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Gaza, Israele libera quattro ostaggi: messi in salvo in due raid

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(Adnkronos) – L'esercito israeliano ha liberato quattro ostaggi in mano ad Hamas in un'operazione nel centro della Striscia di Gaza. Lo rende noto l'Idf, specificando che si tratta di Noa Argamani, Almog Meir Jan, Andrey Kozlov, e Shlomi Ziv. I quattro erano stati rapiti il 7 ottobre durante l'attacco di Hamas al festival musicale Supernova. L'operazione è stata condotta dalle Idf con lo Shin Bet e la polizia israeliana. Ad una prima valutazione medica, le condizioni mediche dei quattro appaiono buone, ma sono ora stati portati all'ospedale per ulteriori controlli. L'operazione è stata condotta dalle forze speciali che hanno effettuato raid simultanei in siti di Hamas a Nuseirat. In uno è stata messa in salvo Argamani mentre gli altri tre sono stati trovati nel secondo sito, si legge su Times of Israel (VIDEO).  "Idf, Isa e forze speciali hanno condotto una complessa, eroica operazione per mettere in salvo quattro ostaggi tenuti da Hamas a Gaza e portarli a casa in Israele. Continueremo a combattere fino a quando i 120 ostaggi saranno a casa". E' quanto afferma intanto su X il ministro della Difesa, Yoav Gallant, affermando che gli israeliani sono "travolti dalla gioia" per la liberazione dei quattro ostaggi.  Dopo la notizia della liberazione dei quattro ostaggi, il ministro del gabinetto di guerra, Benny Gantz, ha invece annullato il discorso di questa sera durante il quale, secondo ogni previsione, avrebbe annunciato il ritiro del sostegno del suo partito al governo Netanyahu. "Anche oggi il mio pensiero va a tutte le famiglie degli ostaggi, siamo impegnati a fare di tutto per portarli a casa", quanto ha detto il ministro affermando di avere "il cuore pieno" per la liberazione dei quattro ostaggi oggi a Gaza. "Voglio lodare i soldati delle forze israeliane, Yaman, Shin Bet per la complicata e coraggiosa operazione che è stata pianificata ed eseguita in modo ammirevole", ha aggiunto. Il Premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant avevano approvato l''operazione di liberazione degli ostaggi da parte delle forze dell'Idf giovedì sera, quando una riunione del gabinetto di guerra, ha reso noto il sito di notizie israeliano Ynet. Il sito di notizie precisa, senza citare nessuna fonte, che la motivazione della cancellazione della riunione è stata la necessità di presiedere agli ultimi preparativi per l'operazione. Netanyahu avrebbe seguito la missione da una war room dello Shin Bet. Noa, la 25enne israeliana rapita da Hamas durante il festival e diventata simbolo del 7 ottobre, ha quindi riabbracciato il padre sull'autobus che la portava all'ospedale di Tel Hashomer subito dopo essere stata liberata insieme agli altri tre ostaggi (VIDEO). E' quanto mostra un video postato sui social. Noa era stata rapita lo scorso ottobre al rave nel deserto del Negev. La studentessa di 25 anni era diventata uno dei volti più noti della crisi – che non termina oggi con la sua liberazione, insieme ad altre tre persone – dopo la diffusione del video in cui veniva portata via da Hamas sul sellino posteriore di una motocicletta, strappata dalle mani del fidanzato. Una clip di dieci secondi in cui si vede la ragazza in lacrime. La mamma di Noa è paziente oncologica, con un tumore al cervello. Il suo più grande desiderio in questi mesi è stato quello di vivere abbastanza per rivedere la figlia a casa. Oggi sono state diffuse le immagini dell'abbraccio di Noa con il padre Yaakov. "Non ti abbiamo dato per persa neanche per un momento. Non so se tu lo credevi, ma noi lo credevamo e sono felice che sia successo". E' quanto ha detto Benjamin Netanyahu nella telefonata con la ragazza, avvenuta poco dopo la sua liberazione.  "Rimettiti con la tua famiglia, e abbraccia anche tua madre", ha aggiunto il premier israeliano parlando con la ragazza che si è detta "molto emozionata" di parlare in ebraico di nuovo. "In ebraico ed a casa questo è importante", ha aggiunto Netanyahu. Anche il presidente Isasc Herzog ha parlato con Noa dicendole che "l'abbraccia a nome di tutta la nazione di Israele". Insieme a Noa, Almog e Shlomi, è stato liberato oggi anche Andrei Kozlov, un altro dei partecipanti al Supernova. Kozlov, che ha 27 anni, è nato a San Pietroburgo, e si era trasferito in Israele solo da un anno e mezzo lo scorso autunno, lavorava per la sicurezza dell'evento. Al momento del raid di Hamas, stava comunicando via messaggi con il padre, a cui aveva detto che sentiva il rumore di spari intorno a lui. Ad alcuni amici aveva scritto un messaggio drammatico in cui denunciava di non aver un posto in cui nascondersi. Per la sua liberazione, così come quella di altri tre ostaggi con cittadinanza anche russa, Aleksandr Lobanov e Aleksandr Trufanov, si era espresso anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov. Kozlov era arrivato in Israele con un programma di internship Masa. Viveva a Rishon Lezion, fuori Tel Aviv. La madre si è trasferita in Israele dopo il suo rapimento. Anche Almog Meir, di 21 anni, e Shlomi Ziv, di 41, erano stati rapiti al rave. Meir, come Noa, era al rave come ospite, Ziv, come Kozlov, per lavorare. Ziv, sposato, da 17 anni insieme alla moglie Meran, è un arredatore e stava per iniziare un nuovo lavoro quando ne ha accettato un altro, per aiutare al festival il cugino della moglie, Aviv Eliyahu. Questi, che era direttore della sicurezza, è stato ucciso. Meir è residente a Or Yehuda, nel centro di Israele. Era entusiasta per il Rave che aspettava da mesi. Alle 7.45 del mattino del sette ottobre, ha chiamato la madre, Orit, per chiederle di accendere il televisore. "L'esercito ha fatto finire la festa. Ci sono razzi che arrivano da tutte le direzioni e ci sparano contro. Non so cosa stia accadendo ma cercherò di chiamarti ogni ora. Ti voglio bene", le aveva detto. E' morto l'agente delle forze speciali anti-terrorismo israeliane 'Yaman', che era rimasto gravemente ferito nell'operazione per la liberazione di quattro ostaggi, tenuti sotto sequestro dallo scorso sette ottobre da Hamas. La polizia ha identificato la vittima, deceduta poco dopo il ricovero in un ospedale in Israele in condizioni critiche, come l'ispettore capo Arnon Zamora. Il premier Netanyahu e il ministro della Difesa Gallant avevano approvato l''operazione di liberazione degli ostaggi da parte delle forze dell'Idf giovedì sera, era stata annullata una riunione del gabinetto di guerra, ha reso noto il sito di notizie israeliano Ynet. Il sito di notizie precisa, senza citare nessuna fonte, che la motivazione della cancellazione della riunione è stata dettata dalla necessità di presiedere agli ultimi preparativi per l'operazione. Netanyahu avrebbe seguito la missione da una war room dello Shin Bet. Una cellula americana in Israele avrebbe dato supporto alla liberazione dei quattro ostaggi, lavorando con le forze israeliane all'operazione, riferiscono intanto fonti Usa alla Cnn che ha anche rivelato che Israele ha preparato per settimane i raid scattati oggi con il coinvolgimento di centinaia di militari dell'Idf, di agenti dell'intelligence e forze speciali della polizia. "Un importante segnale di speranza, soprattutto per le tante famiglie in Israele che ancora temono per i propri cari". A scriverlo, in un messaggio postato su X dopo la liberazione dei 4 ostaggi israeliani a Gaza, è stato il cancelliere tedesco Olaf Scholz. "Quattro ostaggi sono ora liberi. Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi. La guerra deve finire", ha aggiunto. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Premier danese presa a pugni, in ospedale per un colpo di frusta

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(Adnkronos) – La premier danese, Mette Frederiksen, è stata portata in ospedale per controlli e per un "lieve colpo di frusta" dopo l'aggressione subita ieri sera nel centro di Copenhagen. Lo rende noto il suo ufficio aggiungendo che "a parte questo, la premier sta bene, ma è scioccata per l'incidente" Frederiksen ha cancellato tutti gli impegni che aveva previsti per oggi alla vigilia del voto per le Europee di domani.  Intanto l'uomo di 39 anni che ieri l'ha aggredita sferrandole un pugno, arrestato immediatamente dopo l'aggressione dalla polizia, oggi comparirà di fronte ai giudici.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Maturità, le parole chiave dell’Esame di Stato

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(Adnkronos) – A una decina di giorni dalla prima prova dell'esame di Maturità, quella scritta d'italiano, che oltre 500mila studenti si accingono ad affrontare, ecco le parole chiave dell'Esame di Stato:  
Ammesso. La qualifica di chi può accedere all'Esame di Stato o Maturità  
Candidato. Lo studente che deve affrontare l'esame di Maturità  
Colloquio. La parte orale dell'Esame di Stato.  
Commissione d'esame. E' composta da un Presidente esterno, da tre membri esterni e tre interni all'istituzione scolastica ed è l'organo giuridico preposto allo svolgimento delle procedure dell'Esame di Stato, deve quindi verificare le conoscenze, le competenze e le capacità critiche acquisite dagli studenti.  
Crediti. Il credito scolastico è attribuito ai candidati dal consiglio di classe in sede di scrutinio finale. Il consiglio procede all'attribuzione del credito maturato nel secondo biennio e nell’ultimo anno, attribuendo sino ad un massimo di 40 punti.  
Diploma. Un attestato, un documento ufficiale che attesta il compimento di un determinato ordine di studi o il conseguimento di un'abilitazione professionale: diploma di Maturità classica, ad esempio, oppure diploma di Laurea.  
Esame di Stato o Maturità. Nell'ordinamento scolastico italiano, l'esame di Maturità o Esame di Stato chiude un corso di studi secondari superiori: esame di maturità classica, scientifica, linguistica, tecnica, magistrale, artistica, professionale, secondo il tipo di scuola frequentato. 
Invalsi. Le prove Invalsi sono test standardizzati che gli studenti svolgono in diverse fasi del loro percorso scolastico, per individuare il loro livello di competenze su scala nazionale. Vengono ripetute annualmente in modo, quindi, da tracciare uno storico sulle competenze e conoscenze degli studenti. Sono preparate dall'Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (Invalsi), un ente di ricerca vigilato dal ministero dell'Istruzione. Le prove Invalsi sono obbligatorie, anche per accedere all'Esame di Stato.  
Traccia o tracce. Nel linguaggio scolastico, l'argomento (anche come semplice enunciato del tema) che lo studente deve svolgere in un compito scritto.  
Valutazione. Il voto finale dell'Esame di Stato che sarà il risultato della somma tra i crediti del triennio che vengono attribuiti in base alla media dei candidati e il punteggio di ciascuna prova.   —[email protected] (Web Info)

Europee, l’analisi: sul web Meloni fa il pieno di mentions, Salvini e Conte i più divisivi

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(Adnkronos) – Le elezioni europee 2024 hanno dimostrato ancora una volta il ruolo fondamentale dei social media nella formazione del consenso. È quanto emerge da una ricerca effettuata da SocialData, in esclusiva per Adnkronos, sulle conversazioni social dell’ultimo mese. Giorgia Meloni emerge come la leader più menzionata e discussa sui social media. Con 41K menzioni, che rappresentano il 27% del totale relativo al tema delle elezioni europee, Meloni distanzia significativamente i suoi rivali. Elly Schlein, con l'11% delle menzioni, si posiziona come una figura altamente polarizzante (0,76 su 1).  Nonostante il numero elevato di menzioni, il suo indice di polarizzazione è tra i più alti, suggerendo una forte divergenza nelle opinioni degli utenti. Questa polarizzazione è evidente anche nell’analisi demografica delle menzioni (62% uomini, 38% donne). Matteo Salvini e Giuseppe Conte, pur non essendo candidati, continuano a giocare un ruolo cruciale nel dibattito elettorale. Salvini raccoglie il 10% delle menzioni totali, mentre Conte si attesta al 6,7%. Entrambi i leader mostrano un alto indice di polarizzazione, indicativo delle reazioni contrastanti del pubblico (0,78 Salvini, 0,77 Conte). Matteo Renzi e Carlo Calenda sono i leader più citati dal pubblico femminile: il 46% delle donne che interviene sul tema europee cita l’ex premier, seguito dal 42% di Calenda e il 41% di Giorgia Meloni. Tra i meno citati dal genere femminile Giuseppe Conte (36%) ed Elly Schlein (38%). È stato poi effettuato un focus sui candidati non leader più citati dai social. Al primo posto Roberto Vannacci raccoglie il 5% delle mentions totali sulle elezioni europee. In generale ha beneficiato dall’eco mediatica ricevuta durante l’intera campagna elettorale. Seguono Ilaria Salis (1,8%), Emma Bonino (1,8%), Michele Santoro (1,2%), Ignazio Marino (1,1%), Dario Nardella (1%), Stefano Bonaccini (1%). “È stata una campagna elettorale fortemente polarizzata”, spiega Luca Ferlaino, partner di SocialData. “La capacità che i singoli leader hanno avuto nel coinvolgere e mobilitare il proprio elettorato di riferimento sarà determinante per stabilire chi avrà vinto questa competizione elettorale".  —[email protected] (Web Info)

Aviaria in Usa, l’epidemiologo: “Fare scorta di antivirali, dopo sarà tardi”

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(Adnkronos) – I continui focolai di influenza aviaria H5N1 negli allevamenti Usa spingono l'epidemiologo americano Eric Feigl-Ding, con oltre 750 follower su X, e già in prima linea nella divulgazione scientifica durante al Covid a lanciare un appello: "Iniziare ad accumulare una serie di farmaci contro l'influenza" citando diversi antivirali (Xofluza, Relenza) molto conosciuti "per tutta la famiglia, nel caso l'influenza aviaria diventi trasmissibile tra uomo e uomo. Il rischio – aggiunge Feigl-Ding – è di pentirsene quando poi questi antivirali saranno carenti".  Poi in un secondo post su X, lo scienziato prosegue su questa linea spiegando che alcuni antivirali possono essere assunti anche in via preventiva chiedendo al proprio medico. "Il Tamiflu è stato approvato dall'Fda anche per la prevenzione dell'influenza", rimarca l'epidemiologo. "Mi pare esagerato dire alle persone di prendere l'antivirale per la profilassi o di fare scorte di farmaci" contro l'influenza aviaria H5N1, "siamo andati oltre, non esageriamo. Ci vuole grande equilibrio e attenzione quando uno scienziato ha anche tanti follower sui social". Così all'Adnkronos Salute l'infettivologo Matteo Bassetti commenta il post su X dell'epidemiologo americano.  "In un attimo si passa dalla giusta attenzione" sull'aviaria "al cattivo allarmismo: è giusto organizzarsi, è corretto che i sistemi sanitari lavorino per l'approviggionamento dei farmaci, verificare i casi sospetti, avere i posti letto. Tutto quello che fa un piano di preparazione – avverte – ma dire alle persone che se stanno male si possono prendere gli antivirali è sbagliato. La comunicazione, l'abbiamo visto con il Covid, è importante non va fatto allarmismo e neanche sottovalutare il problema". La favola di Esopo, 'Al Lupo, al lupo!', come metafora della comunicazione sull'influenza aviaria H5N1. E' lo spunto che alcuni ricercatori italiani hanno scelto per "esaminare la situazione attuale sull'aviaria" soprattutto con la partenza della stagione estiva e quindi dei viaggi, "evitando allarmismi ingiustificati ma sottolineando la importanza di una vigilanza costante". Troppi allarmi, gli 'al lupo' appunto della favoletta, "non giovano affatto anche nel rispondere alla domanda che oggi arriva dai cittadini: è sicuro viaggiare?", precisano Francesco Branda (Università Campus Bio-Medico di Roma), primo autore dell'articolo (firmato anche da Alessandra Ciccozzi, Chiara Romano, Daria Sanna, Massimo Ciccozzi e Fabio Scarpa) inviato alla rivista 'Travel Medicine and infectious disease'.  Nel testo gli autori "sottolineano l’importanza del monitoraggio genetico continuo e dell'approccio 'One Health'" per l'emergenza sanitaria in Usa legata ai bovini positivi al virus H5N1, un approccio "che integra la salute animale, umana e ambientale". Il rischio attuale, però, "per i viaggiatori rimane basso", ed "è fondamentale mantenere alta l'attenzione e la preparazione per prevenire future pandemie". Nella loro lettera gli scienziati ricostruiscono poi quanto accaduto negli allevamenti di bovini in Usa, i primissimi casi anche nell'uomo e la risposta delle autorità sanitarie americane.  "Questo virus aviario, già riscontrato in passato in mammiferi come visoni e leoni marini – ricordano gli scienziati – non era mai stato rilevato nelle mucche, e questa è la notizia importante, ma senza eccessivi allarmismi. Non dobbiamo spaventare la popolazione ma cercare di adottare misure di prevenzione e monitoraggio, ribadendo l'importanza di condividere dati e informazioni che possano renderci pronti ad ogni grave emergenza". I ricercatori rimarcano "l'importanza del monitoraggio" che deve essere effettuato "dai veterinari negli allevamenti intensivi per evitare la diffusione del virus ed evitare possibili mutazioni che potrebbero peggiorare la situazione". In conclusione, i ricercatori ritornano sulla favola di Esopo, "non si deve gridare 'al lupo' quando non ce n'è bisogno, altrimenti quando si verificherà una mutazione del virus o un riassortimento, che può portare alla trasmissione da uomo a uomo, nessuno crederà davvero all'allarme".  Era stato annunciato dall'Australia il 22 maggio: nello Stato di Victoria un caso confermato in laboratorio di infezione umana da virus dell'influenza aviaria A H5N1, il primo in assoluto registrato da questo patogeno nel Paese. Nella nota del Dipartimento della Salute si parlava genericamente di un bambino rientrato da un viaggio in India, dove questa 'famiglia virale' di virus H5N1 è stato rilevato in passato negli uccelli. Ora l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) fa il punto sul caso, la cui fonte di contagio resta attualmente sconosciuta, e spiega che il primo paziente australiano con H5N1 è una bambina di 2 anni e mezzo senza patologie preesistenti, con una storia di viaggio a Calcutta, in India, dal 12 al 29 febbraio 2024. Sulla base delle informazioni disponibili, è il primo elemento evidenziato dall'Oms, l'agenzia Onu per la salute continua a valutare "basso il rischio attuale per la popolazione generale rappresentato da questo virus". Dalla ricostruzione sul caso australiano emerge che la piccola è rientrata in Australia l'1 marzo e il 2 si è presentata in un ospedale di Victoria, dove ha ricevuto cure mediche ed è stata ricoverata lo stesso giorno. Il 4 marzo, è stata trasferita al reparto di Terapia intensiva di un ospedale di riferimento a Melbourne, a causa del peggioramento dei sintomi, per un periodo di una settimana. La paziente è stata dimessa dall'ospedale dopo un ricovero di 2 settimane e mezzo. E ora viene riportato che le sue condizioni cliniche sono buone. La famiglia ha poi riferito che la bambina aveva iniziato a sentirsi male il 25 febbraio. I sintomi: perdita di appetito, irritabilità e febbre, tanto che è stata portata da un medico in India la sera del 28 febbraio. "Aveva febbre, tosse e vomito", si legge nella nota Oms, e le è stato somministrato paracetamolo. Non è stato riferito a un ufficiale di biosicurezza aeroportuale che la bambina non stava bene quando è arrivata in Australia. Quanto al periodo di permanenza in India, la famiglia ha riferito alle autorità sanitarie che la bambina non ha viaggiato al di fuori di Calcutta, e non ha avuto contatto noto con persone malate o animali mentre si trovava nel Paese. Al 22 maggio, nessun familiare stretto del caso in Australia o in India aveva sviluppato sintomi. Il 6 e 7 marzo un tampone nasofaringeo e un aspirato endotracheale vengono prelevati dalla piccola in ospedale e risultano positivi per l'influenza A. I campioni vengono inviati al Centro Oms per un'ulteriore caratterizzazione il 3 aprile come parte di un lotto, poiché i medici referenti dell'ospedale non avevano conoscenze sufficienti per collegare il caso al virus H5N1. La sequenza genetica del virus ottenuta dai campioni ha confermato il sottotipo A (H5N1) e ha indicato che si trattava della 'famiglia virale' 2.3.2.1a, che circola nel Sud-Est asiatico ed è stato rilevato in precedenti infezioni umane e nel pollame. Il 17 maggio 2024, il Centro di collaborazione Oms per la consultazione e la ricerca sull'influenza in Australia notifica al Punto nazionale Nfp australiano un caso sospetto di influenza aviaria umana da A H5N1 ad alta patogenicità a Melbourne. Il Dipartimento statale della Salute del Victoria lo conferma il 18 maggio 2024. E il punto australiano informa quello dell'India il 21 maggio e l'Oms il 22. "Le infezioni da virus dell'influenza aviaria negli esseri umani possono causare malattie che vanno da lievi infezioni del tratto respiratorio superiore a malattie più gravi e possono essere fatali – ricorda l'Oms – Sono stati segnalati anche congiuntivite, sintomi gastrointestinali, encefalite ed encefalopatia. Sono stati inoltre rilevati diversi casi in persone asintomatiche esposte a uccelli infetti". L'evidenza suggerisce che alcuni farmaci antivirali (in particolare oseltamivir, zanamivir), possono ridurre la durata della replicazione virale e in alcuni casi migliorare le prospettive di sopravvivenza. "Dal 2003 al 22 maggio 2024, sono stati segnalati all'Oms da 24 paesi 891 casi di infezioni umane da influenza aviaria A H5N1, inclusi 463 decessi. Quasi tutti questi casi sono stati collegati a uno stretto contatto con uccelli infetti vivi o morti o ad ambienti contaminati", riepiloga l'Oms.  "Poiché il virus continua a circolare nel pollame, permane il rischio di ulteriori casi sporadici nell'uomo", aggiunge l'ente. Attualmente in Australia un gruppo di monitoraggio si riunisce settimanalmente per valutare qualsiasi rischio in corso e per coordinare la risposta all'evento è stato attivato il National Incident Centre. Mentre il portale del Centre for Disease Control australiano evidenzia l'importanza per le persone che lavorano in un allevamento o in una fabbrica di pollame, o che viaggiano all'estero in paesi con focolai di influenza aviaria, di vaccinarsi ogni anno contro l'influenza stagionale, cosa che può aiutare a prevenire che l'aviaria si mescoli con altri virus influenzali che potrebbero portare a nuovi virus mutati, diventando così una minaccia maggiore per le persone. Dal canto suo l'India ha avviato sul suo territorio un'indagine epidemiologica. "Attualmente – conclude l'Oms nel suo focus – le prove epidemiologiche e virologiche disponibili suggeriscono che i virus A(H5) non hanno acquisito la capacità di trasmissione prolungata tra gli esseri umani, pertanto la probabilità di diffusione da uomo a uomo è bassa". E questo evento infettivo "non modifica le attuali raccomandazioni dell'Oms sulle misure di sanità pubblica e sulla sorveglianza dell'influenza". Sconsigliate restrizioni ai viaggi o al commercio" ad oggi. E l'Oms precisa infine di non suggerire neanche uno screening speciale dei viaggiatori ai punti di ingresso o altre restrizioni. —[email protected] (Web Info)

Morbillo, 12 casi nel carcere Genova-Marassi

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(Adnkronos) – "Sono 12 i casi di morbillo nel carcere Genova-Marassi". Lo scrive su X l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "La popolazione carceraria è purtroppo a rischio di malattie infettive altamente contagiose, come il morbillo. Sono molti i detenuti di Paesi che hanno coperture vaccinali molto basse (est-Europa, nord-africa) tra i cui il morbillo va a nozze. Occorre mettere in atto un programma di screening, oltre a uno vaccinale urgente anche per le carceri sia per il morbillo che per altre malattie infettive prevedibili".  "E’ l’anno del ritorno del morbillo, che ha purtroppo molti alleati in Italia, anche nel nostro Parlamento. Vero Borghi?" scrive Bassetti su X. Bassetti cita anche il senatore della Lega Claudio Borghi, tornando quindi sulle polemiche dopo il post di Borghi in cui il senatore annunciava un emendamento per l'abolizione della legge Lorenzin sugli obblighi vaccinali per i bimbi.  —[email protected] (Web Info)

Scappa con figlio affidato a zii ad Aosta, ritrovata: “Bimbo sta bene”

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(Adnkronos) – E' stata rintracciata la madre insieme al figlio, che giovedì scorso, dopo un incontro, era fuggita col bambino, in affidamento agli zii, facendo perdere le proprie tracce. Il bambino, dall'anno scorso, era stato tolto dalla custodia della madre, affidato ai servizi sociali e collocato presso gli zii. Ieri sera la squadra mobile di Aosta, con la collaborazione della squadra mobile di Cuneo, ha rintracciato madre e figlio nella provincia di Cuneo a Barge. Il minore, che sta bene, è stato riportato in Valle d'Aosta. —[email protected] (Web Info)

Ucraina, droni contro obiettivi in Russia. Armi nucleari, Usa avvertono Mosca

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(Adnkronos) – L'Ucraina avrebbe lanciato 25 droni contro obiettivi all'interno del territorio russo la notte scorsa, secondo quanto rende noto il ministero della Difesa russo, specificando che uno dei droni è arrivato fino al Caucaso russo. Il ministero ha detto che i droni sono stati intercettati nelle regioni di confine di Rostov, Bryansk e Belgorod, e nella Crimea. I russi sostengono che tutti i droni sono stati intercettati senza fare vittime o feriti.  Un drone russo avrebbe raggiunto la Repubblica dell'Ossezia settentrionale, nel Caucaso russo, secondo quanto riferito dal leader regionale, Sergey Menyaylo, che afferma che è stato colpito un campo di aviazione militare. Sarebbe la prima volta che un drone ucraino raggiunge un territorio così lontano dalla linea del fronte. Gli Stati Uniti potrebbero intanto dover dispiegare più armi nucleari strategiche nei prossimi anni come "deterrenza" di fronte alle "crescenti minacce" da parte di Russia, Cina ed "altri avversari". E' quanto ha detto il funzionario del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Pranay Vaddi, nel suo intervento alla Arms Control Association. "In assenza di un cambiamento degli arsenali degli avversari, potremmo raggiungere nei prossimi anni il punto in cui un amento dell'attuale numero dispiegato sia necessario – ha detto in un discorso incentrato ad "un approccio più competitivo" sul controllo delle armi -, siamo pienamente preparati ad eseguirlo in caso di decisione del presidente". "Se quel giorno dovesse arrivare, questo porterebbe alla determinazione che sono necessarie più armi atomiche per deterrenza nei confronti dei nostri avversari e per proteggere il popolo americano e i nostri alleati e partner", ha aggiunto Vaddi in un discorso che si è distanziato da quello fatto un anno fa, nella stessa occasione, da Jake Sullivan. Allora il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca aveva detto che non c'era bisogno di aumentare il dispiegamento di armi nucleari strategiche Usa per contrastare gli arsenali di Russia e Cina ai quali aveva offerto negoziati "senza pre condizioni". Intanto è di ieri l'annuncio su nuovi aiuti militari e armi dagli Usa all'Ucraina. Mentre Volodymyr Zelensky è tornato a ribadire che Kiev deve poter colpire obiettivi in Russia nella fase cruciale della guerra, nell'incontro a Parigi con il leader ucraino Joe Biden ha annunciato il nuovo pacchetto di aiuti militari, del valore di 225 milioni di dollari e che comprende intercettori di difesa aerea e munizioni di artiglieria e altre capacità cruciali. "Questo è il sesto pacchetto annunciato dagli Usa da quando è stata firmata dal presidente Biden la legge di spesa aggiuntiva per la sicurezza nazionale, a dimostrazione del rapido passo dell'aiuto Usa all'Ucraina", evidenzia la Casa Bianca nella nota in cui si riferisce dell'incontro durante il quale i due "leader hanno discusso della situazione della guerra e delle necessità urgenti di aiuto dell'Ucraina". Si è discusso anche del prossimo "summit di pace per l'Ucraina in Svizzera, dove la vice presidente Kamala Harris e il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, rappresenteranno gli Stati Uniti a sostegno della ricerca di una pace giusta e duratura in linea con la Carta dell'Onu, che comprenda i principi di sovranità e integrità". "Il presidente ha ribadito che il sostegno Usa all'Ucraina è inamovibile", conclude il comunicato, sottolineando che i due "leader si sono impegnati ad incontrarsi di nuovo nel prossimo vertice del G7 in Italia per continuare le discussioni". A Parigi Biden si è scusato con il presidente ucraino per il lungo ritardo con cui il Congresso Usa ha approvato il nuovo pacchetto di aiuti militari del valore di 61 miliardi di dollari. Biden ha detto a Zelensky di volersi ''scusare'' per il ritardo dovuto ad ''alcuni dei nostri membri molto conservatori'' del Congresso. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Bruce Springsteen, riprogrammate tra un anno le tappe del tour in Italia: le date

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(Adnkronos) – Le date italiane rinviate del tour di Bruce Springsteen and The E Street Band, inizialmente previste per il 2024, sono state riprogrammate per il 2025. Tra un anno, quindi, l'appuntamento in Italia con l'artista e la sua storica band.  – 30 giugno 2025 · Milano, Stadio San Siro (recupero del 1° giugno 2024) – 3 luglio 2025 · Milano, Stadio San Siro (recupero del 3 giugno 2024) I biglietti precedentemente acquistati restano validi per le nuove date. I biglietti acquistati per la data del 1° giugno 2024 sono validi per il 30 giugno 2025 – e i biglietti acquistati per la data del 3 giugno 2024 sono validi per il 3 luglio 2025. Coloro che desiderano ottenere un rimborso potranno inoltrare la richiesta al sistema di biglietteria presso il quale si è effettuato l’acquisto (ticketmaster.it, ticketone.it o vivaticket.com), seguendo le modalità riportate sui rispettivi siti internet, entro e non oltre il 20 luglio 2024. —[email protected] (Web Info)

Migranti, in 180 sbarcati a Lampedusa. Sull’isola 11 corpi recuperati da ong

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(Adnkronos) – Sono tre le imbarcazioni soccorse la notte scorsa nelle acque di Lampedusa. Sono complessivamente 180 i migranti arrivati, dopo il soccorso delle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. 
Arrivati intanto sull'isola i corpi degli undici migranti recuperati ieri senza vita dalla nave ong Geo Barents di Medici senza frontiere. La Prefettura di Agrigento, come si apprende, sta cercando dei posti liberi nei cimiteri dell'agrigentino dove poter sistemare le salme. "Plurime criticità di ordine normativo, umanitario e costituzionale sul soccorso in mare", dopo la morte degli 11 migranti in mare, sono stati evidenziati dal Procuratore capo di Agrigento Giovanni Di Leo.  "Alla nave Ong è stato dato, secondo quanto comunicato dalla Polizia Giudiziaria, come porto di sbarco quello di Genova -dice il Procuratore – Alla Procura di Agrigento, per i fatti commessi in acque internazionali finirebbe in questo modo per essere attribuita la giurisdizione sul caso, in relazione alla destinazione delle salme recuperate in mare aperto, che in quanto vittime del reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina, realizzerebbero i presupposti per affermare giurisdizione e competenza sul caso".  "Ogni accertamento sul caso medesimo tuttavia, dovrebbe attendere l'arrivo nel porto di Genova di tutte le persone informate (equipaggio, persone salvate ecc..), ed essere svolto ovviamente con delega a quella Autorità giudiziaria o alle forze di polizia. Allo stesso modo, la Procura di Genova, qualora volesse ritenere la propria competenza sul caso, dovrebbe svolgere gli accertamenti urgenti sulle salme sbarcate a Lampedusa, avviandoli dopo diversi giorni dal loro trasferimento a terra, e verosimile tumulazione".  Di Leo aggiunge: "L'isola di Lampedusa non è attrezzata per la conservazione di un così alto numero di cadaveri. Anche in questo caso, pertanto, non si comprende la scelta operata di farli sbarcare a Lampedusa anziché, ad esempio a Porto Empedocle, dove l'attracco della nave eviterebbe un trasbordo in mare". "L'applicazione della legge penale, gli accertamenti previsti dal codice di procedura come obbligatori, la determinazione stessa della giurisdizione e della stessa competenza penale – conclude il Procuratore – non può, secondo Costituzione, essere rimessa a decisioni discrezionali dell'Autorità politico-amministrativa, ma soltanto alla legge stessa". "L'autorizzazione al trasbordo delle salme su motovedetta della Capitaneria di porto è stata determinata esclusivamente da ragioni umanitarie, avendo riguardo anche alla circostanza secondo cui il Porto di Lampedusa e quello di Porto Empedocle, non avrebbero comunque consentito l’approdo di una nave della stazza della Geo Barents", fa sapere il Viminale. "La prefettura di Agrigento, secondo procedure collaudate", ha già informato le prefetture confinanti affinché le salme siano portate nelle rispettive province – sottolinea il Viminale – Nessuna salma resterà a Lampedusa".  Con riferimento al Pos (place of safety) assegnato, sempre il Viminale fa presente che "la sua individuazione costituisce prerogativa del Ministero dell’Interno e quindi, sindacabile, in quanto tale, solo dalla giurisdizione amministrativa. Il Viminale richiama in proposito la sentenza con la quale il Tar del Lazio, respingendo due ricorsi proprio della Geo Barents, riguardanti l’assegnazione del Pos, ha ribadito come sia “evidente e innegabile” che spetti al Viminale assegnare il porto in quanto “le operazioni di soccorso vanno inquadrate nel più ampio e complesso contesto del fenomeno migratorio via mare” che oltre al soccorso prevede anche l’accoglienza, l’ordine pubblico e la gestione generale del fenomeno migratorio. "Ieri la Geo Barents, grazie anche al supporto dell'aereo di SeaWatch 'Seabird', ha recuperato in mare i corpi senza vita di 11 persone. Corpi che erano in mare da molti giorni, che sono vittime di un naufragio di cui non si sa assolutamente nulla. Loro, come decine di migliaia di persone, vittime di scelte politiche e della mancanza di passaggi sicuri per sfuggire a situazioni di guerra, di povertà, di detenzione e dalla situazione in Libia che conosciamo molto bene". Così Fulvia Conte, coordinatrice dei soccorsi di Medici Senza Frontiere a bordo della Geo Barents. "Il labile confine tra la vita e la morte nel Mediterraneo centrale è così evidente – aggiunge – ieri mentre recuperavamo i corpi di queste 11 persone, fra cui alcune donne, un gommone della Geo Barents stava effettuando il salvataggio di un barchino in difficoltà. Questa è la situazione nel Mediterraneo centrale, questa situazione è la causa e la conseguenza di una scelta politica. Non è un'emergenza, non è qualcosa di non prevedibile. Le persone cercheranno sempre di trovare una vita sicura e ci dovrebbero essere dei canali legali per poter fuggire da situazioni assolutamente inumane". —[email protected] (Web Info)

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