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Auto elettriche, l’Ue impone dazi fino al 38,1% su quelle di fabbricazione cinese

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(Adnkronos) – Contro le "sovvenzioni ingiuste" di cui godono i costruttori cinesi della filiera di veicoli elettrici a batteria e che stanno provocando danni economici ai produttori europi la Commissione Von der Leyen ha deciso di varare dazi 'provvisori'. Lo comunica l'esecutivo europeo, che sta portando avanti una indagine in proposito esaminando "le probabili conseguenze e l’impatto delle misure su importatori, utenti e consumatori di BEV nell’Ue". La Commissione – che ha confermato così le indiscrezioni riportate dal Financial Times – spiega di avere "contattato le autorità cinesi per discutere questi risultati ed esplorare possibili modi per risolvere le questioni individuate in modo compatibile" con l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Se "le discussioni con le autorità cinesi non portassero ad una soluzione efficace" – spiega la Commissione – sono stati definiti dazi compensativi sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria dalla Cina che "verrebbero introdotti a partire dal 4 luglio mediante una garanzia" e che "verrebbero riscossi solo se e quando verranno istituiti dazi definitivi". In dettaglio i livelli di dazi che la Commissione applicherebbe ai tre produttori cinesi inclusi nel campione sarebbero del 17,4% per BYD: 17,4%; del 20% per Geely: 20%; e del 38,1% per SAIC. Altri produttori di BEV in Cina, che hanno collaborato all'inchiesta ma non sono stati inclusi nel campione, sarebbero soggetti al dazio medio ponderato del 21% mentre tutti gli altri produttori di BEV in Cina che non hanno collaborato all'inchiesta sarebbero soggetti al dazio del 38,1%. Il 4 ottobre scorso la Commissione ha avviato formalmente un'indagine d'ufficio sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria per passeggeri originari della Cina. La Commissione spiega che Tesla, che non è un brand cinese ma produce veicoli elettrici in Cina, potrà ricevere un’aliquota del dazio calcolata individualmente nella fase definitiva.  "Saluto con soddisfazione – ha affermato il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso nel suo intervento all'assemblea 2024 di Confcommercio – l'annuncio che la Commissione ha fatto oggi dei dazi sull'ingresso delle auto elettriche cinesi in Europa per tutelare la produzione europea nella consapevolezza che abbiamo anche noi la possibilità di riaffermare in Italia l'industria automobilistica italiana, uno dei settori trainanti dello sviluppo industriale del nostro Paese a cui non vogliamo assolutamente rinunciare".    —[email protected] (Web Info)

Europei nuoto, super Paltrinieri: oro nella 10 km

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(Adnkronos) –
Gregorio Paltrinieri vince la medaglia d'oro nella 10 maschile di fondo agli Europei di nuoto di Belgrado 2024. Nelle acque del fiume Sava, Paltrinieri si impone davanti al francese Marc-Antoine Olivier e all'ungherese David Betlehem. Domenico Acerenza chiude quarto, quinto posto per Dario Verani. In una giornata condizionata dalla pioggia, Paltrinieri detta il ritmo sin dall'inizio nel gruppo di testa che comprende anche Acerenza e Olivier. L'equilibrio regna fino a 1200 metri dal traguardo, con l'accelerazione di Olivier. Paltrinieri tira fuori il coniglio dal cilindro: sceglie una traiettoria larghissima, fuori dal radar dei rivali, scava un gap incolmabile per i rivali e va a trionfare. Olivier vince la volata tra gli inseguitori, Acerenza e Veranin restano fuori dal podio.  "Quando faccio gare de genere mi sento bene. Mi sento in controllo. Una dieci calda, acqua 27 gradi, acqua piatta, caratteristiche che mi piacciono", dice Paltrinieri al sito della Federnuoto dopo l'ennesimo exploit di una carriera straordinaria. "Ho faticato comunque fino a metà, quando non avevo sensazioni ancora buonissime, dopo mi sono messo davanti e ho iniziato a nuotare meglio. Al terzo, quarto e quinto giro sono stato davanti, poi nell’ultimo giro mi hanno un po' messo in mezzo, accerchiato, Olivier da una parte e Mimmo dall'altra, e non riuscivo tanto a nuotare", aggiunge. Quindi, la scelta di una traiettoria 'geniale': "Sono andato veramente molto interno cercando di distanziarli e ha funzionato. Avevo tanta velocità, me lo sentivo. Mi sentivo di poter mettere un passo che gli altri, in quel momento, non avevano. L'unica alternativa era staccarmi tanto e andare dalla parte opposta. Loro, invece, sono rimasti esterni. All’ultima boa mi sono accorto di essere solo e sono arrivato così bene".  Due medaglie per l'Italia nella 10 km femminile. Barbara Pozzobon ha chiuso al secondo posto, ad un solo decimo dalla tedesca Leonie Beck che ha trionfato vincendo la medaglia d'oro. Terzo posto e bronzo per Giulia Gabbrielleschi.   —[email protected] (Web Info)

Gender Gap, Minozzi (Iris Ceramica Group): “Cambiare cultura per superarlo”

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(Adnkronos) – Ci vuole un impegno, un commitment, che sia duraturo, coerente e forte per cambiare i pregiudizi che stanno dietro al gender gap sul lavoro. E occorre la consapevolezza che la presenza femminile in azienda e nei ruoli apicali è una ricchezza. Infine, ci vuole pazienza. Perché tutto parte dai retaggi culturali che ancora ci portiamo dietro, che non si trasformano da un giorno all’altro. Ma qualcosa si sta muovendo. Di gender gap e discriminazioni abbiamo parlato con Federica Minozzi, ceo di Iris Ceramica Group, azienda italiana con base a Fiorano Modenese, leader nel settore delle ceramiche e dunque in un settore di ‘manifattura pesante’, storicamente appannaggio maschile. Con Minozzi abbiamo iniziato dal punto della situazione delle donne nel mondo del lavoro, in particolare nelle posizioni apicali e in settori tradizionalmente maschili come quello in cui opera la sua azienda. 
Lavorare su pregiudizi e retaggi storici
 “Sicuramente la situazione è destinata a migliorare – spiega Minozzi – però al momento la vedo ancora abbastanza complessa. La ricerca ‘Women Count 2022 – The Pipeline’ osserva che l’inserimento nel mondo del lavoro delle donne è maggiore dove c’è già una forte presenza femminile. Nei mondi più pesanti da un punto di vista produttivo, di cui l’industria ceramica chiaramente fa parte, l’inserimento di nuove donne è al di sotto del 20%. E’ una situazione che in qualche modo soffre ancora di un sistema culturale di pregiudizi per certi aspetti abbastanza importanti, che si può cambiare solo lavorando profondamente sulla cultura e su questi bias”. Pregiudizi e bias legati a retaggi storici, continua la ceo di Iris Ceramica Group: “Nonostante mio padre fosse anche molto aperto a questo gender gap, fu il primo nell’industria ceramica a nominare una donna manager negli anni Settanta e questa signora, tra l’altro, ha avuto anche tre figli, si trattava però di eccezioni e soprattutto questa signora lavorava nella parte amministrativa”. “Secondo me – spiega – soprattutto in certi ruoli, tanto più all’interno delle fabbriche, è difficile trovare uno spazio per inserire delle donne a livello apicale. Noi quindi le abbiamo inserite tanto a livello degli uffici marketing e comunicazione, però c’è una parte più industriale dove per una serie di vari motivi, anche perché si ritiene magari un lavoro duro fisicamente, le donne hanno ancora meno spazio”. Ma il sistema produttivo sta cambiando molto, si sta automatizzando in modo rapidissimo, come sottolinea la manager: “Per esempio due anni fa in America, nel cuore del conservatore Tennessee, ho dato la responsabilità di una fabbrica pesante a una donna, un’ingegnere chimico, e sta performando estremamente bene; quindi, io credo che ci sia spazio oggi, anche in quei sistemi produttivi nuovi che sono più legati al lavoro delle macchine e a delle competenze anche tecniche”. Precisa la ceo: “Non trovo più attuale neanche il concetto che ci sono poche donne laureate o con conoscenze tecniche importanti, è chiaro che oggi sono spesso anche persone più giovani; quindi, ci possono essere due pregiudizi che intervengono contemporaneamente: l’allergia alla donna e l’allergia alla gioventù”. 
‘Allergia alla donna e allergia alla gioventù’
 È un problema tipicamente italiano, evidenzia Minozzi: “All’estero e tanto più in America la gioventù è vista come un plus, purché uno sia capace chiaramente e abbia certe doti. In Italia spesso c’è questo preconcetto che le persone giovani sono inesperte; questo credo che sia anche legato proprio a un fattore culturale perché noi diamo poche opportunità ai giovani di fare carriera rapidamente e quindi è oggettivamente vero, poiché i giovani non hanno spesso un tipo di esperienza a livello di ruoli di leadership che consente di sentirsi sicuri nell’affrontare certe sfide”. Insomma si tratta di un circolo vizioso, che riguarda anche gli uomini ma con una differenza. “La Mckinsey pubblica ogni anno un report che si chiama ‘Women in the Workplace’ che ha evidenziato che, mentre le donne vengono inserite nelle aziende per ciò che hanno già realizzato nel passato, gli uomini vengono inseriti con una visione delle loro potenzialità future, e questo è curioso perché nella donna l’inesperienza viene vissuta più negativamente che in un uomo e anche questo credo che sia un fattore culturale, perché non c’è un motivo logico oggettivo, è proprio un bias cognitivo. Secondo me anche su questi aspetti bisogna lavorare molto da un punto di vista culturale”. Competenza, gioventù, risultati e potenzialità. Questi potrebbero essere considerabili come punti di resistenza che le donne incontrano. Ma nello specifico come donna e come professionista quali punti di esistenza ha dovuto affrontare Minozzi, essendo diventata molto giovane ceo di Iris ceramica Group Italia? Lo chiarisce lei stessa: “Questa resistenza, questi pregiudizi li ho vissuti molto sulla mia pelle quando sono entrata in azienda. Ai tempi con grande entusiasmo sono entrata direttamente in azienda dopo gli studi, quindi totalmente inesperta. Tra l’altro in quel periodo, nel ’97, c’era ancora meno presenza femminile e tanto meno ad alto livello. Quindi io mi rendevo conto che le persone a lavoro, soprattutto i dirigenti, mi vedevano praticamente come la figlia del proprietario che in qualche modo ‘va sopportata’”. 
La possibilità per le donne di dimostrare il proprio valore
 E qui Minozzi tocca un punto importante: nonostante l’ulteriore pregiudizio dell’essere la figlia del proprietario e nonostante il padre Romano, fondatore nel 1961 dell’azienda, le abbia sempre chiesto molto più di quello che pretendeva dai manager uomini, lei ha avuto almeno “la possibilità di mostrare quello che valevo, mentre magari molte altre donne nel mio settore della ceramica a parità di condizioni, a parità di capacità possono non aver avuto questa opportunità di essere viste in modo oggettivo per i loro risultati”. “Questo, secondo me, è uno spreco perché diverse ricerche hanno dimostrato che le aziende con più presenza femminile nei ruoli di leadership hanno fino a un 50% di probabilità in più di performare con profitti al di sopra della media del proprio settore e questa probabilità aumenta in modo direttamente proporzionale alla quantità di presenza femminile nei ruoli direttivi”, sottolinea la manager. In sostanza, è una ricchezza per l’azienda avere donne in posizioni apicali: “I pregiudizi per assurdo contrastano completamente con le realtà date dai numeri oggettivi e anche questo è curioso, perché gli imprenditori dovrebbero guardare i numeri”, rimarca. 
Leadership maschile e femminile
 E i numeri si spiegano anche col differente approccio nel modo di esercitare il potere tra uomini e donne. “Le donne – afferma la manager – hanno più propensione a creare ambienti di lavoro condivisibili, più aperti al confronto, al dialogo onesto e alle opinioni altrui. E hanno anche maggiore propensione a prendersi cura dell’altro, quindi a occuparsi magari delle persone che possono essere in difficoltà con il carico di lavoro. Le donne nei team tendono a svolgere anche il lavoro del collega pur senza prendersene i meriti se in difficoltà, e questo porta poi a raggiungere i risultati in tempi più rapidi e in modo più efficace”. “Credo da una mia riflessione personale che noi donne in qualche modo siamo geneticamente ancora predisposte per prenderci cura, per essere empatiche banalmente perché ancora geneticamente abbiamo l’istinto di allevare la prole e quindi abbiamo uno stile di leadership più empatico e meno autoritario. Questo credo che in qualche modo favorisca il lavoro di squadra”, continua Minozzi sottolineando come nel mondo di oggi, “che ha un livello di complessità sempre crescente in modo anche rapido, il l lavoro di squadra sia quello che fa la differenza per raggiungere dei risultati, perché è una persona da sola può anche essere un genio, ma difficilmente ha tutte le competenze necessarie per affrontare le sfide” attuali. Nelle ‘vecchie generazioni’ la manager vede “ancora ancora un approccio mediamente più autoritario, quello che io chiamo un po’ il ‘maschioalfismo’”, ma “sicuramente la generazione Z è inclusiva e più etica a livello valoriale, quindi nei giovani vedo maggiore apertura anche da parte degli uomini verso il confronto, verso la diversity in generale, sia essa di genere, di colore o di provenienza”. 
Fondamentale il commitment dell’azienda
 Come si porta tutto ciò in azienda? Intanto per cambiare la cultura Iris Ceramica Group ha promosso oltre 4000 ore di formazione extra in azienda a livello annuale e ha creato un sistema più flessibile a livello sia di marketing sia di orari di lavoro. Una necessità, quella di conciliare famiglia e lavoro, sentita soprattutto dalle donne, sulle cui spalle ricade ancora quasi la totalità della cura della famiglia e che non a caso è uno dei fattori che alimenta il gender gap. Allo stesso tempo l’azienda ha creato “un ambiente molto attento anche al rispetto delle donne, quindi il sistema di whistleblowing per la segnalazione di fenomeni di bullismo, di mancanza di rispetto, e una cultura dove si è spiegato agli uomini che anche la battuta che sembra simpatica o un complimento potrebbero non essere percepiti come tali, ma come un’invasione della propria intimità o della propria libertà di scelta, anche solo banalmente su come vestirsi, pettinarsi o truccarsi”. “Vale sempre la pena fare formazione e spiegare perché: tante volte ho notato che alcuni uomini non si rendono proprio conto, sono davvero in buona fede convinti che certe cose facciano piacere alle donne e quando si spiega che non è così, dopo un primo momento magari di incredulità, se sono aperti – chiaro che ci vuole una certa intelligenza anche empatica nei confronti dell’altro – capiscono”, afferma Minozzi. Ovviamente ci possono essere anche persone resistenti ma qui deve intervenire una decisione forte dell’azienda, che deve agire in base ai propri valori e stabilire “su che manager vuole puntare” e su quali no, e questi sono messaggi molto chiari, perché, conclude Minozzi, “il commitment dell’azienda è fondamentale per cambiare la cultura”. —[email protected] (Web Info)

Groupama, si conclude 1a edizione di ‘Giochiamo d’anticipo’

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(Adnkronos) – Sensibilizzare sui temi della tutela e della prevenzione come chiave per la costruzione di un progetto di vita, stimolando, al contempo, l’educazione alla responsabilità per una nuova generazione di cittadini attivi, capaci di progettare il proprio futuro e di partecipare pienamente alla vita della comunità: con questo obiettivo è nato 'Giochiamo d’Anticipo', uno stimolante percorso didattico per guidare studenti e studentesse in un’esplorazione della cultura assicurativa coinvolgente e correlata alle loro esperienze quotidiane, promosso da Groupama Assicurazioni, tra i principali player nel settore assicurativo in Italia. Il nome del percorso didattico evidenzia l’obiettivo che è quello di fornire strumenti idonei affinché si possa sensibilizzare attraverso la cultura e la conoscenza, una maggiore consapevolezza delle proprie azioni, agendo 'in anticipo' e così 'prevenire i rischi'. Il progetto, inaugurato nel novembre 2023 e rivolto a tutte le scuole secondarie di primo grado, si è concluso nei giorni scorsi con la premiazione delle scuole vincitrici del concorso finale.  Generare consapevolezza sui rischi e cultura assicurativa è una priorità così rilevante da essere stata inserita nei Global Goals dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo Sviluppo Sostenibile, tanto più che, guardando ai dati, il livello di educazione assicurativa in Italia rimane tra i più bassi al mondo. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce l’iniziativa 'Giochiamo d’Anticipo', finalizzata a stimolare la diffusione di una corretta educazione alla prevenzione nel Paese, come chiave per la costruzione di un progetto di vita, in cui i servizi assicurativi giocano un ruolo determinante, soprattutto alla luce di uno scenario in rapida evoluzione. L’iniziativa ha previsto un concorso finale che, nella sua prima edizione, ha visto premiate: la 1°D della scuola Salvatore Quasimodo di Crispano; la 2°D dell’Istituto Mario Zippilli di Teramo e la 3° E della scuola 'F.B. Busoni' di Empoli, che si sono contraddistinte per aver creato le migliori ‘storie a bivi’ dedicate alla prevenzione e alla gestione del rischio. Alle scuole vincitrici, Groupama ha corrisposto un premio pari a buono di 1.800 euro per la prima scuola classificata, 1.300 euro per la seconda e 800 euro per la terza, valido per l’acquisto di materiale scolastico.  “Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti dalla I edizione di questo nostro progetto dedicato alla cultura assicurativa, che abbiamo messo a disposizione di centinaia di scuole e studenti con l’obiettivo di sensibilizzarli ed educarli alla prevenzione, in maniera semplice e coinvolgente. Ringraziamo le scuole, i docenti e i ragazzi che hanno preso parte all’iniziativa: imparare a comprendere e interpretare i contesti di vita è essenziale per il perseguimento dei propri progetti e per stimolare una reale cittadinanza attiva. Dopo un anno, trascorso al fianco degli studenti con l’obiettivo di avvicinarli a temi considerati spesso di difficile comprensione, premiamo finalmente le scuole vincitrici del concorso finale del progetto, per aver ideato ‘storie a bivi’ originali, pertinenti e autentiche”, ha dichiarato Pierre Cordier, amministratore delegato e direttore generale di Groupama Assicurazioni.  “In un contesto complesso e incerto come quello in cui viviamo, il nostro ruolo di assicuratori ci impone di diventare promotori di un linguaggio assicurativo più semplice e universale, che, se condiviso già sui banchi di scuola, può diventare un alleato per effettuare scelte responsabili, nel presente ma anche nel futuro”, ha concluso Cordier. Nel dettaglio, 'Giochiamo d’Anticipo', il progetto didattico di cultura assicurativa promosso da Groupama Assicurazioni, ha proposto un percorso di sensibilizzazione e di educazione alla prevenzione alle generazioni più giovani ed è stato realizzato dalla Compagnia in collaborazione con La Fabbrica, un Gruppo Indipendente multinazionale, attivo da oltre 35 anni, leader nell’ideazione e nello sviluppo di percorsi di comunicazione educativa e formativa per i giovani e le famiglie.'Giochiamo d’Anticipo' si inserisce nella cornice dell’insegnamento dell’educazione civica ed è, infatti, un’iniziativa dedicata a docenti e studenti delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie, con l’obiettivo di coinvolgere, informare e formare i giovani in un’età cruciale per le scelte consapevoli nella quotidianità e per il proprio futuro.  Per supportare i docenti in questo percorso, il progetto ha previsto la realizzazione di una Guida Didattica, in grado di circoscrivere concetti di base di educazione assicurativa e di educazione finanziaria e di inquadrare il percorso anche dal punto di vista dei riferimenti metodologici. In parallelo, un Action Book – messo a disposizione degli studenti – ha proposto una lettura di 7 percorsi narrativi a bivi (sui temi relativi a: “mobilità”, “salute”, “risparmio”, “protezione”, “previdenza” e “lavoro”, attraverso attività di problem solving) collegati ad altrettante situazioni che potranno trovarsi a sperimentare nella loro quotidianità. Infine, per approfondire queste tematiche e “tradurle” in pratica, il progetto ha previsto anche due webinar formativi e un contest conclusivo. 'Giochiamo d’Anticipo' ha coinvolto 370 scuole e 500 classi, per un totale di oltre 30mila persone tra docenti, studenti e famiglie, in un solo anno scolastico. La prima edizione si è conclusa nei giorni scorsi con una sfida premiante: un concorso educativo volto a stimolare il protagonismo degli studenti e incentivare la connessione del tema assicurativo con la loro quotidianità. Il concorso ha, infatti, chiesto a studentesse e studenti di progettare una storia interattiva secondo le dinamiche tipiche del libro game a bivi, ispirandosi agli ambiti di rischio che hanno esplorato.  Di tutti i progetti proposti, 3 hanno dimostrato di aver centrato in pieno le dinamiche del 'gioco', distinguendosi per originalità e coerenza con quanto appreso. Tra i progetti proposti, una menzione speciale va all’elaborato delle classi 3° B e 3° G della scuola di I grado Enrico Fermi di Avezzano (AQ), che seppur fuori concorso perché non presenta le caratteristiche di una storia a bivi, è riuscito comunque a sensibilizzare sulla cultura assicurativa attraverso la metodologia innovativa del cooperative learning. Infatti, il progetto ha declinato i contenuti del kit educativo in modalità Clil (Content and Language Integrated Learning) favorendo sia l'acquisizione dei contenuti forniti sia l'apprendimento della lingua inglese.  Questi i progetti delle tre classi vincitrici: 1.'Il compleanno di Saverio', a cura della classe 1°D della scuola secondaria di I° grado Salvatore Quasimodo di Crispano (NA): la classe ha creato una storia originale, che enfatizza l’importanza delle scelte e la ponderazione del rischio in un contesto gioioso e ordinario quale quello di una festa di compleanno. I bivi sono i probabili imprevisti che potrebbero prospettarsi durante i festeggiamenti e fungono da strumento educativo per sensibilizzare sui possibili rischi della vita quotidiana: una storia che ha risposto con leggerezza, creatività e semplicità agli obiettivi del progetto di cultura assicurativa. 2.'L’avventura al campeggio di Leo', a cura della scuola secondaria di I° grado F.B. Busoni – Vanghetti di Empoli (FI): l’elaborato, grazie ai diversi bivi ideati, dimostra che ogni scelta deve essere frutto di un’adeguata valutazione dei rischi; una consapevolezza che porta con sé insegnamenti e riflessioni educative sulla prevenzione. 3.'Ermenegildo', a cura della scuola secondaria di I° grado Mario Zippilli di Teramo): il protagonista della storia è Ermenegildo, un ragazzo appassionato di video editing alle prese con i rischi posti dalla sicurezza informatica e dalle nuove professioni “digitali”. La storia, che si conclude con 3 possibili scenari rispetto al bivio intrapreso, è una riflessione sui rischi e tentazioni poste dal mondo digitale, in grado di sensibilizzare anche sull’importanza di rafforzare una literacy dei nuovi media.  —[email protected] (Web Info)

Italia viva, Marattin: “Mi candido al congresso”

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(Adnkronos) – "Stavolta penso di mettermi in gioco direttamente. Spero che ci sia correttezza". Luigi Marattin, deputato di Italia viva, annuncia su 'Il riformista' che si candiderà al congresso di proposto da Matteo Renzi per l'autunno. Il partito si avvia ad una riflessione dopo il flop degli Stati Uniti d'Europa alle elezioni europee. "La rottura del Terzo Polo è stato un crimine politico, di cui il deludente risultato di domenica è solo una conseguenza. Il gruppo unico Iv-Azione ce l’avevamo, e funzionava benissimo", sottolinea Marattin. Ora "dobbiamo prendere atto della fine di un ciclo e ricostruire daccapo tutto, creando le condizioni politiche per un nuovo progetto. Ma deve essere un progetto che parta dal basso, coinvolgendo energie nuove. E non dalle lotte intestine tra gruppi dirigenti". "In Italia c'è uno spazio enorme per un'offerta politica autenticamente liberal-democratica e riformatrice per quei 10 milioni di italiani che non votano più. Sta a noi costruirla". Con Schlein o con Meloni? "Al momento, no grazie: nessuno dei due".  "Riflettiamo politicamente, senza farci prendere dall’enfasi o da riflessi condizionati. Matteo Renzi ha annunciato, come Presidente del partito, il congresso. E’ una cosa seria e giusta. Perchè una comunità che vuole costruire il futuro, riflette e ragiona insieme. Sarà in quella sede che elaboreremo una risposta, una strategia e una prospettiva". Lo scrive il senatore Enrico Borghi, capogruppo al Senato di Italia Viva, in un lungo post sui social dedicato all’analisi delle elezioni europee. "Che esiste nella società (la banale somma dei voti tra noi e Azione di domenica avrebbe fatto superare alla lista l’Alleanza Verdi Sinistra che viene celebrata come il successo più epocale della sinistra mondiale dopo la presa del Palazzo d’Inverno…), e che chiede una proposta politica che sia all’altezza delle sfide, dei bisogni, e delle prospettive”. “Non è impossibile costruire una prospettiva riformista, anche da noi. E’ già capitato in passato che in Italia, di fronte alla prospettazione di 'due vincitori', la risposta politica fosse una elaborazione riformista. Mutuando quella stagione, potremmo dire anche noi che ‘primum vivere, deinde philosohare’. Prima l’identità, la politica e solo dopo le alleanze, funzionali all’attuazione del progetto”, aggiunge Borghi.  —[email protected] (Web Info)

G7, sequestrata la nave che ospitava i poliziotti: criticità igieniche e sanitarie

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(Adnkronos) – La polizia di Brindisi ha eseguito questa mattina il decreto di sequestro probatorio della motonave Mykonos Magic, rinominata Goddess of the Night, emesso dalla procura di Brindisi. La nave, di proprietà della società Mykonos Magica Inc, avrebbe dovuto ospitare oltre duemila agenti e ufficiali di polizia giudiziaria impiegati nei servizi di ordine e sicurezza pubblica necessari per lo svolgimento del vertice internazionale G7.  Il Servizio Centrale Operativo della Polizia e i poliziotti della Squadra Mobile di Brindisi hanno avviato le indagini a seguito delle gravi criticità segnalate dal personale delle forze di Polizia, assegnato ai servizi di sicurezza e di ordine pubblico, già salito a bordo della motonave per prendere alloggio. La tempestiva attività investigativa, condotta con la collaborazione delle varie articolazioni specialistiche della questura di Brindisi, ha documentato rilevanti criticità igieniche e sanitarie e gravi carenze alloggiative, tali da far ipotizzare il reato di frode nelle pubbliche forniture.  Gli elementi d’indagine finora raccolti dalla Polizia e la necessità di ulteriori approfondimenti investigativi anche di natura tecnica hanno reso necessaria l’adozione del decreto di sequestro della nave, che è stato eseguito in collaborazione, per gli aspetti di specifica competenza, con la Capitaneria di Porto e il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dell’Arma dei Carabinieri. Il personale delle forze di polizia che aveva trovato alloggio sulla 'Mykonos Magic', circa 2.000 agenti, è stato già trasferito su un’altra nave e in altre strutture alloggiative. —[email protected] (Web Info)

Al Bano in fin di vita? Il cantante: “Sto alla grande, ancora fake news vergognose”

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(Adnkronos) –
"Hanno messo in giro la notizia che stavo per morire e io non ne sapevo nulla, l'ho scoperto perché mi ha chiamato Sophia Loren preoccupata. Voglio rassicurare tutti i miei fan che, grazie a Dio, sto bene, continuo a cantare e va tutto alla grande". Così Al Bano Carrisi contattato dall'Adnkronos smentisce categoricamente le notizie circolate su un suo presunto malore che lo avrebbe ridotto in fin di vita. "I deficienti che mettono in giro queste fake news si dovrebbero vergognare, ma mi chiedo, prendono dei soldi?", si interroga Al Bano irritato.  Il cantante ha dovuto smentire le voci circolate su un suo presunto malore e annesso ricovero anche con un video pubblicato sul suo profilo Instagram dove afferma di essere ''ancora una volta prigioniero di una fake news – spiega il cantante dalla sua casa a Cellino San Marco – grazie a Dio sto bene, lo posso dimostrare come vedete qui. Grazie a Dio il lavoro è tanto e lo devo assolvere alla grande perché mi piace. Queste notizie fanno veramente schifo – conclude Al Bano – e si commentano da sole''. (di Alisa Toaff)  —[email protected] (Web Info)

Scoperta l”autostrada’ degli insetti: 17 milioni di mosche, vespe, farfalle e libellule attraverso i Pirenei

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(Adnkronos) –
Circa 17 milioni di insetti volano ogni anno attraverso i Pirenei, percorrendo il Puerto de Bujaruelo, un valico largo 30 metri situato al confine tra Francia e Spagna. Ad osservare e studiare negli ultimi 4 anni il fenomeno chiaramente osservabile – e che si presenta come un enorme sciame scuro accompagnato da un ronzio basso e profondo – è stato un team di scienziati dell'università britannica di Exeter.  Utilizzando videocamere e retini per farfalle, i ricercatori hanno registrato mosche, vespe, farfalle e libellule che si riversavano ogni autunno attraverso il passaggio per spostarsi dalle zone settentrionali, incluso il Regno Unito, verso località dell’Europa meridionale e del Nord Africa dove gli inverni sono più miti. "Vedere così tanti insetti muoversi intenzionalmente nella stessa direzione allo stesso tempo è davvero una delle grandi meraviglie della natura", ha affermato il dottor Karl Wooton, del Centro per l'ecologia e la conservazione di Exeter, che ha guidato la ricerca. Il lavoro trae origine dalla scoperta, avvenuta nel 1950, degli ornitologi britannici Elizabeth e David Lack, che si sono imbattuti nello spettacolo della migrazione attraverso il passo, situato a 2.273 metri. "Furono testimoni – ricorda Will Hawkes, del centro per l'ecologia e la conservazione dell'Università di Exeter citato dal Guardian – del passaggio di un gran numero di sirfidi che migravano attraverso le montagne. Ci siamo recati sullo stesso passo per verificare se questa migrazione avvenisse ancora e per registrarne il numero e le specie coinvolte". "Non solo un gran numero di sirfidi stavano ancora migrando attraverso il passo ma anche altri insetti, dalle mosche alle libellule: in alcuni giorni il numero superava i 3mila per metro, al minuto".  Il numero di insetti è tuttavia diminuito in modo allarmante in tutto il mondo e si ipotizza che il numero di quelli che attraversano il passo sia diminuita da quando i Lacks hanno osservato il fenomeno per la prima volta, anche se le cifre non sono state registrate in modo preciso 70 anni fa. Il team di Exeter spera che le sue scoperte possano stimolare la determinazione a proteggere i loro habitat.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Brausi (Cic): “Ogni anno 35mila le cause contro i medici italiani”

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(Adnkronos) – "Ogni anno sono 35mila le cause intentate contro i chirurghi, procedimenti che nel 96% dei casi finiscono in un nulla di fatto. Per questo motivo si fa sempre più ricorso alla medicina difensiva i cui costi per il Ssn sono elevatissimi, variano dai 12 ai 13 miliardi di euro l’anno, una cifra monstre per esami non appropriati o per mancati interventi in sala operatoria su pazienti ritenuti troppo a rischio". Così all’Adnkronos Salute Maurizio Brausi, presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi, in occasione del convegno 'La colpa medica, le linee guida e il ruolo delle società scientifiche’' promosso oggi a Roma dal Cic con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata. A ricorrere alla medicina difensiva "per paura", secondo Brausi è "l’80% dei chirurghi italiani, con un impatto esagerato sulle casse del Sistema sanitario nazionale. Non solo, ma la medicina difensiva allontana i medici dalla loro professione, in particolare nei Pronto soccorso e nella chirurgia generale. Le specialità prese di mira dai contenziosi – sottolinea Brausi – sono l’ortopedia ( con un 30% di denunce), a seguire la chirurgia generale (con il 15%) e la ginecologia- ostetricia".  Quindi per evitare contenziosi, "il chirurgo deve attenersi assolutamente alle linee guida nazionali e internazionali – conclude l’esperto – avere un rapporto con il paziente basato su dialogo e fiducia, spiegare esattamente le procedure che vengono eseguite, informarlo sulle possibili complicazioni e sul follow up che il paziente deve eseguire. Inoltre, è molto importante il rapporto medico-familiari".  —[email protected] (Web Info)

Presentato da A2a l’ottavo bilancio di sostenibilità territoriale di Milano

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(Adnkronos) – È stata presentata oggi dal Presidente di A2A Roberto Tasca e dall’Amministratore Delegato di A2A Renato Mazzoncini, alla presenza dell’Assessore al Bilancio e Patrimonio Immobiliare del Comune di Milano Emmanuel Conte, l’ottava edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Milano che rendiconta le prestazioni ambientali, economiche e sociali del Gruppo sul territorio nel 2023 e i suoi piani di attività previsti per i prossimi anni. “Nel 2023, abbiamo generato e distribuito un valore economico di oltre 1,2 miliardi di euro, confermando il nostro impegno per lo sviluppo sostenibile di questo territorio. Le nostre attività si traducono in benefici tangibili per le comunità locali, contribuendo al miglioramento della qualità della vita dei cittadini” – ha dichiarato il Presidente di A2A Roberto Tasca. “Per la città, a cui siamo legati da un rapporto storico, la nostra missione è continuare a investire in infrastrutture e innovazione tecnologica in grado di renderla un esempio virtuoso di crescita e benessere condiviso in Italia e in Europa. Inoltre, attraverso le attività del Banco dell'Energia offriamo supporto concreto alle famiglie in difficoltà presenti su questo territorio. Forti dei risultati ottenuti e consapevoli delle nuove sfide siamo determinati a proseguire su questa strada.” “La decarbonizzazione di Milano è al centro della nostra strategia per questo territorio: nel 2023, abbiamo investito quasi 500 milioni di euro per efficientare infrastrutture necessarie alla transizione ecologica. A supporto dell’elettrificazione dei consumi si collocano il recente accordo con Enel da 1,2 miliardi, l’installazione della prima cabina elettrica interrata impermeabile e gli investimenti a piano sulla mobilità elettrica. Inoltre, l’espansione del teleriscaldamento contribuirà significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2, fornendo energia pulita a migliaia di utenze.” – ha affermato l'Amministratore Delegato di A2A Renato Mazzoncini. “L’impegno del Gruppo è rivolto anche all’economia circolare: con Amsa adottiamo una gestione integrata dei rifiuti che ne azzera il conferimento in discarica, trasformando ogni scarto in nuova materia o energia e creando un sistema virtuoso. Con il supporto attivo dei nostri stakeholder siamo orgogliosi di fare la nostra parte per rendere il 'modello Milano' una best practice nel percorso verso lo sviluppo sostenibile del Paese''. Nel 2023, A2A ha generato valore per il territorio e per i suoi stakeholder pari a 1.224 milioni di euro, investendo inoltre più di 485 milioni di euro nelle infrastrutture della Provincia: un dato in crescita del 32% rispetto all’anno precedente. A Milano, la Società si occupa della gestione dei rifiuti, della produzione, distribuzione e vendita di energia e gas, della rete di teleriscaldamento, di mobilità elettrica e illuminazione pubblica. La presenza del Gruppo sul territorio è capillare, con una centrale termoelettrica, sette impianti di cogenerazione e tredici centrali termiche – oltre a due pompe di calore – per il teleriscaldamento, dieci impianti di trattamento e recupero materia e un termovalorizzatore: infrastrutture essenziali che contribuiscono significativamente alla produzione di energia e alla chiusura del ciclo dei rifiuti, supportando così il percorso della Città verso la transizione ecologica. Nella Città Metropolitana, A2A recupera il 100% dei rifiuti urbani raccolti: anticipando gli obiettivi dell’Unione Europea al 2035, attraverso una virtuosa gestione integrata, il conferimento in discarica è stato azzerato. Tutti gli scarti raccolti da Amsa – del cui operato oltre il 95% dei cittadini milanesi si è dichiarato soddisfatto – sono stati trasformati in nuova materia (63%) o energia (37%). È stata avviata con Fri-El Geo – produttore di energia geotermica – una partnership con l’obiettivo di incrementare l'uso di fonti rinnovabili nel teleriscaldamento, un sistema che ora serve l'equivalente di 248.750 appartamenti, con una rete di 390 km, evitando nel 2023 più di 110mila emissioni di CO2. Per contribuire a decarbonizzare ulteriormente la Città, A2A prosegue anche nello sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile. Durante lo scorso anno sono continuati i lavori per la realizzazione del più grande impianto fotovoltaico su tetto d’Italia, inaugurato lo scorso maggio a Rho Fiera: composto da circa 50.000 pannelli fotovoltaici, distribuiti su 330.000 metri quadrati di copertura dei padiglioni, la produzione annua attesa è pari al consumo di circa 7.800 famiglie e permetterà di evitare annualmente quasi 10 mila tonnellate di CO2. Per quanto riguarda invece l’e-mobility, è stata progettata e avviata la prima “Ricarica di Quartiere” con l’installazione delle colonnine City Plug. Niente limiti di sosta, fino a 7 kW di potenza e un design pensato per il contesto urbano: il progetto del Gruppo prevede, in sinergia con il Comune, di installare 4 mila punti di ricarica nei prossimi 2 anni, a fronte di 12 milioni di euro di investimenti nel periodo 2024-2025. Nel 2023 è stata anche inaugurata a Milano la prima cabina elettrica secondaria interrata e impermeabile d’Italia: il design innovativo riduce il volume occupato e consente una maggiore flessibilità nella posa rispetto a quelle tradizionali. Gli investimenti nella rete rappresentano parte integrante dell’impegno del Gruppo per Milano: in questa direzione va anche l’accordo firmato con E-distribuzione per l’acquisto del 90% del capitale sociale di un veicolo societario di nuova costituzione (“NewCo”), nel quale saranno conferite le attività di distribuzione elettrica in alcuni Comuni delle province di Milano e Brescia. Un’altra importante attività sarà la realizzazione della nuova sede di A2A Torre Faro – 144 metri di altezza per un totale di 28 piani – in concomitanza delle Olimpiadi invernali del 2026. Un esempio di edilizia sostenibile ed efficiente, che rispetta i canoni della certificazione internazionale LEED: si stima un 30% circa di riduzione dei consumi e un 35% di risparmio di acqua potabile. I lavori sono iniziati a gennaio 2024 ed entro settembre è prevista la conclusione dei piani interrati. Il supporto alle proprie persone è un altro pilastro fondamentale per A2A. La Società ha sottoscritto il Manifesto "Imprese per le Persone e la Società" e ha ottenuto la Certificazione Best HR Team 2023. Con il piano A2A Life Caring, recentemente presentato, sono inoltre previsti investimenti per 120 milioni di euro al 2035 a sostegno della genitorialità e del benessere dei dipendenti. L’impegno del Gruppo sui temi ESG si concretizza anche nelle attività con i propri fornitori: è stato infatti redatto e messo a loro disposizione un vademecum per affiancare soprattutto piccole e medie imprese nell'integrazione della sostenibilità nella loro strategia aziendale. Nel 2023, sono stati attivati 797 fornitori (oltre la metà micro e piccole imprese). Il percorso dei Forum Multistakeholder di A2A si rinnova anche quest’anno, in continuità con l’impegno portato avanti nelle scorse edizioni per il coinvolgimento degli stakeholder locali attraverso attività di ascolto e co-progettazione. Nel 2024, il programma dei Forum “Territori sostenibili: un’impresa comune” prevede 14 tappe in tutta Italia per la presentazione dei Bilanci di Sostenibilità Territoriale. Nell’ambito di questa iniziativa, in collaborazione con The European House Ambrosetti, la presentazione del Bilancio a Milano è stata infatti preceduta da due tavoli di lavoro con gli stakeholder territoriali, incentrati rispettivamente su biodiversità e compliance ESG per la catena del valore. I partecipanti hanno discusso per identificare azioni collettive che accelerino la transizione sostenibile delle aziende locali e che aumentino la consapevolezza e la sensibilità delle comunità locali su biodiversità e cambiamento climatico. Il programma di engagement territoriale ha già coinvolto la Valtellina, la Valchiavenna, il Friuli Venezia Giulia e Brescia, cui si aggiungeranno nel corso dell’anno Calabria, Piemonte, Puglia, Sardegna, Liguria, Campania, Sicilia, Bergamo, Sud Lombardia, Monza e Brianza. —[email protected] (Web Info)

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