(Adnkronos) – Il vulcano Kanlaon nelle Filippine è eruttato lunedì, producendo un enorme pennacchio di cenere che si è innalzato fino a 5.000 metri sopra la vetta, causando la cancellazione di decine di voli. L’Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs) ha affermato che l'eruzione, avvenuta alle 18.51 ora locale, è durata sei minuti ed è stata preceduta da un “forte terremoto”. Le immagini sui social media mostravano una spessa coltre di fumo nera che si alzava nel cielo notturno stellato. Altri mostravano una spessa coltre di cenere che ricopre le case. Secondo l' Autorità per l'aviazione civile delle Filippine, oltre 60 voli sono stati cancellati durante la notte, lasciando a terra oltre 5.000 passeggeri. L'aeroporto di Bacolod-Silay ha ripreso le operazioni martedì alle 11, ma si prevedono ritardi per i passeggeri. Dato che il livello di allerta sul vulcano è stato alzato a 2 su 5, i funzionari del governo locale hanno ordinato l'evacuazione obbligatoria di tutti i residenti che vivono entro un raggio di 3 chilometri dal vulcano. Situato a Negros, la quarta isola più popolosa dell'arcipelago, il Monte Kanlaon è uno dei 24 vulcani più attivi del paese. Si trova a cavallo tra due province e nel punto più alto dell'isola con un'altitudine di 2.465 metri sul livello del mare. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Ricostruito il naso a un bambino grazie alla stampa 3D e al suo fratellino
(Adnkronos) – Gli hanno ricostruito il naso progettandolo con l'ausilio della stampa 3D, 'copiando' quello del fratellino gemello per ottenere un risultato quanto più possibile naturale. È la storia di un bambino di 5 anni, operato con successo dal team di chirurghi dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, guidato dal dottor Flavio Facchini, specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. Nato prematuro alla 28esima settimana di gravidanza, il piccolo era privo della piramide nasale a seguito di una complicanza perinatale: di fatto il suo volto risultava senza nasino, con solo due buchini per respirare. I genitori si sono rivolti al Meyer per iniziare la ricostruzione il prima possibile, per evitare al bambino la grande sofferenza emotiva e le difficoltà sociali a cui sarebbe andato incontro senza un intervento tempestivo. Utilizzando le moderne tecnologie di scansione 3D è stato possibile acquisire la geometria del volto del gemello. La forma del naso è stata utilizzata per progettare e stampare strumenti di ausilio al chirurgo: grazie alla tecnologia 3D sono state stampate delle “sagome” che – proprio come fossero delle dime di taglio – sono servite per prelevare frammenti di cartilagine costale del bambino con altissima precisione, rendendo l'intervento il meno invasivo possibile. Questi frammenti sono stati assemblati, un po' come le tessere di un puzzle, per costruire l'impalcatura ossea e cartilaginea della piramide nasale, successivamente ricoperta con lembi cutanei prelevati dalla fronte e dal tessuto mucoso del piccolo. Non solo: sempre utilizzando le immagini 3D del volto del fratello, è stata realizzata anche una maschera trasparente sterile in 3D, che durante l'intervento ha consentito di verificare la perfetta corrispondenza delle dimensioni. Il primo intervento è durato oltre 7 ore, seguito da un secondo di rifinitura: entrambi sono riusciti perfettamente, il piccolo sta bene, è già a casa ed è tornato all'asilo. Racconta la mamma: "Fin dal primo contatto avuto con il dottor Facchini e il suo team abbiamo avuto la percezione di poterci affidare totalmente al Meyer: abbiamo trovato una disponibilità ed un’umanità incredibili, ci hanno accompagnati all’intervento con incontri periodici, affiancandoci e rispondendo a tutte le nostre domande. È andato tutto benissimo, questo incontro con il Meyer ha restituito al nostro bambino sicurezza in se stesso e la speranza di una vita normale, come quella del suo gemello: guardandosi adesso dice ‘Ora sono davvero come il mio fratellino e i miei compagni!'". Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione tra i chirurghi del Meyer e T3Ddy (www.t3ddy.org), il laboratorio sostenuto dalla Fondazione Meyer, coordinato dalla professoressa Monica Carfagni per l'Università di Firenze e dall'ingegnere Kathleen McGreevy per il Meyer, dedicato proprio all'introduzione di tecnologie 3D innovative nella pratica clinica. In sala, insieme al dottor Facchini, c'era la chirurga pediatrica Alessandra Martin, oltre ad anestesisti e infermieri, questi ultimi formati con un corso ad hoc in preparazione agli interventi di questo tipo. In fase pre-operatoria, ingegneri e medici hanno lavorato fianco a fianco: partendo dalla scansione 3D, gli ingegneri di T3Ddy, guidati dal prof. Yary Volpe, hanno ottimizzato il design della ricostruzione per adattarlo perfettamente alla conformazione specifica del paziente, identica a quella del gemello. Eseguendo una replica stampata in 3D del volto, è stato possibile simulare l'intero intervento due volte prima dell'esecuzione reale in sala operatoria. —[email protected] (Web Info)
Meteo, si cambia: arriva il caldo su tutta l’Italia con l’anticiclone Scipione
(Adnkronos) – Prima ondata di caldo su tutta l'Italia con l'anticiclone Scipione. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma l’arrivo dei primi 35°C anche al Nord entro venerdì e dei primi 38-39°C diffusi al Sud (Isole Maggiori, Calabria e Puglia) come conseguenza diretta della vasta espansione dell’Anticiclone Nordafricano verso l’Italia. Prima di arrivare al caldo insopportabile avremo altre ore di rovesci e temporali al Nord e qualche momento di frescura relativa anche al Centro-Sud: nel pomeriggio di oggi ritroveremo infatti degli acquazzoni sparsi al settentrione, in particolare a nord del Fiume Po. Si tratterà di fenomeni a macchia di leopardo più frequenti su Alpi, Prealpi e pianure adiacenti. Al Centro e al Sud non mancheranno nuvole di passaggio e le massime saliranno rispettivamente fino a 24-27°C e 31-33°C. Da domani l’anticiclone inizierà a far sul serio con sole prevalente su tutta Italia: sono attesi i primi picchi oltre i 30°C anche al Centro, mentre al Sud qualche nuvoletta impedirà la vera e propria impennata termica nordafricana. Al Nord inizieremo ad assaporare l’Estate. Tra giovedì e venerdì un cielo in prevalenza sereno e una maggiore forza di Scipione spingeranno il termometro verso l’alto: al Nord sono previsti 33°C in Emilia, al Centro 32°C a Terni e 30°C diffusi con tanta umidità, al Sud toccheremo già i 36°C, ovviamente all’ombra. Ma il vero exploit del caldo arriverà nel weekend con i picchi più alti di Scipione: fino a 39-40°C all’ombra tra Sicilia, Sardegna e Calabria, 35-36°C anche nelle zone interne del Centro, e un’afa pazzesca in Pianura Padana con il termometro ben oltre i 32-33°C reali, ma con valori percepiti molto più alti. La particolarità di questa prima ondata di calore sarà infatti l’afa. Le condizioni risulteranno calde, ma anche molto umide a causa delle abbondanti piogge cadute nelle ultime settimane. Il primo sole estivo farà infatti 'ribollire' i terreni saturi d'acqua e creerà un ambiente quasi tropicale. E' prevista una sensazione di afa opprimente specie in Emilia Romagna, lungo i settore adriatici, ma in pratica su quasi tutte le zone interne, fondovalle alpini compresi. Al Nord sole alternato a temporali sparsi. Al Centro in prevalenza soleggiato. Al Sud sole prevalente, nubi in Sicilia con qualche piovasco. Al Nord soleggiato e caldo. Al Centro soleggiato con caldo estivo. Al Sud nuvole sparse specie in Sicilia, ma clima caldo. Al Nord tutto sole con caldo estivo. Al Centro tutto sole con caldo estivo. Al Sud sole e clima caldo. —[email protected] (Web Info)
Messico, uccisa la sindaca di Cotija
(Adnkronos) – Ancora un omicidio in Messico. All'indomani dell'elezione della prima donna presidente, Claudia Sheinbaum, è stata uccisa la sindaca di Cotija, città dello stato occidentale messicano di Michoacan. Yolanda Sanchez Figueroa – che lo scorso anno era già stata sequestrata da un gruppo armato – è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco. Insieme alla sindaca è rimasto ucciso anche uno degli uomini della sua scorta. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano messicano "La Jornada", Sanchez Figueroa è stata raggiunta da 19 colpi sparati da un commando armato di fucili d'assalto. I killer sono riusciti a dileguarsi, nonostante l'agguato sia avvenuto in una via non lontana dal centro della città, dove c'è una forte presenza delle forze di sicurezza, dal momento che nell'area si trova la presidenza del municipio e la polizia locale. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Gaza, Biden: “Credibile che Netanyahu prolunghi guerra per propri interessi”
(Adnkronos) – ''Non c'è una posizione chiara'', nessuna ''approvazione concreta'' né da parte israeliana, né da parte di Hamas rispetto al piano presentato dall'Amministrazione Biden per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari, secondo il quale è invece chiaro che ''nessuno può ottenere una vittoria totale in questa guerra''. E ''non ci sono altre opzioni sul campo'' per porre fine alla guerra se non quella di sedersi al tavolo delle trattative e raggiungere un accordo, sottolinea. ''Penso che sia molto chiaro alla comunità internazionale che affermare di poter spazzare via Hamas, o di mettere da parte del tutto la questione palestinese, non farà altro che produrre più violenza'', ha detto al-Ansari. Nel corso di una conferenza stampa a Doha il portavoce del Qatar, Paese impegnato nella mediazione tra le parti, ha affermato che non ci sono ancora state ''approvazioni concrete'' di nessuna delle parti alla proposta sul tavolo. "Ci sono state dichiarazioni dei ministri israeliani che non ci danno molta fiducia riguardo al fatto che ci sia una posizione unitaria in Israele rispetto all'attuale proposta sul tavolo", ha detto al-Ansari. ''Possiamo però anche vedere uno slancio positivo da entrambe le parti'', ha aggiunto secondo quanto riporta al-Jazeera. Quello che ''come comunità internazionale dobbiamo'' fare è ''esercitare pressione su entrambe le parti affinché accettino le proposte sul campo e pongano fine immediatamente a tutto'' quello che sta accadendo tra Hamas e Israele. Ma questo si può ottenere solo se, ha sottolineato, ''tutti noi lavorassimo insieme per assicurarci che entrambe le parti comprendano che hanno bisogno di ottenere una soluzione adesso". "Non ho intenzione di commentare", ma "ci sono tutte le ragioni per trarre questa conclusione". Lo ha detto al Time il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, rispondendo alla domanda se fosse d'accordo con chi in Israele ritiene che il primo ministro, Benjamin Netanyahu, stia prolungando la guerra a Gaza per i propri interessi politici. "Il mio principale disaccordo con Netanyahu è: cosa succederà dopo" la guerra a Gaza, ha dichiarato poi Biden, precisando di averne parlato con i governi di Egitto, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati. Se lo scenario prevede un ritorno delle forze israeliane nell'enclave palestinese "non può funzionare", ha affermato Biden, sottolineando la necessità di "una transizione verso una soluzione a due Stati". "L'ultima offerta che Israele ha fatto è stata molto generosa in termini di chi sarebbe disposto a rilasciare, di cosa darebbe in cambio, eccetera. Bibi (Netanyhu, ndr) è sottoposto a una pressione enorme sugli ostaggi quindi è pronto a tutto pur di riportarli indietro", ha detto il presidente degli Stati Uniti. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato di ''non essere d'accordo con la fine della guerra'' nella Striscia, sottolineando che "il piano presentato da Biden è parziale" e "non accurato", con alcuni "gap" rispetto alla proposta di Israele. Intervenendo davanti ai membri del comitato per gli affari esteri e la sicurezza della Knesset, Netanyahu ha sottolineato infatti che ''la guerra verrà fermata allo scopo di restituire gli ostaggi e poi discuteremo". E rimane ancora incerta la data in cui Netanyahu interverrà al Congresso americano, mentre sembra accantonata quella del 13 giugno – di cui ieri aveva parlato un assistente alla leadership del Congresso – perché coincide con la festività ebraica di Shavuot, oltre che con la visita in Italia del presidente americano Joe Biden per il G7. Lo speaker della Camera, Mike Johnson ha annunciato che all'esame ci sono varie opzioni. "Stiamo cercano di organizzarlo per un periodo di tempo compreso entro le prossime due settimane e avvertiamo un senso di urgenza, sia da parte nostra sia da parte del primo ministro, quindi spero che riusciremo", ha affermato, precisando: "Abbiamo un paio di opzioni che stiamo valutando il suo staff e il mio, quindi risolveremo". Una fonte a conoscenza dell'organizzazione, citata dalla Cnn, sostiene che probabilmente Netanyahu verrà al Congresso a luglio. Il premier israeliano era stato invitato pochi giorni fa dai 4 leader – Repubblicani e Democratici – di Camera e Senato a intervenire. Nulla era stato detto di un possibile incontro alla Casa Bianca per l'occasione. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha detto che darà il suo ''pieno sostegno a qualsiasi accordo'' che possa portare al rilascio degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza e che preservi ''gli interessi di sicurezza di Israele''. Intervenendo su 'X', Herzog ha ''ribadito la mia posizione chiara e ferma: non esiste mitzvah (buona azione, ndr) più grande del ritorno dei prigionieri".
Israele ritiene che più di un terzo degli ostaggi a Gaza siano morti. Delle circa 250 persone catturate il 7 ottobre, decine sono state liberate durante la tregua di novembre, mentre alcuni corpi sono stati recuperati dalle truppe israeliane all'interno della Striscia. Secondo il governo israeliano, rimangono 120 prigionieri, 43 dei quali sono stati dichiarati morti sulla base di varie fonti di informazione. Hamas ha affermato che diversi prigionieri sono stati uccisi negli attacchi aerei israeliani o sono morti a causa delle ferite non curate per l'assenza di assistenza sanitaria a Gaza. Il numero delle persone uccise negli attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre è salito ad almeno 36.550, di cui 71 nelle ultime 24 ore. Lo rende noto il ministero della Sanità di Gaza. Almeno 82.959 persone sono rimaste ferite, di cui 182 nell'ultimo giorno, secondo gli ultimi dati. E sono circa 15.000 i minori uccisi secondo il ministero dell’Istruzione gestito dall’Autorità Palestinese a Ramallah, aggiungendo che la maggior parte di essi è morta a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est ed era composta per lo più da studenti o da bambini in età prescolastica. "Israele ha distrutto scuole e asili nido e ha preso di mira i civili, in particolare i bambini, che sono stati sfollati con la forza, detenuti o privati dell’accesso al cibo e alle cure mediche", ha affermato il ministero. Gli Stati Uniti hanno presentato una risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in sostegno della proposta del presidente Biden. "Numerosi leader e governi, anche della regione, hanno appoggiato il piano e chiediamo al Consiglio di sicurezza di unirsi a loro nel chiedere l'attuazione di questo accordo senza rinvii e senza ulteriori condizioni", ha detto l'ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Linda Thomas-Greenfield, annunciando il testo. L'ambasciatrice ha ricordato che "i membri del Consiglio hanno sempre chiesto i passi delineati in questo accordo: riportare gli ostaggi a casa, garantire un cessate il fuoco completo, consentire l'aumento di assistenza umanitaria a Gaza e la ristrutturazione dei servizi essenziali, e porre le basi per un piano di ricostruzione a lungo termine per Gaza". Dunque, ha concluso, "i membri del Consiglio non dovrebbero lasciarsi sfuggire questa opportunità". Il numero due di Hezbollah, Sheikh Naim Qassem, ha dichiarato che il gruppo libanese ha deciso di non espandere la portata delle sue operazioni ma è pronto a farlo qualora ne fosse costretto. Parlando con al Jazeera, Qassem ha detto che "Hezbollah è pronto per la battaglia e che non permetterà a Israele di ottenere alcuna vittoria". "Qualsiasi espansione israeliana della guerra al Libano si scontrerà con devastazione, distruzione e sfollamento in Israele – ha aggiunto – Se Israele vuole combattere una guerra totale, siamo pronti". Otto membri delle forze di polizia gestite da Hamas sono stati uccisi in un attacco di droni dell'Idf mentre viaggiavano all'interno del loro veicolo nel centro di Gaza. Lo riporta Ynet News. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Terremoto oggi in Svizzera, scossa di magnitudo 4.2
(Adnkronos) – Scossa di terremoto oggi in Svizzera di magnitudo 4.1 con epicentro a Studen nel canton Berna nella regione del Seeland. A darne notizia è Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) su X che parla di una profondità di 8.2 chilometri. —internazionale/[email protected] (Web Info)
Roma, arrestato Marcello Colafigli: ex boss della Banda della Magliana
(Adnkronos) – Arrestato Marcello Colafigli, uno dei capi storici della Banda della Magliana. E' finito in manette nell'ambito di un'operazione antidroga della Direzione distrettuale antimafia nelle province di Roma, Napoli, Foggia e Viterbo. Misure cautelari nei confronti di 28 persone indagate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, di tentata rapina in concorso, tentata estorsione in concorso, ricettazione e possesso illegale di armi, procurata inosservanza di pena e favoreggiamento personale. Le indagini, avviate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e dirette dalla DDA di Roma nel giugno 2020, hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un sodalizio criminale, con base logistica nella Capitale e operativo nell’area della Magliana e sul litorale laziale, capeggiato da Marcello Colafigli che, nonostante in regime di semilibertà, era riuscito a pianificare cessioni ed acquisti di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti dall’estero (Spagna e Colombia), mantenendo rapporti con esponenti della 'ndrangheta, della camorra, della mafia foggiana e con albanesi inseriti in un cartello narcos sudamericano. Marcello Colafigli, è stato riconosciuto unitamente a Franco Giuseppucci, Enrico De Pedis, Maurizio Abbatino e Nicolino Selis, come uno dei soci fondatori del gruppo criminale noto con il nome Banda della Magliana”. Gravato da più ergastoli, è stato condannato, tra l'altro, per il sequestro e l'omicidio del Duca Massimo Grazioli Lante della Rovere (considerata l'azione con cui la Banda ha iniziato la propria attività criminale) e l'omicidio, come mandante, di Enrico De Pedis. "L'eccezionalità dell'attitudine delinquenziale di Marcello Colafigli, elemento storico della Banda della Magliana, è resa evidente non solo dalla sua disinvoltura nell'intrattenere legami con figure criminali di primo piano o dalla facilità nel compimento di reati di varia natura ma, ancor più, dall'impermeabilità al trentennale periodo di carcerazione non essendo mutate né l'indole né la conoscenza delle dinamiche criminali nel territorio romano e nazionale" si legge nell'ordinanza del gip di Roma Livio Sabatini. Colafigli "non appena è stato ammesso allo svolgimento del lavoro esterno al carcere, sfruttando la copertura offertagli dalla responsabile della cooperativa, ha organizzato, in breve tempo, un rilevante numero di importazioni di cocaina e hashish, di ingente quantità e con abilissime modalità sia nell'escogitare il trasferimento del denaro ai fornitori colombiani sia nel trasporto del narcotico, sfruttando canali italiani ed esteri e programmando, infine, di fuggire all'estero con i proventi delittuosi, in un prossimo futuro mediante l'utilizzo di documenti falsi", si legge nell’ordinanza che ha disposto il carcere per l’ex Banda della Magliana . Inoltre “ha agevolmente costituito, diretto e coordinato la compagine criminale, composta da soggetti del tutto affidabili e non improvvisati, con una stabile base logistica, disponendo di sicuri canali di importazione (colombiani, spagnoli, albanesi, italiani) e su una vasta platea di soggetti (taluni di comprovata e palese capacità delinquenziale) estremamente fedeli al Colafigli, riconosciuto come un criminale autorevolissimo”, si spiega nell’ordinanza. “Il ruolo apicale e strategico di Marcello Colafigli nell'ambito del sodalizio criminale è desunto in modo lineare dall'esame delle intercettazioni rivelatrici della sua funzione sovraordinata e dall'autorità criminale esercitata nei confronti dei sodali”, scrive il gip . “Il suo ruolo di capo deputato a risolvere i diversi problemi insorti nella gestione del traffico degli stupefacenti o nel reperire le risorse economiche necessarie è emerso in molteplici occasioni. Si deve infine sottolineare la facilità di Colafigli di intrattenere in prima persona i contatti diretti con associazioni criminali di diversa provenienza e con figure delinquenziali senz'altro non trascurabili per reperire sostanze stupefacenti in ingente quantità o per realizzare le finalità illecite, capacità sintomatica dell'eccezionale attitudine criminale dell'indagato e della sua familiarità con logiche delinquenziali” conclude il gip. In regime di semilibertà, Marcello Colafigli sarebbe riuscito a coordinare una attività di traffico di stupefacenti grazie anche alla compiacenza della responsabile di una Cooperativa Agricola, si legge nell’ordinanza di oggi, dove avrebbe dovuto svolgere l’attività lavorativa, ottenendo la possibilità di allontanarsi a suo piacimento e di incontrare all’interno della cooperativa stessa i propri sodali, che lo avrebbero aiutato a eludere le investigazioni. Non solo. Avvalendosi anche del proprio prestigio criminale, il 'Bufalo' Colafigli è indiziato di aver guadagnato la fiducia di un gruppo di albanesi inseriti in un importante cartello colombiano operativo nella città di Turbo (Colombia). Il referente sud americano, originario di Medellin, è anche lui destinatario della misura cautelare in carcere ma risulta irreperibile. L’uomo al vertice del gruppo 'degli albanesi', punto di contatto con il cartello colombiano, si è prestato per andare di persona a trattare con i fornitori sudamericani ed è suggestivo il passaggio delle intercettazioni in cui descrive le difficoltà da affrontare per entrare illegalmente in Colombia e le cautele utilizzate dai trafficanti locali per eludere le attività d’indagine come l’utilizzo di apparecchi satellitari e il ricorso spregiudicato alle armi da fuoco. Nel corso delle indagini, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno raccolto gravi elementi in relazione alla collaborazione finanziaria tra il sodalizio di Colafigli ed esponenti della criminalità organizzata della provincia di Foggia i quali avevano finanziato l’importazione dalla Colombia di 30 kg di cocaina a 200.000 euro. Trattativa che però non è poi andata a buon fine, poiché a uno dei sodali, incaricato di effettuare il pagamento con money transfer verso la Colombia, sono stati sottratti da un parente, suo complice, i soldi accreditati su un conto dedicato. Ne sarebbero nati dissidi, non degenerati in azioni violente solo grazie all’intermediazione di Colafigli. Ma per rientrare del debito maturato con la malavita foggiana, Colafigli avrebbe organizzato una rapina ai danni di un soggetto noto nell’ambiente come 'riciclatore'. I Carabinieri sono però intervenuti, evitando il compimento del delitto fermando le persone che avrebbero dovuto mettere a segno la rapina, recuperando in quella occasione uno storditore elettrico, uniformi, palette e pettorine con l’emblema della Guardia di Finanza nonché una pistola Beretta. Tra le persone del sodalizio deputate allo spaccio di droga vi è anche un uomo, ferito da colpi d’arma da fuoco il 25 marzo scorso in via Pian Due Torri alla Magliana, anch’egli destinatario dell’ordinanza di oggi. Nel corso delle fasi esecutive dell’operazione, questa mattina a Roma, i Carabinieri hanno trovato e sequestrato circa 400.000 euro, durante una perquisizione a casa di uno degli indagati. —[email protected] (Web Info)
Ucraina: “Attacco su territorio russo con missili forniti dall’Occidente”
(Adnkronos) – Le forze ucraine hanno colpito un sistema missilistico, utilizzando armi, fornite dall'Occidente, nel territorio russo. E' quanto ha scritto la vice premier ucraina e ministro per la Reintegrazione dei territori temporaneamente occupati Iryna Vereshchuk sui social. "Brucia magnificamente, è un S-300, sul territorio russo nei primi giorni dopo il permesso di usare armi occidentali sul territorio nemico”, ha postato su Facebook insieme a una foto in cui mostra l’attacco. Ciò avviene pochi giorni dopo che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha concesso all’Ucraina il permesso di effettuare attacchi limitati, utilizzando armi statunitensi nel territorio russo intorno a Kharkiv, e dopo che alcune nazioni europee avevano rimosso le restrizioni sull'uso delle armi. Non è chiaro se le armi, utilizzate nell'attacco descritto da Vereshchuk, fossero fornite dagli Stati Uniti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky negli ultimi giorni ha elogiato "la decisione di Biden di consentire alcuni attacchi in territorio russo come un 'passo avanti' che aiuterà le sue forze a difendere la regione di Kharkiv". Se gli Stati Uniti hanno concesso un via libera condizionato all'uso delle proprie armi in territorio russo, altri Paesi hanno dato semaforo verde in toto: dalla Francia al Canada, dai paesi baltici alla Svezia. Nelle ultime ore, i Paesi Bassi si sono spinti anche oltre. I caccia F-16 che verranno messi a disposizione di Kiev, ha reso noto il ministro della Difesa, potranno colpire obiettivi militari in territorio russo. Non comporta rischi di escalation la scelta della Germania di consentire a Kiev l'uso di armi tedesche per colpire il territorio russo. A dirsene convinto, in un'intervista ad Antenne Bayern, è stato il cancelliere Olaf Scholz, commentando il cambiamento di rotta del suo governo. "Siamo certi che questo non favorirà una escalation perché – come detto anche dal presidente americano – si tratta solo di essere in grado di difendere una grande città come Kharkiv, per esempio. E credo sia chiaro a tutti che questo debba essere possibile". La decisione – ha poi assicurato Scholz – è stata presa con "attenzione" assieme ad "amici e alleati". "E i cittadini tedeschi possono contare sul fatto che non lascerò che alcuna forma di pressione mi spinga a prendere una decisione che non è giusta né adeguata al momento" conclude. —internazionale/[email protected] (Web Info)
30 anni senza Massimo Troisi, il ‘Pulcinella senza maschera’ moriva il 4 giugno 1994 – Foto
(Adnkronos) – Sono passati 30 anni oggi, 4 giugno, dalla morte di Massimo Troisi. "Ma il suo sorriso resta", canterebbe l'amico Pino Daniele. Una comicità indagatrice dell’animo umano la sua, tutta napoletana e capace di arrivare a tutti. (FOTOGALLERY) Quando se n’è andato, a soli 41 anni, stroncato da un infarto, era a casa di sua sorella Annamaria a Ostia. Quegli occhi che hanno saputo emozionare interpretando personaggi intensi come 'Il Postino' Mario Ruoppolo o il mite Michele di 'Che ora è', non si sarebbero aperti più: morì nel sonno. 'Il comico dei sentimenti', come spesso è stato definito, aveva un cuore grande ma anche molto fragile, sin dall'infanzia gli erano stati diagnosticati gravi problemi cardiaci che lo hanno accompagnato per tutta la vita fino a causarne la morte. Soprannominato il 'Pulcinella senza maschera', Troisi, nato a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, il 19 febbraio 1953, cominciò la sua carriera con gli amici del gruppo 'I Saraceni' – diventato poi 'La Smorfia' -: Lello Arena ed Enzo Decaro. Un successo inatteso, quello del trio, che lanciò Troisi verso l'esordio al cinema con il film 'Ricomincio da tre' (1981), che ne consacrò il suo successo da attore, autore e regista, regalandogli subito due David di Donatello, tre nastri d'argento e due Globi d'oro. Fu da allora che si dedicò esclusivamente al cinema, interpretando 12 film, cinque dei quali diretti da lui stesso. Dopo 'Ricomincio da tre', ogni film di Troisi in veste di autore, attore o regista, fu un ulteriore successo: da 'Scusate il ritardo' del 1983 al memorabile 'Non ci resta che piangere' con Roberto Benigni nel 1984. Nel 1987 interpretò e girò 'Le vie del Signore sono finite', ambientato durante il periodo fascista, film che segnò un passaggio importante nella sua evoluzione artistica. L'ultimo film che Troisi scrisse, diresse e interpretò fu 'Pensavo fosse amore…invece era un calesse' del 1991, con Francesca Neri e Marco Messeri. Già malato, volle però affrontare la sfida de 'Il Postino', il suo film-testamento, diretto da Michael Radford e ispirato a 'Il postino di Neruda' dello scrittore cileno Antonio Skarmeta (5 nomination e premio Oscar per la miglior colonna sonora di Luis Bacalov). Durante le riprese del film le condizioni di salute di Troisi peggiorarono giorno dopo giorno, al punto da costringerlo a farsi sostituire da una controfigura per le scene più faticose. Ma riuscì a terminare le riprese. Il suo cuore smise di battere poche ore dopo che era stato dato l'ultimo ciak. —[email protected] (Web Info)
Liste attesa, da esami nel weekend a Cup unico: via libera Cdm a nuove misure
(Adnkronos) – Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge per l'abbattimento delle liste di attesa. "I provvedimenti approvati oggi in Cdm sono frutto di lavoro di confronto con le regioni, gli Ordini professionali e le associazioni dei cittadini, che sono i veri scontenti delle liste d’attesa. Si va incontro ai cittadini”, ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci annunciando: "Dal primo gennaio 2025 sarà abolito il tetto di spesa per il personale sanitario". Nella bozza di 7 articoli è previsto un Cup unico, la possibilità di effettuare esami nel weekend e la nascita di una Piattaforma nazionale per le liste d'attesa (da istituire presso l'Agenas, agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), con l'obiettivo di disporre un monitoraggio puntuale e reale dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie. La necessità di un nuovo sistema di monitoraggio era stata più volte evidenziata dal ministro stesso, per conoscere esattamente i tempi di attesa prestazione per prestazione, regione per regione. La piattaforma nazionale, nelle intenzioni del provvedimento, dovrà dialogare con quelle regionali delle liste di attesa, garantendo l'interoperabilità (le linee guida saranno definite in un decreto del ministro della Salute). E il nuovo sistema supererà quello attuale che non consente di conoscere l'offerta di prestazioni rispetto alla domanda e non ha permesso finora di avere un quadro reale dei tempi di attesa sui territori. E' questo il primo di 7 articoli che dovrebbero comporre il decreto legge, il quale sarà accompagnato da un Ddl. Un testo che fra i punti cardine ha, come spiegato anche dal ministro, l'allentamento del tetto di spesa per il personale. Oltre al nuovo sistema di monitoraggio che permetterà ad Agenas, in caso riscontri inefficienze o anomalie nell'ambito del controllo delle agende di prenotazione, di procedere con audit nei confronti delle aziende sanitarie per superare le difficoltà rilevate, una delle novità (articolo 2) è l'istituzione di un ispettorato generale di controllo sull'assistenza sanitaria, alle dirette dipendenze del ministero della Salute, con l'obiettivo di rafforzare le attività di monitoraggio e controllo del Sistema nazionale Siveas istituito nel 2005. L'ispettorato avrà il compito di verificare presso le aziende sanitarie e ospedaliere, il corretto funzionamento del sistema di gestione delle liste di attesa e dei piani operativi per il recupero delle liste. Ed è autorizzato ad accedere in tutte le tipologie di strutture sanitarie per verificare e analizzare le disfunzioni emergenti a seguito del controllo delle agende di prenotazione, sia su segnalazione del cittadino, di enti locali e associazioni di categoria utenti sia d'ufficio e di propria iniziativa. Nel provvedimento in arrivo si parla di obbligo di un Cup unico regionale o infraregionale con tutte le prestazioni disponibili del pubblico e del privato convenzionato. Obiettivo: ovviare al problema per cui oggi nei Cup regionali il privato convenzionato o non è presente o lo è in minima parte. Nella bozza viene citata anche la nullità del contratto con il privato accreditato che non provveda a inserire le prestazioni nei Cup pubblici; mentre per chi è autorizzato ma non ancora accreditato, il collegamento con i Cup pubblici diventa requisito per il rilascio dell'accreditamento istituzionale. Nello schema del decreto si tocca il capitolo delle misure per garantire l'erogazione delle prestazioni nei tempi previsti (anche con ricorso a intramoenia o attraverso il privato accreditato). E viene ribadito il divieto per le aziende sanitarie e ospedaliere di sospendere o chiudere le attività di prenotazione, le agende. Si incentivano poi le Regioni ad adottare soluzioni digitali per agevolare la prenotazione autonoma delle visite e il pagamento del ticket. E si danno una serie di indicazioni, fra cui quella di garantire un sistema di recall al cittadino per evitare il fenomeno delle prestazioni prenotate e non effettuate (stimato in un 20% di casi). Anche per il cittadino ci sono regole da rispettare: chi non effettua la visita o l’esame prenotato senza preavviso dovrà pagare ugualmente il ticket, chi rifiuta un esame deve dare la possibilità ad altri di poter usufruire della prestazione. Confermato nell'ultima bozza il passaggio in cui si parla della possibilità di visite ed esami diagnostici anche il sabato e la domenica, prolungando la fascia oraria. E, come spiegato anche dal ministro, nell'articolo 5 si incrementa la spesa per il personale di un importo complessivo pari al 15% dell'incremento del Fondo sanitario rispetto all’anno precedente. Un tetto dunque meno stringente per il 2024, in attesa del superamento che era stato prospettato dal 2025 attraverso la sostituzione con un altro meccanismo non di tipo vincolante ma legato alla programmazione delle aziende sulla base di un fabbisogno standard di personale sanitario. Gli ultimi punti del Dl, secondo la bozza, affrontano all'articolo 6 il nodo dell'aumento per gli anni 2025 e 2026 della quota del fondo sanitario nazionale che le Regioni possono usare per l’acquisto di prestazioni da privato convenzionato e le precisazioni sulle risorse già stanziate per il 2024. Infine in un ultimo articolo si entra nel merito dell'istituzione di una infrastruttura nazionale di intelligenza artificiale che eroga servizi di supporto per la gestione delle liste di attesa. Aumento della tariffa oraria del 20% delle prestazioni aggiuntive e decontribuzione fiscale con tassazione separata ad aliquota fissa del 15%, è un'altra delle misure economiche dedicate al personale sanitario. Nello schema del Ddl si prevede anche che si possa ricorrere agli specialisti ambulatoriali interni per il recupero delle liste d'attesa, e per questo l'idea è di disporre uno stanziamento di 100 milioni per aumentare a 100 euro la tariffa oraria per la prestazione dello specialista. Infine si alzerebbero fino a 10 ore settimanali le quote degli incarichi libero professionali per gli specializzandi. Un'altra misura che si vorrebbe introdurre con il Ddl punta a frenare il fenomeno del ricorso ai gettonisti: si tratta della possibilità per le aziende di assumere personale anche con contratti di lavoro autonomo. "Dal primo gennaio 2025 sarà abolito il tetto di spesa per il personale sanitario", ha annunciato quindi Schillaci ricordando che "esiste da almeno 20 anni e nessuno l'ha mai abolito fino ad adesso. Già nel 2024 per le regioni che lo vogliono, sarà possibile incrementare il tetto dal 10% al 15%". "La sanità italiana non sta morendo. Nel 2023 l'Istat ci dice che l'aspettativa di vita è tornata ai livelli pre-Covid, sono stato a Ginevra e l'Oms vede il nostro Servizio sanitario nazionale come punto di riferimento. Ognuno deve fare la sua parte, avremo un Ssn migliore e lo dobbiamo ai cittadini", ha affermato ancora il ministro. "I direttori generali di Asl e ospedali dovranno far rispettare i tempi certi per le prestazioni o con la possibilità dell’intramoenia o con il privato convenzionato”, ha fatto sapere inoltre. E nonostante qualche descrizione sui giornali di tensione, con il ministro dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti c’è sempre stato un clima di grande collaborazione, c'è grande rispetto, e abbiamo portato a casa quello che ci siamo prefissati” e sul rispetto dei tempi delle prestazioni dopo l’ok al Dl anti-liste d’attesa "mi aspetto da subito un cambio di passo e una piena collaborazione da parte delle Regioni, dei direttore generali, sanitari e dei medici, ma io confido assolutamente che ognuno farà la sua parte”, ha affermato il ministro. "C’è grande soddisfazione" scrive in una nota la Lega dopo il via libera del Cdm a dl e ddl. Ci saranno, spiegano, "più fondi per assumere personale, visite mediche anche nel weekend come già succede in alcune Regioni a guida Lega e il taglio delle liste d’attesa, migliorando il sistema di prenotazione: anche sulla sanità il governo procede con forza e buonsenso, per lasciarci definitivamente alle spalle l’era di Speranza". Per la segretaria del Pd Elly Schlein l'intervento del governo, invece, non risolve: "Oggi a 4 giorni dal voto hanno approvato in Cdm una norma che, peraltro, è già stata contestata anche dalle regioni guidate dal centrodestra, perché sembra fuffa. Vedremo il testo ma dalle anticipazioni che leggiamo non si affronta il nodo vero: se vogliamo abbattere le liste di attese bisogna sbloccare tetto assunzioni che venne messo dal governo Berlusconi con Meloni ministra nel 2009". —[email protected] (Web Info)









