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Ucraina, la Russia avanza ma è stallo a Kharkiv: gli scenari

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(Adnkronos) –
Le forze di Mosca stanno avanzando nella zona di Avdeevka nel Donetsk, dove hanno preso il controllo degli insediamenti di Netailovo e Umanskoe, oltre a "migliorare la loro posizione sulla linea del fronte nella direzione di Ocheretino", ha rivendicato il leader filorusso della regione dell'est dell'Ucraina, Denis Pushilin, mentre "è in stallo" l'offensiva lanciata dalla Russia nella regione di Kharkiv lo scorso 10 maggio, come ha affermato ieri in una intervista a Cbs il consigliere per la sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan.  "Lo slancio di questa operazione si è fermato. Kharkiv continua a essere minacciata, ma i russi negli ultimi giorni non sono stati in grado di effettuare progressi materiali sul terreno in quella zona", ha detto Sullivan, dopo che di recente gli Stati Uniti hanno dato il via libera all'impiego contro obiettivi in Russia delle armi, fornite a Kiev. "Non aveva senso, dal punto di vista del Presidente, non autorizzare gli ucraini a sparare oltre confine, per colpire postazioni dell'artiglieria russa da cui si spara contro gli ucraini".  La zona intorno ad Avdeevka "è quella in cui stiamo assistendo ai progressi maggiori", ha affermato, citato dall'agenzia Tass, precisando che i militari stanno anche avanzando verso Chasorv Yar. Pushilin ha anche affermato che più del 60 per cento del territorio della Regione è stato liberato, pur riconoscendo che numerose città rimangono sotto il controllo degli ucraini (Krasnoarmesk, Dobropole, Druzhkovka, Konstantinovka, Kramatorsk, Slavyansk). Nel frattempo, il leader ceceno – gravemente malato secondo Novaya Gazeta – ha affermato che le unità cecene Akhmat sono riuscite a prendere il controllo dell'insediamento di Ryzhivka, nella regione di Sumy, al confine con la Russia, una notizia smentita da fonti locali ucraine.  Le forze russe hanno solo cercato di mettere alla prova quelle ucraine all'altezza di Ryzhivka, ha spiegato Andriy Kovalenko, il direttore del Centro contro la disinformazione di Kiev. Ma l'amministrazione militare regionale ucraina ammette l'attacco ieri, da parte dei militari di Mosca, con droni, proiettili di mortaio, artiglieria e mine, di sei centri di confine (Yunakivka, Krasnopllia, Velyka Pysarivka, Seredyna-Buda, Khotin e Mykolaiv). E' stata quindi ordinata l'evacuazione degli insediamenti di confine della zona.  "In seguito a una offensiva su larga scala e pianificata in anticipo, le forze ucraine hanno riportato perdite significative e sono state costrette a ritirarsi", ha scritto Kadyrov. Nei giorni scorsi Kiev aveva denunciato il rafforzamento delle truppe russe intorno alla regione di Sumy.     —internazionale/[email protected] (Web Info)

Re Carlo vuole vedere più spesso i nipoti ed Harry cerca casa nel Regno Unito

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(Adnkronos) –
A Carlo piacerebbe trascorrere più tempo con i figli di Harry, mentre quest'ultimo sta cercando casa nel Regno Unito. E il segnale di un doppio tentativo di riavvicinamento fra il re e il duca di Sussex? Troppo presto per dirlo. Per ora, il motivo 'ufficiale' del desiderio del sovrano sarebbe la sua "grande tristezza" che proverebbe per la mancanza di una relazione con i piccoli Archie e Lilibet, che vivono in California e con i quali non ha rapporti frequenti, dal momento che non ne ha con il loro padre e con la moglie Meghan. Sull'altro versante, Harry vorrebbe poter avere un 'appoggio' in Gran Bretagna per poter incontrare più spesso i suoi amici.  La diagnosi di cancro del re ha reso i suoi rapporti con i suoi nipoti "ancora più toccanti" poiché sa che "non sarà qui per sempre", scrive il Mirror. Di riflesso, ciò significa che Carlo non eliminerà mai completamente Harry dalla sua vita, nonostante le posizioni espresse dal duca nelle sue interviste a nella sua autobiografia 'Spare', che sono andate contro la famiglia reale. Ingrid Seward, autrice del libro 'My Mother and I: The Inside Story of the King and Our Late Queen', dichiara che "la famiglia è sempre stata importante per il re. Ricorda la sua infanzia un po' frammentata poiché i suoi genitori erano sempre impegnati. È una grande tristezza per lui non vedere più Archie e Lilibet".  "Ecco perché Carlo non romperà mai i legami con Harry. Non vuole una relazione a distanza con i figli di suo figlio – conclude l'esperta reale – Vuole conoscerli ed essere coinvolto nelle loro vite, mentre sono ancora abbastanza giovani da poter imparare dalla sua saggezza. Il suo cancro ha reso tutto ciò ancora più toccante per lui perché sa che non sarà qui per sempre". Insomma, secondo gli addetti ai lavori, il re è determinato a costruire una relazione con i figli del principe Harry e a far parte delle loro vite. Il monarca, che è in cura per il cancro da febbraio, ha espresso la sua insoddisfazione nel vederli solo tramite videochiamate, dopo aver incontrato Archie, di cinque anni, solo alcune volte e Lilibet, di due anni, una volta soltanto. La sua decisione di aumentare gli sforzi per essere più coinvolto arriva mentre si apprende che ha inviato a Lilibet un "regalo e un biglietto di auguri" per il suo recente compleanno. Tornando a Harry, GbNews scrive che il Duca sta cercando una base nel Regno Unito poiché i suoi amici non gli fanno visita negli Stati Uniti a causa di divergenze con Meghan Markle. Il canale televisivo afferma che il secondogenito di Carlo desidera una casa, dopo essere stato sfrattato dalla sua residenza reale Frogmore Cottage l'anno scorso. Harry vive in California con sua moglie Meghan Markle dal 2020. Il commentatore reale Tom Quinn ha affermato che il duca è "triste" perché non ha un indirizzo britannico e gli mancano alcuni dei suoi vecchi amici. "Col passare del tempo – ha spiegato l'esperto – il duca sente la mancanza di alcuni aspetti della sua vecchia vita nel Regno Unito. Inevitabilmente, il periodo della luna di miele, in cui negli Stati Uniti tutto è nuovo ed eccitante, sta volgendo al termine e Harry guarda al passato attraverso occhiali rosa". —internazionale/[email protected] (Web Info)

Farmaci: CE approva terapia mirata in adiuvante per cancro polmone iniziale Alk positivo

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(Adnkronos) – La Commissione europea ha approvato alectinib in monoterapia come trattamento adiuvante dopo la resezione del tumore in pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (Alk) ad alto rischio di recidiva. La domanda di autorizzazione all’immissione in commercio – specifica una nota diffusa oggi da Roche – è supportata dai dati dello studio di fase 3 Alina, in cui alectinib ha dimostrato una significativa riduzione del rischio di recidiva della malattia o decesso pari al 76% nei pazienti con Nsclc Alk-positivo resecato. “Per la prima volta in Europa le persone con Nsclc Alk-positivo sottoposte a resezione chirurgica, hanno la possibilità di essere trattate con un inibitore di Alk in grado di ridurre significativamente il rischio di recidiva della malattia o di decesso – afferma Levi Garraway, MD, PhD, Chief Medical Officer and Head of Global Product Development Roche – Questa approvazione rappresenta una svolta importante per i soggetti ad alto rischio di ricomparsa del tumore dopo l’intervento chirurgico. Grazie a questa nuova indicazione, i benefici rivoluzionari di alectinib possono essere estesi a un numero ancora maggiore di pazienti affetti da cancro al polmone Alk-positivo”. Il tumore al polmone è una delle principali cause di morte oncologica in tutto il mondo. Si stimano oltre 4.900 decessi al giorno su scala globale. Il cancro al polmone può essere classificato in due tipi: carcinoma polmonare non a piccole cellule (Nsclc) e a piccole cellule. Il Nsclc rappresenta l’85% circa di tutti i casi. Attualmente, circa la metà di tutte le persone con cancro al polmone in stadio iniziale (45-76%, a seconda dello stadio della malattia) manifesta una recidiva del tumore dopo l’intervento chirurgico, nonostante la chemioterapia adiuvante. Trattare il cancro al polmone precocemente, prima che si diffonda, potrebbe contribuire a prevenire la ricomparsa della malattia e offrire ai pazienti le migliori possibilità di cura. “Nel caso del tumore al polmone Nsclc Alk positivo in stadio iniziale – chiarisce Filippo de Marinis, direttore della divisione di Oncologia Toracica dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano e Presidente Aiot (Associazione italiana oncologia toracica) – la chirurgia non sempre è pienamente risolutiva, in quanto persiste un alto rischio di recidiva, che può suscitare nei pazienti forti preoccupazioni per il proprio futuro. La portata del beneficio in termini di sopravvivenza libera da malattia osservato nello studio Alina è senza precedenti e si mantiene invariata in tutti gli stadi della malattia. Effettuare tempestivamente il test per il biomarcatore Alk – aggiunge – diventa più prioritario che mai, per identificare tutti i pazienti che potrebbero trarre beneficio da questa nuova e importante opzione terapeutica”. Nello studio Alina – pubblicato nel New England Journal of Medicine ad aprile 2024 – alectinib ha ridotto il rischio di recidiva della malattia o decesso del 76% (hazard ratio = 0,24, intervallo di confidenza al 95%: 0,13-0,43, p < 0,0001) rispetto alla chemioterapia a base di platino in soggetti Nsclc Alk positivo in stadio da Ib [≥ 4 cm] a IIIA [secondo il sistema di stadiazione della Union for International Cancer Control/American Joint Committee on Cancer – Uicc/Ajcc, VII edizione) completamente resecato. In un’analisi esplorativa è stato osservato un miglioramento della sopravvivenza libera da malattia a livello del sistema nervoso centrale (Hr = 0,22; Ic al 95%: 0,08-0,58). Questo aspetto è particolarmente importante per i soggetti con Nsclc Alk-positivo, che sono maggiormente esposti al rischio di sviluppare metastasi cerebrali, rispetto a quelli con altri tipi di Nsclc. La sicurezza e la tollerabilità di alectinib nello studio Alina sono risultate generalmente coerenti con quelle di studi precedenti nel setting metastatico e non sono emersi elementi imprevisti relativi alla sicurezza. Alectinib è l’opzione terapeutica ottimale per i pazienti con Nsclc Alk-positivo avanzato e ha migliorato notevolmente gli outcome, quindi i risultati clinici, delle persone affette da questa malattia. Approvato in più di 100 Paesi come farmaco di prima e seconda linea, è stato usato per trattare oltre 94 mila pazienti con malattia avanzata. Dopo la sua approvazione nel setting del trattamento adiuvante, alectinib potrebbe svolgere, per la prima volta, un ruolo fondamentale nella malattia Alk-positiva resecabile, in cui sussiste un significativo bisogno clinico ancora insoddisfatto. L’approvazione odierna in Europa – si legge nella nota – segue quella della Food and Drug Administration (Fda) statunitense ad aprile 2024, che ha autorizzato alectinib come trattamento adiuvante dopo resezione del tumore in pazienti con Nsclc Alk-positivo (tumori ≥ 4 cm o con linfonodi positivi) identificato mediante un test approvato dalla Fda. Attualmente sono in corso le sottomissioni ad altre autorità sanitarie in tutto il mondo, con lo scopo di mettere a disposizione del maggior numero possibile di pazienti questa nuova opzione terapeutica. Per supportare il processo decisionale dei medici, le linee guida internazionali, comprese quelle per la pratica clinica in oncologia del National Comprehensive Cancer Network (Nccn Guidelines), raccomandano di testare sistematicamente i campioni bioptici o tissutali ottenuti da resezione chirurgica per i biomarcatori Alk, Egfr e Pd-L1 nei pazienti con Nsclc in stadio da IB a IIIA e con alcune forme di Nsclc in stadio IIIB (secondo il sistema di stadiazione Uicc/Ajcc, VIII edizione), oltre che nel setting avanzato.  —[email protected] (Web Info)

Europee 2024, dalla Francia alla Germania avanzano le destre: tutti i risultati

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(Adnkronos) – I partiti di estrema destra volano alle elezioni europee 2024. Dalla Francia alla Germania e l'Italia, ma anche nella più piccola Austria, le maggiori economie europee hanno visto un'ascesa della destra, mentre Partiti di sinistra e Verdi avanzano, in controtendenza, nel Nord Europa. In Francia stravince il partito di estrema destra di Marine Le Pen. Il Rassemblement National ottiene il 31,47% dei voti. Più del doppio rispetto al secondo in lista, Renaissance del presidente Emmanuel Macron che, con la candidataValérie Hayer, si ferma intorno al 15%, mentre Raphaël Glucksmann (Partito socialista-Place publique), otterrebbe il 14. La France insoumise guidata da Manon Aubry avrebbe il 10,1% mentre François-Xavier Bellamy (Les Républicains) si aggiudicherebbe il 7,2 %. Marion Maréchal (Reconquête), otterrebbe il 5,5%. Seguono Marie Toussaint (Europe Ecologie-Les Verts) con il 5,3%.  L'alleanza di centrodestra Cdu/Csu ha vinto le elezioni europee in Germania seguita dall'estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) al secondo posto. Lo ha confermato l'autorità elettorale nazionale dopo lo spoglio di tutti i voti. Ha sofferto la coalizione del cancelliere tedesco Olaf Scholz, ovvero i suoi socialdemocratici (Spd) e i principali partner di coalizione a livello nazionale, i Verdi. L'Spd di Scholz ha ottenuto il 13,9% dei voti (14 seggi), mentre i Verdi sono scesi all’11,9% (12 seggi), in netto calo rispetto al risultato del 2019 del 20,5%. Il partner ella coalizione Fdp, noto per la sua posizione favorevole alle imprese, ha ricevuto il 5,2% (cinque seggi). I cristiano-democratici (Cdu) e il loro partito gemello bavarese, l'Unione cristiano-sociale (Csu) che sono all'opposizione a livello nazionale, insieme hanno ottenuto il 30% dei voti, ovvero 29 seggi. Si tratta dello stesso numero di seggi dell'attuale Parlamento europeo uscente. L'euroscettico AfD ha ottenuto guadagni significativi, ricevendo il 15,9% dei voti, rispetto all’11% delle elezioni europee del 2019, e ottenendo 15 seggi. Il neonato partito populista Sahra Wagenknecht Alliance (Bsw) ha ottenuto il 6,2% per sei seggi, mentre il partito di estrema sinistra The Left è crollato ad appena il 2,7%, ovvero tre seggi.  In Bulgaria è stata l'alleanza filo-occidentale di centrodestra Gerb-Sds a vincere alle elezioni europee. Lo rivelano le proiezioni dell'istituto di ricerca Gallup International Balkan spiegando che l'alleanza guidata dall'ex primo ministro Boiko Borisov ha ottenuto il 24,5% dei voti e si prevede che occuperà cinque seggi nel Parlamento europeo. Il blocco liberale-conservatore Pp-Db, che fino a marzo ha governato in coalizione con Gerb-Sds, il Movimento per i Diritti e le Libertà (Dpd), tradizionalmente rappresentante della minoranza turca della Bulgaria, nonché il filo-russo ed euroscettico Vazrazhdane (Revival) dovrebbero occupare tre seggi ciascuno. La Bulgaria ha 17 seggi al Parlamento europeo.  In Polonia la Coalizione Civica (Ko) del primo ministro polacco Donald Tusk ha vinto le elezioni europee com il 37,1 per cento dei voi. E' quanto emerge dai risultati finali e ufficiali della commissione elettorale polacca. Il principale partito di opposizione, il nazionalista Diritto e Giustizia , ha ottenuto il 36,2% dei voti, mentre il partito di estrema destra Confederazione ha conquistato il 12,1% dei voti. I partner della coalizione di Ko al governo, il centrodestra Terza Via e la Sinistra, hanno ottenuto rispettivamente il 6,9% e il 6,3%. L'affluenza è stata del 40,7%. ''Tra questi Paesi grandi e ambiziosi, tra i leader della Ue, la Polonia ha dimostrato che qui trionfano la democrazia, l'onestà e l'Europa'', ha detto Tusk ai sostenitori. ''Sono così commosso. Abbiamo dimostrato che siamo una luce di speranza per l’Europa'', ha aggiunto.  In Slovacchia il partito del primo ministro slovacco Robert Fico ha perso le elezioni europee contro il partito d'opposizione di ispirazione liberale "Slovacchia progressista" (Ps) guidata dall'ex vicepresidente del Parlamento europeo Michal Simecka. Lo rende noto la Commissione elettorale slovacca, mentre Fico ha ammesso sui social la sua sconfitta e ha espresso ''felicitazioni al partito che ha vinto le elezioni, Slovacchia progressista''. Il partito ha preso il 27,81%, mentre lo Smer del primo ministro Fico, che ha formato il suo quarto governo lo scorso ottobre, è arrivato secondo con il 24,76% delle preferenze nonostante i sondaggi lo indicassero come favorito.  Il Partito di riforma democratica alternativa (Adr) di destra lussemburghese è entrato per la prima volta al Parlamento europeo dopo aver ottenuto quasi il 12% dei voti nelle elezioni di ieri. Il Lussemburgo, uno dei paesi più piccoli ma anche più ricchi della Ue, ha sei seggi nella legislatura con una popolazione di circa 660mila abitanti. Il Partito popolare cristiano-sociale (Csv) di centrodestra del primo ministro Luc Frieden ha ottenuto quasi il 30% dei voti e invierà, come prima, due deputati al Parlamento europeo. Il Partito socialista operaio lussemburghese di centrosinistra, il Partito liberale democratico (Dp) e i Verdi invieranno tutti un deputato, secondo i risultati ufficiali diffusi questa mattina. Il Dp in precedenza aveva due seggi.  Fidesz, il partito del primo ministro ungherese Viktor Orban, si conferma primo partito alle elezioni europee 2024 nel Paese magiaro, ma non è un trionfo, anzi. Il partito ottiene il 44% dei consensi e lo scrutinio al 76%, ma l'elettorato ha mandato un piccolo avvertimento al governo. Si tratta, infatti, del 'peggiore' risultato maturato dal partito di Orban nelle cinque elezioni per il Parlamento europeo che si sono svolte nel Paese magiaro. Nel 2004 Fidesz ottenne il 47,4%, nel 2009 il 56,4%, nel 2014 il 57,1% e nel 2019 il 52,6%.  Con un tasso record del 60% è l'astensionismo il principale vincitore delle europee in Grecia. Un voto che ha visto arretrare di 14 punti rispetto alle legislative dell'anno scorso il partito di centro destra del primo ministro Kyriakos Mitsotakis, Nuova Democrazia. La principale forza di opposizione di sinistra Syriza si è fermata al 14,7%, contro il 17% dell'anno scorso. Il Pasok si è piazzato al 12,9%. Il partito di destra nazionalista Soluzione Greca, che si è piazzato al quarto posto con il 9,3%.  Il premier belga, Alexander De Croo, ammette la sconfitta del suo partito Liberali e Democratici Fiamminghi (Open Vld) alle elezioni europee e annuncia le dimissioni. Open Vld è al 5,9% nelle elezioni federali (8,1% in quelle regionali), in calo rispettivamente del 2,7% e del 5% rispetto alle elezioni precedenti. I separatisti fiamminghi si riconfermano prima forza del paese con il 17% delle preferenze mentre l'estrema destra di Vlaams Belang si ferma al 14%. Anche nella parte meridionale francofona del Paese, la Vallonia, gli elettori si sono spostati a destra, con il Movimento riformista liberale francofono (Mr) che dovrebbe diventare il principale partito con circa il 32% dei voti francofoni, a seguire i centristi di Les Engagés, strappando il monopolio del Partito socialista che ha guidato la regione per decenni. Il PP spagnolo, secondo gli exit poll di Sigma Dos per il canale tv spagnolo Rtve, sarebbe il partito più votato alle elezioni europee con il 32,4% dei voti e un range compreso tra 21 e 23 seggi, ma potrebbe trovarsi a pari merito con il Psoe, che otterrebbe il 30,2% e 20-22 eurodeputati sui 61 che la Spagna conta al Parlamento europeo. Vox otterrebbe il 10,4% dei voti (6-7 seggi) mentre Sumar si aggiudicherebbe il 6,3% (3-4 seggi). In Austria vince l'estrema destra: il Partito della libertà (Fpoe) è il primo partito con il 25,5% dei voti, secondo i risultati preliminari. Secondi i popolari dell'Oevp, con il 24,7%, seguiti dai socialdemocratici del Spoe al 23,3%. E' la prima volta che il Fpoe arriva in testa in un'elezione nazionale. I 20 seggi che spettano a Vienna nel Parlamento Europeo sarebbero così ripartiti: 6 a Id, 5 ciascuno a S&D e Ppe, due ciascuno a Verdi/Ale e Renew.  I partiti della coalizione di governo in Irlanda – Fine Gael, Fianna Fail e Verdi – considereranno la possibilità di convocare elezioni anticipate il prossimo autunno dopo il risultato positivo, contro le aspettative, alle europee. Il Premier e leader del Fine Gael, Simon Harris, ha ripetuto di non aver intenzione di anticipare le elezioni previste nella primavera del prossimo anno ma saranno i suoi compagni di partito e della coalizione, si prevede, a chiederlo. La leader del Sinn Fein all'opposizione, Mary Lou McDonald, si è scusata per il risultato negativo del partito alle elezioni locali (12 per cento dei voti). Il primo a chiedere le elezioni anticipate, mano a mano che arrivavano i risultati delle elezioni, è stato il deputato del Fine Gael, Michael Ring. A seguire l'esponente dei Verdi Ciarán Cuffe che ha parlato delle elezioni anticipate come di un evento "inevitabile". “ Partiti di sinistra e Verdi avanzano nel Nord Europa, in controtendenza con l'ascesa della destra nelle maggiori economie europee dalla Francia alla Germania e l'Italia, ma anche nella più piccola Austria. In Svezia i socialdemocratici si sono piazzati al primo posto con il 25,1%, davanti ai moderati del primo ministro Ulf Kristersson (17,4%). I Verdi hanno fatto un passo avanti con il 13,7% dei voti, salendo di 2,1 punti al terzo posto. Il partito di estrema destra Sweden Democrats ha registrato il primo calo della sua storia (-2,1 punti al 13,2%), fermandosi al quarto posto. La Sinistra ha guadagnato 4,3 punti, arrivando all'11,1%. In Finlandia, il partito dell'Alleanza di Sinistra ha segnato un balzo ragguardevole con il 17,3% dei voti, quattro punti in più rispetto alle europee del 2019. “Non avrei mai potuto sognare cifre del genere”, ha dichiarato il leader del partito Li Andersson, assicurando al suo schieramento ben 15 seggi a Strasburgo contro l'unico seggio occupato in precedenza.  La Coalizione nazionale di centro-destra del primo ministro Petteri Orpo ha ottenuto il 25% dei consensi, quasi quattro punti in più. L'estrema destra è scesa al 7,6%, con un calo di 6,2 punti, conquisterebbe un solo seggio. In Danimarca, in un panorama politico molto frammentato, il Partito popolare socialista ha incassato il 17,4% dei voti con un incremento di oltre quattro punti; social-democratici, alla guida della coalizione di governo, sono scesi al 15,6 %, – 5,9 punti.  
Si assottiglia ma tiene la 'maggioranza Ursula'. Secondo la proiezione aggiornata alle 10.30 dei risultati fornita dall'Aula, la maggioranza formata da Ppe, S&D e Renew, conta 402 seggi nel Parlamento Europeo della legislatura 2024-29. Il Ppe conta 185 seggi (da 176 nella legislatura 2019-24), S&D 137 (da 139), Renew 80 (da 102). Verdi 52 (da 71), Ecr 73 (da 69), Id 58 (da 49), Sinistra 36 (da 37).  Intanto l'attuale presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha annunciato che i capigruppo dei partiti politici della Ue si riuniranno già domani per la prima volta. Il nuovo Parlamento "inizierà a funzionare immediatamente. Già martedì. I leader dei gruppi politici si riuniranno per la prima riunione della conferenza dei presidenti del Parlamento".  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Toti, depositata richiesta revoca domiciliari

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(Adnkronos) – Depositata richiesta di revoca dei domiciliari per Giovanni Toti, arrestato per corruzione. L'istanza è stata firmata, oltre che dal legale Stefano Savi, anche dallo stesso presidente della Regione Liguria. "Riteniamo che, in ogni caso, oggi vi siano le condizioni per la revoca della misura, o, in subordine, per una sua attenuazione" spiega l'avvocato. "Quanto al rischio di reiterazione del reato, la celebrazione della tornata elettorale supera una delle motivazioni addotte per la misura cautelare. Peraltro, la lista Toti non ha partecipato né alle elezioni europee né alle concomitanti amministrative", spiega l'avvocato in una nota. "Le prossime consultazioni elettorali in Liguria – ricorda il legale – si terranno tra circa un anno e mezzo e riguarderanno proprio il rinnovo del Consiglio regionale" e si prendesse a riferimento tale futuro impegno politico, "appare evidente che la sospensione dalla funzione di presidente, legata alla misura cautelare, andrebbe a connotarsi come una vera e propria decadenza, non prevista dalla legge proprio per tutelare la volontà popolare espressa con libere elezioni". Per quanto riguarda il rischio di reiterazione del reato, tenuto conto del "lunghissimo periodo delle indagini, quattro anni, i fatti contestati non potrebbero che risultare episodici rispetto al numero di campagne elettorali affrontate e all'attività di raccolta fondi per finalità politiche. Ciò solo dimostra l'inesistenza dell'asserito 'sistema'" per il difensore. "La sistematica e meticolosa registrazione di ogni movimento di denaro da parte dei movimenti facenti capo a Giovanni Toti, senza alcun artificio volto a celarne tempistica e provenienza, dimostra, la volontà di seguire pedissequamente il percorso normativo, stabilito dalla legge per le elargizioni liberali", sottolinea il legale che ricorda come nell'interrogatorio davanti ai pm, Toti ha sostenuto la sua "buona fede" e come le "recenti audizioni di indagati e persone, informate sui fatti e le ulteriori attività effettuate, portano a ritenere l'insussistenza della necessità di ogni ulteriore protrazione della misura". Ritenendo "non più sussistenti le esigenze cautelari" la difesa ne chiede quindi la revoca.  "Se il ritorno in carica del presidente di Regione, come previsto dalla legge venisse considerato ex se come elemento determinante per la previsione di nuovi reati e per l'inquinamento probatorio, ciò si tradurrebbe in una sospensione dall'incarico, trasformandolo di fatto in decadenza già nella fase delle indagini, cosa non prevista dalla legge. Occorre tener conto del giusto equilibrio costituzionale tra tutela del processo, tutela della volontà popolare e necessità amministrative della Regione" conclude l'avvocato Stefano Savi. —[email protected] (Web Info)

Turismo e ambiente, il Giro d’Italia della Csr si chiude a Genova

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(Adnkronos) – Anche quest’anno il Giro d’Italia della Csr è arrivato al traguardo. Con la decima e ultima tappa, in programma a Genova l’11 giugno, si conclude il lungo viaggio dell’evento itinerante del Salone della Csr e dell’innovazione sostenibile. Da febbraio a oggi, dieci grandi città italiane sono state protagoniste di questa lunga maratona, nata per valorizzare le esperienze concrete di imprese e territori e promuovere la cultura della sostenibilità. Dopo Roma, Torino, Gorizia, Teramo, Verona, Messina, Bologna, Bari e Cagliari, tocca a Genova chiudere il Giro.  Presso Palazzo Ducale in piazza Matteotti, nella sala del Minor Consiglio, i lavori della tappa prenderanno il via alle 10.15. Ad accomunare gli interventi in programma, come indicato dal titolo della giornata, saranno 'Cultura, turismo e territorio: le sfide della sostenibilità'. “Investire risorse in attività culturali e ambientali porta vantaggi a tutti gli attori sociali e mette in moto le energie delle comunità locali – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone – Le imprese possono contribuire a migliorare l'attrattività del paese anche sul piano turistico: un impegno che rafforza la loro reputazione, sviluppa il marketing relazionale, permette di diffondere i propri valori e ottenere maggiori consensi”. L’incontro di Genova si svolgerà sia dal vivo che in streaming sul canale YouTube del Salone. Il programma dettagliato della tappa è consultabile online sul sito del Salone.   La tappa genovese del Giro d’Italia della Csr, organizzata in collaborazione con EticLab e con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, pone l’accento sul turismo sostenibile. Già dal 2022 Regione Liguria partecipa attivamente alla redazione del Tourism Transition Pathway, il percorso di transizione sostenuto dall’Unione Europea che punta a sviluppare piani d'azione per il clima, migliorare la fruizione dell'entroterra e innalzare la qualità dei flussi turistici per combattere l’overtourism. Un impegno che sta già dando i suoi frutti, come confermerà in apertura dei lavori Renato Rovida, presidente di EticLab. “Sono felice che EticLab abbia contribuito anche quest’anno a realizzare la tappa genovese del Giro d’Italia del Salone della Csr e dell’innovazione sociale – commenta Renato Rovida – La crescita dei flussi turistici che abbiamo riscontrato negli ultimi anni ci pone di fronte a molte opportunità, ma anche a qualche contraddizione: se da un lato non possiamo che essere felici che la vocazione turistica di Genova si consolidi di anno in anno, dall’altro occorre riflettere su come possano essere gestiti i flussi affinché abitanti e turisti possano convivere in modo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e delle persone”.  Anche la promozione e la valorizzazione del patrimonio culturale possono contribuire a promuovere la crescita della comunità locale, e allo sviluppo sociale ed economico del territorio ligure. A spiegare come, saranno Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, e Mario Calderini, professore ordinario della School of Management del Politecnico di Milano, nel corso dell’intervento di scenario che aprirà la tappa. "Le istituzioni culturali agiscono come catalizzatori di responsabilità e innovazione sociale – commenta Ilaria Bonacossa – intercettando le pratiche più innovative e di impatto che possono contribuire alla creazione di una cittadinanza consapevole e attiva. Quest’anno per la prima volta il team della Fondazione sta lavorando al Bilancio Integrato a dimostrazione di quanto queste tematiche siano importanti e urgenti alla luce delle trasformazioni che ci circondano. È un onore per la Fondazione poter segnare l’ultima tappa di questo importante tour che ha visto personalità ed esperienze convergere alla creazione di una visione futura".  La Liguria, anche per la sua conformazione geografica, è da sempre una regione ad alto rischio di sovraffollamento turistico. Le conseguenze dell’overtourism sul territorio sono ormai note: dal peggioramento della qualità della vita dei residenti al depopolamento, dall’erosione ambientale del territorio all’aumento dell’inquinamento. La tappa di Genova del Giro d’Italia della Csr vuole porre l’accento su queste problematiche e sulle possibili soluzioni: a parlarne saranno Agostino Petrillo, docente di Sociologia dell’ambiente e del Territorio del Politecnico di Milano; Lara Penco, docente di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Genova e Roberta Milano, Travel&Tourism marketing strategist.  Le esperienze dal territorio, tutte nel segno dell’innovazione e della creatività, verranno raccontate al pubblico nella tavola rotonda conclusiva, a cui parteciperanno Paolo Bassetti, responsabile del primo Eco B&B ligure certificato CasaClima, Ca’ del Buio a Finale Ligure; Enrico Pedemonte, responsabile del B&B La sosta della Tartaruga di Genova, improntato sul turismo accessibile e responsabile; Caterina Natale, presidente dell’agenzia viaggi Turismo Sostenibile 5 Terre dedicata a promuovere il turismo sostenibile nella zona delle Cinque Terre e nei suoi dintorni e Marco Montoli, presidente della Cooperativa sociale Il Ce.sto, che promuove progetti educativi, creativi e culturali nel centro storico di Genova. Dopo la decima e ultima tappa genovese del Giro d’Italia della Csr, il Salone della Csr e dell’innovazione sociale non va in vacanza: in attesa dell’edizione nazionale in programma il 9, 10 e 11 ottobre a Milano con il titolo 'Sfidare le contraddizioni', continuano gli appuntamenti con il Salone Extra, che prevede iniziative programmate durante tutto l’anno a disposizione di chi vuole restare aggiornato sull’evoluzione delle strategie e delle pratiche sostenibili. —[email protected] (Web Info)

Europee, Calenda ammette: “Dura sconfitta che non ci aspettavamo”

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(Adnkronos) – “E’ una dura sconfitta che non ci aspettavamo. Avevamo una lista di candidati straordinaria, la migliore in termini di competenze tecniche che mai sia stata fatta, non è stato sufficiente perché c’è una violentissima polarizzazione che prescinde da ogni altra considerazione”. Così Carlo Calenda commentando l’esito delle elezioni Europee. Azione si è fermato poco sopra il 3%.  “Sono i risultati di Vannacci, Salis, della Francia e della Germania. C’è un’onda forte e potente e Azione è nata per contrastarla. Rimarranno macerie se si andrà avanti così”, ha aggiunto sottolineando: “Si può cadere ma ci si rialza e si continua a combattere. Quello che conta è il coraggio di continuare, lo faremo aprendo una grande costituente dei riformisti, da domani come ieri”  “Ho cercato di avere un progetto politico, ma Bonino fa partiti con nessuno e Renzi lo fa per sfasciarlo. Ma io non voglio attribuire ad altri le responsabilità”, ha poi aggiunto. Una scelta di campo progressista? “Sono sempre disponibile al dialogo, ma su quale valori? Ne parleremmo negli organi del partito, certo oggi è più facile fare la ruota di scorta dei sovranisti o dei progressisti ma facciamo politica per quello che riteniamo giusto”, ha poi aggiunto Calenda. —[email protected] (Web Info)

Cicloturismo: parte Laduesse, in Calabria turismo esperienziale sui pedali

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(Adnkronos) – Dalla Riviera dei Cedri, il celebre tratto di costa affacciato sul mar Tirreno, ai monti del Parco Nazionale del Pollino. E’ Laduesse (laduesse.com), l’evento cicloturistico in programma sabato prossimo, 15 giugno, in provincia di Cosenza, in Calabria. Organizzato dalla Asd Serragiumenta con la promozione della Toursearcher, Laduesse è una ciclo passeggiata a carattere non competitivo e partecipazione libera, che si propone come un appuntamento unico nel suo genere.  Il percorso di circa 77km con pendenze fino all’8%, 1700 metri di dislivello positivo e quote fino a 800metri s.l.m., permette agli appassionati di ciclismo di mettersi alla prova. Percorrendo anche alcune integrazioni suggerite lungo il tracciato, i km totali arrivano a 100 e il dislivello positivo sfiora i 2000 metri. Allo stesso tempo Laduesse garantisce una occasione unica di turismo esperienziale alla scoperta di luoghi affascinanti, perchè incontra borghi ospitali immersi in una natura incontaminata, regala panorami spettacolari e attraversa territori ricchi di tracce di culture millenarie con una offerta enogastronomica tutta da scoprire. Laduesse si svolge con il patrocinio della Regione Calabria e della Provincia di Cosenza, il supporto di partner tecnici come Gatorade e Chin8 Neri e la collaborazione, tra gli altri, di Credem, Catasta, Ciclovia dei parchi della Calabria, Alpi capital, Terre di Cosenza, Hotel delle Stelle. L'evento è parte del Pollino Bike Festival, l’appuntamento dedicato alla bicicletta, al cicloturismo e agli amanti delle due ruote in programma dal 14 al 16 luglio nel Parco nazionale del Pollino.  (Adnkronos) – Laduesse parte da Sangineto Lido, all’ombra del castello del Principe (XV secolo), e arriva al Castello di Serragiumenta (XVI secolo), dopo aver attraversato l’antico feudo dei San Severino su strade provinciali e secondarie a bassa frequentazione. I comuni interessati dal tracciato sono quelli di Sangineto, Belvedere, Sant’Agata d’Esaro, San Sosti, San Donato di Ninea, Acquaformosa, Lungo, Firmo ed Altomonte. L’obiettivo de Laduesse è quello di valorizzare il patrimonio culturale, storico e naturalistico del territorio attraversato e di esaltarne le qualità enogastronomiche e turistiche. Il tracciato collega due eccellenze che solo la Calabria è capace di offrire in un pugno di chilometri: la Riviera dei Cedri, con il suo splendido mare, e il Parco nazionale del Pollino, incredibile nella sua incontaminata natura. Lungo il percorso sono previste tappe studiate per attirare l’attenzione dei partecipanti sui luoghi di interesse (monumenti, piazze, centri storici, luoghi di culto, mete di pellegrinaggi, cascate, boschi, bellezze naturalistiche) coinvolgendo le comunità locali e gli esercizi commerciali. Inoltre, lungo il tour i ciclisti avranno la possibilità di assaggiare la cucina e acquistare i prodotti enogastronomici locali. Tra le tappe de Laduesse, il centro storico di Sant’Agata d’Esaro; il paese di San Sosti, con la cascata di frà Giovanni e una deviazione fino al santuario della Madonna del Pettoruto; il borgo di San Donato di Ninea, con il centro storico arroccato e il belvedere della chiesa della Motta, dove lo sguardo spazia lungo tutta la valle dell’Esaro fino al mar Ionio. Laduesse attraversa inoltre il cuore del territorio di cultura arbereshe, le cui testimonianze sono tutte visibili lungo il percorso: la chiesa di San Giovanni Battista Matrice di Acquaformosa; la cattedrale dell’Eparchia di Lungro, la chiesa di San Nicola di Mira; la chiesa di Santa Maria Assunta in cielo. —[email protected] (Web Info)

Europee, Salvini: “Lega meglio delle politiche. Su Bossi ascolterò militanti”

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(Adnkronos) – "Lega che cresce in percentuale rispetto alle politiche e supera i 2 milioni di voti, governo che si rafforza, il generale Vannacci con più di 500mila voti e sinistre sconfitte quasi ovunque in Europa". All'indomani dei risultati del Carroccio alle elezioni europee, Matteo Salvini ringrazia tutti in conferenza nella sede del partito in via Bellerio a Milano. "Mi sono fatto due ore di sonno filate, come auspicato il risveglio è sicuramente migliore. Contano le percentuali. Ci svegliamo al 9% ed è una bella giornata di sole". "La Lega ha raccolto risultati straordinari, siamo sopra il risultato delle politiche di due anni fa, siamo sopra i 2 milioni di voti", ha detto il leader della Lega, sottolineando come il generale Vannacci che "è stato contestato, vituperato da mezzo mondo, da solo ha superato mezzo milione di preferenze con un record al Nord Ovest e al Nord Est".  "Quando ho candidato Vannacci dicevano che ero un fesso e che la base si sarebbe rivoltata – ha aggiunto -. Ma questo mezzo milione di voti, che arrivano in buona parte da Lombardia e Veneto, arrivano dall'elettorato della Lega e non solo. Io gli ho dato la mia preferenza, ha una visione del mondo in buona parte vicina alla mia". Vannacci prenderà la tessera della Lega? "Non lo so, non gliel'ho mai chiesto e lui neanche, sono sicuro che lavoreremo benissimo", ha risposto Salvini. "Ci sono anche nei comuni e nelle regioni che governiamo tante donne e uomini senza tessera in tasca – ha sottolineato Savini – e non è quello che fa la differenza. Qualcuno può avere la tessera e non votare la Lega o non averla e votarla".  Parlando della scelta del fondatore della Lega di votare Forza Italia – Noi moderati, Salvini ja spiegato che "non voglio male a nessuno e a Bossi ho intitolato anche il mio libro. Sicuramente dovrò ascoltare i militanti", ha poi aggiunto Salvini . "Se qualcuno dice che vota un altro partito manca di rispetto non al segretario in carica ma a un’intera comunità" ha sottolineato. "Sono sicuro che Zaia piuttosto che Giorgetti abbiano votato Lega con tre preferenze, non sta a me chiedere, chiedetelo a loro. E' un problema chi ha detto che non ha votato Lega – ha sottolineato -. Uno le preferenze può darle a chi vuole ma se cambia partito non mi sembra una cosa normalissima". 
"La Lega ha 40 anni di vita alle spalle e ne avrà altri 40 di fronte – ha continuato Salvini -. Io sono abituato a confrontarmi con gli avversari esterni, dover fare i conti con chi all’interno rema contro è complicato…penso ai militanti, ai sindaci e alle persone che hanno dedicato giorni e notti al movimento all'affissione dei manifesti fuori da scuole e fabbriche. Non meritano che qualcuno dentro faccia altro, che faccia i propri interessi senza avere un obiettivo comune".  "Io – ha aggiunto il leader del Carroccio – sono abituato a vincere o perdere di squadra, non a tradire chi mi è di fianco. Non mi piacciono i fuggiaschi e coloro che tradiscono. Non è giusto che chi è iscritto a un partito, a urne aperte, dica che vota per un altro partito. In nessun altro partito italiano avviene qualcosa del genere. Io devo rendere conto a decine di migliaia di sostenitori, militanti e iscritti che non meritano questo". “Io lascerò” la Lega “nel giorno in cui non avessi più la passione di fare quello che mi fa alzare la mattina per l'Italia", ha detto Salvini.  "Io non devo convincere nessuno né devo dare lezioni a nessuno" ma "il centrodestra si rafforza percentualmente rispetto alle politiche. Se qualcuno dovesse scegliere alleanza con la sinistra, i socialisti e Macron sarà libero di farlo, io lavoro per un cambiamento", ha detto Salvini che poi ha sottolineato: "Ho sentito Marine Le Pen, mi sono messaggiato anche Jordane Bardella e ci siamo fatti i complimenti. La nostra non è solo un'alleanza ma un'amicizia che dura nel tempo e durerà nel tempo. Ci vedremo mercoledì per ragionare". "La scelta nazionale è una scelta di futuro. Per quello che ci riguarda il governo ne esce rafforzato in termini percentuali". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, in via Bellerio, a Milano, commentando i risultato del partito in Friuli Venezia Giulia e Calabria.   "Il voto rafforza la voglia di studiare vie per uscire dal conflitto, penso sia fra Russia e Ucraina che fra Israele e Palestina. Piazze e urne chiedono pace", ha detto il leader della Lega. "L'ipotesi di usare armi per bombardare fuori dai confini ucraini è stata bocciata dagli elettori – ha sottolineato -. I portavoce con l'elmetto, Scholz e Macron, hanno perso in Francia e Germania".    —[email protected] (Web Info)

Fi, in Sicilia vince la linea Schifani

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(Adnkronos) – In Sicilia vince, per Forza Italia, la linea del Governatore Renato Schifani, che ha sostenuto l'assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo, risultato 'Mister preferenze' con circa 120 mila voti ottenuti nella circoscrizione Isole. Il più votato. Meglio di lui, in Sicilia, solo la premier Giorgia Meloni, con 177 mila preferenze. Schifani ha lavorato in questi mesi usando la strategia del silenzio, senza proclami, ma sempre presente, aggregando attorno a Forza Italia tutti i partiti del Ppe. Perché sia la Dc di Cuffaro che Raffaele Lombardo fanno parte del Partito popolare europeo. Schifani è riuscito a riunire sotto lo stesso tetto elettorale, non politico, i partiti del Ppe. Un progetto ostacolato, invece, dall'assesore Marco Falcone. Un progetto, silenzioso, quello di Schifani, risultato alla fine vincente. L'operazione della Federazione TotòCuffaro-Saverio Romano è stata portata avanti e 'benedetta' proprio dal Governatore Schifani. Edy Tamajo è seguito, con un distacco di oltre 20 mila preferenze, da un altro assessore forzista, Marco Falcone, appoggiato da Maurizio Gasparri e dall'eurodeputata uscente, Caterina Chinnici, sostenuta, invece, dal leader forzista Antonio Tajani. Tamajo vince, dunque, la sfida interna alla lista di 'Forza Italia -Noi moderati' nella circoscrizione Isole delle elezioni europee. Mentre Massimo Dell’Utri, appoggiato dalla Dc di Totò Cuffaro, arriva quarto con oltre 65 mila preferenze. Il vincitore del 'duello' interno a Forza Italia nella giunta Schifani è proprio Tamajo, molto vicino al governatore Renato Schifani. Già dalla notte si festeggia nel quartier generale di Tamajo, nella borgata marinara di Mondello, a Palermo. "Questo successo è il frutto del duro lavoro, della dedizione e del sostegno dei nostri elettori. Grazie a tutti voi, oggi celebriamo una vittoria che rappresenta non solo un riconoscimento del nostro impegno, ma anche un nuovo inizio per il futuro della nostra comunità", ha detto Tamajo. Mentre il coordinatore regionale del partito in Sicilia, Marcello Caruso parla di un "dato che va anche oltre le nostre previsioni, ma che era nell'aria dopo una campagna elettorale durante la quale il consenso era percepibile costantemente, in tutte le province e in tutti i settori, grazie soprattutto al generoso e infaticabile lavoro dei candidati e delle candidate, che si sono spesi senza sosta e senza risparmiarsi".  Soddisfatto per il risultato complessivo, nonostante la 'sconfitta' interna in Fi, anche l'assessore Marco Falcone: "I dati in via di definizione dicono che sono il terzo candidato più votato d’Italia nella lista di Forza Italia. Abbiamo potuto contare sull’affetto e sul massiccio sostegno del popolo azzurro di Sicilia e Sardegna – dice l'assessore regionale all'Economia – maturando un risultato che va oltre le più rosee aspettative. L'entusiasmo dell’elettorato azzurro, in tutta l’Italia Insulare in maniera omogenea, si è canalizzato sul mio nome attraverso quasi 100 mila preferenze", dice. Mentre Saverio Romano (Noi Moderati) esulta: “Il risultato eccellente della lista Forza Italia – Noi Moderati è la dimostrazione della validità di un progetto politico di Centro e della volontà degli elettori di consolidare il ruolo e i valori del popolarismo in Europa”. (di Elvira Terranova) —[email protected] (Web Info)

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