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Russia, esercitazioni aeree e navali nei Caraibi: la rivelazione Usa

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(Adnkronos) – La Russia potrebbe condurre nelle prossime settimane esercitazioni aerei e navali al largo dei Caraibi. Lo rivela una fonte americana citata da Cbs, secondo cui le manovre – che coinvolgeranno navi da guerra e bombardieri russi – sono le prime condotte simultaneamente per cielo e per mare da Mosca nei Caraibi dal 2019. E gli Stati Uniti le interpretano come la risposta russa al sostegno americano alla guerra in Ucraina ma non, in quanto pianificate da qualche tempo, al via libera di Joe Biden all'uso di armi americane contro obiettivi in territorio russo da parte di Kiev. Secondo le fonti, le navi russe dovrebbero fare scalo a Cuba e forse in Venezuela e le esercitazioni dureranno tutta l'estate. Il ministero degli Esteri cubano ha reso noto che tre navi e un sottomarino della Marina russa attraccheranno nel porto dell'Avana dal 12 al 17 giugno, per una visita che "non rappresenta una minaccia" per la regione caraibica, sottolineando che "nessuna di queste imbarcazioni ha armi nucleari".  "Questa visita rappresenta la storica relazione di amicizia tra Cuba e la Federazione della Russia e si attiene in modo stretto alle norme internazionali di cui Cuba è partecipe", spiega il comunicato del ministero. All'Avana arriveranno la fregata 'Gorshkov', il sottomarino a propulsione nucleare 'Kazan', la nave cisterna 'Pashin' e il rimorchiatore 'Nikolai Chiker'. Cuba ha difeso la visita come "una pratica storica del governo rivoluzionario con nazioni" con le quali ha "relazioni di amicizia e collaborazione". Intanto il presidente della Bolivia, Luis Alberto Arce, uno dei pochi ospiti stranieri al vertice economico di San Pietroburgo, ha incontrato Vladimir Putin che ha sottolineato quanto l'interscambio commerciale fra i due Paesi, ancora ridotto, abbia potenziali di crescita nel settore della tecnologia avanzata. Le relazioni bilaterali "sono fermamente basate sul rispetto degli interessi reciproci. Il volume totale dell'interscambio in termini monetari è ancora basso ma ha un buon potenziale di crescita", ha sottolineato Putin, ricordando l'impegno di Rosatom per la costruzione del reattore a El Alto, a 40mila metri di altitudine. Arce, in Russia per la prima volta da presidente, ha confermato l'interesse del suo Paese a estendere la cooperazione con la Russia, oltre il reattore e l'accordo per l'estrazione di litio con il progetto per un sito per la produzione di batterie al litio con una compagnia russa.  Putin avrà nei prossimi giorni un colloquio telefonico con l'omologo brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Lo ha annunciato lo stesso Putin in un incontro con la presidente della Nuova Banca per lo Sviluppo, Dilma Rousseff. ''Parlerò telefonicamente con Lula nei prossimi giorni per discutere delle relazioni bilaterali, lo abbiamo concordato", ha detto il presidente russo. Putin ha aggiunto che si aspetta la partecipazione del presidente brasiliano al vertice dei Brics che si terrà a Kazan a ottobre. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Caldo, allerta gialla in 6 città sabato 8 giugno

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(Adnkronos) – Caldo sull'Italia dove è esplosa l'estate con temperature intorno ai 30 gradi. Domani, sabato 8 giugno, scatta l'allerta gialla (livello 1 di allerta, condizioni meteorologiche che non comportano un rischio per la salute della popolazione) a Roma e in altre 5 città: Bologna, Campobasso, Frosinone, Latina e Perugia. Lo comunica il bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute che elabora i report giornalieri per 27 città, con previsioni a 24, 48 e 72 ore.  Il livello 1 di allerta suggerisce di "prendersi cura di parenti o vicini di casa anziani che vivono soli" e di segnalare "ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento".  L''assaggio' di caldo sarà il preludio ad una settimana che proporrà un quadro meteo estremo, con l'Italia sarà sostanzialmente divisa in due: da una parte temporali, anche violenti e con rischio di grandine, dall'altra il caldo africano, con temperature che si avvicineranno ai 40 gradi. Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro Europeo, già da lunedì 10 giugno una profonda depressione, sospinta da correnti polari, attraverserà rapidamente l'Europa centro-settentrionale, per tuffarsi poi nel bacino del Mediterraneo direttamente dalla Porta del Rodano.  A causa dell'ingresso irruento dell'aria instabile in quota non si possono escludere fenomeni estremi a livello locale, come nubifragi e grandinate, visti i forti contrasti che si verranno a creare proprio sul nostro Paese. In particolare con questo tipo di configurazione saranno le regioni del Nord a maggiore rischio di precipitazioni, con possibili cumulate di pioggia fino ad oltre 100 mm (l'equivalente di tutta la pioggia del mese concentrata però in poche ore); questa situazione potrebbe dar luogo a locali allagamenti o frane lungo i versanti un po' come abbiamo visto nelle ultime settimane.  Il maltempo rappresenta però solo un lato della medaglia. A causa della rotazione antioraria delle correnti attorno al minimo depressionario, è prevedibile la contemporanea risalita di una massa d'aria molto calda di origine sub-tropicale, direttamente dal deserto del Sahara, che in seno all'anticiclone africano Scipione si espanderà su tutte le regioni centro-meridionali. Su questi settori sono previste temperature di gran lunga superiori alle medie del periodo con punte massime fin verso i 38-40°C su Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia.
 La fase clou di questa eccezionale ondata di caldo è attesa tra lunedì 10, martedì 11 e mercoledì 12 giugno come possiamo vedere dalla mappa qui sotto. Occhi puntati poi sulla seconda parte di settimana: tra mercoledì 12 e giovedì 13 giugno è atteso infatti il passaggio di un secondo fronte temporalesco.  Secondo gli ultimi aggiornamenti l'Italia di troverà proprio nel mezzo di un campo di battaglia tra correnti più fredde ed instabili pilotate da un ciclone in discesa dal Nord Europa e il caldo estremo in risalita dall'Africa. Proprio i primi caldi dal sapore estivo trasportati dall'anticiclone africano forniranno Il carburante aggiuntivo per la genesi di fenomeni violenti. Un mix potenzialmente esplosivo dal punto di vista atmosferico. Ancora una volta, con questo tipo di dinamica, saranno le regioni del Nord maggiormente esposte agli eventi meteo estremi come nubifragi e grandinate; per i dettagli e per le eventuali allerte della Protezione Civile bisognerà aspettare ancora qualche giorno.   —[email protected] (Web Info)

Ucraina, l’annuncio di Macron: “Francia darà aerei e formerà soldati per Kiev”

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(Adnkronos) –
La Francia fornirà all'Ucraina caccia di quarta generazione 'Mirage 2000' e addestrerà piloti ucraini in territorio francese. Non solo: l'impegni di Parigi a sostegno di Kiev nella guerra contro la Russia va oltre. "Vogliamo formare una brigata francese" in Ucraina, ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nel corso di una intervista alle tv francesi Tf1 e France 2.  ''La sfida – ha chiarito Macron – è addestrare 4.500 soldati ucraini, equipaggiarli, addestrarli, difendere il loro territorio'' e costituire una ''brigata francese'', ha aggiunto senza parlare in modo specifico di soldati francesi in Ucraina.  ''La Francia sta aiutando gli ucraini a resistere ma non vogliamo un'escalation. Molto concretamente, lanceremo una nuova collaborazione e forniremo i Mirage 2000-5 e ci offriremo di addestrare i piloti", ha ribadito Macron.  "Il presidente ucraino" Volodymyr Zelensky, "il suo ministro della Difesa, hanno invitato tutti gli alleati ad addestrare i soldati più rapidamente", ha detto il capo dell'Eliseo. ''Bisogna chiedersi se questo sia un fattore di escalation. La risposta è no", ha aggiunto.  Macron si conferma in prima fila nel sostegno all'Ucraina. Il presidente francese, negli ultimi mesi, è stato protagonista di 'accelerazioni' verbali, arrivando a ipotizzare l'invio di soldati in Ucraina in caso di emergenza totale, legata ad un eventuale sfondamento russo della linea del fronte. La scorsa settimana, il leader transalpino ha preso chiaramente posizione a favore dell'impiego delle armi francesi per colpire obettivi militari russi. "Siamo con gli ucraini – ha detto ancora – e l'Ucraina può colpire gli obiettivi" corrispondenti alle zone "da cui sono stati lanciati missili" verso la regione di Kharkiv, presa di mira dalla Russia nell'ultimo mese. "Vietiamo di colpire civili con le nostre armi", ha affermato ancora. Una linea rossa paragonabile a quella tracciata anche dagli Stati Uniti e 'rinfrescata' dal presidente Joe Biden in un'intervista al network Abc. Kiev ha ottenuto anche l'ok Usa per colpire obiettivi militari in territorio russo nei pressi del confine con armi fornite da Washington. Il via libera americano, in particolare, non consente di lanciare missili Atacms – capaci di raggiungere obiettivi a 300 km di distanza – verso la Russia. Gli ucraini "sono autorizzati" ad usare le armi americane "in prossimità del confine", in territorio russo, quando ci sono attacchi contro "target specifici" in Ucraina, ha detto Biden, secondo cui "non stiamo autorizzando attacchi 200 miglia dentro la Russia né attacchi su Mosca, sul Cremlino".   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Vannacci sul palco con Salvini insiste: “Il dado è tratto, fate una ‘decima’ su simbolo Lega”

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(Adnkronos) – L'8 e 9 giugno il dado è tratto, alea iacta est, andate a votare, fate in modo di fare una bella 'decima' sul simbolo della Lega e scrivete Vannacci. Trasformiamo l'8 e 9 giugno nel nostro Rubicone". Così Roberto Vannacci, dal palco della Lega a Roma con Matteo Salvini per la chiusura della campagna elettorale.  Il generale ricorda poi lo sbarco in Normandia: "80 anni fa in Normandia, sbarcavano dei giovani coraggiosi, come voi, che hanno cambiato l'Europa, oggi gli stessi giovani coraggiosi potranno cambiare questa Europa che non ci piace". "Non siamo tutti uguali, io adoro le differenze, le dobbiamo rispettare, noi siamo italiani e siamo diversi dai francesi, dai tedeschi e dai polacchi, non siamo migliori o peggiori, ma siamo italiani", avverte. "Ci sono i confini, esistono, servono a dividere, una patria da un'altra patria, per questo devono essere difesi", aggiunge. "Roma città eterna, ma l'Europa l'eternità ce la vuole portare via. Non siamo più liberi di parlare, veniamo sospesi e allontanati, rischiamo i tribunali", aggiunge. Quindi parlando di guerra in Ucraina il generale mette in guardia: "La Nato non è coinvolta nel conflitto, Stoltenberg dovrebbe stare attento a quello che dice, il consiglio dell’alleanza atlantica non ha mai deliberato un’azione ostile nei confronti della Russia".  —[email protected] (Web Info)

Milano vince gara 1 finale scudetto, Bologna k.o. all’overtime

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(Adnkronos) – L'Olimpia Milano vince gara 1 della finale scudetto di basket imponendosi per 86-75 sul campo della Virtus Bologna dopo un supplementare. I campioni d'Italia sfruttano i 25 punti di Shavon Shields, i 21 di Shabazz Napier e i 18 di Devon Hall. A Bologna non bastano i 16 di Tornike Shengelia e i 14 a testa di Marco Belinelli e Isaia Cordinier. Gara 2 si gioca sabato, ancora a Bologna. —[email protected] (Web Info)

Elezioni europee Olanda, exit poll: Laburisti-Verdi in vantaggio su estrema destra

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(Adnkronos) –
I primi exit poll per le elezioni europee in Olanda danno in vantaggio la coalizione tra Laburisti e Verdi di Frans Timmermans, che otterrebbe otto seggi su 31. Il Partito per la libertà (Pvv) di Geert Wilders otterrebbe invece sette seggi. Seppur indietro, per Geert Wilders si tratta comunque di una vittoria dato che alle precedenti elezioni del 2019 non ottenne neanche un seggio. 
"Il Partito per la libertà (Pvv) è il vincitore più grande", ha affermato infatti Wilders. ''Da 1 a 7 seggi all'exit poll! Ed è davvero emozionante perché possiamo ancora diventare i più grandi quando domenica verranno annunciati i risultati finali! Grazie elettori del Pvv!'', ha scritto. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Sesso, psicologi e medici presentano manuale con linee d’intervento per le scuole

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(Adnkronos) – Un testo con le linee guida per l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie e secondarie per colmare il ritardo dell'Italia, rispetto ad altri Paesi europei, sulla formazione della popolazione giovanile. E' l'obiettivo del manuale presentato a Roma a Palazzo Giustiniani, realizzato dall'Ordine degli psicologi del Lazio e dall'Ordine dei medici della provincia di Roma, accanto a Università Sapienza di Roma e Università di Roma Tor Vergata.  Sulla scelta di parlare di 'educazione sessuo-affettiva' – riporta una nota – Federico Conte, presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, ha chiarito che "se da un lato c'è una necessità importante di fare educazione nell'ambito della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, dall'altro la sessualità non è mai slegata dalla sfera affettiva e relazionale. E se da un lato parlare di sesso è ancora un tabù, parlare di educazione alle emozioni è un tema che non viene neanche contemplato, delegando questa forma di educazione sostanzialmente a Tv e a social network". Sulla necessità del manuale, il preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Roma Tor Vergata, Stefano Marini, ha sottolineato: "Abbiamo l'obbligo di fornire ai ragazzi e alle ragazze tutti gli strumenti adeguati per comprendere e gestire le proprie emozioni in relazione alla sessualità in modo sano e responsabile. Riteniamo che l'educazione vada finalizzata non solo agli aspetti cognitivi, ma dovremo lavorare molto sugli aspetti emotivi, relazionali e sessuali, per formare individui capaci di costruire relazioni sane". Il testo "promuove un approccio olistico e multidisciplinare alla materia – ha spiegato Marta Giuliani, psicosessuologa e consigliera dell'Ordine psicologi Lazio, tra le autrici – collocando il tema dell'educazione sessuale in un'ottica sociale e di sanità pubblica, e riconoscendo nell'inclusività e nel rispetto delle diverse identità i concetti chiave di ogni forma di intervento. Dobbiamo comprendere che l'educazione sessuale nelle scuole è il mezzo principale per prevenire ogni forma di violenza sessuale e intolleranza, per riconoscere e garantire i diritti affettivi e sessuali, nonché aiutare i ragazzi a sviluppare un pensiero critico e consapevole che sia rispettoso di sé e dell'altro". Un elemento essenziale per la riuscita di questo intervento risiede nell'integrazione tra le prospettive e le professionalità. "L'approccio medico e quello psicologico – ha osservato Maria Grazia Tarsitano, endocrinologa, consigliera dell'Ordine dei medici della provincia di Roma e autrice del testo – devono procedere insieme, come del resto è sempre accaduto negli istituti scolastici per le attività di prevenzione e di promozione della salute. Ma la presenza di queste figure non è sufficiente, il criterio guida deve essere quello della multidisciplinarietà: un complesso di attori deve integrarsi efficacemente in un percorso che parta dal momento in cui il bambino matura la consapevolezza della propria sessualità, per proseguire e adattarsi alle esigenze dettate negli anni dal processo di crescita". L'iniziativa, secondo il senatore Filippo Sensi, promotore dell'evento di presentazione, "è di grande coraggio e di grande utilità pratica. Le linee guida, infatti, non rappresentano solo una ricognizione sul tema dell'educazione, ma costituiscono una cassetta degli attrezzi per il legislatore e un incentivo alla partecipazione e alla responsabilizzazione di tutte le categorie. L'attività che svolgo in Commissione di inchiesta sul femminicidio – aggiunge – mi spingerebbe a ritenere la crudezza dei numeri un elemento sufficiente a motivare l'urgenza di un intervento, ma viviamo in un clima politico ingessato, in cui vi è la necessità di costruire un percorso. Ciò che occorre è un lavoro culturale, collettivo, di prevenzione e accompagnamento: un intervento a vari livelli come quello disegnato da questo manuale". Oggi "esiste un variegato spettro di manifestazioni comportamentali che riguardano la sessualità – ha illustrato Giacomo Ciocca, associato di Psicopatologia del comportamento sessuale dell'Università Sapienza di Roma e autore del testo – Dalle tematiche relative allo sviluppo psicosessuale a quelle riguardanti le differenze di genere, dalle discriminazioni legate alle inclinazioni sessuali, ai comportamenti sessuali a rischio. Con l'avvento del digitale, poi, si è aperto un mondo di possibilità e di nuove pratiche: pensiamo al 'sexting', alla fruizione delle cosiddette 'dating App', ma anche al consumo problematico della pornografia generato dall'enorme quantità di materiale disponibile. Esiste dunque un grande lavoro da fare, che deve rivolgersi ai ragazzi con lo scopo di offrire nient'altro che consapevolezza. Perché, come sostiene Rachel Parker, 'l'educazione sessuo-affettiva non incoraggia in alcun modo i giovani a sperimentare l'attività sessuale, ma fornisce loro gli strumenti per compiere scelte consapevoli, rispettose e sicure'".  Dopo una panoramica sullo stato dell'arte degli studi sull'educazione sessuo-affettiva e delle principali linee guida internazionali proposte sul tema da agenzie governative e non governative, la parte centrale dello studio delinea una strategia di intervento in ambito scolastico sinergica e interdisciplinare, a garanzia di una presa in carico realmente efficace dello sviluppo dei ragazzi.  "Parliamo di una nuova sessuologia – precisa Emmanuele Jannini, ordinario di Endocrinologia e sessuologia medica, fondatore della Cattedra di Andrologia e sessuologia medica dell'Università di Roma Tor Vergata e tra gli autori del manuale – La chiamiamo sessuologia dei sistemi, che sono quattro: il sistema della mente, che è quello degli psicosessuologi, degli psichiatri e della neuropsichiatria infantile; il sistema dell'esperienza, che è quello della cultura, della religione, della storia, dell'educazione; il sistema della società, ovvero quello della sociologia, della politica e dell'economia; e ovviamente, il sistema del corpo, con la biologia, la medicina interna, l'endocrinologia, l'andrologia, la ginecologia, l'urologia. Si tratta di un tavolo con 4 gambe sul quale – descrive l'esperto – deve poggiare l'elemento fondamentale per la salute sessuale: l'autodeterminazione, a cui si può arrivare soltanto attraverso la cultura. Non solamente le informazioni devono essere veicolate attraverso l'educazione sessuale e sentimentale, ma anche la cultura in generale. Quella che ci dà il bene più prezioso che abbiamo, la nostra libertà". La speranza degli autori – conclude la nota – è che il lavoro compiuto nella definizione di questo testo costituisca un punto di partenza, e non di arrivo, in grado di aprire spazi di riflessione e di pensiero per una concettualizzazione sempre più aggiornata e approfondita dell'educazione sessuo-affettiva. Un cammino che possa permettere al nostro Paese di raggiungere, finalmente, quegli standard fondamentali indicati dalle principali agenzie educative mondiali.  —[email protected] (Web Info)

7 sindacati insieme per Ssn: “Apriamo vertenza per salvarlo”

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(Adnkronos) – Medici, veterinari, farmacisti, psicologi, biologi, chimici, infermieri, tecnici, amministrativi, operatori e dipendenti delle aziende sanitarie e ospedaliere del Servizio sanitario nazionale, sotto il cappello di 7 sigle sindacali del comparto e della dirigenza medica, si sono riuniti oggi a Roma e hanno messo in moto un movimento che si identifica nella rabbia di centinaia di migliaia di lavoratori della sanità e ne raccoglie le energie. Alla fine dell'iniziativa è stato votato all'unanimità un documento che raccoglie una piattaforma condivisa in difesa del Ssn. "L'iniziativa di oggi, che ha approvato per acclamazione una mozione unitaria, rappresenta l'apertura di una vertenza che interesserà tutti i lavoratori del Ssn – affermano i sindacati – ma che, soprattutto, coinvolgerà i cittadini che ne sono utenti sempre più insoddisfatti. La sanità pubblica la facciamo noi operatori per tutti i cittadini, ogni ora del giorno, ogni giorno dell'anno. Tutti devono e possono fare qualcosa per riavere la loro sanità gratuita, accogliente, solidale, professionale, equa ed efficiente".  Le 7 sigle sono: Fp Cgil, Uil Fpl, Nursind, Nursing Up, Aaroi-Emac, Fassid e Fvm (Federazione veterinari medici e dirigenti sanitari). "Non si può accettare – sottolineano i sindacati in una nota congiunta – che un patrimonio pubblico di solidarietà ed eccellenza professionale sia svenduto sul mercato privato per incapacità, o per monetizzare le possibilità di cura a vantaggio delle assicurazioni o di altri commercianti di salute. Una delle vergogne di questo Paese è quella di avere 6 milioni di poveri, anche di lavoratori poveri, alle cui famiglie deve essere garantita almeno un'assistenza sanitaria del livello consono a un Paese del G7, e che invece sono lasciate senza cure, nelle diseguaglianze di una autonomia differenziata che porterà la sanità del Sud a distanze siderali da quella del Nord".  "Le nostre colleghe e i nostri colleghi – rimarcano le sigle sindacali – non possono continuare a lavorare in condizioni sempre più precarie e pericolose per dare alla popolazione un'assistenza sanitaria sempre meno garantita dalle varie forze politiche che, succedendosi di volta in volta al governo, dovrebbero porsela come priorità per mandato elettorale, ma che invece immancabilmente da decenni la tagliano per mancanza di risorse. E invece non è vero che in Italia non ci sono le risorse per finanziare la sanità pubblica come in Germania o in Francia, non è vero che il declino del Ssn è inevitabile. Lo sarà – continuano – sino a quando, alla rinuncia a 600 miliardi di euro di tasse non pagate negli anni passati e all'impunità di cui continua a godere un'evasione fiscale che ogni anno sottrarre alle risorse pubbliche 80 miliardi all'anno, faranno da contraltare maggiori garanzie di salute per gli evasori rispetto a quelle per chi invece le tasse le paga tutte, oltre che tagli sulle pensioni e incrementi agli stipendi pubblici inferiori all’inflazione". "I dipendenti del Ssn – proseguono i sindacati – non possono assistere passivamente a questa accelerazione verso il disastro del Ssn, mentre dovrebbero anche sopportare di continuare ad essere usati come un bancomat silenzioso, e intanto, con il decreto sulle liste di attesa, dal tempismo elettorale per lo meno discutibile, si fanno operazioni di maquillage organizzativo che, senza risorse, aumenteranno i carichi di lavoro dei professionisti e favoriranno l'esternalizzazione delle prestazioni. E' arrivato il momento di investire sul personale – concludono i lavoratori – per potenziare i servizi sanitari, per dare risposte alle domande inevase, per incentivare la prevenzione, la diagnostica precoce e gli screening che hanno anche il pregio di far risparmiare il Servizio sanitario nazionale, se le malattie si prevengono o si curano appena sono riscontrabili. E' arrivato il momento di rivendicare senza indugi l'esigibilità dei diritti fondamentali dettati dalla Costituzione". —[email protected] (Web Info)

Sport, Salis: “Fair play fondamentale, abbiamo missione morale importante”

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(Adnkronos) – "Il fair play è un concetto fondamentale alla base dello sport. Noi ci occupiamo di sport di alto livello, dove comandano i risultati, ma abbiamo una missione morale molto importante, perché i risultati sportivi sono fatti da persone che ispirano gli italiani e la Nazione”. Lo dice Silvia Salis, vicepresidente del Coni, nel corso della presentazione della 28/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini.  “Dobbiamo farci portatori di questo valore e dobbiamo sottolineare sia quando c’è che quando manca -aggiunge Salis-. Non sempre lo sport dà il messaggio corretto, lo dà nella maggioranza dei casi, ma la prestazione non deve mai giustificare atteggiamenti di scarso livello morale. È importante portare questo valore, ed è importante premiare i bambini che in modo puro tramandano il valore del fair play facendo sì che negli anni non vada perso”. "Sinner è un esempio di fair play, non è mai fuori tono, non dice mai niente che sia troppo o troppo poco. Credo che questo, soprattutto in un momento in cui sei galvanizzato dalla vittoria, dia il senso dell’equilibrio che ha interiormente". Ha commentato il vice presidente del Coni in merito a Jannik Sinner neo numero uno del tennis mondiale. "La notizia di Sinner è eclatante, è un percorso talmente veloce che ci ha lasciato uno shock positivo perché comunque il fatto che il numero 1 del tennis sia italiano e che l’Italia abbia così tanti atleti di alto livello è una notizia straordinaria", sottolinea Salis.   —[email protected] (Web Info)

Guerra Israele-Hamas, tutti gli italo-israeliani morti dal 7 ottobre: chi sono

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(Adnkronos) –
Rafael Kauders, riservista di 39 anni, è il primo cittadino italo-israeliano nelle Forze di difesa israeliane (Idf) a essere stato ucciso sul campo di battaglia, e in particolare a seguito di un attacco di Hezbollah nel Nord di Israele. Ma Kauders non è l'unico italo-israeliano ad aver perso la vita dopo l'attacco di Hamas a Israele, bensì il quarto. Dopo l'attacco del 7 ottobre scorso tre cittadini con doppio passaporto che erano stati dati per dispersi sono stati successivamente confermati deceduti. Il primo del quale si è avuta certezza della morte è stato Evitar Kipnis, il cui corpo è stato trovato insieme a quello di altri 107 cadaveri giorni dopo l'assalto sferrato da parte di Hamas al kibbutz di Be'eri. Kipnis è stato identificato grazie all'esame del Dna il 17 ottobre e così è stato anche per la moglie, l'italo-israeliana Liliach Lea Havron, il cui corpo è stato trovato il 23 ottobre.  
Lilach Lea Havron era nata nel kibbutz di Be'eri, a pochi chilometri dal confine con la Striscia di Gaza, e lì lavorava come assistente sociale mentre il marito, un artista, lottava da anni contro una malattia autoimmune. La madre di Eviatar Kipnis era nata in Italia, a Livorno, si era poi trasferita in Tunisia e da lì in Israele.  La terza vittima è Nir Forti. Ventinove anni, nonna triestina e nonno milanese, Forti si trovava al rave party 'Supernova' a Re'im nel deserto del Negev, uno dei primi ad essere attaccato da Hamas. Insieme a lui è stata uccisa anche la fidanzata Shai Regev, con la quale era andato a convivere da pochi giorni. Forti era originario di Omer, 10 chilometri a est di Beer Sheva nel sud di Israele, e viveva da anni a Tel Aviv, dove lavorava come responsabile vendite presso la TytoCare, una startup di tecnologia medica. E' stato sepolto il 25 ottobre, pochi giorni prima del suo 30esimo compleanno, il primo novembre. Nir aveva prestato servizio nazionale per un anno in un kibbutz nell'Arava prima di arruolarsi nelle Forze di difesa israeliana (Idf) e prestare servizio nella Brigata Nahal. —internazionale/[email protected] (Web Info)

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