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Caldo nel weekend, allerta oggi e domani: domenica arancione a Bari

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(Adnkronos) – Il grande caldo prende di petto l'Italia. Scatta l'allerta gialla oggi a Roma e in altre 5 città: Bologna, Campobasso, Frosinone, Latina e Perugia. Il livello uno di allerta, avverte il ministero della Salute, suggerisce di "prendersi cura di parenti o vicini di casa anziani che vivono soli" e di segnalare "ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento". Per prevenire gli effetti delle ondate di calore sulla salute, la Protezione civile nazionale regionale ha diramato un avviso di condizioni meteo avverse per oggi in Sardegna. "Si prevedono temperature massime molto elevate, localmente superiori a 40° Celsius nel settore occidentale e settentrionale dell'Isola" scrive la Protezione Civile. 
Domani, domenica 9 giugno, è prevista un'allerta arancione con temperature da record a Bari e gialla ad Ancona, Cagliari, Campobasso, Catania, Napoli, Palermo e Perugia. L'avviso di livello 2, sottolinea il ministero della Salute, prevede condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per una parte di popolazione più fragile.  Prima ondata di caldo su tutta l'Italia con l'anticiclone Scipione. Sabato 8 giugno si raggiungerà il picco del caldo al Centro-Nord, sottolinea www.iLMeteo.it mentre al Sud il culmine arriverà tra martedì e mercoledì prossimo: il sabato vedrà il mercurio dilatarsi fino a segnare 38°C a Oristano, 36°C a Taranto, 35°C a Foggia e Siracusa con Matera e Terni a 34°C.  Si toccheranno anche i 33°C al Nord, in particolare nelle zone interne della Romagna. Domenica il quadro africano, associato all’anticiclone Scipione, sarà ancora più rovente al Sud e solo su parte del Centro: sono infatti in arrivo acquazzoni al settentrione e verso la Toscana, con un aumento delle nubi che contribuirà a far scendere le massime su queste zone. Dove il tempo resterà soleggiato avremo picchi di 37°C a Siracusa, 35-36°C su tutta la Puglia, dal foggiano al Salento. A Cefalù, ad esempio, si prevedono 39°C all’ombra. Al Sud il caldo proseguirà, come detto, fino a mercoledì: nei primi tre giorni della nuova settimana sono previsti valori eccezionali, fino a 42°C in Sicilia.  La particolarità di questa prima ondata di calore sarà infatti l’afa. Le condizioni risulteranno calde, ma anche molto umide a causa delle abbondanti piogge cadute nelle ultime settimane. Il primo sole estivo farà infatti 'ribollire' i terreni saturi d'acqua e creerà un ambiente quasi tropicale. E' prevista una sensazione di afa opprimente specie in Emilia Romagna, lungo i settore adriatici, ma in pratica su quasi tutte le zone interne, fondovalle alpini compresi. L'espansione di un'area di alta pressione dal Nord Africa garantirà ancora 12-18 ore di tempo in prevalenza asciutto. Sulla Lombardia, secondo il bollettino meteo di Arpa regionale, oggi il tempo tenderà progressivamente a peggiorare per l'avvicinamento di una struttura di bassa pressione dalla Penisola Iberica, che soprattutto domenica pomeriggio-sera apporterà piogge e temporali diffusi, anche di forte intensità. La prima parte della nuova settimana sarà instabile con piogge su molte zone, specie su Alpi e Prealpi. In quest'ultima fase le temperature saranno in progressiva diminuzione fino a portarsi al di sotto delle medie del periodo.  —[email protected] (Web Info)

Gaza, rapporto Cia: Netanyahu sfida gli Usa per piano post guerra

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(Adnkronos) – Il futuro post guerra a Gaza, le pressioni Usa sulla roadmap per la Striscia e la resistenza al pressing statunitense del premier israeliano Benjamin Netanyahu al centro di un report della Cia. E' quanto rivela la Cnn sul rapporto circolato tra i vertici dell'amministrazione Usa questa settimana e datato 3 giugno.  Secondo quanto spiega l'emittente, il documento conclude che Netanyahu ritenga di poter andare avanti senza definire un piano per il dopoguerra a Gaza, sfidando quindi le pressioni che arrivano dall'amministrazione Biden per mettere fine al conflitto. Nel report si legge inoltre che il premier israeliano "probabilmente ritiene che può mantenere il sostegno dei suoi vertici di sicurezza ed evitare defezioni" da parte dei membri di estrema destra della sua coalizione limitandosi a discutere del futuro della Striscia in "termini vaghi". Il rapporto, finora rimasto riservato, rappresenta uno dei documenti più aggiornati dell'intelligence americana sulla predisposizione di Netanyahu. E indica un netto cambiamento del modo in cui l'amministrazione Biden considera Israele, meno un alleato affidabile e più un governo straniero imprevedibile che si deve analizzare e comprendere, aggiunge l'emittente americana.  Nel rapporto si dettaglia infatti come Netanyahu stia sfidando la pressione non solo Usa ma anche di membri moderati del suo governo per definire un "end game" per Gaza. E si avvisa che quello che il premier israeliano dice pubblicamente è probabilmente vero
, cioè che si impegnerà seriamente nella questione del dopoguerra dopo aver ottenuto "quelle che ritiene essere i requisiti chiave di sicurezza, cosa per la quale potrebbero essere necessari mesi".  Tra questi requisiti c'è il completamento delle "principali operazioni militari" e l'eliminazione del comandante militare di Hamas, Mohammed Deif, considerato uno dei principali pianificatori degli attacchi del 7 ottobre. Israele ha cercato diverse volte di colpirlo e sebbene sia stato ferito si ritiene che sia ancora vivo. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Elezioni europee, oggi e domani si vota in Italia: cosa c’è da sapere

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(Adnkronos) –
Elezioni europee 2024, primo giorno di voto in Italia. Oggi, sabato 8 giugno, seggi aperti fino alle 23 per l'elezione dei 76 membri del Parlamento europeo spettanti al nostro Paese, ma che per l'elezione del Consiglio e del presidente della giunta regionale in Piemonte, per il turno annuale di elezioni amministrative nelle regioni a statuto ordinario e nelle regioni a statuto speciale Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia. Il voto andrà avanti anche domani, con la possibilità di recarsi alle urne dalle 7 del mattino alle 23 di sera.  Per le elezioni europee si recheranno a votare oltre 51 milioni di cittadini, cioè il totale degli iscritti alle liste elettorali. Le elezioni amministrative italiane riguardano invece 3.698 comuni in totale, di cui 3.520 delle regioni a statuto ordinario, 114 del Friuli Venezia Giulia, 27 della Sardegna e 37 della Sicilia. Sono 28 i comuni capoluogo al voto. Gli elettori, spiega il Viminale, devono recarsi a votare in possesso di documento di identità valido e tessera elettorale. In caso di smarrimento o esaurimento degli spazi per le timbrature sulla tessera, la stessa può essere richiesta anche nei giorni di votazione presso l'ufficio elettorale del comune di iscrizione nelle liste elettorali. Per quanto riguarda le elezioni europee, è possibile votare una sola lista, e non è ammesso il voto disgiunto. L'elettore può tracciare un segno sul simbolo della lista scelta, anche senza indicare candidati. I nominativi dei candidati eventualmente scelti vanno indicati sulle righe stampate a destra del simbolo, scrivendo il cognome oppure il nome e il cognome in caso di omonimia. Si possono esprimere da una a tre preferenze. Nel caso di due o tre preferenze, le stesse devono riferirsi a candidati di genere diverso, altrimenti si determina l'annullamento della seconda o della seconda e terza preferenza. I candidati devono appartenere alla lista votata. Le liste di candidati presentate per ciascuna circoscrizione e i simboli dei partiti, movimenti o gruppi politici organizzati sono consultabili online, come anche i fac-simile delle schede elettorali, di colore diverso per ciascuna delle 5 circoscrizioni elettorali in cui è suddiviso il territorio nazionale. La legge elettorale dell'Ue stabilisce che le elezioni del Parlamento Europeo si svolgono ogni cinque anni, da giovedì a domenica. Quest’anno le elezioni si tengono in tutti i 27 Stati membri dell'Ue. La precedente tornata elettorale si era svolta nel maggio 2019. I primi risultati provvisori saranno pubblicati domenica sera dalle 23 in poi, dopo la chiusura di tutte le urne. 
IL VOTO IN EUROPA – Le elezioni hanno preso il via giovedì 6 giugno nei Paesi Bassi, seguiti dall'Irlanda venerdì 7 giugno. Lettonia, Malta e Slovacchia al voto oggi sabato 8 giugno. Nella Repubblica Ceca le urne sono aperte da ieri e fino alla giornata di oggi, mentre in Italia si voterà nelle giornate di sabato e domenica. I cittadini degli altri 20 Paesi dell'Ue (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria) voteranno invece solo domenica 9 giugno. 
CHI VIENE ELETTO – Il voto serve ad eleggere i 720 eurodeputati che comporranno l’Aula nella prossima legislatura, dei quali poco più del 10%, 76, spettano all’Italia. Nella precedente legislatura erano 15 di meno; il loro numero viene deciso prima di ogni elezione, in base all’evoluzione della popolazione degli Stati membri, e in base al principio della proporzionalità degressiva, per cui un eurodeputato di un Paese più grande rappresenta più cittadini rispetto a un eurodeputato di un Paese più piccolo.  
QUANTI EURODEPUTATI PER PAESE – Il numero minimo di eurodeputati per qualsiasi Paese è 6, il massimo è 96. Non possono essere più di 750, oltre al presidente. L’Italia, terzo Paese per popolazione, per numero di eurodeputati (76) viene dopo la Germania (96) e la Francia (81). Seguono Spagna (61), Polonia (53), Romania (33), Paesi Bassi (31), Belgio (22), Grecia (21), Repubblica Ceca (21), Svezia (21), Portogallo (21), Ungheria (21), Austria (20), Bulgaria (17), Danimarca (15), Finlandia (15), Slovacchia (15), Irlanda (14), Croazia (12), Lituania (11), Slovenia (9), Lettonia (9), Estonia (7), Cipro (6), Lussemburgo (6), Malta (6). Per le elezioni europee 2024, il corpo elettorale è formato da circa 360 milioni di cittadini. Il maggior numero di elettori aventi diritto, secondo Eurostat, è in Germania (64,9 milioni di persone), Francia (49,7 milioni) e Italia (47 milioni). I numeri più bassi sono a Malta (0,4 milioni), Lussemburgo (0,5 milioni) e Cipro (0,7 milioni). 
CHI VOTA – L’età minima per votare è fissata dalla legislazione nazionale. Nella maggior parte degli Stati membri è di 18 anni, ma fanno eccezione Grecia (17 anni) e Belgio, Germania, Malta e Austria (16 anni). L'età minima per candidarsi va dai 18 ai 25 anni, a seconda dei Paesi (in Italia è di 25 anni).  
CHI VOTA PER LA PRIMA VOLTA – Per quanto riguarda gli elettori che votano per la prima volta (persone che hanno raggiunto l’età per votare dalle ultime elezioni europee del 2019), i numeri più alti di aventi diritto sono in Germania (5,1 milioni di persone), Francia (4 milioni) e Italia (2,8 milioni). I numeri più bassi sono previsti a Malta (20mila persone), Cipro (37mila) ed Estonia (70mila). Le quote più alte di elettori per la prima volta sono previste in Belgio, Francia e Germania con rispettivamente il 9,7%, 8,0% e 7,9% di tutti gli aventi diritto. 
L’AFFLUENZA – Un conto sono gli aventi diritto, un altro i votanti effettivi: storicamente l’affluenza alle urne nelle elezioni europee è sempre stata piuttosto bassa. Nel 2004 è stata del 45,47%, nel 2009 del 42,97%, nel 2014 del 41,61%, nel 2019 del 50,66%. E’ sempre stata più elevata nei Paesi dove votare è un obbligo giuridico, come il Belgio (88,47% nel 2019). In Italia è passata dall’85,65% del 1979 al 54,5% del 2019 (fonte Parlamento Europeo). 
LA LEGGE ELETTORALE UE E QUELLE NAZIONALI – Anche se le elezioni europee sono organizzate in base alla legislazione nazionale, il diritto dell'Ue stabilisce alcune disposizioni comuni, come l'obbligo di garantire la rappresentanza proporzionale. La maggior parte dei Paesi è organizzata in un unico collegio elettorale, ma alcuni dividono i propri territori in più circoscrizioni (Belgio, Irlanda, Italia e Polonia). In alcuni Paesi è prevista una soglia di sbarramento: in Italia è al 4%. Chi prende meno voti non ottiene seggi nell’Aula di Strasburgo. Quanto alle liste elettorali, esistono diversi sistemi nazionali: si passa da liste chiuse (senza alcuna possibilità di modificare l'ordine dei candidati) a liste semi-aperte (gli elettori possono modificare la posizione dei candidati nella lista scelta) fino a liste aperte (gli elettori possono scegliere candidati di liste diverse). Ursula von der Leyen, Nicolas Schmit, Valérie Hayer, Sandro Gozi, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, Bas Eickhout, Terry Reintke, Raül Romeva, Maylis Roßberg e Walter Baier: sono loro i portabandiera delle squadre in campo alle europee, gli 'Spitzenkandidaten' che rappresentano i diversi gruppi politici alle elezioni in corso di svolgimento, scelti dal gruppo di appartenenza per correre per l'incarico di presidente della Commissione Europea. Due i gruppi che contestano il principio della nomina degli Spitzenkandidaten e che non ne hanno nominato uno: si tratta dei conservatori di Ecr e di Identità e Democrazia.  Per gli altri, sono stati nominati: Ursula von der Leyen, tedesca, 65 anni, attuale presidente della Commissione Europea, che rappresenta il partito popolare europeo (Ppe), Nicolas Schmit, lussemburghese, 70 anni, in corsa per il Socialisti e democratici (S&D), già Commissario europeo per il Lavoro.  I liberali di Renew Europe riuniscono al loro interno raggruppamenti diversi: Alde, Partito democratico Europeo, Renaissance. E hanno tre candidati: Valérie Hayer, 38enne francese, entrata al parlamento europeo nel 2019, è attuale presidente di Renew Europe, l'italiano Sandro Gozi, 56 anni, membro del Parlamento europeo per Renaissance dal 2020, segretario generale del Partito democratico europeo, Marie-Agnes Strack-Zimmermann, tedesca, esponente della Fdp.  Il gruppo dei Verdi è rappresentato dalla coppia Terry Reintke- Bas Eickhout. La prima, 37enne cittadina tedesca, è nel Parlamento europeo dal 2014 ed è copresidente dei Verdi dal mese di ottobre 2022. Il secondo, 47 anni, olandese, nel parlamento europeo dal 2009, è stato già Spitzenkandidat per i Verdi nel 2019.  ALE, Alleanza Libera Europea, è rappresentato da Raül Romeva, 53 anni, spagnolo, coinvolto nel referendum sull'indipendenza catalana e colpito dal divieto di ricoprire cariche pubbliche (non ha quindi alcuna possibilità di diventare Presidente della Commissione europea) e da Maylis Roßberg 24enne politica tedesca, membro del Südschleswigschen Wählerverbands, un partito regionalista che rappresenta la minoranza danese dello Schleswig, in Germania, e i frisoni nazionali della Frisia settentrionale (Germania). Il Gruppo della sinistra (Gue/Ngl) ha scelto come suo candidato di punta l'austriaco Walter Baier, esponente del Partito comunista austriaco. Il Parlamento Europeo è organizzato in gruppi politici. Dopo le elezioni, gli eurodeputati si uniscono ad un gruppo, oppure ne creano di nuovi. I gruppi riuniscono deputati provenienti da diversi Stati membri in virtù delle loro affinità politiche, ma contano spesso anche ragionamenti di convenienza. I gruppi possono essere formati anche in una fase successiva, non necessariamente all’inizio della legislatura. Oggi ci sono sette gruppi politici al Parlamento Europeo: Ppe, Socialisti e Democratici (S&D), Renew Europe (Liberali), Ecr (Conservatori e Riformisti), Verdi/Ale, Identità e Democrazia, Sinistra. Un gruppo deve essere composto da almeno 23 deputati, provenienti da almeno un quarto degli Stati membri (cioè almeno sette). I deputati possono appartenere a un solo gruppo: alcuni non appartengono ad alcun gruppo e finiscono nei Non Iscritti, un Limbo in cui si stenta ad incidere sui lavori dell’Aula. Per costituire un gruppo, il presidente del Parlamento deve essere informato con una dichiarazione che specifichi il nome del gruppo, i suoi membri e la sua leadership. Il Parlamento solitamente non valuta la coesione politica tra i membri del gruppo: solo qualora venga smentita dagli stessi deputati interessati, il Parlamento interviene per valutare se è stato effettivamente costituito secondo le regole.  I gruppi politici godono anche di vantaggi economici rispetto ai Non Iscritti: possono assumere personale e ricevere spazi per uffici, finanziati tramite il bilancio del Parlamento. L’Ufficio di Presidenza del Parlamento stabilisce le regole su come questi fondi e strutture vengono gestiti e controllati. I fondi messi a disposizione dei gruppi coprono i costi amministrativi e operativi del personale del gruppo, nonché le spese sostenute a causa delle campagne politiche e di informazione legate all’Ue. Il bilancio non può finanziare alcuna forma di campagna elettorale europea, nazionale, regionale o locale, né alcun partito politico a livello nazionale ed europeo, né i loro organi dipendenti. I deputati Non Iscritti possono assumere consiglieri paragonabili a quelli dei gruppi politici e godono di diritti secondo le regole stabilite dall'Ufficio di Presidenza. Oggi i gruppi politici nel Parlamento Europeo sono sette. Eccoli:  
PPE – E’ il primo gruppo dell’Aula, il più grande, con 176 eurodeputati ad oggi. E’ presieduto dal bavarese Manfred Weber, della Csu, che dal 2022 presiede anche il partito, nato nel 1976 e formato da partiti cristiano-democratici. Nel tempo si è allargato anche a formazioni di orientamento liberal-conservatore. Ne fanno parte partiti di tutti i 27 Paesi membri. I maggiori sono la Cdu tedesca e la Csu bavarese (con 30 eurodeputati), il Partido Popular spagnolo di Alberto Nunez Feijòo (13), il polacco Piattaforma Civica (Platforma Obywatelska) di Donald Tusk (16), Forza Italia (12 eurodeputati), i Républicains francesi, l’Hdz croato, il Kokoomus finlandese, il greco Nea Demokratia, il Fine Gael irlandese, il Cda olandese, il Psd portoghese, il Partito Nazional Liberale rumeno, i Moderaterna e i Kristdemokraterna svedesi, l’Sds sloveno.  
S&D – Secondo gruppo dell’Emiciclo, raggruppa la famiglia socialista e conta 139 eurodeputati ad oggi. Presieduto dalla spagnola Iratxe Garcìa Perez (Psoe), è formato da partiti di tutti i 27 Paesi dell’Ue. La prima delegazione è quella spagnola, del Partido Socialista Obrero Espanol, con 21 membri, seguita da quella tedesca (Spd) con 16 e da quella italiana (Pd), con 15 membri). Tra gli altri componenti figurano il Parti Socialiste francese, il Nowa Lewica polacco, il Ps portoghese, il Pasok greco, il Partij van der Arbeid olandese, il Parti Socialiste belga, il Partito Socialdemocratico svedese, quello finlandese e quello danese.  
RENEW EUROPE – Oggi terzo gruppo del Parlamento con 102 membri, è nato nel 2019 mettendo insieme i Liberali dell’Alde, il Partito Democratico Europeo e Renaissance, il partito francese di Emmanuel Macron. Guidato dalla francese Valèrie Hayer (Renaissance) dopo il passaggio di Stéphane Séjourné al Quai d’Orsay, è presente in 24 Paesi membri; è assente da Portogallo, Malta e Cipro. La delegazione più numerosa è quella francese, con 23 eurodeputati di vari partiti (Renaissance, Horizons, Parti Radical ecc.); delegazioni piuttosto numerose sono anche quella spagnola (Ciudadanos e altri, 9), tedesca (Fdp e Freie Waehler, 7), ceca (Ano 2011, 5), olandese (Vvd, Volt e Democraten 66, 7), rumena (Reper e altri, 7). L’Italia conta 4 eurodeputati tra Azione, Italia Viva e un indipendente.  
VERDI/ALE – Quarto gruppo dell’Aula con 72 eurodeputati provenienti da 18 Paesi, è frutto dell’alleanza tra il Partito Verde Europeo e l’Alleanza Libera Europea, che comprende partiti regionalisti, separatisti o che rappresentano minoranze etniche, come l’Esquerra Republicana catalana, l’Union Valdotaine, il Partito Occitano francese. Co-presidenti, in nome dell’equilibrio di genere, sono il belga Philippe Lamberts (uscente) e la tedesca Terry Reintke. La delegazione più forte è quella dei tedesca, che conta 25 membri, con i Gruenen, Volt e il Piratenpartei; numerosa anche quella francese (12). L’Italia ha tre eurodeputati (Ignazio Corrao, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato), tutti fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.  
ECR – Quinto gruppo del Parlamento è l’Ecr, Conservatori e Riformisti Europei, con 69 membri, espressione di 20 partiti da 17 Paesi. Nato nel 2009 con la Dichiarazione di Praga, è di orientamento conservatore, anti-federalista, propugna un’Europa delle Nazioni ed è considerato un partito moderatamente euroscettico. Dopo l’uscita dei Tories britannici a causa della Brexit, la delegazione maggiore è quella polacca, che conta ben 27 eurodeputati, in maggioranza del Pis (Diritto e Giustizia, Prawo i Sprawiedliwosc) di Jaroslaw Kaczynski, che esprime uno dei due copresidenti, Ryszard Antoni Legutko. L’altro copresidente è Nicola Procaccini, dei Fratelli d’Italia, che si sono uniti all’Ecr nel 2018, con un’operazione guidata da Raffaele Fitto. Oggi Giorgia Meloni, leader di Fdi e presidente del Consiglio, è anche presidente del partito Ecr. La delegazione italiana conta 10 eurodeputati; quella spagnola 4, tutti di Vox. In termini numerici, paga lo scarso apporto dei due maggiori Paesi dell’Ue, Germania e Francia, che contano un solo eurodeputato ciascuna. Grazie all’N-Va, il partito independentista fiammingo, ha conquistato la presidenza di una commissione nella scorsa legislatura.  
IDENTITA’ E DEMOCRAZIA (ID) – E’ un gruppo nato nel 2019, che consta di 49 eurodeputati provenienti da 7 Paesi (una delle due soglie minime, al di sotto delle quali il gruppo si scioglie). Si colloca all’estrema destra dell’Emiciclo: è considerato un gruppo euroscettico. Nella scorsa legislatura è stato oggetto di un ‘cordone sanitario’ formato dagli altri gruppi, che gli ha precluso l’accesso a presidenze e vicepresidenze, al contrario di quanto accaduto all’Ecr. Il grosso del gruppo è formato dalla Lega, con 22 eurodeputati, e dal Rassemblement National francese (18). La delegazione di Alternative fuer Deutschland è stata espulsa di recente, dopo le dichiarazioni dell’eurodeputato Maximilian Krah sulle Ss. E’ presieduto da Marco Zanni (Lega), fuoriuscito anni fa dai Cinquestelle; vicepresidente è il leader del Rn Jordan Bardella.  
SINISTRA – Il settimo gruppo, il più piccolo, è quello della Left, già Gue/Ngl, che si colloca all’estrema sinistra dell’Aula. Nato nel 1995, comprende partiti di orientamento socialdemocratico o comunista, con un orientamento considerato moderatamente euroscettico. I co-presidenti sono la francese Manon Aubry (La France Insoumise) e il tedesco Martin Schirdewan (Die Linke). Conta 37 membri provenienti da 13 Paesi: le delegazioni maggiori sono quella francese (6), spagnola (6) e tedesca (5).  
NON ISCRITTI – Non è un gruppo, ma una categoria eterogenea di eurodeputati che, per un motivo o per l’altro, non fanno parte di alcun gruppo. Oggi conta 61 parlamentari: vi si trovano anche delegazioni piuttosto numerose, come i 13 ungheresi di Fidesz, usciti anni fa dal Ppe un attimo prima di essere espulsi, gli 8 tedeschi di AfD, espulsi da Id, e i restanti 5 eurodeputati dei Cinquestelle, che dopo la scomparsa del gruppo Efdd nel 2019 non hanno ancora trovato una ‘casa’ politica in Europa. I Non Iscritti potrebbero crescere dopo le europee: da qui, oltre che dai due estremi dell’Emiciclo, potrebbero venire sorprese per la formazione dei gruppi politici della prossima legislatura. IIn Italia si sente spesso dire che “il Parlamento Europeo non conta niente”. Nulla di più sbagliato. Il Parlamento Europeo, anche se è diverso dai Parlamenti nazionali ed è l’istituzione Ue più ‘giovane’, ha un grande potere, perché può modificare in profondità le proposte legislative. Si tratta spesso di leggi che hanno un impatto notevole sulla vita di tutti i giorni: basti pensare che ormai buona parte del lavoro dei Parlamenti nazionali consiste nel recepimento nei rispettivi ordinamenti interni di leggi pensate, scritte e negoziate a Bruxelles.  
PERCHE’ IL PARLAMENTO EUROPEO CONTA – Il Parlamento è colegislatore dell’Ue, insieme al Consiglio Ue, l’istituzione che riunisce gli Stati membri a livello di ministri (altra cosa è il Consiglio Europeo, che riunisce i capi di Stato e di governo). L’Ue non è uno Stato, ma una costruzione sovrastatale che ha alcune peculiarità. La Commissione Europea, il cui presidente viene indicato dai capi di Stato e di governo ed eletto dal Parlamento Europeo, rappresenta il ramo esecutivo dell'Unione Europea, e detiene il potere di iniziativa legislativa, oltre a occuparsi del funzionamento dell'Ue in generale.  In pratica, le proposte di legge nell’Ue vengono esclusivamente dalla Commissione. Il Parlamento Europeo, però, in rappresentanza degli interessi dei cittadini, e il Consiglio dell’Ue, in rappresentanza degli interessi dei singoli Paesi, elaborano e modificano, spesso in profondità, le proposte lanciate dalla Commissione. Le proposte vengono adottate se approvate da entrambi gli organi: possono anche essere bocciate.  
IL POTERE DEL PARLAMENTO EUROPEO NELLE NOMINE- Il Parlamento Europeo ha un altro grande potere: elegge il presidente della Commissione, che viene indicato dal Consiglio Europeo (riunisce i capi di Stato e di governo ed è una istituzione diversa dal Consiglio Ue, che riunisce i ministri in varie formazioni, con il quale viene spesso confuso). Il voto avviene a scrutinio segreto nella seconda plenaria della legislatura (la prima, a metà luglio, servirà ad eleggere il presidente del Parlamento).  Non è un passaggio scontato: il tasso di franchi tiratori a Strasburgo è storicamente alto. Ursula von der Leyen, nominata dai capi di Stato e di governo nel 2019, rischiò la bocciatura in Aula a Strasburgo: passò solo grazie a nove voti di scarto. Se il Movimento 5 Stelle, con 14 deputati, non l’avesse votata, sarebbe stata bocciata. Non solo. Il Parlamento vaglia anche le nomine dei 27 commissari, scelti dal presidente della Commissione in base alle indicazioni fornite dai Paesi membri. Vengono esaminati nelle commissioni parlamentari competenti e possono essere bocciati, come capitò nel 2019 alla candidata scelta da Emmanuel Macron, la liberale Sylvie Goulard, impallinata dai Popolari per vendicare la bocciatura dello Spitzenkandidat Manfred Weber. —[email protected] (Web Info)

Ucraina, Biden manda nuove armi Usa. Zelensky: “Dobbiamo colpire in Russia”

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(Adnkronos) – Nuovi aiuti militari e armi dagli Usa all'Ucraina mentre Volodymyr Zelensky torna a ribadire che Kiev deve poter colpire obiettivi in Russia nella fase cruciale della guerra. Nell'incontro a Parigi con il presidente ucraino, Joe Biden ha "annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari, del valore di 225 milioni di dollari e che comprende intercettori di difesa aerea e munizioni di artiglieria e altre capacità cruciali. "Questo è il sesto pacchetto annunciato dagli Usa da quando è stata firmata dal presidente Biden la legge di spesa aggiuntiva per la sicurezza nazionale, a dimostrazione del rapido passo dell'aiuto Usa all'Ucraina", evidenzia la Casa Bianca nella nota in cui si riferisce dell'incontro durante il quale i due "leader hanno discusso della situazione della guerra e delle necessità urgenti di aiuto dell'Ucraina". Si è discusso anche del prossimo "summit di pace per l'Ucraina in Svizzera, dove la vice presidente Kamala Harris e il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, rappresenteranno gli Stati Uniti a sostegno della ricerca di una pace giusta e duratura in linea con la Carta dell'Onu, che comprenda i principi di sovranità e integrità". "Il presidente ha ribadito che il sostegno Usa all'Ucraina è inamovibile", conclude il comunicato, sottolineando che i due "leader si sono impegnati ad incontrarsi di nuovo nel prossimo vertice del G7 in Italia per continuare le discussioni". A Parigi Biden si è scusato con il presidente ucraino per il lungo ritardo con cui il Congresso Usa ha approvato il nuovo pacchetto di aiuti militari del valore di 61 miliardi di dollari. Biden ha detto a Zelensky di volersi ''scusare'' per il ritardo dovuto ad ''alcuni dei nostri membri molto conservatori'' del Congresso. "Non mi allontanerò da voi", ha assicurato il presidente americano a Zelensky. "Mi scuso per le settimane in cui non ho saputo cosa sarebbe successo, in termini di finanziamenti, perché abbiamo avuto problemi a ottenere il disegno di legge che dovevamo approvare e che prevedeva i soldi che alcuni dei nostri membri molto conservatori stavano trattenendo. Ma ce l'abbiamo fatta'', ha sottolineato Biden, che durante le celebrazioni per il D-Day ha reso omaggio ai veterani e paragonato di fatto Vladimir Putin a Adolf Hitler. "Grazie ai veterani la guerra ha avuto una svolta, si sono schierati contro l'aggressione di Hitler. Qualcuno dubita che non vorrebbero che l'America si schierasse contro l'aggressione di Putin oggi in Europa?", ha detto.  Nel post su X in cui riferisce dell'incontro avuto a Parigi con il presidente americano, Zelensky dal canto suo ha scritto che che "per assicurare una protezione effettiva contro il terrorismo quotidiano della Russia, l'Ucraina deve essere in grado di colpire obiettivi militari in territorio russo". Nell'incontro con Biden "abbiamo discusso delle capacità di difesa dell'Ucraina, della situazione sul campo di battaglia e dei nostri preparativi per la firma di un accordo bilaterale di sicurezza. E' anche cruciale rafforzare la difesa della regione di Kharkiv e accelerare la consegna delle armi americane".  "Ringrazio gli Stati Uniti per stare al fianco dell'Ucraina – ha concluso nel messaggio il presidente ucraino – è molto importante per il nostro popolo sentire che non siamo soli, che voi siete con noi, nostro partner strategico. Noi anche apprezziamo la leadership degli Stati Uniti per far avanzare la formula di pace". Nel corso della giornata, Zelensky è intervenuto all'Assemblea nazionale francese, dove si è rivolto ai parlamentari in francese per ringraziarli del loro sostegno. ''L'Europa non è più un continente in pace'' dopo l'aggressione russa all'Ucraina e ''Putin sta oltrepassando linee rosse proprio come fece Adolf Hitler'' dimostrando che ''il regime russo non conosce più limiti'', ha detto Zelensky, seguendo una linea analoga a quella tracciata da Biden. ''Occorre fare di più per la pace. Fare oggi più di ieri in modo da essere più vicini alla pace di domani'', ha aggiunto mettendo in guardia dal rischio di ''destabilizzazione dell'Europa se l'Ucraina non vince''. Ma ''Putin può vincere questa battaglia? No, perché non abbiamo il diritto di perdere", ha affermato. ''Possiamo vincere questa battaglia? Sì, ne sono convinto'', ha garantito. ''L'Europa è a un bivio'' ed è ''questo il momento che possiamo fare la storia'' e ''non diventare vittime della storia'', ha aggiunto. Il presidente ucraino ha voluto ringraziare in particolare il capo dell'Eliseo Macron, chiamandolo ''Emmanuel'', per ''non aver abbandonato l'Ucraina in un momento decisivo'' nella guerra contro la Russia. "La sensazione che l'Ucraina resista al male ha unito molte persone in Francia e ringrazio le famiglie francesi. Possiamo contare sul vostro sostegno, sulle vostre armi, sulla vostra formazione", ha detto il leader ucraino. La conferenza per la pace in Ucraina che si terrà i prossimi 15 e 16 giugno in Svizzera ''potrebbe essere il nostro D-Day'', ha dichiarato Zelensky rivolgendosi ai deputati francesi. "Tra una settimana arriverà il D-Day ucraino", ha detto riferendosi alla conferenza di pace e ritenendo che potrebbe avvicinare l'Ucraina alla ''fine della guerra''. ''Un giorno potremo vedere gli aerei nel cielo come in Normandia'', ha aggiunto il presidente ucraino continuando il parallelismo tra la Seconda Guerra Mondiale e la guerra in Ucraina. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Roland Garros, oggi finale Paolini-Swiatek: come vederla in tv e streaming

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(Adnkronos) – Prima Jasmine Paolini contro Iga Swiatek nella finale del singolare femminile del Roland Garros, poi Simone Bolelli e Andrea Vavassori in campo per la finale del doppio maschile. Oggi, sabato 8 giugno 2024, dalle 15 due finali in diretta tv e streaming con l'Italia sulla terra rossa di Parigi.  Il primo piatto del menù ha come protagonista la 28enne Paolini, volto tricolore del torneo vista anche la finale del doppio femminile raggiunta con Sara Errani. L'azzurra. quinta italiana in una finale di un torneo dello Slam in singolare femminile, va a caccia del titolo più prestigioso della carriera nell'anno della sua esplosione. Da lunedì sarà nella top ten del ranking Wta dopo una splendida cavalcata. Oggi, cerca l'impresa contro la numero 1 del mondo: la polacca Swiatek, regina del circuito, parte con i favori del pronostico e punta al terzo titolo consecutivo a Parigi per ribadire il proprio dominio. Swiatek, reduce dai successi a Madrid e agli Internazionali d'Italia, vince da 18 match di fila. Paolini, sconfitta nei 2 precedenti (Wta Praga 2018 e US Open 2022) arriva all'appuntamento finale dopo 2 settimane ad altissimo livello. Ha iniziato l'avventura battendo Daria Saville e Hailey Baptiste in 2 set, quindi in 3 set ha piegato poi in tre set Bianca Andreescu e Elina Avanesyan. Nei quarti di finale, il capolavoro con la vittoria contro la numero 4 del mondo Elena Rybakina. In semifinale, ha superato la prova del nove demolendo la 17enne russa Mirra Andreeva.   Il programma prosegue con la finale del doppio maschile. Simone Bolelli e Andrea Vavassori, dopo la finale raggiunta all'Australian Open, ci riprovano e stavolta puntano al bersaglio grosso. I due azzurri, in condizioni di forma strepitose, affrontano il salvadoregno Marcelo Arevalo e il croato Mate Pavic. La coppia numero 9 del tabellone approda in finale dopo aver sorpreso i numero 1 del ranking, lo spagnolo Marcel Granollers e l'argentino Horacio Zeballos, battuti per 3-6, 6-4, 7-5.  —[email protected] (Web Info)

Danimarca, aggredita la premier Frederiksen: un uomo arrestato

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(Adnkronos) –
La premier danese, Mette Frederiksen, è stata aggredita questa sera da un uomo nel centro di Copenhagen. Lo rende noto l'ufficio della stessa premier, precisando che l'aggressione è avvenuta a Kultorvet, un'affollata piazza nel centro della capitale. L'aggressore è stato arrestato, ma ancora non è noto il movente dell'attacco avvenuto alla vigilia delle elezioni Europee.  Con una nota la premier si è detta scioccata per l'accaduto, ma ha assicurato di essere rimasta illesa. La leader socialdemocratica, alla guida del Paese dal 2019, è stata attivamente impegnata a fare campagna elettorale per la capolista socialdemocratico alle Europee, Christel Schaldemose. In una dichiarazione all'agenzia stampa danese Ritzau, Schaldemose ha specificato che la presenza della premier nella piazza dove è stata aggredita non era collegata alla sua campagna elettorale. "Mette è naturalmente scioccata per l'attacco", ha scritto sui social il ministro dell'Ambiente, Magnus Heunicke. "Devo dire che scuote tutti noi che le siamo vicini. Qualcosa del genere non dovrebbe accadere nel nostro Paese bello, sicuro e libero", ha aggiunto. "Indipendentemente dai disaccordi politici, dalla campagna elettorale e da tutto il resto, questa è una cosa negativa ed inaccettabile", ha concluso il ministro con un appello alla responsabilità.   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 7 giugno 2024

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' all'estrazione del Superenalotto di oggi. Nel concorso di venerdì 7 giugno è stato realizzato un '5' che vince 123.656,93 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 32.700.000 di euro: si torna a giocare domani, sabato 8 giugno, per l'ultimo concorso settimanale.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 39, 51, 52, 58, 72, 84. Numero Jolly: 11. Numero SuperStar: 37.  —[email protected] (Web Info)

Sinner e il k.o. al Roland Garros: “Una lezione per le Olimpiadi”

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(Adnkronos) – "Una piccola lezione". Jannik Sinner incassa la sconfitta contro Carlos Alcaraz nella semifinale del Roland Garros. "E' stato un gran match, la sconfitta è una delusione ma fa parte del processo di crescita", dice l'azzurro, prossimo numero 1 del mondo, dopo il match perso in 5 set contro lo spagnolo.  "La delusione per la sconfitta dopo la partita è più alta della gioia per il numero 1. Ho avuto chance che non ho sfruttato, potevo far meglio in diversi punti. Bisogna accettare il risultato e lavorare. Il ranking è importante, ognuno vorrebbe essere al top ma io continuo a pensare da numero 2: c'è sempre un ostacolo da affrontare per diventare un giocatore migliore, oggi è una piccola lezione, bisogna imparare", dice l'azzurro. "Mi dispiace non giocare la finale, ma bisogna apprezzare il salto fatto rispetto ad un anno fa. Ci sarà un'altra possibilità qui a Parigi con le Olimpiadi. Vediamo come va…", conclude. —[email protected] (Web Info)

Duca Westminster sposa la sua Olivia: c’è William senza Kate

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(Adnkronos) – E' stato celebrato a Chester il matrimonio dell'anno in Inghilterra, quello fra il duca di Westminster Hugh Grosvenor e Olivia Henson. Era presente il principe William, ma senza Kate, malata di tumore, così come Re Carlo, padrino dello sposo. Assenti anche Camilla e Harry, quest'ultimo pare consenziente, per non creare imbarazzi a causa del dissidio che lo oppone al fratello.  Migliaia di persone hanno affollato sin dalla mattina le strade di Chester. Grosvenor, aristocratico, miliardario, 33enne, ed Henson, 31 anni, hanno ricompensato l'attesa baciandosi fuori dalla cattedrale una volta conclusa la cerimonia. Sempre a titolo di ricompensa, sono stati distribuiti gelati per tutti.  Olivia, con indosso inusuali scarpe blu ad accompagnare l'abito bianco e un velo con un ricamo copiato da quello di una antenata dello sposo del 1880, indossava anche una tiara di Fabergé messa a disposizione della famiglia Grosvenor, come a ogni sposa il giorno delle nozze dal 1906.  Non è mancata la protesta di due attiviste agée (Polly, 73 anni e Sheila 69) del gruppo 'Just Stop Oil', che hanno gettato polvere arancione al passaggio di William, caro amico dello sposo, e di altri invitati (in tutto erano 400). Le due sono state velocemente portate via dalla polizia e fischiate dagli astanti.  Lo sposo, va detto, è a sua volta padrino del figlio di William, George, e di quello di Harry, Archie. Il duca di Westminster è diventato miliardario a soli 25 anni, nel 2016, dopo la morte improvvisa del padre. Il Grosvenor Group che ha ereditato controlla estesi terreni nei quartieri londinesi posh di Mayfair e Belgravia, e nel centro di diverse altre città.  Rispondendo alla domanda di una veterana del D-day, William aveva assicurato che Kate stava meglio e reso noto che anche la nonna della principessa aveva preso parte allo sforzo di Bletchey Park per decodificare i codici di comunicazione impiegati dai nazisti.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

Festeggia troppo presto, addio medaglia nella marcia – Video

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(Adnkronos) – Festeggia la medaglia di bronzo prima del traguardo, viene beffata al fotofinish e rimane giù dal podio. La spagnola Laura Garcia-Caro è suo malgrado protagonista nella 20 km di marcia femminile agli Europei di atletica leggera di Roma.    L'iberica, nella gara vinta dall'azzurra Antonella Palmisano davanti alla connazionale Valentina Trapletti, sulla pista dello stadio Olimpico si sente la medaglia di bronzo al collo: celebra con la bandiera spagnola e festeggia, senza accorgersi che l'ucraina Lyudmila Olyanovska arriva di gran carriera. Garcia-Caro si accorge troppo tardi di cosa sta succedendo: addio medaglia… —[email protected] (Web Info)

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