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Italia-Albania oggi a Euro 2024: orario, come vederla in tv e streaming

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L'Italia debutta oggi a Euro 2024. La Nazionale di Luciano Spalletti affronta l'Albania a Dortmund per il match della prima giornata del Gruppo B. Calcio d'inizio alle 21 per la sfida, che sarà trasmessa in diretta tv e streaming. L'Italia, campione d'Europa in carica, è chiamata a fare subito risultato in un girone complesso, con Spagna e Croazia che partono con ambizioni.   "Non dobbiamo temere nessuno", dice Spalletti in vista del match del Westfalenstadion. "Non chiediamo ai 60 milioni di italiani di tifare per noi, ma proprio di essere sul rettangolo di gioco con noi. Siamo protagonisti del sogno di ogni italiano che usciva con il pallone sotto il braccio e tornava con la maglia bagnata di sudore e con le ginocchia spaccate. Noi per i nostri connazionali siamo degli eroi, dei giganti, che non possono non mettere tutto dentro la partita. Questo significa crearsi anche una scocca: i giganti e gli eroi non hanno timore di andarsi a giocare una partita di calcio", dice il ct, che scioglie qualche dubbio sulla formazione. "Barella? Si ascoltano le sensazioni e quelli dei medici. I calciatori vogliono sempre giocare, tutto lascia prevedere che sia a disposizione", dice il ct riferendosi al centrocampista dell'Inter. In attacco, spazio a Scamacca: "E' un giocatore completo, sa fare veramente tutto. Devo solo confrontare la sua performance in base a quella degli altri".  ITALIA (3-4-2-1): Donnarumma; Darmian, Calafiori, Bastoni; Di Lorenzo, Cristante, Jorginho, Dimarco; Barella, Chiesa; Scamacca. Ct.Spalletti. ALBANIA (4-3-3): Strakosha; Hysaj, Kumbulla, Djimsiti, Mitaj; Bajrami, Asllani, Ramadani; Asani, Broja, Hoxha. Ct. Sylvinho.  Italia-Albania sarà trasmessa in diretta su Rai 1 e su Sky, sui canali Sky Sport Uno e Sky Sport Calcio. Disponibile anche in streaming tramite app RaiPlay e Sky Go e su NOW. —[email protected] (Web Info)

Ucraina, Putin: “Pronto al dialogo”. Ecco perché conviene solo alla Russia

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(Adnkronos) –
Vladimir Putin apre ad un cessate il fuoco in Ucraina. Il presidente della Russia, nella giornata in cui ufficializza l'impegno complessivo di 700mila uomini nell''operazione speciale', suggerisce il dialogo ponendo come condizioni lo stop all'ingresso di Kiev della Nato e il riconoscimento dello status quo della guerra: le regioni occupate – ma non controllate interamente – vanno considerate come parte della Russia. Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, non prende nemmeno in considerazione la 'proposta': "Un ultimatum già sentito, parole da Hitler", taglia corto. 
Il messaggio di Putin, che annuncia l'impiego non è in effetti una novità. Già in passato, e più di una volta, il presidente russo ha prospettato l'ipotesi di arrivare ad una soluzione negoziale. In realtà, Mosca ha sempre posto basi inaccettabili per l'Ucraina, a partire dalla rinuncia di Kiev ai propri territori. Ora, mentre Zelensky in Svizzera accoglie 90 leader per una conferenza sulla pace, Putin si riprende una parte del palcoscenico. 
La proposta di tregua diventa l'assist per ulteriori riflessioni e osservazioni di analisti e esperti. L'Institute for the study of war (Isw), think tank americano che monitora l'andamento del conflitto iniziato a febbraio 2022, evidenzia che la proposta di Putin non può essere ritenuta credibile per una serie di motivi.  In particolare, il cessate il fuoco non impedirebbe alla Russia di riprendere l'offensiva per arrivare alla distruzione dell'Ucraina come stato sovrano: Mosca "userebbe ogni tregua per preparare future operazioni offrensive in Ucraina", osserva l'Isw. L'intervento militare in Crimea e nel Donbass nel 2014, del resto, "ha violato numerosi impegni internazionali assunti dalla Russia per rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, compreso il riconoscimento dell'indipendenza avvenuto nel 1991 e l'impegno preso con il Memorandum di Budapest del 1994" con cui Mosca ha assunto l'impegno di non minare la sovranità di Kiev. "Un cessate il fuoco consentirebbe alla Russia di ricostituire reparti danneggiati, destinare risorse ad un'offensiva su larga scala e aumentare lo sforzo dell'industria militare senza il peso di immediate esigenze operative in Ucraina". Inoltre, Putin potrebbe sfruttare il break per "preparare forze armate più affidabili per condurre una serie di operazioni offensive finalizzate a sovvertire il governo di Kiev, a ottenere la demilitarizzazione del paese e", alla fine, "a conquistarlo". Anche l'Ucraina potrebbe beneficiare di un break nelle ostilità ma, secondo l'Isw, "il Cremlino potrebbe aspettarsi – in maniera ragionevole – che il congelamento della linea del fronte renda meno tempestivo il sostegno occidentale" a Kiev: alla ripresa della guerra, quindi, i due paesi arriverebbero in condizioni differenti.  L'Isw delinea uno scenario post-guerra, in caso di eventuale vittoria russa. Le forze di Mosca potrebbero schierarsi lungo il fianco orientale dell'Europa dal Mar Nero alla Finlandia. La sconfitta dell'Ucraina consentirebbe a Putin di cancellare una minaccia e tagliare fuori un potenziale avversario in caso di "possibile guerra convenzionale" con la Nato. L'Isw va oltre e considera altri aspetti: Putin, con l'Ucraina sotto controllo, avrebbe ulteriori risorse e uomini da utilizzare. "Putin e il Cremlino considerano una vittoria in Ucraina come un prerequisito per combattere una guerra con la Nato e ogni cessate il fuoco o ogni accordo che non preveda la capitolazione dell'Ucraina" sarebbero ritenuti "una pausa temporanea nello sforzo per distruggere uno stato ucraino indipendente". E' prevedibile, quindi, che il presidente russo continui a fare riferimento periodicamente ad un'ipotesi di soluzione negoziale del conflitto. La prima apertura risale a dicembre 2022 quando, secondo l'Isw, Mosca mirava a rallentare il processo che avrebbe portato l'Occidente a fornire tank a Kiev. Il copione si è ripetuto un anno dopo, nell'inverno tra il 2023 e il 2024, nei mesi in cui gli Stati Uniti si sono impantanati in un lungo dibattito interno che ha rallentato l'invio di aiuti militari all'Ucraina. La disponibilità apparente di Putin ad una trattativa avrebbe potuto far presa in un momento particolare del conflitto, con Zelensky in condizione di difficoltà e nettamente più debole ad un eventuale tavolo. Ora, la nuova 'apertura' del presidente russo, in concomitanza con un'altra fase cruciale della guerra: l'Ucraina ha appena ricevuto l'ok dei partner occidentali e ha iniziato a usare le armi Nato contro obiettivi militari in Russia. —internazionale/[email protected] (Web Info)

G7, Meloni chiude vertice con il Papa. L’entusiasmo dei leader: “Giornata storica”

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(Adnkronos) – E' il giorno del bilaterale con il presidente statunitense Joe Biden, eppure i riflettori del mondo su Borgo Egnazia sono tutti puntati su di lui: Papa Francesco segna l'esordio di un pontefice al G7. Tolto l'accordo sul fondo di solidarietà di 50 miliardi di dollari garantito dai profitti dagli asset russi, è la presenza di Bergoglio che fa la differenza in questo G7 a guida italiana. Ne è consapevole Giorgia Meloni, che mette a segno un risultato senza precedenti. Un risultato che, da solo, è capace di smaltire le 'scorie' della lite con il Presidente Emmanuel Macron, un diverbio a colpi di dichiarazioni di fuoco che ha finito per 'cannibalizzare' l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica nella prima giornata dei lavori.  Si volta pagina con l'arrivo del pontefice, diretto nel piccolo borgo pugliese a bordo di un elicottero. La premier raggiunge controvento le scalette del velivolo, "ancora vivo", scherza lui, "siamo in due", risponde pronta Meloni dopo aver sondato lo stato di salute del Santo Padre. Insieme salgono sulla piccola golf car che li condurrà dagli altri leader, Bergoglio arranca, anche per via del suo ginocchio malconcio, ma con Meloni la buttano sul ridere: lei scherza divertita, "una bella risata", osserva Francesco, "vabbé ma io e lei sempre..", risponde la presidente del Consiglio, che in questi 18 mesi è riuscita a costruire un rapporto solido con il pontefice, più volte incontrato anche lontano dai riflettori.   Quando entrano nella sala dove ha luogo il panel sull'Intelligenza artificiale, l'entusiasmo dei leader -non solo i 7, ma anche i cosiddetti 'outreach' a cui Meloni ha deciso di aprire il summit- è incontenibile: un lungo applauso accompagna il pontefice, che raggiunge la sua postazione su una sedia a rotelle, Meloni alle spalle. Tutti i leader si avvicinano per salutarlo, con una confidenza che contraddistingue un pontificato giudicato da tutti fuori dagli schemi: Biden si china su di lui e gli sussurra qualcosa all'orecchio, l'argentino Javier Milei, connazionale di Bergoglio, lo abbraccia commosso, anche il brasiliano Luis Inàcio Lula de Silva e il primo ministro indiano Narendra Modi lo cingono emozionati. "E’ la prima volta che un pontefice partecipa ad una riunione del G7 – apre la sessione dei lavori la premier – quindi inevitabilmente è un momento davvero storico. Non la ringrazierò mai abbastanza per essere qui insieme a noi", dice lasciando la parola a Francesco. L'intervento di Bergoglio non nasconde i dubbi e i timori legati all'avvento dell'intelligenza artificiale, richiama alla "buona politica", alla necessità che la AI abbia una "ispirazione etica". Per ridurre i rischi intrinseci alla sfida, spetta alla politica "creare le condizioni" per un uso che sia "possibile e fruttuoso", perché "davanti a tante forme di politica meschine e tese all'interesse immediato, la grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine. Il potere politico fa molta fatica ad accogliere questo dovere in un progetto di Nazione e ancora di più in un progetto comune per l'umanità presente e futura".  Parole, le sue, "fonte di ispirazione per tutti noi", lo ringrazia Meloni. Che, poco dopo l'arrivo del pontefice, si vede costretta a smentire una notizia diffusa da Bloomberg che rischia di generare il 'remake' del pasticciaccio sull'aborto: un passo indietro sui diritti Lgbtq nella bozza delle conclusioni che l'agenzia americana lega alla presenza di Papa Francesco a Borgo Egnazia. La smentita di Palazzo Chigi è netta: notizia priva di ogni fondamento, tuona la presidenza del Consiglio.
 

 
Nel documento finale adottato dai leader, 36 pagine in tutto, viene infatti ribadita la "forte preoccupazione" per la riduzione dei diritti Lgbt, con una condanna ferma a "tutte le violazioni e gli abusi dei diritti umani e delle libertà fondamentali", e confermato l'impegno dei Grandi "a promuovere e proteggere" i diritti della comunità 'arcobaleno'. Quanto all'altro dossier 'caldo' sul fronte dei diritti, nelle dichiarazioni finali la parola 'aborto' non viene menzionata, ma vengono confermati tutti gli impegni assunti dai leader a Hiroshima. C'è poi un capitolo ad hoc che Meloni potrà sfoggiare fiore all'occhiello del G7 made in Italy: il paragrafo sui migranti, in cui i 7 si impegnano a lanciare "una coalizione per prevenire e contrastare il traffico di migranti".  Ricorrendo a un "approccio 'follow the money' -mettono nero su bianco i 7 grandi richiamando una strategia messa a punto da Giovanni Falcone contro la mafia e cara a Meloni- per identificare, indagare e contrastare efficacemente la criminalità organizzata, affrontando gli aspetti finanziari, compresa una maggiore cooperazione sulla confisca dei beni". Nel documento trova spazio anche il Piano Mattei voluto dal governo italiano, salutato con favore dai leader.  Al tavolo dei lavori, Meloni ha chiesto che il G7 si faccia portavoce a livello internazionale di una strategia nuova, che adotti nuove armi per contrastare un traffico che ha reso il Mediterraneo un cimitero a cielo aperto. Richiamando, tra gli strumenti possibili, anche il memorandum Roma-Tirana, che ha visto il nostro Paese aprire due hotspot in terra albanese, con tutte le polemiche del caso. A chiusura dei lavori, la foto di famiglia allargata a tutti i leader arrivati a Borgo Egnazia, con il Papa sorridente in prima fila per uno scatto destinato a restare alla storia. Meloni ne è consapevole, posa con uno sguardo soddisfatto mentre la seconda giornata del summit si avvia al termine. (di Ileana Sciarra)  —[email protected] (Web Info)

Ricky Gervais e il no al Papa: “Ho rifiutato l’invito”

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(Adnkronos) – Oltre 100 comici in Vaticano ricevuti da Papa Francesco. Star da tutto il mondo hanno risposto all'invito del Pontefice. Qualcuno, a quanto pare, ha detto no: Ricky Gervais – attore, regista, produttore di successo – non era nel gruppo che comprendeva big planetari come quelli arrivati dagli Stati Uniti: Whoopi Goldberg, Jimmy Fallon, Chris Rock, Stephen Colbert e Conan O'Brien. Il 62enne re inglese dei comedian non c'era e l'assenza non è sfuggita ad ammiratori e osservatori. Possibile che il fuoriclasse – tra tv e teatro – non sia stato invitato? La domanda rimbalza su X e Gervais risponde con un tweet: "Sono stato invitato ma ho educatamente rifiutato. Non è proprio il mio ambiente". Sarà vero? Di sicuro, la risposta è plausibile se si considera il repertorio di Gervais, che da ateo dichiarato ha spesso affrontato il tema della religione in maniera dissacrante nelle sue apparizioni televisive e nei suoi spettacoli, che macinano record al botteghino e su Netflix.   Memorabile la sua discussione nel 2017 al Late Show con Stephen Colbert, uno dei comedian ricevuti in Vaticano: "Tecnicamente sono un ateo agnostico, significa che non so. Non so se esista un dio. Un ateo rifiuta l'affermazione per cui esiste un dio. Tu dici che esiste un dio, io ti chiedo se puoi provarlo. Tu dici di no, io quindi non ti credo. Tu -dice rivolgendosi a Colbert- credi in un dio, ma ci sono 3000 divinità. Tu neghi l'esistenza di 2999 divinità, io ne nego solo una in più. La scienza è costantemente sottoposta a prove. Se distruggessimo tutti i libri sacri e i romanzi, tra 1000 anni non tornerebbero uguali. Se distruggessimo tutti i libri di scienze, tra 1000 anni tornerebbero uguali perché i risultati sarebbero sempre gli stessi. Non ho bisogno della fede per sapere che se salto fuori dalla finestra mi schianto…". —[email protected] (Web Info)

Euro 2024, Germania-Scozia 5-1: tedeschi aprono con cinquina

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La Germania travolge la Scozia per 5-1 oggi a Monaco di Baviera nel match che apre Euro 2024. Nella sfida valida per il Gruppo A, i tedeschi padroni di casa debuttano con una prestazione perfetta. La Germania domina dall'inizio alla fine in un match senza storia.  
La Mannschaft del ct Nagelsmann sblocca il risultato al 10' con Wirtz. Il talento del Leverkusen dal limite dell'area batte il portiere Gunn per l'1-0 a coronamento di un'azione avviata da un lancio illuminante di Kroos, autentico signore del centrocampo con una prova ai limiti della perfezione: nemmeno un passaggio sbagliato per il fuoriclasse. La Germania non alza il piede dall'acceleratore e concede il bis al 19' con un altro baby straordinario. Un'azione manovrata, con l'altruismo di Havertz in versione assist-man, consente a Musiala di calciare dal cuore dell'area: botta secca sotto la traversa, 2-0. La Scozia non c'è e alza bandiera bianca definitivamente prima del riposo. Porteous prova a staccare una gamba a Gundogan con un intervento killer a piedi uniti. L'arbitro Turpin incredibilmente non si accorge del fallo plateale, il Var lo richiama in maniera provvidenziale: rigore e espulsione di Porteous. Havertz non sbaglia dal dischetto, 3-0 e game over al 44'. Il secondo tempo è un'appendice superflua, che consente a Nagelsmann di ruotare uomini e provare soluzioni. Dalla panchina entra Fullkrug, centravanti classico de Borussia Dortmund, che si fa apprezzare immediatamente. Stop e destro terrificante all'incrocio, 4-0 al 68'. Prima dei titoli di coda, gol della bandiera per la Scozia all'87. Fa tutto la Germania anche in questo caso: la deviazione di Rudiger beffa Neuer, autorete e 4-1. Tutto finito? No. C'è anche il recupero e al 92' la Germania completa la cinquina. Merito di Emre Can, destro preciso da 20 metri e 5-1.
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SuperEnalotto, numeri combinazione vincente oggi 14 giugno 2024

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(Adnkronos) – Estratta la combinazione vincente del SuperEnalotto. Nessun 6 né 5+1, mentre in 5 hanno centrato il montepremi a disposizione dei punti 5, portandosi a casa rispettivamente 24.691,78. Il jackpot stimato per il prossimo concorso a disposizione dei punti 6 sale così a 35.800.000,00 euro.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Estratta la combinazione vincente di oggi: 15, 60, 82, 85, 86, 87; Numero Jolly 45; Super Star 42. —[email protected] (Web Info)

Cardiologi: “Cocaina aumenta fino al 23% rischio infarto, Fentanyl spaventa”

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(Adnkronos) – Le droghe, anche quelle considerate 'leggere', fanno male al cuore. "Ma soprattutto scatenano le malattie cardiache da sostanze stupefacenti che possono manifestarsi in maniera acuta – generalmente temporalmente associata e proporzionale all'ultima dose assunta – o svilupparsi lentamente nel tempo. Quindi anche chi la prova una volta o lo fa saltuariamente e non ha alcuna sintomatologia acuta dopo l'assunzione, se però continua può sviluppare nel tempo un danno cardiaco". Da qui l'allarme dei cardiologi della Fondazione per il Tuo cuore dell'Anmco (Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri) nel sottolineare come sia necessario "smettere di assumere sostanze prima che il danno si manifesti o diventi irreversibile" e dell'importanza di sottoporsi a visite di controllo.   "La cocaina – spiega Domenico Gabrielli, presidente Fondazione per il tuo cuore e direttore Cardiologia dell'ospedale San Camillo di Roma – può favorire l'insorgenza di ogni tipo di patologia cardiaca e aumenta fino al 23% il rischio di infarto miocardico nelle prime ore dopo l'assunzione. L'uso non medico della cannabis, è stato associato ad un aumentato rischio di patologie cardio e cerebrovascolari. Il fatto che esista una cannabis utilizzata per scopi medici non significa che fumare marijuana non faccia male al cuore e alla salute. Anche il Fentanyl è un farmaco molto utilizzato in medicina, eppure negli Usa l'uso non medico di oppioidi sintetici con effetti antidolorifici come il Fentanyl e derivati è un vero e proprio problema di salute sociale. Tali sostanze, magari acquistate anche per via illegale, hanno infatti aumentato la mortalità per arresto cardiorespiratorio (sono stati stimati circa 75.000 decessi da oppiodi sintetici nel 2022 negli Stati Uniti) e costituiscono ora negli Usa una tra le principali cause di morte nei soggetti giovani–adulti". "Obiettivo della Fondazione per il Tuo cuore e dei cardiologi Anmco – ricorda Gabrielli – è quello di svolgere una prevenzione al passo con i tempi in considerazione del sempre più frequente uso e abuso di sostanze psicoattive, poiché sono cambiate non solo le sostanze assunte ma anche il profilo di chi le assume. La prevenzione delle problematiche cardiovascolari da sostanze psicoattive merita tutta la nostra attenzione e giustifica ogni sforzo in quanto tali malattie non sono affatto rare, dati evidenziano che fino a un quarto degli infarti nei soggetti giovani sia legato all'uso di droghe. E in generale il danno cardiaco da droghe è decisamente più frequente di quello che riusciamo a dimostrare".  Secondo i cardiologi, "le sostanze stupefacenti sono al centro di varie problematiche della società civile: un concetto noto ma vi è ancora poca conoscenza, sia in ambito sanitario che sociale, sulla capacità che queste sostanze hanno di determinare problemi cardiovascolari e in generale un danno biologico con gravi ripercussioni sulla salute di chi le assume e importanti ricadute sulla spesa sanitaria. La scarsa informazione e soprattutto la disinformazione, legata ai canali da cui vengono attinte le informazioni, determinano – avvertono i cardiologi – false convinzioni come ad esempio quella di ritenere la cannabis innocua in quanto 'terapeutica' e favoriscono dunque la bassa percezione del pericolo 'sostanze', alcool compreso, per il cuore e per la salute umana in particolare tra i giovani".   "Un danno d'organo cardiaco che può rimanere a lungo asintomatico, dando la falsa impressione di essere sani, il fatto che il più delle volte il danno d'organo si sviluppa lentamente nel tempo senza dare particolari sintomi durante le assunzioni, la sottostima delle diagnosi di cardiopatie determinate o favorite dall'uso di sostanze psicoattive e il fatto che ci sia poca sensibilità, e molta reticenza a parlare, cosi come si dovrebbe, di queste tematiche contribuiscono alla erronea convinzione che le sostanze stupefacenti non facciano poi cosi tanto male al cuore e al nostro organismo – rimarca Gabrielli – Tutte le principali droghe conosciute, cannabis compresa, hanno un effetto cardiotossico e possono determinare o favorire l'insorgenza vari tipi di patologie cardiovascolari, anche gravi o mortali. Le sostanze stupefacenti infatti danneggiano le coronarie determinando ischemia cardiaca acuta o cronica e danneggiano direttamente il muscolo cardiaco provocando infiammazione (miocardite), dilatazione (cardiomiopatia dilatativa) o ispessimento (ipertrofia) del cuore. Condizioni queste, che se non diagnosticate e curate tempestivamente, possono portare a scompenso cardiaco. Favoriscono inoltre l'insorgenza di vari tipi di aritmie, a volte letali e alterazioni della pressione arteriosa, della coagulazione e delle valvole cardiache".  Secondo Francesco Ciccirillo, cardiologo e responsabile Ambulatorio Dahd ( Drug Abuse Heart Diseases) Uoc Cardiologia-presidio ospedaliero Vito Fazzi-Asl di Lecce, "dovrebbe portarci a considerare le sostanze psicoattive come un fattore di rischio cardiovascolare indipendente e aggiuntivo e a considerare il loro ruolo favorente sui sintomi e sulle malattie cardiovascolari riscontrate nella pratica clinica oltre che a portare avanti dei programmi di prevenzione adeguati volti a scongiurare la prima assunzione e l'uso anche ricreazionale di sostanze psicoattive. Infatti – precisa Ciccirillo – il danno cardiovascolare si può instaurare non solo nel consumatore abituale (che rimane comunque a rischio più alto) ma anche in quello occasionale, a volte indipendentemente dalla quantità di sostanza assunta soprattutto se presente una particolare predisposizione genetica (non sempre nota) o altri fattori contingenti".  "E' difficile quantificare e prevedere il rischio di un danno cardiaco da droghe nel singolo individuo – continua Ciccirillo – in quanto l'effetto delle sostanze può variare da soggetto a soggetto e perfino nello stesso soggetto, in base a dose, modalità, tempistica, durata di assunzione, tipo, purezza, quantità della sostanza e presenza o meno di altri fattori predisponenti". Per una adeguata prevenzione delle malattie cardiache da sostanze psicoattive, "è importante anche conoscere e imparare a non sottovalutare i sintomi associati all'uso di sostanze per chiedere pronto aiuto medico. È fondamentale per esempio non trascurare il sintomo del dolore al petto in quanto può essere espressione di gravi patologie cardiorespiratorie acute. Dallo 0,7% fino al 6% di soggetti che arrivano in pronto soccorso per dolore toracico dopo uso di cocaina ha un infarto cardiaco secondario a tale sostanza. Ugualmente è fondamentale riferire al medico se sono state assunte 'sostanze' per evitare pericolose interazioni farmacologiche", conclude Ciccirillo. —[email protected] (Web Info)

Anziani, ‘1 su 3 vittima di abusi’, da geriatri vademecum segnali allarme

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(Adnkronos) – Quasi un anziano fragile su 3 (circa il 30%) sperimenta angherie, negligenza, maltrattamenti fisici e psicologici, abusi in Rsa e case di riposo (strutture dove la quota di persone che sperimenta gli stessi problemi è ancora più alta). Tra le mura domestiche queste situazioni sono poco rilevabili, ma nella maggior parte dei casi avvengono purtroppo per mano di caregiver e familiari, e magari con un supporto sarebbero prevenibili. E' in questo scenario che i geriatri della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) hanno deciso di promuovere un vademecum in cui si indicano i campanelli di allarme per intercettare e riconoscere i segnali di violenza e maltrattamento. Occasione la Giornata mondiale contro gli abusi in questa fascia d'età, che ricorre domani. "Tra i segnali che possono far sospettare un problema di abuso, in generale, ricorrono scarsa igiene o un odore sgradevole, abiti sporchi, malnutrizione e disidratazione non correlate a una patologia – riassume Andrea Ungar, presidente Sigg – Tra i campanelli di allarme che potrebbero indicare che un anziano è vittima di violenza fisica, i più diffusi sono lesioni, come graffi o tagli localizzati prevalentemente su testa e viso, compresi occhi, orecchi, area dentale, collo e arti superiori. Ma anche cadute e fratture con cause indeterminate o ustioni e lividi in luoghi e di tipo insolito".  "Mostrare, invece, comportamenti caratterizzati da paura di rappresaglie, vergona, rassegnazione, riluttanza a parlare apertamente possono essere indicativi di abuso psicologico ed emotivo", prosegue l'esperto in una nota. Ma se chi assiste gli anziani è frustrato e stressato dall'onere assistenziale, il carico delle cure quotidiane finisce spesso per favorire l'esaurimento fisico ed emotivo, un nemico a volte invisibile che induce a trascuratezza e ad azioni di abuso psicologico, fisico e finanziario, puntualizzano gli esperti. "L'assistenza di un anziano, specie con deterioramento cognitivo, impegna il famigliare sia sul piano pratico ed organizzativo che su quello emotivo, portando spesso a un 'cortocircuito' relazionale che si ripercuote sulla vita dell’anziano con comportamenti abusivi del caregiver che percepisce l’onere assistenziale come un impegno schiacciante e complesso e che determina spesso atteggiamenti disfunzionali – aggiunge Anna Castaldo, coordinatrice del gruppo di studio Sigg sulla prevenzione del maltrattamento agli anziani – Ed è proprio lo stress derivante dal carico assistenziale a causare una riduzione della qualità delle cure e, nel peggiore dei casi, situazioni di abuso che esplodono soprattutto nel difficile periodo estivo". I comportamenti dei caregiver che suggeriscono abusi, continua Castaldo, "sono ad esempio, non lasciar parlare l'anziano, trattarlo come un bambino e fornire spiegazioni poco plausibili per le lesioni. Circa due terzi degli episodi di abuso avvengono nelle Rsa e nelle case di riposo. Tra i maltrattamenti istituzionali più ricorrenti ad opera del personale assistenziale ci sono: mancanza di rispetto per la dignità e la privacy dell'anziano, utilizzo di mezzi di contenzione inappropriati e nessuna flessibilità negli orari di messa a letto e di alzata, uso improprio di farmaci, mancata fornitura di occhiali, apparecchi acustici o protesi dentali, non fornire cibo e bevande adeguati o mancata assistenza nel mangiare".  Contro i maltrattamenti, la Sigg invita a offrire gentilezza. "Il semplice atto di essere gentili con le persone anziane deve essere considerato parte del servizio di cura – sottolineano Ungar e Castaldo – Mostrare gentilezza ispira gentilezza e aiuta a diffonderla per combattere i conflitti e prevenire gli abusi". La neuroscienza, precisa Ungar, "indica che vedere qualcuno mostrare emozioni positive attiva automaticamente le stesse aree del cervello. Essere gentile con una persona anziana significa avere un atteggiamento di rispetto, accoglienza e disponibilità. Una persona fragile incapace di badare a sé stessa a causa di una malattia o una disabilità fisica, ha bisogno innanzitutto di essere ascoltata attentamente e non interrotta. È importante anche mantenere un contatto fisico e visivo con la persona anziana e condividere momenti di relax".  Sulle persone anziane "la gentilezza può avere un forte impatto anche terapeutico per il mantenimento della salute e del benessere non solo mentale ma anche fisico. Attivando la produzione di ossitocina, l’ormone della felicità che allontana lo stress, la gentilezza contribuisce a proteggere la memoria, aiuta a combattere la depressione e contribuisce al calo della pressione sanguigna e del cortisolo", evidenzia ancora l'esperto. Anche quest'anno il gruppo di studio della Sigg propone, in occasione della Giornata mondiale, una riflessione sulla prevenzione degli abusi attraverso un webinar dedicato alla gentilezza nella relazione di cura. Durante l'evento formativo saranno presentati anche i lavori vincitori di un concorso sul tema delle cure gentili, rivolto a studenti, professionisti sanitari e sociali.  —[email protected] (Web Info)

Dai vaccini ai preservativi, esperti varano guida per i tifosi Euro 2024

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(Adnkronos) – La valigia e biglietti pronti per gli Europei di calcio 2024 in Germania? Bene, ma occhio anche alle vaccinazioni fatte, dal morbillo alla pertosse, passando per il tetano, la difterite, la poliomielite e chiaramente Covid. E poi ricordarsi di mettere nel bagaglio anche una crema solare, i profilattici e fare attenzione all'abuso di alcol, tabacco e cannabis. Sono alcuni dei consigli che l’Oms, insieme al Centro federale tedesco per l’educazione sanitaria (Bzga) e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), hanno sviluppato per la salute pubblica in occasione dei campionati europei di calcio Uefa Euro 2024.  I consigli, disponibili online, offrono informazioni facilmente accessibili su argomenti che vanno dalle vaccinazioni fatte di cui i viaggiatori potrebbero aver bisogno prima di partire alle informazioni su come proteggersi da varie malattie, come quelle respiratorie e le malattie trasmesse dalle zecche. Con l’aumento delle temperature, si offrono indicazioni su come comportarsi quando fa caldo, prevenire i colpi di sole e rimanere idratati. Nel vademecum ci sono anche raccomandazioni per le malattie sessualmente trasmesse (la clamidia, la gonorrea e la sifilide) ma anche l'Hiv, e il Mpox o vaiolo delle scimmie. "I preservativi, se usati correttamente e costantemente, sono efficaci nel ridurre il rischio di queste malattie", ricordano nella guida gli esperti.  Nel vademecum si raccomanda ai tifosi anche di fare attenzione al consumo di alcol, tabacco e cannabis, con siti web e numeri di telefono utili per chiunque abbia bisogno dell'aiuto di un medico. "In Germania puoi acquistare alcol solo se sei maggiorenne, ma se si hanno 16 anni si possono ottenere birra e vino ma non liquori e superalcolici", ricorda la guida. Dal primo aprile 2024 in Germania gli over 18 possono fumare cannabis con un limite massimo di 25 grammi che equivale al possesso personale in pubblico. —[email protected] (Web Info)

Infettivologo Andreoni: “In grandi eventi tifosi ricordino regole Covid”

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(Adnkronos) – Un partita di calcio del febbraio 2020, Atalanta-Valencia giocata a Milano, è rimasta nella storia dell'emergenza pandemica perché contribuì alla diffusione dei casi Covid. Ancora non si sapeva della presenza del Sars-CoV-2 in Italia. "Propria quella partita di calcio ha dimostrato che in grandi eventi sportivi dove ci sono migliaia di tifosi possono esserci dei rischi sanitari, oggi non è più il Covid chiaramente, ma alcune raccomandazioni imparate allora possono essere ancora valide: l'igiene delle mani è la prima da mettere sempre in pratica". Lo spiega all'Adnkronos Salute l'infettivologo Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit), che interviene così sulla guida – per i tifosi che da oggi assisteranno agli Europei di calcio in Germania – elaborata dall’Oms, insieme al Centro federale tedesco per l’educazione sanitaria (Bzga) e al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).  "Ma se guardiamo al vaiolo delle scimmie – continua Andreoni – due anni fa un focolaio in una grande festa alle Canarie portò poi alla diffusione dei casi in Europa. In eventi dove ci sono tante persone a stretto contatto aumentano i rischi legati alla diffusione di malattie, anche sessualmente trasmesse. Per questo – osserva – nella guida dell'Oms si raccomanda l'uso del preservativo, si sa che aumentano i rapporti occasionali ed è bene prepararsi". Poi l'esperto non dimentica anche le raccomandazioni "per evitare i colpi di calore mantenere lo stesso regime alimentare senza abusare di alcol" e la "necessità di reidratarsi spesso e coprire la testa" se si vede la partita su spalti assolati. —[email protected] (Web Info)

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