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Jannik Sinner si prepara al debutto ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Il tennista azzurro, primo italiano della storia a diventare numero 1 della classifica mondiale, è stato sottoposto alle visite mediche nell’ambito del protocollo ‘atleti probabili olimpici’ del Coni. Accompagnato a Roma dal preparatore atletico Umberto Ferrara, il leader del ranking Atp è stato accolto al Centro di Preparazione Olimpica ‘Giulio Onesti’ del Coni da Carlo Mornati, Segretario Generale del Coni e Capo Missione dell’Italia Team a Parigi 2024, da Giampiero Pastore, Direttore dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni, e dal Capitano della Nazionale di Coppa Davis detentrice del titolo mondiale Filippo Volandri. Le visite mediche sono state effettuate sotto la supervisione della Dottoressa Maria Rosaria Squeo, Responsabile dell’Area Olimpica dell’Istituto. “Sono molto contento -ha detto Sinner-. Abbiamo svolto le visite mediche, sto bene. Ora dobbiamo continuare a lavorare: giocherò l’Atp 500 di Halle, Wimbledon e ovviamente l’Olimpiade, che sarà un momento chiave della mia carriera. Numero 1 del mondo? È una sensazione molto bella, ma quest’anno compirò appena 23 anni: avrò ancora molto lavoro da svolgere. Il mio percorso è appena iniziato”. Al termine delle visite l’altoatesino ha incontrato l’amico Filippo Tortu, neo vice campione d’Europa dei 200 metri. Sarà uno dei tanti atleti Italia Team con cui condividerà l’esperienza a cinque cerchi: “Andare all’Olimpiade per me è un grande onore. Si giocherà in Europa, sono molto emozionato. Sono curioso di conoscere tutti gli altri azzurri oltre a Filippo e di fare squadra tutti insieme. Obiettivi? Sono gli stessi che avevo prima: migliorare sia come tennista sia come persona. Nell’immediato il focus è su Wimbledon, dove cercherò di andare avanti il più possibile, e naturalmente su Parigi 2024 per provare a vincere una medaglia”. —[email protected] (Web Info)
Parigi 2024, visite mediche per Sinner: “Olimpiadi momento chiave della mia carriera”
Premierato, via libera Senato all’art. 5 del ddl Casellati: cosa prevede. Opposizioni protestano
(Adnkronos) – L'Aula del Senato ha votato a favore dell'art. 5 del ddl Casellati che introduce in Costituzione l'elezione diretta del presidente del Consiglio. Un voto che ha visto i senatori del Pd, del M5S di Avs e anche renziani e calendiani abbandonare per protesta l'Aula. I senatori, nel Transatlantico di Palazzo Madama, mostrano i cartelli già esposti in Aula. Tra questi alcuni che richiamano frasi di Giacomo Matteotti come "Parlamentarmente", "A me no", ma anche "Bavaglio alla democrazia", "Parlamento con il bavaglio". L'articolo 5, approvato per alzata di mano, era stato modificato nel corso dell’esame in Commissione e sostituisce l'articolo 92 della Costituzione, introducendo la previsione dell’elezione del presidente del Consiglio dei ministri a suffragio universale e diretto per cinque anni, fissando un limite al numero dei mandati. Viene stabilito che il presidente del Consiglio possa essere eletto per non più di due legislature consecutive, elevate a tre qualora, nelle precedenti, abbia ricoperto l’incarico per un periodo inferiore a sette anni e sei mesi. Si dispone altresì che le elezioni delle Camere e del presidente del Consiglio abbiano luogo contestualmente. Si rinvia alla legge la disciplina del sistema per l’elezione delle Camere e del presidente del Consiglio dei ministri, prevedendo l’assegnazione di un premio su base nazionale che garantisca, in ciascuna delle Camere, una maggioranza dei seggi alle liste e ai candidati collegati al presidente del Consiglio eletto, fermo restando il rispetto del principio di rappresentatività e di tutela delle minoranze linguistiche. Nel testo si prevede inoltre che il presidente del Consiglio sia eletto nella Camera nella quale abbia presentato la sua candidatura. In base all’ultimo comma del nuovo articolo 92, il Presidente della Repubblica conferisce l’incarico di formare il governo al presidente del Consiglio eletto e, su proposta di quest’ultimo, nomina e revoca i ministri. "Bavaglio al Parlamento", "Bavaglio alla democrazia" e anche "E' subito Pera". E' quanto si leggeva nei cartelli mostrati nell'Aula del Senato dal Pd e da altri esponenti di M5S e di Avs, prima del voto sull'esame dell'art.5 del ddl Casellati sul premierato. Una protesta che ha visto poi uscire dall'Aula tutte le opposizioni, a parte i calendiani, dopo la sospensione dell'Aula. “Fermatevi sull’articolo 5. Prima delle europee speravamo che fosse colpa della campagna elettorale, e poi c’erano esponenti di maggioranza che provavano a interloquire. Oggi la maggioranza è in silenzio assordante. E’ l’obbedienza di una maggioranza che fa le prove generali dell’umiliazione del Parlamento. Non abbiamo più tempo e prendiamo atto che la nostra richiesta di averne di più non è stata accolta. Non è possibile non aver più tempo a disposizione per discutere dell’articolo che riguarda la elezione diretta del presidente del consiglio. Per questo chiediamo di sospendere la seduta e di convocare subito. subito la capigruppo”, aveva detto il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia in aula a Palazzo Madama. Si terranno martedì 18, alle 15 le dichiarazioni di voto finali in Senato sul ddl Casellati. Nella stessa giornata il voto dell'Aula sul provvedimento poi atteso alla Camera. La formalizzazione della data del 18 è stata condivisa nella capigruppo che, a maggioranza, ha stabilito pure che nel pomeriggio di oggi continuerà a trattare i restanti articoli del ddl Casellati. Stabilito inoltre che le opposizioni, che hanno terminato il tempo a disposizione in Aula, avranno altre due ore aggiuntive. —[email protected] (Web Info)
Levialdi Ghiron (Tor Vergata): “Medici non sono meri erogatori di prestazioni”
(Adnkronos) – “La responsabilità derivante dall’esercizio delle professioni sanitarie, rappresenta un tema che negli ultimi decenni ha acquisito sempre maggiore visibilità e risonanza, tra gli addetti ai lavori e presso l’opinione pubblica. Ad un medico si richiedono molte capacità, conoscenze teoriche, abilità tecniche, ma anche attitudini umane e comunicative. Il medico, i professionisti sanitari in generale non possono essere considerati solo dei meri erogatori di una prestazione, quello sanitario non è solo un servizio da fornire senza ritardi e senza errori, come in alcuni frangenti è stato considerato. Chiaramente, proprio la complessità della professione medica rende difficile creare una normativa di riferimento che possa alla stessa maniera garantire la salute dei cittadini e, contestualmente, tutelare la dignità delle professioni sanitarie”. Lo ha detto Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università degli Studi di Roma Tor Vergata intervenendo al convegno ‘La colpa medica, le linee guida e il ruolo delle società scientifiche’ promosso a Roma dal Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC) con il patrocinio dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. “La pandemia correlata al Covid-19 ci ha offerto una lezione importante mostrandoci i limiti dell’attuale sistema, il cui punto cardine è la legge 24/2017 (Sicurezza delle cure in sanità, ndr ) – ha sottolineato Ghiron – Infatti per quel periodo di emergenza sanitaria è stato necessario introdurre soluzioni normative temporanee a significare che la legislazione vigente non era sufficiente ad inquadrare e dare risposta a tutte le situazioni che si verificavano nel quotidiano. La legge24/2017 ha modificato in maniera sostanziale il sistema della responsabilità professionale, sottolineando la necessità di porre il paziente al centro di un sistema di cure efficaci ma anche e soprattutto sicure, ma nella sua attuazione ci si è resi conto che necessita di modifiche per raggiungere tutti gli obietti che il legislatore si era prefissato con l’emanazione della stessa, bilanciando l’esigenza di salvaguardia degli operatori sanitari, la loro professionalità e la serenità necessarie nel prendere le decisioni migliori per il paziente. Serenità che viene spesso meno per le molteplici cause penali, il più delle volte infondate, a cui sono chiamati a rispondere i medici”. Il problema maggiore, secondo Ghiron “non sono le sentenze, che li vedono in più del 90% dei casi assolti, ma il disagio, l’angoscia e le spese che un medico si trova ad affrontare ogni volta che, magari per un atto dovuto, viene coinvolto in un’inchiesta penale per aver assistito un paziente o per aver cercato di salvargli la vita. Come sappiamo nelle more della revisione della normativa sulla responsabilità medica, che è ormai unanimemente ritenuta necessaria, è stato previsto nel decreto Milleproroghe “lo scudo penale” per gli operatori sanitari fino al 31 dicembre 2024, che prevede la punibilità solo nei casi di dolo o colpa grave, riproponendo in sostanza la stessa misura adottata nel periodo dell’emergenza sanitaria” dovuta al Covid-19. “Tra i vari obiettivi della legge 24/2017 vi era quello di definire in maniera chiara e possibilmente definitiva i vari aspetti della responsabilità civile e penale e le modalità con cui le strutture e i professionisti sanitari potevano essere chiamati in causa. Tali obiettivi sono stati solo in parte raggiunti” ha ricordato il Rettore che ha poi concluso: “Le difficoltà interpretative hanno evidenziato in maniera chiara l’importanza di delineare una normativa che sia non solo efficace ma anche di agevole e possibilmente univoca interpretazione da parte di chi si trova a vario titolo coinvolto in tali fattispecie. Il sistema della responsabilità medica previsto nella legge 24/2017 deve essere ripensato e sicuramente lo sarà anche alla luce dei lavori della Commissione ad hoc istituita presso il Ministero di Giustizia”. —[email protected] (Web Info)
Schillaci: “Proroga scudo penale garantisce ambiente sereno a nostri medici”
(Adnkronos) – “La responsabilità professionale in ambito sanitario è un tema complesso che ha trovato da subito l’attenzione del Governo. Garantire un ambiente di lavoro sereno ai nostri medici significa assicurare alle persone i migliori livelli di cura e assistenza. La proroga dello scudo penale per tutto il 2024 è una chiara testimonianza dell'impegno su questo fronte così come il lavoro in corso per ridurre la medicina difensiva e definire un quadro normativo che tuteli i professionisti della salute senza compromettere i diritti dei cittadini. In questo contesto, è senza dubbio rilevante il contributo che le società scientifiche possono dare in supporto e di stimolo alle istituzioni”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un messaggio inviato al convegno del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), dal titolo ‘La colpa medica, le linee guida e il ruolo delle società scientifiche’ in corso a Roma (Palazzo Teodoli), promosso dal Collegio Italiano dei Chirurghi con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata. —[email protected] (Web Info)
Automobilismo: 1000 Miglia, gli equipaggi in rotta verso Genova
(Adnkronos) – Il convoglio dell’edizione 2024 della 1000 Miglia, preceduto dalle Ferrari del Tribute 1000 Miglia e dalla 1000 Miglia Green, è ripartito da Torino in direzione Sud sotto un cielo coperto, ma non minaccioso, che ben presto ha lasciato spazio a un po’ di sole. Dopo aver scaldato i motori per un’ottantina di chilometri sulle colline delle langhe piemontesi, i cronometri sono scattati a Momburazzo per un blocco di 10 prove concatenate. La classifica aggiornata dopo le prove vede ancora Vesco e Salvinelli al primo posto seguiti da Fontanella e Covelli. Terzi Tonconogy-Ruffini. Effettuato il Controllo Orario di riordino nei pressi dell’ex Caserma Militare Battisti di Acqui Terme, gli equipaggi sono stati accolti all’interno del centro cittadino per un timbro nella piazza de La Bollente, rinomata fontana di acqua salso-bromo-iodica, nota per le sue proprietà curative. Dopo la Prova di Media di Ponzone e le Prove Cronometrate di Urbe Vara, le vetture si affacceranno sul panorama del Passo Faiallo. Su questo valico dell’Appennino Ligure, la cui vicinanza dello spartiacque al mare ne fa una zona soggetta a singolari fenomeni metereologici, sono previsti un altro timbro e una Prova di Media. Una volta conclusi i tornanti montani, gli equipaggi raggiungeranno la costa, affiancando il mar Ligure sino all’arrivo al Porto Antico di Genova, dove avrà luogo il pranzo in gara della seconda giornata di gara. Il capoluogo ligure accoglierà i concorrenti negli ex magazzini del cotone che si affacciano sul golfo, con un incredibile scorcio sulla città dal Belvedere dei Dogi. —[email protected] (Web Info)
Euro 2024, El Shaarawy azzurro più seguito su Instagram. Ma Cr7 è irraggiungibile
(Adnkronos) – Tra qualche giorno gli occhi di tutta l’Europa saranno puntati sul campionato Euro 2024, la 17a edizione del più prestigioso torneo continentale. Ma, oltre alle prestazioni in campo, come se la cavano calciatori e squadre nazionali su Instagram? E quali sono i comportamenti preferiti dai tifosi che invaderanno la Germania quest’estate? Una interessante ricerca realizzata dalla piattaforma Preply fa luce su questi aspetti, per scoprire quindi popolarità e usanze tra i tifosi. La prima parte dello studio si concentra sui 10 calciatori della nazionale Azzurra più popolari su Instagram. Partendo dal fondo, apre la classifica capitan Di Lorenzo con poco più di 800.000 followers; lo precede il blocco interista con numeri che vanno dagli 893.00 follower di Bastoni agli 1.4 milioni di Nicolò Barella, intervallato da uno juventino che è la vera sorpresa tra i giocatori convocati da Luciano Spalletti. Appena fuori dal podio il metronomo italo-brasiliano Jorginho, che si piazza dietro a Federico Chiesa e al primatista di presenze tra i convocati Gianluigi Donnarumma. La vera sorpresa riguarda però la prima posizione, dove svetta Stephan El Shaarawy con ben 6.2 milioni di followers: il Faraone, infatti, nonostante un profilo meno giovane e meno ‘social’ rispetto a tanti altri suoi colleghi, si posiziona davanti a tutti. Successivamente è stata stilata una classifica basata sul giocatore più seguito per ogni nazionale. Sono solo 5 i giocatori che si fermano sotto il milione di followers, tra i quali figurano il roccioso Skriniar e il bomber ceco Schick; chiude la classifica il figlio d’arte Hagi con 370.000 followers. Risalendo la classifica, la top 10 si apre con giocatori del calibro di Ter Stegen, Depay e Morata, capaci di raccogliere più di 15 milioni di followers. Avvicinandosi alla testa della classifica i numeri si alzano in maniera vertiginosa con il Golden Boy inglese Bellingham (31.7 milioni di followers) e Luka Modric (35.7 milioni di followers); questi numeri, tuttavia, sono nulla se confrontati con i primi due della lista, ovvero Kyilian Mbappé (114 milioni) e l’inarrivabile Cristiano Ronaldo. Il portoghese con i suoi 630 milioni di followers guarda tutti dall’alto di questa speciale classifica; ma non solo, infatti il suo è l’account più seguito al mondo se escludiamo l’account ufficiale di Instagram. L’effetto Cristiano Ronaldo si nota anche nella successiva parte della ricerca, che analizza la popolarità delle squadre partecipanti a Euro 2024. La nazionale portoghese infatti, pur avendo una tradizione calcistica e un palmares ridotti rispetto ad altre selezioni come Germania, Spagna e Olanda, è seguita da ben 17 milioni di account. Stesso discorso vale per la Polonia che, trainata dalla popolarità dal cannoniere di fama mondiale Robert Lewandowski, entra nella top 10 a discapito di squadre come Belgio, Croazia e Danimarca. Sul fondo della classifica, invece, sono solo tre le nazionali che non superano i 100.000 followers: Georgia, Slovacchia e Slovenia. La nazionale italiana non si piazza male, visto che entra di diritto tra le prime 5 nazionali più seguite, con ben 5,9 milioni di followers appassionati. Lo studio di Preply ha approfondito inoltre il ruolo del linguaggio calcistico all'interno della cultura di ogni paese. I tifosi, infatti, esprimono il loro amore per il gioco e per la propria squadra attraverso inni e cori unici. Dall'inglese "England till I die" (Inghilterra fino alla morte) al francese "Allez les bleus", passando per lo spagnolo "¡Vamos, España!" (Andiamo, Spagna!) e l'italiano "Forza Azzurri", ogni frase riflette il fervore e la lealtà dei sostenitori verso la propria nazionale. “Il linguaggio svolge un ruolo unico nell'esprimere la passione, specialmente nello sport, ispirando unità e cameratismo. È la forza che alimenta l'energia, il fervore e l'entusiasmo dei tifosi, unendoli nel loro sostegno e orgoglio condivisi”, commenta Sylvia Johnson, esperta linguistica di Preply. “Attraverso cori comuni, canzoni e frasi specifiche dei sostenitori, il linguaggio diventa un simbolo di identità e forza collettiva, potenziando l'intensità emotiva nel tifare per la propria nazione in eventi sportivi come il Campionato Europeo Uefa”, dice ancora la Johnson. Per condurre questo studio Preply ha analizzato il numero dei followers su Instagram dei giocatori della nazionale italiana, per determinare i più popolari. Successivamente ha selezionato il giocatore più seguito per ciascuna delle squadre partecipanti al campionato europeo 2024 e infine ha stilato una classifica delle nazionali in base al numero di followers. I dati sono infine stati raccolti in data 1 giugno 2024. —[email protected] (Web Info)
Europei Nuoto, Pozzobon argento e Gabbrielleschi bronzo nella 10 km donne
(Adnkronos) –
Doppietta azzurra nella 10 chilometri femminile agli Europei di nuoto in acque libere a Belgrado. Un argento e un bronzo, perché la medaglia d'oro sfugge allo sprint. Vince la tedesca Leonie Beck di stanza al Centro Federale Polo Acquatico Frecciarossa di Ostia, terza al Golfo Aranci e prima a Soma Bay, in 2h00'54"8; Barbara Pozzobon, terza in Coppa L a Piombino 2023 e vice campionessa d'Europa dei 25 chilometri a Roma 2022, è seconda con un decimo di ritardo (2 ore 00'54"9) e Giulia Gabbrielleschi, terza a Golfo Aranci 2023 e settima a Roma 2022, è terza in 2 ore 00'58"5. L'altra azzurra Veronica Santoni, è sedicesima con 2h01'58"8. Gara tattica e ritmi più bassi rispetto ai Mondiali, dove con australiane e statunitensi a fare selezione il ritmo si alza. La percezione della temperatura in acqua è di 27 gradi. Il tempo peggiora e l'arrivo, premiazioni comprese, è sotto la pioggia. —[email protected] (Web Info)
Bioplastiche compostabili, verso un marchio di riconoscibilità
(Adnkronos) – Un marchio di riconoscibilità (già finalizzato) per aiutare cittadini e operatori a riconoscere e riciclare correttamente gli imballaggi in bioplastica compostabile. Questo uno degli obiettivi per il prossimo futuro indicato dal presidente di Biorepack, Marco Versari, nel suo intervento al 1° Forum italiano delle bioplastiche compostabili, questa mattina a Roma. "Ecco cosa abbiamo in mente per il futuro: essere più presenti dove lo siamo meno e vogliamo aumentare il numero dei consorziati. Vogliamo adottare un marchio di riconoscibilità: abbiamo registrato un pittogramma e lo abbiamo condiviso con la catena del valore. Io conto che dal gennaio del prossimo anno questo pittogramma possa fare parte delle nostre attività di comunicazione. Vogliamo che non ci siano dubbi sulla riconoscibilità". E ancora: "Vogliamo contribuire alla riduzione della presenza di materiali non compostabili nella raccolta dell’umido per facilitare il riciclo dei materiali compostabili. Vogliamo supportare l’evoluzione della capacità di trattamento in termini qualitativi, favorendo studi e approfondimenti in modo che l’approccio ai materiali compostabili sia scientifico". Infine: "Vogliamo intensificare la lotta ai fenomeni illegali: un materiale che non è quello che dice di essere è un problema per la filiera industriale e per il cittadino". Non solo: questi materiali "disturbano la filiera di riciclo della materia organica che riporta fertilità nel terreno – conclude – Non ci possiamo permettere di perdere questa opportunità, se il suolo non è ricco di frazione organica è un suolo che non ci darà da mangiare". —[email protected] (Web Info)
Imprese, Santonato (EY Italia): “Risk management permette consapevolezza su IA”
(Adnkronos) – “L’intelligenza artificiale ci permette di prendere tutte le informazioni, che rappresentano la parte razionale, e di trasformarle in qualcosa che è estremamente contenutistico. L’Ai non tiene conto, però, delle emozioni che sono dentro questi contenuti. La parte di risk management ci permette di entrare dentro l’emozione all’interno del contenuto e di prendere piena consapevolezza di come l’intelligenza artificiale sta producendo quei risultati e sta utilizzando l’informazione”. E' la visione di Giuseppe Santonato, Partner EY Italia Technology Consulting, AI & Data, che ha curato la sessione 'L’intelligenza artificiale: automatizzare la gestione del rischio e gestire il rischio della tecnologia. Una dicotomia trasformativa', tenutosi nell’ambito della prima edizione italiana degli EY Risk Transformation Awards, il riconoscimento EY dedicato alle imprese che si sono distinte nella gestione del rischio legato alle incalzanti trasformazioni odierne negli ambiti corporate compliance, sostenibilità e digital transformation. Gli EY risk transformation awards si sono svolti presso Allianz MiCo di Milano, in occasione del Global Risk Forum. “L’intelligenza artificiale ha spiegato – non è solo IT, è infatti pervasiva su tutta l’azienda e, perchè ciò avvenga, bisogna avere un approccio orientato alla gestione del comportamento umano. Il risk management opera in questa modalità per l’intelligenza artificiale e sarà l’acceleratore che permetterà di rendere l’intelligenza artificiale e tutte le sue applicazioni sempre più diffuse all’interno di qualsiasi organizzazione, dalla nostra scuola alla nostra università. Gli enti regolatori avranno gli elementi per valutare e misurare come l’intelligenza artificiale opera ma soprattutto per rendere tutte le persone sicure e consapevoli di quello che produce l’intelligenza artificiale”. —[email protected] (Web Info)
Nausea e vomito per il 66% delle donne in gravidanza, studio italiano indaga l’impatto
(Adnkronos) – La nausea e il vomito colpiscono in totale il 66% delle donne durante la gravidanza in Italia, un dato che evidenzia la rilevanza numerica di questo disturbo; solo il 25% delle donne con nausea e vomito ha ricevuto un trattamento per contrastare i sintomi. Sono i dati che emergono dallo studio PURITY che rappresenta, a oggi, il primo e unico studio multicentrico che ha indagato in modo approfondito la prevalenza della nausea e del vomito in gravidanza (NVP) nelle donne italiane e il suo impatto sulla qualità di vita, sull’attività lavorativa e sulla vita personale, in un campione ampio e rappresentativo delle gestanti italiane. Questi disturbi – riporta una nota – sono sempre stati vissuti, nell’immaginario collettivo, come tipici delle prime fasi della gravidanza e in quanto tali, destinati a scomparire con l'evolvere dell’epoca gestazionale. Gli studi più recenti su questa tematica hanno invece dimostrato che non è così. "Nella maggior parte dei casi la NVP si manifesta in maniera moderata, anche se la durata dei sintomi può superare il primo trimestre di gravidanza. Sebbene il disturbo più frequente sia la nausea, vi è un'alta percentuale, circa il 37% dei casi, in cui alla nausea si associa anche il vomito – commenta Romolo Di Iorio, professore associato di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Roma Sapienza – In una casistica più rara, circa il 4%, ritroviamo inoltre donne in stato interessante in cui la NVP può peggiorare e diventare iperemesi gravidica, una condizione patologica che può portare anche al ricovero e che nei casi più gravi comporta rischi significativi sia per la donna che per il bambino". Nel nostro Paese la NVP è stata spesso sottovalutata e sottotrattata – si legge – PURITY è nato proprio per colmare tale vuoto conoscitivo ed ha coinvolto un campione omogeneo di 528 pazienti gravide afferenti a tre strutture ospedaliere italiane: l’Ospedale dei Bambini ‘Vittore Buzzi’ di Milano, il Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti e l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli. Alle donne intervistate è stato somministrato un questionario in due fasi: nella prima, tra la diciottesima e la ventiduesima settimana di gravidanza, si valutava la prevalenza e la gravità della NVP, l’insorgenza e la durata dei sintomi, il loro trattamento e l’impatto sulla qualità della vita; la seconda fase, entro 14 giorni dopo il parto, ha esaminato invece la correlazione tra i sintomi della NVP in gravidanza e gli esiti neonatali, nonché lo stato di salute post-parto delle donne. "Ci siamo posti come obiettivo non solo quello di esaminare la gravità del disturbo e le possibili terapie, ma anche gli aspetti legati alla qualità di vita della gestante. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo inserito domande specifiche che hanno evidenziato come le donne richiedano una maggiore attenzione al problema, che in quanto tale deve essere riconosciuto e curato – spiega Irene Cetin, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell'Università degli Studi di Milano e Direttore dell’Ostetricia del Policlinico di Milano – In questo senso il professionista sanitario svolge un ruolo fondamentale per dare sollievo e fornire un aiuto concreto alla donna. È nostro compito, infatti, rendere consapevole la donna che è possibile vivere questa fase della vita in tutti i suoi aspetti senza sacrificare il rapporto di coppia, né dover rinunciare alla propria vita sociale o lavorativa. In situazioni difficili o invalidanti si può infatti ricorrere ad una terapia efficace e sicura che permetta di vivere a pieno i nove mesi della gravidanza, senza più limitazioni". Lo studio ha evidenziato che, in alcuni casi, la NVP può portare le donne a star male al punto da obbligarle a smettere di lavorare o, in casi estremi, a pensare di interrompere la gravidanza; questo porta il fenomeno a essere considerato di grande impatto anche nell’opinione pubblica, che invece lo ha sempre sottovalutato e associato a una condizione quasi normale della gravidanza. Inoltre, sulla base di una scala, utilizzata a livello internazionale, che ha valutato la gravità del disturbo (PUQE – Pregnancy-Unique Quantification of Emesis and Nausea), è emerso che 348 donne su 528 hanno sofferto di nausea e vomito in gravidanza nelle prime 22 settimane. Nello specifico, i sintomi si sono presentati in forma lieve in 118 donne, pari al 34% dei casi, moderata in 217 donne (62%) e grave in 13 pari al 4%. L’indagine evidenzia che solo il 25% delle donne coinvolte ha ricevuto un trattamento (farmacologico o non farmacologico) per contrastare i sintomi. Tra queste, la maggior parte delle intervistate, pari al 67,7%, ha dichiarato di aver utilizzato l’associazione di Doxilamina 10 mg e Piridossina 10 mg. "Oltre a questi dati, uno dei risultati più importanti e statisticamente significativi raccolti nella seconda fase dello studio è stato quello riferito al tempo gestazionale: infatti le donne che presentano nausea e vomito in gravidanza – conclude Cetin – hanno avuto in media un tempo gestazionale più corto; quindi, hanno avuto un parto pretermine, in quanto non sono arrivate alla quarantesima settimana". Sposando lo stesso razionale dello Studio PURITY, la SIGO, Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, ha avviato uno studio prospettico osservazionale multicentrico denominato “PURITY Extended”, con l’obiettivo di determinare la dimensione della NVP su un campione più ampio e la sua evoluzione nel corso dei tre trimestri della gravidanza. Questo studio ha visto il coinvolgimento di 1.300 gestanti afferenti a 100 strutture ospedaliere italiane dislocate su tutto il territorio nazionale. In questa nuova indagine sono state valutate in particolare l’incidenza e l’evoluzione della NVP durante il primo, il secondo e il terzo trimestre della gravidanza su un campione molto ampio, prendendo in considerazione anche le differenze geografiche e socioeconomiche e l’atteggiamento comunemente assunto dai ginecologi nella gestione di tale disturbo, oltre alle possibili conseguenze della NVP sulla gravidanza (es. diabete gestazionale, ipertensione/preeclampsia) e sul bambino (es. iposviluppo fetale, modalità del parto e peso alla nascita). “La SIGO ha ritenuto necessario colmare un vuoto esistente nella letteratura scientifica italiana avviando lo studio PURITY Extended” – commenta Nicola Colacurci, già professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e Past President di Sigo – Attualmente, infatti, l’impatto di nausea e vomito in gravidanza risulta essere ancora sottostimato, sia perché le donne potrebbero evidenziare la presenza di tale problematica solo quando i disturbi impattano negativamente sulla qualità della loro vita, sia per la modalità di ricerca dei disturbi da parte dei ginecologi. Ad oggi abbiamo intervistato oltre 500 donne gravide e prevediamo di avere i primi dati dello studio nel mese di ottobre”. A tale proposito, Mario Mangrella, direttore Medico Scientifico e degli Affari Regolatori di Italfarmaco, afferma che l’azienda “ha una missione chiara: migliorare la vita dei pazienti e il loro benessere attraverso prodotti innovativi e ricerche scientifiche di grande valore qualitativo che generano nuove e moderne evidenze. Il nostro impegno si manifesta concretamente nell'area terapeutica ginecologica – sottolinea – dove l'azienda si dedica allo sviluppo di soluzioni innovative e complete, mirate a migliorare la salute e il benessere delle donne in tutte le fasi della loro vita. Italfarmaco rappresenta oggi una delle principali realtà italiane focalizzate in questa importante area terapeutica. Lo Studio PURITY – aggiunge Mangrella – promosso da Italfarmaco, è il primo e unico studio clinico in Italia nel suo genere, costituisce un esempio significativo di questo impegno: siamo orgogliosi di averlo promosso e di aver così contribuito a generare nuove e solide evidenze scientifiche. Sostenere le donne durante la gravidanza è essenziale, poiché questo periodo cruciale può influenzare profondamente la vita familiare, sociale e professionale. Per questo” l’azienda “ritiene fondamentale il ruolo dell'alimentazione materna nei diversi momenti della vita della donna e negli stadi della gravidanza e del puerperio, poiché essa è decisiva per la crescita e lo sviluppo fetale e può influire sul futuro stato di salute del bambino. La nausea e il vomito in gravidanza (NVP) possono compromettere gravemente l’alimentazione materna e l’introito di componenti, quali vitamine e oligoelementi, essenziali per il corretto progresso della gestazione e per la salute e la crescita del bambino. Anche per questo – conclude – è particolarmente importante identificare precocemente la NVP e saperla gestire con i trattamenti appropriati. Siamo perciò particolarmente orgogliosi di aver introdotto in Italia l’associazione precostituita di Doxilamina 10 mg e Piridossina 10 mg, il primo trattamento farmacologico specificamente sviluppato e autorizzato per curare la nausea e il vomito in gravidanza”. —[email protected] (Web Info)








