(Adnkronos) – Jannik Sinner che, al di là della sconfitta in semifinale al Roland Garros, diventa il primo tennista italiano numero 1 del ranking mondiale, e Jasmine Paolini che, vivendo la sua favola personale, fa ingresso in top 10. Sono tempi d'oro per gli azzurri del tennis e "le loro gesta accendono anche la passione di giovani sportivi in erba". Lo si era già visto con i Mondiali e altre importanti competizioni. "Come sempre avviene quando ci sono grandi successi di atleti tricolore, anche stavolta è atteso un incremento del numero di bambini, ma soprattutto adolescenti, che iniziano a praticare questo sport" oggi sotto i riflettori come non mai. "Il consiglio di pediatra? E' bene lasciare liberi i figli di praticare l'attività che preferiscono, consapevoli che uno dei motori principali delle scelte sono i modelli, quelli offerti dall'attualità del momento, e poi i coetanei, gli amici che praticano uno sport in particolare". E' l'analisi del pediatra Italo Farnetani, che si dice pronto ad assistere "in questo particolare momento a un prevedibile aumento di richieste per il tennis". Regola numero 1, ribadisce all'Adnkronos Salute: che i ragazzi scelgano da soli. Il tennis in sé "presenta vantaggi – illustra – Innanzitutto conferisce agilità ed elasticità all'organismo perché impegna quasi tutti i muscoli ma nello stesso tempo stimola i riflessi e la resistenza". E poi è uno sport, aggiunge, "che fa consumare anche molte calorie, da 7 a 11 ogni minuto di attività. Per fare un confronto, si valuti che con il calcio se ne consumano da 6 a 12 e col ciclismo da 3,5 a 10, con la corsa 10 e con il nuoto da 5 a 10. Pertanto è un'attività che può essere anche una valida forma per combattere sovrappeso e obesità". Sul trend al rialzo oggi "non ci sono dati – precisa il medico – ma varie ricerche sul campo hanno dimostrato in passato che esiste l''effetto Mondiali' o l''effetto Europei' nel calcio. E ugualmente è stato osservato con il nuoto, in corrispondenza delle vittorie degli azzurri". Farnetani è pronto a scommettere che succederà "anche dopo le Olimpiadi di Parigi, se verrà fuori qualche grande performance o exploit dei nostri in una particolare disciplina. E' un fenomeno consolidato". Ed è, conclude il pediatra, "un fatto positivo, perché è una promozione dell'attività motoria e sportiva. Lo slancio positivo di bambini e adolescenti va colto. E invito pertanto primo luogo le istituzioni, le amministrazioni locali e le società sportive a promuovere e proporre corsi di tennis (sempre con personale qualificato e professionale)". —[email protected] (Web Info)
Non solo il cuore, le emozioni fanno ‘battere’ anche lo stomaco
(Adnkronos) –
Le forti emozioni fanno battere il cuore, e questo è risaputo, ma influiscono anche su altri organi. L'espressione 'avere le farfalle nello stomaco' indica appunto questo coinvolgimento che va oltre il cuore. Ora una nuova ricerca in uscita su 'eLife', coordinata dall'Università Sapienza in collaborazione con Iit-Istituto italiano di tecnologia e Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, sostenuta dal finanziamento europeo Erc-Advanced Grant eHonesty, si è concentrata sull'apparato digerente e in particolare sullo stomaco. Attraverso l'uso di pillole ingeribili dotate di sensori è stato rilevato che il Ph dello stomaco è fortemente legato alla percezione dei vari tipi di emozioni, aprendo la strada a future ricerche sul tema. "A ognuno dei 31 partecipanti, tutti uomini tra i 20 e i 30 anni (per ridurre la variabilità del campione), è stata fatta ingerire una capsula di dimensioni millimetriche dotata di sensori in grado di misurare Ph, temperatura e pressione all'interno degli organi digerenti – si legge nella nota della Sapienza – L'utilizzo di questo tipo di tecnologia, sviluppata per la medicina gastrointestinale, è un'assoluta novità negli studi di tipo psicologico e si dimostra promettente per le future ricerche in tale ambito. Contemporaneamente i partecipanti sono stati monitorati anche all'esterno, attraverso la misurazione delle pulsazioni cardiache, dell'attività elettrica (e dunque nervosa) dello stomaco e osservando i battiti delle ciglia. Successivamente sono stati mostrati loro cinque tipi di video in grado di scatenare emozioni diverse: paura, disgusto, felicità, tristezza e uno stato neutrale non specifico". Da un questionario compilato dai volontari è emerso che "gli effetti prodotti non si concentrano solo nel cuore o nei polmoni, ma coinvolgono, già a un livello percepibile, direttamente lo stomaco, soprattutto nei casi di disgusto e paura". Utilizzando i sensori delle pillole, è stato possibile acquisire in tempo reale i dati del Ph. Ciò che i ricercatori hanno notato è che "ai partecipanti con un Ph più basso (e quindi lo stomaco più acido) si associavano valori più alti di disgusto e paura, mentre a quelli con un Ph più alto valori più alti di felicità. Questo succedeva soprattutto quando osservavano video disgustosi. Tuttavia, è stato anche apprezzato come lo stomaco dei volontari fosse in generale più acido quando osservavano filmati disgustosi rispetto a quelli paurosi, felici e neutri, e meno acido quando osservavano filmati felici". "Riguardo ai segnali elettrici dello stomaco rilevabili esternamente, non è stata individuata nessuna correlazione con l'emozione provata, a parte un incremento nella velocità del ciclo gastrico quando i partecipanti osservavano video felici. Neanche la temperatura e la pressione misurate dalle pillole hanno fornito particolari indicazioni, ma sono state utili per chiarire la posizione del dispositivo all'interno dell'apparato digerente", precisano i ricercatori. "L'analisi del battito cardiaco – riferiscono – ha mostrato invece una grande influenza delle sensazioni prodotte dai video e lo stesso vale per i battiti di ciglia, che diminuiscono per gli scenari sia positivi che negativi rispetto a quelli neutri, con l'eccezione dei filmati tristi. Questo rivela il legame dell'atto di sbattere le ciglia con l'attenzione, la necessità di rimanere vigili e l'acquisizione di informazioni". Questa ricerca, rilevando la "complessa rete di relazioni tra le funzioni gastriche e le emozioni", secondo gli autori "apre la strada a future indagini e approfondimenti sia su pazienti affetti da patologie gastrointestinali che hanno un'alterata fisiologia gastrica, sia su quelli affetti da disturbi depressivi e dello spettro autistico che mostrano invece alterazioni nella sfera emozionale. Anche l'innovativa tecnologia utilizzata, che impiega sensori inseriti in pillole ingeribili, può essere applicata in nuove ricerche sul rapporto tra gli organi interni e i vari stati d'animo", concludono i ricercatori. —[email protected] (Web Info)
Tumori, lo screening del cancro al polmone funziona e allunga la vita
(Adnkronos) – Lo screening del cancro al polmone allunga la vita. Adesso c'è la prova, la dimostrazione nel mondo reale del fatto che sottoporre a controlli annuali le persone a rischio permette davvero di diagnosticare prima questo tumore big killer, con più speranze di curarlo. A promuovere un approccio di prevenzione secondaria che il nostro Paese intende adottare su scala nazionale ("Spero che l'Italia diventi la prima nazione Ue ad avere uno screening per il cancro del polmone", ha affermato il ministro della Salute Orazio Schillaci nel marzo scorso, ospite a Roma dell'evento Adnkronos Q&A 'Salute e sanità, una sfida condivisa') è uno studio condotto sui veterani Usa e pubblicato su 'Cancer', rivista dell'American Cancer Society. Il carcinoma polmonare, ricordano gli autori, è la principale causa di morte per cancro nel mondo e nella maggior parte dei casi viene scoperto quando ormai è in stadio avanzato. Ci sono raccomandazioni secondo cui gli adulti di età compresa tra 50 e 80 anni, che fumano almeno 20 pacchetti all'anno o che hanno smesso di farlo entro i 15 anni precedenti, dovrebbero sottoporsi ogni anno a esami imaging per la diagnosi precoce di tumore al pomone. Diversi trial clinici hanno confermato l'utilità di questo tipo di screening, ma i dati di real-life sono limitati. Da qui l'idea di valutare l'impatto effettivo del programma tra i pazienti seguiti dalla Veterans Health Administration, il sistema di assistenza sanitaria attivo negli States rivolto ai veterani, che avevano ricevuto una diagnosi di cancro ai polmoni nel periodo 2011-2018. Su un totale di 57.919 assistiti colpiti dal tumore, 2.167 (3,9%) erano stati sottoposti a screening prima della diagnosi. Ebbene, fra questi ultimi sono stati osservati tassi più alti di diagnosi precoce (52% di casi in stadio I, rispetto al 27% tra il gruppo non screenato), nonché tassi più bassi di morte per qualsiasi causa (49,8% contro 72,1%) e di morte per cancro (41% contro 70,3%) in 5 anni. "E' incredibile essere testimoni di come gli sforzi nazionali volti ad aumentare gli screening nell'ambito del Programma di oncologia di precisione per il polmone possano portare a miglioramenti sostanziali negli esiti della malattia", commenta per gli autori Michael Green dell'università del Michigan e del Veterans Affairs Ann Arbor Healthcare System. —[email protected] (Web Info)
L’ora giusta per lo sport è di sera, migliora la glicemia
(Adnkronos) –
Meglio al mattino presto o quando cala il sole? E' il dilemma dello sportivo: l'orario ideale in cui ritagliarsi il tempo per l'attività fisica in modo da essere performanti e trarre il massimo dei benefici. Un aiuto per questa scelta arriva dalla scienza. Una nuova ricerca, infatti, offre una valida ragione per optare per un allenamento serale: sembra che una moderata-vigorosa attività fisica in questa fascia oraria abbia un maggiore impatto sulla glicemia. Per gli adulti sedentari in sovrappeso e obesi è più vantaggiosa nel ridurre i livelli giornalieri di zucchero nel sangue. I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista 'Obesity', "evidenziano l'importanza del campo della prescrizione di esercizi di precisione – osserva Jonatan R. Ruiz, professore dell'Università di Granada ed esperto del centro Ciberobn (Center for Biomedical Research Network Pathophysiology of Obesity and Nutrition) in Spagna – Nella pratica clinica, il personale sportivo e medico dovrebbe considerare il momento ottimale della giornata per migliorare l'efficacia dei programmi di esercizi e di attività fisica che vengono prescritti". Gli esperti spiegano che è noto che l'attività fisica da moderata a intensa migliora l'omeostasi del glucosio, la capacità dell'organismo di regolarlo, negli adulti in sovrappeso e obesi che corrono un rischio maggiore di sviluppare resistenza all'insulina. Tuttavia, si sa poco riguardo al timing ottimale dell'attività fisica per migliorare il controllo quotidiano della glicemia. Ruiz è uno dei due autori corrispondenti dello studio, insieme ad Antonio Clavero-Jimeno dello stesso centro di ricerca. Per valutare l'impatto delle lancette dell'orologio, gli esperti hanno utilizzato i dati degli esami di base di uno studio multicentrico randomizzato e controllato condotto in Spagna a Granada e Pamplona. Scopo del lavoro era studiare la fattibilità di un'alimentazione soggetta a restrizione temporale e l'efficacia sul tessuto adiposo viscerale (esito primario), sulla composizione corporea e sui fattori di rischio cardiometabolico negli adulti con sovrappeso e obesità. In totale i partecipanti erano 186 adulti, età media 46 anni e indice di massa corporea 32,9. L'attività fisica e i modelli di glucosio dei partecipanti sono stati monitorati simultaneamente per un periodo di 14 giorni utilizzando un accelerometro triassiale indossato sul polso non dominante e un dispositivo di monitoraggio continuo del glucosio. I ricercatori hanno quindi classificato il volume di attività fisica da moderata a vigorosa accumulato ogni giorno. Le categorie erano 'inattivo' (se non era stata accumulata alcuna attività) e 'mattina', 'pomeriggio' o 'sera' se più del 50% dei minuti di attività fisica da moderata a intensa per quel giorno erano stati accumulati tra le 6 del mattino e mezzogiorno, tra mezzogiorno e le 18, o tra le 18 e mezzanotte. C'era infine la categoria 'mista' se nessuna delle finestre temporali definite rappresentava più del 50% dell'attività fisica moderata-intensa per quel giorno. I risultati hanno mostrato che accumulare più del 50% di attività fisica da moderata a vigorosa la sera era associato ad un abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue diurni, notturni e complessivi rispetto all'essere inattivi. Questa associazione era più forte nei partecipanti con alterata regolazione del glucosio. Il modello di queste associazioni era simile sia negli uomini che nelle donne. "Mentre il campo si sposta verso prescrizioni di esercizi individualizzati per diverse condizioni croniche, questo studio fornisce ora ulteriori elementi per andare oltre il dire semplicemente ai pazienti di 'muoversi di più'", afferma Renee J. Rogers, scienziata senior, University of Kansas Medical Center. Quello che invece si potrebbe dire è dunque "di muoversi il più spesso possibile e dare priorità al movimento dal pomeriggio alla sera, quando fattibile, per la regolazione del glucosio". —[email protected] (Web Info)
Tumore al polmone, de Marinis (Aiot): “Anti-Alk in adiuvante migliora sopravvivenza”
(Adnkronos) – “Questa terapia è in grado, in pazienti operati, di ritardare la progressione della malattia, quindi aumentale la loro sopravvivenza. Stiamo parlando di soggetti giovani: trentenni, quarantenni, cinquantenni non fumatori, di donne, mariti, con famiglie, con figli. L’assunzione per 2 anni di una terapia mirata, orale quotidiana, dopo la chirurgia, migliora la quantità, ma anche la qualità di vita complessiva di questi pazienti e delle loro famiglie”. Così Filippo de Marinis, direttore della Divisione di Oncologia toracica dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e presidente Aiot (Associazione italiana oncologia toracica), all’Adnkronos, commenta il via libera della Commissione europea all’ampliamento dell’indicazione di alectinib come prima e unica terapia a bersaglio molecolare in adiuvante, dopo l’intervento chirurgico, nel tumore al polmone non a piccole cellule (Nsclc) Alk-positivo in stadio iniziale. Il farmaco è infatti già approvato per la forma metastatica. Lo studio Alina, che ha portato a questa approvazione in Europa, “è decisamente importante – spiega de Marinis – Pubblicato nell'aprile di quest'anno sul New England Journal of Medicine, una prestigiosa rivista scientifica”, risponde al problema dei “pazienti che abbiano un adenocarcinoma allo stadio precoce” e dimostra che “la malattia recidiva più tardi”, rispetto a chi “riceve la chemioterapia”, allungando così la speranza di vita. Si tratta di “un trattamento specifico che inibisce l'alterazione del gene Alk, che viene individuata prima o dopo l'intervento. In questa tipologia di tumori, la presenza dell'alterazione genica costituisce un fattore prognosticamente negativo per la sopravvivenza del paziente, a meno che, non si possa revertare”, cioè trasformare “questo dato negativo in una situazione predittivamente positiva attraverso l'utilizzo di farmaci selettivi costruiti contro” un target specifico, il gene alterato Alk, “per bloccare i meccanismi di avanzamento del tumore”. Nel dettaglio “rispetto alla chemioterapia standard che segue l'intervento chirurgico per quattro cicli, cioè per 2 mesi – sottolinea il presidente della Aiot – i 2 anni di trattamento in compresse, a domicilio, con alectinib, che inibisce il riarrangiamento del gene Alk, si ottengono risultati decisamente importanti, con un abbassamento del rischio di recidiva di malattia di oltre il 74%”, con anche un miglioramento della qualità della vita. “A oggi – continua l’oncologo – abbiamo il dato che riguarda la cosiddetta progression free survival, cioè la sopravvivenza libera da progressione (Pfs), cioè il tempo da quando inizia il trattamento fino a quando c’è la recidiva”. Si tratta di un “vantaggio incommensurabile: questo dato si tradurrà sicuramente in un aumento della sopravvivenza globale”, dato che però non è ancora disponibile. “Questa terapia biologica inibitoria selettiva – aggiunge de Marinis – non ha la stessa portata negativa della chemioterapia. Lo vediamo da una decina di anni, da quando sono arrivate le terapie mirate”. Rispetto alla chemioterapia che colpisce più cellule, la terapia a target molecolare, inibendo un gene malfunzionante perché riarrangiato, “è come se si andasse a bloccare un meccanismo della singola cellula tumorale che è sostenuta da quel gene – precisa – Abbiamo quindi un approccio completamente diverso, con aspetti di tollerabilità completamente diversi e tutti a vantaggio della terapia biologica inibitoria. Per questo non si migliora solo la quantità di vita, ma anche la qualità, tenendo conto che stiamo parlando di soggetti giovani e, per o più, non fumatori”. Nella ricerca e sviluppo di alectinib “si è partiti dalla malattia metastatica: nel momento in cui facciamo una diagnosi di malattia diffusa sostenuta dal gene Alk, alectinib è lo standard di cura”. Si è quindi testato in fasi più precoci di patologia, “nei pazienti che andavano dal chirurgo – ribadisce l’oncologo – per farsi togliere l’adenocarcinoma che, nel tempo, in alcuni casi, però si ripresentava, dove non doveva ritornare, a causa delle logiche legate essenzialmente al tumore”, cioè alla presenza del gene Alk alterato. “L'individuazione quindi del gene attraverso un test genico che si fa sul tumore, prima o dopo l'intervento, permette di individuare quei pazienti che possono giovarsi di un trattamento di 2 anni di pillole da prendere quotidianamente a casa, per ritardare il ripresentarsi della patologia” e avere una sopravvivenza migliore e più lunga, “che è ancora in fase di valutazione”. Un altro fattore a favore di questo approccio terapeutico è che “rispetto ad altri test genetici, quello che deve individuare il riarrangiamento del gene Alk – chiarisce de Marinis – è individuabile attraverso tre diversi test. Per quello che riguarda la possibilità di utilizzo del farmaco è sufficiente la valutazione immunoistochimica” che si effettua “nell'ambito del test diagnostico dell'adenocarcinoma: la positività permette di individuare il riarrangiamento del gene Alk, non c'è la necessità di andare su diagnosi più complesse”. In ogni caso è fondamentale “la collaborazione tra le diverse figure professionali impegnate nell'ambito del trattamento del tumore polmonare – conclude l’oncologo – affinché il paziente possa entrare in un percorso di speranza che gli permetta di vivere la sua quotidianità con un percorso personalizzato che lo coinvolga e lo renda protagonista di questo percorso di vita”. —[email protected] (Web Info)
Super gonorrea resistente agli antibiotici, è allarme in Europa
(Adnkronos) – In Europa è allarme 'super gonorrea'. Nel Vecchio continente aumentano con un "trend preoccupante" i casi di malattia, un'infezione a trasmissione sessuale, resistenti agli antibiotici usati per curarla. E' quanto emerge da un rapporto dell'Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che in base agli ultimi dati del Programma europeo di sorveglianza antimicrobica gonococcica (Euro-Gasp) sottolinea "la necessità fondamentale di un monitoraggio continuo per aggiornare le linee guida sul trattamento e le misure di controllo, e garantire un uso prudente dei farmaci" in un contesto con cifre da record. "Nel 2022 – informa l'Ecdc – sono stati segnalati 70.881 casi confermati di gonorrea in 28 Paesi di Unione europea e Spazio economico europeo, con un incremento del 48% rispetto al 2021. Nel 2022, in Ue/See, il tasso di notifica per la gonorrea è il più alto registrato da quando nel 2009 è iniziata la sorveglianza europea sulle infezioni sessualmente trasmissibili", evidenziano gli esperti. Allarmati per i numeri della patologia, ma anche per la sua crescente 'invulnerabilità' alle cure. Su un totale di 4.396 campioni prelevati da pazienti con diagnosi di gonorrea, analizzati nel 2022 da 23 Paesi nell'ambito del programma di sorveglianza, spiccano "2 isolati di Neisseria gonorrhoeae resistenti al ceftriaxone, l'antibiotico raccomandato per il trattamento della gonorrea. Questi ceppi batterici – avverte l'Ecdc – hanno mostrato anche un'ampia resistenza ai farmaci (Xdr) e una resistenza multifarmaco (Mdr)", caratteristiche "che limitano ulteriormente le opzioni terapeutiche". Non solo: tra il 2021 e il 2022 "la percentuale di isolati resistenti all'azitromicina è aumentata significativamente dal 14,2% al 25,6%". Un dato ritenuto "particolarmente preoccupante", considerando che "l'azitromicina è spesso utilizzata con ceftriaxone per trattare la gonorrea". Nello stesso periodo "anche la resistenza alla ciprofloxacina è cresciuta, dal 62,8% al 65,9%". E "sebbene la resistenza a cefixime rimanga bassa (0,3%), il monitoraggio continuo è fondamentale – ammonisce l'agenzia – in particolare perché i ceppi gonococcici resistenti a cefixime e ceftriaxone si stanno diffondendo a livello internazionale". "Sebbene la maggior parte delle infezioni da gonorrea nell'Ue/See rimangano curabili con gli antibiotici attualmente raccomandati, le tendenze crescenti di antibiotico-resistenza sono preoccupanti e richiedono una maggiore vigilanza", scrive l'Ecdc. "L'aumento dei ceppi resistenti – spiegano gli esperti – può compromettere l'efficacia delle opzioni terapeutiche esistenti, ponendo una sfida significativa per la salute pubblica fino a quando non saranno disponibili nuovi farmaci". L'agenzia invita dunque a mettere in atto "una sorveglianza rafforzata, continua e allargata, di qualità garantita, sulla sensibilità antimicrobica, per rilevare tempestivamente i modelli di resistenza", e a "rivedere e aggiornare periodicamente le linee guida terapeutiche in base ai più recenti dati di sorveglianza sulla resistenza antimicrobica, così da assicurare la disponibilità dei trattamenti più efficaci". E' inoltre "fondamentale investire nello sviluppo di nuovi antibiotici e regimi terapeutici alternativi". Ma serve anche "rafforzare le iniziative di sanità pubblica volte a prevenire la diffusione della gonorrea, compreso un maggiore accesso ai servizi diagnostici", e "promuovere la cooperazione internazionale per contribuire al monitoraggio e al controllo della diffusione di ceppi resistenti" da un Paese all'altro. Gli esperti insistono sull'importanza della "prevenzione per frenare la diffusione della gonorrea e mitigare il rischio di resistenza antimicrobica": praticare sesso sicuro, sottoporsi a test per la diagnosi delle infezioni sessualmente trasmissibili, evitare il 'fai da te' nell'assunzione di antibiotici (non consumare farmaci non necessari e non interrompere quelli prescritti), ripetere i test per verificare il successo della cura. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Assogasliquidi, Matteo Cimenti eletto presidente
(Adnkronos) – L’Assemblea di Assogasliquidi-Federchimica riunita oggi ha eletto Matteo Cimenti presidente dell’associazione per il triennio di carica 2024-27. Lo rende noto Assogasliquidi-Federchimica. Cimenti, avvocato milanese di 54 anni, ricopre il ruolo di direttore affari legali in ButanGas dove lavora dal 2011. Già presidente del Gruppo merceologico GPL combustione, Cimenti ha maturato esperienze in aziende di vari settori, dedicandosi inoltre alle relazioni istituzionali e alla sicurezza del settore. Le assemblee dei Gruppi merceologici dell’associazione hanno contestualmente eletto i rispettivi presidenti: Marco Roggerone (Agn Energia) alla guida del Gruppo Gpl combustione, Dario Stefano (Energas) per il gruppo Gpl autotrazione e, infine, Costantino Amadei (Società Italiana Gas Liquidi – Vulcangas) per il Gruppo merceologico Gnl. Assogasliquidi ringrazia il presidente uscente Andrea Arzà e i presidenti dei gruppi merceologici che insieme a lui hanno portato avanti con professionalità, competenza e spirito collaborativo le politiche e le attività dell’associazione. —[email protected] (Web Info)
Europee, Umberto Bossi rischia l’espulsione dalla Lega
(Adnkronos) –
Resta alta la tensione in Lega dopo il voto alle elezioni Europee, su cui ha pesato l'uscita del vecchio capo, Umberto Bossi, che a urne aperte avrebbe fatto sapere di aver messo la sua 'x' sul simbolo di Forza Italia. 2Ha messo in imbarazzo Salvini, ora per statuto dovrebbe essere automaticamente espulso e questo è un problema", ha affermato Roberto Castelli, ex leghista della prima ora all'AdnKronos. Se gli analisti di via Bellerio assicurano che la mossa del Senatur non ha modificato l'andamento dei consensi – alla fine chi doveva essere penalizzato dalle parole di Bossi al massimo poteva essere il generale Vannacci e così non è stato, visto che l'ex capo della Folgore vanta circa 500mila voti, è il ragionamento di alcuni leghisti in Parlamento – di certo resta una forte delusione, che per il leader Salvini è meglio chiamare rabbia. "Sia Zaia che Giorgetti hanno votato Lega – ha assicurato Salvini stamattina – con le preferenze che hanno voluto. Il problema è di chi non vota Lega, non di chi fa le sue scelte sulle preferenze", ha aggiunto un Salvini che sembra resistere al suo posto, nonostante il sorpasso di Forza Italia, che era uno dei paletti da non superare. "Il mezzo milione di voti per Vannacci arrivano in buona parte da Lombardia e Veneto e sono in buona parte elettori dalla Lega", ha aggiunto il Capitano. Ovvero: né Bossi, né altri hanno potuto contrastare la scelta di avere un outsider come Vannacci che nulla ha a che spartire con i territori ex padani. Di certo il gesto di Bossi non è stato d'istinto. Il Senatur infatti non ha 'ammesso' pubblicamente il suo 'tradimento' per ricordare le parole usate da Vannacci a caldo per commentare il suo voto a Forza Italia, riprese negli stessi termini poi da Salvini. A far sapere del voto di Bossi è stato Paolo Grimoldi, ex segretario della Lega lombarda, ma soprattutto interno al comitato Nord, voluto dallo stesso Bossi nel dicembre del 2022. Provvedimenti disciplinari sono però obbligatori da statuto. L'art. 29 dello statuto della Lega per Salvini avverte che la militanza "è incompatibile con l'iscrizione o l'adesione a qualsiasi altro partito o movimento politico, associazione segreta, occulta o massonica, a liste civiche non autorizzati dall'organo competente, o a enti no profit ricompresi tra quelli preclusi dalla Lega per Salvini premier". —[email protected] (Web Info)
Europee, dalla Germania alla Francia: il voto che mette in discussione i governi di 7 Paesi
(Adnkronos) – Francia, Belgio, Germania, Ungheria, Slovacchia, Austria, Danimarca. Il voto alle elezioni per il Parlamento europeo mette in discussione i governi di almeno sette Paesi Ue. Emmanuel Macron è stato il più veloce a prendere atto dell'avanzamento dell'estrema destra nel suo Paese, con il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella, al 31,37 per cento, annunciando, già ieri sera, lo scioglimento dell'Assemblea nazionale e le elezioni anticipate il 30 di questo mese, con il secondo turno fissato il 7 luglio, "inspiegabilmente" a sole tre settimane dall'inizio delle Olimpiadi di Parigi, come ha denunciato la sindaca Anne Hildago. A contribuire all'avanzata dell'estrema destra vi è anche il 5,47 dei voti conquistati da La France Fière, coalizione di cui fa parte Reconquête! di Marion Maréchal che oggi, proprio in vista delle legislative anticipate, si riunirà con Le Pen e Bardella per discutere di una possibile alleanza. Il premier Alexander De Croo ha ammesso in lacrime la sconfitta dei suoi Liberali e Democratici Fiamminghi (Open Vld) e ha annunciato le dimissioni, assumendosi la responsabilità della batosta. Oggi Re Filippo le ha accettate ma De Croo rimarrà in carica ad interim fino a che non si sarà insediato un nuovo esecutivo. L'iniziativa dovrebbe ricadere nel campo delle forze del centro destra: Bart De Wever, leader dei separatisti della Nuova alleanza fiamminga (N-Va) aveva però escluso, prima del voto, una coalizione con l'estrema destra del Vlaams Belgang e dovrà quindi trovare alleati altrove. Open Vld è rimasto al 5,9 per cento nelle elezioni federali (8,1 a livello regionale), in calo rispettivamente del 2,7 per cento e del 5 rispetto alle elezioni precedenti. L'N-Va si riconferma come prima forza del Paese con il 16,7 per cento delle preferenze (il 25,6 a livello locale) mentre Vlaams Belang si ferma al 14 per cento (il 21,8 del voto fiammingo). Anche nella regione francofona del Paese, la Vallonia, gli elettori si sono spostati a destra, con il Movimento riformista liberale francofono (Mr) che dovrebbe diventare il principale partito con il 10,3 per cento dei voti, il 32 dei voti francofoni, a seguire i centristi di Les Engagés. Cessa così il monopolio del Partito socialista che ha guidato la regione per decenni. Il terremoto provocato dall'ascesa dell'estrema destra si è fatto sentire anche alle elezioni locali, ma il cancelliere Olaf Scholz ha escluso la convocazione di elezioni anticipate. "La data naturale delle elezioni è l'autunno del prossimo anno e intendiamo mantenerla. In nessun momento, neanche per un secondo è stata ventilata l'idea che in Germania si possano indire nuove elezioni adesso", ha affermato il portavoce, Steffen Hebestreit, all'indomani delle elezioni europee. I partiti della coalizione di governo hanno subito una decisa sconfitta, con l'avanzata della Cdu/Csu, diventato il primo blocco con il 30 per cento dei voti (29 seggi all'Europarlamento), e dell'estrema destra dell'AfD, che è avanzato alle elezioni europee, con il 15,9 per cento dei voti (era all'11 per cento nel 2019, avrà 15 seggi in questo nuovo Parlamento), che in quelle locali che si sono disputate in otto land. Nel Brandeburgo, l'AfD ha vinto le elezioni, con il 25,7 per cento dei voti, nel Meclemburgo Pomerania, con il 25,6, e nella Sassonia, con il 28,1. Hanno votato per l'AfD il 17 per cento degli aventi diritto fra i 16 e i 24 anni (era la prima volta che in Germania il diritto di voto è stato esteso ai 16 anni). L'Spd di Scholz ha ottenuto il 13,9 per cento dei voti (che si traducono in 14 seggi a Strasburgo), mentre i Verdi sono scesi all’11,9 per cento (12 seggi), in netto calo rispetto al risultato del 2019 del 20,5 per cento. Il partner della coalizione Fdp ha ricevuto il 5,2 per cento dei voti (cinque seggi). Le elezioni sono state una "Waterloo" per Fidesz e "l'inizio della fine" per il primo ministro ungherese, Viktor Orban, per usare le parole di Peter Magyar, l'avvocato di 43 anni che in tre mesi ha portato il nuovo partito di centro Tisza al 30 per cento dei voti, gettando di fatto le basi per una svolta politica nel Paese. Fidesz si è confermato il primo partito con oltre il 44 per cento dei voti, ma è il peggior risultato mai conseguito nelle cinque elezioni europee disputate dal partito della destra. Orban non ha parlato delle possibili conseguenze sugli equilibri politici interni. "Con questo mandato, il nostro governo si batterà con rinnovato vigore per tenere l'Ungheria fuori dalla guerra" in Ucraina, ha promesso, chiedendo all'Europa di "porre fine all'immigrazione, al gender, alla guerra, a Soros e Bruxelles". Il partito del premier Robert Fico, gravemente ferito in un attentato il mese scorso, ha perso le elezioni europee contro il partito d'opposizione di ispirazione liberale "Slovacchia progressista" (Ps) guidata dall'ex vicepresidente del Parlamento europeo Michal Simecka. Fico si è limitato per ora ad ammettere, sui social, la sua sconfitta e ha espresso ''felicitazioni al partito che ha vinto le elezioni, Slovacchia progressista''. Il partito ha preso il 27,81 per cento dei voti, mentre lo Smer di Fico, che ha formato il suo quarto governo lo scorso ottobre, è arrivato secondo con il 24,76 per cento delle preferenze nonostante i sondaggi lo indicassero come favorito. L'estrema destra del Fpoe mette in discussione gli equilibri politici interni, in vista delle elezioni legislative già fissate a fine settembre. "Gli elettori hanno scritto una pagina di storia" con il "desiderio di aprire una nuova era politica in Austria e in Europa", ha dichiarato Herbert Kickl, leader del Partito della Libertà (Fpoe), contrario agli aiuti europei all'Ucraina, salutando i sostenitori riuniti a Vienna per festeggiare il successo del partito alle elezioni europee in Austria. Kickl ha indicato la conquista della cancelleria federale come una "nuova tappa" del percorso del partito. Anche a Copenaghen il risultato del voto alle europee non potrà non mettere in discussione l'equilibrio politico interno. I Socialdemokratiet della premier Mette Frederiksen, che è stata aggredita venerdì scorso, hanno ottenuto solo il 14 per cento contro il 27,54 di due anni fa. Gli altri due partiti della coalizione, i liberali e i Moderaterne hanno ottenuto rispettivamente solo il 14,7, in leggero aumento rispetto al 13,1 per cento del 2022, e il 5,9 per cento dei voti, contro il 9,27 per cento delle ultime elezioni legislative. Il più votato alle europee è stato il Socialistisk Folkeparti (la sinistra verde) con il 17,4 per cento dei voti. C'è poi il caso di Spagna e Portogallo: nel primo Paese il Partito popolare è arrivato primo, con il 34,2 per cento dei voti (22 seggi), distaccando i socialisti del premier Pedro Sanchez al governo, che si sono fermati al 30,2 per cento (20 seggi). Il partito dell'estrema destra Vox ha preso il 9,6 per cento dei voti (sei seggi, due in più del 2019). Nel secondo, i socialisti del Ps sono il primo partito, con il 32,1%, seguiti dall'Alleanza democratica del premier conservatore Luis Montenegro, con il 31,12%. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Bruno (Banco Alimentare), ‘partnership fondamentali per aiutare persone in difficoltà’
(Adnkronos) – Le persone in difficoltà in Italia “sono certamente aumentate: secondo l’Istat, negli ultimi 10 anni si è passati dal 6,9 al 9,8 %, con una crescita delle famiglie di tre persone e con un lavoratore dipendente come persona di riferimento. Purtroppo, ancora peggiore è la situazione dei minori: rappresentano il 14% del totale e sono oltre 1.300.000”. Così all’Adnkronos Giovanni Bruno, presidente di Fondazione Banco Alimentare, in occasione della presentazione dei risultati della quarta edizione di ‘Sempre aperti a donare’, iniziativa benefica di McDonald’s, Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald, Banco Alimentare e Comunità di Sant’Egidio. In questo quadro, la collaborazione con altre realtà e i privati come McDonald’s “è fondamentale: solo la collaborazione e la costruzione di partnership durature può portare un aiuto significativo a chi vive situazioni di difficoltà. Ricordiamo che con Banco Alimentare sono convenzionati oltre 7.600 enti caritativi che aiutano quasi 1.800.000 persone. Da solo, nessuno potrebbe fare alcunché”. —[email protected] (Web Info)









