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Aereo in overbooking, che significa e cosa fare: i diritti dei passeggeri

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(Adnkronos) – L'ultimo caso – in ordine di tempo – è quello del passeggero del volo Ryanair Bergamo-Palma di Maiorca finito in overbooking con un passeggero di troppo per un problema in fase di acquisto del biglietto on line che non è emerso al momento dell'accettazione al gate. Per non bloccare il volo in attesa di una (improbabile) sistemazione uno dei passeggeri ha accettato di scendere dall’aereo previo risarcimento economico di 250 euro e un volo gratis. Puo' sembrare un caso limite (e in realtà è molto difficile che il problema emerga a bordo) ma in realtà – soprattutto con l'arrivo della stagione estiva la questione del 'sovrannumero' è piuttosto comune. Anche perché vendere più biglietti aerei dei posti a disposizione non è affatto illegale, visto che le compagnie contano su un numero fisiologico di assenze e in questo modo possono massimizzare i profitti. Di solito la question emerge già in fase di check-in, e non sono pochi i passeggeri che si vedono suggerire la rinuncia al volo previo indennizzo e trasferimento su un altro volo. Per tutti, comunque, valgono per tutti le normative comunitarie (che non escludono neppure le low cost) in merito a quello che a tutti gli effetti è un "negato imbarco", ovvero la circostanza che si verifica quando il passeggero, pur in possesso di una prenotazione confermata, di un biglietto aereo valido – anche se ottenuto gratuitamente grazie a programmi Frequent Flyer – e con i documenti in regola, si presenta al gate entro il termine indicato, ma non viene comunque imbarcato. La normativa comunitaria si applica ai voli (di linea, charter, low cost) in partenza da un aeroporto comunitario (incluse Norvegia, Islanda e Svizzera), ai voli di linea, charter, low cost in partenza da un aeroporto situato in un Paese non comunitario, con destinazione un aeroporto comunitario, ma nel caso la compagnia aerea sia comunitaria e se non sono già stati erogati altri benefici previsti dalla normativa locale. Invece le tutele non si applicano ai voli in partenza da un Paese non comunitario con destinazione un Paese dell’UE operati da compagnie aeree non comunitarie. Se non ci sono volontari (come e' avvenuto sul volo Ryanair),l'articolo 4 del Regolamento comunitario 261/04, stabilisce che il passeggero cui viene negato l'imbarco ha diritto a un rimborso che varia in base alla tratta aerea (intracomunitaria o extracomunitaria) e alla distanza in Km del volo. Per capirci nei voli all'interno dell'Ue per distanze inferiori o pari a 1500 km, la compensazione è di 250 euro, cifra che sale a 400 euro per le tratte più lunghe. Sui voli extracomunitari, si sale invece a 600 euro nel caso non si venga imbarcati su voli superiori a 3500 km (di solito rotte intercontinentali). Oltre alla compensazione, il passeggero ha poi diritto a tre opzioni: farsi rimborsare il prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata, farsi imbarcare su un volo alternativo quanto prima possibile in relazione all'operativo della compagnia aerea oppure farsi imbarco su un volo alternativo in una data successiva, se questa dovesse essere più conveniente per il passeggero. Se poi si accetta di viaggiare in una classe inferiore rispetto a quella per cui si è prenotato, la compagnia – spiega Altroconsumo – deve rimborsare una cifra che può variare (a seconda della distanza chilometrica) dal 30 al 75% del prezzo del biglietto. Per i rimborsi la modulistica è fornita dalle compagnie, e non si ottiene risposta entro 6 settimane si può procedere inoltrando un reclamo direttamente all’ENAC, l’Ente Nazionale Aviazione Civile, ma con un tempo massimo di 26 mesi a partire dalla data del volo 'negato'. Ma non finisce qui, la compagnia deve anche garantire assistenza con il proprio personale, fornire pasti e bevande in relazione alla durata dell'attesa, provvedere alla sistemazione in albergo, nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti, e a organizzare il trasferimento dall'aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa. Infine, il passeggero lasciato a terra per overbooking ha diritto a due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica. Ma nell'era dei cellulari low cost, in fondo, questo è il benefit che interessa di meno. —[email protected] (Web Info)

Giornata mondiale Sla, con Aisla maratona di eventi da Nord a Sud

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(Adnkronos) – Tutto pronto per la Giornata mondiale della Sla 2024 del 21 giugno: volontari, ambasciatori, sostenitori, amici storici e nuovi di Aisla – Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica, stanno ultimando i preparativi per celebrare lo "Sla Global Day", promosso dall'International Alliance of Als/Mnd Associations, di cui Aisla è membro italiano. Simbolo dell’iniziativa il fiordaliso, fiore raro come la Sla, mentre l'hashtag ufficiale della Giornata è #AlsmndWithoutBorders, che rappresenta l'impegno nel superare ogni tipo di barriera e nel diffondere consapevolezza sulla Sla, aumentando la conoscenza della malattia attraverso numerose iniziative e attività di sensibilizzazione. In questo mese – riporta una nota di Aisla – si svolgono eventi e incontri in tutto il mondo con l'obiettivo di condividere storie e sottolineare che la fragilità non è sinonimo di debolezza e che le barriere, specialmente quelle culturali e mentali, possono e devono essere superate.  "La nostra forza risiede nella nostra consapevolezza – dichiara la presidente nazionale Aisla, Fulvia Massimelli – Quest'anno la giornata segna il decimo anniversario dell'Ice Bucket Challenge, un fenomeno che non solo ha aumentato la consapevolezza in un modo senza precedenti, ma ha anche trasformato il panorama della ricerca. Non dobbiamo dimenticare quella sfida planetaria perché ci ha dimostrato che i problemi si possono superare soltanto insieme". Tra gli eventi speciali del Global Day, l’appuntamento "Con un Battito di Ciglia" che andrà in onda martedì 18 alle 23.15 su Rai3. Condotto da Drusilla Foer e prodotto da Libero Produzioni in collaborazione con Rai Documentari, il docufilm vede la partecipazione straordinaria del giornalista Mario Calabresi, e racconta le storie di Julius, Pippo, Laura e Luigi. Storie di Sla, resilienza e coraggio, trasmesse attraverso i pensieri affidati ai loro cari, sono uno straordinario inno alla vita.  L'appuntamento più atteso da tutta la comunità Sla italiana rimane la tradizionale veleggiata all'Isola d'Elba di domenica 23, un'esperienza in cui il senso di libertà diventa protagonista in questo incontro con l'immensità del mare; un concetto, quello della libertà, che si lega all'essere fuori dai confini e dagli spazi che la malattia impone. A precedere la giornata in mare, l’esibizione al Porto di Marina di Salivoli della Gaudats Junk Band, il progetto che crea musica unicamente con strumenti di materiale riciclato.  La maratona di eventi prende il via domenica 16 – dettaglia la nota – con la tradizionale Fiascolata di Dego (Savona), con tre percorsi dedicati agli amanti della natura, che potranno immergersi nell'atmosfera unica degli itinerari liguri e assaporare prelibatezze locali. Contestualmente, ad Abbiategrasso (Lombardia) la "Festa della Cappelletta" vede protagonisti gli ambasciatori storici di Aisla, i pluripremiati ciclisti del Gemini Team. Lo stesso giorno, a Paestum con il messaggio del Segretario Generale Aisla Pina Esposito, si svolge la presentazione del libro “Clam Clam” scritto dalla madre di Flaviana Vicedomine, affetta da Sla.  E ancora: martedì 18, la Federazione Italiana Pallacanestro del Friuli-Venezia Giulia celebra il Gran Galà del Basket, durante il quale verrà annunciata la raccolta fondi dell'iniziativa "Stoppiamo insieme la Sla" alla presenza del vicepresidente Aisla Paolo Zanini. Mercoledì 19, si torna in Lombardia, precisamente a Brignano Gera D'Adda, con la "Camminata al Chiaro di Luna". Giovedì 20, a Firenze, la prestigiosa Villa Chellini ospita il gala "Festeggiando il Solstizio d'Estate".  Venerdì 21 è anche la Giornata dello Yoga e della Musica. E così, nel Lazio, i giardini di Castel Sindici nel Comune di Ceccano ospitano i volontari di Aisla per celebrarla insieme, grandi e piccini, con la pratica dello yoga; mentre, in Lombardia, musica e street food sono protagonisti della festa in programma a Inveruno. In questa giornata speciale, il cuore di Aisla batte forte a Palermo, dove la sezione locale celebra i suoi 25 anni di volontariato con una partita benefica in memoria di Vincenzo La Bella, neurologo di fama internazionale. Venerdì 28, i calciatori che hanno fatto la storia del Ponsacco e del Pisa Calcio si sfideranno in una partita amichevole unica nel suo genere nello Stadio Comunale. Un viaggio da Nord a Sud che termina in Sicilia: sabato 29, con il IV memorial sportivo in onore di Aldo Averna, la storica 5 e 30, corsa non competitiva che si svolge a San Cataldo; domenica 30, lo Stadio Comunale Maletto (Catania) organizza una partita di calcio in memoria di Stefano Bonina, ex presidente del Maletto Calcio che ha coraggiosamente combattuto la malattia.  —[email protected] (Web Info)

L’esperto Benini: “Persone formate e competenti fanno la differenza sul territorio”

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(Adnkronos) – "In Italia si può invertire la rotta attraverso forti investimenti dal punto di vista delle competenze e cercando soprattutto di stimolare la domanda. Perché è il mercato che stimola la domanda. Sono convinto che alla fine sia il lavoro che fa l'economia non è il contrario. La presenza sul territorio di persone formate e competenti possono cambiare l'economia. Possono migliorare i luoghi di lavoro, li possono innovare, li possono rendere per questo motivo più produttivi. Quindi c'è bisogno di preparare i manager del futuro". A dirlo Romano Benini, giornalista economico e docente di Sociologia del Made in Italy all’Università La Sapienza di Roma, intervenendo alla tavola rotonda ‘Il futuro che vogliamo-ripartiamo da crescita sostenibile e territori, lavoro e welfare’ organizzata da Manageritalia in occasione del VI Congresso della Federazione dei manager del terziario.  "C'è bisogno – avverte – di sostenere il passaggio generazionale enorme che si sta facendo in questi anni, perché noi abbiamo una fase in cui molti manager non hanno un'età media di 47 o 48 anni, ma hanno un'età media più avanzata e devono passare il testimone a un'altra generazione che ha bisogno di acquisire tante competenze da coloro che li hanno preceduti. Siamo in una fase delicatissima perché i nuovi manager da questo punto di vista vanno formati ed è una formazione che non avviene soltanto nelle università o nei corsi di sviluppo manageriale che magari si fanno all'estero, aggiungendo a culture economiche che sono diverse dalla nostra".  "Il sistema di managerialità – ricorda Romano Benini – è fortunatamente in una fase forte, è riuscito a supplire anche all'assenza di politiche pubbliche. E' una bilateralità che ha da dare ma che ha anche da ricevere". —[email protected] (Web Info)

Cybersicurezza, presentato il report ‘Cyber organized crime-le mafie nel cyberspace’

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(Adnkronos) – Utilizzano droni e sommergibili radiocomandati per trafficare in droga e armi, assoldano i migliori hacker del mondo, agiscono con disinvoltura sul web – dove hanno oramai spostato molte delle loro attività – creano banche online per riciclare denaro, cominciano a usare l’intelligenza artificiale. Al tradizionale pizzo affiancano le estorsioni online, puntano sul metaverso e sul dark web. Invece di avvocati, commercialisti, broker, notai e agenti immobiliari, oggi cercano ingegneri informatici, hacker e drug designer. La mafia corre in rete insomma, e corre veloce, mentre imprese e istituzioni arrancano affannosamente in un’eterna carenza e inadeguatezza di risorse e di personale specializzato. Sono le nuove mafie, sempre più abili a cavalcare l’onda dell’innovazione tecnologica e informatica per ampliare il loro raggio di azione e aumentare i profitti. Sono organizzazioni ibride, capaci cioè di operare tanto nella realtà analogica quanto in quella digitale, descritte nel Rapporto “Cyber organized crime. Le mafie nel Cyberspazio” presentato dalla Fondazione Magna Grecia, che quest’anno celebra i 40 anni dalla sua nascita, al Palazzo di Vetro dell’Onu, lo scorso aprile, e oggi a Montecitorio.  Lo studio, unico nel suo genere, curato da Antonio Nicaso e Walter Rauti, segue quello dedicato lo scorso anno alla relazione tra mafie e social media e offre una panoramica dell’evoluzione nel contesto cyber delle mafie, proponendo un innovativo indice per valutare la vulnerabilità di imprese e istituzioni agli attacchi informatici. All’evento erano presenti: il presidente della Fondazione Magna Grecia, Nino Foti; Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli; Antonio Nicaso, esperto dei fenomeni criminali di tipo mafioso e docente alla Queen’s University Canada e Chiara Colosimo, presidente della Commissione parlamentare antimafia. “Dopo l’esperienza dello scorso anno, abbiamo sentito l’esigenza di predisporre un secondo rapporto che esaminasse l’ibridazione delle mafie nel mondo digitale, rivelando come si siano evolute negli ultimi anni per sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia”, ha spiegato Foti. Dallo studio emerge, infatti – si legge in una nota – che le mafie operano digitalmente in modo strutturato, strategico e coordinato, tanto che esistono delle correlazioni tra riciclaggio di denaro, criminalità informatica, cripto-asset e corruzione. Del resto il dark web rappresenta un luogo ideale per le mafie: è discreto, relativamente sicuro e permette di mantenere l’anonimato grazie alle tecnologie disponibili di pseudonimia e crittografia. Sull’internet sommerso ci sono grandi piazze virtuali dove è possibile comprare e vendere di tutto. Allo stesso tempo, si può riciclare denaro o si possono commettere frodi finanziarie ed estorsioni online, sapendo di poter eludere le frontiere tradizionali e sfuggire alle indagini. “Le organizzazioni criminali considerano ormai il ‘vecchio’ pizzo, come qualcosa di superato”, ha detto il Procuratore Gratteri, che ha raccontato di aver scoperto, a Napoli, che la camorra aveva creato una banca online che riciclava miliardi di dollari, con seimila clienti in Lombardia e nel Lazio e con sedi anche in Lituania e Lettonia. Il riciclaggio ammontava a più di tre miliardi e mezzo di euro, di cui solo due sono stati sequestrati. “La cosa che ci ha sorpreso è che nelle banche sequestrate – ha raccontato – abbiamo scovato tecnologie che la nostra Polizia giudiziaria nemmeno si sogna. Purtroppo nelle azioni di contrasto alle mafie, l’Italia è rimasta indietro rispetto a Paesi come Germania, Olanda e Belgio che ora devono aiutarci. Nelle forze dell’ordine mancano del tutto giovani ingegneri in grado di dare quella spinta di cui il nostro sistema ha bisogno. Stiamo perdendo troppo tempo e tanto campo”. A parlare sono le indagini. “In un’occasione – ha sottolineato Nicaso – i clan hanno assoldato pirati informatici per violare i sistemi di sicurezza del porto di Anversa, così da far sbarcare decine di carichi di cocaina proveniente dall’America Latina senza destare sospetti. In un’altra, hanno assunto hacker rumeni per mettere a punto una complessa attività di ingegneria sociale, servita poi per sottrarre milioni di euro a ignari cittadini attraverso il phishing. Soldi successivamente utilizzati per acquistare armi in Moldavia”. Più di recente, un importante hacker tedesco è stato contattato e invitato a trasferirsi in Calabria per creare piattaforme clandestine di trading e false fideiussioni. Per la prima volta, esponenti di organizzazioni mafiose e hacker hanno dunque lavorato a stretto contatto nel territorio d’origine dell'organizzazione criminale. “Chi è rimasta indietro sull’utilizzo del web, come Cosa nostra americana, rischia di scomparire”. Proprio per questo l’obiettivo primario di autorità e investigatori di tutto il mondo deve essere quello di essere al passo con i tempi. Sottovalutare le potenzialità delle nuove mafie è un rischio che nessun Paese può permettersi, tantomeno l’Italia. Per questo motivo, “grazie a un accurato lavoro di analisi – ha aggiunto Foti – abbiamo sviluppato un indice che permette di determinare in modo sintetico l’effettivo livello di rischio di istituzioni e imprese in caso di attacchi informatici. Disporre di una misura sintetica come questa è fondamentale per orientare le decisioni della politica, poiché fornisce un quadro chiaro e comprensibile della portata e dell’evoluzione delle minacce cibernetiche, consentendo ai policy maker di valutare l’impatto socioeconomico della criminalità informatica in un dato territorio e di prendere le decisioni conseguenti con un approccio più razionale e più efficace”. “Il rapporto di Fondazione Magna Grecia ha un doppio grande merito – ha precisato Colosimo – da un lato, offre una ricognizione e un’analisi accurate dei fenomeni criminali, dall’altro, propone una serie di suggerimenti e indicazioni utili a prevenire e reprimere il cybercrime. Quanto alle misure di contrasto – ha aggiunto – alcuni importanti passi avanti sono stati fatti recentemente. Nell'aprile 2023, il Parlamento ha approvato norme di controllo sui trasferimenti delle criptovalute per prevenirne l'uso nel riciclaggio di denaro, nel finanziamento del terrorismo e in altri reati. Il disegno di legge sulla cybersecurity, poi, può costituire un efficace strumento di lotta al cybercrime in Italia. Una priorità, soprattutto considerando l'aumento degli attacchi informatici in settori cruciali come le Pmi, il sistema sanitario e finanziario e, – ha concluso – la Pubblica amministrazione”. —[email protected] (Web Info)

Roma, raid contro pub a San Lorenzo: denunciati 3 francesi trovati con armi e adesivi di estrema destra

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(Adnkronos) –
Assalto a un pub di via degli Etruschi, nella notte, nel quartiere San Lorenzo a Roma. Sono stati i proprietari del locale a chiamare le forze dell'ordine, intorno alle 4.30, raccontando che si erano chiusi dentro e tre giovani con il volto coperto, all'esterno, stavano prendendo a bastonate la saracinesca. Arrivata sul posto la polizia ha bloccato tre ragazzi, con il volto coperto da uno scaldacollo, all'angolo con via dei Volsci. Sottoposti a un controllo sono stati trovati in possesso di un coltello a serramanico, di un martello rudimentale e tutti avevano in tasca adesivi del movimento di estrema destra di Bordeaux 'la Bastide bordelaise'. I tre ragazzi sono tutti di origine francese tra i 20 e i 21 anni: sono stati denunciati perché trovati in possesso delle armi. Continuano intanto le indagini sull'assalto al pub. —[email protected] (Web Info)

Campi Flegrei, mezzo milione di persone evacuate in 72 ore: il piano in caso di eruzione

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(Adnkronos) – Mezzo milione di persone in salvo con un piano di evacuazione da applicare nell’arco di 72 ore, in caso di eruzione ai Campi Flegrei. Come scrive Repubblica Napoli, è il piano messo a punto dalla Protezione Civile, su cui sono state operate modifiche e ora analizzato dalle Regioni. Il punto centrale è questo: non c’entra il bradisismo che da mesi si verifica tra Napoli e Pozzuoli: l'ipotesi che farebbe scattare il piano d'emergenza nazionale è quella di una eruzione del vulcano. Uno scenario al momento non previsto dagli scienziati: c’è livello di allerta giallo al vulcano dei Campi Flegrei.  Il passaggio al livello rosso farebbe scattare la fuga da attuare nel giro di 72 ore a bordo di tutti i mezzi di collegamento, tra bus, navi e treni. Secondo il piano, i cittadini di Pozzuoli (oltre 76 mila), sarebbero ospitati in Lombardia, quelli di Bacoli (25mila) tra Umbria e Marche, gli oltre 11 mila di Monte di Procida tra Abruzzo e Molise. Gli abitanti di due quartieri di Napoli prossimi all’area sismica, ossia Fuorigrotta e Chiaia-San Ferdinando, andrebbero rispettivamente in Lazio e Sicilia. Il piano – ricorda Repubblica Napoli – sarà testato a ottobre, con la grande esercitazione sul rischio vulcanico predisposta dalla Protezione Civile. Ogni area del territorio interessato è abbinata a una regione italiana, la spesa prevista è pari a 65 euro a persona, oltre 5 milioni di euro al giorno, 150 milioni in un mese.  —[email protected] (Web Info)

Draghi richiama ancora l’Europa, confronto a distanza con il G7

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(Adnkronos) – Le parole di Mario Draghi arrivano dal Monastero di San Jeronimo de Yuste in Estremadura, in Spagna, dove ha appena ricevuto il premio Carlos V per mano del re di Spagna Felipe VI, e rimbalzano al G7 in corso a Borgo Egnazia, in Puglia. Un nuovo richiamo all'Europa, che deve cambiare per rispondere a nuove esigenze, è uno stimolo anche per la riunione dei Sette grandi, che vede i Paesi dell'Unione europea, Francia, Germania e Italia, al tavolo con un peso e un approccio che le elezioni appena consumate hanno evidentemente modificato.  Il "processo di costruzione europea è durato secoli" ma "oggi dobbiamo affrontare sfide fondamentali sul nostro futuro", è la premessa da cui parte Draghi, a cui segue un ragionamento che approda a una priorità irrinunciabile: "l'invecchiamento delle nostre società fa crescere le esigenze del nostro modello sociale. Ma al tempo stesso per gli europei mantenere alti livelli di protezione sociale e di ridistribuzione non è negoziabile". Non negoziabile vuol dire che non c'è alternativa, che non esiste un piano B. La strada è una ed è quella che l'ex presidente della Bce ha sempre indicato. La Ue deve "crescere più velocemente e meglio" e, avverte Draghi, "la maniera principale per ottenere una crescita più rapida è aumentare la nostra produttività" che "sta rallentando da molto tempo". Significativo, in questo senso, il passaggio in cui evidenzia che "queste decisioni richiedono un grado ancora inedito di cooperazione e coordinamento tra gli Stati membri dell'Unione Europea".  E' però il confronto con l'altra sponda dell'Atlantico a rendere l'idea di quanto gap ci sia in termini proprio di produttività, che "negli ultimi decenni è stata di un terzo inferiore a quella degli Stati Uniti". Il formato del G7 accorcia questa distanza che l'ex presidente della Bce attribuisce soprattutto al ritardo tecnologico. Senza questo gap, ricorda, "saremmo alla pari". Completano una approfondita analisi delle condizioni economiche che pesano sul futuro dell'Europa le valutazioni sul commercio, serve "un approccio generale pragmatico, cauto e coerente" ma anche i dazi contro la concorrenza sleale, e sull'energia, "dobbiamo ridurre prima di tutto il prezzo dell'energia e costruire un mercato vero".  Draghi riceve il Premio europeo Carlos V "per la sua leadership al timone della Banca Centrale Europea, che ha permesso all'Unione Europea di affrontare una delle più grandi crisi dalla sua nascita". E va ad aggiungersi a chi lo ha ricevuto in passato. Tra gli altri Jacques Delors, Mikhail Gorbachev, Helmut Kohl, Simone Veil, José Manuel Barroso, Angela Merkel, Antonio Tajani e Antonio Guterres.  Sono nomi che hanno contribuito a scrivere la storia europea e che richiamano anche il peso e il ruolo che Draghi potrebbe avere nella costruzione della nuova Europa. Intanto, la concomitanza fra il Premio e la riunione del G7 crea un 'effetto ottico' interessante, con un confronto a distanza che mette in relazione l'italiano più 'celebrato' in Europa con la riunione ospitata dall'Italia. (Di Fabio Insenga)  —[email protected] (Web Info)

Trump compie 78 anni, ‘Happy Birthday’ al Congresso e mega party a Palm Beach

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(Adnkronos) –
Donald Trump compie oggi 78 anni e riceve dai repubblicani del Congresso il regalo più bello, il completo controllo del Great Old Party all'ex presidente e candidato alla Casa Bianca, fresco di condanna penale nel processo di New York. Durante l'attesa prima visita a Capitol Hill dopo l'assalto al Congresso da parte dei suoi sostenitori il 6 gennaio 2021, i deputati e senatori repubblicani hanno accolto Trump cantando "Happy Birthday", con tanto di regali e torta con sopra la bandiera americana.  Una scena che alcuni media americani descrivono come un vero atto di capitolazione e sottomissione da parte del partito, in particolare di esponenti che dopo le ore di terrore trascorse a nascondersi dagli insurrezionisti trumpiani che volevano "impiccare Mike Pence", avevano assunto posizioni critiche verso il tycoon. Ora tutto è alle spalle, ed anzi l'ex presidente si è presentato ai repubblicani al Congresso come una forza riunificante dal partito diviso da una guerra intestina.  Dopo la visita al Congresso ieri, i festeggiamenti continueranno oggi a Palm Beach dove 5mila suoi sostenitori hanno acquistato biglietti tra i 35 ed i 60 dollari l'uno, per partecipare ad un comizio-festa di compleanno.  Nonostante tutte queste manifestazioni di affetto, e conferme di potere ed influenza del tycoon che sondaggi al momento danno vincente a novembre, Trump non ha mancato nei giorni scorsi di mostrare una certa malinconia: "Arrivi ad un certo punto in cui non vuoi ascoltare Happy Birthday, vuoi solo pretendere che questo giorno non esista", gli è sfuggito durante un comizio domenica scorsa, quando qualcuno gli ha cantato in anticipo "buon compleanno".  La confessione di Trump conferma come la questione dell'età sia centrale per queste elezioni con la replica di un duello tra un presidente che cerca la rielezione ad 81 anni, e continua a mostrare segni di stanchezza che allarmano sempre più i democratici, ed un ex presidente che oggi arriva alla considerevole età di 78 anni. La stessa che aveva Biden alle elezioni del 2020, quando Trump usò in tutti i modi la carta dell'età avanzata di 'Sleepy Joe', Joe il dormiglione.  "Ricordatevi quello che vi dico: 78 anni non vuol dire vecchio", affermava il tycoon in un'intervista al New York Post due anni fa, rilasciata in occasione della morte dell'ex moglie Ivana a 73 anni. Ma la realtà è che se in caso di vittoria a novembre, Trump si insedierebbe alla Casa Bianca, il prossimo gennaio, a 78 anni e 219 giorni, scippando così il record di presidente in carica più anziano a Joe Biden che al momento del suo insediamento ne aveva 'solo' 78 e 61 giorni.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

EY celebra il talento imprenditoriale con il Premio L’imprenditore dell’Anno®

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(Adnkronos) – Giunge alla 27° edizione il Premio EY L'Imprenditore dell'Anno®, riconoscimento prestigioso e unico nel suo genere che, anno dopo anno, ha raccolto la crescente partecipazione del mondo imprenditoriale. Obiettivo del Premio è individuare e valorizzare le figure imprenditoriali che si sono distinte per avere introdotto modelli di business innovativi e aperti alle nuove tecnologie, dimostrando aspirazioni internazionali, attenzione al contesto ambientale, sociale, culturale e contribuendo concretamente alla crescita economica del Paese.  “Da 27 anni il Premio EY L’Imprenditore dell’Anno riconosce e celebra il talento imprenditoriale che guida l'innovazione e la crescita nel nostro Paese. Secondo l’indagine che abbiamo realizzato, insieme a SWG, tra le caratteristiche di un imprenditore di successo ci sono passione e dedizione (37%), visione e creatività (46%), e la capacità di circondarsi di persone competenti (39%); le stesse qualità che ricerchiamo e che vogliamo celebrare con il nostro Premio, che vuole essere un tributo alla determinazione e, appunto, alla visione dei leader che sfidano lo status quo e ispirano gli altri con le loro imprese”, ha commentato Enrico Lenzi, Responsabile Italia del Premio EY L'Imprenditore dell'Anno®.  Nato negli USA nel 1986 e lanciato in Italia nel 1991, il Premio annovera tra i vincitori delle passate edizioni imprenditori di talento come Andrea Illy, premiato nel 2004, Brunello Cucinelli nel 2009, Alessandro Benetton nel 2011, Remo Ruffini nel 2017, mentre ad aggiudicarsi l'edizione 2023 è stata Marina Nissim, Chairwoman di Bolton Group. Per l'edizione 2024 le candidature sono aperte fino al 2 agosto e possono partecipare imprenditori e imprenditrici alla guida di aziende con sede legale in Italia, attive da almeno 3 anni e con un fatturato pari o superiore a 40 milioni di euro.  La premiazione si svoglerà il 7 novembre 2024 a Milano, a Palazzo Mezzanotte, con un evento che celebrerà l'imprenditoria italiana. La 27° edizione del Premio EY L'imprenditore dell'Anno® è realizzata con il supporto di Microsoft Italia e Banca Finnat Euramerica. Per info e candidature ey.com/it
   In occasione del lancio dell'edizione 2024 del Premio sono stati presentati i risultati di una ricerca sull'imprenditoria condotta da EY Private con SWG su un campione di oltre 60 aziende e mille cittadini per approfondire strategie, sfide e prospettive degli imprenditori italiani. “Le dinamiche geopolitiche attuali stanno esercitando una pressione significativa sul tessuto imprenditoriale italiano, influenzando il rinnovamento dei modelli organizzativi produttivi e gli investimenti. L'attenzione delle aziende si sposta sempre più verso investimenti strategici con particolare attenzione per l'innovazione (75%), la sostenibilità ambientale e sociale (96%), e le attività di ricerca e sviluppo (88%). Questi dati mostrano una chiara ambizione e proattività negli imprenditori italiani, che si stanno velocemente preparando per nuove sfide globali”, ha dichiarato Paolo Zocchi, EY Private Leader di EY in Italia.     Parallelamente al Premio EY L'imprenditore dell'Anno® sarà dato spazio, come di consueto, anche ai giovani talenti con il Premio EY Startup & Scaleup, un riconoscimento dedicato alle imprese più innovative attive da non più di 5 anni e quelle in rapida ascesa attive da non più di 10 anni. “Istitutito nel 2015, il Premio Startup & Scaleup sottolinea ancora una volta la crescente attenzione di EY nei confronti dei giovani imprenditori le cui idee innovative, se opportunamente sostenute e valorizzate, possono dare un deciso contributo alla costruzione del futuro. Secondo noi, la messa a punto di nuovi modelli virtuosi di collaborazione tra aziende e startup rappresenta una delle chiavi per realizzare un ecosistema orientato alla crescita e alla creazione di valore per il futuro", ha dichiarato Gianluca Galgano, EY Italy Head of Startup and Venture Capital. Per saperne di più clicca qui. —[email protected] (Web Info)

Mantovani (Manageritalia): “Congresso momento strategico nostra organizzazione”

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(Adnkronos) – "L'Italia ha bisogno di raccontare le storie di successo, le tante storie di successo che la animano, che non sono soltanto le nicchie, i piccoli grandi successi, pure importanti per connotarci come l'elite mondiale in tanti ambiti, ma anche la forza di un Paese di 60 milioni di abitanti che sa portare avanti con coraggio e con responsabilità la crescita di un Paese". A dirlo Mario Mantovani, presidente Manageritalia, aprendo il VI congresso della Federazione dei manager del terziario. "Noi – spiega – crediamo di essere parte di questo sistema e pensiamo che il nostro impegno, come Manageritalia, sia di dare risposte ai nostri associati, ai nostri stakeholder, al mondo di cui facciamo parte e di migliorarci. La ragione di un congresso è proprio questa, quella di trovare le aree di miglioramento. Questo è un momento strategico della nostra organizzazione".  "Chi ha fondato Manageritalia – ricorda – ha voluto proprio che si aprisse un nuovo ciclo con un momento fondante di strategia. Le nostre strategie non nascono in piccole stanze, non nascono soltanto con il contributo delle intelligenze, dei leader e dei consulenti, nascono soprattutto con il momento congressuale. Ci sono altri momenti di elaborazione, di sviluppo, di progettazione, di esecuzione fondamentali, ma il momento fondante è quello congressuale, nel quale dobbiamo portare anche un approccio che è tipico di quello dei manager, seguendo la regola aurea per la quale si dedica il 20% del tempo all'analisi dei problemi e l'80% alle soluzioni". "Vorrei solo dare – afferma il presidente Mantovani – qualche spunto sui temi congressuali. Partiamo dal territorio: quando parliamo di territorio parliamo delle peculiarità che nel nostro sistema sono ancora più accentuate. Il 60% dei nostri associati è in Lombardia, vive in Lombardia, ed opera in Lombardia e quindi abbiamo uno squilibrio che non è soltanto Nord-Sud, ma addirittura anche all'interno del Nord. Ecco, allora dobbiamo riflettere attentamente su ciò che significa autonomia, peraltro oggetto anche di un importante progetto di legge, che cosa significa identità e che cosa significa comunità".  "Credo – sostiene – che occorre partire da queste parole quando si parla di autonomia e identità; bisogna essere consapevoli di un'identità distinta e complementare rispetto a quelli che condividono con noi la responsabilità di un paese, di un continente. Dobbiamo costruire una comunità, non deve essere però una suddivisione amministrativa, cioè non deve partire dai confini amministrativi, non deve partire da una sorta di sovranismo locale, in cui si cerca di esercitare un potere, di avere un territorio più piccolo, immaginando di controllarlo meglio rispetto ad un mondo, ahimè, molto più complicato".  "Quindi – continua – se un disegno anche di riforma istituzionale puntasse sulle autonomie, sulle peculiarità, sulle capacità amministrative locali che esistono nel nostro paese, per costruire poi in Europa un sistema, uno Stato più grande, sarebbe sicuramente un messaggio di grande innovazione e di grande crescita. Capace di superare probabilmente quei limiti che oggi hanno gli stati nazionali e che impediscono di prendere delle decisioni che tutti noi attendiamo nel nostro continente in Europa. Ma se invece diventa un disegno per cercare di spartirsi le fette di una torta che purtroppo si immagina sempre delle stesse dimensioni, allora non funziona; allora è un elemento di divisione, è un elemento appunto di sovranismo".  "E' – sottolinea – un elemento di sovranismo locale che fa male al nostro paese. Noi nel nostro sistema abbiamo trovato delle modalità di compensazione, abbiamo dei meccanismi di solidarietà interna che ci consentono di dare servizi allo stesso modo su tutto il territorio, pur con le dovute differenze evidentemente di dimensioni, utilizzando le risorse che mettiamo in comune, con delle regole evidentemente, non a fondo perduto diciamo, però comunque… e consentendo di avere questo tipo di omogeneità. Nel piccolo è un esempio. Parlando poi di territori, in particolare del Sud, che giustamente è stato inserito in questo congresso come uno degli elementi di riflessione, non vengo dal Sud, ma conosco abbastanza bene tanti territori per dire che non si può parlare del Sud come un'entità unica, ma c'è una pluralità rappresentata anche da tante eccellenze".  Riferendosi poi al turismo il presidente Mantovano ricorda che "ha un ruolo indubbiamente importante, però sul turismo dobbiamo essere molto attenti e capire che non è un'installazione fissa, non è un vestito che va bene per tutti. Noi abbiamo almeno tre esigenze nei nostri territori più a vocazione turistica, che poi sono quasi tutti in Italia. Abbiamo aree in cui certamente c'è necessità di sviluppare il turismo, di aumentare le presenze, di aumentare la capacità ricettiva, di aumentare le infrastrutture. Abbiamo aree invece in cui c'è 'overturismo', in cui la pressione portata dalle persone è eccessiva e non consente più un equilibrio tra chi ci vive e chi frequenta queste aree".  "Poi – elenca – abbiamo delle grandi aree in cui abbiamo bisogno di persone che ci vivano, abbiamo bisogno di residenti, perché stanno diventando deserti. Questa situazione è affrontabile con una logica di redistribuzione dei territori. Ci sono dei tempi della vita e delle esperienze che consente appunto di vivere in luoghi diversi, anche per alcuni periodi dell'anno, con dei meccanismi più simili a quelli del residente, se non proprio quelli del residente".  Parlando del welfare il presidente di Manageritalia ricorda che "il nostro sistema che abbiamo costruito negli anni, in cui crediamo, è centrato sulla complementarietà del welfare contrattuale rispetto al welfare pubblico in senso stretto, al welfare statale, in cui negli ultimi anni anche le imprese attraverso il meccanismo del welfare contrattuale si sono integrate. Però il centro di questo welfare contrattuale è un modello, non è semplicemente una legge. Il nostro sistema è un centrato sulla complementarietà del welfare contrattuale, non è semplicemente una serie di strumenti sviluppati nel tempo da organizzazioni come le nostre, dai sindacati e dai rappresentanti delle imprese. E' un vero e proprio modello e va costruito, coltivato, manutenuto nel tempo. Va messo, a nostro parere, al centro di tutte le politiche di welfare".  "Noi – illustra – abbiamo una grande tradizione in Europa di welfare diversificata nei vari paesi, non integrata, ma nel nostro paese questo è cresciuto in maniera significativa. Nella previdenza e nell'assistenza, ma è un modello che si applica bene anche alla formazione, alle politiche attive su cui siamo molto impegnati in questi anni. Allora è importante che per noi, che guidiamo questa organizzazione, questo concetto sia chiaro".  Altro tema affrontato dal presidente Mario Mantovani è l'economia dei servizi. "Noi – spiega – parliamo di economia dei servizi da qualche anno in maniera strutturata attraverso un osservatorio economico che abbiamo costituito, che è stato fatto da Emilio Rossi, rilevantissimo economista italiano che da tempo ci conosce e che è un nostro associato. Ci sono dei ritardi di produttività importanti in molti ambiti, ci sono debolezze legate alle dimensioni delle imprese, alla loro difficoltà di effettuare investimenti. Anche su questo è importante che continuiamo e rafforziamo la nostra azione. Il nostro ruolo è quello appunto di promuovere un'economia dei servizi più forte e in questo terreno le nostre imprese prosperano, cresceranno ancora e evidentemente anche l'occupazione manageriale e il ruolo dei manager è destinato a crescere. In questo contesto, parlando di crescita, non possiamo immaginare una crescita diversa da quella sostenibile".  "Il nostro Paese – puntualizza Mantovani – è se non privo, ma comunque molto carente dal punto di vista delle materie prime, soprattutto energetiche, e ha un ruolo nell'economia globale sostanzialmente di interscambio, di trasformazione, di innovazione, non ha altra via che accelerare sulla transizione energetica. Si parla sì dei costi della transizione energetica, ,a si dimenticano i costi della stagnazione. Si dimentica quanto possa costare mantenere in parallelo due mondi paralleli, per esempio nel settore automobilistico, due sistemi distributivi, due sistemi produttivi. Questi sono costi di cui nessuno parla e si immagina che invece i costi siano soltanto quelli della transizione".  "L'interesse complessivo – auspica – è di accelerare per il nostro Paese e non è quello di rallentare. Anzi, sono i ritardi che abbiamo accumulato che hanno generato proprio quella leadership in molti ambiti della Cina, ad esempio, che ha affrontato prima questo tipo di cambiamento, questo tipo di evoluzione".  L'ultimo punto affrontato dal presidente di Manageritalia è quello della rappresentanza. "Un tema – afferma – che trattiamo nel nostro congresso ed è al centro del nostro lavoro e della nostra missione. Parlo di un lavoro perché credo che vada affrontato con la stessa professionalità e con la stessa passione che mettiamo nel lavoro. E' un lavoro difficile perché comporta la necessità di tenere un filo tra le persone che vogliamo rappresentare e quindi di avere un dialogo, una conoscenza diretta e concreta. Comporta un'interpretazione, non semplicemente la ripetizione di quello che ascoltiamo. Comporta un confronto, perché diciamo sempre che siamo un gruppo fatto da identità plurali e questo è vero, non solo dal punto di vista territoriale, ma anche dal punto di vista delle competenze, dei settori, del genere, dell'età. E quindi mettere insieme tutte queste differenti visioni è difficile. Poi alla fine occorre prendere delle decisioni e dunque fare qualcosa".  "E quindi – aggiunge – fare rappresentanza, oltre che assumersi responsabilità, richiede anche un'identificazione, richiede di credere di essere quello che si fa, di essere un manager, di avere un'idea di chi sono i manager e in qualche modo di esserne testimoni reali con la propria vita, non soltanto con alcune decisioni. Richiede ascolto, richiede dialogo, ma richiede anche capacità di proposta, non soltanto. E' una professione ed è una passione".  "E quindi chiudo – rimarca – con un richiamo al nostro ruolo di rappresentanza, che è condiviso con quello di altre organizzazioni che si sono abituate a chiamare parti sociali, e lo richiamo perché per tutti noi sia un monito quello che sta accadendo anche in altri paesi. Nel nostro Paese esiste un dialogo troppo spesso ristretto ad un numero di parti sociali che sono sempre le stesse e che sono poche e che rappresentano solo una parte di questo mondo e non sempre la parte più innovativa e quindi anche se c'è in realtà non è sostanziale".  "Ecco su questo credo che la nostra voce debba essere sempre chiara, debba essere sempre forte e che si debba levare insieme a quella di altre organizzazioni che come noi hanno a cuore il nostro Paese e ritengono che attraverso la rappresentanza, attraverso la forza, la continuità data dalle parti sociali si possa cambiare in meglio", conclude.   —[email protected] (Web Info)

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