(Adnkronos) – "La Repubblica Popolare Cinese non può essere chiamata in Italia a rispondere di eventuali danni provocati ai cittadini che si sono ammalati di Covid o che hanno subito la perdita di un familiare a causa del coronavirus". Lo comunica il Codacons, che rende noto che la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con l’ordinanza n. 16136 dell’11/6/2024 (Presidente aggiunto Pasquale D’Ascola, Relatore Mauro Criscuolo) ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano, in particolare del giudice di pace di Frosinone, a cui il Codacons si era rivolto chiedendo il risarcimento dei danni causati dalla Cina in favore di una cittadina italiana, in relazione alle responsabilità del governo cinese nella diffusione del Covid-19 a livello globale. "L’ordinanza statuisce che l'Italia non ha giurisdizione per procedere con una richiesta di risarcimento contro la Repubblica Popolare Cinese, in quanto contrario alle prerogative e alla sovrana immunità degli Stati sovrani – spiega il Codacons – Nonostante la pregevole ricostruzione storico-giuridico sulla progressiva limitazione negli anni dell'immunità degli Stati, la Cassazione ha sottolineato che le azioni e omissioni intraprese dalla Cina, durante i primi stadi della pandemia, rientrano nella categoria di 'attività iure imperii', ovvero atti di sovranità che non possono essere comunque giudicati dal giudice di un altro Stato sovrano". Scrive la Cassazione nella sua ordinanza: "Ritiene la Corte che debba essere dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano relativamente alla domanda proposta, per effetto del riconoscimento dell’immunità in favore della convenuta. E’ stato correttamente evidenziato in dottrina che le regole internazionali in tema di immunità rivelano la struttura paritetica dell’ordinamento internazionale, di cui è espressione il principio 'par in parem non habet iurisdictionem', chiaramente legato all’uguaglianza sovrana tra Stati, e che impone a ciascuno Stato di garantire agli altri Stati l’immunità dinanzi alle proprie corti interne […] emerge con evidenza come le condotte, asseritamente idonee ad ingenerare la responsabilità dello stato estero, siano da ricollegare all’esercizio di potestà pubblicistiche, e ciò anche ove gli si imputi l’inerzia nel dare attuazione ad impegni assunti sul piano internazionale, il che conforta la soluzione circa il difetto di giurisdizione". Le condotte che fonderebbero la responsabilità della Repubblica Popolare Cinese, secondo la Cassazione, "non possono nemmeno essere parificate alla commissione di crimini internazionali, come indicati nello Statuto della Corte penale internazionale, non solo per la 'mancata corrispondenza' rispetto alla specifica elencazione, ma anche per "l’assenza della finalità che a mente della stessa norma deve avvincere le varie condotte imputate al responsabile". "Per le Cassazione, quindi, se le 'malefatte' sono commesse da uno Stato estero è impossibile chiedere giustizia -commenta il presidente Carlo Rienzi- La situazione delineata dalla decisione della Cassazione solleva importanti questioni riguardo il bilanciamento tra immunità sovrana degli Stati e la protezione dei diritti fondamentali dei cittadini. E viene da chiedersi come sia possibile per la Cassazione creare aree di totale insindacabilità e negazione di giustizia". —[email protected] (Web Info)
Gava: “Aprire un tavolo con settore bioplastiche compostabili”
(Adnkronos) – "Voglio aprire con voi un tavolo per quanto riguarda i Codici Ateco ma anche per rivedere le nuove tecniche di riciclo delle bioplastiche o indirizzare a nuove produzioni di prodotti bioplastici. Quindi un tavolo a tutto campo in modo che possiamo lavorare insieme e difendere questo settore strategico importantissimo per il nostro paese". Così Vannia Gavia, viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nel suo intervento al 1° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, questa mattina a Roma. —[email protected] (Web Info)
Bianconi (Assobioplastiche): “Calo consumi, illegalità, concorrenza sleale frenano settore”
(Adnkronos) – "Dopo un decennio di crescita costante, la contrazione nel largo consumo, l’illegalità e la concorrenza sleale hanno frenato per la prima volta l’industria delle bioplastiche in Italia". Così Luca Bianconi, presidente di Assobioplastiche, in una nota, commenta i dati del X Rapporto sulla filiera italiana delle bioplastiche compostabili. "La nostra Associazione da tempo ha denunciato il pericolo di questi aspetti distorsivi che stanno 'azzoppando' la filiera italiana delle bioplastiche compostabili. Ribadiamo l’importanza degli strumenti messi in campo a tutela della legalità, come la piattaforma on-line realizzata da Assobioplastiche, con il supporto del Consorzio Biorepack (https://assobioplastiche.org/segnalazioni-illegalita), per la segnalazione di potenziali illeciti nel settore degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile e delle frazioni similari". "Se vogliamo che questo settore riprenda a correre – ha concluso Bianconi – occorre imprimere un cambio di marcia, a partire dalla politica e dalle scelte che farà l’esecutivo nei prossimi mesi". —[email protected] (Web Info)
Beach e park littering, tra i materiali dispersi solo lo 0,2% in biopolimeri
(Adnkronos) – Tre anni di monitoraggi in 10 parchi urbani e 10 spiagge lungo lo Stivale, per due volte all'anno, per osservare il fenomeno del littering in queste due aree particolarmente sensibili. Obiettivo: ottenere dati sulla dispersione delle bioplastiche nell'ambiente, non essendo questa tipologia di materiale compresa ad oggi nei monitoraggi ufficiali. I risultati del progetto di Citizen Science di Legambiente in collaborazione con Biorepack sono stati illustrati oggi a Roma, in occasione del 1° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, dal direttore dell'associazione Giorgio Zampetti. "I primi risultati – spiega – vedono 36.226 rifiuti ritrovati, il 79,9% in polimeri artificiali, lo 0,2% in biopolimeri, il 19,9% in altri materiali". Inoltre "abbiamo messo a confronto la tipologia di rifiuti ritrovati nei parchi con quelli ritrovati sulle spiagge, qui la percentuale di plastica aumenta fino al 91% mentre la bioplastica rappresenta l’0,1% nelle spiagge e lo 0,2% nei parchi. Nella top five sul tipo di plastiche: ancora l’usa e getta la fa da padrone, soprattutto shopper, alcuni imballaggi, posate e bicchieri". —[email protected] (Web Info)
Roberto: “Lanciamo l’Ice Cream per festeggiare i 60 anni di Nutella”
(Adnkronos) – "Quest'anno Nutella compie 60 anni. Quale modo migliore per festeggiare questo grande evento se non con il lancio di Nutella Ice Cream che non è un gelato alla Nutella ma è Nutella che diventa gelato? Questo per la volontà di andare incontro a quelle che sono le richieste dei nostri consumatori”. Lo dice all’Adnkronos Federica Roberto, region marketing manager Gelati di Ferrero Italia, intervistata a Milano a valle dell’evento di presentazione ufficiale del nuovo Nutella Ice Cream. Proprio grazie ai 60 anni di esperienza di Ferrero nella produzione di Nutella e alle competenze e alle tecnologie acquisite grazie all’ingresso nell’ecosistema Ferrero nel 2019 di Ice cream factory comaker (Icfc), nasce un gelato morbido e cremoso: “Cerchiamo attraverso il prodotto Nutella Ice Cream di replicare tutto quello che è l'insostituibile e incomparabile gusto di Nutella – riprende Roberto -. Assaggiando il prodotto si potrà avere un'esperienza multi palatale con diverse consistenze, dove si potrà apprezzare sia la parte cremosa del gelato alla nocciola ma anche dei veri e propri strati e vortici di nutella che avvolgono e vengono inglobati all'interno del gelato per un'esperienza davvero unica”. Nutella Ice Cream, contenuto in un barattolo da 230g e realizzato con un packaging a base di carta, proveniente da fonti certificate sostenibili e riciclabile nella raccolta carta, è arrivato nei primi punti vendita all’inizio di giugno 2024 e sarà progressivamente disponibile nei principali supermercati della grande distribuzione in Italia. Il prodotto rappresenta l’ingresso del brand Nutella nel mercato dei gelati confezionati e l’ingresso di Ferrero nel segmento delle vaschette. Un segmento che vale circa 435 milioni di euro: “Arriviamo come ultimi player nel mondo del mercato dei gelati in Italia ma abbiamo delle forti ambizioni – specifica la region marketing manager Gelati di Ferrero Italia -. Con Nutella Ice Cream, nello specifico, ci approcciamo a entrare nel segmento delle vaschette che oggi non avevamo ancora presidiato. Aspettiamo il riscontro da parte dei nostri consumatori ma le ambizioni sono quelle di diventare un player importante anche all'interno di questo segmento”, conclude. —[email protected] (Web Info)
Stupro di gruppo a Milano, condannati calciatori Lucarelli e Apolloni
(Adnkronos) – Il gup di Milano Roberto Crepaldi ha condannato, al termine del processo con rito abbreviato, a 3 anni e 7 mesi i calciatori ex tesserati del Livorno Mattia Lucarelli e Federico Apolloni accusati di violenza sessuale nei confronti di una studentessa di 22 anni. Pene inferiori (tra i 2 anni 5 mesi e 2 anni e 8 mesi) per altri tre imputati, amici dei due, accusati dei presunti abusi avvenuti nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 2022 a Milano. La sentenza ha stabilito una provvisionale di 50 mila euro per la vittima, il giudice ha riconosciuto per tutti lo stupro di gruppo, la pena inferiore dei tre è legata a un attenuante "per contributo di minima importanza". Il verdetto accoglie, in parte, la richiesta della pubblica accusa (pm Alessia Menegazzo) che aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo per ciascuno degli imputati, già scontato di un terzo per il rito scelto. Secondo la ricostruzione della procura il gruppo di amici aveva conosciuto la 22enne fuori da una discoteca in zona Sempione, la ragazza era salita in auto chiedendo di essere portata a casa, ma i cinque l'avevano portata nell’abitazione del calciatore. Al centro del processo c'erano le condizioni della giovane al momento del rapporto sessuale. Per i consulenti dell'accusa la 22enne era alterata, tanto da essere "incosciente", e di questo stato i cinque amici si sarebbero approfittati. econdo i consulenti delle difese, invece, la ragazza non si trovava in uno stato di alterazione tale da essere incapace di esprimere il consenso e anzi, sostiene la difesa coi suoi esperti, il suo tasso alcolemico era sotto lo 0.5, quello che permette di guidare. Una tesi che non ha convinto il giudice: le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni. "I ragazzi sono devastati" fa sapere uno dei difensori degli imputati, tutti presenti in aula. —[email protected] (Web Info)
Messina Denaro, procuratore di Palermo: “Alla ricerca delle talpe”
(Adnkronos) – Nel corso della sua latitanza trentennale il boss mafioso Matteo Messina Denaro "ha potuto contare, nel tempo, su una rete di protezione". E "quelli che lo proteggevano 30 anni fa non sono quelli che lo hanno protetto fino al giorno della sua cattura, o quasi". A parlare è il Procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia, che coordina l'inchiesta sui favoreggiatori del boss mafioso arrestato il 16 gennaio 2023 e morto nel settembre scorso per un tumore. Dal giorno della cattura, gli inquirenti sono alla ricerca di chi ha permesso all'ex primula rossa di potere essere latitante per trenta anni. "E' chiaro che ci sono pezzi dello Stato che lo hanno aiutato, come fu per Bernardo Provenzano…", spiega ancora il Procuratore de Lucia. Questa rete di fiancheggiatori "c'è stata e c'è, anche quelli che abbiamo già individuato e i cui nomi sono pubblici, anche se la nota legge mi impedisce di parlarne, sono professionisti – spiega il magistrato – Chi ha dato l'identità per consentirgli di potere girare e fare affari è gente che è stata arrestata anche al Nord Italia, con un'altra vita e chi gli ha dato i documenti è oggetto di investigazione". E ancora: "Lo sforzo investigativo è di ricostruire quello che è successo, a cercare le talpe di un tempo e più recenti, quelli che gli hanno dato protezione anche per un solo giorno e che sono in possesso del suo patrimonio e che vogliono prendere il suo posto". Ad aiutarlo, dunque, non solo la famiglia di sangue ma la famiglia 'di mafia', tra cui anche degli insospettabili professionisti. E' proprio di eri la richiesta della Dda di Palermo a 15 anni di carcere per Laura Bonafede, la maestra di Campobello di Mazara, sentimentalmente legata a Matteo Messina Denaro. Alla donna, figlia dello storico boss del paese, Leonardo, arrestata ad aprile del 2023, inizialmente era stato contestato il reato di favoreggiamento aggravato, modificato nel corso delle indagini in quello di associazione mafiosa. La maestra è cugina di Andrea Bonafede, il geometra che ha prestato l'identità al boss durante l'ultima fase della latitanza e di altri due favoreggiatori del padrino, Emanuele e Andrea (omonimo del geometra). Secondo la Procura di Palermo, l'imputata sarebbe stata un pezzo fondamentale del meccanismo che per 30 anni ha protetto la latitanza di Messina Denaro. I due, insieme alla figlia della donna, Martina Gentile, ai domiciliari per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena, avrebbero vissuto insieme e si sarebbero comunque sempre frequentati. "Eravamo una famiglia", scriveva il capomafia in un pizzino diretto a Blu, uno dei nomi in codice usati per la maestra. Lei si occupava del sostentamento e della sicurezza del boss, gli faceva la spesa durante la pandemia nel timore che si ammalasse e non potesse uscire di casa, condivideva con lui linguaggi cifrati, segretissimi pizzini, affari e informazioni sulla cosca. Sempre ieri è arrivata la condanna a 14 anni di reclusione proprio per Andrea Bonafede, il geometra di Campobello di Mazara che prestò l'identità a Matteo Messina Denaro. Con questa sentenza, salgono a cinque le condanne ai personaggi vicini all'ex superlatitante. Nei giorni scorsi si era tenuta, al Tribunale di Marsala (Trapani) la nuova udienza del processo a carico di un altro presunto fiancheggiatore del boss, il medico Alfonso Tumbarello. Accusato di avere prescritto al boss oltre 130 ricette. "Ero convinto di curare un paziente di nome Andrea Bonafede affetto da un tumore al colon e non Messina Denaro"; ha detto il medico in aula. "Ero stato ingannato da un mio assistito che aveva tradito il rapporto fiduciario tra medico e paziente. Non avrei mai immaginato che ci fosse una cessione di identità. Qualche volta è venuto nel mio studio". Per la Procura, invece, Tumbarello sapeva benissimo che il vero malato era Messina Denaro. Anche se lui smentisce: "Io sarei andato direttamente dalle forze dell'ordine, se solo lo avessi saputo…". La ricerca dei fiancheggiatori continua. (di Elvira Terranova) —[email protected] (Web Info)
Ai al servizio della ricerca, caccia a nuovi antibiotici da proteine mammut e animali estinti
(Adnkronos) – C'è il mammut lanoso, l'elefante dalle zanne dritte, l'antica 'vacca di mare', il bradipo e l'alce giganti. E' la congrega di animali estinti 'riunita' dall'Ai a caccia di nuovi antibiotici in grado di risolvere problemi del secolo come la resistenza antimicrobica. In gergo tecnico la chiamano 'de-estinzione' molecolare: è un'operazione che mira a 'resuscitare' molecole, nello specifico alcune precise proteine di questi animali ormai rimasti solo un ricordo nei libri di storia naturale, selezionate con il deep learning. Le specie 'archiviate' dal tempo si sono mostrate una fonte prolifica, fornendo all'analisi degli esperti migliaia e migliaia di sequenze papabili. Era tra l'altro già successo che la de-estinzione molecolare producesse candidati antibiotici preclinici, come il neanderthalin-1. Ma l'intervento dell'Ai può aumentare ulteriormente l'efficienza della ricerca. Obiettivo dell'operazione, illustrata dagli scienziati dell'University of Pennsylvania a Philadelphia (Usa), è pescare nel passato più remoto, allargando il ventaglio di possibilità oltre i confini del presente, per affrontare questioni biologiche e biomediche di oggi. Nello studio pubblicato su 'Nature Biomedical Engineering' si dimostra, spiegano gli autori, "che il deep learning può essere utilizzato per estrarre i proteomi di tutti gli organismi estinti disponibili (l'estintoma) per la scoperta di peptidi antibiotici". Fangping Wan, Marcelo D. T. Torres, Jacqueline Peng e colleghi hanno "addestrato insiemi di modelli di deep learning costituiti da un codificatore di sequenze peptidiche accoppiato con reti neurali per la previsione dell'attività antimicrobica". Questo sistema, continua il team, "lo abbiamo utilizzato per estrarre 10.311.899 peptidi. I modelli hanno previsto 37.176 sequenze con un'attività antimicrobica ad ampio spettro, 11.035 delle quali non sono state trovate in organismi esistenti". Da qui, continuano gli scienziati, "abbiamo sintetizzato 69 peptidi e confermato sperimentalmente la loro attività contro i batteri patogeni". Risultato? "La maggior parte dei peptidi uccide i batteri depolarizzandone la membrana citoplasmatica, contrariamente ai noti peptidi antimicrobici, che tendono a colpire la membrana esterna". In particolare, composti tra cui mammuthusin-2 del mammut lanoso, elephasin-2 dell'elefante dalle zanne dritte, hydrodamin-1 dell'antica mucca di mare, mylodonin-2 del bradipo gigante e megalocerin-1 dell'alce gigante estinto hanno mostrato attività anti-infettiva nei topi con ascessi cutanei o infezioni alla coscia. "La disestinzione molecolare aiutata dal deep learning può dunque accelerare la scoperta di molecole terapeutiche", concludono gli autori, ricordando che le infezioni resistenti agli antibiotici "causano ogni anno circa 1,27 milioni di morti in tutto il mondo e le proiezioni indicano potenziali 10 milioni di decessi annuali entro il 2050 in assenza di nuovi farmaci efficaci. Sono necessarie misure urgenti per combattere" questo problema dei 'superbug'. Le molecole sono una sorta di 'documentazione' della storia evolutiva e "possono fornire modelli per la progettazione terapeutica". 'Riesumare' molecole estinte permette di scoprire un nuovo spazio di sequenza e "offre un approccio promettente", reso multitasking e ancora più performante dall'evoluzione di Ai e apprendimento automatico, "per espandere la nostra visione della diversità molecolare della vita, aiutando allo stesso tempo a svelare elementi che potrebbero svolgere un ruolo nell'immunità dell'ospite durante l'evoluzione". —[email protected] (Web Info)
Presentata I edizione progetto ‘Lupa Marina’, 3mila classi e 70mila bambini coinvolti
(Adnkronos) – Presentati questa mattina a Roma i risultati della prima edizione del progetto “Sulle onde con Lupa Marina”, la campagna educativa realizzata da Giunti Scuola e Marina Militare, con la partecipazione di Confitarma e di alcune imprese armatoriali, rivolta alle classi III, IV e V delle scuole primarie del territorio nazionale, con l’obiettivo di avvicinare le bambine e i bambini al tema della marittimità, attraverso curiosità, racconti e leggende sul nostro Paese, intraprendendo un viaggio ideale lungo le sue coste. Una mascotte ideata per l’occasione, Lupa Marina, ha accompagnato nel corso dell’anno scolastico 2023/2024, le bambine e i bambini alla scoperta dei segreti e delle opportunità del mare. I docenti hanno potuto richiedere e ricevere un kit didattico, ideato da un team di creativi e dall’autore del progetto Beniamino Sidoti, composto da un grande poster illustrato con la mappa dell’Italia e 3 itinerari e 25 cartoline con un gioco per i bambini e un messaggio per le famiglie. Un sito – www.lupamarina.it – ha implementato l’offerta formativa con una guida scaricabile online ricca di proposte di attività da fare in classe, oltre che con approfondimenti sugli itinerari presentati nel poster e giochi interattivi. La I edizione del progetto per l’A.S. 2023/2024, ha ottenuto risultati importanti. Sono 3.000 le classi coinvolte attivamente, distribuite su tutte le 20 regioni e in oltre 100 province e circa 70.000 bambine e bambini e le loro famiglie che hanno ricevuto i materiali a loro dedicati. Sul podio delle regioni in questa speciale classifica svetta la Lombardia con 457 kit richiesti, seguono l’Emilia Romagna con 246 e il Piemonte con 244. Coinvolta anche la Repubblica di San Marino con 35 kit distribuiti. Tra le province, il primato è appannaggio di Roma con 190 kit richiesti, a seguire Milano con 148 e Torino con 120. Inoltre, 300 kit sono stati distribuiti agli insegnanti interessati durante la Fiera Didacta, l’appuntamento fieristico più importante sul tema dell’innovazione del mondo della scuola, che si è svolta a Firenze dal 20 al 22 marzo 2024. Visto il successo riscontrato, è stata confermata la seconda edizione del progetto Lupa Marina per l’anno scolastico 2024/2025 con un’adesione ancora più ampia da parte delle aziende armatoriali di Confitarma. “Come Confitarma crediamo da sempre nella diffusione della cultura del mare fin dai più piccoli – la sottolineato il presidente di Confitarma Mario Zanetti – Con il progetto Lupa Marina abbiamo voluto portare il mare già nelle scuole elementari. C’è un grande interesse dei bambini verso questo mondo ed è da lì che dobbiamo partire per riavvicinare i giovani alle opportunità che il mare offre. Un passo decisivo per proseguire nel percorso di ri-marittimizzazione del nostro Paese”. “Con il progetto Lupa Marina” – ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare ammiraglio di squadra Enrico Credendino – abbiamo trasformato in un gioco il percorso di conoscenza dei concetti base della marittimità, per diffonderne la conoscenza nelle giovani generazioni, sin da piccoli per insegnare a vedere le navi che sono oltre l’orizzonte. Questo consentirà loro di crescere con la consapevolezza delle opportunità che il mare e la sua economia possono offrire a un Paese a forte vocazione marittima come il nostro”. “Giunti Scuola da sempre in prima fila sul fronte dell’innovazione nell’editoria scolastica e della divulgazione – ha evidenziato l’amministratore delegato di Giunti Scuola Andrea Chiaramonti – conferma l’obiettivo di un impegno congiunto per accompagnare i bambini alla scoperta dei segreti del nostro mare grazie agli strumenti interattivi e giocosi offerti dalla campagna crossmediale: materiali da utilizzare in classe e un sito con approfondimenti, giochi e video. Le adesioni da oltre 100 province, incluse quelle lontane dalle coste, ci confermano che il tema della marittimità consente di spaziare tra tutte le discipline scolastiche e di coinvolgere i piccoli toccando ambiti di grande fascino, ovvero gli animali, gli ambienti, i mestieri, lo sport e molto altro”. Presente alla presentazione anche il coordinatore della Struttura di Missione per le Politiche del mare, ammiraglio Pierpaolo Ribuffo: “Questo progetto, nelle sue tre direttrici, racchiude perfettamente lo spirito del Piano del Mare: il mare come porta aperta verso il mondo, quindi scambio non solo commerciale ma anche culturale; un mondo di mestieri che meritano di essere tutelati e riscoperti. E poi l’ambiente da proteggere e, per poterlo fare, da conoscere. Uno degli aspetti più felici di quest’intuizione è il fatto di portare il mare nell’entroterra. Spesso la nostra consapevolezza marittima tende a sfumare man mano che ci allontaniamo dalla battigia e ci avviamo nell’entroterra. Lupa Marina è una iniziativa da sostenere convintamente, già dalla prossima edizione, perché rientra perfettamente nella visione di promozione della cultura marittima che ispira il Ministro per le politiche del mare”. A completare la giornata, coordinata dal direttore generale di Confitarma Luca Sisto, gli interventi dei rappresentanti delle aziende sostenitrici del progetto: Tiziano Minuti per Caronte&Tourist, Ilaria Armani per d’Amico Società di Navigazione e Rossella Carrara per Saipem. —[email protected] (Web Info)
Cobat Tessile a Pitti Uomo 2024: dialogo e confronto con le aziende del settore
(Adnkronos) – A Pitti Uomo, una delle manifestazioni di riferimento del settore moda, il consorzio Cobat Tessile incontra le aziende del settore, che si stanno preparando all’entrata in vigore del regime di responsabilità estesa del produttore. In attesa che la normativa nazionale, in accordo con le Direttive Europee, regoli le attività del comparto, il consorzio è al fianco dei Produttori e Importatori che desiderano comprendere a pieno cosa comporteranno i nuovi obblighi e fare la propria parte per una filiera a ridotto impatto. “Il dialogo con le aziende, per conoscerne a pieno esigenze e criticità, è alla base del nostro lavoro di Consorzio per la responsabilità estesa del produttore – spiega Michele Zilla, General Manager di Cobat Tessile – Il nuovo obbligo normativo in via di pubblicazione che introduce un regime di gestione del rifiuto per quanti producono e/o immettono prodotti tessili sul mercato italiano si inserisce in un quadro più ampio che vede e vedrà le aziende del settore sempre più chiamate a rispondere in termini di sostenibilità e competitività”. “Anche nell’ambito della manifattura sartoriale, uno dei fiori all’occhiello della produzione made in Italy, è di vitale importanza che le imprese siano dotate degli strumenti per interpretare correttamente lo scenario normativo che si sta configurando. Oggi l’eleganza e la creatività non possono non essere legate a doppio filo con un’idea matura di sostenibilità”, dice Michele Zilla durante il convegno organizzato dalla rivista Arbiter presso la Fortezza da basso. “Per un’impresa come la nostra, che produce tessuti dal 1945, protagonisti delle passerelle di grandi marchi della moda, l’innovazione è sempre stato un motore, pur poggiando sulle solide basi della tradizione. Abbiamo scelto di iscriverci a Cobat Tessile, per conoscere e gestire al meglio, dal punto di vista operativo e amministrativo, il nuovo scenario normativo in arrivo, oltre che per avere la possibilità di valutare a pieno il ruolo che avranno le imprese della filiera”, aggiunge Francesco Marini di Marini Industrie. Oggi al consorzio aderiscono produttori che operano nel settore dei tessuti, dello sportswear, dell’alta moda e degli accessori. Le parole d’ordine, come sempre, restano i principi dell’economia circolare applicati alla filiera specifica: allungare il ciclo di vita del bene, trasformandolo in nuova materia e/o energia, a partire da una raccolta selettiva, in grado di incrementare quantità e qualità dei materiali recuperati. —[email protected] (Web Info)









