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Olio, Chiara Coricelli: “Business sostenibile e lungimiranza per una crescita virtuosa”

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(Adnkronos) – Un modello di business sostenibile e nuovi investimenti che hanno portato non solo a triplicare il fatturato dal 2018 ad oggi ma anche a diventare un esempio virtuoso di trasparenza e innovazione verso tutti gli stakeholder. E' il percorso compiuto da Pietro Coricelli Spa, azienda olearia fondata nel 1939 a Spoleto, e guidata oggi da Chiara Coricelli, che insieme ai tre fratelli rappresenta la terza generazione. A testimoniarlo il Report Integrato 2023, che per la prima volta unisce in un unico documento la rendicontazione delle performance finanziarie alle informazioni in ambito Environment, Social & Governance (Esg), anticipando la direttiva sul reporting della sostenibilità che entrerà in vigore nel 2025. (Video)
 "E' stata una grande sfida – afferma Chiara Coricelli, presidente e amministratore delegato della Pietro Coricelli – da ogni punto di vista. Una sfida culturale, per la formazione di tutta l'azienda, perché è un lavoro che coinvolge ogni reparto; una sfida anche in termini di stesura, perché essendo in forma volontaria e non obbligatoria era un caso anomalo, e quindi è stato abbastanza arduo trovare la quadra con le società di revisione". "Siamo riusciti a produrlo – aggiunge – con una grandissima soddisfazione perché racconta il Dna dell’azienda, cioè come operativamente, attraverso la produzione, il supporto al territorio, gli accorgimenti quotidiani, riusciamo a impattare meno possibile sull'ambiente e invece a dare nuova energia e nuove fonti di reddito al territorio. Quindi, ci permette di migliorare, da una parte, e di fissare un nuovo obiettivo a cui puntare per gli anni a venire, dall'altra". Un impegno, quello per la sostenibilità, che si declina a tutti i livelli, da quello ambientale alla comunità sul territorio, fino alle persone che lavorano in azienda. "La rendicontazione, l'analisi e l'attenta valutazione della catena di fornitura per quanto riguarda, ad esempio, tutti gli imballaggi che noi utilizziamo, viene fatta con l'obiettivo di aumentare sempre di più la percentuale di produzioni da prodotti riciclati, come il cartone o il vetro, o anche l'eliminazione di materiali di imballaggio secondario, come la plastica, e creando un'unica voce di riciclo con il cartone: questo, dal punto di vista dell'ambiente, è l'indicatore su cui abbiamo lavorato con maggiore attenzione", spiega Chiara Coricelli. "Poi abbiamo tante iniziative a sostegno del territorio – ricorda – che partono dal ripristino del vecchio percorso della ferrovia Spoleto-Norcia in bicicletta, quindi attraverso il cicloturismo che fa scoprire la nostra bella Umbria, ad attività con le Città dell'olio, come la passeggiata nell'oliveta, varie iniziative a cui ci piace partecipare in prima persona, perché il vero contributo che pensiamo di dare è quello di portare un po' di cultura di impresa nelle associazioni, nelle no profit, per cercare di farle crescere e quindi di alimentare un circolo virtuoso nella nostra terra". "Nell'ultima edizione della Spoleto-Norcia – racconta – abbiamo organizzato anche una pedalata charity, con tutti i nostri collaboratori, a favore di una onlus che raccoglieva fondi per comprare un mezzo di mobilità alternativa per disabili. E questo è anche molto ingaggiante in termini di lavoro di team".  In un periodo non facile per il settore dell'olio, la Pietro Coricelli registra risultati in continua crescita, confermati anche per il primo trimestre 2024, e si attesta al 1º posto come azienda olearia nel comparto dell’extravergine di oliva in Italia per quota di mercato e come industria con maggior indice di crescita fra i principali competitor. "Non abbiamo una 'ricetta' – osserva – ma possiamo dire come siamo arrivati a questi risultati: tanta passione, lungimiranza e, appunto, sostenibilità. La sostenibilità raccoglie una serie di ingredienti che portano a cose buone. Noi abbiamo iniziato a investire dal 2020 nelle filiere olivicole italiane, attraverso accordi di filiera, per dare una maggiore remuneratività all'agricoltore, e grazie proprio alla nostra linea di prodotti 100% Italiana siamo andati in controtendenza rispetto al mercato extravergine".  "Quindi è stato un driver importantissimo in cui noi abbiamo sempre creduto fortemente e che oggi ci ha portato anche un grande contributo a questa crescita", conclude. —[email protected] (Web Info)

Francia, auto contro gruppo bambini in bici: 7 feriti di cui 3 gravi

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(Adnkronos) – Un'auto è piombata su un gruppo di dodici bambini che stavano facendo una gita in bicicletta a La Rochelle, in Francia, ferendone sette, di cui tre in modo grave. Lo riporta l'emittente Bfmtv citando la prefettura di Charente-Maritime.  Secondo Bfmtv sette bambini tra i 7 e gli 11 anni sono stati investiti da un'auto. Un bambino è rimasto gravemente ferito ed è stato evacuato in elicottero a Poitiers. Altri due bambini sono grevemente feriti e uno di loro è stato trasferito a Poitiers in ambulanza. Altri quattro bambini sono in relativa emergenza. 
Alla guida dell'auto c'era una donna di 83 anni, ha reso noto la polizia locale spiegando di aver brevemente trattenuto in custodia la donna, poi rilasciata per il suo stato di salute. La Procura della Repubblica ha aperto un'indagine per lesioni non intenzionali, come spiega l'emittente Bfmtv. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Università, Tor Vergata tra le top 400 al mondo secondo il Qs world rankings 2025

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(Adnkronos) – L'edizione 2025 della QS world university rankings, vede l'Università di Roma Tor Vergata salire al 393° posto al mondo e al 12° in Italia (dato precedente 14°), con un balzo in salita record di ben 96 posizioni, rispetto alla precedente rilevazione globale, che vedeva l’università al 489° posto. Un risultato che, per la prima volta, fa entrare Roma Tor Vergata nel top 26,1% delle università censite nel ranking, mentre lo scorso anno raggiungemmo il top 33%. Commenta così Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’università di Roma Tor Vergata: “Un risultato gratificante per il nostro Ateneo che ci vede nel QS Rankings 2025 tra le prime 400 università nel mondo, testimoniato da un salto di quasi 100 posti rispetto alla precedente rilevazione. Questo è un passo avanti enorme che spiega in modo chiaro gli sforzi compiuti da Roma Tor Vergata per rendere il nostro Ateneo sempre più competitivo raggiungendo per la prima volta, il Top 26,1% delle Università censite nel ranking. Ringrazio tutti per l’impegno e sottolineo la soddisfazione da parte dell'ateneo per questo importante risultato”. Dunque, anche quest’anno l'Università di Roma Tor Vergata è stata nominata tra le migliori università del mondo, secondo la ventunesima edizione della classifica universitaria tra le più consultate in merito, la QS World University Rankings. Tra i risultati migliori a seconda dei vari indicatori, rispetto alla scorsa rilevazione, spiccano: la sustainability che la vede al 276° posto (dato precedente 608°), international students, dove si posiziona al 422° posto, rispetto al 596° della scorsa edizione. Oppure le citations per faculty, dove Roma Tor Vergata sale alla 287° posto (dato precedente 367°). Per quanto riguarda il ranking generale, per il tredicesimo anno consecutivo, il Massachusetts Institute of Technology (Mit) mantiene il suo regno al vertice, mentre l'Imperial College di Londra avanza di quattro posizioni piazzandosi al secondo posto, mentre l'Università di Oxford e l'Università di Harvard restano rispettivamente al 3° e al 4° posto. Il Qs world university rankings 2025 valuta 1503 istituzioni in 106 località differenti, di cui 42 in Italia. QS Quacquarelli Symonds, analista globale dell'istruzione superiore, è tra i principali fornitori al mondo di servizi, analisi e approfondimenti per il settore dell'istruzione superiore.  —[email protected] (Web Info)

Migranti, Meloni in Albania: “Centri operativi dal 1° agosto”

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(Adnkronos) – "Il complesso dei due centri" sui migranti in Albania "sarà operativo dal 1 agosto". Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni, a Shengjin per inaugurare il primo hotspot in territorio albanese. "L'accordo potrebbe essere replicabile in molti Paesi, potrebbe diventare una parte della soluzione strutturale dell'Ue. Lo capiamo noi e lo capiscono i sostenitori dell'immigrazione incontrollata che lo contestano. Abbiamo molti occhi puntati addosso, vogliamo riuscire. Un obiettivo del genere val bene due mesi di ritardo, ritardi legati alla natura dei terreni di Gjader che non avevamo previsto e hanno richiesto interventi di rafforzamento". "L'opposizione parla di spot elettorale? Fa il suo lavoro, lo considero normale, ma tanto come si fa si sbaglia. Se io avessi smesso di governare in questo mese e avessi fatto campagna elettorale avrebbero detto che non governavo" dice la presidente del Consiglio. "L'unica cosa che non posso fare, e che all'opposizione piacerebbe, è scomparire: questo non lo posso fare, non me lo potete chiedere. Avevo detto che non avrei fatto campagna elettorale e penso si veda che non l'ho fatta, ho partecipato a un'unica manifestazione la settimana scorsa. Vado a Caivano è uno spot elettorale, vado in Albania è uno spot elettorale, vado a sottoscrivere l'accordo di coesione ed è uno spot elettorale. Quindi che avrei dovuto fare, sospendere l'attività di governo per un mese? Io non me lo posso permettere, mi spiace. Io devo fare il mio lavoro, non posso sospendere la mia attività". "Sono fiero dell'Albania che può essere utile all'Italia. L'Italia è stata utile all'Albania molto volte e se noi abbiamo la possibilità di essere utili all'Italia una volte, due, tre allora raccogliamo quest'opportunità. Lo facciamo con il cuore e con la convinzione che il mare tra Italia e l'Albania non è uno spazio che ci divide ma ci unisce da migliaia di anni", ha dichiarato il primo ministro albanese, Edi Rama, durante un punto stampa congiunto con Meloni, commentando l'accordo sui migranti tra Tirana e Roma. "In un momento così complicato non solo per l'Italia ma per tutta l'Europa siamo molto fieri di dare una mano anche se non come europei uniti nella Ue", ha spiegato Roma, secondo cui "non sta a nessuno decidere se siamo o no europei".  —[email protected] (Web Info)

Europee, rettrice Polimeni: “Sapienza primo seggio per fuori sede, votare è importante”

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(Adnkronos) – "Abbiamo immediatamente colto l'opportunità della nuova norma che consente agli studenti fuori sede di votare dove studiano. Abbiamo ritenuto importante dare la disponibilità come Sapienza per istituire il primo seggio in un'università. Per noi è un grande orgoglio. Credo che questo abbia un valore non solo simbolico ma è un modo per dare la possibilità ai ragazzi e alle ragazze di venire a votare in una sede universitaria''. Così all'Adnkronos la rettrice dell'università Sapienza Antonella Polimeni sull'istituzione del seggio speciale in ateneo per consentire il voto agli studenti fuori sede.  Il voto a distanza per gli studenti fuori sede è stato introdotto quest'anno per la prima volta in occasione delle Europee, grazie all'approvazione in Commissione Affari costituzionali al Senato, con parere favorevole del Governo Meloni, di un emendamento al decreto elezioni. ''Il significato – ha aggiunto la rettrice – è 'votate e votate' senza dovervi spostare, senza dover tornare a casa, senza sostenere altri costi: è importante votare per queste elezioni europee''. Alla Sapienza, ha spiegato Polimeni, "e in particolare alla facoltà di economia, potranno votare tutti gli studenti fuori sede non solo di Sapienza ma di tutti gli atenei del Lazio".  ''Per noi era importante che l'università si mettesse a disposizione come sede di seggio – ha concluso – Poi vedremo l'afflusso ma comunque è una disponibilità che un'istituzione offre, un'opportunità in più''.  —[email protected] (Web Info)

Spiagge, 228 euro in media alla settimana per ombrellone e lettini

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(Adnkronos) – E' di 228 euro in media alla settimana il prezzo per ombrellone e lettini. E' quanto emerge da un'indagine annuale di Altroconsumo sul costo del posto in spiagge che raccoglie le tariffe di 211 stabilimenti balneari in 10 città, mette in luce anche quest’anno le continue variazioni al rialzo dei listini, che sono diventate ormai una lenta e costante tendenza e si stratificano su aumenti più consistenti verificatisi negli anni passati (il 5% medio del 2023 e il 10% nel 2022).  Altroconsumo ha raccolto anche per l’estate 2024 le tariffe praticate dagli stabilimenti balneari in dieci località italiane (Lignano, Rimini, Senigallia, Viareggio, Palinuro, Alassio, Gallipoli, Alghero, Taormina e Giardini Naxos, Anzio), contattando tutti i 211 stabilimenti telefonicamente e in modo anonimo e chiedendo le tariffe per le prime quattro file per la settimana che va dal 4 al 10 agosto. Mediamente la prima fila costa 226 euro, cifra che si riduce a mano a mano si va a scegliere le file successive: in seconda il costo medio è di 210 euro, 199 euro in terza, 186 dalla quarta in poi. L’inchiesta Altroconsumo mette anche a confronto le tariffe di quest’anno con quelle dello scorso anno, prendendo come riferimento il costo medio delle prime quattro file. In alcuni casi ci sono buone notizie: a Lignano, Taormina e Giardini Naxos, per esempio, non c’è stato alcun aumento rispetto allo scorso anno. Qualche rialzo invece c’è stato ad Alghero e Gallipoli (2%), Alassio, Anzio e Palinuro (3%), Rimini (4%) e Viareggio (5%). Più elevato, ma in linea con l’inflazione, l’aumento rilevato a Senigallia (8%), che resta comunque la località meno cara dell’inchiesta. 
A Senigallia, la località più economica, la prima fila costerà 155 euro, contro i 392 che si devono sborsare ad Alassio, la località più cara dell’inchiesta. Sull’alto Adriatico un’altra buona scelta in termini di prezzi è Lignano: qui la prima fila costa 164 euro. Seguono la località friulana, Rimini (165), Palinuro e Viareggio (209), Taormina e Giardini di Naxos (215). La perla della Liguria non è l’unica meta ad avere prezzi alle stelle: a Gallipoli si pagano 289 euro per la prima fila mentre ad Alghero 239. Perché le vacanze siano un po’ più economiche, sottolinea Altroconsumo, "servirebbe, quindi, più concorrenza. In questi giorni si dibatte molto sulla questione delle concessioni balneari. Il sistema di rilascio dei permessi per gli stabilimenti balneari privati deve essere riorganizzato in tempi stretti, attraverso nuovi bandi di gara. Nell’attesa che ciò avvenga a pagare sono i consumatori, perché questa situazione di stallo, con le concessioni che restano in mano agli stessi operatori, si ripercuote sul prezzo di lettini e ombrelloni, ogni anno più costosi ed elitari. È importante quindi arrivare presto a una riforma del settore 'spiagge', per questo Altroconsumo ha lanciato la petizione per avere spiagge aperte anche a nuovi proprietari e prezzi contenuti, alla portata di tutti". —[email protected] (Web Info)

Mc Donald’s perde il marchio Big Mac per i panini al pollo nell’Unione Europea

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(Adnkronos) – McDonald's perde il marchio 'Big Mac' dell'Unione Europea per i prodotti a base di pollame. Lo ha stabilito il Tribunale dell'Ue, in una causa che vede contrapposte il colosso del fast food Usa, da un lato, e una catena irlandese dall'altro. Secondo i giudici di Lussemburgo, per alcuni prodotti e servizi, la McDonald's non ha dimostrato un uso effettivo per un periodo ininterrotto di cinque anni nell'Ue. La causa vede coinvolte Supermac's, catena di fast food irlandese e la McDonald's, rispettivamente, e riguarda il marchio dell'Unione Europea Big Mac, che era stato registrato a favore della multinazionale americana nel 1996. Nel 2017 la Supermac's ha presentato una domanda di decadenza del marchio Big Mac per alcuni prodotti e servizi, sostenendo che il marchio non fosse stato oggetto di un uso effettivo per i medesimi prodotti e servizi nell'Unione per un periodo ininterrotto di cinque anni.  L'Ufficio dell'Unione Europea per la proprietà intellettuale (Euipo) ha parzialmente accolto la domanda, ma ha confermato la tutela del marchio contestato alla McDonald's, in particolare, per gli alimenti a base di carne e di pollame e i panini con carne e con pollo, nonché per servizi forniti o connessi alla gestione di ristoranti e di altri locali o infrastrutture di ristorazione per il consumo e il 'drive-in' e per la preparazione di piatti da asporto.  Con la sentenza di oggi, il Tribunale annulla e riformula in parte la decisione dell'Euipo, limitando così ulteriormente la tutela conferita dal marchio contestato alla McDonald's. Per i giudici di Lussemburgo, McDonald's non ha dimostrato che il marchio contestato sia stato oggetto di un uso effettivo per quanto riguarda i panini con pollo, gli alimenti a base di pollame e i servizi forniti o connessi alla gestione di ristoranti e di altri locali o infrastrutture di ristorazione per il consumo e il 'drive-in', né per la preparazione di piatti da asporto. Le prove prodotte dalla McDonald’s, secondo il Tribunale, non forniscono "alcuna indicazione sull’entità dell’uso del marchio per tali prodotti e segnatamente per quanto concerne il volume delle vendite, la durata del periodo in cui gli atti di uso sono stati compiuti e la loro frequenza". Pertanto, le prove valutate dall’Euipo non consentono di dimostrare l’esistenza di un uso effettivo del marchio contestato per quei prodotti. In più, gli elementi di prova prodotti dalla McDonald’s non consentono di dimostrare che il marchio contestato sia stato utilizzato per i servizi forniti o connessi alla gestione di ristoranti e di altri locali o infrastrutture di ristorazione per il consumo e il drive- in; né nella preparazione di piatti da asporto. —[email protected] (Web Info)

Gaza, stallo su cessate fuoco: perché Hamas e Israele diffidano della proposta Usa

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(Adnkronos) – Si registra un "momento di stallo" sulla proposta di accordo per un cessate il fuoco a Gaza ed il rilascio degli ostaggi avanzata nei giorni scorsi dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Lo ha riconosciuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista a La7, mentre il direttore della Cia, William Burns, ed il consigliere speciale per il Medio Oriente di Biden, Brett McGurk, sono volati rispettivamente in Qatar e Egitto per tentare di imprimere l'accelerazione decisiva sull'intesa.  Proprio Doha ed Il Cairo sono i due tavoli in cui si continua a giocare la partita dei negoziati. Oggi nella capitale dell'emirato del Golfo è previsto un incontro trilaterale Usa-Egitto-Qatar alla presenza, oltre che di Burns, del suo omologo egiziano, Abbas Kamel e del primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdurrahman Al Thani. Sempre a Doha, i mediatori egiziani e del Qatar contatteranno i leader di Hamas per convincerli a mostrare flessibilità sull'ultima proposta. Intanto una delegazione che rappresenta i due dei più stretti alleati di Hamas – la Jihad islamica e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina – è arrivata al Cairo per colloqui con funzionari egiziani.  
Gli Stati Uniti sembrano più che mai decisi a fermare l'operazione a Gaza. Da settimane il pressing di Washington su Tel Aviv si è intensificato. Lo stesso Biden in un'intervista al Time ha risposto che "ci sono tutte le ragioni per trarre questa conclusione" alla domanda se fosse d'accordo con chi in Israele ritiene che Netanyahu stia prolungando il conflitto per i propri interessi politici. Posizione rivista poche ore dopo, quando alla Casa Bianca ha detto di non pensare che il leader israeliano stia facendo la guerra per giochi politici, riconoscendo che Israele ha "un problema serio". Ma Netanyahu, nonostante gli appelli arrivati anche dall'Europa e dalle famiglie degli ostaggi a sottoscrivere l'accordo – sul quale vige il veto dei due ministri di estrema destra Smotrich e Ben Gvir che minacciano di far cadere il governo – sembra restio a chiudere la partita a Gaza. Il premier ha aperto alla possibilità di sospendere temporaneamente le ostilità per alcune settimane e, intanto, sembra voler aprire un fronte con Hezbollah. Israele è "pronto ad un'azione estremamente potente nel nord", è il monito che ha lanciato stamane durante una visita a Kiryat Shmona, al confine con il Libano. Ma perché la proposta di cessate il fuoco annunciata da Biden per Gaza è in fase di stallo dato che finora nessuna delle parti ha accettato ufficialmente il piano? A questa domanda prova a rispondere un'analisi di Middle East Eye, secondo cui Hamas, Israele e gli Stati arabi hanno dubbi sull'affermazione della Casa Bianca secondo cui il piano di cessate il fuoco sarebbe stato originato dal governo Netanyahu. E, data la premessa, il ritardo ad accettare il piano da parte di Israele, secondo il sito, è imbarazzante per gli Stati Uniti.  Il piano – diviso in tre fasi, con una tregua di sei settimane accompagnata dal rilascio degli ostaggi in cambio di prigionieri palestinesi – sembra quasi identico a quello mediato dalla Cia e che Hamas aveva accettato all'inizio di maggio. La proposta, tuttavia, era stata respinta da Israele che aveva lanciato l'invasione di Rafah. 
Il dubbio principale della nuova proposta riguarda se sia israeliana o americana. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha definito il piano consegnato a Hamas "la proposta degli Stati Uniti per Gaza". E' poi andato oltre, suggerendo che la proposta non ha il completo appoggio del governo israeliano, che appare spaccato. Non solo perché almeno due ministri, Smotrich e Ben Gvir appunto, hanno annunciato che lasceranno la maggioranza in caso di via libera all'intesa. Lo stesso Netanyahu ha dichiarato ai deputati della Knesset che Biden ha nascosto alcuni dettagli chiave della proposta.  
Per Hamas il nodo riguarda sempre cosa accadrà dopo che saranno scaduti i termini del cessate il fuoco temporaneo. Le sue capacità militari sono state degradate dopo otto mesi di combattimenti, ma il gruppo – senza la garanzia di un cessate il fuoco permanente e del ritiro israeliano da Gaza – probabilmente vede pochi vantaggi dal firmare l'accordo, dato che consentirebbe alle Idf di riprendere la guerra dopo aver liberato gli ostaggi. "Abbiamo chiesto ai mediatori di ottenere una posizione chiara da Israele affinché si impegni per un cessate il fuoco permanente e un ritiro completo da Gaza", ha spiegato l'esponente di Hamas, Osama Hamdan, in una conferenza stampa a Beirut. —internazionale/[email protected] (Web Info)

Zanzara giapponese in Italia, l’esperto: “Diffusa al Nord, se punge grossi pomfi”

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(Adnkronos) – La zanzara giapponese o 'Aedes japonicus' è già in Italia ed è "un bel zanzarone nero, più grande della Tigre, che si vede molto bene e ad alcune persone – più sensibili – la puntura può dare grossi pomfi. Questo anche perché nel nostro Paese non siamo abituati e, come accade con i nuovi patogeni, anche con le nuove zanzare si posso avere reazioni più aggressive". A parlare con l'Adnkronos Salute è Fabrizio Montarsi, biologo del Laboratorio Entomologia sanitaria e patogeni trasmessi da vettore dell'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (Izs Ve) che nel 2015 ha individuato in Friuli Venezia Giulia la prima zanzara giapponese in Italia. "Oggi è stabilmente nel Nord Italia – aggiunge Montarsi – ed è entrata in Fvg arrivando dall'Austria e dalla Slovenia. Ma non è scesa oltre l'area montana e pedemontana perché non è riuscita a prevalere nella competizione con la nostra Tigre". L'Aedes japonicus è considerata la terza specie più invasiva tra le zanzare ed è nella top 100 delle specie più invasive del mondo.  Ama la vita diurna, è molesta, punge l’uomo "soprattutto sulle gambe" e "depone uova resistenti al freddo", precisa l'esperto. Infatti è presente in Paesi europei dal clima ben più rigido di quello italiano, come Svizzera, Germania, Austria, Slovenia e Ungheria. La sua presenza in Italia è dovuta al cambiamento climatico? "Non solo – risponde Montarsi – c'è di mezzo anche la globalizzazione dei viaggi e dei commerci. Arriva dal Sud Est asiatico ma ha trovato nel Paese le condizioni climatiche adatte per radicarsi e diffondersi – avverte – E qui c'entra il cambiamento climatico, in Italia non fa più freddo come una volta e questo rappresenta un vantaggio per la zanzara giapponese, spesso le uova resistono bene anche in inverno".  La zanzara giapponese è un potenziale vettore di malattie come Dengue o Chikungunya? "Sono in corso degli studi, a cui partecipiamo anche noi dell'Izs delle Venezie – conclude – per valutare se questa specie invasiva può trasmettere la Dengue o Chikungunya, che già sono veicolate dalla nostra Tigre. Al momento non ci sono certezze, solo ipotesi, e per questo stiamo cercando di approfondire questo aspetto".  —[email protected] (Web Info)

Adnkronos: nasce Prometeo 360, multicanale della sostenibilità

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(Adnkronos) – Da Prometeo a Prometeo 360
: la sostenibilità sempre più al centro dell’informazione Adnkronos. Prometeo 360 è la nuova iniziativa editoriale del Gruppo Adnkronos, che si sviluppa intorno a Prometeo, progetto multicanale lanciato nel 2010 per approfondire tutte le tematiche ambientali e di Csr. Forte dell’esperienza già maturata nel settore, Adnkronos ha deciso di ampliare i temi trattati, raccontando la sostenibilità in tutti i suoi aspetti, ambientale, sociale, economico, ritenuti ormai strategici nell’economia mondiale e nella rete di relazioni internazionali.  L’impegno di Adnkronos negli anni passati ha generato relazioni utili con tutti gli operatori del settore e con i players più importanti in ambito B2B e suscitato l’interesse degli utenti. L’evoluzione di Prometeo apre, dunque, una nuova dimensione contraddistinta, in particolare, da un linguaggio sempre più divulgativo e aperto verso il grande pubblico, l’ampliamento degli argomenti trattati, l’apertura di nuovi canali e format di comunicazione.  Un’offerta a 360° che comprende un nuovo sito, piano editoriale molto più ricco, consistente produzione extra redazionale, eventi a tema, notiziario televisivo, attività sui canali social, e realizzazione di podcast. La nuova offerta editoriale di Prometeo si rivolge alle aziende e agli utenti del web, raggiungendo alcuni target di audience aggiuntivi rispetto a quelli che già da anni seguono il canale, mantenendo al tempo stesso affidabilità e autorevolezza. —[email protected] (Web Info)

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