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Brunetta (Cnel): “Integrare la rete mercati all’ingrosso con la grande distribuzione”

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(Adnkronos) – "Chi ha una rete ha un tesoro e chi ha una rete di reti ha un tesoro all'ennesima potenza. Nella società attuale l'organizzazione di rete è l'organizzazione vincente. Chi ha una rete come la vostra, la rete dei mercati all’ingrosso, una rete che ha dimostrato di avere un ruolo così strategico per il Paese, ha il dovere di pensare al futuro, assumendo altri compiti e altri ruoli, come quello dell'integrazione con il mondo della grande distribuzione". Lo ha detto il presidente del Cnel Renato Brunetta al convegno "I mercati all’ingrosso nella filiera agroalimentare", organizzatoal Cnel da Italmercati e Ismea. "Un'integrazione che già c'è ma che potrebbe approfondirsi e avvenire ancora meglio, anche coinvolgendo la dimensione finanziaria. – ha spiegato Brunetta -I mercati all'ingrosso sono naturalmente legati alla sfera della sostenibilità e quindi è importante la possibilità di accedere alle fonti di finanziamento verdi, i green bond. È una chiave strategica ed operativa per mondi assolutamente fondamentali per la nostra società, per la nostra economia, per il mondo in cui viviamo". "In altri momenti storici era prevalente la verticalizzazione, mentre ora è la rete l'interlocutore fondamentale di tutti i processi economici e sociali. La complessità della rete dei mercati all'ingrosso va valorizzata, anche attribuendogli un ruolo sociale – ha precisato Brunetta – Penso ad esempio al tema della desertificazione dei servizi nei territori e al tema della rigenerazione urbana. Il vostro mondo può anche avere una funzione educativa rispetto ai grandi cambiamenti in atto, rispetto alle grandi trasformazioni della nostra epoca ma anche rispetto a un ambito come quello degli stili di vita. Così possiamo dare una risposta ai bisogni della società attuale. Il Cnel, la casa dei corpi intermedi, è a disposizione". —[email protected] (Web Info)

Rc Auto, assicurare la macchina a Napoli? Costa quasi il triplo che a Trieste

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(Adnkronos) – Assicurare un'automobile con la sola responsabilità civile a Napoli? Costa in media quasi il triplo che a Trieste, circa il doppio che a Roma e comunque quasi 500 euro in più rispetto alla seconda città più costosa per prezzo medio, ossia Palermo. Secondo gli ultimi dati disponibili di Facile.it elaborati dall'Adnkronos, relativi ad aprile scorso e ai capoluoghi di regione e basati su quasi 12,5 milioni di preventivi effettuati sul portale di comparazione, il prezzo medio dell'assicurazione Rc Auto a Napoli tocca 1.135,55 euro, un dato sensibilmente più elevato della seconda città più costosa, Palermo, dove il prezzo medio è pari 'solamente' a 677,89 euro, dato che tutto sommato non si discosta molto dalla media nazionale, di 612,52 euro. Un valore però, questo, leggermente falsato dal costo del capoluogo partenopeo che inevitabilmente aumenta il dato finale. Sul gradino più basso del podio della classifica c'è Bari, con 671,41 euro in media per la Rc Auto. Dalla parte opposta della graduatoria c'è Trieste, la città più economica. Con 416,09 euro, assicurare là un'automobile costa quasi un terzo rispetto a quanto viene speso a Napoli. Bene anche Potenza, con un costo basso dell'Rc auto: è 19esima con 438,71 euro di media. Al 18esimo posto Aosta, con 466,39 euro. Tornando alle medie più alte, è Roma al quarto posto, con un prezzo dell'Rc auto pari a 666,90 euro. C'è poi Genova (659,60 euro), seguita da Firenze (639,08 euro) e Torino (620,23 euro). All'ottava posizione della classifica c'è Cagliari (610,17 euro), alla nona Catanzaro (606,49 euro). Chiude la top ten Perugia, che scende sotto quota 600 euro, attestandosi a 590,68 euro.  Secondo i dati di Facile.it, è Ancona l'11esima città per prezzo medio più alto dell'Rc auto. Il capoluogo marchigiano vede il costo pari a 582,13 euro, cifra non molto più alta di quella della 12esima città, Bologna, nella quale assicurare un'autovettura arriva a costare, mediamente, 546,40 euro. Chiudono la classifica L'Aquila (530,35 euro), Venezia (519,57 euro), Campobasso (518,44 euro), Milano (501,44 euro) e Trento (481,06 euro), la prima a scendere sotto quota 500 euro. Allargando l'analisi dei prezzi medi a tutte le province italiane, si legge nei dati di Facile.it, ci sono comunque altre zone dell'Italia con prezzi medi che si avvicinano a quelli di Napoli. Ad esempio a Caserta, dove si superano i mille euro (1.014,15) o a Prato, dove una tariffa media della Rc auto arriva a 824,48 euro. L'enorme differenza di prezzo tra Napoli, o comunque delle province coi costi più alti, e i casi come Trieste, spiega all'Adnkronos il Managing Director Insurance di Facile.it Andrea Ghizzoni, sta nel fatto che la composizione della tariffa "dipende da vari elementi, differenti tra loro, ma che incidono tutti sulla composizione. Oltre alle caratteristiche soggettive dell’automobilista" come ad esempio l’età, la classe di merito, la storia assicurativa e così via "vi sono elementi terzi oggettivi che hanno un impatto sui prezzi. Uno dei più importanti, ad esempio, è la sinistrosità di una determinata area, vale a dire il numero di sinistri e il rischio incidenti rilevato in zona specifica zona. Più sono frequenti – indica Ghizzoni – maggiore sarà il premio richiesto dalla compagnia assicurativa. Ed anche il costo medio di risarcimento dei sinistri, calcolato su base territoriale, ha un peso importante nella determinazione della tariffa proposta all’automobilista" perché non "va dimenticato che le compagnie hanno l’obbligo di assicurarsi che i premi raccolti coprano il totale rimborsi, altrimenti il sistema crollerebbe". Inoltre, spiega ancora il manager, "c'è il fattore del numero di truffe, o tentativi di truffa, ai danni delle compagnie stesse. Nelle aree dove questi fenomeni sono più diffusi, maggiore sarà il costo della polizza. Altri fattori che possono incidere sui prezzi sono, ad esempio, l’età media dei veicoli in circolazione. Infine, ci sono le politiche commerciale di ciascuna compagnia, che può scegliere di applicare tariffe differenti a seconda delle proprie strategie di vendita. Tutti questi elementi, soggettivi e terzi, contribuiscono a determinare le differenze territoriali di prezzo". Quanto al futuro dei prezzi, spiega infine Ghizzoni, dopo il "rincaro continuo del premio Rc auto dello scorso anno" e con "l’inflazione che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati", negli ultimi mesi "ci sono stati segnali positivi con valori in lieve calo, ma è ancora presto per dire se" questa diminuzione possa essere "un trend stabile, segno che i rincari del 2023 hanno assorbito completamente gli effetti del nuovo contesto economico, o di una variazione momentanea all'interno di un trend comunque al rialzo", conclude. —[email protected] (Web Info)

Italmercati: “Serve riforma dei mercati all’ingrosso, più grandi e più sinergia”

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(Adnkronos) – "Creare un network di mercati strategici per condividere politiche di settore a livello regionale e nazionale che possa accedere a finanziamenti per l'evoluzione delle strutture e degli operatori". E' quanto ha evidenziato il presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini lanciando alcune proposte per una riforma del sistema dei mercati all'ingrosso, durante la presentazione del rapporto "I mercati all'ingrosso nella filiera agroalimentare" in collaborazione con Ismea al Cnel. "La frammentazione del settore dei mercati all’ingrosso in Italia ha portato molte di queste strutture a perdere rilevanza e strategicità per il Paese e ha fatto perdere la visione d’insieme del settore. La rete di Italmercati nasce proprio dalla sentita esigenza di porre rimedio a tale frammentazione, per fare sistema e lavorare in sinergia con medesime caratteristiche e visione futura" dichiara il presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini.  "Per uno sviluppo del settore, è fondamentale infatti che le azioni politiche investano nei mercati all’ingrosso strategici del Paese: la nostra proposta cerca di individuare un numero – magari ridotto – di Mercati strategici che garantiscano un sistema più efficace ed efficiente, non tralasciando i principali requisiti alla base di queste strutture: garantire ai consumatori servizi di tracciabilità e sicurezza alimentare" ha sottolineato Pallottini.  Lo sviluppo futuro dei mercati, infatti, secondo gli operatori, deve essere accompagnato da un percorso di aggregazione delle realtà esistenti in strutture moderne, più grandi ed efficienti, con evidenti ricadute positive, quali un efficientamento della catena logistica e una minor dispersione degli investimenti, come indicato anche dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida. Inoltre, in un contesto in cui gli strumenti della attuale Pac non bastano più ad assicurare un adeguato sostegno agli agricoltori, diventa cruciale il ruolo equilibratore dei Mercati all’Ingrosso nell’ambito della filiera agroalimentare per renderla più efficiente più equa e meno penalizzante per i produttori agricoli. —[email protected] (Web Info)

Inter, Marotta nuovo presidente: “Mi ispiro a Facchetti”

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(Adnkronos) –
Beppe Marotta nuovo presidente dell'Inter. La nomina è stata formalizzata oggi dall'assemblea degli azionisti del club nerazzurro. Marotta, che è anche Ceo del club, succede a Steve Zhang e diventa il numero 1 della società passata sotto il controllo del fondo Oaktree. "Un'emozione grande essere presidente di una società così importante. Sarò un presidente che ama il proprio lavoro e lo conosce bene, Ma avrò bisogno del supporto di tutta la macchina dell’Inter, delle donne e gli uomini che lavorano nella società. Il nostro modello è fatto di grande patrimonio umano, alla base di ogni successo ci sono tanta competenza e motivazione", dice Marotta, al termine del cda che ha ratificato la sua nomina.  "Il valore della memoria è inestimabile. La mia ispirazione nasce da quelli che mi hanno preceduto in questo ruolo. Ho in mente Giacinto Facchetti che, come profilo, si avvicina a me", aggiunge. "Sono finiti i tempi dei presidenti mecenate come Moratti, Fraizzoli, Pellegrini che tanto hanno fatto per il club e che mi hanno dato una linea importante da seguire. E da ultimo voglio ricordare anche Steven Zhang, un ragazzo giovane, che ha dato tanto all’Inter".  Il nuovo presidente dovrà gestire subito i rinnovi dei contratti di Inzaghi, Lautaro e Barella: "Sono ottimista, credo non ci saranno tanti problemi. Tutti loro hanno un grande senso di appartenenza all’Inter". —[email protected] (Web Info)

Parigi 2024, Russia prende di mira Olimpiadi: falso Tom Cruise contro i Giochi

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(Adnkronos) –
La Russia sta prendendo di mira le Olimpiadi di Parigi con una campagna che ha visto tra i suoi protagonisti un finto Tom Cruise, 'assoldato' per una narrazione critica dell'organizzazione dei giochi. La denuncia arriva in un rapporto di Microsoft: una rete di gruppi affiliati alla Russia sta conducendo "campagne di influenza negativa" contro la Francia, Emmanuel Macron, il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) e i Giochi di Parigi a meno di 80 giorni dall'evento, rivela la multinazionale americana. La Russia è stata bandita dalle Olimpiadi del 2024, anche se un piccolo numero di sportivi potrebbe prendervi parte in qualità di atleti neutrali. Il falso video di Cruise, apparso l'anno scorso su Telegram, dal titolo 'Olympics Has Fallen' ripreso dal film d'azione con Gerard Butler 'Attacco al potere' – utilizza l'audio generato dall'intelligenza artificiale della voce della star per recitare uno "strano copione" che denigra il Cio. Gli autori sostengono – falsamente – che il video è stato prodotto da Netflix e viene descritto con false recensioni a cinque stelle dal New York Times e dalla Bbc. Dal video "emerge chiaramente che i creatori del contenuto hanno dedicato molto tempo al progetto, dimostrando maggiore abilità rispetto alla maggior parte dei promotori di campagne di influenze che osserviamo", afferma il centro di analisi delle minacce di Microsoft in un rapporto appena pubblicato.  
Il filmato è stato realizzato da un gruppo legato al Cremlino chiamato Storm-1679, che in passato ha raggirato attori statunitensi, tra cui Elijah Wood, facendo loro registrare messaggi su 'Cameo', sito web in cui si possono pagare celebrità per video messaggi personalizzati, che sono stati poi trasformati in propaganda anti-ucraina. La campagna di Storm-1679 per le Olimpiadi comprende una raccolta di video in cui si lancia l'allarme violenze durante i giochi, che si svolgeranno dal 26 luglio all'11 agosto. Il gruppo ha pubblicato notizie false – attribuite a note emittenti – secondo le quali i parigini starebbero acquistando assicurazioni sulle case in previsione di attacchi terroristici e un quarto dei biglietti sarebbe stato restituito a causa dei timori legati a possibili attentati. Gli account dei social media collegati a Storm-1679 hanno trasmesso nei mesi scorsi immagini in cui comparirebbero graffiti fotografati a Parigi che minacciano di violenza gli israeliani che partecipano ai giochi. Molte delle immagini facevano anche riferimento agli attacchi alle Olimpiadi di Monaco del 1972 da parte di terroristi palestinesi, in cui morirono 11 membri della squadra olimpica israeliana. "Microsoft non ha avuto alcuna conferma indipendente dell'esistenza fisica dei graffiti, e questo suggerisce l'idea che le immagini siano state probabilmente generate digitalmente", si legge nel rapporto.  Un altro gruppo russo, noto come Storm-1099 o 'Doppelganger', ha creato falsi siti di notizie in lingua francese che denunciano la corruzione del CIO e la potenziale violenza a Parigi. Versioni false di Le Parisien e Le Point presentano Macron come una figura politica indifferente alle difficoltà dei cittadini francesi.  Microsoft ha dichiarato di aspettarsi che gli sforzi russi si estendano ad altre lingue e tentino di inondare i social media attraverso account automatizzati, mentre è probabile che aumenti anche l'uso dell'IA generativa, sistemi che producono testi, video, immagini e audio altamente verosimili.   —internazionale/[email protected] (Web Info)

Ismea: “Mercati all’ingrosso asset strategico per filiera agroalimentare più efficiente”

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(Adnkronos) – La rete dei mercati all’ingrosso in Italia sono un asset strategico per una filiera agroalimentare più efficiente e più equa. Snodi centrali nel commercio di prodotti freschi e freschissimi, con un importante ruolo nella valorizzazione delle produzioni locali e stagionali, nella tracciabilità di filiera e nella sicurezza igienico-sanitaria, i mercati all’ingrosso però in Italia rappresentano una realtà molto composita e frammentata, dove alla maggiore densità di strutture rispetto ai partner europei corrisponde un giro d’affari più contenuto, ma con un potenziale ruolo cruciale nel favorire un riequilibrio nella distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare. E' quanto emerge dall’indagine “I Mercati all'Ingrosso nella Filiera Agroalimentare” condotta da Ismea presso il network di riferimento di Italmercati, partner dell’iniziativa, presentata al Cnel nel corso di un convegno.  I mercati stanno evolvendo verso un modello di hub multifunzionale capace di offrire una molteplicità di servizi in aggiunta alla tradizionale funzione di intermediazione commerciale, logistica e stoccaggio delle merci. In Italia operano 137 strutture (numero sei volte superiore a quello di Spagna e Francia) ma con un giro d'affari inferiore (10 miliardi di euro rispetto ai 14 della Spagna e ai 12,5 della Francia) da cui transita circa il 50% dell’offerta ortofrutticola complessiva, il 33% di quella ittica e il 10% delle carni, quote che, ad eccezione dell’ortofrutta, risultano significativamente inferiori a quelle di analoghe realtà di altri paesi Ue.  "In una congiuntura difficile per le imprese, con ricadute soprattutto sulla tenuta dei redditi, schiacciati dagli alti costi di produzione, – ha commentato il direttore generale di Ismea Maria Chiara Zaganelli – i mercati all’ingrosso possono assumere un importante ruolo di stimolo per favorire un processo virtuoso, indirizzato a una più equa ripartizione del valore lungo la filiera e meno penalizzante per le imprese agricole, l’anello strutturalmente più debole. Su questo fronte la nostra indagine ha messo in evidenza i fattori di criticità che non consentono di garantire la presenza diretta degli agricoltori nei mercati all’ingrosso. Rispetto a questa esigenza i mercati potrebbero fornire servizi di supporto e di facilitazione ai piccoli produttori, anche con una diversa programmazione degli orari di apertura, un aspetto, quest’ultimo, segnalato anche da altri operatori". Le relazioni di Ismea e Italmercati sono state introdotte dal video messaggio del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida e dai saluti del residente del Cnel Renato Brunetta. Lo studio di Ismea, presso il network di Italmercati, fotografa dunque una rete di 22 strutture, distribuite in 14 regioni italiane e quantifica un giro d’affari di 115 milioni di euro, un valore che raggiunge la ragguardevole cifra di 11 miliardi se si considerano anche le attività delle 4.000 realtà economiche operative nei mercati, tra distributori, aziende agricole, bar, ristoranti, facility provider e servizi accessori, con il coinvolgimento quotidiano di 26 mila addetti. Le strutture aderenti a Italmercati operano nelle immediate dei sistemi logistici, nelle vicinanze di uno svincolo autostradale, oltre la metà nei pressi di un aeroporto, il 50% vicino a uno scalo merci ferroviario, quasi un quinto in prossimità di un porto commerciale. Una collocazione favorevole anche rispetto alle produzioni commercializzate, con molte strutture che operano all’interno di distretti agroalimentari o di areali di produzione di qualità riconosciuta (a marchio Dop-Igp), a riprova dello stretto legame con le imprese del settore primario. L’origine del prodotto che transita da questi hub commerciali è prevalentemente nazionale, con una quota rilevante di produzioni locali, provenienti cioè da una distanza massima di 100 km, ad eccezione delle carni, costituite per lo più da prodotti d’importazione. Più in dettaglio, le merci locali sono oltre la metà dei prodotti florovivaistici, un terzo degli orticoli e degli ittici, un quinto della frutta. Queste realtà, accanto alle attività strettamente connesse al core business, contribuiscono anche alla produzione di energia rinnovabile, con il 60% delle strutture che ha investito in questo settore con l’installazione di impianti in parte finanziati dal Pnrr. La previsione è di arrivare, entro il 2026, a una quota di energia autoprodotta pari a quasi la metà del fabbisogno. La sostenibilità è ulteriormente rafforzata dal comune impegno nella lotta agli sprechi, attraverso il recupero di prodotti invenduti, donazioni a enti caritatevoli e vendita diretta ai cittadini. Tra i clienti dei mercati, la quota più consistente è rappresentata dai dettaglianti del circuito tradizionale (37%), seguiti dai retailer della distribuzione moderna (18%) e dei mercati rionali (17%). Rilevante anche la partecipazione di intermediari ed esportatori nazionali (11%) ed esteri (7%) e operatori del canale Horeca (6%), in particolare ristoratori, questi ultimi in crescita insieme a quelli della distribuzione moderna.  Nel corso del convegno si è svolta la tavola rotonda “Riforma dei Mercati e ruolo nella nuova Pac”, nella quale si sono confrontati alcuni dei protagonisti della filiera agroalimentare: Paolo De Castro, europarlamentare; Valentino Di Pisa, presidente Fedagromercati; Cristiano Fini, presidente Cia – Agricoltori Italiani; Massimiliano Giansanti, presidente Confagricoltura; Ettore Prandini, presidente Coldiretti; Paolo Cetorelli, presidente Esd Italia. All’evento è intervenuto anche il presidente dell’Ice Matteo Zoppas, mentre le conclusioni sono state affidate al capo di Gabinetto del Ministero dell’agricoltura Raffaele Borriello. —[email protected] (Web Info)

Natisone, aperta un’inchiesta per omicidio colposo

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(Adnkronos) – E' stata aperta "un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti" sulla vicenda delle due ragazze morte a causa della piena del Natisone e sul terzo ragazzo ancora disperso. "In queste vicende, per procedere bisogna configurare responsabilità di tipo omissivo, non commissivo", ha annunciato il procuratore di Udine, Massimo Lia, in conferenza stampa.  "Condurremo tutti gli accertamenti del caso – ha aggiunto – per accertare se i soccorsi sono stati tempestivi. Mi preme, però, segnalare che, allo stato attuale, non ci sono elementi specifici che ci fanno andare in questa direzione, ma le verifiche sono in fase iniziale". "Patrizia ha fatto quattro telefonate al numero unico di emergenza 112, l'ultima delle quali senza risposta – ha precisato ancora il Procuratore Lia – La prima chiamata è delle 13.29, le altre nei minuti immediatamente successivi. Dai primi accertamenti, tutto si è svolto in un arco temporale che si può quantificare grossolanamente in mezz'ora. Da una situazione di apparente tranquillità, quel tumultuoso scorrere del fiume Natisone li ha travolti". Intanto proseguono a Premariacco le ricerche dell'ultimo ragazzo disperso nelle acque del fiume Natisone. Il giovane di 25 anni, originario della Romania e residente in Austria, si trovava insieme alle ragazze prima che i tre fossero portati via dalla corrente. Oggi il dispositivo di soccorso dei vigili del fuoco conta 60 unità, tra specialisti sommozzatori, soccorritori fluviali, team speleo, cinofili, dronisti ed elicotteristi, dispiegate lungo le sponde del Natisone. Diminuito, rispetto a ieri, il livello del corso d'acqua, condizione che potrebbe facilitare le ricerche. I corpi delle due ragazze sono stati individuati dai Vigili del Fuoco domenica scorsa. Patrizia Cormos, 20 anni, al secondo anno dell’Accademia di Belle Arti di Udine e Bianca Doros, 23 anni, arrivata pochi giorni fa dalla Romania per far visita ai genitori, erano a 700 metri e a un km a valle dal luogo della scomparsa. Continuano invece le ricerche del terzo disperso, il giovane di 25 anni, originario della Romania e residente in Austria, che si trovava insieme alle ragazze prima che i tre fossero portati via dalla corrente.  —[email protected] (Web Info)

Brausi (Cic): “In sofferenza per tagli, carenze e contenziosi medico-legali”

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(Adnkronos) – “La chirurgia italiana sta soffrendo in questo momento e le ragioni sono molteplici: tagli finanziari; riduzione dei posti letto; carenza di personale medico ed infermieristico; scarsa razionalizzazione delle risorse e delle chirurgie; aumento dei contenziosi medico-legali che rendono le specialità chirurgiche poco attrattive per i giovani laureati e, infine, la scarsa interazione che esiste tra gli ospedali e il territorio”. Lo ha detto Maurizio Brausi, presidente Cic, Collegio italiano dei chirurghi, all’Adnkronos Salute, ricordando come l’organizzazione, “che comprende 60 società specialistiche e fa capo a circa 50 mila chirurghi italiani, conoscendo profondamente la situazione attuale degli ospedali e le loro problematiche, si propone come un interlocutore attivo del ministero della Salute proponendo possibili azioni utili e condivise” che portino, ad esempio, alla riduzione dei contenziosi medico regali, tema al centro del congresso previsto a Roma il prossimo giugno. Sono tre le problematiche “che il Collegio sta discutendo e valutando in modo molto profondo – spiega Brausi – La prima è la razionalizzazione delle risorse in chirurgia. Questo tema è stato approfondito durante il forum di Arezzo pochi mesi fa. Il Cic propone che la gestione delle risorse a disposizione delle specialità chirurgiche debba passare dalle direzioni generali, ma anche dai chirurghi stessi che, quotidianamente, frequentano le sale operatorie utilizzano le tecnologie”. Proprio per “l'acquisto di queste ultime – prosegue – si propone di tenere conto dei fabbisogni regionali con acquisti super oculati. Un esempio è l'acquisto dei robot, che costano moltissimo e che, a volte, nelle varie regioni sono in sovrannumero. Questo” approccio “potrebbe determinare risparmi molto consistenti e nuove risorse che si potrebbero utilizzare in altri settori”. La seconda questione è quella medico-legale. “La chirurgia” è la specialità che “riceve più denunce in assoluto e che il 95% di queste denunce esiteranno in un nulla di fatto – sottolinea il presidente del Collegio – Il Cic da moltissimi anni si è occupato di questo problema con la legge Gelli e con lunghe e approfondite discussioni anche in Parlamento. Il 12 giugno abbiamo organizzato a Roma un congresso su questo tema. Il ministro della Salute, Orazio Schillacci, è stato invitato insieme” ai rappresentanti di “vari sindacati, presidenti delle società medico-chirurgiche, medici legali e avvocati. Verranno dibattuti i vari aspetti del problema sia dal punto di vista chirurgico che medico-legale. L'obiettivo è quello di ridurre i contenziosi medico regali, cioè le denunce”. A tale scopo “crediamo utile, in questo ambito di istituire”, innanzitutto, “un comitato super partes con il compito di valutare le denunce e stabilire se esistono i criteri fondamenti per le denunce di proseguire l’iter”.  In secondo luogo “cambiare le regole” e cioè fare in modo che “la scelta dei consulenti – chiarisce Brausi – debba essere super selettiva, attingendo da graduatorie proposte dalle varie società chirurgiche. Quindi, agire sull'avvocatura, cioè sull'ordine degli avvocati, per eliminare quei centri tuttora in essere che si propongono su web, negli ospedali, eccetera, offrendo assistenza legale gratuita ai pazienti, in cambio di una percentuale sull'eventuale patteggiamento con le strutture e i chirurghi”. Con questa pratica “la ricaduta sul sistema assicurativo è evidente ed è inutile sottolineare che, attuando queste proposte, anche i costi a carico dello Stato diminuiranno in modo cospicuo”. La quarta questione riguarda l'interazione ospedale-territorio. “Un'oculata gestione dei medici di base, soprattutto delle case della salute e negli ambulatori specialistici sul territorio – conclude il residente dei chirurghi – selezionerebbe gli accessi ospedalieri e, in particolare, l'accesso ai pronto soccorso che, in questo momento, sono le strutture che più stanno soffrendo in ambito sanitario”.  —[email protected] (Web Info)

Aids, campagna social su prevenzione Hiv al centro della Charity Dinner di Roma

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(Adnkronos) – “Questa serata vuole rappresentare un’occasione in più per fare luce su una malattia che esiste ancora, nonostante sembri dimenticata. Sono 150 mila le persone affette da Hiv oggi in Italia e si stima che altre 10 mila non sappiano di averlo. Vogliamo ricordare l’importanza della prevenzione e di sottoporsi al test rapido: perché oggi di Aids si può non morire più, se si accede per tempo alle cure. Ma soprattutto vogliamo portare informazione, in particolare ai giovani. Lo facciamo con il progetto scuola ‘Anlaids Lazio incontra gli studenti’ e il progetto ‘Anlaids Lazio incontra i giovani’, ma vogliamo farlo anche sui mezzi di comunicazione più usati dai ragazzi: i social network”. Lo ha detto Gianluca De Marchi, presidente di Anlaids Lazio e Ceo di Urban Vision Group, in apertura della Charity Dinner di Anlaids Lazio, che si è tenuta recentemente nel Salone Centrale della Gallera Nazionale di Arte Moderna di Roma, per raccogliere fondi per finanziare le attività di prevenzione all'infezione da Hiv, di lotta all'Aids e di sostegno alle persone con Hiv. All’evento – si legge in una nota – sono stati presentati anche i dati dell’indagine condotta da SocialData per mettere in luce quanto e come si parla di Hiv e Aids sulle diverse piattaforme social e capire, in particolare, quanto le conversazioni su queste tematiche interessino e coinvolgano il target giovane. Se è vero che Facebook resta la piattaforma social dove si parla maggiormente di Aids/Hiv (47%), i risultati mostrano un aumento di conversazioni sul tema anche sulle piattaforme più usate tra i giovani: Instagram registra +2% rispetto al 2023, così come l’engagement si concentra in particolare su TikTok e Instagram, che totalizzano insieme il 92% delle interazioni. Oltre al ricordo dell’immunologo Fernando Aiuti, fondatore di Anlaids – Associazione nazionale per la lotta all’Aids – e il primo, all’inizio degli anni Novanta, ad aver intrapreso la lotta allo stigma verso le persone affette da Hiv e Aids dando anche una nuova direzione alla ricerca scientifica, la serata ha visto il coinvolgimento degli oltre 300 ospiti – rappresentanti delle istituzioni e volti noti del mondo della cultura, del giornalismo e dello spettacolo, in particolare i tanti talent: Emma, Alessia Marcuzzi e Cristiano Caccamo – nel condividere sui propri profili social le due nuove campagne di sensibilizzazione alla prevenzione e al test rapido di Anlaids Lazio: ‘Fallo per la tua salute’ e ‘Proteggi te stesso e gli altri’. Nel corso della Charity Dinner, che ha visto la performance live di Malika Ayane, sono state premiate tre donne con il riconoscimento di Ambasciatrice Anlaids Lazio per l’impegno profuso a favore dell’Associazione e della ricerca scientifica: Antonella Polimeni, rettrice dell’Università La Sapienza; Rita Bellagamba, medico infettivologo dell’Inmi L. Spallanzani e Rozenn Esvan, ricercatrice su Aids e malattie infettive . Sono tante le iniziative che saranno finanziate grazie agli oltre 210 mila euro raccolti grazie al supporto dei soci e degli ospiti del Gala. Tra queste, il progetto scuola ‘Anlaids Lazio incontra gli studenti’; il progetto ‘Facciamolo Rapido’, realizzato insieme all’Inmi L. Spallanzani, che prevede la somministrazione gratuita del test rapido Hiv/Hcv per contribuire, oltre alla sensibilizzazione, alla rilevazione del sommerso; il progetto ‘Prevenzione&Ascolto’ che offre counseling telefonico, app e incontri individuali in presenza, Infine, il progetto ‘Anlaids Lazio incontra i giovani’, programma di prevenzione sviluppato in collaborazione con Opi Roma, che si rivolge agli studenti di 17 Corsi di Laurea in infermieristica e materie sanitarie di Roma e di altre città del Lazio, per favorire l’informazione e la formazione di giovani che si accingono a diventare operatori sanitari. I brand sponsor che hanno dato il proprio contributo acquistando un tavolo o dando un’offerta sono: Englandstar, BCC, CBILL, Studio Legale Di Cunzolo, Fendi, Fideuram, Fremantle, Gucci, Lux Vide, Montenegro, My Work, Roberto Coin, TIM, Urban Vision, We Build, WP, Zelo. I brand supporter, che hanno messo a disposizione prodotti e servizi esclusivi per la serata: Bottega Veneta, Bulgari Hotel, Doreca, Etro, Fendi, Ferragamp, Gnam, Gucci, Hassler, Laboratorio Olfattivo, Malo, Masseria San Domenico, Montenegro, Roccoforte Hotels, Simone Belli Agency, SocialData, Talosa. —[email protected] (Web Info)

Indagine Altroconsumo, segnalate a ministero e Agcm creme solari per bimbi

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(Adnkronos) – Con l’arrivo dell’estate e delle belle giornate si intensificano le occasioni di esposizione al sole. Bisogna però ricordarsi di farlo in sicurezza, perché i raggi solari possono essere molto nocivi per la salute se non ci proteggiamo nel modo idoneo. La crema solare rappresenta un'alleata fondamentale per una corretta esposizione al sole, ed è importante scegliere il prodotto con il giusto fattore di protezione (Spf), adeguato al proprio fototipo, ovvero al tipo di pelle. Un’attenzione maggiore è da riservare ai più piccoli, dato che tra i fattori di rischio tra i fattori di rischio per lo sviluppo di tumori cutanei in età adulta c’è proprio l’intensa esposizione al sole in età infantile, con scottature ed eritemi. Quest’anno Altroconsumo ha provveduto ad analizzare 15 creme solari per bambini Spf 50+ e 21 creme con Spf 30 per tutti (versione crema e spray). Dal test di laboratorio emerge che 2 creme solari per bambini su 15, Nivea Sun Kids Ultra Protect & Play Crema 50+ e Bilboa Bimbi Spray 50+, non proteggono quanto promettono, in quanto la protezione corrisponderebbe a un indice di protezione Spf 30 (alta), quindi inferiore a quello dichiarato in etichetta 50+ (molto alta). Data l’importanza di una corretta protezione della pelle dai raggi solari Altroconsumo ha ritenuto doveroso segnalare le non conformità rilevate e ha quindi segnalato al ministero della Salute e all’Agcm i 2 prodotti. Un risultato deludente – riporta una nota – tanto più se consideriamo che sono prodotti destinati ai più piccoli, perché se un solare non rispetta il fattore di protezione dichiarato crea una falsa percezione di sicurezza a chi lo applica. In più, scegliere la crema solare giusta è importante ma non basta a proteggere i bambini dai raggi ultravioletti, ad esempio è necessario usarla bene: spalmarla in abbondanza e spesso, sempre dopo il bagno (anche quella che è 'resistente all’acqua' protegge appunto in acqua) consapevoli che nessuna filtra i raggi Uv al 100% e che quindi bisogna limitare l’esposizione diretta al sole nelle ore in cui i raggi Uv sono più forti (dalle 11 alle 16). I neonati (0-6 mesi) devono stare all’ombra, avere braccia e gambe coperte e niente crema per la pelle, ancora troppo sensibile. Tra le creme solari per bambini Spf 50+ vince come 'Migliore del Test' Angstrom Bambini Latte spray solare idratante 50+ (175 ml) e come 'Miglior Acquisto' Nivea Sun Babies & Kids Sensitive Protect 5 in 1 Spray 50+ (270 ml) e Garnier Ambre Solaire Sensitive Advance Kids Spray 50+ (300 ml). Il parametro che pesa di più nel dare un voto alle creme solari è ovviamente quello della protezione: se un solare non rispetta il livello di protezione indicato viene penalizzato nel giudizio di qualità globale e quindi sconsigliato. Un laboratorio specializzato – su legge – ha verificato l’efficacia protettiva reale del prodotto e la sua corrispondenza con quella dichiarata in etichetta, valutando sia la protezione contro gli Uvb, i raggi responsabili di eventuali scottature ed eritemi, sia quella contro gli Uva, responsabili dei danni alla pelle a lungo termine e del foto-invecchiamento. Per fare questa valutazione Altroconsumo ha applicato un nuovo metodo di analisi (Hybrid Diffuse Reflectance Spectroscopy) più etico rispetto al metodo standard ISO che prevede che i soggetti vengano sottoposti a radiazioni che provocano eritemi. Infatti, il nuovo metodo irradia poco la pelle dei volontari e non provoca danni. Quando ci sono prodotti che non rispettano il livello di protezione indicato in etichetta, come in questo test, per essere sicuri del risultato vengono ritestati secondo gli standard ISO correnti e, in questo caso, i risultati sono stati confermati. Il test – riferisce la nota – ha verificato inoltre che nelle formulazioni non siano presenti ingredienti che possono essere dannosi per la salute e che, sebbene autorizzati, non sono considerati del tutto sicuri e per i quali sono state evidenziate delle problematiche legate al loro utilizzo. La buona notizia è che molti ingredienti poco sicuri per la salute non compaiono più nelle formulazioni pur essendo ammessi dalla legge e che le creme per bambini testate non contengono fragranze allergeniche. Due creme su 15 però sono state penalizzate nel giudizio di qualità globale, pur essendo efficaci nella protezione, in quanto contengono degli ingredienti non raccomandati, Leocrema Bimbi tripla protezione spray 50+ che contiene octocrylene, un filtro solare molto discusso per la sicurezza d’uso e Bilboa Bimbi Spray Solare Multi-posizione 50+ che contiene ethylhexyl methoxycinnamate, un filtro solare che è considerato un potenziale interferente endocrino. Il test ha valutato l'impatto ambientale generale di questi prodotti penalizzando quelli che contengono ingredienti tossici per l'ecosistema marino. Inoltre, sono stati valutati negativamente quelli difficili da smaltire nella differenziata o con il doppio imballaggio (Rilastil e Lancaster con scatola) e premiati quelli in plastica riciclata (Garnier Sensitive). In generale, la valutazione dell’impatto ambientale di questi cosmetici è mediocre e l’unico risultato appena sufficiente è quello di Nivea Sun Kids Mineral latte solare che ha una formula meno impattante sull’ambiente soprattutto perché contiene solo filtri fisici e non filtri chimici (o organici), che sono più di frequente quelli più negativi per l’ambiente. Per quanto riguarda invece i solari spray e creme con Spf 30, secondo l’indagine Altroconsumo tutti i prodotti testati sono efficaci e proteggono quanto promettono. Una buona notizia se pensiamo che, invece, nel recente test di Altroconsumo sulle creme solari viso (Spf 50 o 50+) ben 5 prodotti su 12 proteggono meno di quanto promesso. Si aggiudica il titolo di 'Migliore del Test', per i solari in crema, Nivea Sun Protect & Hydrate 30 (200 ml) e di 'Miglior Acquisto' Prep Latte solare 30 (200 ml). Mentre, per gli spray, vince il riconoscimento di 'Migliore del Test' e 'Miglior Acquisto' Nivea Sun Protect & Bronze 30 Spray (270 ml) e, sempre come 'Miglior Acquisto', Nivea Sun Protect & Hydrate 30 spray (270 ml). —[email protected] (Web Info)

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