, emerge, invece, che la propensione all'evasione investe soprattutto le regioni del Mezzogiorno. Infatti, in Calabria è al 18,4 per cento, in Campania al 17,2, in Puglia al 16,8 e in Sicilia al 16,5. Per contro, i territori più fedeli al fisco sono la Provincia Autonoma di Trento con una stima dell’evasione dell’8,6 per cento, la Lombardia con l’8 per cento e la Provincia Autonoma di Bolzano con il 7,7 per cento. La media nazionale è pari all’11,2 per cento. In termini complessivi, l’Italia conta 43,3 milioni di contribuenti dei quali poco più di 42 milioni sono persone fisiche (soggetti Irpef piùlavoratori autonomi in regime forfettario) e 1,3 milioni sono persone giuridiche. Tra le 107 province italiane monitorate dalla CGIA, Roma presenta il più alto numero di contribuenti Irpef: 2,9 milioni di persone di cui 1,7 milioni di lavoratori dipendenti, 904 mila pensionati e 64.300 soggetti con redditi da partecipazione. Seguono Milano con 2,4 milioni, Torino e Napoli entrambe con 1,6, Brescia con 927.100, Bari con 828.500, Bergamo con quasi 823 mila e Bologna con 796.700 . Infine, per quanto concerne le società di capitali (Spa, Sapa, Srl, Srl unipersonale, Cooperative, etc.), la distribuzione territoriale disponibile è solo regionale e ad ospitarne il maggior numero è la Lombardia con 259.805. Seguono il Lazio con 183.800, la Campania con 129.300 e il Veneto con quasi 106.800. —[email protected] (Web Info)
Fisco, in Italia evasione a 84 miliardi: i dati per regione
Roma, incidente sulla Cristoforo Colombo: morto 26enne
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Un morto e un ferito a Roma per un grave incidente stradale avvenuto nella notte su via Cristoforo Colombo, direzione Ostia. Intorno alle 4.30 le pattuglie della Polizia locale di Roma Capitale, XII Gruppo Monteverde, sono intervenute sul posto, all’intersezione con Via di Acilia. Nello scontro sono stati coinvolti due motoveicoli – un motorino Piaggio Beverly e una moto Kawasaki Z900 – e un’auto Ford Fiesta. La vittima è un 26enne che si trovava a bordo della Kawasaki, mentre il conducente del Piaggio, un 34enne, è stato portato all’ospedale Grassi per le ferite riportate ma non risulterebbe in gravi condizioni. Secondo i primi rilievi, la vittima che guidava la moto si è scontrata con il motorino: caduta a terra, è stata investita dall'auto guidata dalla 21enne, che stava passando proprio in quel momento. Non è chiaro se il 26enne sia deceduto in seguito alla caduta o per l'investimento. La ragazza alla guida dell'auto invece, risultata negativa al test per l'assunzione di alcol, è stata portata in ospedale sotto choc. —[email protected] (Web Info)
Meta attacca Bruxelles e rinvia lancio in Europa del software di Intelligenza artificiale
(Adnkronos) – Il gigante dei social media Meta ha deciso di rinviare il lancio del suo nuovo software di intelligenza artificiale (AI) in Europa a seguito delle preoccupazioni delle agenzie di protezione dei dati. In un post sul blog della società, infatti si spiega che la Irish Data Protection Commission (DPC), l’autorità irlandese per la protezione dei dati che funge da riferimento a Meta nell’Ue, ha chiesto alla società di non rimandare l'addestramento dei modelli di Intelligenza artificiale portato avanti con l'utilizzo di post disponibili al pubblico su Facebook e Instagram. Con il software Meta AI – progettato per creare testi e immagini e rispondere alle domande degli utenti – il gruppo vuole competere con altri programmi come il chatbot ChatGPT. Dicendosi "delusa" dalla richiesta Meta sottolinea come senza questa 'formazione' utilizzando contenuti locali, non è possibile offrire agli utenti in Europa un'esperienza di alto livello. Allo stesso tempo, Meta si è detta convinta che il suo approccio sia conforme alle leggi e ai regolamenti europei: "Abbiamo incorporato il feedback normativo e le autorità europee di protezione dei dati sono state informate da marzo" si spiega, parlando di "un passo indietro per l’innovazione in Europa e per la concorrenza nello sviluppo dell’IA" da cui deriveranno "ulteriori ritardi nel portare i benefici dell’IA". Meta ha ricordato di essere la sola azienda a condurre un addestramento dei modelli di Intelligenza artificiale sottolineando di essere “più trasparente di molti dei nostri omologhi del settore”. Al centro della questione le obiezioni di Bruxelles sul fatto che Meta avrebbe fornito agli utenti solo la possibilità di opporsi all'uso dei propri dati, senza concedere una possibilità di consenso esplicito. La settimana scorsa l'organizzazione Noyb che raccoglie attivisti per la protezione dei dati assieme a dverse associazioni di consumatori ha presentato denunce in 11 paesi criticando quella che hanno definito la procedura di opt-out "nascosta e fuorviante". —[email protected] (Web Info)
G7, Meloni: “È stato un successo, rafforzato impegno per l’Ucraina”
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Il vertice del G7 di Borgo Egnazia è stato "un successo, lo dico senza timore di smentite". Lo rivendica nella conferenza stampa finale la premier Giorgia Meloni che ringrazia la sherpa del summit "Elisabetta Belloni e la sua squadra, i negoziati sono stati molto complessi", sottolinea. Il G7 , ribadisce poi Meloni, "non è una fortezza che deve difendersi da qualcosa o da qualcuno, ma un'offerta di valori" ed "è importante smontare la narrazione di un Occidente contro il resto del mondo e credo che questo approccio sia confermato". "Sono orgogliosa che un racconto completamente diverso sia stato fatto sotto la presidenza italiana", aggiunge. “Abbiamo vissuto ieri una giornata straordinaria, non ho difficoltà a definirlo come un momento storico con la presenza del Pontefice, che non smetterò mai di ringraziare abbastanza. Per la prima volta in quasi 50 anni storia del G7 un pontefice ha partecipato ai lavori di un vertice", rimarca Meloni. "Voglio ringraziarlo per questo regalo prezioso e per averci dato il suo punto di vista sull’Intelligenza artificiale e anche per il rispetto rimanendo per oltre 3 ore ad ascoltare gli intervento dei leader. Sarò eternamente grata per questo regalo straordinario che ha voluto mandare”. Giorgia Meloni rivendica quindi "l'impegno concreto sull'Africa" del G7, "è tra i fiori all'occhiello del summit". Nella conferenza stampa finale del vertice, la premier ribadisce che "ai documenti seguiranno fatti concreti". "A differenza di quanto qualcuno preconizzava intendiamo continuare a sostenere l'Ucraina e anzi abbiamo scelto di rafforzare il nostro impegno e le diverse linee di azioni con un approccio che continua ad essere a 360 gradi per aiutare la nazione aggredita a guardare il futuro", sottolinea. "Con la dichiarazione finale il G7 – rimarca Meloni – ribadisce il suo impegno compatto per difendere il sistema internazionale di regole che è basato sulla forza del diritto, sistema che è stato messo a repentaglio con la guerra di aggressione russa all'Ucraina con risultati che sono sotto gli occhi di tutti". Quanto al congelamento degli asset russi, "a me pare evidente che essendo i beni congelati in ragione delle sanzioni e le sanzioni essendo di fatto collegate all'aggressione verso l'Ucraina l'ipotesi di uno scongelamento si ha solo in caso di un processo di pace ma presumo che in questo processo di pace verrebbe negoziato anche il tema di chi debba pagare la ricostruzione dell'Ucraina". "Il prestito di circa 50 miliardi – sottolinea Meloni – è già stato annunciato che verrà fornito da Usa, Canada, Regno Unito e probabilmente Giappone, compatibilmente i suoi limiti costituzionali. Attualmente non intervengono a questo prestito nelle nazioni europee anche considerando il fatto che gli asset si trovano tutti immobilizzati in Europa. E quindi l'Europa contribuisce già individuando il meccanismo di garanzia per la restituzione di questo prestito. La decisione dovrà passare al vaglio del consiglio europeo e deve essere tecnicamente definita dai ministri delle Finanze dell'Ue", aggiunge la premier. Dal vertice del G7, prosegue la premier, è emerso "il sostegno convinto per il piano americano" per il cessate il fuoco in Medio Oriente, "sono fiera dell'impegno dell'Italia". Nel contrasto all'immigrazione illegale, bisogna "seguire i soldi", "follow the money come dicevano Falcone e Borsellino" sulla mafia, ribadisce la premier nella conferenza stampa finale del G7 dove "per la prima volta" si è discusso del tema dell'immigrazione. "Io credo che se noi colpiamo al cuore le organizzazioni criminali seguendo i proventi dei traffici, possiamo fare la differenza nella nostra capacitò di combattere gli schiavisti del terzo millennio", dice. Tornando sull'aborto, tema che ha tenuto banco nel vertice, "ho detto mille volte che non intendo modificare la legge 194, che intendo applicare in tutte le sue parti – ribadisce Meloni in conferenza stamapa -. E' una legge fatta molto bene, la ritengo molto equilibrata". Prima della conferenza stampa finale ci sono stati una serie di bilaterali tra cui quello con il primo ministro del Canada, Justin Trudeau che assumerà la presidenza del G7 nel 2025. "Il Canada è orgoglio di difendere la democrazia, la stabilità e la pace al fianco dei suoi alleati del G7. L'anno prossimo saremo orgogliosi di accoglierli a casa nostra a Kananaskis, in Alberta", ha affermarlo in un post sui social è il premier canadese. "Al momento in cui il Canada si prepara ad accogliere i suoi partner del G7 a Kananaskis l’anno prossimo manteniamo la nostra aspirazione ad offrire opportunità eque ad ogni generazione e a migliorare la vita di tutti", ha sottolineato. Trudeau si è poi "congratulato" con la presidente del Consiglio per l'organizzazione "di un summit produttivo". Il premier canadese ha anche ringraziato Meloni per l'attenzione dell'Italia alle priorità attuali del G7 come il sostegno all'Ucraina, gli obiettivi che portano verso un transizione energetica e l'uso e lo sviluppo dell'Ia". Trudeau e Meloni, si legge in una nota del governo canadese, hanno sottolineato i "rapporti solidi e in crescita" tra il Canada e l'Italia e "hanno ufficialmente lanciato la road map" tra i due Paesi per rafforzare la cooperazione bilaterale. Nel corso della bilaterale i due leader hanno discusso delle crisi geopolitiche attuali, in particolare il conflitto in Ucraina e hanno ribadito "il loro impegno" a sostenere Kiev. Nel momento in cui il Canada si appresta ad organizzare il G7 del 2025 Trudeau ha ribadito "l'importanza di proporre al G7 un ordine del giorno pratico ma ambizioso per far fronte alle sfide mondiali e ottenere risultati concreti". Trudeau e Meloni resteranno in "stretto contatto" per l'entrata in vigore della road map. Tale intesa, sottolinea Palazzo Chigi in una nota, "riflette l’impegno a collaborare nell’affrontare insieme le sfide globali promuovendo la prosperità sostenibile, la stabilità internazionale e un ordine internazionale basato sulle regole". Tra i settori di cooperazione bilaterale privilegiata, si rileva, "si annoverano la sicurezza e la transizione energetica; il cambiamento climatico; il commercio e gli investimenti; la promozione della crescita economica inclusiva e sostenibile; le migrazioni; la sicurezza e la difesa; la ricerca e l’innovazione, con particolare riguardo all’intelligenza artificiale e alla tecnologia quantistica". All’indomani della conclusione del vertice Meloni ha incontrato anche il Presidente della Repubblica Algerina Democratica e Popolare Abdelmadjid Tebboune. Nel corso del colloquio, sottolinea Palazzo Chigi, è stata espressa "profonda soddisfazione" per l’eccellente stato delle relazioni bilaterali, in particolare in ambito economico dove continuano a svilupparsi i rapporti nei settori energetico, agricolo e industriale. Al centro della conversazione, si sottolinea, lo stato di avanzamento dei progetti nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa nel settore agricolo e della formazione professionale, nonché l’impegno congiunto nel quadro del Processo di Roma su migrazioni e sviluppo. In tale ambito, è in via di adozione il progetto di agricoltura sostenibile che coinvolgerà il Gruppo agroindustriale italiano controllato da Bonifiche Ferraresi SpA per la concessione strategica di circa 36.000 ettari da sviluppare con attività agro-industriali in collaborazione con i partner algerini. Il più grande investimento in agricoltura sostenibile fatto sinora dall’Italia nella sponda sud del Mediterraneo. Meloni e Tebboune, si sottolinea ancora, hanno quindi discusso le principali questioni internazionali, anche alla luce del ruolo dell’Algeria come membro del Consiglio di Sicurezza per il biennio 2024-25. Intanto Palazzo Chigi ha siglato un accordo bilaterale tra l'Italia e il gruppo della Banca africana di Sviluppo (Afdb) che prevede per Roma un impegno di circa 150 milioni di dollari in prestiti e sovvenzioni altamente agevolati per finanziare progetti congiunti nell'ambito del Piano Mattei. E' quanto emerso al termine dell'incontro bilaterale tra Meloni e il presidente della Banca africana di Sviluppo (Afdb), Akinwumi Adesina. L'impegno finanziario per l'Afdb sarà della stessa entità. "L'obiettivo – si legge nella nota congiunta – è quello di perseguire le priorità del Gruppo Banca Africana e di Sviluppo e dell'Italia, come previsto dal Piano Mattei per l'Africa e dalla strategia della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, per favorire partenariati economici e strategici con nazioni e istituzioni africane attraverso la costruzione di opportunità di business comuni e l'incremento dei flussi di investimento. I settori prioritari sono l'energia, l'acqua, l'agricoltura, la sanità, l'istruzione e la formazione e le infrastrutture, sia fisiche che digitali. In particolare è prevista l'istituzione di una piattaforma comune per promuovere gli investimenti del settore privato, la piattaforma per la crescita e la resilienza per l'Africa (GRAf). La piattaforma punta a mobilitare capitali verso fondi locali che dovrebbero finanziare attività imprenditoriali per sostenere la creazione di posti di lavoro in Africa. In quest'ambito la Cassa Depositi e Prestiti ha già manifestato l'intenzione di mobilitare fino a circa 820 milioni di dollari in un orizzonte di cinque anni insieme ai principali partner africani ed internazionali con Cdp e Gruppo Banca Africana di Sviluppo orientati a garantire fino a a 200 milioni di dollari ciascuno nello stesso periodo. L'Italia si è già impegnata a contribuire con risorse fino a 45 milioni di dollari all'Alliance for Green Infrastructure in Africa (Agia), un'iniziativa della stessa Banca Africana di Sviluppo che punta a mobilitare fino a 10 miliardi di dollari in investimenti su infrastrutture green in tutta l'Africa. Per l'implemetazione del Piano Mattei l'Italia ha già garantito 130 milioni di dollari in prestiti e garanzie al fondo multi-donatori cui hanno già aderito gli Emirati Arabi Uniti mentre l'Afdb si impegnerà per un importo almeno pari ai contributi dei donatori con proprie risorse su ciascun progetto. La presidente ha avuto oggi anche un incontro bilaterale con il Presidente della Repubblica Federale del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva. Il colloquio, si legge in una nota, ha fatto emergere la comune volontà di dare continuità ai risultati del vertice G7 di Borgo Egnazia in vista del Summit G20 di Rio de Janeiro, in una prospettiva di sinergia tra le due Presidenze, a partire dai temi dello sviluppo dell’Africa, dell’intelligenza artificiale, della transizione energetica e della sicurezza alimentare. In conclusione dell’incontro, nel ricordare la storica presenza della Comunità italiana in Brasile, i due Presidenti hanno ribadito l’importanza di approfondire i rapporti economici tra le due Nazioni in settori strategici quale quello infrastrutturale ed energetico dandosi appuntamento al G20 di Rio. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Milano, rintracciato uno dei due 16enni evasi dal Beccaria
(Adnkronos) – È stato rintracciato uno dei due detenuti 16enni evasi venerdì pomeriggio dall'Istituto penale per minorenni Cesare Beccaria di Milano. E' accaduto intorno alle 2.30, alla stazione ferroviaria di Garbagnate Milanese. "Ancora in corso le ricerche dell'altro fuggiasco, ma siamo ottimisti", fa sapere Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia penitenziaria, che sottolinea: ''Non altrettanto ottimismo possiamo esprimere, invece, sulle sorti delle carceri, per minori e adulti, che continuano a essere abbandonate a se stesse. Singolare, anche dopo simili episodi, il silenzio del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio". L'evasione dei due detenuti è avvenuta ieri verso le 15.30 dai passeggi, scavalcando varie recinzioni. Il 16enne, italiano, è stato rintracciato e bloccato dai carabinieri a bordo di un treno diretto a Milano Cadorna. Il minore ha opposto resistenza andando in escandescenza. E' stato così arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e denunciato a piede libero per il reato di evasione. Il 16enne su disposizione dell'autorità giudiziaria minorile è stato condotto da personale della Polizia penitenziaria presso l'ospedale San Carlo di Milano poiché aveva manifestato dolori al petto, e poi trasferito nuovamente al Beccaria. —[email protected] (Web Info)
Pedopornografia, arresti e perquisizioni in tutta Italia: trovata la ‘Guida del pedofilo’
(Adnkronos) – Sono 9 gli arresti in flagranza effettuati dalla Polizia di Stato nel corso di una vasta operazione su tutto il territorio nazionale di contrasto alla pedopornografia online. L’indagine ha consentito di indagare 26 persone in tutta Italia per detenzione e divulgazione di materiale pedoporpornografico, sottoposte a perquisizioni personali ed informatiche. Uno di loro, oltre a migliaia di file pedopornografici, aveva nella disponibilità del suo cloud il formato digitale del libro 'Guia del pedofilo' ('Guida del pedofilo'). Le investigazioni, coordinate dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO) del Servizio Polizia Postale, hanno preso avvio da una complessa attività di analisi informatica su alcuni dispositivi elettronici sequestrati a un indagato, arrestato mesi fa per le stesse condotte, sui quali – all’interno di una piattaforma di messaggistica – erano stati trovati gruppi dediti allo scambio di immagini e video raccapriccianti, con abusi anche su bambini piccolissimi. Meticolose e complesse indagini anche di natura estremamente tecnica hanno portato all’identificazione dei soggetti attivi sui gruppi, nei confronti dei quali la Procura ha emesso provvedimenti di perquisizione personale ed informatica. Le perquisizioni sono state eseguite con la collaborazione dei vari Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale, a Catania (1), Roma (3), Milano (3), Brescia (2), Varese (1), Bergamo (1), Catanzaro (1), Bari (2), Foggia (1), Torino (2), Cuneo (1), Genova (2), Imperia (1), Avellino (1), Livorno (1), Prato (1), Ravenna (1), Ascoli piceno (1). Gli arrestati risiedono nelle province di Catania (1), Roma (1), Milano (2), Firenze (1), Bergamo (1), Ravenna (1), Varese (1) e Imperia (1). —[email protected] (Web Info)
Cancro, Ema: “Rischio tumori secondari dopo Car-T”
(Adnkronos) – Era gennaio 2024 quando l'Agenzia europea del farmaco Ema annunciava di aver avviato una revisione sulla sicurezza delle Car-T anticancro, immunoterapie personalizzate basate sui linfociti T del paziente che vengono prelevati, riprogrammati per attaccare il tumore e quindi reinfusi. Ora vengono rese note le conclusioni: dall'analisi dei dati è stato identificato un "rischio di tumori maligni secondari di origine dalle cellule T". E' quanto annuncia l'ente regolatorio Ue in una nota, riportando l'esito della riunione del Comitato per la farmacovigilanza e la sicurezza Prac ed evidenziando la necessità di uno stretto monitoraggio delle persone trattate. "Il Prac – si legge nella nota – ha concluso che tumori maligni secondari di origine dalle cellule T (un nuovo cancro, diverso dal precedente, che inizia in un tipo di globuli bianchi del sistema immunitario chiamati cellule T) possono verificarsi dopo il trattamento" con Car-T. "Il comitato ha valutato i dati su 38 casi di tumori maligni secondari di origine da cellule T, tra cui linfoma e leucemia a cellule T, segnalati tra circa 42.500 pazienti che sono stati trattati con medicinali a base di cellule Car-T. I campioni di tessuto sono stati analizzati nella metà dei casi, rivelando la presenza del costrutto Car in 7 casi. Ciò suggerisce che il medicinale a base di cellule Car-T è stato coinvolto nello sviluppo della malattia". Le neoplasie secondarie di origine dalle cellule T sono state segnalate "entro settimane e fino a diversi anni dopo" la somministrazione dei medicinali in questione. I pazienti trattati con questi medicinali devono dunque "essere monitorati per tutta la vita per eventuali nuove neoplasie", conclude l'Ema.
Ad oggi 6 prodotti Car-T sono approvati nell'Unione Europea, sono usati per trattare i tumori del sangue come la leucemia a cellule B, il linfoma a cellule B, il linfoma follicolare, il mieloma multiplo e il linfoma mantellare in pazienti il cui cancro è ricomparso (recidivo) o ha smesso di rispondere al trattamento precedente (refrattario). "Sin dall'approvazione, le informazioni sul prodotto hanno avvisato che i pazienti trattati con questi prodotti potrebbero sviluppare tumori maligni secondari – ricorda l'Ema – Le informazioni sul prodotto e i piani di gestione del rischio verranno aggiornati per includere le nuove informazioni relative ai tumori maligni secondari di origine dalle cellule T". In arrivo una comunicazione diretta agli operatori sanitari (Dhpc) per Abecma, Breyanzi*, Carvykti, Kymriah, Tecartus e Yescarta. Il testo sarà inoltrato al Comitato per i medicinali ad uso umano Chmp dell'Ema e, una volta adottato, sarà diffuso dalle aziende produttrici agli operatori sanitari e pubblicato online. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ucraina, summit per la pace in Svizzera: Cina e Russia convitati di pietra
(Adnkronos) –
Creare un percorso di pace in Ucraina. E' questo l'obiettivo del summit che oggi e domani, sabato 15 e domenica 16 giugno, si svolge nel resort svizzero di Burgenstock, non lontano da Lucerna, alla presenza di rappresentanti di circa 90 tra Paesi ed organizzazioni internazionali, tra cui dovrebbe esserci anche la premier Giorgia Meloni. Protagonista del vertice, che inizia nel giorno conclusivo del G7 a Borgo Egnazia, è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che proprio in Puglia ha incassato due importanti risultati: l'accordo bilaterale di sicurezza decennale con gli Stati Uniti, interpretato dagli osservatori come propedeutico a un ingresso di Kiev nella Nato, e l'utilizzo degli interessi sugli asset russi congelati a garanzia di un fondo da 50 miliardi di dollari che aiuterà la ricostruzione del suo Paese. "Saranno due giorni di lavoro attivo con Paesi di tutte le parti del mondo, con nazioni diverse, ma unite dall'obiettivo comune di avvicinare una pace giusta e duratura in Ucraina", ha detto il presidente ucraino. Il summit per la pace, ha aggiunto, "offrirà l'opportunità alla maggioranza globale di intraprendere passi specifici in aree che contano per tutti nel mondo: la sicurezza nucleare, la sicurezza alimentare e il ritorno dei prigionieri di guerra e di tutte le persone deportate, compresi i bambini ucraini deportati. Al vertice parteciperanno circa 100 Paesi e organizzazioni internazionali. Sono grato a tutti coloro che hanno scelto di partecipare e di dimostrare la leadership globale e l’impegno per la pace, il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite". "Insieme, come maggioranza globale responsabile – ha proseguito – dobbiamo compiere ogni sforzo per garantire che le guerre, le aggressioni e l’occupazione coloniale possano finire e che non si ripetano mai. Sono certo che tutti nel mondo sono interessati alla pace giusta e al rispetto per ogni nazione. Questo è il motivo per cui il vertice è progettato in modo tale che ogni nazione abbia l’opportunità di dimostrare leadership nel raggiungimento degli obiettivi condivisi. La voce della maggioranza globale responsabile ha il potenziale per avvicinare la pace e ridare pieno vigore alla Carta delle Nazioni Unite". Zelensky, che a inizio settimana ha partecipato alla conferenza di Berlino, utilizzerà l'incontro svizzero per consolidare il sostegno all'Ucraina su tre temi chiave: sicurezza alimentare, sicurezza nucleare ed il ritorno dei bambini e dei prigionieri di guerra ucraini detenuti in Russia. Base programmatica della conferenza sarà la Formula di pace in 10 punti presentata da Zelensky alla fine del 2022, vista più che altro come un gesto simbolico non in grado, almeno in questa fase, di produrre risultati importanti vista l'irricevibilità da parte russa di molte richieste su cui insiste Kiev. Il leader ucraino non ha voluto il coinvolgimento di Mosca nella conferenza, e gli svizzeri – consapevoli delle riserve russe sui colloqui – non hanno fatto partire l'invito. Berna, tuttavia, ritiene che Vladimir Putin prima o poi debba essere coinvolto nel processo ed anche gli ucraini stanno considerando questa possibilità. Intanto il leader russo non ha avuto parole tenere per la conferenza, bollandola come "un trucco per distogliere l'attenzione", ma allo stesso tempo si è detto pronto a sedersi al tavolo dei negoziati "anche domani". Sottinteso alle condizioni russe. Ma da un eventuale negoziato, secondo Mosca, dovrebbe essere escluso Zelensky, ritenuto "illegittimo" perché il suo mandato presidenziale è scaduto.
Assenti Biden, Putin e Xi Jinping, e in dubbio la presenza di altri leader dei Paesi cosiddetti emergenti, il nodo che il resto del mondo proverà a sciogliere sulle sponde del Lago dei Quattro Cantoni sarà come mettere a tacere le armi di una guerra che è costata già centinaia di miliardi di dollari e ha causato migliaia di morti, che ha riportato in auge il fantasma della guerra nucleare, acuito le tensioni tra la Nato e la Russia e fatto scatenare sanzioni dure contro Mosca, le cui forze sul campo continuano a registrare modeste ma costanti conquiste territoriali nell'Ucraina orientale e nord-orientale. Numerosi saranno i capi di Stato e di governo attesi nel resort svizzero. Direttamente dalla Puglia voleranno a Burgenstock il presidente francese, Emmanuel Macron, il primo ministro giapponese, Fumio Kishida, il primo ministro britannico, Rishi Sunak, il cancelliere tedesco, Olaf Scholz ed il primo ministro canadese, Justin Trudeau. Gli Stati Uniti saranno rappresentanti dalla vice presidente Kamala Harris, che sabato incontrerà Zelensky, e dall'influente consigliere per la Sicurezza nazionale, Jake Sullivan, mentre Biden dopo il G7 è a Los Angeles, dove lo attende una raccolta fondi per la campagna elettorale con gli attori George Clooney e Julia Roberts, nonché l'ex presidente Barack Obama. Il presidente polacco, Andrzej Duda, farà parte della folta delegazione europea che comprende, tra gli altri, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il cancelliere austriaco Karl Nehammer, il presidente finlandese Alexander Stubb, il presidente lettone Edgars Rinkevics e la presidente della Moldavia, Maia Sandu, mentre non è chiaro a che livello saranno rappresentanti Paesi chiave come India, Sudafrica e Arabia Saudita. L'Ungheria, che ha mantenuto stretti legami con Mosca e ha criticato le sanzioni occidentali, ha annunciato che invierà il suo ministro degli Esteri, così come la Turchia. Per il Brasile ci sarà Lula. La Cina, il principale alleato della Russia, non parteciperà ai lavori e continua a mantenere una posizione ambigua sulla guerra. Pechino ha ribadito che qualsiasi conferenza internazionale di pace debba coinvolgere sia la Russia che l'Ucraina e dichiara di voler sostenere gli sforzi per mettere fine al conflitto. Kiev, tuttavia, ha accusato la Cina di aiutare la Russia nel tentativo di sabotare il summit. Cina e Brasile hanno offerto un piano di pace alternativo, più favorevole a Mosca. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ucraina, tutto sul vertice in Svizzera: chi c’è, chi dice no a Zelensky
(Adnkronos) – Obbuergen (Canton Nidvaldo, Svizzera)
I leader e i ministri di una novantina di Paesi di Asia, Africa, Europa, Medio Oriente e America Latina si riuniranno oggi e domani al Buergenstock, un resort con due hotel a cinque stelle, ristoranti e spa appollaiato sulle alture sopra Obbuergen, nel Canton Nidvaldo, in Svizzera, da dove si gode una splendida vista sul Lago dei Quattro Cantoni. In questa cornice da sogno, dove una doppia per il weekend successivo parte da 1.230 franchi (1.293 euro) a notte, tasse escluse, si riunirà la conferenza di pace sull'Ucraina organizzata dal governo della Confederazione, cui il presidente Volodymyr Zelensky ha rivolto nel gennaio scorso una richiesta esplicita in questo senso, in virtù della lunga storia di neutralità di Berna e della sua importanza nelle relazioni internazionali. La conferenza movimenterà il weekend di questo bucolico angolo della Svizzera centrale: giovani militari svizzeri, con tanto di quad mimetico, gilet catarifrangente arancione e walkie talkie con maxi antenna, sono già appostati in corrispondenza di ogni rotonda nella zona intorno a Stans, capoluogo del Canton Nidvaldo e punto di partenza delle navette che porteranno la stampa al resort. L'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac) ha allentato il coprifuoco notturno all'aeroporto di Zurigo per le notti dal 15 al 16 e dal 16 al 17 giugno, per consentire alle delegazioni di arrivare o partire, al di fuori del normale traffico aereo. Sono pertanto previsti ritardi sui voli di linea. Tuttavia, la 'conferenza di pace' in terra elvetica parte azzoppata dal mancato invito alla Russia, uno dei due belligeranti, e soprattutto dall'assenza della Cina, che è un partner fondamentale per Mosca: senza i microchip cinesi l'apparato militare-industriale russo avrebbe molte più difficoltà ad alimentare la continuazione della guerra in Ucraina. Un'altra defezione pesante è arrivata oggi, riporta Swissinfo.ch: quella del presidente brasiliano Inacio Lula da Silva, che notoriamente non nutre grande simpatia per Zelensky. Per restare ai Brics, secondo l'Indian Express il premier indiano Narendra Modi è stato invitato, ma è quasi certo che non ci andrà: il Subcontinente, comunque, verrà rappresentato "al livello appropriato". La lista pubblicata oggi include Pavan Kapoor, segretario al Ministero degli Esteri. Gli Usa manderanno la vicepresidente Kamala Harris, malgrado Zelensky avesse insistito, anche pubblicamente, perché il presidente Joe Biden partecipasse. L'Indonesia manda un diplomatico, come pure il Sudafrica. La Turchia invia il ministro degli Esteri, Hakan Fidan. L'Ue è rappresentata ai massimi livelli, con Charles Michel, Ursula von der Leyen e Roberta Metsola. Ci saranno Olaf Scholz ed Emmanuel Macron, come pure il polacco Andrzej Duda, presidente della Repubblica. Per l'Italia sarà sicuramente presente il ministro degli Esteri Antonio Tajani; ancora da confermare la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, anche se la lista pubblicata dal governo svizzero la prevede. Intanto ieri, alla vigilia della conferenza, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto all'Ucraina, in pratica, di arrendersi, ritirando le sue truppe dal sud e dall'est del Paese e di rinunciare ad aderire alla Nato. Per Putin, Kiev dovrebbe abbandonare le regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, malgrado la Russia non controlli interamente nessuna delle quattro. Per contro, Volodymyr Zelensky, arrivato ieri in Svizzera, ha paragonato le richieste di Putin agli ultimatum che Adolf Hitler lanciava ai Paesi che era prossimo a conquistare, respingendo l'"ultimatum". Non esattamente uno scambio che faccia presagire una pace imminente.
I Paesi invitati sono stati circa 160, ma solo 92, secondo l'esecutivo elvetico, hanno detto di sì. Secondo le Q&A pubblicate dal governo svizzero, uno dei temi che verranno discussi è se Mosca potrà prendere parte o meno al processo di pace, cosa che dovrebbe essere scontata, essendo Mosca l'aggressore, e dunque un belligerante. La lista precisa dei Paesi presenti, incluso il livello a cui saranno rappresentati, sarà comunicata questa sera dal governo federale, ma si sa che dovrebbero essere intorno una novantina. All'inizio della settimana, in un briefing, il governo svizzero aveva detto che la metà sarebbe stata rappresentata a livello di capi di Stato e di governo, l'altra metà a livello di ministri; ora scrive che la "maggior parte" dovrebbe essere rappresentata a livello di capi di Stato e di governo.
La conferenza, secondo il portavoce dell'Ue per gli Affari Esteri Peter Stano, sarà "l'inizio di un processo. Intende sviluppare parametri comuni per una pace giusta, radicata nei principi della Carta delle Nazioni Unite". L'assenza della Cina, che forma ormai un asse informale con Mosca, non è gradita a Bruxelles: "E' molto spiacevole che, per esempio la Cina, che dice di difendere il diritto internazionale, abbia deciso di non partecipare", ha detto Stano. "L'idea dei partecipanti è quella di iniziare le discussioni per portare in vita un processo che possa portare ad una pace giusta, nel rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite". Per la Commissione Europea saranno presenti la presidente Ursula von der Leyen e l'Alto Rappresentante Josep Borrell. Il fatto che la Russia non sia stata invitata, ha sottolineato Stano, non può essere imputato all'Ue, dato che "la conferenza è organizzata dalla Svizzera e gli inviti sono stati diramati dalla Svizzera". Tuttavia, anche se avesse ricevuto un invito, la Russia "ha messo molto bene in chiaro di non essere interessata, ma di puntare solo ad una escalation" del conflitto, colpendo i civili "il più possibile". Alla conferenza, secondo Stano, verranno "i rappresentanti di quasi 100 nazioni, da Asia, Africa, Europa, Medio Oriente e America Latina, oltre alle organizzazioni internazionali. Ciò indica un robusto sostegno internazionale contro l'aggressione all'Ucraina. Parliamo di un'aggressione illegale da parte della Russia, che ha deciso di diventare un aggressore criminale. Il solo costante messaggio dal Cremlino è che vogliono l'escalation di questa guerra barbara: non si può parlare di pace con un simile aggressore".
Secondo il governo svizzero, lo scopo della conferenza è "dare impulso al processo di pace" e "definire gli elementi pratici e le misure per realizzarlo". La Svizzera ritiene di contribuire così alla "preparazione di possibili formule di pace". La conferenza "consentirà a tutti gli Stati presenti di condividere le proprie idee riguardo alla via da seguire verso una pace globale, giusta e duratura in Ucraina". Secondo il governo elvetico, con questa conferenza la Svizzera "contribuisce a far avanzare il dibattito per la pace e per una maggiore sicurezza e stabilità in Europa e nel mondo". Come ha scritto Cenk Tamer, dell'Ankara Center for Crisis and Policy Studies, "il vertice in Svizzera si sta trasformando in una piattaforma di solidarietà politica per rafforzare il sostegno dell'Occidente all'Ucraina, piuttosto che essere semplicemente una parte degli sforzi di pace. Se la Russia sarà assente dalla conferenza, la partecipazione globale sarà probabilmente limitata o simbolica, indebolendo le speranze di una soluzione". La conferenza del Buergenstock, luogo scelto perché può essere messo facilmente in sicurezza, pur essendo agevolmente raggiungibile (non questo weekend), arriva dopo che la guerra su larga scala in Ucraina è in corso da oltre due anni e poco dopo che i russi hanno scatenato, dal 10 maggio scorso, un'offensiva nell'oblast di Kharkiv, che tuttavia sembra aver perso slancio. La Russia, ha riconosciuto un alto ufficiale della Nato, ha compiuto qualche progresso nell'oblast di Kharkiv, ma con costi umani enormi: secondo la fonte, in maggio probabilmente le perdite russe sarebbero ammontate in media a circa "mille" uomini al giorno, un numero "astronomico".
In generale, la Russia mantiene un "vantaggio quantitativo" nei confronti dell'Ucraina in "munizioni e uomini". Per ora, comunque, le mancano munizioni e unità di manovra in quantità sufficiente da poter compiere progressi "significativi". E la ripresa delle forniture di armi da parte dell'Occidente, dopo che gli Usa e L'Ue sono riuscite a superare temporaneamente le proprie difficoltà politiche interne, ha fatto davvero "la differenza" sul campo. L'ufficiale, però, ha invitato a non farsi illusioni: la Nato si aspetta un intensificazione delle operazioni militari nelle prossime settimane, "specialmente a ridosso del summit di Washington". In una guerra di attrito, la Russia mantiene un vantaggio naturale sull'Ucraina, essendo molto più grande e più popolata: non solo, può agevolmente bombardare gli impianti industriali ucraini, mentre Kiev ha molta più difficoltà a fare lo stesso con quelli russi. La fonte ha invitato a prepararsi per una "guerra lunga". —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ucraina, ecco la missione Nato per invio armi e addestramento
(Adnkronos) –
La Nato ha dato il via a una missione ad hoc per coordinare ufficialmente e per la prima volta l'invio di armi in Ucraina e l'addestramento dei militari di Kiev impegnati nella guerra contro la Russia. Si tratta della Nato Security Assistance and Training for Ukraine, la Nsatu, approvata a Bruxelles dai ministri della Difesa dell'Alleanza Atlantica e che sarà formalmente inaugurata al vertice dei leader della Nato di luglio a Washington. Il suo compito sarà quello che finora veniva svolto in modo informale dagli Stati Uniti con la supervisione dell''Ukraine Defence Contact Group'. "Abbiamo concordato un piano che stabilisce come la Nato guiderà il coordinamento dell'assistenza alla sicurezza e della formazione", ha detto il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg in una conferenza stampa.
Il quartier generale della Nsatu sarà a Wiesbaden, nella Germania occidentale, dove tra l'altro ha sede la base militare dell'esercito degli Stati Uniti che coordina le attività dei militari americani in Europa. La Nsatu "sarà costituita da un comando Nato situato presso una struttura statunitense a Wiesbaden e presso nodi logistici nella parte orientale dell'Alleanza Atlantica, sotto il comando di un generale a tre stelle che riferirà direttamente al comandante supremo delle forze della Nato in Europa'', ha aggiunto Stoltenberg. Si prevede, ha spiegato, che saranno ''coinvolti quasi 700 membri del personale della Nato e dei paesi partner". La Nato, ha aggiunto il suo Segretario generale, ''supervisionerà l'addestramento delle forze armate ucraine presso le strutture di addestramento nei paesi alleati, sosterrà l'Ucraina attraverso la pianificazione e il coordinamento delle donazioni, gestirà il trasferimento e la riparazione delle attrezzature, fornirà supporto allo sviluppo a lungo termine delle forze armate ucraine". Riuniti a Bruxelles, i ministri della Difesa della Nato ''hanno anche discusso della necessità di rafforzare la deterrenza militare e le industrie della difesa'' di Kiev fornendo "una domanda sostenibile".
La Nato ha fissato, ben prima dell'invasione russa dell'Ucraina, l'obiettivo che gli Stati membri spendano il 2% del loro prodotto interno lordo per la difesa. In occasione del vertice della Nato che si terrà a luglio a Washington, Stoltenberg vuole che i paesi dell'Alleanza Atlantica concordino un piano per mantenere a lungo termine il loro attuale livello di sostegno all'Ucraina, che è di 40 miliardi di euro l'anno (43 miliardi di dollari). L'onere verrebbe suddiviso in base al Pil dei vari paesi della Nato, con il 50% del contributo degli Stati Uniti. L'attuale accordo sulla Nsatu non prevede impegni finanziari specifici, ma stabilisce che gli aiuti congiunti saranno almeno coordinati dalla Nato.
L'Italia, per bocca del ministro della Difesa Guido Crosetto, si è opposta allo stanziamento di 40 miliardi annui, malgrado continui a inviare aiuti militari e stia preparando il nono pacchetto per Kiev. Il ministro ha fatto notare che già oggi, con il nuovo patto di stabilità, per il nostro Paese è "problematico" rispettare il target del 2% del Pil destinato alla difesa, che avrebbe dovuto raggiungere quest'anno, in base agli impegni presi nel 2014. "Non possiamo aggiungere altri obiettivi ambiziosi, anche perché non ho l'abitudine di prendere impegni che poi so di non poter rispettare", ha aggiunto Crosetto, notando, non per la prima volta, che sarebbe il caso di coordinare le politiche Nato con quelle che si decidono a livello Ue, dove la riforma del patto di stabilità proposta dalla Commissione è stata notevolmente irrigidita per volontà della Germania. —internazionale/[email protected] (Web Info)









